*
Prof. Markus Krienke
Cattedra Antonio Rosmini
Facoltà di Teologia di Lugano
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2
* “quidquid fit contra conscientiam aedificat ad
Gehennam” (quello che si fa contro coscienza
edifica per la Geenna, porta alla condanna).
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3
* “[D]a questa corrottissima sorgente dell’indifferentismo
scaturisce quella assurda ed erronea sentenza, o piuttosto
delirio (deliramentum), che debbasi ammettere e garantire
per ciascuno la libertà di coscienza. Errore velenosissimo, a
cui appiana il sentiero quella piena e smodata libertà
d’opinare che va sempre alimentandosi a danno della chiesa
e dello stato, non mancando chi osa vantare con impudenza
sfrontata provenire da siffatta licenza vantaggio alla
religione. ‘Ma qual può darsi morte peggiore dell’anima che
la libertà dell’errore?’, esclama sant’Agostino”
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4
* “Contro l’insegnamento delle sacre Scritture, della chiesa e dei
santi padri non dubitano di asserire che la ‘migliore condizione
della società è quella in cui non si riconosce all’impero il dovere di
esprimere con pene stabilite i violatori della religione cattolica, se
non in quanto ciò sia richiesto dalla pace pubblica’ […] cioè [che]
‘la libertà di coscienza e dei culti essere diritto proprio di ciascun
uomo, che si deve con legge proclamare e sostenere in ogni società
ben costituita, ed essere diritto di ogni cittadino una totale
libertà, che non può essere limitata da alcuna autorità sia civile sia
ecclesiastica, in virtù della quale possano manifestare e dichiarare
i propri pensieri quali che siano, palesemente e in pubblico, sia a
viva voce, sia con la stampa, sia in altro modo’”
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* Condannate le affermazioni:
* “15. Ogni uomo è libero di abbracciare e professare quella religione
che, guidato dal lume della ragione, ciascuno avrà ritenuto vera”
* “55. La chiesa deve essere separata dallo stato, e
* lo stato dalla chiesa”
* “77. Nel nostro tempo non è più conveniente avere la religione
cattolica come unica religione di stato, a esclusione di tutti gli altri
culti”
* “79. È falso che la libertà civile di qualsiasi forma di culto, come anche
la piena potestà di manifestare apertamente e in pubblico qualunque
opinione e pensiero, porti più facilmente a corrompere i costumi e gli
animi dei popoli e a propagare la peste dell’indifferentismo”
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* “le libertà moderne […] come principi e basi di un nuovo
diritto il quale non fu conosciuto mai in precedenza e per
molti versi è in opposizione non solamente con la legge
cristiana, ma anche col diritto naturale”
* Le conseguenze sono: “abbandonare la religione alla coscienza
degli individui, dar piena libertà a ognuno di seguire quella
che più gli talenta, e anche nessuna, se così gli piace. Quindi
libertà di coscienza, libertà di culto, libertà di pensiero,
libertà di stampa”
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7
* “Dalle cose dette consegue che non è lecito invocare,
difendere, concedere libertà illimitata di pensiero, di
stampa, d’insegnamento e di culti, come altrettanti
diritti competenti naturalmente all’uomo. Infatti, se tali
fossero, si avrebbe diritto di essere indipendenti da Dio e
non potrebbe l’umana libertà essere moderata da legge
alcuna. Infine consegue che queste libertà, si possono, è
vero, quando lo richiedono cause giuste, tollerare, ma
dentro certi limiti, affinché non abbiano a degenerare in
eccessi
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* “Dunque la legge è guida all’uomo nell’azione, e con
premi e castighi lo induce al ben fare e lo allontana
dal peccato. Sovrana su tutto: tale è la legge
naturale, scritta e scolpita nell’anima di ogni uomo,
poiché essa non è altro che l’umana ragione che ci
ordina di agire rettamente e ci vieta di peccare.
