Il Bunraku 文楽
Ningyō Jōruri
人形 浄瑠璃
Definizione
• è un tipo di teatro giapponese delle
marionette che si perfezionò nel corso del
XVII sec., avendo, agli inizi ,come centro
promotore l’isola di Awajii per poi
spostansi nella grande Osaka con un grande
successo di pubblico. I personaggi vengono
rappresentati con marionette di grandi
dimensioni, manipolate a vista. Ciascuna
marionetta è mossa da tre manovratori.
Origine del nome
• In origine il teatro delle marionette era chiamato
Ningyō Jōruri . Il termine Bunraku si adotto in
epoca tarda, dal nome di Uemura Bunrakuken
(1737-1810) che rilanciò questa forma di
rappresentazione ad Osaka, nell'ultimo decennio
del XVIII sec. aprendo il suo teatro Bunraku-za che
sopravvisse fino a tempi recenti.
• Ningyō significa "bambola" o "marionetta" e
Jōruri è il nome di uno stile di narrazione
drammatica, con canti, accompagnati da shamisen
a tre corde.
I kugutsumawashi
• Già nel periodo Heian (794-1185), alcuni
burrattinai itineranti chiamati kugutsumawashi
giravano il Giappone facendo rappresentazioni
nelle strade, in cambio di denaro. Durante questa
forma di intrattenimento in strada, che continuò
fino al periodo Edo, i burrattinai muovevano i
burrattini con due mani usando un palcoscenico
che consisteva in una scatola sospesa all'altezza
del collo. Sembra che un certo numero di
Kugutsumawashi si fossero stabiliti a Nishinomiya
e sull'isola di Awaiji, vicino all'attuale Kobe.
Un piccolo progresso
• Nel sedicesimo secolo, i burattinai di questi
gruppi furono chiamati a Kyoto per delle
rappresentazioni per la famiglia imperiale e
per i capi dell'esercito. Fu a quest'epoca che
il teatro delle marionette si fuse con l'arte
del Jōruri.
Il Jōruri
• Precursori del jōruri furono attori itineranti ciechi,
chiamati biwa hoshi, che cantavano lo Heike
Monogatari, un poema epico militare, che
raccontava la guerra dei Taira e dei Minamoto.
Essi si accompagnavano con il biwa, un tipo di
liuto. Nel sedicesimo secolo, lo shamisen sostituì
il biwa come strumento e si sviluppò lo stile jōruri.
Il nome jōruri deriva da una delle prime e più
popolari opere cantate in questo stile, la leggenda
della storia d'amore tra il guerriero Minamoto no
Yoshitsune e la bella Lady Jōruri.
Due nuovi talenti
• L'arte del teatro delle marionette, insieme al canto
con l'accompagnamento dello shamisen,
diventarono ancora più popolari all'inizio del
diciassettesimo secolo a Edo (l'attuale Tokyo),
dove gli shogun ed altri capi militari furono i
mecenati di quest'espressione artistica. Molte delle
rappresentazioni , a quest'epoca, avevano come
tema le avventure di Kimpira, un eroe leggendario
conosciuto per le sue gesta audaci e inconsuete. Fu
ad Osaka, città mercantile, che si inaugurò l'età
d'oro del ningyo joruri grazie a due talenti: il
cantore (tayu) Takemoto Gidayu (1651-1714) e il
drammaturgo Chikamatsu Monzaemon.(16531724)
Takemoto Gidayū 竹本義太夫
• Takemoto Gidayu fu un valente maestro
burattinaio al punto da aprire, nel 1685 un
proprio teatro, il Takemoto-za, 竹本座 che con il
prezioso aiuto di Chikamatsu Monzaemon, un
altro dei maggiori esponenti di quest'arte,
raggiunse la fama nazionale. Chikamatsu, si
distinse soprattutto per l'abilità e l'ingegnosità
nella realizzazione di drammi, tra i quali si
annoverarono il Gappo e il Terakiya.
Chikamatsu Monzaemon.
近松門左衛門
• Il repertorio di Chikamatsu si suddivise in
una narrazione a sfondo storico jidai mono
e una popolare sewa mono. Il primo tipo di
recita si incentrò sui conflitti che
coinvolsero i princii confuciani sia a livello
pubblico sia a quello privato, mentre il
secondo tipo di narrazione descrisse amori
impossibili, talvolta concludenti
tragicamente con il siucidio.
il Toyotake-za
• AI primi del settecento, un allievo di Gidayu,
Toyotake Wakataga, si staccò dalla
compagnia del maestro per fondare un suo
teatro, il Toyotake-za. La rivalità che
nacque fra le due compagnie consentì un
periodo di fertili creazioni teatrali.
