Boat DIGEST
Formazione sul disassemblaggio
delle imbarcazioni da diporto
Lezione 2
Il processo di disassemblaggio
e riciclo delle imbarcazioni
OBIETTIVO DELLA LEZIONE
Questa unità è di interesse per chi svolge attività in aziende che si occupano di
disassemblaggio di imbarcazioni da diporto.
Coloro che seguono questa lezione dovrebbero:
• Identificare e descrivere le fasi del disassemblaggio di imbarcazioni e applicare le
procedure previste
• Preparare un piano di base per il disassemblaggio di un’imbarcazione finalizzato al
riciclo sicuro ed ecosostenibile dei componenti
• Essere in grado di utilizzare in maniera appropriata le attrezzature necessarie per le
operazioni di disassemblaggio
• Definire i materiali pericolosi e rilevarne la presenza nell’imbarcazione da trattare
• Decidere in maniera appropriata le metodologie di riciclo o di trattamento dei rifiuti
generati dal processo
INTRODUZIONE
La REALTA’ sul fine vita delle imbarcazioni da diporto
Le attività di riciclo di imbarcazioni da diporto non possono essere
considerate attività commerciali, si tratta piuttosto di
attività di gestione di rifiuti.
Imbarcazioni in acciaio e alluminio possono essere disassemblate per
motivi commerciali, tuttavia il riciclo della maggior parte delle
imbarcazioni, ed in particolare di quelle costruite con compositi
polimerici termoindurenti, viene effettuata solo per motivi ambientali e o
per obblighi di legge.
In entrambi i casi, per definizione contenuta nella Direttiva dell'Unione
Europea, le imbarcazioni da diporto a fine vita (ELRC) sono dei rifiuti,
ed in particolare, a causa del contenuto di materiali pericolosi, sono da
considerare rifiuti pericolosi.
Materiali pericolosi
Materiali
pericolosi
Proprietà dei
materiali
pericolosi
Un material pericoloso è ogni oggetto o sostanza (biologica, chimica, fisica)
che può causare potenzialmente danni agli uomini, agli animali o
all’ambiente, sia da solo che attraverso interazioni con altri fattori
(Institute of Hazardous Materials Management, 2014).
PROCESSO DI
DISASSEMBLAGGIO DI
UN’IMBARCAZIONE
Watch video 1
1. Procedure generali.
Il riciclo di un’imbarcazione da diporto è un processo complesso. Tutti i passaggi necessitano di essere effettuati
con uno stretto controllo ambientale e con severe procedure di sicurezza.
Il processo può essere eseguito con successo da personale opportunamente addestato e dotato di una
preparazione di base.
I principali passaggi del processo sono I seguenti:
Fase 1 - Procedure amministrative
Fase 2 – Lavoro di preparazione
Fase 3 – Degassificazione e pre-decontaminazione
Fase 4 - Disassemblaggio
Fase 5 – Gestione dei rifiuti
2. Procedure amministrative (Fase 1)
Questa fase copre le azioni che vanno dal contatto iniziale con il proprietario dell’imbarcazione, le autorità portuali, ecc. fino al
momento in cui l’imbarcazione arriva nel sito di disassemblaggio. In funzione del proprietario, del tipo e delle dimensioni
dell’imbarcazione, del sistema di presa in carico, del luogo in cui l’imbarcazione viene presa in carico, delle condizioni
dell’imbarcazione, la FASE 2 (lavoro di preparazione) o parte di essa può rientrare nella FASE 1, ed altre fasi possono subire variazioni.
2.1 - Ritrovamento dell’imbarcazione
Esistono diversi modi in cui un’azienda specializzata nel disassemblaggio può ricevere un’imbarcazione:
• Contatto diretto del proprietario: se ne ha la possibilità, il proprietario contatta in modo responsabile l’azienda per procedere
• Contatto dai porti o dale marine private: in caso di imbarcazione abbandonata o come servizio offerto agli utenti
• Contatto dall’amministrazione in caso di imbarcazione abbandonata o sequestrata: ad esempio gara pubblica
Quando l’azienda di disassemblaggio accede all’imbarcazione, può valutare se essa ha la possibilità di trattarla e se il processo può o
meno essere economicamente vantaggioso.
