A cura di M. Migali
INDICE
-CENERELLA E I SUOI CANI. (Marta)
-POLLICIONE E LO GNOMINO. (Giulia)
-CENTERELLA E IL DENTE D’ORO.(Alice)
-UBALDO E LA BAMBINA. (Michele)
-TANTANEVE E I SETTE TESCHI. (Emanuele)
-IL TERRORE DEI VELOCIRAPTOR.(Raimondo)
-BIANCOLATTE E I SETTE DADI. (Francesca)
-LO SCRIGNO MAGICO. (Jonathan)
-CANTANEVE E I SETTE RAGGI. (Alessia)
-UN TOPO DORMIGLIONE.(Virginia)
-LA DAMA E LE SETTE PEDINE.(Erika)
-L’ ANATROCCOLO JONATHAN.(Mario)
-IL CONIGLIO DI PELUCHE .(Serena)
-RICHETTA E RICHETTO.(Laura)
-AMBI E IL FAGIOLO MAGICO. (Mattia)
-IL PORCELLINO E GLI UCCELLINI. (Federico)
-NEROBIANCA E IL PRINCIPE.(Giuseppina)
Cenerella e i suoi cani.(Marta)
C’era una volta una bambina di nome Cenerella che viveva con la sua
matrigna e i suoi due cani dispettosi.
Cenerella ogni giorno doveva pulire tutta il castello,ma , appena aveva
finito e poteva riposare, i cani dispettosi sporcavano tutte le cose di
fango, facevano cadere a terra i vasi e strappavano le tende.
Cenerella non sopportava più quei cani e un giorno li portò lontano dal
castello e li abbandonò in aperta campagna.
Quando Cenerella rientrò al castello la matrigna le chiese dove erano
finiti i cani , ma lei le rispose che non li aveva visti.
Durante la notte però la bambina si pentì di quello che aveva fatto e
,mentre ci pensava , vide un pulcino che volava nella sua stanza :il
piccolino chiese se poteva offrire il suo aiuto e lei rispose di si.
Il pulcino fece così apparire per magia i due cani ,i quali però si
affezionarono a
Cenerella , non le fecero più dispetti e diventarono amici.
Cenerella ebbe così più tempo per riposarsi e per curare il suo aspetto e
fu così che un giorno si recò ad un ballo dove conobbe un Principe che si
innamorò di lei e le chiese di sposarlo.
Cenerella accettò con gioia e dopo la festa del matrimonio andò a vivere
nella reggia del Principe ,ma portò con sé anche i due cani ormai
inseparabili dagli sposi.
Pollicione e lo gnomino. (Giulia)
C’era una volta una famiglia formata da dieci bambini , dei quali il più
piccolo,che si chiamava Pollicione, era piccolissimo perché una strega gli
aveva fatto un maleficio.
I genitori erano molto ricchi e volevano comprare l’antidoto , mentre il
piccolo voleva restare com’era ,ma i genitori lo abbandonarono nel bosco :
sapevano che lì avrebbe incontrato prima o poi uno gnomino che aveva le
lacrime miracolose che l’avrebbero guarito.
Pollicione , che rimasto solo era impaziente di conoscere lo gnomino perché
voleva tornare a casa al più presto, incontrò uno scoiattolo che gli chiese :Dove stai andando?
Lui rispose : -Sto cercando lo gnomino.-e lo scoiattolo lo accompagnò in
cambio di alcune noci che Pollicione aveva in tasca.
Ad un certo punto un’ombra enorme spaventò il bambino e da un angolo
spuntò uno gnomino che, avendo poteri magici, sapeva già cosa doveva
fare ,ma informò Pollicione che lo avrebbe aiutato solo in cambio della
corona del re.
Pollicione riuscì a prendere la corona ,senza farsi vedere dalle guardie , e si
calò da una finestra per tornare dallo gnomino , che gli diede le sue lacrime
da bere facendolo tornare normale.
Il bambino, dopo aver ringraziato il suo aiutante, tornò così a casa ,dove
visse felice e contento con i suoi genitori.
