Da Ischia
a
Roma
19 febbraio 2012
LE RONDINI (Lucio Dalla)
Vorrei entrare dentro i fili di una
radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi
mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare
e volare
Al fresco delle stelle, anche più in là
Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.
Vorrei girare il cielo come le rondini
E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco
dei portici
E come loro quando è la sera
chiudere gli occhi con semplicità.
Vorrei seguire ogni battito del
mio cuore
Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove
Da dove viene ogni tanto questo
strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è
l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si
dà
Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni
L’archeologia del desiderio
«L’archeologia del desiderio»:
scoprire cosa c'è e cosa si può trovare
all'origine del proprio desiderare…
fare questa operazione archeologica, scavare
dentro di sé, prendendo un desiderio qualsiasi e
andando alla radice di esso, senza accontentarsi
di fermarsi all'oggetto immediatamente cercato,
ma andando sempre indietro.... di desiderio in
desiderio, per scoprire che dietro ogni desiderio
c'è un desiderio ferito di trascendenza; dietro
ogni cosa cercata e ambita c'è un progetto
incolmabile di felicità, dietro ogni persona e ogni
affetto bramato, c'è il volto di Dio che solo può
saziare e che l'uomo vuol vedere.
Lasciarsi condurre in questo viaggio a
ritroso, verso l'origine del desiderio
• In questo viaggio ci facciamo delle domande:
La vita è un gran dono di Dio e, come tutti i
doni, non si può sciupare.
• Ma perché Dio mi ha dato la vita? Perché lo ha
fatto senza chiedermi il
permesso,
l'autorizzazione? Potremmo anche chiederci,
perché me l'ha imposta?
Riflettiamo con ordine.
Dopo che Dio mi ha creato, mi ha toccato
col suo dito onnipotente
-così come rappresentato da MichelangeloDio non se n'è andato, lasciandomi nei guai.
• No! Dio mi ha preso per mano e il suo
sogno è quello di condividere, in
tutto, la mia vita.
• Il termine ebraico per esprimere la
creazione è 'barà'', creare, che è la
radice della parola 'Berit', alleanza.
Creare allora vuol dire: costituire un
patto di alleanza.
Noi esistiamo grazie a questo legame col Creatore!
Sta a noi tenere la nostra mano nella sua
e credere che, dove Lui ci conduce,
è la strada migliore: questa è la fonte della felicità!
Il tempo passa, ma Dio non ti lascia, ti tiene per
mano e ti ricorda di non temere, di avere fede;
di non avere paura e di fidarti di Lui.
L'importante è sentire che Dio ci tiene per
mano, percepire il caldo della sua mano forte
che ci afferra e ci sostiene quando stiamo per
cadere. Dio non ci lascia mai, non abbandona
mai nessuno.
Come sentire la sua mano
così da non aver paura?
C'è un modo: la preghiera.
PARLA CON ME…
Ma dove guardano mai
quegli occhi spenti che hai?
Cos’è quel buio che li attraversa?
Hai tutta l’aria di chi
da un po’ di tempo oramai
ha dato la sua anima per dispersa.
Non si uccide un dolore
anestetizzando il cuore
c’è una cosa che invece puoi fare
se vuoi se vuoi se vuoi..
Parla con me, parlami di te
io ti ascolterò
vorrei capire di più
quel malessere dentro che hai tu.
Parla con me,
tu provaci almeno un po’
non ti giudicherò
perchè una colpa se c’è
non si può dare solo a te.
(Eros Ramazzotti)
Parla con me
Poi quando hai visto com’è
anche il futuro per te
lo vedi come un mare in burrasca,
che fa paura lo so
io non ci credo però
che almeno un sogno tu non l’abbia
in tasca.
Ma perchè quel canto asciutto?
Non tenerti dentro tutto.
C’è una cosa
che invece puoi fare
se vuoi se vuoi se vuoi..
Parla con me, parlami di te
io ti ascolterò
vorrei capire di più
quel malessere dentro che hai tu.
Parla con me, tu dimmi che cosa c’è
io ti risponderò,
se vuoi guarire però
prova un po’ a innamorarti di te.
