PRODOTTI CRUDI STAGIONATI ESPORTATI VERSO GLI USA ORIENTAMENTI PER LA SCELTA E LA VALIDAZIONE DELL’ALTERNATIVA IDENTIFICATA PER LA GESTIONE DEI PROCESSI PRODUTTIVI DA PARTE DELL’INDUSTRIA ALIMENTARE Silvana Barbuti [email protected] Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari, Parma 9 CFR PART 430 - Control of L. monocytogenes in RTE meat and poultry products IL REGOLAMENTO È APPLICABILE AL VOSTRO PRODOTTO? Definizione di prodotto RTE: un prodotto a base di carne o di pollame che è in forma edibile senza ulteriori trattamenti per renderlo un alimento sicuro. Esempi di prodotti RTE: Prodotti carnei fermentati Prodotti stagionati Prodotti essiccati 9 CFR PART 430 - Control of L. monocytogenes in RTE meat and poultry products IL PRODOTTO È ESPOSTO IN FASE POST-LETALE? Definizione di ambiente post-letale: l’area di uno stabilimento nella quale il prodotto, che è stato sottoposto ad un trattamento letale, entra in contatto con l’ambiente Esempi di contaminazione ambientale: Contatto diretto – superfici a contatto con l’alimento Contatto indiretto – manipolazione dei prodotti Non a contatto – pavimenti, pareti, strutture Prosciutto crudo stagionato es. di superfici a contatto post-letali Intero Disossato Mani degli operatori Guanti Tavoli di confezionamento Tavolo Sgorbia Disossatrice Coltelli Affettato Tavolo Affettatrice Nastri trasportatori Coltelli 9 CFR PART 430 - Control of L. monocytogenes in RTE meat and poultry products Definizione di “deli product”: un prodotto a base di carne o di pollo che viene tipicamente affettato sia negli stabilimenti di produzione sia dopo la distribuzione e che per il consumo in genere viene assemblato in sandwich. RTE example – reclassified fsis.usda october 2003 Deli meat: Parma ham Salami Deli product = prodotti ad alto rischio 9 CFR PART 430 - Control of L. monocytogenes in RTE meat and poultry products in quale alternativa riteniamo/vogliamo/possiamo far rientrare il prodotto? Alternativa 1 - trattamento post-letale e agente/processo antimicrobico (documentata l’efficacia dei trattamenti) Alternativa 2 - trattamento post-letale o agente/processo antimicrobico (documentata l’efficacia dei trattamenti) Alternativa 3 – utilizzo di misure di sanificazione Studi di validazione per L. monocytogenes in prodotti RTE • Processi produttivi (9 CFR 301, 303 et al. 2001) • 6,5 D (Salmonella in salt-cured products) • 5 • 2 D (E. coli O157:H7 in fermented products) D e controllo materia prima in ingresso 9 CFR 430 Trattamenti post-letali Agenti antimicrobici Processi antimicrobici riduzione di almeno 2 log accrescimento inferiore a 1 log accrescimento inferiore a 1 log Sicurezza sanitaria I prodotti carnei crudi stagionati sono stati sempre considerati prodotti sicuri sotto il profilo igienicosanitario. E’ possibile dimostrarlo? E’ possibile fissare dei limiti critici per la produzione? Prodotti sicuri Validazione dei processi produttivi Conoscenza del prodotto del processo e dei pericoli Studi di validazione (9CFR 417.4) di processi produttivi e/o trattamenti post-letali e/o agenti antimicrobici e/o processi antimicrobici Lista di microrganismi potenzialmente patogeni correlabili con il prodotto Presenza dei microrganismi nella materia prima Modelli di microbiologia predittiva Effetti dei processi produttivi sulla sicurezza del prodotto finito Microbial challenge test Impiego di modelli predittivi Le risposte a fattori ambientali di una popolazione sono riproducibili e possono essere utilizzate per valutare l’effetto dei processi tecnologici sulla sicurezza dei prodotti alimentari Combinazione di una serie di equazioni che interpretano attraverso leggi matematiche il comportamento dei ceppi microbici testati e possono predire risposte anche a valori