Buenos Aires 14-06-2011
El Donante de Sangre en los
Procesos Economicos
Dottor Alberto Argentoni
Buenos Aires 14-06-2011
Lo scopo di questa breve relazione è quello di
fare una riflessione sulle implicazioni etiche ed
economiche della donazione di sangue da
volontario.
4
Il cittadino che svolge attività di volontariato
esercita alcuni dei suoi diritti fondamentali:
- alla partecipazione civile,
- alla democrazia,
- all’organizzazione in associazioni,
- alla sussidiarietà.
5
L’attività del volontario, pur non essendo
remunerata, produce sviluppo sociale ed
economico.
6
Secondo una stima delle Nazioni Unite, il tempo
impiegato in attività di volontariato produce un
risultato economico pari a più dell’1% del PIL
mondiale.
7
In Europa si stima che per 1 euro speso per
sostenere le attività dei volontari, le
organizzazioni hanno ricavato in media un
rendimento compreso tra 3 e 8 euro.
8
Il volontariato da un importante contributo alla
creazione di «capitale sociale» , che è
fondamentale per la messa a punto di politiche
mirate allo sviluppo dell’economia rurale.
9
Il volontariato non ha solo un valore economico
misurabile ma può anche consentire risparmi
significativi per i servizi pubblici.
10
E’ importante che l’attività di volontariato:
- vada ad aggiungersi ai servizi pubblici e non
serva a sostituirli,
- non deve sostituire il lavoro retribuito.
11
Le Istituzioni devono:
- promuovere l’attività di volontariato,
- stabilire diritti e responsabilità,
- disporre un’adeguata copertura assicurativa,
- garantire la copertura delle spese
concordate.
12
Il volontario è un cittadino che dona
gratuitamente il suo tempo, le sue competenze,
la sua attività lavorativa e, nel nostro caso, il suo
sangue.
13
Il donatore di sangue volontario – anonimo –
non retribuito – periodico – responsabile –
associato è l’elemento essenziale di ogni
sistema trasfusionale che vuole essere
sicuro
sicuro –– universale
universale -–autosufficiente
autosufficiente
efficace
efficaceed
edefficiente.
efficiente
14
Il dono gratuito e volontario del sangue è anche
un rilevante fattore di economicità e
sostenibilità del sistema sanitario.
15
Il sistema trasfusionale basato sulla donazione
volontaria, anonima, non remunerata, periodica,
responsabile e associata è :
più sicuro
16
perché la donazione effettuata dal donatore
volontario è meno soggetta a essere eliminata
per tutte le cause ma soprattutto per cause
mediche.
17
In Italia, nelle regioni dove è quasi totale
l’apporto di sangue da donatori volontari
periodici, le sacche scartate per cause mediche
sono inferiori all’1%
18
19
Questo minore scarto porta già ad un primo
risparmio economico.
20
Un ulteriore vantaggio è quello dato dalla
riduzione delle malattie trasmesse attraverso la
trasfusione.
21
In Italia negli ultimi 10 anni ci sono stati solo 2
casi di epatite tipo B post-trasfusionale e nessun
caso di AIDS.
22
Un secondo risparmio economico: sul costo
dell’assistenza socio-sanitaria ad un ammalato
e dell’eventuale contenzioso medico-legale.
23
Un ulteriore vantaggio è costituito dal fatto che
la popolazione dei donatori volontari e periodici
è sottoposta ad una forma diretta o indiretta di
educazione sanitaria e di medicina preventiva
con riflessi positivi su stili di vita e diagnosi
precoce delle più comuni malattie.
24
Il sistema trasfusionale basato sulla donazione
volontaria, anonima, non remunerata, periodica,
responsabile e associata è :
universale
25
perché solo i sistemi che si basano sulla
donazione volontaria
sono in grado di
programmare e mettere in atto politiche
sanitarie capaci di garantire ad ogni ammalato
un’adeguata terapia trasfusionale .
