1 Biodiversità
In linea generale possiamo definire la biodiversità come la
varietà delle forme di vita, vegetali o animali, presenti negli
ecosistemi naturali del nostro pianeta.
Il termine è la traduzione della parola inglese “biodiversity”,
che a sua volta deriva da “biological diversity”, cioè “diversità o
meglio varietà biologica”.
Nel termine biodiversità sono compresi tre fondamentali tipi di
varietà, ognuno necessario per il mantenimento degli altri: la
varietà genetica, specifica e degli ecosistemi naturali.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
1
2 Biodiversità
Biodiversità, quindi, è la ricchezza di vita sulla Terra.
È stato stimato che nel mondo siano presenti oltre 12 milioni di
specie viventi, ma di queste soltanto 1 milione e 700 mila sono
state identificate e descritte.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
2
3 La varietà o biodiversità genetica
Rappresenta la variabilità di geni all’interno di una specie.
Il colore delle penne remiganti di un balestruccio o le dimensioni del
palco di corna di un cervo sono espressioni della varietà a livello dei geni
di ogni singola specie.
Affinché tale varietà di geni venga mantenuta è necessario che le
popolazioni di una specie siano sufficientemente ampie e in
comunicazione tra loro. In questo modo è garantita la possibilità che
individui con caratteri diversi si incrocino. Nel caso in cui una specie non
presenti differenti popolazioni o queste non siano in contatto tra loro si
riducono drasticamente le possibilità che si affermino combinazioni di
geni più favorevoli all’esistenza e alle capacità adattative della specie
stessa.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
3
4 La varietà o biodiversità specifica
È l’insieme di specie che abita una specifica regione, e rappresenta
“il tipo di varietà” più comunemente associato al concetto di
biodiversità.
Può essere intesa sia come “ricchezza di specie” (ossia come numero
complessivo di specie presenti in una data regione), sia come
diversità tassonomica” (indicata anche come alfa diversità) in cui
vengono prese in considerazione anche le relazioni tra le diverse
specie. L’insieme delle specie presenti in un quercocarpineto della
Pianura Padana, o il complesso di specie delle dune sabbiose del
litorale veneto, sono alcuni esempi di biodiversità specifica.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
4
5 La varietà o biodiversità degli ecosistemi naturali
È forse l’espressione più alta della biodiversità, che consiste
nell’impressionante quantità di ambienti differenti in cui la vita è
presente sul nostro pianeta.
Le foreste, le praterie, gli ambienti umidi, i deserti, le barriere
coralline sono solo alcuni esempi di questo tipo di biodiversità.
Il deterioramento o la scomparsa di questi ambienti causa di
conseguenza l’estinzione di un gran numero di specie che da essi
dipendono.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
5
6 Due numeri a livello globale
Nell’aprile del 2005 è stato completato il “Millenium Ecosystem Assessment”
(MA) ovvero il più completo e autorevole check-up sullo stato di salute della
Terra che sia mai stato redatto. Il quadro che ne emerge è preoccupante,
tanto più se si considera che, diversamente da analoghi rapporti redatti in
passato, al centro dell’analisi è stato posto il legame tra gli ecosistemi e il
benessere dell’umanità. La nostra specie sta utilizzando più del 60% dei
servizi forniti dagli ecosistemi (ecosystem services), quali cibo, acqua,
legname, combustibili fossili, capacità di assicurare le basi della produttività
primaria attraverso la formazione del suolo e i cicli dei nutrienti, capacità di
fornire aria e acqua pulita o la protezione da alluvioni. Tutto ciò in modo
insostenibile o in maniera tale da degradare irreversibilmente gli ecosistemi
fonte degli stessi servizi. Questa perdita di biodiversità degli ecosistemi
naturali determina a sua volta la scomparsa di numerose specie animali: il
12% degli uccelli, il 25% dei mammiferi e almeno il 32% degli anfibi è a
forte rischio di estinzione.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
6
7 Due numeri a livello globale
Perdita di ecosistemi (dal 1961-1980)
circa 27% delle barriere coralline è stato distrutto
circa 35% delle foreste di mangrovie è stato distrutto o convertito ad uso
agricolo
circa 60% delle foreste temperate è stato distrutto o convertito a uso
agricolo
circa 40% delle foreste tropicali pari a 200 milioni di ettari è stato distrutto
o convertito a uso agricolo
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
7
8 Due numeri a livello globale
Perdita di ecosistemi, l’esempio delle foreste tropicale
Ricoprono solo il 6% della superficie della Terra ma sono espressione
di oltre il 50% dell’intera biodiversità specifica del Pianta.
