economia
scienze
storia
arte
Contesto economico
sociale italiano
Contesto
economico sociale
Beneventano
CONTESTO ECONOMICO
SOCIALE ITALIANO
INDUSTRIA
• sviluppo settori siderurgico, chimico e meccanico
• il pil aumentò da 4,6 a 16,7 miliardi di lire solo in 4 anni
• grande crescita di colossi industriali (ILVA, FIAT, ANSALDO,
BREDA)
• mobilitazione industriale (ministero per le armi e le munizioni)
• occupazione femminile
CETO MEDIO-BORGHESE
• inferiorità economica rispetto alle altre classi sociali
• perde il ruolo di guida del paese
• scontro con ceto operaio e con quella fascia di uomini che si
arricchirono grazie alla guerra
CASSE DELLO STATO
• debiti bellici:
- 15 miliardi di lire con l’Inghilterra
- 9 miliardi con USA
- 49 miliardi con altre 5 nazioni europee
• diminuzione del valore della lira
FIGURA DELL’ OPERAIO
• rivolte operaie
• le condizioni lavorative peggiorano
• Scontro con il ceto borghese
• aumento del costo della vita
CONTESTO ECONOMICO
SOCIALE BENEVENTANO
PRIMA DELLA GUERRA
Assetto sociale diviso in:
• grande blocco agrario
composto dalla massa
contadina
• Intellettuali della piccola e
media borghesia
• Grandi proprietari terrieri
L’ economia si fondava sull’
agricoltura come in tutto il resto
del meridione
Tuttavia mancava:
• un’ equa distribuzione dei
territori
• smistamento dei crediti agrari
DURANTE LA GUERRA
Per fronteggiare la mancanza di
lavoratori occupati sul fronte aumentò
l’ utilizzo di mezzi e macchinari per la
lavorazione dei campi
Iniziarono i nuovi esperimenti di
aratura con mezzi a vapore a scoppio e
anche elettrici
Mutò l’ istruzione scolastica che si
focalizzò soprattutto su una
preparazione di tipo tecnico relativa
a tali macchinari
Ad opera della provincia di Benevento e
della camera del commercio, il consorzio
granario provinciale si occupò dello
smistamento e della distribuzione di
cereali e farina quali elementi
fondamentali per la nutrizione della
popolazione agricola beneventana
Per facilitare tale diffusione furono
ripristinate le vie di comunicazione come
nuovi tronchi ferroviari, nuove strade e
regolamentazione dei corsi d’ acqua
-CRITICHE
-EVENTI
-BATTAGLIE
-CRONOLOGIA DEL CONFLITTO
EVENTI PREMONITORI DELLA GUERRA
Inizio 1900: politica aggressiva di Guglielmo II, corsa al riarmo;
1904: alleanza franco-inglese;
1905: prime tensioni in Marocco tra Germania e Francia;
1907: triplice intesa (Russia, Francia, Gran Bretagna);
1911: nuova crisi in Marocco tra Germania e Francia;
1912: guerra italo-turca e conquista della Libia da parte dell’ Italia;
prima crisi balcanica, sconfitta la Turchia;
1913: seconda crisi balcanica, Serbia rafforzata, Bulgaria vicina
alla Germania.
EVENTI STORICI
BRIGATA BENEVENTO
Costituita nel marzo 1915, XIV Corpo D'Armata parte
della 27a divisione fanteria comprendeva il 133° e
134° reggimento fanteria
Anno 1915
Dopo vari spostamenti, prima a Risano (presso Pavia
di Udine) poi tra San Valentino e San Lorenzo, la
brigata ingagia la battaglia, fra Redipuglia e
Soleschiano (nei pressi di Manzano). Qui il 133°
resiste il 24 luglio ad una violenta puntata nemica,
mentre il 134° partecipa all'offensiva per la conquista
di Monte Sei Busi. Il contegno ed il «magnifico
slancio» con cui quest'ultimo reggimento mosse alla
conquista della posizione, valse alla sua Bandiera la
medaglia d'argento al valor militare.
Dopo un periodo trascorso tra riposo, esercitazioni e
diversi spostamenti, la Brigata viene inviata ad
ottobre nei pressi di Santa Lucia dove trascorre
l'ultimo periodo dell'anno nel vano tentativo di
conquistare quelle posizioni.
Anno 1916
Tra il gennaio e il maggio la Brigata rimane
impegnata sulle posizioni di Santa Lucia,
sventando diverse puntate nemiche. La Brigata
comincia il suo spostamento verso la Val
d'Antenne, che raggiunge il 14 maggio: lì il 133°
viene destinato come riserva divisionale,
mentre il 134° intraprende una lunga azione
offensiva che lo porta, il 1° luglio, sulle pendici
nordorientali del Monte Colombara, a rincalzo
della Brigata "Rovigo". Successivamente alla
Brigata "Benevento", riunitasi nel settore di
Monte Palo, viene affidata la difesa di
quell'area.
