I BISOGNI SPECIALI DI UN BAMBINO IN TUTELA Di Auli Laakso-Santavirta Specialista in psichiatria infantile Psicoterapeuta della famiglia incentrata sul bambino, livello specialistico superiore (Autorità Finlandese per le questioni medicolegali, TEO) Specialista in psicoterapia infantile (Associazione Medica Finlandese, SLL) Tutti i minori inseriti in tutela hanno bisogni speciali; la tutela i minori in tutela sono quasi sempre bambini con problemi di salute (sono possibili delle eccezioni) Tuttavia, le comunità di accoglienza si preparano a ricevere un “bambino ordinario” Non vengono richieste o fornite informazioni; si agisce come se si iniziasse con una lavagna pulita Si maschera dietro un pensare incentrato sul bambino, la pigrizia mentale incentrata sull’adulto! Gli errori più comuni nel modo di pensare Interrogarsi sui sintomi del bambino Aspettarsi che il bambino si attacchi immediatamente, senza dargli il tempo di ambientarsi Interrogarsi sulla lealtà/devozione ai genitori biologici e alle persone vicine Aspettarsi che il minore dimostri gratitudine, nonostante in realtà il bambino o ragazzo sia molto confuso I bambini solitamente hanno vissuto in precedenza: Maggiori privazioni (mancanza di cure e attenzioni, comportamenti negligenti) Molte esperienze di separazione affrettate e inspiegate separazione: separazione dalla figura materna sebbene provvedesse alle cure materne deprivazione: mancanza della cura materna nonostante la figura materna fosse presente Attaccamenti spezzati, disorganizzati o insicuri Altre varie esperienze traumatiche Il background del bambino è molto spesso talmente orribile che un operatore dei servizi per minori o un genitore affidatario con un normale della classe media non può empatizzare e, perciò, non può immedesimarsi nella situazione del minore. I bambini non sono integrati, es. Le loro strutture psichiche o interiori non sono ancora sviluppate quanto ci si potrebbe aspettare in relazione alla loro età Se il bambino è integrato manifesta comunque difficoltà, spesso un insieme di queste, con una presenza di gravi sintomi e disturbi psichiatrici sintomi emotivi, immaturità emotiva in altre parole: ad alcuni tipi speciali di bambini è necessario garantire una genitorialità speciale inoltre, di solito è necessario svolgere una valutazione neuropsichiatrica e predisporre un piano di terapia e riabilitazione La presa in carico e l’inserimento nei servizi di tutela da soli non sono sufficienti, gli eventi durante l’inserimento e l’attenzione prestata sono decisivi oltre a ciò, l’interesse del minore deve essere realmente preso in considerazione (cf. i modi di pensare e agire incentrati sul bambino e incentrati sull’adulto) Ancora, è necessario prestare attenzione agli aspetti contestuali (si veda Appendice 1) La famiglia affidataria, o la comunità, sono in effetti un subcontraente del Comune responsabile dei servizi di tutela per i minori! Perciò, un minore inserito in una famiglia affidataria, in un certo senso, non diventerà mai il figlio proprio di quella famiglia, anche se i genitori affidatari fossero scomparsi dalla sua vita. I bambini inseriti nei servizi di tutela potrebbero sentirsi feriti se sono informati del compenso pagato per loro, soprattutto se lo vengono a scoprire in seguito, un informazione adeguata deve essere fornita sin dall’inizio (Laakso & Saikku, Hyvä huostaanotto, 1998) I servizi di tutela coinvolgono sempre il comune e il personale responsabile dell’inserimento; cambiamento di personale e risorse insufficienti I servizi di tutela coinvolgono sempre i genitori biologici o la famiglia di origine; essi sono sempre presenti almeno nelle immagini mentali del bambino, anche se non c’è un contatto reale tra di loro Come si guarda si genitori che hanno fisicamente o psicologicamente abusato del loro figlio? Come si può mantenere il rispetto di essi nell’interesse del minore nonostante l’abuso? Come si può spiegare questa contraddizione al minore? Come glielo si spiegherà? La spiegazione deve essere ripetuta spesso e non si esaurirà mai; l’informazione sulle fasi importanti di vita del bambino deve essere ripetuta in diversi momenti nel corso del suo sviluppo una prospettiva di tre generazioni può essere utile I bambini si sentono spesso colpevoli per il fatto di essere stati presi in carico e inseriti in