Istituto Superiore di Scienze Religiose - Udine
LEGGERE IL LIBRO
DELLA NATURA
UNA SFIDA ALLA/NELLA FEDE
Docente: prof. Lorenzo Magarelli
Percorso del seminario
O Dipende dalla competenza dei partecipanti
e dalle loro eventuali richieste.
O Ruota attorno ad alcuni temi classici e
cruciali del dibattito religione - scienza:
O L’origine dell’universo
O La vita nell’universo
O La vita umana
O (La questione etica)
1. Introduzione: religione e scienza
2. Fede e scienza: la prospettiva di uno scienziato. F. Longo
3. La storia del rapporto tra religione e scienze
4. L’origine dell’universo. F. Longo
5. Teologia della creazione: dialogo tra teologia e fisica
6. La vita
7. La teologia di un mondo in evoluzione:
dialogo tra teologia, filosofia e biologia
8. L’uomo, animale pensante. Le neuroscienze
9. Ciò che rende l’uomo uomo: dialogo tra filosofia e neuroscienze
10. Teologia dell’incarnazione: l’io di Dio, di Gesù, mio
11. Le sfide della medicina: scientifiche ed etiche
12. Conclusioni
La matematica,
regina di tutte le scienze
Focus sul rapporto fede/scienza: i miracoli
e sul miracolo: la Risurrezione di Gesù
Metodo di lavoro
O Il seminario richiede un lavoro base per tutti: la
lettura del testo di B. SWEETMAN, Religione e
scienza. Una introduzione, Queriniana, Brescia
2014.
O Avremo la partecipazione di vari ospiti, esperti,
che affronteranno i singoli temi prima esposti.
O La partecipazione ai singoli interventi sarà
attiva.
O Al termine, lo studente produrrà un elaborato di
sintesi del proprio portfolio.
Dov’è Dio nel cosmo?
Che c’entra la creazione
con la meccanica quantistica?
Che dice di Lui la fisica contemporanea?
1. Introducendo la
questione
1.1. Qualche riflessione iniziale
1.2. La secolarizzazione
1.3. Esiti diversi della modernità
1.4. Cambio di prospettiva
1.5. Una necessaria ripresa
2. Religione e scienza
2.1. Introduzione
2.2. Perché ci interessiamo del rapporto religionescienza
2.3. Religione, scienza e secolarismo
2.4. Modelli di rapporto tra religione e scienza
3. Oltre l’apologetica
3.1. Scienziati credenti – credenti scienziati
3.2. Una seria razionalità
3.3. Una seria teologia
3.4. Questioni di deontologia teologica
3.5. Questioni di deontologia scientifica
1. Introducendo la
questione
1.1. Qualche riflessione iniziale
1.2. La secolarizzazione
1.3. Esiti diversi della modernità
1.4. Cambio di prospettiva
1.5. Una necessaria ripresa
1.1. Qualche riflessione iniziale
«Se ho un libro che pensa per me, se ho un
direttore spirituale che ha coscienza per me, se
ho un medico che decide per me … non ho
bisogno di pensare, purché possa soltanto
pagare: altri si assumeranno per me questa
noiosa preoccupazione – Odo da tutte le parti
gridare: “Non ragionate!” L’ufficiale dice: “Non
ragionate, ma fate esercitazioni militari!”.
L’impiegato di finanza dice: “Non ragionate, ma
pagate”. L’uomo di chiesa dice: “Non ragionate,
ma credete”».
SAPERE AUDE!
Immanuel Kant
(1724-1804)
Sembra che il motto illuminista del SAPERE AUDE
possa realizzarsi solo in contrasto con il credere
CREDERE
SAPERE
«La mia testa e il mio cuore furono rimessi sulla
loro via; io seppi ciò che dovevo e volevo: non
teologia, ma filosofia! Non vaneggiare e
fantasticare, ma imparare! Non credere, ma
pensare!».
Ludwig Feuerbach
(1804-1872)
In maniera nuova e radicale, quindi, la nostra cultura di pone delle
domande antiche vorremmo porre all’inizio della nostra riflessione
Il settimo sigillo
https://www.youtube.com/watch?v=HkM3ElclJ8o
Questa splendida pagina filmica riassume molta riflessione
moderna.
