Università della Calabria
Sociologia delle comunicazioni d massa
2012-13
Emozioni in rete
Relazioni affettive e forme d’intimità nei siti di social
network
(PRIN 2009)
Orario di ricevimento
Lunedì dalle 10:00 alle 11:00
Cubo 18b IV piano
Prof.ssa Giovannella Greco
[email protected]
0984-831135
Università della Calabria
I media sono vissuti non solo come tecnologie ma come ambienti, veri
e propri luoghi nei quali fare esperienza quotidiana, in grado di dare
forma all’habitus cognitivo dell’individuo e strutturare relazioni
sociali, con la capacità di trattare le variabili dello spazio e del tempo
che ci consente di produrre forme comunicative istantanee e differite,
permanenti e volatili.
[…] ci troviamo all’interno di un SuperNetwork di comunicazione
mediata costituito da relazioni sociali (amicali, lavorative, affettive),
da azioni di reciprocità… il punto di svolta di questo processo di
interazione interpersonale di massa che si sta strutturando attorno alle
tecnologie della comunicazione mediata e in particolare del web
sociale… risiede soprattutto su questo versante di potenzialità di
contatto, di messa in relazione, di reperimento di informazioni… che
attraverso queste tecnologie diventano appunto accessibili e
concretamente
gestibili.
Possiamo
infatti
pensarci,
comunicativamente, in una perenne connessione potenziale tra
persone, cose e fatti, una connessione da poter attivare e gestire in
tempo reale e a distanza attraverso gli strumenti del comunicare che
pervadono la nostra vita quotidiana.
G. Boccia Artieri, SuperNetwork (2009, 24-25)
Università della Calabria
Presentazione della ricerca
La ricerca su Emozioni in Rete: relazioni affettive e
forme di intimità nei siti di Social Network, si colloca
nell’ambito di un PRIN (Programma di Ricerca
Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale) dal titolo
Relazioni sociali e identità in Rete: vissuti e narrazioni
degli italiani nei siti di social network, cofinanziato
dal MIUR nel 2009.
Il Programma, coordinato da Giovanni Boccia Artieri,
coinvolge cinque Unità di Ricerca che fanno capo,
rispettivamente, alle Università di Urbino, Bologna,
Cattolica Milano, Bergamo e della Calabria.
Università della Calabria
L’Unità di Ricerca dell’Università della Calabria è
costituita da: Giovannella Greco (Responsabile
scientifico), Ciro Tarantino, Anna Lisa Palermiti,
Simona Perfetti, Davide Bennato (Università di
Catania), Gianna Cappello (Università di Palermo),
Rosario Ponziano, Enrico De Santo, Walter Belmonte.
Università della Calabria
L’ipotesi sulla quale si fonda la ricerca è la seguente:
nei “territori mediali” che la contemporaneità vede
affermarsi si sviluppa una cultura emozionale che
trova espressione in forme inedite di intimità, capaci di
retroagire su quelle tradizionali e che, pertanto,
costituiscono uno sfondo del mutamento della natura e
del significato tanto delle relazioni sociali e delle
pratiche di costruzione dell’identità, quanto delle
emozioni che presuppongono, sostanziano, orientano e
governano l’azione e l’interazione sociale.
Università della Calabria
A partire dall’ipotesi appena formulata, la ricerca indaga la
ridefinizione delle relazioni affettive e delle forme che
l’intimità tende ad assumere nella contemporaneità, utilizzando
i siti di Social Network (SNs) come luogo di osservazione
privilegiato.
L’obiettivo è quello di osservare i fattori di mutamento di
relazioni intime quali quelle amicali, sentimentali e familiari,
analizzandone le pratiche di condivisione materiale e affettiva
e le forme di rappresentazione prodotte all’interno di un
“contesto conversazionale connesso” come quello dei SNs.
Ciò che s’intende mettere in evidenza è la relazione tra le
forme di interazione mediata e le pratiche di costruzione
dell’identità all’interno dei SNs e la produzione e riproduzione
dei legami sociali, al fine di osservare come cambino i concetti
di “amicizia”, “amore”, “famiglia” e come tale cambiamento si
traduca in pratiche e strategie di azione.