tutela; al minore deve essere fornita un’informazione corretta a riguardo in principio, il contatto col background biologico è importante; è più facile per il bambino crescere sapendo da dove viene, e guardare a sé stesso e alle altre persone in modo realistico; la frequenza dei contatti non è così importante Alcuni bambini e genitori biologici sono maggiormente in grado di mantenere i contatti quando sono rari e non fuori dalle responsabilità quotidiane – es. questa è un’esperienza riparatrice Inoltre, il contatto con i genitori consente di colmare le lacune della storia di vita personale del minore Alcuni contatti fra i genitori biologici e il bambino devono essere ridotti e supervisionati; si deve avere il coraggio di adottare questa decisione anziché sacrificare il minore nell’interesse degli adulti o per paura delle conseguenze Le altre parti della rete del minore, i parenti, i centri diurni, la scuola e le altre reti istituzionali devono essere prese in considerazione Un operatore che fornisce la terapia e la riabilitazione è quasi sempre coinvolto; questa relazione è molto complicata (si veda l’Appendice 2) - Chi o quali attori prendono le decisioni riguardanti il minore “in qualità di tutore”? È importante che il minore sia consapevole di questo È contro l’interesse del minore evitare le responsabilità, creare sovrapposizioni, decisioni contraddittorie, fallire nel prendere decisioni o prendere decisioni vaghe Nelle questioni quotidiane, i genitori affidatari o il personale delle comunità coinvolgono il minore nelle decisioni sul posto (= genitorialità quotidiana) Il comune responsabile dell’inserimento de facto prende le decisioni maggiori Le decisioni sul trattamento e la riabilitazione sono prese dai servizi sanitari (+ Kela, es. L’Istituto di Previdenza Sociale della Finlandia) in cooperazione coi tutori Come può essere garantita la gestione complessiva? Le soluzioni spesso comprendono la consultazione della rete, un piano di cura e tutela Sarebbe più facile se tutte le parti fossero presenti contemporaneamente; richiede degli accordi e tempo Il personale del Comune responsabile per l’inserimento è sorprendentemente spesso assente – perciò, non può essere presa nessuna decisione sulla riabilitazione, per esempio! Sostegno ai genitori affidatari o alle comunità? (supervisione del lavoro, consultazioni) Un buon inserimento è basato su una adeguata e tempestiva valutazione iniziale Più tardi si adottano le misure, più è difficile dare aiuto Il luogo di inserimento deve essere valutato correttamente dall’inizio, basandosi sulle esigenze del minore considerazioni finanziarie, es. il pensare degli adulti spesso sovrasta gli interessi del minore Il luogo di inserimento è spesso condizionato dalla disponibilità dei posti nelle strutture o famiglie affidatarie Chi prende decisioni spesso ha avuto una indicazione proveniente da uno psichiatra infantile e da un centro di counselling familiare sul luogo di inserimento, ma non può essere presa in considerazione a causa degli aspetti riguardanti gli adulti I bambini sono spesso talmente sofferenti che l’inserimento in una famiglia con 1–2 adulti non è sufficiente, è necessario scegliere una struttura con adulti in possesso di una formazione professionale e attitudini inoltre, l’inserimento può anche essere funzionale, può essere necessaria l’assistenza scolastica domiciliare, almeno all’inizio – il luogo d’inserimento deve essere scelto di conseguenza inoltre, la cura e il piano di riabilitazione possono comprendere un aspetto che favorisca un certo posto, es. Continuazione di una piscoterapia iniziata in precedenza con determinato terapista Le decisioni sbagliate sull’inserimento comporteranno frequenti cambiamenti di struttura e perciò metteranno a rischio l’attaccamento e l’intero sviluppo del bambino L’inserimento deve avvenire con un’adeguata informazione, es. Non si “inizia con una lavagna pulita” In ogni caso, gli inserimenti renderanno la storia di vita del bambino discontinua attualmente, le informazioni sono anche tenute segrete così da non spaventare le persone che hanno in cura il bambino o per non permettere che le “cattive informazioni” danneggino il bambino Le informazioni possono essere fornite solo se il personale responsabile dell’inserimento è sufficientemente consapevole della situazione