Non negarti la bellezza di scoprire
quanti amori coltivati puoi far fiorire
sempre se tu vuoi.
Parla con me, parlami di te
io ti ascolterò
vorrei capire di più
quel malessere dentro che hai tu.
Parla con me, tu dimmi che cosa c’è
io ti risponderò,
se vuoi guarire però
prova un po’ a innamorarti di te.
Parla con me..di-parla-con-meParla con me..
ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO
• E’ Il buongiorno di Dio
La
Parola-del-giorno
è
il
buongiorno di Dio al mio
risveglio, come un messaggio
puntuale e sempre nuovo, che
non cessa di trasmettermi giorno
per giorno il suo piano amoroso.
• Custodire la Parola: «tenetene una,
stringetela finché penetri in voi;
legate a essa il vostro cuore;
• Rimanere nella Parola: Quella stessa
Parola conservata-custodita dovrà
concretamente durante il giorno
diventare la radice d’ogni gesto e
pensiero, affetto e desiderio…
• Scommettere sulla Parola:
dire, come Pietro quella volta sul
lago: «Signore, questa scelta la
faccio solo poggiandomi sulla tua
Parola, non perché una certa
logica umana vorrebbe portarmi
in questa direzione, ma perché mi
pare che tu mi chieda questo
attraverso quella Parola che ha
aperto oggi la mia giornata;
• Compiere
la
Parola:
ricordiamo il passo dove
Gesù nella sinagoga di
Nazaret, dice:
“Oggi si compie questa
parola che voi avete udito
con i vostri orecchi”.
La parabola dei
talenti
(Mt 25,14-30)
Talenti e
vocazione
la strana
contabilità di Dio
• “…consegnò loro i suoi beni”
• Il Vangelo è pieno di immagini o
definizioni della vocazione, questa è una
delle tante, e senz’altro tra le più
suggestive: la chiamata come consegna
che il Padre fa a ciascun figlio dei “suoi
beni”.
“…a ciascuno secondo
le sue capacità”
• Al tempo stesso tale consegna è su misura del
singolo chiamato; ed è altra delicatezza divina,
o è il bello della vocazione cristiana: il tutto (di
Dio) nel frammento (dell’uomo), il progetto
illimitato divino che si compie nelle piccole e
incerte trame umane, o l’impossibile umano
divenuto possibile in Dio.
MA E’ ANCHE VERO CHE…
• Nel mistero della vocazione esplode il
paradosso cristiano: da un lato il Creatore si
piega, adattando il suo disegno alla misura
della creatura, dall’altro eleva a sé
quest’ultima moltiplicando le sue capacità, la
rende bella e vera, facendo della storia umana
una parabola del mistero divino, proprio come
la parabola che stiamo commentando, ove i
talenti raddoppiano.
Vocazione una scommessa…
• Per questo la vocazione non può essere intesa
e decisa solo a partire da quel che uno è
capace o si sente di fare, ma è la scommessa
che Dio per primo fa sull’uomo, e il rischio che
l’uomo intelligente è disponibile a correre
fidandosi di Dio, per ritrovarsi poi come solo
Dio lo può sognare.
“Prendi parte alla gioia
del tuo padrone”
• Se la vocazione nasce come consegna che Dio
fa a noi di sé, essa si compie quando l’uomo
chiamato si consegna a Dio, o si mette nelle
sue mani, provocando la sua gioia.
• Che bello pensare che Dio è gioia!
• Ogni vocazione è alla fine una chiamata alla
gioia, quella vera, quella di Dio. Mentre non
esiste che un’unica tristezza, quella di chi non
risponde alla chiamata.
“…una buca nel terreno”
• Costui nella parabola è rappresentato, con
altra immagine espressiva, da chi il talento lo
nasconde in una buca in terra. Chi nasconde o
si nasconde fugge per paura da Dio, come
Adamo ed Eva dopo il peccato, i primi a non
fidarsi del Dio-che-chiama, a pensare che sia
tipo “duro” che pretende raccogliere ove non
ha seminato; ma fuggendo da Dio in realtà
scappano disperati da se stessi.