Anche se le tonalità accese dello scontro si sono scolorite (in parte),
l’esperienza di tutti noi è ancora quella di una distanza grande tra
fede e scienza, tra chiesa e sapere: è per noi una riflessione che si
colora inevitabilmente di ateismo e che nella scuola ha ancora
molto spazio.
Se da una parte i nostri giorni sono segnati da un notevole
progresso scientifico, dall’altra questo non basta a rendere la vita
orientata verso un compimento di senso. Molta solitudine attuale ci
fa cogliere l’estrema necessità di ridare un senso oltre al pane.
Nascono le forme di santità nel contesto dell’ateismo,
forme di “santità in contesto ateista”
1.2. La secolarizzazione
ROBERTO TAGLIAFERRI,
Il travaglio del
Cristianesimo.
Romanitas
Christiana.
Cittadella Editrice,
Assisi (PG) 2012.
La secolarizzazione
O «La
secolarizzazione è un fenomeno che non
contrappone due principi e due culture, come spesso
si racconta. È piuttosto una crisi di crescita maturata
tutta in seno alla Chiesa, come quando un figlio, per
emanciparsi dall’autorità dei genitori, assume
atteggiamenti critici fino all’ostilità. L’affermazione
della personalità prevede l’uccisione simbolica dei
genitori, altrimenti non si stacca mai il cordone
ombelicale che vincola i figli al potere parentale. La
potestas imperiale romana, ereditata dal papato, è
entrata in rotta di collisione con gli stati moderni e il
loro proposito di emanciparsi».
O «Così il desiderio di riforma, che da più parti ha
invocato nella chiesa trovò in Lutero e Calvino
due fieri oppositori alla Chiesa di Roma. La
nuova ratio teologica in sinergia per diversi
motivi con i principi tedeschi produssero il crollo
della romanitas christiana. Nessuno dei nuovi
soggetti in scena era animato da sentimenti
ostili al cristianesimo. La lotta si è tenuta contro
i detentori dei poteri cioè col Papato e con il
clero, che serbavano in proprio le risorse
economiche e istituzionali, nonché il potere
sulle coscienze in nome di Dio», R. Tagliaferri,
155.
O «Se prima era il regno religioso ad apparire come l’intera realtà
all’interno della quale il regno secolare doveva trovare il proprio
posto, ora le parti si invertono e la sfera secolare diventa la
realtà unica alla quale la sfera religiosa deve adattarsi», J.
CASANOVA, Oltre la secolarizzazione, 29.
O «Rimango dell’avviso che la secolarizzazione ha marginalizzato
il cristianesimo della sfera pubblica, ha limitato al massimo la
sua ingerenza, ma non ha negato il fatto religioso in quanto tale
se non nella versione massimalista. L’ostilità radicale contro la
Chiesa si chiama “secolarismo”, che mantiene una sua
notevole rilevanza specialmente in Europa, ma normalmente la
secolarizzazione ha relegato il cristianesimo nell’ambito della
coscienza privata, come un diritto dell’uomo. Così la Chiesa
sull’altro fronte, nonostante i suoi duri no al laicismo, non ha
mai negato l’autonomia delle realtà create, tranne riservarsi
l’onere di governare».
O Tagliaferri ci sta quindi dicendo è che la
Chiesa è ad un tempo matrice e vittima
della modernità.
O La modernità nasce grazie a quattro
elementi:
La riforma protestante
L’ascesa degli stati moderni
Lo sviluppo del capitalismo
La nascita della scienza moderna
1.3. Esiti diversi della modernità
O La
differenziazione tipicamente moderna ha
sviluppata la legittima autonomia delle diverse sfere
secolari e il loro successivo conflitto.
O «È stata l’occasione per la chiesa di reinterrogarsi
sulla sua identità evangelica, emarginando tutte le
sovrastrutture di supplenza, che aveva avocato a sé
nel vuoto istituzionale e politico lasciato dalla caduta
dell’Impero Romano.
O È stata l’occasione per tante dimensioni mondane di
ricercare la loro giusta autonomia creaturale, senza
dipendere direttamente dalla Chiesa.
O È stato il via libera alla ricerca scientifica e
tecnologica senza le remore di una inquisizione
opprimente e pavida.