Le marionette
• Le marionette originariamente erano costituite di
argilla, avevano un'altezza di circa un metro,
possedevano solo le braccia ed erano guidate solo
da una persona. Intorno alla metà del seicento il
legno prese il posto dell'argilla grazia alla sua
maggiore plasmabilità, e vennero aggiunte le
gambe. Nei decenni successivi i tecnici furono in
grado di apporre altre migliorie, quali
l'articolazione degli occhi, della bocca e delle dita
delle mani e finalmente la marionetta necessitò
della presenza di tre artisti manovratori, uno dei
quali è in grado di muovere la testa ed il braccio
destro, il secondo il braccio sinistro ed il terzo le
gambe.
Le marionette sono stereotipate
• Le marionette sono vestite con abiti eleganti,
varianti a seconda della caratterizzazione,
confezionati da sartorie e portano parrucche di
capelli veri. Le marionette sono suddivise in
categorie a seconda del sesso, della classe sociale
e del carattere del personaggio. Ad es: la testa di
marionetta Genta è usata nel ruolo di uomo bello.
La testa di marionetta Keisei è usata per il ruolo di
cortigiana. Le teste sono lunghe 15-20 cm. e di 70
tipi diversi.
Genta. Usato per il ruolo di uomo bello.
La scena viene divisa in tre settori
• La scena viene divisa in tre settori e la parte
centrale spetta di diritto al protagonista. Il
Bunraku richiede la presenza anche di abili
narratori e per quanto riguarda
l'accompagnamento musicale di suonatori di
samisen. Il ruolo del narratore riveste una notevole
importanza, visto che è lui che consente alle
marionette di parlare e di esprimere i loro
sentimenti. Il musicista deve essere in grado di
esprimere i suoni adatti per interpretare e
accompagnare i sentimenti manifestati dal
marionettista e dal narratore.
Tipi di Dramma
• Il teatro Bunraku, che condivide alcuni temi
e contenuti narrativi con il teatro Kabuki,
pone un certa rilevanza al testo e si occupa
spesso, fra i vari argomenti ricorrenti, di
storie d'amore infelici e sfortunate.I temi
maggiormente affrontati dal Bunraku sono
i drammi concernenti le antiche tradizioni
jidaimono e quelli del popolo sewamono.
Lo stile di Gidayu
• Dopo che venne aperto il teatro di marionette
Takemotoza ad Osaka, nel 1684, lo straordinario
stile di canto di Gidayu, chiamato gidayu-bushi,
iniziò a dominare il joruri. Chikamatsu cominciò a
scrivere drammi storici (jidai-mono) per Gidayu
nel 1685. Successivamente, per più di dieci anni,
scrisse soprattutto per il kabuki, ma nel 1703
ritornò al teatro Takemotoza e dal 1705 fino alla
morte scrisse solo per il teatro delle marionette.
Chikamatsu preferì il Bunraku
• Si è molto discusso sul perchè Chikamatsu
abbia scritto per il kabuki e poi di nuovo per
il bunraku: forse ciò era dovuto
all'insoddisfazione per la posizione dei
drammaturghi e dell'attore nel kabuki. Gli
attori di kabuki famosi al tempo
consideravano il dramma una materia
grezza da modellare per mettere in mostra al
meglio il loro talento.
Nascita del Sewamono
• Nel 1703, Chikamatsu fu il pioniere di un nuovo
tipo di dramma per le marionette, il teatro
domestico (sewamono), che portò nuova
prosperità al teatro Takemotoza. Un mese dopo il
doppio suicidio di un commesso e di una
cortigiana, Chikamatsu rappresentò l'accaduto
nell'opera teatrale: "Doppio suicidio d'amore a
Sonezaki". Il conflitto tra i doveri sociali (giri) e i
sentimenti umani (ninjo), presente in quest'opera,
commosse enormemente il pubblico del tempo e
divenne l'argomento principale del bunraku.
Kanadehon Chushingura
• Altri drammi, come la serie di suicidi d'amore di
Chikamatsu, divennero l'argomento preferito del
teatro delle marionette. I drammi storici,
comunque, continuarono ad essere popolari e
divennero più sofisticati poichè il pubblico si
aspettava la profondità psicologica che trovava nei
drammi domestici. Un esempio di dramma storico
è il Kanadehon Chushingura, forse la più famosa
opera bunraku. Basata sulla storia vera dei 47
ronin (samurai senza padrone), accaduta tra il
1701 e il 1703, fu rappresentata dopo 47 anni nel
1748.
trama
• Dopo aver sguainato la spada nel castello di Edo,
in risposta agli insulti del capo del protocollo dello
Shogun Tokugawa, (Kira Yoshinaka), il signore
feudale Asano Naganori fu obbligato a suicidarsi e
il suo clan fu sciolto. I 47 leali seguaci tramarono
di nascosto, e, compirono la loro vendetta
uccidendo Kira circa due anni dopo. dall'accaduto,
i drammaturghi cambiarono l'epoca, il luogo ed i
nomi dei personaggi per evitare di offendere lo
Shogun Tokugawa. Questa popolare opera fu
presto adattata al kabuki e continua ad essere parte
importante di entrambi i repertori.