200 milioni di ettari di foresta tropicale in meno cosa vogliono
dire in termini di perdita di biodiversità?
Difficile fare una stima ma per rendersi conto vagamente di cosa
significhi si può consideri che nel 2003 uno studio condotto sulla
fauna arboricola del Perù ha portato a identificare su un solo albero
ben 43 specie differenti di formiche appartenenti a 26 generi;
numero di specie paragonabile a quello rinvenibile in tutte le Isole
Britanniche.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
8
9 Due numeri a livello globale
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
9
10 Due numeri a livello globale
Secondo i dati dell’Unione Internazionale per la Conservazione della
Natura (UICN), un quarto delle specie di mammiferi e un ottavo di
quelle di uccelli sono oggi a rischio di estinzione, così come il 25%
dei rettili, il 20% degli anfibi e il 30% dei pesci.
Tra i paesi in cui vi sono più uccelli e mammiferi minacciati figurano
la Cina, il Brasile, l'India e il Perù.
L’IUCN (International Union for the Conservation of Nature) si occupa dal
1948 di tutelare la conservazione dell’integrità e della diversità della
natura, e assicurare utilizzi equilibrati ed ecologicamente sostenibili delle
risorse naturali. Tra le sue attività redige periodicamente le cosiddette
“Liste rosse delle specie minacciate” in cui vengono inserite le specie
animali e vegetali minacciate di estinzione secondo criteri che identificano
differenti gradi di pericolo.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
10
11 Parzialità della fonte???
Il Millenium Ecosystem Assessment
Realizzato in cinque anni (2001-2005) per studiare lo “stato di
salute” degli ecosistemi del Pianeta, le conseguenze dei
cambiamenti verificatisi in essi rispetto al loro contributo per il
benessere dell’umanità e per stabilire le basi scientificheconoscitive delle azioni necessarie per rafforzare la conservazione e
l’utilizzo sostenibile degli ecosistemi, questo rapporto ha visto
all’opera più di 1300 esperti di 95 Paesi, tra cui ecologi, fisici,
sociologi, antropologi ed economisti. È stato inoltre coordinato da
un segretariato internazionale, supportato dalle quattro
convenzioni
internazionali
sulla
diversità
biologica,
desertificazione, sulle zone umide e sulle specie migratrici, nonché
da quattro organizzazioni tecniche del sistema Nazioni Unite,
(Programma Ambiente UNEP, Programma per lo Sviluppo FAO e
UNESCO) e da numerose organizzazioni e istituzioni scientifiche.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
11
12 Perdita più o meno naturale?
Ad oggi, sono state classificate circa 1.500.000 specie, mentre secondo le
stime degli specialisti in materia le specie viventi sulla terra, tra
microrganismi, vegetali e animali vanno dai 7 ai 15 milioni. In realtà,
l’impressionante varietà di organismi ospitati dal nostro pianeta risulta
essere solo una piccola frazione rispetto alla biodiversità sviluppatasi nel
corso della storia della Terra; la maggior parte delle specie comparse si
sono infatti estinte a seguito di piccole e grandi catastrofi. In un sistema
complesso quale è l’ecosistema Terra, il tasso di estinzione naturale non
è sempre “bilanciato” dalla nascita di nuove specie. Il Quaternario, per
esempio, può essere considerato come l’ultimo periodo in cui, a causa di
sconvolgimenti climatici e ambientali di notevole entità, il “cammino”
della biodiversità ha subito un forte arresto.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
12
13 Perdita più o meno naturale?
Dall’ultima crisi di estinzione, tuttavia, la diversità biologica è andata
aumentando nel tempo, per tornare a decrescere solo nell’ultimo secolo a
causa delle attività umane.