Tra il 14 e il 15 agosto la Brigata è protagonista
di un accanito e sanguinosissimo scontro per la
conquista di posizioni nell'area del pianoro di
Santa Caterina: nel secondo giorno di
combattimenti, in cui opera il solo 134°, la
controffensiva austriaca è tale da costringere
gli uomini a ripiegare sulle loro linee di
partenza. Il giorno seguente la Brigata viene
sostituita e a fine mese è quindi inviata a
Resiutta, dove rimane per il resto dell'anno a
difesa dei sottosettori di Chiusaforte e Dogna.
Anno 1917
Tra il gennaio e l'ottobre la "Benevento" si alterna nei turni
di sorveglianza nel settore dell'Alto Fella. Il 29 ottobre, per
via dell'intensa pressione austriaca, si attesta in posizione
difensiva.
Il 4 novembre riceve l'ordine di ripiegare nella conca di San
Francesco: la preponderanza numerica del nemico blocca
qualsiasi possibilità di fuga per gli uomini della Brigata, che
solo a costo di gravissime perdite riescono ad aprirsi un
parziale varco al fine di sfuggire dall'accerchiamento
austriaco.
Il 21 novembre la Brigata "Benevento" è disciolta a San
Pietro in Giù: i suoi elementi vengono assegnati ad altre
unità come complementi.
Cronologia del conflitto
La cronologia riportata riguarda i momenti salienti della Grande Guerra
LA GUERRA LAMPO (1914)
L'inizio della 1 guerra mondiale, pensata come una guerra lampo, avviene nel
1914.
28 giugno: il pretesto per lo scoppio della guerra fu dato, a Sarajevo,
dall’assassinio dell’arciduca ed erede al trono Francesco Ferdinando e della
moglie Sofia, da parte di un indipendentista slavo.
23 luglio: ultimatum austro-ungarico alla Serbia.
28 luglio: l’Austria e l’Ungheria dichiarano guerra alla Serbia.
1 agosto: la Germania dichiara guerra alla Russia.
2 agosto: l’Italia si dichiara neutrale, decidendo in questo modo di non
partecipare al conflitto.
3 agosto: la Germania dichiara guerra alla Francia, invade il Belgio, mettendo
in atto il piano Schlieffen.
4 agosto: l’Inghilterra dichiara guerra alla Germania.
GUERRA DI TRINCEA (1915)
La guerra di trincea ha rappresentato una caratteristica tipica e unica
del primo conflitto mondiale. A differenza delle operazioni di assedio
utilizzate nei secoli precedenti, la prima guerra mondiale rappresenta
un elemento di novità, infatti le trincee degli opposti schieramenti
correvano lungo tutto il fronte, rendendo impossibile condurre una
guerra di movimento.
26 aprile: la delegazione italiana firma il Patto di Londra. In cambio di
determinati riconoscimenti a livello territoriale, dichiara di entrare in
guerra a fianco della Triplice Intesa.
7 maggio: i sottomarini tedeschi affondano il transatlantico inglese
Lusitania. L’indiscriminata guerra sottomarina tedesca si arresta,
temendo l’ingresso in guerra degli Stati Uniti in seguito alle varie
proteste per la morte dei cittadini americani a bordo.
23 maggio: l’Italia dichiara guerra all’Austria.
24 maggio: l’esercito italiano si posiziona sulla linea del fronte.
GUERRA DI POSIZIONE (1916)
L'uso delle nuove tecnologie impiegate negli armamenti avrebbero portato
uno stato a vincere sull’altro in tempi molto stretti. In realtà fin la Prima
Guerra Mondiale si rivelò più lunga di quanto ci si aspettasse e divenne
presto una guerra di posizione in cui le linee contrapposte si disputarono
per anni pochi chilometri.
21 febbraio: ha inizio la battaglia di Verdun.
1 luglio: battaglia della Somme.
28 agosto: l’Italia dichiara guerra alla Germania. La Romania si schiera a
fianco della Triplice Intesa.
16 settembre: sul fronte delle Somme fanno la loro comparsa, per mano
degli inglesi, i primi carri armati.
RIVOLUZIONE RUSSA (1917)
Il 1917 è l'anno della rivoluzione russa, o rivoluzione rossa, che portò la Russia,
stremata da tre anni di guerra ad uscire a causa dei moti rivoluzionari interni. Lo Zar
Nicola II sarà costretto ad abdicare e verrà quindi trucidato con l'intera famiglia dai
rivoluzionari bolscevichi, segnando la fine definitiva dello zarismo.
1 febbraio: la Germania inizia la sua indiscriminata guerra sottomarina.
8 marzo: ha inizio la rivoluzione russa.
15 marzo: la zar Nicola II è costretto ad abdicare. Si forma un governo provvisorio.