Università della Calabria
Sulla base dei suddetti obiettivi, la ricerca esplora, con
una metodologia quanti-qualitativa, l’impatto che la
frequentazione dei SNs produce nella ridefinizione
delle relazioni affettive e delle forme di intimità,
avvalendosi di un approccio fortemente innovativo in
grado di coniugare tecniche di analisi proprie delle
scienze sociali con metodologie e strumenti delle
scienze informatiche e computazionali.
Università della Calabria
Presupposti teorici della ricerca
La crescente pervasività della tecnologia in ogni
ambito della vita umana produce una dilatazione dello
spettro esperienziale dell’individuo, cui corrisponde
una
configurazione
sempre
più
mediata
dell’esperienza.
Diversamente dal passato, anche recente (per
intenderci, quello della comunicazione di massa), la
mediazione comunicativa si presenta oggi come una
condizione stabile delle nostre vite.
Università della Calabria
La mediazione tecnologica sembra rendere, oggi, più
consistenti quei fili la cui incessante tessitura costituisce –
secondo Simmel (1908) – la trama sottile della vita sociale.
Il punto di svolta di questo processo di interazione
interpersonale di massa (Boccia Artieri 2009), che si sta
strutturando attorno alle tecnologie della comunicazione
mediata, risiede nell’orizzonte delle possibilità che tali
tecnologie rendono concretamente accessibili e gestibili;
ovvero in quello stato di potenziale “connessione continua” tra
persone, cose e fatti che oggi percepiamo nelle nostre vite e che,
in qualsiasi momento, possiamo attivare e gestire, in tempo
reale e a distanza, grazie agli strumenti del comunicare che
oggi pervadono la nostra vita quotidiana.
Università della Calabria
La percezione di questo stato di connessione continua
tra persone, cose e fatti (sintetizzabile nello slogan
always on) configura un contesto di «umanità
accresciuta» (Granieri 2009) dall’accesso generalizzato
a quell’orizzonte di potenzialità e aspettative che,
grazie ai media digitali, diventano accessibili e
concretamente gestibili.
Tale percezione appare largamente diffusa, soprattutto
(ma non solo) tra le giovani generazioni la cui
frequentazione dei territori mediali, che la tecnologia
consente oggi di abitare, costituisce parte integrante
della loro vita quotidiana (Ito 2008).
Università della Calabria
Limitandoci a considerare i dati più recenti sulla comunicazione
nel nostro Paese, l’ingresso nel mondo digitale è per le giovani
generazioni un passo interamente compiuto, nel senso che
rispetto al 2003, anno in cui è stata condotta la prima indagine
sistematica sul rapporto tra giovani e media (CENSIS-UCSI
2004), si registra non solo un forte incremento nell’uso dei
media digitali ma, cosa più importante, una trasformazione
dell’intero
ambiente
comunicativo,
sintetizzabile
nell’espressione i media siamo noi (CENSIS-UCSI 2012).
La caratteristica che meglio contraddistingue tale evoluzione
consiste, infatti, nella progressiva integrazione dei diversi
strumenti di comunicazione che, grazie alla diffusione di device
sempre più piccoli e mobili e al successo dei social network,
decreta inequivocabilmente la centratura sull’individuo del
sistema mediatico.
Università della Calabria
In altre parole, la centralità del soggetto nell’ambiente mediale
deriva dal fatto che l’individuo è, al tempo stesso, soggetto e
oggetto della comunicazione mediale, anche perché
l’autoproduzione di contenuti nell’ambiente web fa sì che
l’utente è il contenuto.
Dunque:
“I media siamo noi”, dal punto di vista della fruizione dei
contenuti, perché siamo noi a costruirci i nostri palinsesti
multimediali personali, tagliati su misura in base alle nostre
esigenze e preferenze.
“I media siamo noi”, anche dal punto di vista della produzione
dei contenuti, perché siamo noi che realizziamo di continuo
contenuti digitali e, grazie a Internet, li rendiamo disponibili in
molti modi.
