Laurea specialistica in programmazione e gestione delle politiche e dei servizi SECONDO ANNO Modulo: La gestione dei servizi sociali Sessione: Il controllo di gestione 29 Maggio 2009 Il controllo di gestione 1 Scaletta della giornata Introduzione al corso Dalle 9:30 alle 10:00 Presentazione dei partecipanti e delle loro aspettative Dalle 10:00 alle 10:30 Sistematizzazione delle aspettative Dalle 10:30 alle 11:00 L’impresa sociale e il controllo di gestione: il modello proposto Dalle 11:15 alle 13:00 Pausa pranzo Dalle 13:00 alle 14:00 Il Modello di analisi: l’ambiente esterno e il profilo organizzativo Dalle 14:00 alle 14:45 Il Modello di analisi: l’esplicitazione della Missione e il disegno della mappa strategica Dalle 14:45 alle 15:45 Il Modello di analisi: la definizione di misure e indicatori “bilanciati” di supporto alla gestione Dalle 16:00 alle 17:00 Il Modello di analisi: i destinatari delle informazioni prodotte dal sistema, la periodicità di generazione delle informazioni e le modalità di presentazione Dalle 17:00 alle 17:45 Struttura del documento per l’esame Dalle 17:45 alle 18:00 Il controllo di gestione 2 Dati anagrafici: Cognome, Nome, ecc. Formazione scolastica Aspettative nei confronti del corso: il controllo di gestione Rappresentare con un disegno il controllo di gestione Che cos’è per me il controllo di gestione? Il controllo di gestione 3 Cosa cambia tra impresa “privata” e impresa “sociale”? • Lo scopo dell’impresa. Dalla remunerazione del capitale investito all’erogazione di un servizio (di solito) di utilità sociale; • La finalizzazione delle decisioni. Nell’impresa privata le decisioni sono finalizzate quindi alla massimizzazione del risultato economico, in quella sociale invece sono finalizzate all’ottimizzazione del servizio offerto date le risorse disponibili; • Il parametro di misurazione del grado di raggiungimento delle finalità di impresa nel primo caso è quindi il reddito, mentre nel secondo caso dovrebbe essere la qualità e quantità dei servizi o, meglio ancora, il contributo dell’impresa alla risoluzione delle problematiche sociali; • Il servizio è concetto più vago e meno misurabile del risultato economico. Il problema è quello di definire logiche e strumenti di controllo direzionale coerenti con le caratteristiche specifiche delle imprese sociali. Attenzione: anche le imprese sociali devono salvaguardare il proprio equilibrio economico se vogliono continuare ad erogare i propri servizi. La distinzione si fonda sulle finalità per cui le risorse eco-fin vengono impiegate! Il controllo di gestione 4 Le caratteristiche delle imprese sociali rilevanti per il controllo direzionale • Assenza del reddito come indicatore di misurazione della gestione aziendale • Tendenza ad assumere la natura di aziende di servizi • Maggiori vincoli alla definizione di obiettivi e strategie • Meccanismi di acquisizione di risorse finanziarie meno direttamente legati alla cessione di beni e servizi • Organismi di controllo • Direzione generale • Rilevanza delle influenze politiche Il controllo di gestione 5 L’ATTIVITÀ DI GESTIONE rappresenta l’insieme di decisioni e conseguenti azioni relative al reperimento, all’allocazione e all’utilizzo di risorse per conseguire un fine (missione e conseguenti obiettivi da perseguire) Il controllo di gestione 6 È importante introdurre strumenti gestionali volti a sottolineare le relazioni esistenti tra: RISULTATI ECONOMICI SODDISFAZIONE DELL’UTENTE Il controllo di gestione RISULTATI SOCIALI 7 Il controllo di gestione nelle realtà non profit è quell’insieme di attività volte a mettere in condizione il management di prendere decisioni “informate” e finalizzate: ad assicurare il conseguimento della missione, attraverso un impiego efficiente, efficace ed economico delle risorse a disposizione, Il controllo di gestione nonché attraverso il rispetto delle normative vigenti. Efficienza: rapporto tra risorse impiegate (input) e risultati conseguiti (output) Efficacia: rapporto tra risultati conseguiti (output) e finalità dell’organizzazione (missione) Economicità: equilibrio tra costi e ricavi che si traduce nel monitoraggio di entrate ed uscite nonché nella valutazione dei macro fenomeni che potrebbero impattare sul rapporto tra costi e ricavi. 