O Tuttavia è stata anche l’alibi per un opposto
pregiudizio malevolo di confronti della religione,
almeno in Europa. Così in nome del libero pensiero
si è voluto dare un giudizio alle religioni rivelate,
tacciandole di magismo e di oscurantismo. L’esito
degli ateismi come presa di posizione antireligiosa
ha oscurato la legittimità dell’età moderna. Non solo
ha prodotto il pensiero unico dell’epistemologia
nazionalista come unica conoscenza consentita
all’uomo emancipato, svilendo il pensiero estetico e
il linguaggio simbolico, ma ha prodotto il mito della
secolarizzazione come destino dell’uomo», 159.
1.4. Cambio di prospettiva
O Si assiste realmente ad un cambio di
prospettiva a partire dalla modernità,
ancor più da quella modernità estrema
che è la post-modernità.
O È una questione di prospettive e di punti di
vista, come insegnano i fisici. Vedi il
principio
di
indeterminazione
di
Heisenberg che ha avuto notevoli
implicazioni di carattere epistemologico:
l’osservatore non si trova mai a guardare
le questioni dal di fuori, come si illudeva
un vecchio concetto di “pura oggettività”.
L’osservatore non può fare a meno di
portare nelle sue osservazioni l’influenza
del proprio angolo visuale.
W.K. Heisenberg
(1901-1976)
1.5. Una necessaria ripresa…
O «Quel che sembrava un destino inesorabile non
solo per l’Occidente ma per tutte le religioni del
mondo, oggi pare fortemente in crisi. Con un
colpo di teatro inaspettato le religioni sono
avanzate in primo piano e invece è sotto
processo il mito della secolarizzazione.
Probabilmente le analisi sociologiche hanno
peccato di parzialità, incapaci di leggere un
fenomeno complesso, che ha origini lontane
nella romanitas christiana e non può essere
liquidato nello scontro regionale di qualche
conflitto di interessi», Tagliaferri 160.
La necessità del dialogo
O Nasce dal fatto che il fenomeno umano non
è affrontabile da un unico punto di vista.
Religione, filosofia e scienza sono portatrici
di conoscenze e valori cui l’uomo non può
rinunciare.
O Vanno moltiplicati i luoghi del dialogo,
nonostante le difficoltà e le fatiche che
questo comporta.
2. Religione e scienza
2.1. Introduzione
2.2. Perché ci interessiamo del rapporto religionescienza
2.3. Religione, scienza e secolarismo
2.4. Modelli di rapporto tra religione e scienza
B. SWEETMAN,
Religione e scienza.
Una introduzione
Queriniana, Brescia
2014
2.1. Introduzione
Nell’epoca attuale il dialogo e il dibattito fra religione
scienza ha raggiunto il suo culmine e assunto una
nuova urgenza.
O Una delle ragioni per le quali il rapporto tra religione e
scienza è così importante ai giorni nostri è perché
entrambe offrono un contributo decisivo in molti ambiti
della nostra esistenza. Inoltre, molti lavori recenti in
varie discipline scientifiche hanno sollevato una
molteplicità di problemi filosofici, religiosi e morali che
la scienza, di solito, non è preparata ad affrontare.
O Ad
esempio: biologia evoluzionistica, genetica,
astronomia, Astrofisica, ricerca sulle cellule staminali,
neurologia.
O
O Sono tutte questioni ultime,
cioè questioni che riguardano
la natura del reale, la causa
dell’universo, il significato
della vita e perfino la moralità.
O La
teoria
dell’evoluzione
solleva questioni sull’origine e
la natura della nostra specie:
l’apparire della vita umana
sulla terra dovuta caso oppure
ad un progetto? Gli uomini
hanno un’anima?
O La genetica è arrivata ad
indagare territori finora
impensati. Ma è lecito fare
questo? La scienza può
scoprire come clonare un
essere
umano
come
estrarre da un embrione
umano cellule staminali
per le finalità della ricerca
medica, ma non può dirci
se queste pratiche siano
morali. Dobbiamo andare
aldilà della scienza.
O Gli
scienziati
che
lavorano
nell’ambito
della
neurologia,
studiando la struttura e
funzionamento
del
cervello
umano
sollevano questioni che
non toccano soltanto le
modalità di cura delle
varie
malattie
del
cervello, Ma la reale
natura della coscienza
stessa.
2.2. Perché ci interessiamo del
rapporto tra religione e scienza?