C’era una volta una principessa di nome Centerella che un giorno perse il suo dente d’oro : tutti i negozianti
del villaggio le offrirono tanti soldi per venderglielo ma lei rifiutò tutte le offerte.
Centerella aveva però una matrigna e due fratellastri che ogni giorno le chiedevano di vendere il dente per
prendere i suoi soldi.
Per convincerla , ogni giorno le facevano fare tanti lavori umili ,ma la fanciulla non poteva separarsi dal suo
dente perché era il suo primo dentino, così sopportò tutto per anni, finchè ne compì 18!
Una sera una maga apparve nella sua stanza mentre Centerella piangeva e le chiese:”Perché piangi bella
fanciulla?”
La ragazza raccontò i suoi problemi alla maga e lei le consigliò di recarsi quella sera ad una festa.
Centerella alla festa incontrò un ragazzo che non era un principe ma si innamorò di lei e le chiese di sposarlo.I
due ragazzi si sposarono e andarono a vivere in città dove ebbero due figli: un maschio di nome Zanzaro e
una femmina di nome Parella. Ormai avevano dimenticato il dente d’oro che era sparito nel nulla , quando si
scoprì che fu la sua matrigna a rubarlo e per questo venne arrestata e la misero a pulire i vetri della prigione.
Centerella e suo marito avevano giusto bisogno di soldi per organizzare il matrimonio dei loro figli e il dente
d’oro capitò a proposito per togliere loro il problema.
Così Centerella e suo marito accolsero in casa la maga ,che col passare del tempo era diventata una
normale vecchina simpatica, e insieme invecchiarono serenamente , felici e contenti per sempre che il dente
d’oro aveva fruttato tanto da renderli ricchi!
Ubaldo e la bambina .(Michele)
Ubaldo è un cane lupo che trascina una slitta con sopra un uomo morto che
doveva consegnare una medicina urgente per salvare una bambina che sta
male.
Durante la corsa Ubaldo cade e rompe il flacone della medicina : è disperato
e non sa cosa fare , ma le disgrazie non sono finite.
Il cane si volta indietro e vede che una valanga dalla montagna si dirige
verso di lui!
Di scatto Ubaldo corre verso una caverna poco lontana e riesce appena in
tempo ad entrarvi; anche un uccellino spaventato ha avuto la stessa idea e
invita il cane a seguirlo nei cunicoli . Dopo alcuni minuti arrivano in un punto
della grotta dove scorre un piccolo ruscello che forma poi un laghetto: che
fortuna! Attorno al laghetto crescono tante erbette che l’uccellino coglie e
sminuzza fino a formare una poltiglia di colore verde scuro.
L’uccellino coglie poi un grosso fiore e ci versa dentro il succo delle erbe , in
realtà è la medicina che salverà la bambina che sta male e Ubaldo la
afferra con i denti ,facendo attenzione a non rompere il contenitore. A quel
punto Ubaldo corre verso l villaggio e fa bere la medicina alla piccola che in
tre secondi guarisce perfettamente.
Da quel giorno Ubaldo e la bambina giocano insieme ogni giorno e
continueranno a farlo per sempre felici e contenti.
Tantaneve e i sette teschi .(Emanuele)
C’era una volta una bella fanciulla di nome Tantaneve , sichiamava così perché
aveva addosso tanta neve che sembrava un pupazzo di neve.
Un giorno , che era a caccia con suo padre , si allontanò per cogliere qualche
frutto , quando un lupo enorme si parò davanti al genitore, un altro si
posizionò dietro e altri due ai lati…
Tantaneve intanto era stata fortunata perché ai confini del bosco vide una
reggia ed entrò.
Vide subito sette super teschi, grandi come un portone che avevano anche il
potere di parlare . Ai teschi non piaceva Tantaneve ed infatti avevano già dato
alla sua matrigna uno specchietto dal quale uscì un teschietto,lo spirito dei
sette teschi che disse : -Uccidi Tantaneve e noi ti faremo diventare la Regina del
Mondo, ma non devi lasciare nessuna prova.