Uno sviluppo parallelo
• Nel corso del diciottesimo secolo, il
bunraku entrò in competizione con il
kabuki, tuttavia, allo stesso tempo, c'era
anche uno stretto rapporto tra i due generi.
• Il Kabuki e in Ningyō Jōruri negli anni della
loro formazione erano così interrelati che il
loro sviluppo fu tutt’uno.
Rapporti tra Bunraku e Kabuki
• Dal punto di vista dei ruoli individuali, gli attori
del kabuki imitavano i movimenti delle marionette
del bunraku e lo stile di canto del tayu, mentre i
burrattinai adattavano le espressioni stilistiche di
famosi attori kabuki alle loro rappresentazioni.
• Molte opere bunraku, specialmente quelle di
Chikamatsu, furono adattate per il kabuki, mentre
delle sontuose produzioni kabuki furono
rappresentate come bunraku.
Declino del Bunraku
• Pian piano eclissato dalla popolarità del kabuki, il
bunraku, verso la fine del diciottesimo secolo,
iniziò un declino commerciale e i loro teatri
chiusero uno dopo l'altro fino a che rimase solo il
teatro Bunraku-za. Dall'epoca della Seconda
Guerra Mondiale, il bunraku cominciò a essere
sovvenzionato dal governo per poter sopravvivere,
sebbene la sua popolarità stesse crescendo. Grazie
alla Associazione Bunraku, si tengono
regolarmente rappresentazioni al Teatro Nazionale
di Tokyo e al Teatro Nazionale Bunraku di Osaka.
I Burattini
• Ogni singolo burattino viene manovrato da
tre persone. Il burattinaio al centro sorregge
il burattino con la sua mano sinistra e
manovra la mano destra. Un assistente
manovra la mano sinistra e l'altro, le gambe.
Le dimensioni delle marionette
• La grandezza delle marionette, rispetto al corpo
umano, è di metà o dei due terzi. Esse sono
formate da varie elementi: testa, spalle, tronco,
braccia, gambe di legno e il costume. La testa ha
un'impugnatura con dei fili per muovere gli occhi,
la bocca e le sopracciglia. L'impugnatura è inserita
in un buco nel centro dell'asse delle spalle. Le
braccia e le gambe sono appese alle spalle con
delle corde, e, i vestiti scendono lungo l'asse delle
spalle e il tronco , a cui viene appeso un anello di
bambù che serve per formare i fianchi.
70 diversi tipi di marionette
• Le marionette che rappresentano personaggi
femminili hanno spesso facce fisse, immobili, e,
poichè il loro lungo kimono copre completamente
la parte inferiore dei loro corpi, molte non hanno
bisogno delle gambe.
Ci sono circa 70 diversi tipi di teste di marionette
in uso. Le teste sono classificate in varie categorie,
come ad esempio giovane donna non sposata o
giovane dotato di enorme forza fisica; ogni testa
viene usata per diversi personaggi, anche se spesso
ci si riferisce ad essi con il nome che hanno avuto
nel ruolo in cui sono apparsi la prima volta.
Omozukai 面使い
• L'omozukai (operatore principale) inserisce
la mano sinistra nell'apertura che si trova
nella parte posteriore del vestito e tiene
l'impugnatura della testa. Con la mano
destra muove il braccio destro della
marionetta. Reggere una grossa marionetta
che rappresenta un guerriero può essere un
esercizio di resistenza poichè essa può
arrivare a pesare 20 chilogrammi.
Hidarizukai 左使い Ashizukai 足使い
• Il braccio sinistro è mosso dall' hidarizukai (primo
assistente) e le gambe sono mosse dall'ashizukai
(secondo assistente) che batte anche il piede per
gli effetti sonori e per accentuare il ritmo dello
shamisen. Per quanto riguarda i personaggi
femminili, l'ashizukai muove la parte inferiore del
kimono per simulare il movimento delle gambe.
I Burattinai acquistano visibilità
• All'epoca di Chikamatsu, le marionette venivano
mosse da una sola persona; il movimento da parte
di tre persone non fu introdotto prima del 1734.