diversi Basati su fattori quali pH, T°C, sale, aw, forniscono una stima della possibilità di crescita, sopravvivenza o inattivazione di un dato microrganismo in un determinato substrato. Microbial Challenge Testing (MCT) Procedura che permette di ottenere dati relativi ai limiti critici di una produzione Consiste in una simulazione effettuata in laboratorio di ciò che accade ad un prodotto durante la produzione, la distribuzione e la manipolazione Comporta l’inoculo, in condizioni ambientali controllate, di un numero rilevante del microrganismo oggetto dello studio e la valutazione di cosa succede al microrganismo durante il processo produttivo Fasi per l’esecuzione di un MCT 1 - Disegno sperimentale 2 - Procedure di inoculo 3 - Procedure di saggio 4 - Interpretazione dei risultati riproducibilità approccio sperimentale aspetti di sicurezza ambientale e degli operatori microrganismi che devono essere inoculati mantenimento delle colture preparazione dell’inoculo livello di inoculo metodo di inoculo tempi/temperature di incubazione ampiezza del campione e frequenza di campionamento metodi di analisi Limiti nell’applicazione di un MCT Non immediata sovrapponibilità tra la produzione ottenute in laboratorio e quella industriale I risultati ottenuti si riferiscono esclusivamente alle condizioni di prova utilizzate Se si approntano modifiche di formulazione o di parametri tecnologici il MCT dovrebbe essere ripetuto Studio di validazione del processo produttivo del prosciutto crudo Software di modellazione e Microbial challenge test L. monocytogenes PMP 6.1 esempio di applicazione: porzione superficiale prosciutto crudo parametri T°C pH Aw Salagione <4 5.7 0.96 Risposte da PMP 6.1 accrescimento + inibizione lag fase 20 giorni inattivazione - Fasi di lavorazione Fine Fine Stagionatura salagione riposo <4 4 18 5.7 5.8 5.8 <0.90 0.92 < 0.90 + + + 3D/71 giorni 3D/48 giorni MCT prosciutto crudo stagionato Livello di contaminazione 105 – 106 Listeria/g o cm2 Le cosce fresche sono contaminate sulla superficie della parte esposta, con una soluzione dei microrganismi ad una concentrazione prestabilita MCT prosciutto crudo stagionato T°C calo peso % Materia prima 1–4 1-5 3–4 Salagione 103 Listeria/g 102Listeria/g 13 – 14 Riposo 10ufc/g pres. in 25g Stagionatura Ass. in 25g Ass. in 25g ? Ambiente Sugnatura Puntatura Trattamento post-letale Un trattamento letale che è applicato ad un prodotto dopo un esposizione in una fase post-letale. Trattamenti post-letali - esempi Trattamento con le alte pressioni Ozono Campi elettrici pulsati Trattamento di pastorizzazione con acqua calda/vapore High pressure Usa l’effetto dell’alta pressione per inattivare i batteri Minimizza i danni termici al prodotto Riduce i tempi di trattamento L’effetto letale può essere modellato e caratterizzato per ogni tipo di prodotto Il processo può essere applicato al prodotto confezionato Il trattamento interessa tutto il prodotto Investimento iniziale elevato High pressure In letteratura sono disponibili studi per salsicce, salami, salumi stagionati, prosciutto crudo che forniscono indicazioni circa i tempi, le temperature e le pressioni necessarie per inattivare Listeria preservando anche le caratteristiche organolettiche. Prosciutto crudo • Ind. Conserve 78, 441, 2003 D = 1,54’ a 600 MPa a 35°C • Ind. Conserve 79, 37, 2004 • Meat Science 62, 367, 2002 Ozono O3 è un gas con un alto potere sanificante ed è considerato un valido sostituto dei comuni disinfettanti – ha un effetto battericida Può essere applicato allo stato gassoso o come acqua ozonizzata La presenza di sostanze organiche può diminuire l’efficacia del trattamento Può determinare ossidazione dei grassi Agente antimicrobico Una sostanza presente o addizionata