La matrigna aveva già preparato un bicchiere di vino con un potente sonnifero
da dare alla figliastra e si stava recando alla reggia , ma , fortunatamente, un
principe aveva sentito tutto e decise di salvare Tantaneve .
Quando furono alla reggia il Principe tagliò la mano alla matrigna e il vino lo
fece bere a lei . Quando incontrò Tantaneve , il principe le chiese di sposarlo e i
teschi , che si erano trasformati in maghi, furono incaricati di costruire per loro
un bel castello.
Durante il matrimonio Tantaneve pianse perché seppe di suo padre assalito
dai lupi e lo credette morto, ma proprio alla fine della cerimonia il padre corse
verso di lei perché era riuscito ad uccidere i lupi e le portò le pelli in regalo, così
vissero tutti insieme felici e contenti.
Un velociraptor deponeva le sue uova , ma un giorno il papà di Ron e
Annica ne prese tre, era un paleontologo e le doveva studiare .Lo
scienziato portò le uova al laboratorio dove ci lavoravano il dottor
Giacomino e i suoi amici e avevano a disposizione quattro computer.
Proprio quel giorno Ron e Annica decisero di far visita al loro papà ed
entrarono nel laboratorio proprio mentre le uova si schiudevano e ne
uscivano tre velociraptor che subito crebbero a dismisura.
I due bambini erano intrappolati nel laboratorio ed erano spaventati , ma
per fortuna riuscirono a raggiungere uno stanzino dove c’era un cucciolo
di brontosauro,che con il suo collo indicando una botola disse ai bambini
Correte più veloci che potete e seguitemi!
I velociraptor si stancarono di inseguirli perché dalla botola ci passava
solo la loro testa . Arrivarono poi gli scienziati che li catturarono con reti
di acciaio e li trasportarono in un’isola deserta.
Da quel giorno vissero tutti felici e contenti.
C‘era una volta una splendida fanciulla di nome Biancolatte che
lavorava per la regina , ma questa era invidiosa della sua bellezza .
La regina chiamò un mago chiedendogli di farla diventare tanto
bella da far svenire chi l’ammirava , ma quello le rispose
chiaramente che non avrebbe mai potuto farla diventare più bella
di Biancolatte.
La regina decise allora di far allontanare la fanciulla dal castello e
la rinchiuse in un giardino con alte mura. Un giorno Biancolatte
,mentre passeggiava ,scorse una porticina nelle mura e la aprì ,
appena fuori si ritrovò in un bosco dove incontrò sette dadi
parlanti che la condussero a casa loro.
Un giorno però mentre la fanciulla cuciva un vestito si punse un
dito con l’ago e svenne.I dadi chiamarono un principe loro amico
per sollevarla , ma appena il bel giovane vide Biancolatte le diede
un bacio sulla guancia e lei si risvegliò.
Per evitare che la regina la perseguitasse a causa del suo
desiderio di essere la più bella del regno, il principe portò
Biancolatte nella sua reggia in un altro regno e così tutti vissero
felici e contenti.
C’era una volta un normale scrigno in un bosco. Due fratelli
passeggiavano un giorno nel bosco quando videro lo scrigno, ma appena
tentarono di prenderlo questo cominciò a rotolare e andò a finire in un
buco buio e profondissimo .
Al minore venne allora l’idea di chiamare il loro nonno perché aveva dei
poteri magici.
Il nonno infatti servendosi della sua magia allungò le sue braccia e con le
mani riuscì a prendere lo scrigno magico.
A quel punto il fratello maggiore disse al nonno:
-Nonno, guarda cosa c’è dentro.
Il nonno lo fece , aprendo lo scrigno lentamente e con molta delicatezza , e
subito ne vennero fuori due bellissime ragazze .
I due fratelli si innamorarono all’istante e chiesero se volevano sposarli,
prima ancora di sapere che in realtà erano due principesse che avevano il
compito di studiare nello scrigno fino al giorno in ci sarebbero diventate
entrambe regine dello stesso regno.