• Fa la stessa cosa chi nasconde il dono ricevuto
di fronte agli altri sperando forse di
nasconderlo anche ai suoi occhi, chi se ne
vergogna, chi teme di non essere capace, chi
pensa che quel dono lo renderà infelice… E lo
nasconde in una buca. Fa persino mestamente
sorridere: quale buca potrà mai nascondere il
dono del Dio-che-chiama e consegna “i suoi
beni”? Quanti giovani in quella maledetta
buca, semmai, hanno perso per sempre la loro
felicità?!
PROLOGO/1
IL DISCEPOLO CHE RIFIUTA LA CHIAMATA DI GESÙ
IL GIOVANE RICCO
Matteo 19, 16-22
Ed ecco un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: "Maestro, che
cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?". Egli
rispose: "Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è
buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti". Ed
egli chiese: "Quali?". Gesù rispose "Non uccidere, non
commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso,
onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te
stesso". Il giovane gli disse: "Ho sempre osservato tutte queste
cose; che mi manca ancora?". Gli disse Gesù: "Se vuoi essere
perfetto, và, vendi quello che possiedi, dàllo ai poveri e avrai
un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi". Udito questo, il
giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze.
SCAPPARE - ZERO ASSOLUTO
È troppo tempo che sto sempre a parlare
E sento che mi perdo dietro ad un miraggio, e sono stanco
Di riuscire a trovare giustificazioni per quello che faccio
E se ti perdo anche solo un istante
È tutto inutile, il senso lo dai tu a questa storia
E se ti guardo negli occhi, non mi trovi più.
Ci sta un momento in cui perdo di vista
Tutti gli obbiettivi e casco giù, non voglio niente
Solo un po' di silenzio, perdermi nel tempo che non c'è più.
E spero sempre che tu riesca a capirmi
E questa notte c'ho bisogno di tenerti la mano, e se mi lasci non mi trovi
più.
Scappare senza dire niente, piuttosto pensa male di me.
Ho voglia solo di andare via, ma non è il caso che adesso te la prendi con
me.
Il tempo di pensare, tanto ritorno perchè il mio posto è qua.
Un giorno per scappare, tutto mi torna e mi nascondo fino a domani.
Tu non sai il tempo che ci penso.
SCAPPARE - ZERO ASSOLUTO
Oggi che non so che fare, libero pure di non penare a come stare
Oggi che mi svuoto la testa, lascio i miei pensieri di ieri niente fretta.
Oggi so che è solo un momento, giusto un po'.
Prendo fiato e poi scendo, oggi puoi basta che vuoi.
Fuori dal mondo questa sera siamo noi.
Scappare senza dire niente, piuttosto pensa male di me.
Ho voglia solo di andare via, ma non è il caso che adesso te la prendi con me.
Il tempo di pensare, tanto ritorno perchè il mio posto è qua.
Un giorno per scappare, tutto mi torna e mi nascondo fino a domani.
Ho bisogno di fermare... non mi rincorrere... e se hai bisogno di capire... non
lo pretendere e stasera non insistere... questa volta non mi va.
Scappare...
Ho voglia solo di andare...
Il tempo di pensare... tanto ritorno perchè il mio posto è qua.
“Vocazione…”
E’ la parola che dovrai amare di più.
Perché è il segno
di quanto sei importante agli occhi di Dio.
E’ l’indice di gradimento, presso di lui,
della tua fragile vita.
Sì, perché se ti pensa, vuol dire che ti ama.
Gli stai a cuore, non c’è dubbio.
In una turba sterminata di gente,
risuona un nome: il tuo!
A te non ci aveva pensato nessuno. Lui sì.
Davanti ai microfoni della storia
ti affida un compito
su misura… per lui! Sì, per Lui, e non per te.
Più che una missione, sembra una scommessa.
"Costruire la vita su Cristo, accogliendone con gioia
la parola e mettendone in pratica gli insegnamenti:
ecco, giovani del terzo millennio, quale dev’essere il
vostro programma! E’ urgente che sorga una nuova
generazione di apostoli radicati nella parola di
Cristo, capaci di rispondere alle sfide del nostro
tempo e pronti a diffondere dappertutto il Vangelo.