Università della Calabria
Per ciò che riguarda in particolare i giovani, le tendenze
emergenti dalla ricerca sulla comunicazione giovanile condotta
presso l’Università della Calabria (PRIN 2005) segnalano:
 un cambiamento nel modo di percepirsi e di mostrarsi agli
altri;
 una ridefinizione delle forme della relazione sociale e delle
pratiche di costruzione dell’identità;
 una difficoltà di espressione delle emozioni in situazioni
d’interazione in presenza;
 un ricorso sempre più diffuso alle tecnologie e ai luoghi della
comunicazione mediata che sembrerebbero, invece, consentirne
una più agevole condivisione (Greco 2008).
Università della Calabria
Stando ai risultati di questa ricerca, la percezione di vivere in
uno stato di connessione continua sembra trovare espressione in
una inedita capacità di “tenersi assieme”, intesa nella duplice
accezione di tenere in relazione le molteplici parti di sé
(Jedlowski 1994) e di tenersi in connessione costante con altri e
con altro (Greco 2009).
A partire da qui, si fanno strada una idea di relazione sociale e
una corrispondente idea di identità che possono essere intese,
entrambe, come una rete di nessi che prende forma all’interno
di un contesto conversazionale connesso, reso costantemente
possibile dai media digitali.
Università della Calabria
Come abbiamo già evidenziato nelle lezioni precedenti, emerge
una duplice natura della relazione sociale le cui forme attuali
tendono a svilupparsi, al tempo stesso, “in riferimento a”
(Jacquinot-Delaunay 2007; Rivoltella 2007) e “in connessione
con” (Donati 1983; Archer 2003):
 la prima dimensione trova un ancoraggio significativo
nella media cultura che le giovani generazioni contribuiscono
oggi a costruire;
 la seconda dimensione, a seguito delle molteplici,
diversificate e quotidiane esperienze di comunicazione mediata,
interviene a mutare la percezione stessa dell’essere “in
relazione con”.
Università della Calabria
A questa duplice natura della relazione sociale si
accompagnano e si legano nuove pratiche di
costruzione dell’identità che, attraverso forme crescenti
di autonarrazione pubblica (Castells 2009), nuove
forme di negoziazione e di messa in scena (Goffman
1959, 1961), oggi si mostra in equilibrio problematico
tra:
 attività off line e attività on line
 ciò che è pubblico e ciò che è privato
Università della Calabria
È in atto una ristrutturazione della distinzione fra
pubblico e privato (boyd 2007), cui corrisponde una
ridefinizione della cultura emozionale (Turnaturi
2000), una categoria che, facendo riferimento
all’insieme di norme, convenzioni, linguaggi che
regolano la formazione e l’espressione delle emozioni
all’interno dei diversi contesti sociali, allude al diverso
significato oggi attribuito ad affetti, sentimenti,
passioni e alle loro espressioni.
Università della Calabria
La Rete, e in particolare i siti di social network (SNs),
la cui frequentazione nel corso degli ultimi anni è
sensibilmente aumentata anche nel nostro Paese, si
configurano come un luogo di osservazione
privilegiato per lo studio del mutamento tanto delle
forme della relazione sociale e delle pratiche di
costruzione dell’identità, quanto della cultura
emozionale.
Ma, prima di presentare il disegno della ricerca, è
opportuno mettere a fuoco il nodo delle emozioni
nell’universo
giovanile,
discutendone
alcuni
interrogativi di fondo.
Università della Calabria
Il nodo delle emozioni nell’universo giovanile
Perché la sociologia dovrebbe occuparsi delle
emozioni?
Le emozioni presuppongono, sostanziano, orientano, governano
l’azione e l’interazione sociale, conferiscono tono e colore
all’agire sociale, attribuendo significati culturali alle relazioni
sociali.
Come afferma Eva Illouz, «una sociologia ermeneutica che
voglia comprendere l’azione sociale “dall’interno” non può farlo
adeguatamente senza porre attenzione alla colorazione emotiva
dell’azione» (Illouz 2007, 29-30).
Università della Calabria
Eppure, nonostante i numerosi spunti di riflessione che la
letteratura sociologica fornisce sulla dimensione emotiva
dell’agire sociale (rintracciabili tanto nelle analisi dei sociologi
classici, quanto in quelle dei sociologi moderni e
contemporanei), la sociologia è apparsa paradossalmente priva
di riferimenti in questo campo di azione.