26
Anche questo aspetto
determina un vantaggio
socio – economico
perché è in grado di
abbattere la mortalità ,
specie quella materno –
infantile nei Paesi in via di
sviluppo e di supportare
le più efficaci terapie
mediche e chirurgiche,
specie in emergenza.
27
Il sistema trasfusionale basato sulla donazione
volontaria, anonima, non remunerata, periodica,
responsabile e associata è :
più autosufficiente
28
poiché l’utilizzo di sangue ed emoderivati è
sempre più in crescita, è necessario creare
un’adeguata base di donatori.
29
Il raggiungimento di un’adeguata base di
donatori non remunerati può avvenire solo
attraverso la diffusione, la crescita e l’auto
organizzazione del volontariato
che riesce
maggiore
efficacia
a fidelizzare i
checon
riesce
con maggior
efficacia
donatori
.
a fidelizzare
i donatori
30
L’attività trasfusionale basata su donatori
volontari periodici riduce il costo economico
della selezione dei donatori che è massimo per i
donatori alla prima donazione e si riduce in
misura importante per i donatori periodici.
31
Inoltre si riduce il rischio di sottoporre a
donazione persone non idonee e quindi il costo
per i successivi trattamenti sanitari e per
eventuali contenziosi medico – legali.
32
Un sistema trasfusionale basato su un adeguato
numero di donatori volontari
periodici e
associati può mirare a ad essere più economico
perché permette di ridurre gli acquisti sul
mercato internazionale dei plasmaderivati.
33
e la produzione diretta o in forma consociata di
emoderivati permette economie di scala e
l’autonomia rispetto alle politiche industriali
sui prezzi dei prodotti.
34
Infatti garantisce la stabilità dei prezzi e la
continuità della fornitura, che divengono
indipendenti dalle eventuali fluttuazioni dei
mercati internazionali.
35
Il sistema trasfusionale basato sulla donazione
volontaria, anonima, non remunerata,
periodica, responsabile e associata è :
efficace ed efficiente
36
perché la partecipazione del cittadino volontario
permette di :
moltiplicare l’investimento in promozione
della donazione di sangue,
sviluppare forme integrative di reclutamento
e di raccolta del sangue,
37
organizzare la rete dei donatori volontari
periodici e associati,
operare un’adeguata programmazione della
raccolta secondo le reali esigenze sanitarie.
38
Si tratta di attività che gestite direttamente
dall’Istituzione pubblica o da quella sanitaria
avrebbero un costo molto superiore e
richiederebbero
personale
dedicato
e
specializzato.
39
L’Italia, che ha raggiunto l’autosufficienza in
globuli rossi ed è ad oltre il 70% delle necessità
per i plasmaderivati, garantisce un contributo
all’associazionismo per ciascuna donazione fatta
dai soci (circa 1.950.000 donazioni all’anno).
Tale contributo è pari allo 0,04% dell’intera
spesa sanitaria nazionale.
40
Inoltre, è dimostrato che la forma più efficace di
promozione alla donazione di sangue è quella
realizzata all’interno delle relazioni famigliari e
amicali , proprio quelle che vengono più
incrementate dall’associazionismo.
41
Questi risultati possono essere ottenuti solo se
l’attività del volontariato associato viene:
 inserita nelle strategie dell’Istituzione
pubblica
 integrata nei programmi sanitari
e viene garantita la partecipazione delle
Associazioni alla programmazione e alle
verifiche dell’attività trasfusionale.
42
Le ricadute economiche di un sistema
trasfusionale basato sulla donazione di sangue
volontaria, anonima, non remunerata, periodica,
responsabile e associata dovrebbero essere
oggetto di una particolare attenzione
nell’elaborazione dei piani sanitari nazionali e
nella programmazione delle attività.
43
A titolo di esempio, vorremmo soffermarci su
due aspetti da mettere in particolare rilievo:
 l’associazionismo
la questione dei plasmaderivati.
44
L’associazionismo dei donatori di sangue
volontari- non remunerati , è garanzia di un
livello minimo ed essenziale di organizzazione.