Questo vi chiede il Signore, a questo vi invita la
Chiesa, questo il mondo - anche senza saperlo attende da voi! E se Gesù vi chiama, non abbiate
paura di rispondergli con generosità, specialmente
quando vi propone di seguirlo nella vita consacrata
o nella vita sacerdotale.
Non abbiate paura; fidatevi di Lui e non resterete
delusi."
Benedetto XVI, Messaggio ai giovani, 9 aprile 2006
PROLOGO/2
LE PAURE DEL DISCEPOLO DI FRONTE ALLE ESIGENZE DELLA CHIAMATA
IL TRADIMENTO DI PIETRO NELLA PASSIONE DI GESÙ
Giovanni (18, 12-17.25-27)
Il distaccamento con il comandante e le guardie dei Giudei
afferrarono Gesù, lo legarono e lo condussero prima da
Anna: egli era infatti suocero di Caifa, che era sommo
sacerdote in quell`anno. Caifa poi era quello che aveva
consigliato ai Giudei: "E` meglio che un uomo solo muoia
per il popolo". Intanto Simon Pietro seguiva Gesù insieme
con un altro discepolo.
Questo discepolo era conosciuto dal sommo sacerdote
e perciò entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote;
Pietro invece si fermò fuori, vicino alla porta.
Allora quell`altro discepolo, noto al sommo
sacerdote, tornò fuori, parlò alla portinaia e fece
entrare anche Pietro.
E la giovane portinaia disse a Pietro:
"Forse anche tu sei dei discepoli di quest`uomo?".
Egli rispose: "Non lo sono" (...)
Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi.
Gli dissero: "Non sei anche tu dei suoi discepoli?".
Egli lo negò e disse: "Non lo sono".
Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di
quello a cui Pietro aveva tagliato l`orecchio, disse:
"Non ti ho forse visto con lui nel giardino?".
Pietro negò di nuovo, e subito un gallo cantò.
Eugenio Finardi, 14 gocce di valium
Tommy can you hear me?
Tommy puoi sentirmi?
Qualcuno può sentirmi?
Senti, puoi sentirmi?
Il tuo capo, ha paura.
Quello alla tele, ha paura.
Lei, ha paura.
Finardi ha paura.
Il gruppo di ragazzi seduto in fondo al tram
fanno finta, ma hanno paura.
I controllori alle fermate del tram,
non sembra, ma hanno proprio paura.
Tommy can you hear me?
Tommy puoi sentirmi?
Qualcuno può sentirmi?
Senti, puoi sentirmi?
E anche il direttore del personale ce l’ha.
Pensa, c’è tutta questa massa di avvocati,
militari, lottatori di sumo,
e tutti hanno paura di perdere qualcosa,
di non farcela, e non tornano i conti,
di rimanere soli, di scordarsi il pane
e quando va davvero male,
rifletti su questo e sta tranquillo,
il mondo ha più paura di te.
PROLOGO/3
LE CONDIZIONI DEL DISCEPOLATO:
UNA FIDUCIA INCROLLABILE PER IL SIGNORE
E IL CORAGGIO DI NON “VOLTARSI INDIETRO”
Luca 9, 57-61
Mentre andavano per la strada, un tale disse a Gesù:
"Ti seguirò dovunque tu vada".
Gesù gli rispose: "Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del
cielo i loro nidi, ma il Figlio dell`uomo non ha dove posare il
capo". A un altro disse: "Seguimi".
E costui rispose: "Signore, concedimi di andare prima a seppellire
mio padre". Gesù replicò: "Lascia che i morti seppelliscano i loro
morti; tu và e annunzia il regno di Dio". Un altro disse:
"Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli
di casa". Ma Gesù gli rispose: "Nessuno che ha messo mano
all`aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio“.
Angelo Branduardi: Domenica e Lunedì
No, non perdetelo il tempo ragazzi,
non è poi tanto quanto si crede;
date anche molto a chi ve lo chiede,
dopo domenica è lunedì.
Vanno le nuvole coi giorni di ieri,
guardale bene e saprai chi eri;
lasciala andare la gioia che hai,
un giorno forse la ritroverai.