Ovviamente, le dimensioni massime delle imbarcazioni che possono essere trattate dipendono dall’azienda.
Prima di effettuare il trasporto, quindi, il rottamatore dovrà valutare che l’altezza e la lunghezza dell’imbarcazione non superino
specifici limiti, sia per la fase di trasporto che per le dimensioni del cantiere aziendale, tenendo nel dovuto conto anche il tipo e la
forma dell’imbarcazione.
Tutte queste problematiche possono avere un impatto molto significativo sui costi del disassemblaggio.
2. Procedure amministrative (Fase 1)
2.2 - Trasporto dell’imbarcazione e certificato ambientale
In molti Stati membri dell’Unione Europea, le imbarcazioni da rottamare sono considerate veicoli a fine vita. Per
questi veicoli non è prevista la necessità di notificare alle autorità la loro movimentazione in quanto essi sono
considerati rifiuti non toddici fin quando non raggiungono il sito di rottamazione/disassemblaggio. Se il
trattamento dell’imbarcazione viene invece effettuato in uno Stato che non considera le imbarcazioni a fine vita lla
stregua di altri veicoli, in accordo con la Direttiva 2008/98, devono essere richiesti I dovuti permessi per la
movimentazione.
Seguendo la legislazione per i veicoli a fine vita, i documenti da richiedere al proprietario sono prima del trasporto
sono i seguenti::
- Numero di registrazione dell’imbarcazione
- Documentazione della proprietà dell’imbarcazione o di smarrimento dei documenti
- Documento del proprietario o dichiarazione di un suo rappresentante
Il trasporto è un problema rilevante. A secoda delle dimensioni dell’imbarcazione può essere una parte molto
costosa del processo. I regolamenti e le leggi differiscono nei diversi stati dell’EU. Il percorso, l’altezza massima per
la presenza di ponti, cavalcavia e sottopassi, così come la larghezza delle strade da percorrere devono essere
tenuti in considerazione. Se l’imbarcazione ha dimensioni superiori a quelle previste dale leggi locali, occorre
tenere conto delle prescrizioni previste in termini di precauzioni durante il trasporto.
Tutti questi fattori possono far aumentare notevolmente i costi del trasporto.
2. Procedure amministrative (Fase 1)
2.2 - Trasporto dell’imbarcazione e certificato ambientale (continua)
Prima del trasporto, l’imbarcazione deve essere esaminata con ATTENZIONE. I materiali pericolosi presenti
sull’imbarcazione, ed in particolare nei serbatoi, devono essere identificati. Se vi è presenza di un liquido
infiammabile nel serbatoio e la legislazione del paese lo consente, il liquido deve essere rimosso dal serbatoio. Se
invece la legislazione non consente il trattamento dei rifiuti al di fuori del sito di rottamazione, il trasporto deve
essere effettuato con ulteriori precauzioni. In alcuni casi parti dell’imbarcazione possono costituire un pericolo
durante il trasporto, ad esempio l’albero di una barca. In questo caso, le parti in questione devono essere rimosse
prima del trasporto..
Se la barca viene issata su un veicolo con una gru, il rottamatore/disasssemblatore dovrà garantire che la barca
sia fissata in modo sicuro con funi e cinghie. Durante il sollevamento occorre evitare la presenza di personale
intorno all’imbarcazione. Dopo che l’imbarcazione è stata issata sul veicolo, essa deve essere fissata in modo
adeguato da garantire un trasporto sicuro.
2. Procedure amministrative (Fase 1)
Quando l’imbarcazione raggiunge il sito, occorre ricontrollare tutta la documentazione.
Ricevuto il pagamento, il rottamatore dovrà rilasciare iun certificate ayttestante che
l’imbarcazione è stata presa in carico da un’azienda autorizzata a disassemblarla (per le
automobili esiste uno specifico certificato di distruzione del veicolo, rilasciato dal
rottamatore, tale certificato è definito in alcuni Stati certificato ambientale).
In questo modo il proprietario non avrà più responsabilità sull’imbarcazione.