O 1. Il lavoro svolto dalle diverse discipline
scientifiche solleva questioni rilevanti per la
religione. Se ignoriamo questo lavoro
scientifico non facciamo lo sforzo di pensare
le implicazioni, c’è il rischio che le nostre
credenze religiose siano scientificamente
ignoranti o non informate, possano cozzare
contro le scoperte della ricerca scientifica
recente e perdere così il contatto con gli
sviluppi della modernità.
O 2. Prendere in considerazione il rapporto tra religione e
scienza perché la scienza è un modo legittimo di conoscere
la realtà. Se vogliamo riflettere in modo responsabile sulla
verità e la consistenza delle nostre credenze religiose,
dobbiamo essere preparati a confrontarci con le scoperte
della scienza. Per questo dovremo essere molto interessati
ai risultati della ricerca scientifica e dare loro il benvenuto
così da esaminare le loro implicazioni per la religione. Non
c’è alcuna necessità di essere sospettosi o intimiditi dalla
scienza. I risultati dell’indagine scientifica non dovrebbero
essere considerati automaticamente come qualcosa che
crea problemi o rappresenta una sfida alla credenza
religiosa, bensì dovrebbero essere salutati, in generale,
come qualcosa che offre una maggiore informazione
intelligenza ai nostri tentativi di comprendere la creazione
di Dio.
O 3. Una terza ragione per la quale dovremmo
essere interessati a questo rapporto è che la
scienza solleva problemi morali di difficile
soluzione in molti suoi ambiti. Gli scienziati
possono
proporre
spiegazioni
empiriche,
mostrarci come raggiungere un risultato, darci
fatti e dati, ma non possono in quanto scienziati
offrire giudizi di valore basati sul loro lavoro, dirci
se i risultati di esso siano moralmente buoni o
cattivi e mostrarne le implicazioni etiche della
specie umana.
O 4. Un’ultima, ma non meno importante ragione per la quale
la religione non può ignorare la scienza è che oggi molti
pensatori si appellano alla scienza per giustificare una
visione atea e secolare del mondo. Le teorie scientifiche
mostrano, a detta di alcuni scienziati, che non esiste affatto
qualcosa come un progetto un fine dietro l’universo e che
l’uomo non è niente di speciale in senso metafisico. Dio
non esiste, non esiste l’anima e la grande maggioranza
delle credenze religiose sono false. È doveroso che il
credente informato sia consapevole delle questioni
sollevate da questo approccio. Molti tra coloro che
sostengono questa tesi si spingono ad affermare che la
scienza moderna è per sua natura atea. Ma una cosa sono i
dati scientifici e una cosa è la visione personale.
2.3. Religione, scienza e
secolarismo
O Religione: termine molto complesso. Per un sistema
articolato di credenze che costituisce una filosofia di vita
una visione del mondo ho modo di vivere. Tali credenze
riguardano la natura del reale, la persona umana, la
moralità della politica. Molte di queste credenze possono
essere descritte come credenze che regolano la vita, Sono
espresse in certi tipi di rituali di pratiche E sono basate
sulla credenza in una realtà sacra, trascendente, invisibile.
Nella visione religiosa del mondo vieni solito la credenza in
Dio o almeno in un essere supremo creatore della vita. La
maggior parte delle religioni ammettono che l’uomo possa
comunicare con Dio per mezzo della preghiera.
Docum entazione Interdisciplinare di Scienza e Fede -
03/ 10/ 14 07:20
Chi Siamo
3 ottobre
(1716) Nasce a Mondovì (Torino) Giovanni Battista Beccaria. Matematico e fisico, fu fra i fondatori della scuola di fisica
torinese. Si dedicò con successo ad esperimenti di elettrostatica, studiando la applicazione dei parafulmini. Si occupò anche di
chimica ricevendo l’apprezzamento di Lavoisier ed esercitò una notevole influenza sull’ambiente scientifico italiano per vari
anni. Divenuto religioso scolopio nel 1732 insegnò a lungo fisica e matematica presso le scuole italiane condotte da tale
Ordine, oltre a ricoprire più tardi l’insegnamento di fisica presso l’Università di Torino.
Sulla religione è doveroso subito fare un’osservazione. Da
una parte, come detto, si assiste ad una reale rivalutazione
della religione nel panorama del pensiero. Prova ne sia che in
molte università di prestigio esistono oggi cattedre di Religion
and Science.
