Cotta-Verzichelli, Il sistema politico italiano, Il Mulino, 2008
Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Il sistema dei partiti:
dal pluripartitismo polarizzato
all’alternanza bipolare
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Cotta-Verzichelli, Il sistema politico italiano, Il Mulino, 2008
Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Obiettivi del capitolo
• Analizzare lo sviluppo storico dei partiti e dei sistemi
partitici in Italia, con particolare riferimento al periodo
repubblicano
• Discutere i principali modelli interpretativi del sistema
partitico italiano, dalla prima repubblica alla fase di crisi
(1992-1994) fino al sistema partitico sviluppatosi nella
fase più recente
• Illustrare le principali novità organizzative riscontrabili
nei partiti italiani di oggi.
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Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Il primo sistema partitico in Italia (1861-1913)
• Sistema dominato da “partiti parlamentari” composti da notabili.
• Distanza ideologica minima tra i due attori parlamentari maggiori
(destra storica e sinistra storica) che con il trasformismo
confluiscono in un unico ceto parlamentare di ministeriali
• Relativa irrilevanza di gruppi di opposizione, anch’essi composti da
notabili ma più distanti dal centro di governo (democratici, radicali,
repubblicani) e poi del piccolo partito socialista (che giunge in
parlamento alla fine del XIX secolo).
Nel complesso, il primo sistema partitico italiano realizzò
la costruzione dello stato unitario assicurando per circa mezzo
secolo il mantenimento di una costituzione liberale
e una vita parlamentare abbastanza regolare
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Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Il secondo sistema partitico
• L’emergere dei partiti organizzati di massa
(Partito socialista e partito popolare) che
nel 1919 ottengono una grande vittoria
nel nord
• Sconfitta dei liberali e fine del loro dominio
• Emergere di partiti sulle ali estreme
(nazionalisti e fascisti a destra, socialisti
massimalisti e poi comunisti a sinistra).
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Il terzo sistema partitico Italiano
(sistema dei partiti della prima repubblica: 1948-1992)
• Sostanziale stabilità rispetto alla fase 1919-1921:
comunisti, socialisti, laici, democristiani…
• Alcuni piccoli partiti nuovi (partito d’azione, Uomo
qualunque, monarchici) che però non si consolideranno
• Tuttavia alcuni caratteri distintivi:
a) divisione a sinistra e sorpasso del Pci sul partito
socialista
b) crescita del partito cattolico, che si afferma come il
partito più forte
c) riduzione del partito liberale ad una posizione di
minoranza
d) Forte radicamento dei partiti nella società e dentro lo
Stato
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Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Interpretazioni del sistema partitico
della prima repubblica
• Bipartitismo imperfetto (Galli 1966): ruolo
predominante dei due principali partiti (Dc e Pci)
ma impossibilità, a differenza dei bipartitismi
normali, di una alternanza al governo.
• Pluripartitismo polarizzato (Sartori 1976):
presenza di due partiti anti-sistema (Pci e Msi), e
articolato intorno a tre poli, con uno spazio
ideologico polarizzato - molto esteso tra estrema
sinistra ed estrema destra
• Pluripartitismo centripeto (Farneti 1983):
progressiva riduzione dello spazio ideologico e
tendenza del sistema partitico (negli anni ’70)
aveva quindi un andamento centripeto invece che
centrifugo.
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Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Il puzzle del “consociativismo” legislativo
• Fin dall’inizio della prima repubblica
l’attività legislativa sarebbe stata
caratterizzata da un’estesa collaborazione
fra governo e opposizione comunista. (Di
Palma 1978) .
• Paradossale giustapposizione tra una
pregiudiziale e una retorica anticomuniste
forti sulla scena elettorale e un’intensa
attività negoziale nelle istituzioni
parlamentari (La Palombara 1987) .
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Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Il formato del sistema partitico sino agli anni ‘90
PSDI PRI
PCI
PSI
DC
PLI
MSI
• Fase critica 1975-76 con il Pci oramai vicinissimo
alla forza della Dc
• Inserimento di alcuni piccoli partiti (radicali,
partiti di estrema sinistra, verdi) tra il 1976 e gli
anni ’80, senza grandi mutamenti di sistema.
• Differenze territoriali organizzative e elettorali
significative tra i vari partiti. Fino quasi alla fine
della prima repubblica DC unico partito
(fragilmente) “nazionale”
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Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Il quarto sistema partitico italiano. Presupposti storici
• Dopo il crollo del muro la fine del Pci:
nascono il Pds (poi Ds) e il partito
della Rifondazione comunista
• Il successo nella Lega nord nel 1992
• I referendum elettorali nel 1991 e
1993
• Tangentopoli e l’emergere di un
conflitto forte politica-magistratura.
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Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Il sistema partitico della seconda repubblica
La fase di formazione (1993-1996)
• Disintegrazione della Dc-Ppi: scissione del Ccd (1993),
insuccesso del Ppi nel 1994 e ulteriori scissioni
successive
• Scomparsa del Psi e dei partiti laici (1994)
• Mancata affermazione del Patto Segni al centro e di
Alleanza Democratica sul centro-sinistra (1994).
• Mancato recupero di Pds e tenuta di Rc a sinistra
(1994)
• Trionfo di Forza Italia (1994) e successo dei suoi
alleati, Ln e An
• Recupero dei partiti del centro sinistra (1996) con
ulteriore frammentazione (Socialisti, Rinnovamento
Italiano, Verdi…).
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Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Il mutare del sistema partitico: recenti sviluppi
1. preminenza e persistenza della struttura bipolare di
competizione: due larghe alleanze si affrontano e offrono la
base per la formazione dei governi;
2. alto livello di frammentazione: i partiti grandi non
espandono il proprio seguito mentre proliferano le forze
minori;
3. relative debolezza dei due partiti maggiori del periodo 19942006 –Ds e FI– che non hanno mai potuto competere da soli
nella competizione maggioritaria;
4. più elevata frammentazione della coalizione di sinistra
rispetto a quella di destra.
Dopo le elezioni 2006 nuove spinte verso la
riaggregazione di due forze maggioritarie (Partito
Democratico nel centro-sinistra e Popolo delle Libertà).
Ma il processo è lungo e difficile…
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Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Frammentazione e linee di frattura
interne alle due principali aggregazioni
• Partiti e pezzi di classe politica
tradizionalmente al governo e altri da
sempre all’opposizione
• Partiti statalisti e partiti “liberisti”
• Partiti centralisti e partiti federalisti
• Partiti confessionali e partiti “laici” .
Issues maggiormente divisive:
1) Nel Centro destra: Livello di
decentramento
2) Nel Centro sinistra:13politica estera e
tematiche etiche.
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Capitolo I: Il sistema dei partiti: dal pluripartitismo polarizzato all’alternanza bipolare
Il mutare della forma partito: recenti sviluppi
• Fenomeni comuni a molti partiti: snellimento
dei quadri, cartellizzazione e personalizzazione.
e tuttavia smentita la tesi della “convergenza
dei modelli organizzativi
• Tuttavia i partiti maggiormente organizzati
rimangono fedeli ad alcuni schemi del passato e
si presentano ancora come partiti di quadri
• Vari esempi di partito personale. Il caso
particolare di FI
• Maggiore enfasi sul collegamento con
associazionismo e reti di movimenti.
• Minore enfasi sulla dimensione ideologica.
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