Mentre il tasso di estinzione naturale è stimato essere circa 1 specie
all’anno, il tasso registrato attualmente è circa 10.000 volte superiore.
Oggi si estinguono in media 3 specie ogni ora e nel XX secolo sono
scomparse dal nostro pianeta quasi 1 milione di specie.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
13
14 I servizi forniti
Regolazione dell’atmosfera: gli ecosistemi garantiscono il mantenimento della
composizione chimica dell’atmosfera – regolando ad esempio gli scambi gassosi di
ossigeno e anidride carbonica.
Regolazione del clima: la biodiversità regola le condizioni fisiche che determinano
il clima sia a livello locale sia globale, tra cui: la temperatura, i venti, le
precipitazioni, l’effetto serra naturale, la formazione delle nuvole.
Le foreste del Pianeta sono in grado di immagazzinare 1.000 miliardi di tonnellate
di carbonio, contribuendo a garantire l'equilibrio climatico mondiale.
Tra il 2000 e il 2005 la deforestazione e il degrado delle foreste hanno fatto calare di
almeno 1,1 miliardo/anno il carbonio immagazzinato. In Italia, le foreste coprono un
terzo della superficie nazionale e assorbono più del 50% di tutto il carbonio bloccato
dagli ecosistemi terrestri. Nell'estate del 2007 gli incendi hanno comportato la
distruzione di 113.000 ettari di boschi, con un'emissione di 4,8 milioni di tonnellate
di anidride carbonica, pari a quanto emette in un anno l'intera città di Milano
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
14
15 I servizi forniti
Protezione da eventi catastrofici: gli ecosistemi, in particolare la
vegetazione, contribuiscono a contenere gli eventi catastrofici quali: uragani,
inondazioni, siccità, frane e dissesto idrogeologico.
Controllo dell’erosione: la vegetazione assicura la stabilità del suolo e
permette di ridurre la perdita di terreno fertile dovuta alle piogge e al vento.
Formazione del suolo: l’insieme di processi fisici, chimici e biologici sul
Pianeta porta alla formazione del suolo, che avviene attraverso l’interazione tra
il substrato inorganico, il clima e alcuni organismi come: lombrichi, licheni,
muschi e batteri.
Ciclo dei nutrienti: è l’insieme dei processi che avvengono in Natura grazie ai
quali viene utilizzata e resa di nuovo disponibile ogni singola sostanza
fondamentale alla vita, come carbonio, azoto, ossigeno e acqua.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
15
16 I servizi forniti
Cibo: delle oltre 7.000 specie che l'uomo ha coltivato attraverso i secoli, oggi
150 specie di piante compongono la dieta della maggioranza della popolazione
del mondo. Di queste solo 12 forniscono oltre il 70% dei prodotti alimentari, 4
specie (riso, mais, frumento e patate) costituiscono oltre il 50%
dell'approvvigionamento di cibo e 30 colture forniscono il 90% del fabbisogno
calorico della popolazione umana. Circa un terzo del cibo proviene da piante
impollinate da oltre 100.000 specie di impollinatori selvatici, tra cui
pipistrelli, api, mosche, farfalle, coleotteri e uccelli. A livello globale,
consumiamo 48 milioni di tonnellate di pesce, di cui solo il 45% proviene
dall'acquacoltura. Inoltre, l'80% delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo
trae fonti di nutrimento e reddito dai prodotti forestali, come frutta, noci,
erbe, spezie, resine.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
16
17 I servizi forniti
Regolazione del ciclo dell’acqua: gli ecosistemi regolano i flussi idrologici
garantendo la presenza di acqua dolce. L’acqua sul nostro Pianeta è sempre la
stessa e il ciclo permette il suo riutilizzo attraverso: evaporazione, condensazione,
precipitazione, infiltrazione, scorrimento e flusso sotterraneo.