Originariamente, l'operatore non si vedeva sul
palcoscenico, ma per Doppio Suicidio d'Amore a
Sonezaki, il burrattinaio Tatsumatsu Hachirobei fu
il primo a lavorare in modo da essere visto dal
pubblico.
L’omozukai è il maestro
• Oggi, i tre burrattinai sono ben visibili sul
palconscenico e, di solito, indossano completi neri
e cappucci che li rendono simbolicamente
invisibili. L'operatore principale è una celebrità
nel mondo del bunraku, e, spesso lavora senza il
cappuccio e in alcuni casi indossa perfino
un'ampia veste di seta bianca e brillante.
Il Tayu e lo shamisen
• Anche il tayu e lo shamisen originariamente erano
nascosti, ma in una nuova opera del 1705,
Takemoto Gidayu cantò in modo da essere visto
dal pubblico. Nel 1715, sia il tayu che il suonatore
di shamisen cominciarono a lavorare su una
speciale piattaforma elevata a destra del
palcoscenico, dove appaiono oggi. Il tayu ha
tradizionalmente lo status più elevato in una
troupe bunraku. Come narratore, crea le
atmosfere del dramma e deve essere in grado di
dar voce a tutti i personaggi: da un tono basso per
gli uomini ad un tono in falsetto per le donne e i
bambini.
Il ritmo del dramma
• La funzione del suonatore di shamisen non è solo
quella di accompagnare il tayu. Poichè i
burrattinai, il tayu e il suonatore di shamisen non
si guardano durante la rappresentazione, è compito
del suonatore di shamisen dare il ritmo all'opera
con il suo ticchettio ritmico. In alcune opere e
farse bunraku adattate dal kabuki, si usano coppie
multiple di tayu-shamisen e ensemble di shamisen.
Sonezaki shinju (Doppio suicidio
d' amore a Sonezaki )
• Questo capolavoro di Chikamatsu Monzaemon fu
il primo del nuovo genere di dramma domestico
(sewa-mono) che si incentra sui conflitti tra le
emozioni umane e le severe restrizioni ed obblighi
della società contemporanea. Il grande successo di
quest'opera portò alla composizione di molti altri
drammi sull'amore tragico tra mercanti e
cortigiane ed ha creato una sequenza di imitazioni
di opere con tema il suicidio per amore.
Scena 1
• Mentre fa il giro dei suoi clienti, Tokubei,
impiegato presso un commerciante di salsa di soia,
incontra la sua amata, la cortigiana Ohatsu, per
caso, al santuario di Ikutama ad Osaka. Piangendo,
la cortigiana lo critica per aver dimenticato di
scriverle o farle visita. Tokubei le spiega che ha
avuto qualche problema, e, su pressione di lei, le
racconta l'intera storia.
Lo zio di Tokubei, il proprietario del negozio di
salsa di soia, gli ha chiesto di sposare la nipote di
sua moglie; Tokubei, però, ha rifiutato perchè è
innamorato di Ohatsu. .
• La matrigna di Tokubei, tuttavia, ha dato il
consenso al matrimonio a sua insaputa ed ha
portato la cospicua dote con sè.
• Quando Tokubei rifiuta di nuovo il matrimonio,
suo zio richiede i soldi della dote. Dopo aver
riavuto i soldi dalla matrigna, Tokubei li dà al suo
caro amico Kuheiji il quale, però, tarda a restituirli.
Kuheiji, ubriaco, arriva al santuario con degli
amici. Quando Tokubei gli dice di restituire i soldi,
Kuheiji nega di averli presi in prestito e insieme ai
suoi amici picchia Tokubei.
Quando Kuheiji va via, Tokubei proclama la sua
innocenza agli spettatori e dice che farà ammenda
uccidendosi.
Scena 2:
• E' la sera dello stesso giorno e Ohatsu è ritornata
alla casa da tè Temma, dove lavora. Ancora
sconvolta per ciò che è accaduto, fugge dopo aver
colto lo sguardo di Tokubei. Piangono e Tokubei
le dice che l'unica scelta per lui è il suicidio.
Ohatsu aiuta Tokubei a nascondersi sotto il portico
dove lei siede, e, nel frattempo, arrivano Kuheiji e
i suoi amici. Kuheiji continua ad asserire che
Tokubei è colpevole, ma Ohatsu dice che lei sà
che è innocente. Poi, come se parlasse a se stessa,
chiede se Tokubei è deciso a morire.