45
Infatti, l’associazionismo ha:
un coordinamento territoriale,
 organismi di rappresentanza,
 strumenti di comunicazione dedicati
attività di aggiornamento continuo
risorse strumentali e logistiche
46
disponibilità di forza lavoro non remunerata
dotazione finanziaria propria derivante da
auto finanziamento, donazioni, fund raising o
attività
in
convenzione
(promozione,
fidelizzazione, chiamata ed eventuale raccolta
diretta del sangue).
47
La diffusione nel territorio dell’associazionismo
dei donatori è importante anche per garantire
l’approvvigionamento del sangue.
Il consumo del sangue è concentrato nei grandi
centri mentre la raccolta è maggiore nel
territorio periferico.
48
In Italia, AVIS ha i suoi 1.200.000 soci organizzati
in 3.194 gruppi locali e oltre la metà di questi
gruppi è costituita da meno di 300 soci.
49
La
questione
dei
plasmaderivati
è
particolarmente interessante perché si tratta di
veri e propri farmaci, che vengono sempre più
utilizzati nella medicina moderna e che hanno
un costo elevato.
50
Le questioni su cui riflettere sono:
 l’approvvigionamento,
la produzione,
i costi.
51
Il plasma necessario
per la produzione dei
plasmaderivati può
essere ottenuto da
frazionamento del
sangue intero o da
plasmaferesi
produttiva.
52
Le realtà che non hanno ancora ottenuto
l’autosufficienza in globuli rossi devono
incrementare il numero di donazioni da sangue
intero e questo aumenta la quantità di plasma
da frazionamento disponibile per la lavorazione.
53
Come abbiamo già cercato di dimostrare, l’unica
vera possibilità di raggiungere questo obiettivo
è quello di puntare sulla
donazione volontaria, anonima, non
remunerata, periodica, responsabile e
associata.
54
Questa strategia permette di affrontare i
problemi etici collegati ai datori di sangue a
pagamento.
Noi riteniamo si tratti di una forma di
approvvigionamento moralmente discutibile
quando non un vero e proprio sfruttamento
dell’uomo.
55
Solo una volta raggiunta l’autosufficienza in
globuli rossi, le Istituzioni pubbliche potranno
investire
utilmente
sulla
plasmaferesi
produttiva.
56
La produzione di plasmaderivati per essere
efficiente deve disporre di grandi quantità
di materia prima, difficili da raggiungere
con il solo plasma da frazionamento. A
questo scopo sono utili gli Accordi e i
Consorzi tra i produttori e la strategia del
«conto lavorazione».
57
58
Gli Accordi e i Consorzi garantiscono quantità
adeguate ed economie di scala.
Il conto lavorazione consente di mantenere la
proprietà del plasma e quindi dei farmaci
prodotti, di pattuire rese e costi di produzione,
utilizzando il plasma da frazionamento, che è
solo una parte del prodotto iniziale (il sangue
intero raccolto).
59
I plasmaderivati così ottenuti hanno un prezzo
già stabilito e permettono di ridurre la necessità
di approvvigionamento sul mercato industriale
internazionale.
60
L’Italia conferisce all’industria per la lavorazione
oltre 721.000 kg. di plasma (75% da
frazionamento).
Tale plasma è ottenuto tutto da donatori
volontari con un indice di 11,9 Kg. X 1000 ab.
61
Questa è una tabella comparativa con i nostri
costi di produzione:
62
Come si può notare, il sistema trasfusionale
italiano, che si basa sulla donazione volontaria
non retribuita ed è di alta qualità e sicurezza pur
presentando molte possibilità di miglioramento
e razionalizzazione, garantisce la sua
sostenibilità economica e può puntare ad una
sempre maggiore autosufficienza.
63
Il bisogno viene riconosciuto da chi ha avuto
bisogno, è la che gli uomini si incontrano.
Buona donazione a tutti!
64
65
Scarica

Intervento Dott. Alberto Argentoni, Buenos Aires 14 giugno 2011