È solo a partire dagli anni Settanta del secolo scorso che le
emozioni diventano – volendo utilizzare una espressione di
Gorge Herbert Mead (1943) – «emergenti sociali»; ovvero si
costituiscono «al tempo stesso come oggetti sociali e come
oggetti dell’analisi sociologica» (Turnaturi 2000).
Università della Calabria
A cosa ci riferiamo quando parliamo di emozioni?
Con il termine “emozioni”, si fa qui riferimento a quel regno
dell’autentico e dell’imprevedibile della vita personale che
comprende affetti, sentimenti, passioni.
Tuttavia, considerati i molteplici nessi esistenti fra ciò che
sentiamo e il mondo che ci circonda, questo regno, come si può
desumere già a partire dalle analisi dei classici della sociologia
(Durkheim 1893; Simmel 1903, 1908, 1917, 1921, 2004; Weber
1904-05, 1922), non è una sfera del sé separata e incontaminata
(Turnaturi 2007).
Università della Calabria
La natura relazionale dell’emozione si può rintracciare
nel significato originario della parola che, derivando
dal verbo latino ex moveo, allude ad un muovere fuori.
Emozione è, dunque, quello che fa muovere un essere
fuori di sé, una situazione al limite dell’esistenziale che
s’impone per la sua autoevidenza, che irrompe come
una frattura all’interno della sfera delle abituali
certezze del soggetto e tinge d’incertezza ogni azione
(Delaunay, 1978, 367).
Università della Calabria
Dall’incertezza dell’età
dell’incertezza?
giovanile
alla
gioventù
L’incertezza, oltre a costituire un carattere distintivo della
postmodernità (Bauman 1999), è una caratteristica peculiare
dell’età giovanile la quale, per il suo marcato carattere di
liminalità (Levi, Schmitt 1994), si colloca in una fase del corso
di vita che è, di per sé, transitoria, di passaggio, e dunque di
cambiamento.
Università della Calabria
Giovane è, per definizione, colui che non è più
bambino ma non è ancora adulto: la liminalità che
caratterizza l’età giovanile «presuppone che un
individuo, in uno spazio temporale non rigidamente
definito, a un certo punto, abbandoni definitivamente il
confine (limen) e approdi ad un’altra stagione di vita»
(Greco, Ponziano 2007, 73).
Università della Calabria
Oggi, tuttavia, la soglia dell’età adulta è varcata sempre
più tardi, tanto che si parla di moratoria prolungata
(Cavalli, de Lillo 1993) per descrivere un fenomeno
che vede i giovani restare sospesi e prolungare gli
studi, restare a casa con i genitori, differire sempre più
avanti l’età del matrimonio, dilazionando quelle scelte
che indicano l’abbandono definitivo della vita
giovanile e l’entrata nella vita adulta.
Università della Calabria
A questo fenomeno se ne aggiunge un altro, la
giovanilizzazione (Santambrogio 2002), che tende a
configurarsi come paradigma dominante di una
società e di un tempo storico «in cui l’età sociale si
disancora da quella biologica rendendo il soggetto
libero di consacrare la propria parabola esistenziale al
mito imperante della giovinezza» (Greco, Ponziano
2007, 84).
Università della Calabria
Già nei primi anni Sessanta, Edgar Morin (1963)
evidenziava
come
la
giovinezza
andasse
progressivamente trasformandosi in un oggetto di culto
della società complessa.
Negli ultimi decenni, «la corsa sfrenata al
mantenimento se non proprio di uno stato reale almeno
di un’apparenza giovanile» (Pasqualini 2005, 60) è
andata ulteriormente rafforzandosi.
Università della Calabria
Così, da condizione privilegiata di pochi e di una
determinata età, la giovinezza è diventata condizione di
molti e di tutte le età.
In una società come quella attuale, caratterizzata dal
policentrismo dell’esperienza, dal vuoto etico,
dall’anomia, dalla reversibilità delle scelte, dalla
frammentazione, dall’incertezza, la giovinezza sembra
essere «la condizione che meglio si adatta al clima
culturale, politico e sociale in cui siamo chiamati a
vivere quotidianamente» (Pasqualini 2005, 61).