Camminano le ore,
non si fermano i minuti;
se ne va,
è la vita che se ne va;
se ne va,
di domani nessuno lo sa.
Dopo domenica è lunedì.
No, non perdiamolo il
tempo ragazzi,
non è poi tanto quanto
pensate; dopo l'inverno
arriva l'estate
e di domani nessuno lo sa.
Camminano le ore,
non si fermano i minuti;
se ne va, è la vita che se va;
se ne va, dura solo il tempo
di un gioco;
se ne va, non sprecatela in
sogni da poco;
se ne va,
di domani nessuno lo sa.
Non si fermano i minuti,
dopo domenica è lunedì.
Camminano le ore
ed il tempo se ne va;
non si fermano i minuti,
di domani nessuno lo sa.
Dopo domenica è lunedì.
No, non perdetelo il tempo
ragazzi, non è poi tanto quanto
si crede; non è da tutti
catturare la vita, non
disprezzate chi non ce la fa.
Vanno le nuvole coi giorni di
ieri, guardale bene e saprai chi
eri; così fragile la giovinezza,
non consumatela nella
tristezza.
Dopo domenica è Lunedì...
"La vocazione è una parola che mi viene rivolta,
è un dato relazionale che nasce e cresce nel
rapporto; viene meno e si affievolisce quando
viene meno il rapporto e il dialogo.
Vocazione è l'accettazione di un dialogo in cui
non dico io né la prima né l'ultima parola: io
devo rispondere. L'importante è che si accetti il
dialogo. Come far sì, allora che esista il dialogo e
che, per esempio, la nostra preghiera o ricerca di
vocazione non sia un semplice monologo? Non
c'è altra via che prendere sul serio la parola di
Dio come Parola, lasciarla parlare, dare ad essa il
primato, e poi rispondere.
Prendere sul serio la Scrittura come parola detta
a me, come inizio del dialogo vocazionale, e
mantenermi in questo dialogo. Senza una
meditazione quotidiana, perseverante della
parola di Dio, fatta magari per un tempo breve e
però perseverante, è difficile entrare e poi
crescere nel dialogo vocazionale, è difficile
lasciare aperta la porta alla Parola“.
Carlo Maria card. Martini, Arcivescovo emerito di Milano
"Cari giovani, vorrei invitarvi a “osare l’amore”, a
non desiderare cioè niente di meno per la vostra
vita che un amore forte e bello, capace di rendere
l’esistenza intera una gioiosa realizzazione del
dono di voi stessi a Dio e ai fratelli, ad imitazione
di Colui che mediante l’amore ha vinto per sempre
l’odio e la morte (cfr Ap 5,13). L’amore è la sola
forza in grado di cambiare il cuore dell’uomo e
l’umanità intera, rendendo proficue le relazioni tra
uomini e donne, tra ricchi e poveri, tra culture e
civiltà. Questo testimonia la vita dei Santi che, veri
amici di Dio, sono il canale e il riflesso di questo
amore originario. Impegnatevi a conoscerli
meglio, affidatevi alla loro intercessione, cercate
di vivere come loro.
Mi limito a citare Madre Teresa che, per affrettarsi
a rispondere al grido di Cristo “Ho sete”, grido che
l’aveva profondamente toccata, iniziò a raccogliere i
moribondi nelle strade di Calcutta, in India. Da
allora l’unico desiderio della sua vita divenne quello
di estinguere la sete d’amore di Gesù non a parole,
ma con atti concreti, riconoscendone il volto
sfigurato, assetato d’amore, nel viso dei più poveri
tra i poveri. La Beata Teresa ha messo in pratica
l’insegnamento del Signore: “Ogni volta che avete
fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli
più piccoli, l’avete fatto a me” (cfr Mt 25,40). E il
messaggio di questa umile testimone dell’amore
divino si è diffuso nel mondo intero“.
Benedetto XVI ai giovani (1° aprile 2007)
Video DALL’ALTO con testi di
Alessandro D’Avenia
all’indirizzo
http://www.youtube.com/watch?v=8oBoLCjSTIA
Gli stai a cuore
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Vocazione - Figlie della Chiesa