• Non visto dagli altri, Tokubei risponde tirando il
piede di lei lungo il suo collo. (Poichè la
marionette che rappresentavano personaggi
femminili non avevano gambe, un piede viene
usato appositamente per questa scena).
Kuheiji dice che se Tokubei si uccide egli si
prenderà cura di Ohatsu; Ohatsu rifiuta e lo
chiama ladro e bugiardo. Ohatsu dice di essere
sicura che Tokubei vuole morire con lei e lei con
lui. Soggiogato dall' amore di Ohatsu, Tokubei
risponde toccandole il piede con la fronte.
Quando Kuheiji se ne va e la casa è silenziosa,
Ohatsu riesce a fuggire.
Scena 3:
• Durante il loro viaggio alla volta del bosco
di Sonezaki, Tokubei e Ohatsu parlano del
loro amore: il narratore, con un passaggio
lirico, fa un commento sulla caducità della
vita. Sentendo in una sala da tè dei canti su
un precedente suicidio per amore, Tokubei
si chiede se anche lui e Ohatsu saranno
l'argomento di canzoni come quella.
• Dopo aver raggiunto il bosco di Sonezaki ,
Ohatsu taglia la sua fusciacca. Essi usano la
fusciacca per legarsi insieme e per essere
belli nella morte. Tokubei si scusa con suo
zio e Ohatsu con i suoi genitori per i
problemi che stanno causando. Cantando e
invocando il Budda Amida, Tokubei la
pugnala e poi pugnala se stesso.
doppio suicidio d’amore 心中
• Nei sewamono il tema più frequente era quello del
doppio suicidio d’amore. I protagonisti si trovano
spesso ad affrontare problemi che appaiono
superabili solo con la morte, piuttosto che andare
incontro alla separazione o affrontare la
responsabilità delle conseguenze Nei successivi
sewamono il contenuto della rama è sempre lo
stesso; mutano i dettagli e la diversa analisi dei
personaggi.
Il suicidio dei Chōnin
• Sebbene il doppio suicidio d’amore possa
sembrare una convenzione negli scritti di
Monzaemon così come nei suoi epigoni, la
gente del tempo guardava ad esso come un
avvenimento reale ed attuale. Il suicidio, un
tempo privilegio dei bushi per motivazioni
inerenti all’onore militare, rappresentava
per il Chōnin l’unico strumento di protesta
contro la società
Giri Ningyō 義理 人情
• Le cause che determinavano la decisione di
ricorrere al suicidio erano, sostanzialmente, il
fattore economico e la vergogna sociale.
• Nei drammi di Monzaemon, l’individuo non è mai
responsabile delle proprie azioni, che sono
determinate dalla sua sprovvedutezza oppure dal
fatto che egli venga da una serie di eventi contrari.
• Oppure che deve assolve ad un Giri contrario ai
suoi reali sentimenti o Ninjyō
Il Michiyuki 道行
• In Sonezaki Shinjyu il momento culminante del
dramma è il viaggio dei due amanti verso il luogo
del suicidio. Esso è divenuto un topos dei
successivi sewamono ed è noto come Michiyuki.
Si tratta di un breve percorso fatto a piedi
inscenato con immagini di grande poesia: i due
amanti attraversano luoghi che gli sono famigliari
ma che ora acquistano una particolare
drammaticità.
La fede popolare
• Nel Michiyuki di Sonezaki Shinjyu si esprime la
speranza popolare di salvezza basata sulla
credenza che le anime degli amanti che se
morivano insieme si sarebbero posate sullo stesso
fiore di loto. Il narratore esterno da la certezza che
i due amanti diventeranno Buddha; poco importa
che essi muoiano per passione o per desiderio, ma
la fede nella salvezza. Espressione di modelli di
religiosità popolari tipici dei Chonin
Preghiera di Ohatsu
• <<Ques’anno, invero, è il 25° della tua età, un
anno disgraziato. Per me è il 19° e altrettanto
infausto. Noi due che ci amiamo siam dunque
perseguitati dalla stessa sfortuna, segno, questo,
forse, della profondità del nostro legame. Le
suppliche che ho rivolto al Buddha e ai Kami,
valgano ora come preghiere per noi quando non
saremo più: anche nell'aldilà, siederemo ambedue
sullo stesso fiore di loto .>>
conclusione
• "Senza, che alcuno racconti nulla, come
voce portata, dal vento che soffia, dal bosco
di Sonezaki, la storia del suicidio diviene
famosa, passa di bocca in bocca, muove
nobili e plebei in massa a preghiere per la
salvezza delle loro anime. Non v'è dubbio
che essi diventeranno Buddha. e che il loro
sia un amore che servirà da modello".
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Bunraku (文楽)