Le doppie nozze furono celebrate comunque e le due coppie si
preparavano al viaggio verso il lontano regno, e i due fratelli non
volevano lasciare solo il loro nonno ,così portarono anche lui al palazzo
reale .
Le due coppie fecero molti figli e il nonno giocava sempre con loro e così
vissero tutti felici e contenti per sempre.
C’erano una volta sette Raggi che cantavano in un bosco e suonavano un violino
e alcune chitarre . Una sera videro arrivare una ragazza ,di nome Cantaneve,
che sfuggiva alla sua matrigna che la voleva uccidere.
I sette Raggi la tennero con loro , ma una sera ,che era molto buia a causa del
brutto tempo, un gufo spaventò Cantaneve che scappando cadde in un fosso
troppo profondo per poter risalire. I sette Raggi ,mentre la cercavano, caddero
anche loro nel fosso e con la loro luce resero visibile uno scheletro.
Cantaneve era disperata ,anche se i suoi sette amici la tranquillizzavano
dicendole che l’avrebbero tirata fuori da quel fosso , e svenne.
I sette Raggi non persero tempo e , salendo uno sull’altro, arrivarono in cima e la
portarono in salvo. Intanto il tempo era diventato bellissimo e il sole fece
risvegliare Cantaneve, ma non solo lei ,infatti , colpite dai raggi solari ,i sette
raggi diventarono sette bellissime fanciulle.
Non ebbero il tempo di riprendersi dalla sorpresa che sentirono il rumore di tanti
zoccoli di cavalli che si avvicinavano : era un principe con i suoi sette fratelli che
erano in viaggio da anni alla ricerca delle loro spose.
Quando videro le otto splendide ragazze non ci pensarono due volte e proposero
loro il matrimonio che venne accettato da tutte.
Tornarono così insieme al loro regno e vissero tutti felici e contenti per sempre.
C’era una volta un topo che voleva sempre dormire , ma dopo un po’ di tempo si
accorse di essere dimagrito troppo. Il topo decise così di uscire dalla tana per
cercare del cibo , ma appena uscì vide per terra uno specchio magico che rivelava
il futuro ma aveva anche il potere di far dimenticare tutto a chi lo guardava.
Così il topo dimenticò cosa stava cercando e si mise in viaggio.
Durante quel viaggio il topo conobbe una topina e se ne innamorò perché
sapeva parlare come lui, così decisero insieme di sposarsi e si trasferirono in una
tana in montagna dove ebbero tanti figli.
Un giorno però un uomo trovò i topini che spaventati scapparono ma caddero in
un fosso dove , chissà come, era finito anche lo specchio magico trovato tempo
prima dal loro papà.
I topini riconobbero lo specchio magico , perché il loro papà nel sonno ne parlava
sempre e lo descriveva nei particolari, così ,conoscendo il suo potere ,lo misero
davanti all’uomo che li inseguiva e quello dimenticò chi stava inseguendo e se
ne andò.
I topini quindi riempirono la buca di terra per seppellire lo specchio magico e
vissero sempre felici e contenti.
Un giorno una dama , stufa di essere sempre chiusa dentro un mobile,
decise di far rotolare fuori almeno sette pedine ,attraverso un buchino
della cassetta che le conteneva tutte, per mandarle fuori a vedere che
succedeva .
Ogni pedina ,incaricata di tornare a turno a raccontare tutto alla dama ,
ricevette il proprio nome : Orologina , Orolina , Orona , Oronza,
Orechietta, Oretta e Ortusa, così correvano a rapporto ogni volta che
sentivano il proprio nome.
La dama fu felice di impegnare finalmente le ore della sua giornata , ma
presto cominciò a desiderare di uscire anche lei e diventò triste.
Le sette pedine chiamarono così un mago che si chiamava Nascondino e
che aveva una bacchetta magica: questa poteva aprire il mobile e
allargare il buco della cassetta tanto da permettere anche alla dama di
uscire.
La bacchetta funzionò alla perfezione e la dama potè uscire senza
problemi: era molto felice e ringraziò il mago per averla liberata.