8 IL CONTROLLO E’ SOLO UN MOMENTO DELL’ATTIVITÀ DI GESTIONE: Controllo DOVE SIAMO ? Programmazione COSA DOBBIAMO FARE PER... ? DOVE VOGLIAMO ANDARE ? Pianificazione Il controllo di gestione 9 PIANIFICAZIONE Processo di definizione delle strategie e dei piani di medio-lungo periodo Attività di revisione dei piani di medio-lungo periodo PROGRAMMAZIONE (Budgeting) Processo di definizione dei piani di azione di breve periodo e valutazione del relativo impatto tecnico, economico e finanziario Attività di revisione dei piani di breve periodo GESTIONE MONITORAGGIO (Controllo di Gestione) Il controllo di gestione Attività di gestione e sviluppo del core business Processo di monitoraggio dei risultati ottenuti e analisi delle determinanti di tali risultati 10 Ambiente esterno (socio-economico) Bisogni dei destinatari del servizio Profilo organizzativo Missione Strategia Obiettivi Aziendali Fabbisogni strategico-organizzativi e informativi Obiettivi Individuali SISTEMI DI SUPPORTO ALLA GESTIONE Il controllo di gestione 11 Ambiente esterno (socio-economico) Bisogni dei destinatari del servizio Profilo organizzativo Missione Strategia Obiettivi Aziendali Fabbisogni strategico-organizzativi e informativi Obiettivi Individuali SISTEMI DI SUPPORTO ALLA GESTIONE Il controllo di gestione 12 Il sistema competitivo di riferimento: ambiente esterno e bisogni dei destinatari NUOVI ENTRANTI CON-CORRENTI DESTINATARI DEL SERVIZIO FORNITORI SOSTITUTI Il controllo di gestione 13 Il profilo organizzativo Analizzare il profilo organizzativo dell’impresa significa tratteggiare gli elementi che ne caratterizzano l’organizzazione e le regole di funzionamento secondo le seguenti dimensioni: Struttura Meccanismi operativi La struttura organizzativa/ruoli Regole e procedure Le famiglie professionali presenti e le Sistemi informativi relative responsabilità La dimensione degli organici Il controllo di gestione 14 Ambiente esterno (socio-economico) Bisogni dei destinatari del servizio Profilo organizzativo Missione Strategia Obiettivi Aziendali Fabbisogni strategico-organizzativi e informativi Obiettivi Individuali SISTEMI DI SUPPORTO ALLA GESTIONE Il controllo di gestione 15 Profilo organizzativo Ambiente esterno Mercato stabile ma non completamente saturo Concorrenza varia ed aggressiva Clienti piccoli e numerosi ma sempre più esigenti Normativa in continua evoluzione Basso costo del denaro ed inflazione contenuta Globalizzazione del mercato Semplificazione amministrativa Appartenenza ideologica vissuta in modo differente dal passato Nascita e sviluppo delle reti di impresa Esistenza di una struttura provinciale e di zone decentrate Scarsa integrazione servizi-sindacale e provinciale-zone Struttura organizzativa tradizionalmente "rigida" Scarsa attenzione alla dimensione economica Mancanza di un sistema di pianificazione e controllo diffuso Scarsa autonomia gestionale delle funzioni Anzianità aziendale medio-alta Livello culturale molto sbilanciato sull'operatività Struttura organizzativa molto articolata e complessa Mancanza di un sistema di gestione delle risorse umane Mancanza di un adeguato sistema informativo Missione Essere un “Centro di Servizi” per le imprese artigiane del territorio STRATEGIE · Migliorare l’immagine · Realizzare continue innovazioni di servizio e di processo · Garantire estrema coerenza tra prezzo e qualità · Essere attenti alle esigenze dei clienti Il controllo di gestione 16 Crescente difficoltà di esplicitare chiaramente la mission e di definire strategie ad essa collegate Crescente difficoltà di tradurre la strategia in azione, collegare la gestione operativa alla strategia Verificata e assoluta carenza delle tradizionali misure economico-finanziarie nel monitorare le performance di aziende con patrimoni di competenze e di altre risorse intangibili elevati. Il controllo di gestione 17 I sistemi di Balanced Scorecard si pongono come obiettivo principale quello di individuare una serie di parametri-obiettivo tra loro bilanciati in grado di: tradurre la strategia in azione; catturare anche le dimensioni intangibili della gestione; consentire un ampio monitoraggio delle performance aziendali. Uno strumento per realizzare un controllo di gestione innovativo, un controllo strategico, un Sistema Il controllo di gestione di Supporto alla Gestione 18 Qual è la mission aziendale? In cosa si vuole eccellere? Fase 1 Definire Missione Fase 2 Costruire la mappa strategica Quali sono le relazioni di causa/effetto tra strategie, variabili e processi critici? Fase 3 Individuare Obiettivi La Missione in quali obiettivi strategici si concretizza? Fase 4 Identificare misure e indicatori Fase 5 Il controllo di gestione Elaborare piani di azione Cosa si deve misurare in ciascuna prospettiva e con quale parametro? Quali azioni si devono avviare per raggiungere i target desiderati? 