Università della Calabria
I fenomeni ai quali si è brevemente accennato contribuiscono a
rendere sempre più confusa nei giovani la percezione del sé e ad
aumentare quel senso di disorientamento e incertezza, che è
tipico dell’età ma, anche, fortemente accentuato dalla
complessità sociale e dalla costitutiva provvisorietà e
revocabilità dei legami odierni (Bauman 2000).
«Crescere nella “società degli individui”, quella che pone l’io al
centro delle scelte, non sembra offrire ai giovani quelle
sicurezze relazionali, quella fiducia, quel senso di poter contare
sugli altri, che sono essenziali per evitare di chiudersi in se
stessi, e così diventare prigionieri delle proprie fantasie, e per
contrastare ansie e timori e riuscire a non cedere di fronte alle
derive depressive» (Donati, Colozzi 1997, 281).
Università della Calabria
Verso un disimpegno emotivo?
Niente destabilizza più delle emozioni e i giovani temono la
destabilizzazione.
Così, tendono a mettere in atto una sorta di disimpegno emotivo
che «si connota sia nell’atteggiamento di vita quotidiano sia
nelle manifestazioni più intime della propria emotività» (Fornari
205, 136).
Le ragioni di questa ritirata emotiva (Lasch 1984) risiedono
nelle grandi trasformazioni, strutturali e culturali, che
accompagnano il passaggio dalla modernità alla postmodernità,
le quali intervengono a mutare anche la cultura emozionale e a
ristrutturare la distinzione tra pubblico e privato.
Università della Calabria
Com’è cambiata la cultura emozionale?
Alcuni autori teorizzano un passaggio da uno stato emotivo
caldo a uno freddo nel quale le emozioni, divenute al tempo
stesso oggetto di studio e di consumo, acquisiscono un
significato altro rispetto alle connotazioni dell’età premoderna e
moderna (Turnaturi 2000; Illouz 2004; Fornari 2005).
Questo passaggio si realizza «nel momento in cui alla passione
si sostituisce la patologia, quando cioè dagli antichi cantici, dai
poeti, dai romanzieri si passa agli specialisti dell’amore, ai
tecnici dei sentimenti, a una schiera di professionisti che
perseguono “la pura e semplice soddisfazione del desiderio”»
(Greco 2008, 126).
Università della Calabria
Il desiderio diventa «una forma smisurata di
possesso», un atto che, racchiudendo in sé un preciso
significato del consumo inteso come ostentazione,
mostra l’incapacità di attribuire significato e valore a
ciò che possediamo, e l’impersonalità del legame che
intratteniamo con le cose e le persone: «avere un bene,
avere una persona… non mostra il contenimento, il
sentirsi parte di questo bene, materiale o spirituale che
sia, non c’è partecipazione, ma solo acquisizione»
(Fornari 2005, 142).
Secondo Silvia Fornari, è questo il modo in cui oggi
consumiamo anche affetti, sentimenti, passioni.
Università della Calabria
Tra i cambiamenti che, nel passaggio dalla modernità
alla postmodernità, contribuiscono a mutare la cultura
emozionale, Gabriella Turnaturi menziona quelli che
vengono a prodursi tra:
 società e individuo
 individuo ed emozioni
 emozioni ed esperienza
Università della Calabria
Società e individuo
Il mutato rapporto tra individuo e società, che viene a prodursi a
seguito della trasformazione di entrambi i poli della relazione, si
riverbera anche sui modi di sentire e sul rapporto tra emozioni
individuali e collettive: mentre tramonta la concreta possibilità
di una comune attribuzione e condivisione di senso, si afferma
una solitudine del sentire indotta dal fatto che la sfera
emozionale, colonizzata dal cognitivismo, appare sempre più
intellettualizzata e le emozioni, divenute oggetto di studio, si
trasformano in oggetti di consumo, grazie all’azione dei media.
Università della Calabria
Individuo ed emozioni
Il mutato rapporto che l’individuo intrattiene con le proprie
emozioni è generato contestualmente dall’acquisizione di una
maggiore autoriflessività e dallo sviluppo di saperi e figure
professionali che, interpretando le emozioni, contribuiscono alla
loro costruzione sociale.