Medicine: l'80% della popolazione mondiale utilizza prodotti medicinali
naturali e dei 150 farmaci più prescritti negli Stati Uniti, 118 derivano da fonti
naturali (74% da piante, 18% da funghi, 5% da batteri, 3% da serpenti). 9 dei 10 più
utilizzati derivano da prodotti vegetali naturali. La penicillina, derivata da una
muffa, è un caso storico eclatante. 700 specie di molluschi della famiglia Conidae
producono sostanze potenzialmente in grado di sostituire farmaci come la morfina.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
17
18 Le principali cause della perdita di biodiversità
distruzione/impoverimento degli ambienti (es. foreste tropicali,
paludi e zone umide, barriere coralline ecc.)
eccessivo sfruttamento di alcune specie
persecuzione (es. lupo, lince, orso bruno e gipeto nelle Alpi)
alterazione degli equilibri naturali  specie esotiche invasive
inquinamento
cambiamenti climatici
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
18
19 Due numeri a livello nazionale
Il nostro Paese, per l’estrema varietà morfologica che lo
caratterizza, la posizione centro-mediterranea, la vicinanza
con il continente africano, la presenza di grandi e piccole
isole, e anche la sua storia geografica, geologica e
biogeografia, possiede un patrimonio di biodiversità specifica
tra i più significativi di tutto il continente europeo.
Con una superficie pari a circa 1/30 di quella del continente,
l’Italia possiede infatti più di un terzo di tutte le specie
animali (57.000 entità) e circa il 50% (9.000 specie di
piante superiori, muschi e licheni) di quelle floristiche
presenti in Europa.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
19
20 Due numeri a livello nazionale
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
20
21 Due numeri a livello nazionale
Attualmente sono a rischio di estinzione o gravemente
minacciate:
66% degli uccelli,
64% dei mammiferi,
76% degli anfibi,
69% dei rettili,
88% dei pesci d’acqua dolce.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
21
22 Gli strumenti
Convenzione di Ramsar. Sancisce la tutela delle zone umide d'importanza
internazionale per la protezione degli uccelli acquatici. Di queste aree, chiamate
"zone Ramsar" in Italia ne sono state istituite 47.
Convenzione di Berna. Tutela la conservazione della vita delle specie selvatiche e
dell'ambiente naturale in Europa.
Convenzione di Bonn. Estende gli obiettivi di conservazione delle specie
migratorie e dei loro habitat anche al di fuori dell'ambito europeo.
Convenzione sulla Biodiversità di Rio de Janeiro. Stabilisce l'esigenza
fondamentale di conservazione in situ degli ecosistemi e degli habitat naturali. È
stata ratificata dall'Italia con la Legge 124/94.
Agenda21. Stabilisce i criteri guida per lo sviluppo sostenibile del pianeta.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
22
23 Gli strumenti
Direttiva 79/409/CEE - "Uccelli". Sancisce la conservazione di tutte le
specie di uccelli selvatici europei, prevedendo l'istituzione di Zone a
Protezione Speciale (ZPS).
Direttiva 92/43/CEE - "Habitat". Evoluzione della convenzione di Berna, è la
normativa di recepimento a livello europeo della Convenzione sulla
Biodiversità di Rio de Janeiro.
DPR 8 settembre 1997, n. 357. Decreto che recepisce nell'ordinamento
italiano le direttive comunitarie "Habitat" e "Uccelli".
Legge 6 dicembre 1991, n. 394. "Legge quadro sulle aree protette".
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
23
24 Gli strumenti
La Convenzione sulla biodiversità
Nel 1992 ben 188 Paesi hanno sottoscritto la Convenzione sulla diversità
biologica, un trattato internazionale avente i seguenti obiettivi:
-tutela della biodiversità
- utilizzazione durevole dei suoi elementi
- ripartizione giusta dei vantaggi derivanti dallo sfruttamento delle risorse
genetiche.
Countdown 2010
Al fine di dare applicazione alla Convenzione, molti stati si sono impegnati
a ridurre in modo significativo la perdita di biodiversità entro il 2010.
L’ Unione Internazionale per la Conservazione della Natura ha lanciato
l’iniziativa Countdown 2010 con l’obiettivo di ricordare ai vari governi gli
impegni presi e sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema.
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
24
25 Gli strumenti
Il sistema delle aree protette (PN, PR, RN, ecc)
Rete Natura 2000 (SIC e ZPS)
Reti Ecologiche Provinciali
Reti Ecologiche Regionali
Riccardo Falco –Fondazione Lombardia per l’Ambiente
25
Scarica

La Convenzione sulla biodiversità