2 aprile: gli Stati Uniti dichiarano guerra alla Germania.
19 luglio: contrattacco degli imperi centrali ai danni delle armate russe, che si
sfaldano.
1 agosto: il papa Benedetto XV lancia un appello per fermare “l’inutile strage”.
24 ottobre: un forte attacco austro-tedesco sfonda il fronte italiano a Caporetto.
6 novembre: i bolscevichi prendono il potere, sotto la guida di Lenin.
9 novembre: Armando Diaz prende il posto di Luigi Cadorna alla guida dell’esercito
italiano.
7 dicembre: gli Stati Uniti dichiarano guerra all’impero Austro-Ungarico.
10 dicembre: le truppe italiani, capeggiate da Luigi Rizzo, affondano la corazzata
austriaca Wien.
CROLLO DEGLI IMPERI (1918)
Dopo 4 anni e tre mesi di combattimenti, nel 1918 la prima guerra mondiale
termina lasciando sul campo 37 milioni di morti, i civili morti furono 10 milioni. Le
nazioni vincitrici, in base agli accordi presi tra il 1915-17, data che segna l'ingresso
degli Stati Uniti, ridisegnano la geografia dell'Europa.
3 gennaio: il presidente americano Wilson enuncia i suoi 14 punti per il
mantenimento della pace mondiale.
3 marzo: Russia e Germania firmano il trattato di pace di Brest-Litovsk.
21 marzo: offensiva della Germania sulle Somme.
10 giugno: Luigi Rizzo affonda la corazzata austriaca Santo Stefano.
3 novembre: l’esercito italiano entra a Trento ed Trieste.
4 novembre: Italia ed Austria firmano un armistizio a Villa Giusti, mentre in
Germania si susseguono diversi moti rivoluzionari.
9 novembre: abdica il Kaiser Guglielmo II. Nasce così la repubblica di Weimar.
LE BATTAGLIE PIU’ SANGUINOSE
Battaglia di Tennenburg (1914):
- prima battaglia della guerra che vide la vittoria tedesca sull’ impero russo
- vittime: 37000 tedeschi - 50000 russi
Verdun (21 febbraio 1916)
- ricordata come la battaglia più sanguinosa della prima guerra mondiale
combattuta tra Francia e Germania, si concluse con una vittoria francese
- vittime: 315000 francesi - 281000 tedeschi
Battaglia delle Somme (luglio-novembre 1916)
-Coalizione anglo-francese cercò di sfondare la linea tedesca. Si concluse con una
vittoria strategica da parte degli alleati: costruirono delle gallerie sotto le linee
tedesche e le fecero esplodere. Entra in “scena” il carro armato.
- vittime: 204000 francesi - 419000 inglesi - 465000/600000 tedeschi
Battaglia di Caporetto (1917)
-Grandissima disfatta dell’ esercito italiano. Le forze austro-tedesche sfondarono il
fronte italiano
- vittime: 10000 italiani (265000 prigionieri) - 50000 austriaci e tedeschi
Battaglia di Vittorio Veneto “… E LA VITTORIA SCIOLSE LE ALI AL VENTO”
(24 ottobre 1918)
- Vittoria decisiva dell’ esercito italiano sulle forze austriache
- Vittime: 40000 italiani - 90000 austriaci (430000 prigionieri)
CRITICHE
1. Situazione europea e italiana prima del
conflitto
2. La guerra di trincea
3. Prima guerra moderna
4. Un’ inutile strage
SCIENZE
Guerra chimica
• “Grande”
• Innovazioni belliche
• La chimica della guerra
• Nuove malattie
“L’ Assassino
nascosto”
• La scarsa igiene
• “Lo scemo di guerra”
• L ‘ aiuto della medicina
• Fecero del loro meglio?
La “spagnola”
• Sintomi
• Vaccini per tutti
• Sopravvissuti
• Le altre epidemie
Provvedimenti sanitari
• L’ ora d’ oro
• Trasporto dei feriti
• Strutture sanitarie
• Sangue “malato”
Condizioni di vita
• L’ alimentazione
• Condizioni igieniche
• Strutture sanitarie
• Standard di vita
LUOGHI
CONNESSI
ALLA GUERRA
MONUMENTI
DELLA GRANDE
GUERRA
ARCHITETTURA
E URBANISTICA
MONUMENTI
Un monumento (dal latino monumentum, "ricordo", da monère, "ricordare") ai caduti è
un'opera architettonica di grande valore artistico e storico a ricordo di tutti coloro che
in guerra hanno perso la vita.
Il monumento ai caduti di Benevento è situato in piazza 4 Novembre, meglio
conosciuta come Piazza Castello e fu Inaugurato nel 1929 dal Re e gli alti ufficiali.