complessiva (es. La valutazione iniziale è buona) Il bambino di solito ha un background talmente frammentato che mettere insieme i pezzi richiede di solito un duro lavoro, “lavoro da detective, indagini archeologiche” Chi metterà insieme l’intera storia e la comunicherà al minore? Chi è responsabile di questo? Attualmente, la responsabilità molto spesso ricade sulla persona in carica della cura o della riabilitazione Dov’è la comprensione comune tra tutti quelli che fanno parte della vita del bambino? “viaggiare nel passato” col minore, viste in posti concreti, disegnare mappe, fotografie, date, presentare tutto in termini concreti Il nutrimento nella vita quotidiana nella struttura in cui è stato inserito il minore è il più importante fattore di riabilitazione, che è mai troppo enfatizzato La vita quotidiana deve tenere in considerazione gli interessi del minore e essere orientata verso le esigenze del minor, ma deve essere gestita dagli adulti Gestione da parte degli adulti = sicurezza Il numero di adulti deve essere sufficiente, ma gli adulti spesso risentono di alcune carenze, cf. fattori finanziari La mancanza di adulti accresce il sentimento di insicurezza e l’inserimento nei servizi di tutela si rivela contrario all’interesse del bambino Nessuna fantasia o terapie costose possono sostituire questo!!!!! Strutture e routine quotidiane coerenti e sicure; la loro ripetizione continua crea strutture nello sviluppo mentale del bambino, es. aiuta a formare la psiche! A volte alcuni luoghi d’inserimento sono caratterizzati dal caos anziché dalla struttura! Quindi, i sintomi del bambino possono essere più legati alla natura caotica dell’inserimento Il bambino considera l’infermiera personale o l’educatore come un importante prova di significato del sè “io non sono insignificante” inoltre, è probabile che l’infermiera personale sia l’adulto che ha la migliore visione generale del minore in comunità Un’infermiera personale non dovrebbe essere condivisa da due bambini, ogni bambino dovrebbe avere la propria l’operatore dovrebbe essere sia professionale che informale, e usare la sua personalità a totale vantaggio del minore Vita quotidiana col bambino e contemporaneamente osservazione del bambino, le relazioni del bambino, lui e le altre persone – es. la situazione generale – al metalivello Buona conoscenza del sé e dei modi di rispondere Quando il bambino può scegliere tra diversi adulti che si prendono cura di lui, può vedere riflessi in essi diversi aspetti di sé e acquisire diverse esperienze di interazione NB: persone diverse hanno punti di vista diversi, la supervisione del lavoro può essere necessaria nel lavoro di comunità al fine di ottenere un quadro generale; diversamente, le precedenti esperienze contraddittorie del minore si trasformano in conflitti tra il personale (Jorma Piha) in altre parole, ogni operatore deve mettere sé stesso a disposizione del bambino, i sentimenti personali devono essere usati come uno strumento diagnostico per guidare l’attitudine verso il minore Il bambino acquisisce le esperienze per sostituire e controbilanciare quelle precedenti e traumatiche Un modello di famiglia nuovo e più sano, vita familiare, interazione, condivisione mentale col minore, compensazione, essere sulla stessa lunghezza d’onda Permanenza del personale evitando l’elevato turnover! Qualsiasi cambiamento del personale deve essere gestito adeguatamente in modo che anche l’esperienza della separazione possa essere più rimediabile rispetto al passato Il bambino deve essere informato abbastanza presto dei cambiamenti in modo da essere preparato Gli adulti devono essere pronti ad affrontare le reazioni Attaccamenti (Bowlby, Ainsworth e Crittenden) L’innata inclinazione del bambino ad attaccarsi alla persona che si prende cura di lui, una condizione vitale per la sopravvivenza, il legame emotivo tra il bambino e la persona che si prende cura di lui Si attiva quando la sicurezza è minacciata, lottando per la chiusura Dall’altro lato, consente una fiduciosa introduzione nell’ambiente 1. Attaccamento sicuro 2. Attaccamento insicuro - attaccamento evitabile - attaccamento ambivalente 3. Attaccamento disorganizzato Insicuro non si riferisce necessariamente a dei disturbi psichici, entrano in gioco anche altri fattori Sicuro è di solito connesso con una buona