Invero questa norma della ragione umana non può
avere forza di legge se non perché è voce e
interprete di una ragione più alta, a cui devono
essere soggette la nostra mente e la nostra libertà…
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9
… La forza della legge infatti consiste nell’imporre
doveri e nel sancire diritti; perchò si fonda tutta
sull’autorità, ossia sul potere di stabilire i doveri e di
fissare i diritti, nonché di sanzionare tali disposizioni
con premi e castighi; è chiaro che tutto ciò non
potrebbe esistere nell’uomo, se, legislatore sommo
di se stesso, prescrivesse a sé la norma delle proprie
azioni. Dunque ne consegue che la legge di natura
sia la stessa legge eterna, insita in coloro che hanno
uso di ragione, e che per essa medinano all’azione e
al fine dovuto: essa è la medesima eterna ragione di
Dio creatore e reggitore dell’intero universo”
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10
* In questo modo, verità ed errori vengono messi
sullo stesso livello
* Tommaso d’Aquina: la coscienza erronea
* Hegel: la coscienza individuale sempre “con un
piede nel male”
* L’errore si tollera, ma non sta dalla parte del
“diritto”
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11
* “Noi abbiamo dunque procurato di distinguere le idee di libertà
religiosa e di tolleranza, e abbiamo detto, che ‘allora vi è libertà
religiosa, quando ciascuno de’ cittadini che professa una religione
ammessa nello Stato, può conformare tutte le sue operazioni ai
doveri che gl’impone la sua religiosa credenza, senza soffrire
alcuna vessazione o persecuzione della legge o dal governo civile,
né per via diretta, né per via indiretta […]’. La tolleranza
all’incontro non consiste nella facoltà di adempiere alle proprie
obbligazioni, ma per lo contrario ‘nella permissione d’infrangerle,
senza incorrere in alcuna pena civile’; il che ben mostra, quanto
l’una cosa sia dall’altra diversa ed opposta”
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13
* Nella verità, nella giustizia, nella solidarietà e
nella libertà il perimetro che contiene la
società civile e la pace (PT 18 e 43)
* Distinzione tra errore ed errante
* Doveroso rispetto da parte della società del
diritto soggettivo della coscienza nella ricerca
del vero, anche se ve ne fosse lontana, in
buona o cattiva fede (PT 83)
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14
* “Nell'età contemporanea gli esseri umani
divengono sempre più consapevoli della propria
dignità di persone e cresce il numero di coloro
che esigono di agire di loro iniziativa,
esercitando la propria responsabile libertà,
mossi dalla coscienza del dovere e non pressati
da misure coercitive”
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15
* “L'uomo coglie e riconosce gli imperativi della
legge divina attraverso la sua coscienza, che è
tenuto a seguire fedelmente in ogni sua
attività per raggiungere il suo fine che è Dio.
Non si deve quindi costringerlo ad agire contro
la sua coscienza”
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16
* “Dio chiama gli esseri umani al suo servizio in
spirito e verità; per cui essi sono vincolati in
coscienza a rispondere alla loro vocazione, ma
non coartati. Egli, infatti, ha riguardo della
dignità della persona umana da lui creata, che
deve godere di libertà e agire con
responsabilità”
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17
* “Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una
legge che non è lui a darsi, ma alla quale
invece deve obbedire. Questa voce, che lo
chiama sempre ad amare, a fare il bene e a
fuggire il male, al momento opportuno risuona
nell'intimità del cuore: fa questo, evita
quest’altro”
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18
* N° 1: “E tutti gli esseri umani sono tenuti a cercare la
verità, specialmente in ciò che concerne Dio e la sua
Chiesa, e sono tenuti ad aderire alla verità man mano
che la conoscono e a rimanerle fedeli”
*
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19
* Laicità non favorisce solo una distinzione
necessaria e opportuna tra stato e Chiesa, ma
in qualche modo ne favorisce il dialogo e
costituisce allo stesso tempo un elemento
dinamico
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20
* “Voi avete sempre sentito dire che in morale ci sono i
diritti di coscienza. Anche la coscienza falsa (sono
ignoranti, ma sono in buona fede), ha i suoi diritti. Se
uno ha coscienza che quella è la sua religione ha il
diritto di tenersela, di manifestarla e di farne
propaganda. Si deve giudicare buona la propria
religione, ma anche quella degli altri. La scelta della
religione deve essere libera; quanto più è libera e
convinta, tanto più chi l’abbraccia se ne sente onorato.