CONTATTA L’ENTE LOCALE PER CONOSCERE PROCEDURE SPECIFICHE
PREVISTE NELLA TUA REGIONE
3. Lavoro di preparazione (Fase 2)
Questa fase copre le azioni dall’arrivo dell’imbarcazione nel cantiere fino al momento in
cui si iniziaa lavorare sull’imbarcazione stessa
La preparazione dell’imbarcazione è particolarmente importante per scafi di medie e grandi
dimensioni in quanto per al loro trattamento sono associate molti possibili rischi. Al
contrario pr imbarcazioni piccolo spesso non è necessario elaborare un piano di
disassemblaggio.
3. Lavoro di preparazione (Fase 2)
3.1- Operazioni pre-arrivo
Includono tutte le azioni preparatory all’arrivo dell’imbarcazione, come la pre-identificazione di possibili pericoli per la salute e
l’ambiente.
Il cantiere dovrà pianificare l’arrive dell’imbarcazione, predisponendo il sito in cui l’imbarcazione verrà disassemblata e tutte le
necessarie apparecchiature.
3.2- Arrivo dell’imbarcazione
Procedure da adottare nel cantiere all’arrive dell’imbarcazione:
- effettuare una verifica a bordo per identificare possibili pericoli.
- verificare se sono stati predisposti punti sicuri di ingress ed uscita.
Si raccomanda di evidenziare bene la posizione dei potenziali pericoli. Ogni oggetto o zona con caratteristiche incerte di
pericolosità deve essere evidenziata per ulteriori verifiche ed analisi.
3. Lavoro di preparazione (Fase 2)
3.3 – Elenco materiali pericolosi e Elenco materiali ed equipaggiamenti
Gli elenchi dei materiali pericolosi e dei materiali ed equipaggiamenti, anche se sono già stati predisposti dal proprietario, vanno
elaborati e controllati di nuovo in situ, in quanto la completa conoscenza dell’imbarcazione e delle sue dotazioni migliora in maniera
significativa la sicurezza ambientale e degli operatori ed aiuta a ridurre i costi del disassemblaggio.
L’elenco materiali pericolosi è la base per identificare di cosa c’è bisogno nel cantiere per il disassemblaggio dell’imbarcazione, per
pianificare le condizioni di lavoro degli operatori, per programmare il riciclo dei componenti e per valutare specifiche esigenze
pratiche ed amministrative necessarie per il trattamento dell’imbarcazione e dei materiali in essa contenuti.
La completa identificazione dei materiali è basata sulle seguenti azioni, sebbene alcune di esse siano evitabili in funzione della
tipologia di imbarcazione:
• Verificare la documentazione e le schede tecniche dellimbarcazione per la preparazione dell’ispezione, del prelievo di campioni* e
per il controllo.
• * Ispezione on board e prelievo di materiali opericolosi nel caso in cui le informazioni disponibili siano insufficienti.
• * Analisi dei campioni e preparazione della documentazione.
• Elenco degli equipaggiamenti di bordo.
• Preparazione degli elenchi dei materiali pericolosi e dei materiali ed equipaggiamenti ereport dettagliato in accordo con le
specifiche esigenze dell’imbarcazione e del cantiere.
*Solo per imbarcazioni di grandi dimensioni
3. Lavoro di preparazione (Fase 2)
3.4 - Organizzazione della corretta gestione dei rifiuti e dei materiali pericolosi
Una volta definito l’elenco dei materiali pericolosi, il rottamatore deciderà in che modo organizzare la gestione di
tali materiali, incluso la movimentazione e lo stoccaggio, seguendo le specifiche normative in vigore.
Se le condizioni dell’imbarcazione richiedono deviazioni dalle metodologie utilizzate normalmente per la gestione
dei materiali pericolosi, occorre pianificare interventi appropriati. Per evitare problematiche, è in ogni caso
necessario utilizzare per l’identificazione delle sostanze, la nomenclatura prevista e riportata nell’elenco dei
materiali pericolosi.
La rimozione di materiali pericolosi deve essere effettuata da personale esperto e autorizzato.