La struttura è così composta:
La statua della vittoria alata che brandisce una spada è posta sulla sommità di un
basamento sul quale sono scritte ed incise le battaglie che vengono ricordate come
l’Adamello, settore che durante la Guerra Bianca ebbe il peso strategico maggiore,
registrando azioni belliche e gli eventi più significativi. (L'espressione Gebirgskrieg in
tedesco, ovvero "Guerra di montagna", individua il particolare contesto e l'insieme di
eventi del fronte italiano durante la prima guerra mondiale combattuta nel 1915-1918
sulle Alpi del Tirolo meridionale tra le truppe del Regno d'Italia e dell'Impero Austroungarico)
Compare qui anche la scritta XXIV maggio MCMXV che ricorda l’entrata in guerra
dell’Italia.
Quattro fontane, infine, sono alla base del monumento e le bocchette da cui esce
l'acqua sono a forma di testa di lupa.
Il monumento ai caduti di Benevento, Piazza Castello
Il Vittoriano, a Roma, è uno dei monumenti più significativi della prima guerra
mondiale in quanto dopo di essa, l'Altare della Patria, disegnato dallo scultore Angelo
Zanelli venne scelto per ospitare la tomba del Milite Ignoto; si tratta di un soldato
italiano morto durante la guerra che a causa delle gravi ferite non fu possibile
riconoscere, proprio per questo motivo egli rappresenta tutti i soldati che morirono
durante la guerra.
Il milite ignoto fu tumulato nel monumento il 4 novembre del 1921 e da allora la sua
tomba è sempre vigilata da un picchetto d'onore e da due fiamme che ardono
perennemente.
Il monumento è alto 81 m, largo 135m ed ha una superficie totale di 17.000 metri
quadrati. Esso presenta una struttura dinamica e semplice nella concezione generale
ma assai complessa nei particolari.
L'artistica cancellata d'accesso è opera di Manfredo Manfredi. Ai lati si trovano due
gruppi scultorei in bronzo dorato, con soggetti ispirati al pensiero di Giuseppe Mazzini.
Il Pensiero (a sinistra della scalinata). Rappresentato da un genio alato che
Mette in fuga la Discordia e la Tirannide. Ai suoi piedi giace il Popolo, incitato ad alzarsi
dalla dea Minerva.
L'Azione (a destra della scalinata). Rappresentata da un'amazzone, che solleva
la bandiera nazionale, mentre un leone ruggisce, una donna si getta contro il nemico,
un giovane garibaldino si prepara all'assalto e un popolano grida alla riscossa.
Percorrendo la scala si trovano, simmetricamente, due Leoni Alati e due Vittorie Alate.
Sulla sommità della scalinata è situato l'Altare della Patria, sotto alla statua della Dea Roma; questa indica che,
fondamentale era avere la città eterna come capitale d'Italia.
Sul terrazzo dell'Altare si trovano i seguenti gruppi scultorei, che simboleggiano i valori ideali degli Italiani:
• La Forza;
• La Concordia;
• Il Sacrificio;
• Il Diritto;
Dopo il ripiano su cui è posto l'Altare della Patria, la scalinata si divide in due rampe simmetriche. Entrambe
conducono a due ripiani da cui partono due ulteriori rampe che convergono verso il basamento della statua di
Vittorio Emanuele e alla terrazza delle città redenti, ossia Trieste, Trento, Gorizia, Pola, Zara e Fiume.
Alla base si trovano due altari simili a quelli delle città redenti, che recano il motto: "ET FACERE FORTIA" (a
sinistra) "ET PATI FORTIA" (a destra).
Sulla terrazza si trova un macigno proveniente dal Monte Grappa, per rappresentare tutti i luoghi ove i soldati
italiani combatterono durante la Grande Guerra.
L'altare è sovrastato da una grande statua della dea Roma. Il bassorilievo a sinistra dell'Altare rappresenta il
Trionfo del Lavoro, con le seguenti allegorie:
• l'Agricoltura;
• il Genio;
• l'Industria;
Il secondo bassorilievo, a destra dell'Altare, simboleggia il Trionfo dell'amor patrio; è composto dalle seguenti
allegorie:
• tre Figure femminili;
• il Genio dell'Amore di Patria e l'Eroe;
il Braciere del fuoco sacro della Patria, appeso ad una trave, elemento presente simmetricamente anche nel
corteo del Lavoro.
Altare della Patria
I LUOGHI CONNESSI ALLA
GUERRA
Italia
Nel 1922 Dario Lupi, sottosegretario alla Pubblica
Istruzione, propose la creazione in tutti i centri abitati
d’Italia di un Parco o Viale della Rimembranza, per
ricordare e onorare i caduti della prima guerra
mondiale.
Il 27 Dicembre 1922 il ministero della Pubblica
Istruzione inviò a tutti i Provveditori agli studi una
lettera circolare con la quale veniva chiesto alle
scolaresche d’Italia di farsi iniziatrici di una nobile idea:
quella di creare in ogni città, la Strada o il Parco della
Rimembranza. Per ogni caduto nella grande guerra,
bisognava piantare un albero, su ognuno di questi
dovevano essere posti 3 regoli in legno dei colori della
barriera nazionale, con affissa sul regolo bianco una
targhetta contenente i dati del caduto.