Questi sono i diritti, i diritti naturali. Ora, non c’è un
diritto al quale non corrisponda…
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21
* … anche un dovere. I non cattolici hanno il diritto di
professare la loro religione, e io ho il dovere di
rispettare il loro diritto: io privato, io prete, io vescovo,
io stato […]. Qualcuno si ribellava a questi enunciati in
concilio. E i diritti della verità? I diritti della verità non
esistono, non c’è un diritto della verità. La verità non è
una persona che cammina per la strada; vi sono solo i
diritti della persona. Ci sono persone fisiche e morali
che hanno il diritto di cercare la verità. […] La verità
non è un soggetto di diritto: solo le persone umane sono
soggetto di diritto”
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22
* Concepire la società non “dall’alto” ma a partire
dalla persona
* Il soggetto non deve semplicemente “ubbidire” alle
norme e istituzioni sociali, ma ne deve essere il
soggetto e il creatore
* Principio fondamentale della Dottrina sociale della
Chiesa: la dignità della persona (GS 25)
* Attraverso le norme sociali e le istituzioni si deve
anche esprimere il dovere di solidarietà
* Antiperfettismo e principio di sussidiarietà
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23
* Hegel: “Le leggi in questa antitesi contro ciò che la
religione ha dichiarato santo, appaiono come qualcosa
che è fatto dall’uomo […]. Così tali leggi, quand’anche il
loro contenuto fosse il vero, naufragano nella coscienza,
il cui spirito è diverso dallo spirito delle leggi e non le
sanziona” (Enciclopedia, § 552)
* Alfonso de Liguori: dal rigorismo morale allo studio delle
circostanze concrete dell’azione
* Esagerata servitù legale come impedimento alla salvezza
* Prima enciclica sociale Rerum novarum: non solo etica
individuale ma anche giustificazione delle istituzioni
sociali
* Concilio Vaticano II: dal diritto naturale al diritto di
persona (Gaudium et spes, 25: la persona umana come
principium, subiectum e finis di ogni istituzione sociale)
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24
* Bene comune, ma determinazione del bene
comune a partire dal soggetto
* “Per il resto si deve lasciare che nella società
umana governi la più completa libertà, il che
implica che all’uomo dev’essere attribuito uno
spazio di libertà quanto più possibile ampio, e
tale libertà può essere ristretta soltanto se e
nella misura in cui ciò è necessario” (n° 7)
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25
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26
* Diritto esterno irrinunciabile della persona umana all’esercizio
privato e pubblico della religione secondo le esigenze della
propria coscienza
* Questo diritto non è fondato a partire da una determinata
costituzione soggettiva della persona, ma a partire dalla sua
stessa essenza
* E’ indipendente dalla verità oggettiva della convinzione religiosa
del singolo
* Passaggio dal “diritto della verità” al “diritto della persona”
* Non è fondata sullo “error invincibilis” (Card. Bea) della
coscienza ma è pensata come diritto soggettivo
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27
* “La verità non si impone che in forza della verità stessa,
la quale penetra nelle menti soavemente e con vigore”
* “Il diritto a questa libertà rimane anche a coloro che non
adempiono al loro dovere di cercare la verità e di
perseverare in essa, e l’esercizio di tale libertà non può
essere ostacolato, purché il giusto ordine pubblico
rimanga garantito”
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28
* Non si pronunciano più doveri specifici dello stato nei
confronti della “vera religione” e nessuna posizione
privilegiata della Chiesa in esso
* I doveri dello stato si riferiscono alla libertà religiosa
stessa
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29
* “Infine il potere civile deve provvedere che l'eguaglianza
giuridica dei cittadini, che appartiene essa pure al bene
comune della società, per motivi religiosi non sia mai lesa,
apertamente o in forma occulta, e che non si facciano fra
essi discriminazioni”
* “Da ciò segue che non è permesso al pubblico potere
imporre ai cittadini con la violenza o con il timore o con
altri mezzi la professione di una religione qualsivoglia
oppure la sua negazione, o di impedire che aderiscano ad
un gruppo religioso o che se ne allontanino”
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30
* Non si chiede per la Chiesa più di ciò che spetta come
diritti soggettivi alla comunità dei credenti
* Questa base è la libertà religiosa: la sua salvaguardia,
tutela, garanzia
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31
* “[L]a Chiesa rivendica a sé la libertà in quanto è una
comunità di esseri umani che hanno il diritto di vivere
nella società civile secondo i precetti della fede cristiana”
* “Nello stesso tempo i cristiani, come gli altri uomini
godono del diritto civile di non essere impediti di vivere
secondo la propria coscienza. Vi è quindi concordia fra la
libertà della Chiesa e la libertà religiosa che deve essere
riconosciuta come un diritto a tutti gli esseri umani e a
tutte le comunità e che deve essere sancita
nell'ordinamento giuridico delle società civili”