salute psichica ma non necessariamente L’attaccamento disorganizzato è molto spesso relativo ai disturbi psichici Un buon attaccamento agli adulti permanenti può accrescere il comportamento dell’attaccamento Ciò richiede che gli adulti capiscano il modo pensare relativo al comportamento dell’attaccamento e non siano scoraggiati da un bambino sfuggente, per esempio Al bambino deve essere permesso di attaccarsi alle nuove persone - I genitori approvano l’inserimento? “trattamento e riabilitazione effettiva” La maggior parte dell’aiuto offerto al minore in tutela è dedicato alla riabilitazione – non tutti disagi possono essere trattati completamente Classificazione della riabilitazione (Tamminen e Räsänen, in: Lasten- ja nuorisopsykiatria, ed. Räsänen, Moilanen, Tamminen and Almqvist, Duodecim 1996): 1. Riabilitazione sociale e educativa (cura giornaliera, scuola, hobbies) 2. Riabilitazione relativa al welfare dei minori 3. Riabilitazione psicoterapeutica (psichiatria infantile, psichiatria dell’età giovanile) focus direttamente sul bambino Focus sulla famiglia/famiglia affidataria/comunità Indirettamente attraverso le consultazioni e il lavoro di supervisione La maggior parte dei minori in tutela soffrono chiaramente di disturbi psichici e hanno bisogno di un trattamento psichiatrico e una riabilitazione di lungo termine Tempo e luogo della valutazione? La valutazione viene spesso fatta prima dell’inserimento in un programma di presa in carico per poter individuare il luogo più adatto, ma un piano di riabilitazione a lungo termine di solito non può essere preparato fino a quando non si è vista la struttura di accoglienza e fino a quando il bambino non ha iniziato ad adattarsi e attaccarsi – di conseguenza, gli ulteriori bisogni di trattamento e riabilitazione saranno evidenti I sintomi del bambino di solito si manifestano nella struttura di inserimento solo dopo che lui considera il posto abbastanza sicuro, (mantenere il contesto), e si è preliminarmente adeguato ad esso NB: un minore che sembra non avere sintomi non si è ben adeguato e non è neanche in buona salute Perciò è spesso appropriato parlare di una seconda valutazione del bisogno di riabilitazione del minore Può aver luogo altrove rispetto alla prima valutazione poiché nel frattempo il bambino è stato trasferito in un altro posto o residenza – la storia di vita del bambino rischia di essere interrotta un’altra volta In precedenza la legislazione è interpretata in modo che il comune responsabile dell’inserimento sia responsabile di qualsiasi cosa (es. anche la cura medica specializzata nell’area d’ambito) Dal nuovo Child Welfare Act (e l’Atto dell’Assistenza Medica Specialistica e l’Atto di Assitenza Sanitaria Primaria) ci si aspetta un cambiamento della prassi, in modo che l’assistenza del bambino sia una responsabilità congiunta del comune responsabile dell’inserimento e del comune in cui il minore viene inserito Mancanza di risorse nella psichiatria infantile e dell’età giovanile Servizi scarsi anche nel settore privato pure in presenza di un finanziatore Fine o cambiamento della struttura d’inserimento? Deve essere considerato adeguatamente dal punto di vista del bambino, il modo di pensare incentrato sull’adulto non deve dominare, “I genitori biologici hanno diritti sul loro bambino” La durata dell’inserimento gioca un ruolo significativo – a volte tornare coi genitori dopo diversi anni è preso in considerazione anche se il contatto dovesse essere per un breve periodo (interesse del bambino?) La continuità dei contatti con le persone importanti nella struttura d’inserimento anche dopo la fine dell’inserimento in un modo o nell’altro, è accettabile per genitori o la nuova struttura in cui è stato inserito il minore? La continuità è un aspetto essenziale per aiutare il minore in tutela Continuità della storia di vita del minore, evitare salti o vuoti Continuità delle relazioni umane – quelle esistenti prima dell’inserimento e quelle stabilite dopo l’inserimento I contatti della famiglia biologica e della rete, i contatti del minore e le relazioni degli adulti stabilitesi attraverso l’inserimento, i contatti dell’assistente sociale del comune responsabile dell’inserimento Continuità di trattamento e riabilitazione (rientrano anche i cambiamenti della personalità) Continuità della vita quotidiana!!!