Non di rado, però, la religione viene vista secondo prospettive
di sincretismo, quando non di vero e proprio esoterismo.
Sulle virtù del ricercatore
editoriali in archivio
E' stato pubblicato il primo
libro della collana SISRI A.
Strumia, G. Tanzella-Nitti,
Scienze, Filosofia e
Teologia. Avvio al lavoro
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storico o testimoniale, offrono spunti di riflessione sul rapporto fra teologia, filosofia e
scienze.
1 Ottobre 2014 - 4 Ottobre 2014
XI Simposio Internazionale dei Docenti Universitari
8 Ottobre 2014 - Padova
Seminario: "Blaise Pascal, un reazionario?"
9 Ottobre 2014 - 10 Ottobre 2014
Comunicare Fisica 2014
10 Ottobre 2014 - Modena
Lezione: "Scienza ed emancipazione. Rivoluzione scientifica e illuminismo nell'Europa
14 Ottobre 2014 - Roma
Lezione Magistrale di Gerald H. Pollack, "Thinking out of the box: come si fa ricerca sc
16 Ottobre 2014 - 17 Ottobre 2014
Cambridge, "Faraday Institute Course in Argentina: Big Questions - From Science to P
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Il Dizionario è principalmente indirizzato a docenti di materie scientifico-filosofiche delle
scuole superiori, ad universitari interessati a temi interdisciplinari, ad intellettuali credenti,
oppure no, che desiderano avere accesso ad una documentazione aggiornata e ad una
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24-25 maggio 2014:
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Gli speciali
dell’anno
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Scienziati
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darwiniano
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attualità interdisciplinare
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Teologia fondamentale della Pontificia Università della Santa Croce a Roma e diretto da Giuseppe Tanzella-Nitti. Il Portale è
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intendono venire incontro alla crescente necessità di informazione qualificata sui rapporti fra cultura scientifica e questioni
filosofico-umanistiche suscitate dalle scienze stesse, con speciale attenzione all’orizzonte sapienziale fornito dalla Rivelazione
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17 giugno 2014
Presentata la mostra “I monaci e la cultura scientifica tra ‘600 e ‘800”
23 novembre 2015
Istituto Lombardo, Premio Arnaldo Rancati. Biennio 2014-2015
24 ottobre 2014
Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze: "L'evoluzione del concetto
30 giugno-31 ottobre 2014
Scadenza borse di studio " Sørensen" erogate dall' European University Institute
24 novembre 2014
Borsa di studio "Ettore Levis"
Archivio segnalazioni e notizie
O Il
cristianesimo: solitamente la religione
principalmente
coinvolta
nel
dibattito
conoscenza. E non è un caso. Dobbiamo tener
presente che il cristianesimo è composto da
diverse confessioni che hanno diverse credenze
dell’dottrinali, differenti approcci teologici e varie
compreso il rapporto tra fede e ragione. Entro la
stessa confessione ci sono poi confessioni
conservatrici e liberali e tendenze conservatrici
o liberali.
O Scienza: immediatamente dobbiamo notare che
la scienza non è in se stessa una visione del
mondo o una filosofia di vita. E piuttosto un
metodo specifico un insieme di tecniche per lo
studio dell’ambito fisico. Quest’ultimo si riferisce
qualcosa che abbia una natura fisica, cioè a
qualcosa che consista di materia ed energia. Il
metodo scientifico per lo studio dell’ambito
fisico è un metodo empirico questo significa che
prevede osservazioni, raccolta di dati e fatti,
esperimenti e uso di tecnologia aggiornata.
Prevede la formazione di ipotesi, teorie,
spiegazioni finalizzate a comprendere i vari
fenomeni e a testarli.
O Lo studio dell’ambito fisico è una impresa notevole
che la scienza ha progressivamente ripartito in
discipline specifiche. Biologia, chimica, fisica, ad
esempio. Vi sono sottodiscipline, per esempio la
microbiologia, la fisica delle particelle. Vi sono
branche scientifiche che si intersecano con altre,
come ad esempio la biochimica. Da non dimenticare
la matematica (“la porta delle scienze”, secondo
Bacone) che solleva di per sé moltissime questioni di
interesse filosofico e che, indipendentemente da
quanto possa apparire astratta, studia a livello
fondamentale
le
proprietà
delle
relazioni
matematiche presenti nell’universo.