Tutte ,di nuovo finalmente insieme, si stancarono poi di star chiuse in una
casa e decisero di scappare nel bosco , dove tutte vissero per sempre felici
e contente.
C’era una volta un anatroccolo di nome Jonathan che doveva trovare un tesoro,
doveva prima affrontare lupi e pipistrelli e riuscì a superare le difficoltà , ma
quando credeva di aver raggiunto il punto giusto , cadde in una trappola lasciata
da un cacciatore che lo prese e lo portò a casa sua.
Il cacciatore lo rinchiuse in una gabbia, ma l’anatroccolo durante la notte , riuscì a
liberarsi e a fuggire.
Quando ritrovò il punto esatto in cui era sepolto il tesoro si accorse di essere in
pericolo: apparve infatti una spada e subito dopo un avvoltoio che lo voleva
mangiare.
L’anatroccolo allora prese la spada e uccise l’avvoltoio e andò verso il tesoro …ma
cadde in una buca e cominciò a piangere .
Dalle sue lacrime crebbe una corda lunghissima che andava verso l’alto e
l’anatroccola vi si arrampicò fino in cima : proprio lì trovò il tesoro!
Apparve poi una strega che lo aiutò a ritornare a casa dalla sua famiglia che lo
ringraziò per la fortuna che aveva portato e insieme organizzarono una grande
festa per tutto il paese.
L’anatroccolo regalò monete d’oro a tutti e vissero per sempre felici e conteti.
C’era una volta un bambino tanto ricco.
Al suo primo compleanno ricevette un coniglio di peluche ,tutto peloso.
Il bambino era felice di tenerlo, però il peluche era geloso dei soldatini
meccanici e li cacciò fuori . Il vento era forte e li trasportò in un bosco tutto
buio.
I soldatini volevano diventare umani,ma apparve loro un cane con il suo osso
fatato,che li trasformò in dieci cani e da quel giorno furono ancora più
scontenti.
Il bambino andò un giorno nel bosco e trovò i suoi soldatini,ma non se ne
accorse perché erano diventati cani ; li portò comunque a casa sua perché i
cani li adorava. L ‘ indomani il bambino incontrò il Mago Melino, il quale gli
raccontò la verità e gli rivelò gli ingredienti per curare i cani : erba schiacciata,
sciroppo all’arancia e latte. L a cura funzionò e i dieci cani diventarono di
nuovo soldatini meccanici. Il coniglio peluche ,che non poteva parlare, pregò i
soldatini di chiedere al mago : -Puoi far diventare il coniglio di peluche vero?
Il mago con la sua bacchetta fece PUFF! E il coniglio diventò vero e poteva
anche parlare, perciò chiese scusa ai soldatini .
I soldatini lo perdonarono e giocarono insieme tutti tranquilli e senza mai più
litigare.
C’era una volta una famiglia benestante composta da un patrigno,
una mamma e due piccoli figli: Richetta e Richetto.
Un giorno dovevano andare a fare una gita con la scuola nel bosco,
ma guardando in aria si persero. Richetta si mise a piangere e dalle
sue lacrime cadute sul terreno si formò un piccolo uccellino che
aveva delle ali dove potevano salire anche sei persone!
L’uccellino chiese cosa era successo, e i due bambini gli
raccontarono tutto, poi disse che c’era una casetta dove abitava una
fata di nome Lucy che avrebbe potuto aiutarli e loro ci andarono.
Richetta e Richetto chiesero alla fata se poteva far loro una cortesia,
cioè farli ritornare dai loro genitori. La fata disse loro che lì vicino
c’era un pozzo dei desideri che li avrebbe aiutati.
Richetta e Richetto ci andarono subito ed espressero il loro
desiderio che subito fu esaudito.
Tornarono dai loro genitori che li aspettavano con ansia e da allora
vissero per sempre felici e contenti.
Un giorno nel bosco c’era una grande agitazione perché era in arrivo la
primavera , ma anche perché era cresciuto un fagiolo magico.