3. Lavoro di preparazione (Fase 2)
3.5 – Piano per il riciclo dell’imbarcazione
Dopo aver preparato gli elenchi dei materiali pericolosi e dei materiali ed equipaggiamenti il rottamatore è in
grado di definire il tipo e la quantità di materiali pericolosi da considerare per la pianificazione del processo di
riciclo. Queste informazioni sono utilizzate per valutare le specifiche esigenze dell’azienda e le metodologie
utilizzabili. Il documento in cui questi punti sono definite è chiamato piano per il riciclo dell’imbarcazione. Non è un
documento obbligatorio, ma la sua elaborazione aiuta il rottamatore ad una corretta pianificazione del
processo di disassemblaggio.
Cosa è il Piano per il riciclo dell’imbarcazione?
Tale Piano descrive come l’azienda effettuerà il trattamento di una specifica imbarcazione in maniera sicura,
descrivendo tutte le azioni da compiere e le precauzioni da prendere in considerazione attraverso l’intero processo.
Il Piano contiene una descrizione dettagliata della fase di preparazione dell’imbarcazione, ed in particolar modo
della fase di rimozione delle sostanze pericolose, la sequanza delle fasi di demolizione, lo stoccaggio, il trasporto, il
trattamento dei rifiuti o il riciclo dei componenti, il processo di gestione dei materiali di scarto.
3. Lavoro di preparazione (Fase 2)
3.5 - Piano per il riciclo dell’imbarcazione
Chi deve sviluppare il Piano per il riciclo dell’imbarcazione?
La responsabilità per lo sviluppo di un Piano globale per il riciclo dell’imbarcazione è a carico dell’azienda che si
occupa della rottamazione, anche se lo sviluppo del piano deve essere frutto della cooperazione tra l’azienda e il
proprietario dell’imbarcazione. l Fondo barca Riciclaggio e il proprietario. L’azienda ha le competenze per capire e
descrivere i metodi e le procedure che utilizza nelle sue operazioni di riciclaggio e ha la conoscenza delle strutture e
delle capacità disponibili per la gestione sicura ed ecologicamente corretta di tutti i materiali pericolosi e dei rifiuti
generati durante il riciclaggio, conosce le competenze e le capacità della sua forza lavoro e la disponibilità di
servizi di sostegno locali, conosce le leggi nazionali e i regolamenti e le attività che essa è autorizzata a espletare .
IL Piano per il riciclo dell’imbarcazione è incentrato sulla SICUREZZA DEI LAVORATORI E sulla TUTELA AMBIENTALE
3. Lavoro di preparazione (Fase 2)
3.5.1. Piano per il riciclo dell’imbarcazione – sicurezza degli operatori
In relazione alla sicurezza e salute dei lavoratori, i punti principali da considerare sono :
•
Il personale chiave per quanto riguarda la sicurezza e la salute
•
La valutazione dei rischi sul posto di lavoro
•
La prevenzione degli effetti negativi sulla salute negli esseri umani:
- Procedure per condizioni di sicurezza per l'ingresso
- Procedure fi lavoro sicuro (esempio: taglio a caldo o frantumazione in pressione)
- Prevenzione di cadute da altezze elevate
- Attrezzature per le manovre e la movimentazione dei materiali
- Pulizia, ordine generale e illuminazione
- Preparazione alle emergenze e piano di emergenza
- Prevenzione e rilevazione di incendi e esplosioni
3. Lavoro di preparazione (Fase 2)
3.5.2. Piano per il riciclo dell’imbarcazione – aspetti ambientali
I punti principali da considerare per quanto riguarda il monitoraggio ambientale sono:
• Gestione dei materiali pericolosi (campioni analizzati nell’elenco materiali pericolosi ed altri se l’elenco era incompleto)
- Amianto e materiali contenenti amianto
-PCB e materiali contenenti PCB
- Sostanze dannose per lo strato di ozono
- pitture e coating
- Rifiuti pericolosi e sedimenti (esempio : olii e acque contaminate)
- Metalli pesanti (piombo, mercurio , cadmio e cromo esavalente )
- Altri liquidi rinvenuti a bordo
- Altri materiali pericolosi
• Identificazione, marcatura ed etichettatura delle sostanze e delle possibili posizioni a bordo
• Processi di rimozione sicura
• Conservazione ed etichettatura dopo la rimozione
• Trattamento, trasporto e smaltimento
• Prevenzione contro danni all'ambiente
• Controllo e prevenzione di fuoriuscite e misure correttive
• Prevenzione dell'inquinamento provocato dalle acque inquinate
• Prevenzione e controllo dei residui di lavorazione
• Procedure per il report su incidenti e sversamenti
3. Lavoro di preparazione (Fase 2)
3.5.3. Piano per il riciclo dell’imbarcazione – Fasi finali
Procedure sicure di accesso e di lavorazioni a caldo
Il Piano per il riciclo dell’imbarcazione deve descrivere in dettaglio quali procedure saranno predisposte per un sicuro accesso e per
evitare pericoli durante le lavorazioni a caldo, tenendo conto delle caratteristiche specifiche dell’imbarcazione
L’azienda che si occupa del disassemblaggio è invitata a rivedere le linee guida di salute e sicurezza per fornire specifiche
raccomandazioni tecniche per affrontare problemi di sicurezza rilevanti.