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32
* Libertà dei genitori nella scelta dell’istituzione
scolastica
* I figli non possono essere costretti ad un insegnamento
che va contro la volontà dei genitori
* Unico “diritto corporativo” di libertà religiosa
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33
* “Ad ogni famiglia – società che gode di un diritto proprio e
primordiale – compete il diritto di ordinare liberamente la
propria vita religiosa domestica sotto la direzione dei
genitori. A questi spetta il diritto di determinare l'educazione
religiosa da impartire ai propri figli secondo la propria
persuasione religiosa. Quindi deve essere dalla potestà civile
riconosciuto ai genitori il diritto di scegliere, con vera libertà,
le scuole e gli altri mezzi di educazione, e per una tale
libertà di scelta non debbono essere gravati, né direttamente
né indirettamente, da oneri ingiusti. Inoltre i diritti dei
genitori sono violati se i figli sono costretti a frequentare
lezioni scolastiche che non corrispondono alla persuasione
religiosa dei genitori, o se viene imposta un'unica forma di
educazione dalla quale sia esclusa ogni formazione religiosa”
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34
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35
* “una coscienza erronea è un non senso. Perché, quando
si tratta di giudicare oggettivamente se una cosa è o
non è un dovere, posso ben talvolta sbagliare, ma dal
punto di vista soggettivo, cioè quando si tratta
semplicemente di sapere se ho paragonato questa cosa
con la mia ragione pratica (che qui è giudice), per
dedurne un giudizio, io non posso sbagliare, perché
senza quel paragone non avrei esposto nessun giudizio
pratico. E in questo caso non vi sarebbe né errore né
verità…
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36
… Essere senza coscienza non significa
mancanza di coscienza, ma la tendenza a
non tenere nessun conto dei giudizi di essa.
Se però alcuno è conscio di aver agito
secondo coscienza, non gli si può domandare
nulla di più riguardo all’innocenza o alla
colpa. L’unica cosa a cui egli è tenuto, è di
illuminare il suo intelletto su ciò che è o
non è dovere; ma non appena si arriva o si è
arrivati al momento dell’azione di fatto, la
coscienza parla involontariamente e
inevitabilmente”
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37
* “La coscienza vi è presentata come il baluardo
della libertà di fronte alle limitazioni
dell’esistenza imposte dall’autorità”
* “E’ fuori discussione che si deve sempre
seguire un chiaro dettame di coscienza, o che
almeno non si può mai andare contro di esso.
Ma è questione del tutto diversa se il giudizio
di coscienza, o ciò che uno prende come tale,
abbia anche sempre ragione, se esso cioè sia
infallibile”
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38
* … Infatti, se così fosse, ciò varrebbe a dire che
non c’è nessuna verità, almeno in materia di
morale e di religione, ossia nell’ambito dei
fondamenti veri e propri della nostra esistenza.
Dal momento che i giudizi di coscienza si
contraddicono, ci sarebbe dunque solo una
verità del soggetto, che si ridurrebbe alla sua
sincerità”
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39
* Dopo essersi emancipata da tutti i vincoli,
autorità e tradizioni preesistenti, la libertà
soggettiva dell’individuo è sola con se stessa
* Crisi di orientamento
* Si cercano i valori fondamentali, ma in quanto
restano astratti, essi non hanno forza di
orientamento o di normazione
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40
* “Nell'esercizio di ogni libertà si deve osservare
il principio morale della responsabilità
personale e sociale: nell'esercitare i propri
diritti i singoli esseri umani e i gruppi sociali, in
virtù della legge morale, sono tenuti ad avere
riguardo tanto ai diritti altrui, quanto ai propri
doveri verso gli altri e verso il bene comune.
Con tutti si è tenuti ad agire secondo giustizia
ed umanità”
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41
* “È infatti manifesto che tutte le genti si vanno
sempre più unificando, che si fanno sempre più
stretti i rapporti fra gli esseri umani di cultura
e religione diverse, mentre si fa ognora più
viva in ognuno la coscienza della propria
responsabilità personale”
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42
* “tutto ciò che non proviene dal soggetto può essere solo una
determinazione imposta dall’esterno. Ma le cose si
presentano del tutto diverse a partire da un’antropologia
della coscienza quale abbiamo cercato di delineare a poco a
poco in queste riflessioni. L’anamnesi infusa nel nostro essere
ha bisogno, per così dire, di un aiuto dall’esterno per
diventare cosciente di sé. Ma questo “dal di fuori” non è
affatto qualcosa di contrapposto, anzi è piuttosto qualcosa di
ordinato ad essa: esso ha una funzione maieutica, non le
impone niente dal di fuori, ma porta a compimento quanto è
proprio dell’anamnesi, cioè la sua interiore specifica apertura
alla verità”
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43
*
Prof. Markus Krienke
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Coscienza e libertà. La Chiesa e i diritti umani