Parco della Rimembranza di Torino
Il Parco della Rimembranza, noto
come Parco della Maddalena, è un vasto
giardino pubblico cittadino del Colle della
Maddalena. Ha una estensione superiore
a 90 ettari e ospita oltre 21.000 alberi.
Venne inaugurato con una solenne
cerimonia il 20 settembre 1925 alla
presenza del re Vittorio Emanuele III, per
celebrare la vittoria italiana nella prima
guerra mondiale ed i caduti torinesi.
Esso conserva la memoria dei 4.787
caduti torinesi: accanto ad ogni albero è
affissa una targa con il nome di un caduto
della Grande Guerra.
Il parco è celebre soprattutto perché ospita
il monumento della Vittoria Alata,
costruzione in bronzo, opera di Edoardo
Rubino e commissionato nel 1928 dal
senatore Giovanni Agnelli che decise di
donarlo alla città per commemorare il
decimo anniversario della vittoria dell'Italia
nella prima guerra mondiale.
Villa Glori (Roma)
Villa Glori è un parco di 25 ettari nella città
di Roma, nel Municipio II, nel
quartiere Parioli.
Villa Glori non nasce come villa suburbana,
ma come spazio rustico destinato a vigna e
caccia, tanto che il costruito più antico è
rappresentato da un casale fortificato.
Nel 1923 il terreno di proprietà Glori fu
destinato a parco pubblico per
commemorare i caduti della Grande guerra
e chiamato "Parco della Rimembranza". La
progettazione fu affidata
all'architetto Raffaele De Vico, e consistette
nella realizzazione del piazzale centrale e di
un tessuto di viali e nella messa a dimora di
oltre 6.000 alberi. L'inaugurazione avvenne
nel 1924.
Nel nostro territorio
Le date storiche nelle insegne stradali che corrispondono a episodi
fondamentali della prima guerra mondiale nel nostro territorio sono:
IV Novembre: La data, che celebra la fine vittoriosa della guerra,
commemora la firma dell'armistizio siglato a Villa Giusti​ (Padova) con
l'Impero austro-ungarico ed è divenuta la giornata dedicata alle Forze
Armate. In questa giornata si intende ricordare, in special modo, tutti
coloro che, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale
di Patria e di attaccamento al dovere.
XXIV Maggio: Il 24 maggio le truppe italiane oltrepassano il confine
italo-austriaco, dirette alla conquista delle cosiddette terre irredente
del Trentino, del Friuli, della Venezia Giulia. L’Italia entra dunque in
guerra a fianco dell’Intesa.
La via che, invece, celebra personaggi connessi alla guerra è:
Via Armando Diaz: Militare di carriera, ebbe il comando del XXIII
Corpo d'Armata durante la I Guerra Mondiale; dopo la disfatta di
Caporetto sostituì Luigi Cadorna come comandante in capo
dell'esercito italiano. Nel 1922 fu scelto come ministro della guerra da
Mussolini.
ARCHITETTURA DEL 900
A partire dagli anni che precedettero la prima guerra mondiale si svilupparono
numerosi movimenti aventi, come comune denominatore, il rifiuto della
tradizione. Dapprima confinati alla letteratura e alla pittura, questi gruppi di
avanguardia si estesero presto anche all'architettura. Si ricordano il Futurismo
in Italia (Antonio Sant'Elia), l'Espressionismo in Germania (Fritz Höger) e il De
Stijl nei Paesi Bassi. In particolare, il movimento De Stijl, fondato nel 1917,
dette vita al Neoplasticismo, uno stile caratterizzato dall'esaltazione dei piani e
dei setti murari, spesso colorati diversamente, accostati in modo tale da
compenetrarsi tra loro, senza tuttavia chiudere tridimensionalmente l'angolo
del volume. Queste teorie e le opere realizzate in seno al movimento De Stijil
influenzarono notevolmente gli altri gruppi avanguardistici.
Esempio di architettura di quel periodo in Italia è Piazza Roma di Benevento.
ARTE CONTEMPORANEA
L'arte contemporanea è caratterizzata da opere prodotte con tecniche e linguaggi
interdipendenti: videoarte, pittura, fotografia, scultura, arte digitale, disegno,
musica, happening, fluxus, performance, installazioni.
L'arte contemporanea non va confusa con i lavori dell'arte moderna, nonostante
le tendenze e i movimenti si possano direttamente riferire al modernismo. Molte
delle direzioni dell'arte moderna sono coinvolte nell'esplorazione base della
pittura, per esempio del colore, del colpo di pennello e della tela di canapa.