O Dalle definizioni di religione e di scienza abbiamo
notato che si tratta di cose molto diverse. Alla fin
fine, una visione religiosa del mondo e una visione
del mondo. La scienza non è affatto qualcosa di
simile; Non è una visione del mondo, Ma un metodo
per studiare un aspetto della realtà, Cioè l’ambito
della fisica. È difficile immaginare qualcuno che viva
secondo il metodo scientifico uguale della scienza
come guida per insegnare la moralità ai propri figli.
O L’ambito fisico tuttavia È chiaramente un aspetto
essenziale della realtà E il metodo scientifico
approvato di essere uno strumento potentissimo per
comprenderlo non c’è questione in cui la scienza
non abbia successo e ciò vada a vantaggio del
genere umano.
O I risultati della ricerca scientifica hanno occasionalmente
(non sempre) un significato per questioni più ampie che
riguardano le visioni del mondo E esattamente questo il
motivo per il quale scienza e religione vengono in
contatto tra loro. Nel mondo moderno non è più
possibile per un credente ignorare il lavoro degli
scienziati, anche se penso sia giusto dire che è vero
pure contrario. Se gli scienziati desiderano pensare in
profondità le implicazioni del loro lavoro scientifico
devono onestamente riconoscere il significato che
questo lavoro apre la comprensione religiosa del mondo.
Ciò significa che gli scienziati impegnati in vari campi
devono riconoscere che il loro lavoro possiede
implicazioni per queste le più grandi che vanno oltre il
dominio della scienza. Per esempio la teoria scientifica
del big bang solleva inevitabilmente la domanda del
perché esso abbia avuto luogo, una questione che va
oltre la scienza.
O Anche se alcuni scienziati sostengono il
secolarismo, essi devono nondimeno
riconoscere la necessità di un dibattito di un
dialogo con l’interpretazione religiosa della
realtà e dell’esperienza umana.
O Visione
O
O
O
O
secolare del mondo. Essa è preceduta
dall’ateismo contemporaneo, ossia
quella visione
positiva della realtà, a partire dal XX secolo quando gli
atei comprendono di credere nella razionalità.
Tale visione positiva della dottrina atea ha dato vita a ciò
che noi oggi chiamiamo secolarismo.
I secolaristi credono che la vita umana sia il risultato di
un mero caso, di processi naturali senza una
progettualità e che tutta la realtà sia fisica. Anche
l’esistenza umana è dovuta al caso.
Non si tratta tanto di attaccare gli argomenti religiosi
(ateismo negativo) quanto di sviluppare argomenti
positivi.
Per il secolarista del XXI secolo è la scienza moderna a
riempire il vuoto.
2.4. Modelli di rapporto tra
religione e scienza
O È
il modello più comune.
Religione e scienza hanno avuto
nel corso della storia un
rapporto
difficoltoso
ed
effettivamente esiste un conflitto
di base tra esse.
O Si tratta di un modello dovuto a
controversie molto note, vedi ad
esempio il caso Galilei, o la
dottrina dell’evoluzionismo.
O Chi sostiene questo modello ritiene che
religione e scienza siano fondamentalmente
incompatibili:
O 1. credenze religiose non possono conciliarsi
con affermazioni scientifiche.
O 2. il metodo scientifico e i metodi
argomentativi religiosi sono incompatibili:
razionali e oggettivi i dati della scienza e
inaffidabili quelli della religione.
Ma…
O 1.
Ricordiamo il
motivo della visione
secolare:
spesso
quelli più interessati
a promuovere il
modello del conflitto
sono
proprio
i
secolaristi.
Dobbiamo
quindi
distinguere
un
conflitto che nasce
spontaneamente
dall’interazione delle
visioni religiosa e
scientifica
dal
conflitto prodotto da
chi ha interesse per
farlo.
O «Qualcuno sosterrà che sono i
risultati della scienza ad averlo
reso secolarista, ma se questo
può essere vero in certi casi,
non costituisce comunque la
norma. Il secolarista moderno
parte di solito essendo tale,
cioè adottando il secolarismo
come posizione normale inun
certo contesto intellettuale,
quindi cerca una prova più
diretta che sia in grado di offrire
una migliore giustificazione di
essa e per farlo … fa appello
alla scienza »
Ma…
O 2. Il metodo del
conflitto
è
storicamente
selettivo. I suoi
sostenitori
minimizzano
o
dimenticano che
molte volte nella
storia religione e
scienza
sono
state capaci di
lavorare assieme
con
reciproco
profitto.