Università della Calabria
Emozioni ed esperienza
Il rapporto tra emozioni ed esperienza tende a ridefinirsi sulla
base della riproducibilità e non autenticità delle emozioni, non
prodotte né riconducibili a esperienze vissute, bensì indotte da
eventi mostrati dai media che appaiono già connotati
emozionalmente.
Università della Calabria
Secondo Turnaturi, i mass media giocano un ruolo
cruciale nel mutamento della cultura emozionale,
caratterizzato:
… da una vera e propria invasione delle emozioni, del
linguaggio emozionale, dallo straripamento delle espressioni
delle
emozioni
e
dall’imposizione
quotidiana
di
drammatizzazione di eventi già di per sé drammatici. Fenomeni
che attestano da una parte quel bisogno di espressività e
riappropriazione del proprio mondo individuale e della ricerca
di autenticità emozionale e dall’altra il formarsi di un mercato
mediatico che risponde a questi bisogni. Si crea così una
circolarità fra richiesta soggettiva e “spontanea” di emozioni e
di libera espressione delle emozioni ed un’offerta di eventi
emozionati ed emozionanti che soddisfano e riproducono
contemporaneamente la domanda di emozioni.
Gabriella Turnaturi, Lo spettacolo delle emozioni (2000, 107-108)
Università della Calabria
Sottolineando il ruolo cruciale dei mass media nella
preconfezione e manipolazione delle emozioni,
Turnaturi sostiene che la loro continua esibizione
«incoraggiata e legittimata dalla cultura dei media,
mentre diventa il nuovo imperativo al quale
conformarsi, forse l’unico modo di esserci e di
partecipare, promuove contestualmente l’emergenza di
un individuo deprivato e muto, costretto a vivere una
intimità fasulla e una partecipazione fittizia»
(Turnaturi 2000, 107).
Università della Calabria
Lo spettacolo delle emozioni, cui fa riferimento
Turnaturi, non valorizza le emozioni ma le mortifica,
riducendole a «merci da consumare in silenzio e in
solitudine»; né, tanto meno, produce una ridefinizione
delle identità individuali necessaria al fare società,
ovvero individui capaci di dialogare e dare voce alle
proprie e alle altrui emozioni.
Secondo l’Autrice, infatti, «All’indignazione, che
induce a uscire fuori di sé, si sostituisce la
compassione lacrimevole, che rafforza invece lo stare
presso di sé» (Turnaturi 2000, 108).
Università della Calabria
In ultima analisi, lo spettacolo delle emozioni fornito
dai mass media, nel favorire processi di identificazione
passiva, voyeurismo e complicità interindividuale,
finisce col disincentivare l’impegno e l’azione
collettiva: è questa la tesi sostenuta da Turnaturi.
Le tendenze emergenti dalla nostra ricerca sulla
comunicazione
giovanile,
che
prendono
in
considerazione l’intero sistema dei media e più in
particolare i media digitali, inducono a essere meno
categorici, anche se non escludono i rischi paventati
dall’Autrice.
Università della Calabria
Verso una nuova cultura dell’intimità?
Se da una parte i modelli di persona proposti come
desiderabili dai media rendono oggi più problematica
l’accettazione di sé e, dunque, meno probabile la
rispondenza tra ciò che si è e ciò che si mostra,
dall’altra il gioco della simulazione incentivato dalla
mediazione comunicativa consente di:
 esprimere e condividere più liberamente le proprie
emozioni;
 esibire molteplici sé;
 scoprire aspetti di sé di cui non si aveva
consapevolezza ma che potrebbero rivelarsi preziosi.
Università della Calabria
Di fronte a una crescente incapacità di entrare in
contatto con le proprie e le altrui emozioni in situazioni
di interazione in presenza, la condizione di mediazione
comunicativa, presentandosi oggi come una
“condizione stabile” nella vita quotidiana delle giovani
generazioni (e non solo), tende a facilitarne
l’espressione e la condivisione, grazie alle inedite
opportunità offerte dai media digitali la cui capacità di
rendere vicino il lontano e lontano il vicino consente di
dare espressione al desiderio di comunicare sul proprio
mondo interiore senza esporsi al rischio del rifiuto o
della disconferma (Greco 2008).