ad un prodotto RTE in grado di ridurre o eliminare i microrganismi come Listeria e che ha l’effetto di sopprimere o limitare la crescita durante la shelf-life del prodotto. Agenti antimicrobici Sodio o potassio lattato Acido debole Effetto batteriostatico se usato singolarmente ad alte concentrazioni Sodio diacetato Si dissocia in acido acetico e sodio acetato Abbassa il pH per la presenza di acido acetico Effetto batteriostatico se usato singolarmente ad alte concentrazioni Processi antimicrobici Operazioni applicate ad un prodotto RTE che hanno l’effetto di sopprimere o limitare la crescita di Listeria nel prodotto durante la shelf-life. Riduzione del valore di pH Riduzione del valore di aw Refrigerazione Congelamento PRODOTTI CRUDI STAGIONATI Materia prima Stabilità T°C; Sale, AW Salagione Riposo Stagionatura Comportamento di L. monocytogenes in Prosciutto Crudo Stagionato in rapporto all'atmosfera di confezionamento e alla temperatura di conservazione – disegno sperimentale AFFETTATO aw Livello di inoculo log ufc/g Confezionamento Temperature di conservazione (°C) Tempi di prelievo (giorni) IN TRANCI 0,90 ± 0,01 0,93 ± 0,01 0,90 ± 0,01 0,93 ± 0,01 1,54 ± 0,26 3,96 ± 0,04 3,56 ± 0,18 3,66 ± 0,40 MAP MAP Sottovuoto Sottovuoto (30% CO2 ;70% N2) (30% CO2 ;70% N2) 3 - 8 - 20 3 - 8 - 20 3–8 3 - 8 - 20 7 - 30 - 60 15 - 30 - 60 15 - 30 - 60 15 - 30 - 60 Industria Conserve 79, 3, 2004 Andamento di L. monocytogenes (log MPN/g ± 2D.S.) inoculata in campioni di prosciutto crudo affettato (aw 0,90) conservati in atmosfera protettiva (30% CO2 70% N2) Tempo (giorni) Temperatura di conservazione (°C) 3 8 20 0 1.54 ± 0.26 1.54 ± 0.26 1.54 ± 0.26 7 0.80 ± 0.48 0.63 ± 0.00 1.01 ± 1.06 30 0.36 ± 0.36 0.62 ± 0.68 Ass. in 1 g 60 0.47 ± 0.84 0.31 ± 0.58 Ass. in 25 g Industria Conserve 79, 3, 2004 Andamento di L. monocytogenes (log ufc/g ± 2D.S.) inoculata in campioni di prosciutto crudo affettato (aw 0,93) in atmosfera protettiva (30% CO2 70% N2). Tempo (giorni) Temperatura di conservazione (°C) 3 8 20 0 3.96 ± 0.04 3.96 ± 0.04 3.96 ± 0.04 15 nd.* 3.74 ± 0.02 3.67 ± 0.02 30 3.74 ± 0.18 3.54 ± 0.28 3.43 ± 0.32 60 3.61 ± 0.24 3.57 ± 0.12 3.21 ± 0.36 Industria Conserve 79, 3, 2004 Andamento di L. monocytogenes (log ufc/g ± 2 D.S.) in tranci di prosciutto crudo (aw 0,90) contaminati e confezionati sottovuoto Tempo (giorni) Temperatura di conservazione (°C) 3 8 0 3.56 ± 0.18 3.56 ± 0.18 15 2.99 ± 0.88 2.92 ± 0.62 30 2.63 ± 0.32 2.63 ± 0.56 60 2.48 ± 0.22 2.73 ± 0.42 Industria Conserve 79, 3, 2004 Andamento di L. monocytogenes (log ufc/g ± 2D.S.) in tranci di prosciutto crudo (aw 0,93) contaminati e confezionati sottovuoto Tempo (giorni) Temperatura di conservazione (°C) 3 8 20 0 3.66 ± 0.40 3.66 ± 0.40 3.66 ± 0.40 15 nd.* 3.44 ± 0.58 3.59 ± 0.04 30 3.38 ± 0.44 3.27 ± 0.30 3.21 ± 0.28 60 3.42 ± 0.14 3.32 ± 0.46 3.20 ± 0.78 Industria Conserve 79, 3, 2004 Verifica delle scelte aziendali FSIS Directive 10,240.4 Trattamenti post-letali: riesaminare il piano HACCP aziendale e verificare, attraverso la documentazione allegata, che il trattamento postletale è stato adeguatamente validato per prevenire, eliminare o ridurre a livelli non determinabili L. monocytogenes. Se sono inseriti studi di “Challenge Test “ o articoli presi da riviste scientifiche verificare che le condizioni indicate siano sovrapponibili a quelle della produzione; es. tempi, pressioni e T°C per il trattamento con HP. Verifica delle scelte aziendali FSIS Directive 10,240.4 Agente antimicrobico o processo antimicrobico: assicurarsi che la documentazione relativa all’applicazione dell’agente o del processo sia incorporata o nel piano HACCP o nelle SSOP o nel programma dei prerequisiti valutare se fornisce garanzie di ottenere un prodotto sicuro