Ambi e la mamma erano a passeggio quando videro il fagiolo e gli
chiesero:-Come ti chiami?- ma lui non rispose. Ambi continuò a
chiederglielo per tanto tempo, ma intanto era diventato grande così un
giorno incontrò una cerva di nome Dolcetta e le chiese di sposarlo.
Senza attendere risposta portò Dolcetta dalla sua mamma e le disse:
-Mi devo sposare con Dolcetta.- ma la mamma gli disse che il fagiolo
magico si stava seccando.
Ambi chiese allora a sua madre : -Ma cosa vuoi dire , mamma?-Voglio dire che non ti potrai sposare se il fagiolo non ti darà la sua
benedizione.
Ambi corse dal fagiolo a vedere che era successo, Dolcetta intanto
portò dell’acqua dal fiume e la portò al fagiolo che ritornò subito verde
con i suoi frutti belli freschi.
Ambi disse a Dolcetta :- Adesso ci possiamo sposare, io sarò padre e
anche il re della foresta- e così vissero felici e contenti.
Porcellini-city era un paese molto triste: gli abitanti si conoscevano tutti ma non
sorridevano mai. Tomboletto , unico figlio della famiglia Porcellin,si lamentava sempre
perché vedeva sempre gli stessi musoni.
Anche se era amato e coccolato, sognava sempre di scappare in cerca di paesi più felici
e più belli del suo. Così un giorno Tomboletto organizzò una fuga dalla sua casa in
cerca di nuove avventure. Mentre i genitori dormivano , prese le sue cose utili e pian
pianino se ne andò. Cammina cammina tutta la notte, stanco e accaldato, si distese in
un prato e si addormentò. Quando si svegliò, continuò a camminare finchè arrivò
vicino ad un albero da dove proveniva una bella e armoniosa musica.
Tanti uccellini cinguettavano, cantavano e giocavano insieme e Tomboletto chiese se
poteva divertirsi con loro. Gli uccellini furono molto contenti di avere un amico molto
diverso da loro e giocarono insieme per tanti giorni divertendosi molto.
Una mattina si sentirono degli spari e tutti gli uccellini scapparono, ma Tomboletto
,non avendo le ali ma solo tanto grasso , non riuscì ad allontanarsi, così si nascose
dietro una pietra con tanta paura. Il maggiore degli uccellini volò in un battibaleno dai
genitori di Tomboletto ,che lo stavano cercando, si trasformò in un aereo che avrebbe
potuto trasportare due cammelli e li caricò . Il genitori calmarono Tomboletto e lo
portarono a casa. Il giorno dopo il papà piantò un albero vicino a casa così gli uccellini
vi si trasferirono e da quel giorno Tomboletto decise di stare sempre con i suoi genitori
e di uscire sempre col sorriso stampato in faccia per le strade di Porcellini.city .
C’era una volta una bellissima principessa di nome Nerobianca . La sua
dolce e generosa colombina temeva che un giorno potesse diventare
brutta : allora vestì Nerobianca di diamanti, oro e argento e le disse che
poteva fare tutto ciò che voleva nel castello. Ogni giorno la colombina
andava da Nerobianca e le chiedeva se aveva bisogno di qualcosa e un
giorno lei rispose che voleva andare al pozzo dei desideri. Guardando nel
pozzo Nerobianca espresse il suo desiderio : che colui che l’amava la
trovasse presto.
Mentre guardava nel pozzo sentì un rumore , si girò e vide un principe
che le chiese :-Ti ho spaventata?
Nerobianca rispose di no e allora il principe le chiese :- Vuoi venire con
me?
Nerobianca sensa pensarci un attimo lo abbracciò e rispose di si.
Passeggiarono a lungo e arrivarono in una casa dove c’erano sette sedie
piccolissime e , salendo di sopra , videro sette lettini piccolissimi,
Nerobianca e il principe si misero a ridere e corsero fuori.
Il principe e la fanciulla si sposarono alcuni giorni dopo e andarono a
vivere nel castello, nacquero due bellissimi bambini e vissero per sempre
felici e contenti,sempre assistiti dalla loro colombina.
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LA TERZA FIABILANDIA - Impariamo a scrivere