Università della Calabria
I media digitali consentono, infatti, di:
 estendere la comunicazione oltre i limiti spaziotemporali connessi alla fisicità dei corpi;
 comunicare senza incontrare le difficoltà e i rischi
connessi alla comunicazione faccia a faccia;
 realizzare il desiderio di mettersi a nudo, rendendo
pubblici aspetti intimi di sé per farli riconoscere e
convalidare dal proprio entourage.
Università della Calabria
Alla costante ricerca di punti di riferimento e di
connessione, i giovani tendono oggi a coltivare una
vita sullo schermo (Turkle 1996) nella quale
sperimentano “pratiche di superficie” che, in quanto
tali, non richiedono l’impegno di andare in profondità
e a trasferire, poi, questa abitudine coltivata dalla vita
on line anche nella vita off line e, persino, nella sfera
dell’intimità:

L’intimità è là dove io voglio che sia e quando io voglio trovarla
(A. Oliverio Ferraris, 2007, 61)
Università della Calabria
L’intimità, intesa come quel “giardino segreto” che non si
condivide con nessuno o, tutt’al più, con pochi “intimi”, esiste
da sempre, ma, come si è già accennato nelle lezioni precedenti,
la configurazione di uno spazio intimo della persona è una
conquista relativamente recente, connessa alla nascita
dell’individuo come categoria che si differenzia dalla
collettività e all’affermazione di una identità svincolata dal
gruppo.
È infatti a partire dalla scissione, nella modernità, tra pubblico e
privato che prende forma la sfera della privacy il cui diritto,
anche dopo la comparsa della vita privata come valore
fondamentale della persona, è stato per molti secoli privilegio
esclusivo di quanti, grazie alla loro collocazione sociale,
potevano coltivare il lusso del riserbo e della separatezza,
mentre sulla gente comune continuavano a gravare le costrizioni
del gruppo sociale di riferimento e la sorveglianza reciproca
all’interno della comunità (Greco, Ponziano 2010).
Università della Calabria
Il tema della privacy e della sua tutela risulta oggi
particolarmente rilevante alla luce delle problematiche
emergenti in merito agli spazi di Rete, laddove la
privacy va indagata a partire dalle forme di “integrità
contestuale” degli utenti (Nissenbaum 2004) che la
definiscono nel loro agire, con ricadute sulla
costruzione di forme relazionali che distinguono tra
una “realtà pubblica” e “una realtà in pubblico”.
Tale tematica risulterà di attualità sempre più stringente
se, come sembra, il trend di crescita degli utenti dei
SNs si manterrà costante, e se il loro utilizzo tenderà
sempre più a realizzarsi in continuità con le attività e le
identità off line.
Università della Calabria
Disegno della ricerca
Università della Calabria
Oggetto della ricerca
Modalità di ridefinizione delle relazioni affettive e
delle forme di intimità nei SNs.
Università della Calabria
Ipotesi e domanda della ricerca
Ipotizzando che il trend di crescita degli utenti dei SNs
tenda a mantenersi costante e che il loro utilizzo si
realizzi all’interno di forme di continuità con le attività
e le identità off line, la domanda da cui muove la
ricerca è la seguente:
perché la frequentazione dei SNs è diventata parte
integrante delle pratiche di vita quotidiana e quali
sono le correlative implicazioni a livello delle relazioni
affettive?
Università della Calabria
Nodi da esplorare
A partire da questa domanda, la ricerca esplora una
serie di nodi problematici di rilevante interesse
sociologico:
 Quali pratiche di condivisione affettiva si attivano
nei SNs?
 Quali forme l’intimità tende ad assumere nei
SNS?
 E come tali pratiche e tali forme tendono a
ridefinire le relazioni affettive?
Università della Calabria
Ipotesi da verificare
Il proporsi di questi nodi problematici apre un
ventaglio di ipotesi da verificare.