Sequenza di disassemblaggio
Il Piano per il riciclo dell’imbarcazione deve includere una sequenza di disassemblaggio specifica dell’imbarcazione, che tiene conto
delle operazioni di frantumazione necessarie e delle posizioni dei materiali pericolosi.
Una componente importante della sequenza di smontaggio è la rimozione di sostanze pericolose nella massima misura possibile. A
seconda di una serie di fattori, tra cui l'età della barca e la quantità dei materiali pericolosi presenti, può essere impossibile rimuovere
tutti i materiali pericolosi prima dell'inizio delle attività di taglio.
Altri elementi necessari
Oltre agli elementi sopra descritti, il Piano per il riciclo dell’imbarcazione deve includere qualsiasi processo o procedura da adottare
per la specifica imbarcazione. Ad esempio, un’azienda specializzata nella rottamazione potrebbe aver bisogno di utilizzare lavoratori
supplementari o subappaltatori, o di dotarsi di ulteriori attrezzature in relazione alla specificità dell’imbarcazione.
4. Degassificatione e pre-decontaminazione (Fase 3)
La prima parte del disassemblaggio sono le operazioni di rimozione dei residui visibili e facilmente accessibili. Questa fase può essere
effettuata durante la preparazione degli elenchi dei materiali pericolosi e dei materiali ed equipaggiamenti.
Le diverse sostanze e materiali pericolosi a bordo sono, nella maggior parte dei casi, contenute o incorporate in componenti ed
apparecchiature, e solo durante il processo di disassemblaggio tali materiali diventano rifiuti specifici; la decontaminazione richiede
sistemi di drenaggio (mobili o fissi) per movimentare carburante, acqua, olio, ecc, per lo stoccaggio e il successivo trattamento.
Questa parte include le seguenti azioni, ma non in tutte le barche e non in maniera sequenziale:
• Progettazione della decontaminazione
• Installazione di sistemi di sicurezza per i lavoratori e l'ambiente.
• Chiusura di circuiti elettrici, pneumatici, idraulici, estrazione delle batterie, etc.
• Decontaminazione di gas - Apertura di percorsi di ventilazione (se necessario)
• Rimozione di rifiuti a vista / materiali e rifiuti facilmente asportabili
• Estrazione di residui e materiali rari/non comuni.
• Rimozione e stoccaggio di carburanti (ATEX)
• Rimozione e stoccaggio di Diesel
• Rimozione e stoccaggio degli olii usati, fanghi e acque oleose
• Puliziae degasaggio del serbatoio (grandi imbarcazioni)
• Rimozione e stoccaggio primario di altri fluidi
• Eliminazione dei rifiuti pericolosi
5. Disassemblaggio (Fase 4)
l processo di disassemblaggio varia da tipo a tipo di imbarcazione, dipenderà dalla sua
dimensione e soprattutto cambierà da un cantiere ad un altro a seconda delle
attrezzature disponibili.
Fiamme ossidriche per imbarcazioni in metallo, cesoie mobili, cesoie idrauliche, lame ,
seghe circolari, frantumatori, ecc , sono alcuni degli strumenti che si possono trovare in
diversi cantieri .
Il processo che segue può essere effettuato con qualsiasi strumento e metodo di
disassemblaggio.