STRADE IN
ITALIA NEL
PRIMO 900
Nei primi anni del
1900 in Italia inizia la
costruzione delle
prime strade con
asfalto.
STRADE
DI OGGI
Oggi la rete
stradale in
Italia conta
circa 840 000
km.
RETE
FERROVIARIA
1900
Concluso il primo
conflitto mondiale,
anche le ferrovie italiane
ne uscirono gravemente
dissestate e usurate; si
diede così inizio a un
radicale rinnovo e
ammodernamento.
Nel 1936 lo Stato
esercitava direttamente
17.017 km., le private
6.106 km.
TOTALE 23.313 KM
RETE FERROVIARA
OGGI
dati al: 31 dicembre 2014
LINEE FERROVIARIE IN
ESERCIZIO
16.723 km
LUNGHEZZA COMPLESSIVA DEI
BINARI 24.278 km
DIARIO DELLA GUERRA
Parte Prima
Oggi papà è molto agitato. Tutti in famiglia sono molto agitati. Ho sentito da Papà
che qualcuno è morto. Non capisco il motivo di tutto questo caos. Ogni tanto
qualcuno muore, è stata proprio la Mamma a dirmelo. Ha detto che era una cosa
triste, ma naturale. Quindi perchè tanta agitazione? Forse è un parente, un amico?
Non è qualcuno che conosciamo , non direttamente almeno, mi ha rimproverato
Ambra quando glie l'ho chiesto ,ma è uno davvero molto importante. Pensavo che
la morte fosse uguale per tutti, ma a quanto pare mi sbagliavo. Alcuni sono più
importanti di altri, siano essi in vita o meno. Anche la Vecchia Signora ha detto che
è "solo un nobile in meno", e che "qualcun'altro morirà per questo". "Molti
qualcuno..." ha detto Mamma. Ovviamente l'ha detto sottovoce, pensando che
io,come gli altri,non la sentissi. Ma Mamma parla sempre sottovoce e io ho
imparato ad ascoltarla. Perchè di solito Mamma ha ragione. "Se l'è andata a
cercare." ha detto invece Ambra. Sottovoce ma a voce abbastanza alta da farsi
sentire da tutti. Rispettosa ma ascoltata. Non ho mai capito come faccia, io non ci
riesco. "Il Vangelo dice: non dare le perle ai porci, che ti si rivolteranno contro." ha
rincarato la Vecchia Signora martoriando ulteriormente un crocifisso fra le mani.
Non sono sicura di aver capito, ma Federico dice che era un uomo molto tollerante.
Deve essere pericoloso essere tolleranti, se la gente arriva perfino a tentare di
ucciderti per questo.
Oggi Papà ha detto che rimarremo neutrali. Non so cosa significhi. Ambra dice che è
una grande porcheria, che il governo e smidollato e che, invece di rubare braccia
all'agricoltura per mandarle a scuola dovrebbe usarle per tenere alto il nostro onore.
Usano tutti il noi ultimamente, come se loro, chiunque essi siano, ci avessero fatto un
torto personale di qualche genere. Papà dice che ci hanno rubato qualcosa. Federico
tace come sempre. Sono andata a controllare se tutti i miei pastelli fossero ancora al
loro posto e ne manca uno, il rosso. Che siano stati loro? Mamma dice che rimanere
neutrali è come quando due persone litigano e tu ti tieni fuori dai guai. Non vedo cosa
ci sia di male in questo. Ma non bisognerebbe provare a fermarli? Mamma mi ha
guardato con un sorriso triste e ha detto che è impossibile. Continuo a non capire.
Oggi Ambra sembra raggiante. Siamo in guerra ha detto. Il dado è tratto. Non ho
afferrato bene cosa centri la minestra, ma stando a quel che mi ha detto Mamma la
guerra è quando molte persone si picchiano a vicenda. Spero che ci sia almeno un
motivo valido, ma francamente mi sembra una cosa molto stupida. La Vecchia Signora
brontola dal suo antro e Federico non sembra molto contento. Coi suoi amici
sussurrava qualcosa sullo scappare. Da chi? Non lo so, ma da come ne parlava deve
essere qualcuno di molto cattivo. Il Signore con la Bombetta è piombato in casa a
sorpresa e si è autoinvitato a cena. Ha mangiato più lui che tutti noi messi assieme.
Anche lui è felice. Sono tutti felici, tranne alcuni, come Federico. Il verde è sparito dalla
scatola dei colori. Il Signore con la Bombetta afferma che la guerra è una grande
occasione, che l'industria fiorirà ,che avremo molti vantaggi. Gli operai si risolleveranno
contro la casta impugnando i risultati della loro battaglia. Sembra sicuro di vincere,
contro loro, gli infami, gli usurpatori.
Devono avergli fatto un torto molto grave. Forse gli hanno rubato la bombetta.