I SNs tendono a configurarsi come luogo privilegiato
di:
 narrazione del sé che, libero dai vincoli off line, può
più agevolmente mostrarsi;
 espressione e condivisione di emozioni;
 costruzione e/o rafforzamento di legami affettivi.
Università della Calabria
Obiettivi
Obiettivo primario dell’Unità di Ricerca dell’Università della
Calabria è quello di contribuire, nell’ambito della ricerca
empirica, alla riuscita del progetto esplicitato nel Programma
nazionale, cui contribuirà svolgendo una specifica attività di
ricerca relativa alla ridefinizione delle relazioni affettive e delle
forme di intimità nei SNs.
Tale attività specifica è, a tutti gli effetti, funzionale a una
completa comprensione delle modalità attraverso le quali è
possibile osservare e descrivere le forme relazionali emergenti,
che sono al centro degli interessi di ricerca del programma
nazionale.
Università della Calabria
L’attività dell’Unità di ricerca dell’Università della
Calabria è riassumibile, pertanto, in due ambiti:
A) Indagine delle relazioni sociali all’interno dei SNs.
B) Focus sulle modalità di ridefinizione delle relazioni
affettive e delle forme di intimità nei SNs.
Università della Calabria
Relativamente al punto B, l’obiettivo specifico è quello
di osservare i fattori di mutamento di relazioni intime
quali quelle familiari, sentimentali e amicali,
analizzandone le pratiche di condivisione materiale e
affettiva e le forme di rappresentazione prodotte
all’interno dei SNs.
Ciò che sarà messo in evidenza è la relazione tra le
forme di interazione mediata e le pratiche di
costruzione dell’identità all’interno dei SNs e la
produzione e riproduzione dei legami sociali, al fine di
osservare come cambino i concetti di “famiglia”,
“amore”, “amicizia” e come tale cambiamento si
traduca in pratiche e strategie di azione.
Università della Calabria
Metodologia
Seguendo l’articolazione, le modalità e i tempi di
realizzazione del programma nazionale, la ricerca
esplora, con una metodologia quanti-qualitativa,
l’impatto che la frequentazione dei SNs produce nella
ridefinizione delle relazioni affettive e delle forme di
intimità, avvalendosi di un approccio fortemente
innovativo in grado di coniugare, forse per la prima
volta all’interno dello scenario di ricerca nazionale,
tecniche di analisi proprie delle scienze sociali con
metodologie e strumenti delle scienze informatiche e
computazionali.
Università della Calabria
Si tratta di una prospettiva recente che prevede la
realizzazione di uno strumento software in grado di
acquisire informazioni sulle reti sociali strutturate
all’interno di uno specifico SNs (nel nostro caso,
Facebook) e di immagazzinarle all’interno di un
database per future interrogazioni di natura
sociologica.
É una modalità innovativa di ricerca sociologica dove
la formulazione di ipotesi si intreccia in maniera
forte e continuativa con operazioni di campionamento
e verifica dei dati quantitativi.
Le due fasi (quantitativa e qualitativa) sono, infatti,
strettamente interconnesse e prevedono un costante
confronto rispetto ai risultati, anche preliminari, che
vengono man mano raggiunti.
Università della Calabria
Fasi
I – Aggiornamento dello stato dell’arte sulle tematiche
dell’identità e della relazione on line.
II – Indagine qualitativa di sfondo, basata su focus
group, volta a definire in via preliminare la struttura
relazionale percepita dagli utenti all’interno del
contesto mediato di rete dei SNs; tale struttura
relazionale, definita a partire dalle pratiche descritte dai
partecipanti ai focus group, sarà la base di partenza
per la definizione del Large Social Database (LSD)
che ospiterà i dati estratti dal SNs prescelto.
Università della Calabria
III – Validazione quantitativa dei dati raccolti.
IV – Analisi delle relazioni sociali online per come
emergono dall’interrogazione dell’LSD.
V – Costruzione di una traccia di intervista e di una
griglia di analisi per la verifica e l’approfondimento
qualitativo dei dati raccolti.
VI – Fase interpretativa.
VII – Stesura di un report finale sui risultati della
ricerca da presentare nell’ambito di un convegno
internazionale.
Scarica

PRIN 2009