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5. Disassemblaggio (Fase 4)
5.1- Taglio
In medie e grandi imbarcazioni la sequenza di disassemblaggio di solito inizia dalla parte superiore della struttura e
prosegue verso la chiglia. Saranno create aperture laterali per l'accesso all'interno della barca, per la ventilazione e per
facilitare l’estrazione di materiali, attrezzature o rifiuti .
In barche più piccole il lavoro di smontaggio può essere effettuato direttamente da prua a poppa e viceversa, o si può
iniziare dalla parte centrale.
Il processo generale è il seguente
• Pulizia generale della barca, pulizia e rimozione di schermi e altre attrezzature riutilizzabili e facilmente accessibili,
rimozione e taglio delle strutture del ponte superiore. Ogni elemento sporgente, inclusi cablaggi, linee idrauliche,
argani, alberi, ecc, verrà rimosso
• Isolamento delle aree potenzialmente pericolose ancora contaminate e la selezione delle aree di taglio (solo
imbarcazioni di grandi dimensioni)
• Studio delle condizioni di lavoro (es. gas necessari per lavori a caldo in barche in metallo, condizioni di taglio per
segare barche in legno o resine fibrorinforzate) .
• Attività finalizzate a garantire la sicurezza del lavoro nella zona di taglio
• Rimozione attrezzature e rifiuti facilmente accessibili e delimitazione della sezione di taglio
• Fissaggio e ancoraggio meccanico dei materiali pesanti da estrarre
• Taglio dei ponti, portelloni e strutture (solo imbarcazioni di grandi dimensioni)
•Taglio completo
5. Disassemblaggio (Fase 4)
Prima di iniziare la lavorazione in ogni zona,
occorre controllare che non vi siano
concentrazioni di gas e occorre rimuovere i rifiuti
e gli oggetti che non potevano essere rimossi in
fase di pre-bonifica deve essere fatto. Se
necessario, occorre creare aperture per la
ventilazione.
5. Disassemblaggio (Fase 4)
5.2- Rimozione equipaggiamenti pesanti
Una volta raggiunta la sala macchine, occorre aprire tutti i componenti senza
danneggiarli.
Dopo la completa rimozione di eventuali liquidi tossici ancora presenti in questa
sala, l'area sarà ispezionata per la rimozione di motori ausiliari e principali e tutti
le altre apparecchiature presenti.
Occorre scollegare terminali, tubi, cavi e connessioni meccaniche e prestare
particolare attenzione all'ancoraggio e fissaggio dei materiali e attrezzature
pesanti prima della rimozione.
6. Gestione dei rifiuti (Fase 5)
TOXIC LIQUID WASTE REMOVAL
- Fuel (diesel/gas-oil/gasoline
- Engine Oil/Hydraulic oil/grease
- A/C liquids
- Anti-freeze/coolant
- Ballast waters
- Bilge waters
- Other liquids
OIL INDUSTRY
CHEMICAL INDUSTRY
INCINERATION
WATER TREATMENT
USED PARTS DEALERS
OTHER TOXIC WASTE REMOVAL
- Batteries
- Catalytic converters, filters
- Flares/explosives
- Contaminated packaging
- Organic waste
- Other wastes
OIL INDUSTRY
ENERGY RECOVERY
LANDFILLING
SPECIFIC RECYCLING INDUSTRIES
USED PARTS DEALERS
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BODY DISMANTLING
- Spare-parts
- Plastics, Glass, wood/timber
- Rubber/tyres
- Non-ferrous metals (aluminum,
cooper from cables, stainless
steel, bronze...)
- Ferrous metals
- Composites
- Other materials
RECYCLING INDUSTRIES
Plastic industry
Scrap Metal Industry
Glass Industry
Wood, rubber, etc
LANDFILLING
ENERGY RECOVERY
6. Gestione dei rifiuti (Fase 5)
Questa parte del processo si riferisce al trattamento di rifiuti rimossi nelle fasi precedent. Il trattamento dei rifiuti prevede
diverse azioni a seconda della tipologia di rifiuto da trattare.
SOLIDI
• Organici, carta, cartone, ecc: da trattare in maniera simile a rifiuti domestici o da ufficio.
• Legno, vetro, plastic, ecc: material riciclabile deve essere separato e smaltito presso aziende di riciclo.