Oggi Papà e Federico sono partiti. Arruolati per la guerra. Mamma piange. Ambra è
raggiante. Torneranno presto, ha detto,sarà una vittoria veloce. Una cosa gloriosa. Mi
fermo qui per oggi, o macchierò il diario di lacrime.
Oggi è arrivata una lettera da Federico. Sembra che la guerra stia andando bene.
Hanno perso molti uomini. Ma per una giusta causa. Il fronte non avanza. Ma è
questione di tempo. La fine è lontana. Ma vinceremo. Vi voglio bene. Stranamente
questa è l'unica frase a non avere una sua antitesi. Intanto qui le cose si fanno difficili. Il
cibo scarseggia, non ci sono più uomini a lavorare in fabbrica o nei campi. La gente è
scontenta. Gli stessi che manifestavano per la guerra ora si lamentano della sua durata.
Come sempre è colpa del Governo. E di loro. Mamma fa la spola fra casa e lavoro. Ieri
Ambra gli ha urlato contro, ha detto di essere disgustata dalla sua mancanza di onore.
Una donna non dovrebbe sporcarsi le mani di olio o frequentare simili posti. I giornali
dicono che le donne al lavoro perdono la loro femminilità, si mettono strane idee in
testa e tradiscono l'onore della famiglia. Lo dicono gli esperti, quindi deve essere per
forza vero. Sarà il marciapiede il suo prossimo passo? gli ha domandato ieri. Intende
forse chiedere soldi alla gente per strada? Non mi piace l'idea che Mamma chieda
l'elemosina ,ma che altro potremmo fare? Aspettare, ha detto Ambra, aspettare.
Oggi la guerra è finita. Ambra è comunque arrabbiata. Siamo stati traditi, dice.
Promesse non rispettate, patti infranti, non so che altro. Si è andata a iscrivere da
qualche parte. Non so dove. Ha detto che risorgeremo, ci vendicheremo di loro. Ancora
loro! Dev'essere una congiura. La Vecchia Signora se n'è andata un anno fa, nel sonno.
Dalla scatola di pastelli manca il bianco. Sparito anche lui. Saranno stati loro, come
sempre. Federico è tornato. Ma non ha più una gamba e a ogni rumore sobbalza. Ha lo
sguardo spiritato. Ambra dice che ha fatto il suo dovere, che il Paese è orgoglioso del
suo sacrificio. Papà non è tornato. L'Uomo con la Bombetta ha annunciato che è un
eroe. Mamma però piange, non sembra felice. Nessuno sembra davvero felice alla fine.
Mi domando quando tornerà papà.
Parte Seconda Ho freddo. Il che è una cosa positiva, perchè vuol dire che sono ancora
vivo. Ma a questo punto, non so se questo sia un bene o un male.
Devo smettere di pensarci o diventerò pazzo.
Bisogna concentrarsi sui bisogni primari, qui in trincea. Chiedersi se domani respirerai
ancora o se verrai freddato a tradimento da un cecchino nemico non porta a nulla di
concreto.
Sopravvivere un altro giorno. Mettere qualcosa sotto i denti.
Queste sono le cose a cui pensare.
Tieni la testa bassa o sei morto ,qui in trincea. Sembra molto logico ora. Ma nessuno ce
l'aveva detto, ed è così che se ne sono andati i più stupidi.
In realtà sono molte le cose che non ci avevano detto. Per esempio che la guerra non
l'avremmo combattuta in pianura, col sole sulla fronte e una sventolante bandiera a
guidarci ,morendo da eroi, bensì nelle fosse, tombe già scavate, strisciando nel fango,
per finire la nostra vita come vermi.
Ci avevano assicurato che sarebbe stata una cosa veloce, quasi una passeggiata, una
vittoria lampo, sicura.
Diamine. Non vedo la mia famiglia da...quanto? Me ne sono dimenticato.
Ci hanno dato berretti da indossare, come se la stoffa potesse fermare le pallottole,
scarpe inutilizzabili già alla prima settimana e luride borracce di legno.
Le tende sono inutili con la pioggia e l'unica soluzione è scavarsi un riparo nella terra
con le unghie, se non si vuole correre il rischio di non svegliarsi più.
Non abbiamo pinze tagliafili, ovviamente. A cosa sarebbero servite, in un glorioso
campo di battaglia? Ma ora, mentre tentiamo di rimuovere le recinzioni del nemico,
esposti a chiunque sappia usare un arma da fuoco, ci farebbero davvero comodo.
Quando l'assalto chiama, dopo giorni passati a studiare non so cosa delle strategie
nemiche, usciamo dalle fosse e ci lanciamo sugli avversari, del tutto scoperti. Morire
sembra così facile qui.
Le nostre mitragliatrici non funzionano, ogni tanto si inceppano, e più passa il tempo
più i nuovi arrivati sono giovani ed impreparati.