O 3. Non dobbiamo
dimenticare
il
ruolo dei media
che orientano la
cultura del XXI
secolo nutrendosi
di conflitti di ogni
sorta. I conflitti
generano nuove
storie e i media
sono propensi ad
esagerare
le
controversie
attuali tra religione
e scienza perché
fanno notizia e si
vendono bene.
Ma attenzione: che tale
indipendenza
non
sia
dovuta ad una generale
ignoranza del vasto territorio
della scienza e delle sue
teorie, e non tanto il
desiderio di evitare un
contatto fra di esse?
O Religione e scienza costituiscono due ambiti
completamente diversi, che hanno poco da dirsi
l’un altro e che in generale dovrebbero essere
tenuti distinti. Probabilmente è il modo con cui
molti pensatori religiosi concepiscono la
relazione religione-scienza nella loro vita e
pratica religiose.
Solitamente si afferma che la scienza parla del COME
e la religione del PERCHE’ delle cose
«Si tratta di un’interessante linea argomentativa, ma nonostante
l’esattezza della distinzione tra ‘come’ e ‘perchè’, essa non richiederebbe
o giustificherebbe necessariamente il modello dell’indipendenza. Il fatto è
che alcune risposte al ‘come’ presentano un grande significato per il
‘perchè’, e quindi quando qualcuno pensa al ‘perché’ non può nemmeno
ignorare che cosa la ricerca scientifica dice sul ‘come’».
Con un accento più modesto
si dice che la scienza ci
aiuta a capire la realtà e che
la religione non deve aver
paura.
Una prospettiva più forte
dice che scienza e religione
possono integrarsi nel dare
un sostegno alla visione
religiosa del mondo conto
quella secolare
O Religione e scienza possono lavorare assieme in
un modo che è storicamente informato,
rigoroso, leale da entrambe le parti, e aprirsi
così i cammini in cui scienza e religione possano
sostenersi a vicenda nella ricerca di una
comprensione della realtà.
1.
Adotta
un
atteggiamento
ottimistico riguardo
al
dibattito
generale
tra
religione e scienza
3. La visione religiosa non
deve temere nulla dalla
ricerca
scientifica
che
dovrebbe essere salutata
come una risorsa che ci
aiuta a pensare alcuni
misteri dell’esistenza
2. Approccio più razionale,
perché la nostra riflessione
su problemi importanti della
vita dovrebbe tener conto di
tutte
le
informazioni
disponibili a tal proposito (la
verità è una!)
4. La scienza si è affacciata su
territori nuovi che fanno sorgere
inevitabilmente difficili problemi
morali
(cellule
staminali,
clonazione, ingegneria genetica,
IA, ecc.
Un breve intermezzo
È poi vero che essere credenti è proprio sinonimo di
essere non religiosi se non addirittura atei?
Sulla religione è doveroso subito fare un’osservazione. Da
una parte, come detto, si assiste ad una reale rivalutazione
della religione nel panorama del pensiero. Prova ne sia che in
molte università di prestigio esistono oggi cattedre di Religion
and Science.
Non di rado, però, la religione viene vista secondo prospettive
di sincretismo, quando non di vero e proprio esoterismo.
In Italia sono attivi già da alcuni anni, gruppi di ricerca sul
tema scienza e teologia. Vedi ad esempio i siti www.disf.org
oppure www.stoqnet.org.
3. Oltre l’apologetica
3.1. Scienziati credenti – credenti scienziati
3.2. Una seria razionalità
3.3. Una seria teologia
3.4. Questioni di deontologia teologica
3.5. Questioni di deontologia scientifica
La ragione
O Guarire
la
ragione
dalle
strette
illuministiche
O Non si può accettare ancora che divulgatori
scientifici affermino che «La sostanza della
fede religiosa, nonchè la sua forza e la sua
principale
gloria,
è
disdegnare
le
giustificazioni razionali», Dawkins.
O Perché il discorso non sia semplice (e
banale) apologetica, però, si deve ricordare
che questo discorso è prima di tutto
condiviso ad intra!
3. Oltre l’apologetica
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