• WEEE: Gli equipaggiamenti ed I rifiuti elettronici possono generare profitto attraverso il riutilizzo/rivendita delle attrezzature
e la vendita dei rifiuti per il riciclo ed il recupero dei metalli.
• Materiali composite, anche in fibra di vetro: le soluzioni per I composite in fibra di vetro variano da nazione a nazione. Il
costo dello smaltimento e la presenza di impianti di riciclo in zona guideranno la decisione.
• Metalli: acciaio, alluminio, rame, ottone, ecc. Molte tipologie di metalli sono presenti sulle imbarcazioni, tutte con valori di
mercato interessanti. I cavi elettrici in rame sono un esempio. Premesso che la combustione delle parti in plastica per
recuperare I metalli è PROIBITA, esistono altre metodiche, meccaniche, di separazione. A seconda dei volumi trattati, l’azienda
potrà decidere sulla convenienza del processo di separazione in loco e successiva vendita.
6. Gestione dei rifiuti (Fase 5)
6. Gestione dei rifiuti (Fase 5)
LIQUIDI
• Acqua e fanghi oleosi: occorre predisporre serbatoi di separazione per olii. Le acque
reflue non salate possono essere trattate normalmente. Le acque contenenti sali NON
possono essere inviate al sistema fognario. Occorre invece valutare la necessità
presso adeguati impianti di smaltimento.
• reflui di lavorazione: possono contenere olii, metalli ed altri rifiuti pericolosi.
Occorre predisporre e manutenere correttamente separatori di olio, sistemi di
filtrazione e impianti.
• Carburanti: occorre considerare la normative ATEX. Tutti I carburanti, previa
filtrazione, possono essere utilizzati in azienda.
• Olii usati: In genere, in piccolo volume, tali da non rendere necessario il trattamento
in loco. Occorre gestirli in maniera appropriata raccogliendoli in appositi contenitori e
inviandoli a ditte specializzate nello smaltimento.
• Oli puri: alcune imbarcazioni potrebbero avere serbatoi di olio non usato. Questi olii
potrebbero essere venduti separatamente.
• Altri: tutti gli altri rifiuti liquidi trovati a bordo devono essere gestiti correttamente
ed inviate ad aziende specializzate nello smaltimento. Fare attenzione a possibili
contaminazioni biologiche.
6. Gestione dei rifiuti (Fase 5)
Una volta terminato il lavoro, tutti i rifiuti
devono essere gestiti secono le normative in
vigore nella regione
(ad esempio: documentazione sul
trattamento dei rifiuti, dichiarazioni
periodiche, ecc.)
CONCLUSIONI
Il disassemblaggio di un’imbarcazione è un processo complesso che comprende
diverse fasi di attività, ognuna caratterizzata da esigenze e costi diversi.
Ogni fase può essere soggetta a modifiche e adattamenti a seconda delle dimensioni e del tipo di
imbarcazione e delle capacità del cantiere.
Come in ogni processo, ogni fase implica una serie di funzioni:
A. Pianificazione: Serve a determinare gli obietttivi di ogni fase e le azioni necessarie alla corretta esecuzione del lavoro:
I.
Organizzare il lavoro, attraverso un’analisi preliminare dell’imbarcazione
II. Identificare le risorse necessarie
III. Definire le fasi di attività in cui è diviso il lavoro
B. Organizzazione. E’ la fase decisionale in cui si stabilisce chi effettuerà le differenti fasi previste. Personale qualificato dovrebbe definire e
coordinare ogni fase, il personale coinvolto, I materiali da utilizzare e tutte le azioni da compiere..
C. Direzione: Personale con funzioni manageriali dovrà accertare che le azioni vengano eseguite così come pianificate, motivando gli operatori
e pianificando di volta in volta le specifiche operazioni da eseguire
D. Controllo: Monitoraggio e verifica della corretta esecuzione del lavoro, e decisione sulle azioni correttive necessarie in ogni fase
L’obiettivo generale è l’ottimizzazione del processo, fornendo feedback per migliorare la
sicurezza e l’efficienza di lavori successive, evitando pericoli, risparmiando ore di lavoro,
riducendo i costi e migliorando i possibili profitti e la competitività dell’azienda.
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3. Lavoro di preparazione (Fase 2)