Su in montagna dicono sia anche peggio: niente fonti di riscaldamento, eccetto qualche
fornelletto da campo, niente occhiali per proteggerti dal sole (che nella vita quotidiana
potrebbero sembrare un vezzo, ma qua fanno la differenza fra vivere e morire) e
splendide uniformi grigio-verdi, che nel bianco della neve non forniscono certo un
adeguata mimetizzazione.
Almeno il cibo è abbondante. Bhe, abbondante è una parola grossa.... ma qui ogni
miglioramento è un lusso. Se fosse anche minimamente commestibile ,invece che duro
come le pietre o molle come gelatina informe, sarebbe preferibile, ma non si può avere
tutto dalla vita, no?
Farlo arrivare fin qui dalle retrovie, nel cuore della notte, è già difficile di per se.
Se sei in prima linea hai diritto a qualcosa in più e prima di ogni assalto puoi avere
anche liquore e cioccolata. Ovviamente potrebbe essere il tuo ultimo pasto.
L'acqua invece scarseggia, ma puoi sempre riempirti lo stomaco con qualche motto
patriottico, ben impresso sulle scatole delle razioni.
In guerra certe cose assumono un valore immenso, o lo perdono del tutto, a seconda
dell'individuo.
Non dovrei fare, figuriamoci condividere, simili riflessioni: Luigi Cadorna ha imposto un
regime estremamente severo, e scherzare su certe cose qui può costarti la vita.
Ogni lettera spedita a casa viene sempre controllata e, nel caso contenga critiche verso
i superiori, dubbi sulla strategia militare adottata, informazioni non pubblicate dai
giornali o, più in generale, manchi di esprimere entusiasmo verso la guerra, si rischia il
carcere militare.
Rifiutarsi di lanciarsi all'attacco vuol dire essere fucilati alle spalle dai carabinieri.
Disertare può costarti la vita.
Trasgredire a un ordine può costarti la vita.
Perfino tornare in ritardo dopo una licenza può costarti la vita.
Molti non resistono alla vita in Trincea, alle sue regole, ai continui assalti, alla
situazione che peggiora ogni giorno di più.
Alcuni si ribellano. Allora i generali decimano: prendono soldati a caso e li condannano
a morte, come nel caso della Brigata Catanzaro, ribellatasi dopo continue missioni
suicide.
Altri, tanti, si infliggono ferite più o meno gravi (si sparano a una mano, assumono
sostanze potenzialmente mortali) oppure si fingono pazzi, per ottenere una licenza
medica e tornare a casa.
Non sempre funziona e qualcuno alla fine da di matto per davvero.
I più furbi e i codardi sono direttamente scampati alla leva, fuggendo all'estero o
imboscandosi nelle campagne. Quelli davvero disperati si consegnano al nemico,
preferendo la prigione alla trincea.
E' strano come le persone reagiscano a questo tipo di vita.
Siamo a costante contatto con la morte ,ogni secondo può essere l'ultimo. Basta una
pallottola al posto giusto, un frammento di granata al momento sbagliato ed è tutto
finito.
Forse è per questo che santini e figurine hanno così tanta diffusione in trincea. Si prega
la Vergine Maria di proteggerci, di avere pietà per i caduti, di darci qualcosa, un
paradiso dopo la morte, che possa giustificare questo inferno in terra.
Di fermare le pallottole dirette al cuore, se il cartoncino con su scritto "fermati!" che vi
abbiamo apposto sopra non funziona.
Forse anche di perdonarci.
Il rapporto col nemico è ...controverso.
Siamo qui per ucciderci a vicenda, per volere di Dio o capriccio dell'Uomo, e lo
facciamo, fin troppo bene se è per questo.
Eppure, di nascosto, scambiamo tabacco e cibo, ci accordiamo su tacite tregue, magari
a Natale, portandoci perfino piccoli doni, arrivando, per quanto assurdo, in quella
mistica Vigilia, a incontrarci, a bere, a cantare col nemico.
A comprendere quanto sia assurdo seguire gli ordini del Re per noi semplici Pedoni,
che poco o meno ci guadagniamo da questa guerra,a chiederci se tutto ciò possa
finire,anzi a domandarsi per quale assurda ragione ci troviamo qui,tutti sulla stessa
barca,costretti a combattere fra noi come schiavi al Colosseo.
Il resto del tempo continuiamo ad ammazzarci l'un l'altro, come se nulla fosse.
Comunque, ora mi sento meglio, non ho più freddo.
E' tanto, che non mi sento così bene, da... non me lo ricordo più.
Però sono... stanco, molto stanco. Penso che mi concederò una pausa, una cosa breve,
giusto per riprendere le forze, prima del prossimo assalto.
Anche se il generale non vuole e il nemico insidioso mi tiene sotto mira.
Dovrei almeno scavarmi un riparo, il cielo è nuvoloso, pare venga a piovere.
Ma sono troppo stanco.
Penso che mi fermerò un attimo qui...solo...solo per un po’...
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La Grande Guerra