19 Fra le varie proposte di Balanced Scorecard quella che si è affermata ed è la più conosciuta è quella di Kaplan e Norton. Nella loro proposta le quattro prospettive rispetto alle quali fornire le informazioni sono le seguenti: Financial Perspective destinata a descrivere e sintetizzare le dinamiche reddituali e finanziarie Customer Perspective chiamata a dar evidenza ai motivi per i quali il livello di soddisfazione e di fidelizzazione dei clienti/utenti è più o meno elevato Internal Processes Perspective preposta a seguire e misurare le perfomance nell’ambito dei processi gestionali dai quali dipendono i risultati delle due precedenti prospettive Learning & Innovation Perspective che si prefigge di individuare e monitorare dove è opportuno sviluppare apprendimento e innovazione/cambiamento Es. sintesi Es. Dettaglio Il controllo di gestione 20 La Balanced Scorecard si è affermata nelle imprese perché: è uno strumento intuitivo è uno strumento che presenta pochi selezionati indicatori chiave Il controllo di gestione Espressione della Tra loro collegati da strategia relazioni di causa-effetto 21 Ambiente esterno (socio-economico) Bisogni dei destinatari del servizio Profilo organizzativo Missione Strategia Obiettivi Aziendali Fabbisogni strategico-organizzativi e informativi Obiettivi Individuali SISTEMI DI SUPPORTO ALLA GESTIONE Il controllo di gestione 22 Dall’esplicitazione delle strategie alla definizione degli obiettivi aziendali Il controllo di gestione 23 Dall’esplicitazione delle strategie alla definizione degli obiettivi aziendali Il controllo di gestione 24 La definizione di misure e indicatori per il monitoraggio degli obiettivi Il controllo di gestione 25 La definizione di misure e indicatori per il monitoraggio degli obiettivi Il controllo di gestione 26 I destinatari delle informazioni Indicatore Destinatari Indicatori e driver di performance economica Incassi mensili suddivisi per tipologia di servizio Responsabili di Servizio Costo del personale suddiviso per tipologia di servizio Direzione, Responsabili di Servizio, Responsabile del personale Conto Economico di servizio Direzione, Responsabili di Servizio Indicatori relativi alla prospettiva dei processi interni Numero di ore di servizio prestate per operatore Responsabile del Personale, Responsabili di Servizio Minuti di assistenza per utente Direzione, Responsabili di Servizio Costo del personale/Totale incassi Direzione, Responsabile del Personale Indicatori relativi alla prospettiva utente Numero posti offerti/numero domande presentate Direzione, Ufficio Relazioni con il Pubblico Numero di reclami ricevuti dai committenti o dalle famiglie degli utenti Responsabili del Servizio, Assicurazione Qualità Numero posti offerti/numero residenti appartenenti alle fasce di popolazione target Direzione, URP, Progettazione nuovi servizi Il controllo di gestione 27 Per garantire la piena soddisfazione dei fabbisogni informativi occorre calibrare in modo differenziato tempi e modalità di presentazione dei report Il controllo di gestione • FLASH REPORT mensili; • REPORT DI SINTESI ogni tre mesi; • REPORT DI DETTAGLIO semestrali e annuali. 28 In particolare i tempi di presentazione dei differenti report possono essere schematizzati come segue: G F M A M G L A S O N D F.R. F.R. F.R. F.R. F.R. F.R. F.R. F.R. F.R. F.R. F.R. F.R. Report trimestrale Report trimestrale Report Semestrale Il controllo di gestione Report Annuale 29 Occorre infine precisare che: Il REPORT ANNUALE comprende tutte le informazioni fornite nel report semestrale oltre a quelle che specificatamente vengono raccolte una volta all’anno, così come il REPORT SEMESTRALE comprende le informazioni prodotte trimestralmente oltre a quelle elaborate appositamente nel semestre. Nei REPORT TRIMESTRALI vengono elaborate tutte le informazioni raccolte mensilmente oltre a quelle previste per questo specifico report. Il controllo di gestione 30 Le modalità di presentazione delle informazioni: un esempio Il controllo di gestione 31 Le modalità di presentazione delle informazioni: un esempio Incassi per servizio Ore lavorate per servizio Costo del personale per servizio N° domande evase N° pazienti trattati N° reclami ricevuti N° posti offerti N° domande ricevute Grado di soddisfazione degli utenti N° ore di formazione erogate N° partecipanti a corsi di formazione N° progetti finanziato con FSE N° persone valutate per obiettivi Il controllo di gestione 32 Il sistema di Controllo di gestione: altre indicazioni progettuali Si suggerisce inoltre di: • Realizzare un controllo che aiuti a condurre efficaci analisi strategiche ovvero valutando, dove possibile: - consistenti serie storiche, - la situazione dei concorrenti. • Misurare le performance non solo in termini economico-finanziari, ma valutando: - la prospettiva dell’utente, - la prospettiva dei processi interni, - la prospettiva dell’apprendimento e della crescita. Il controllo di gestione 33 La struttura dell’elaborato finale L’output finale consiste in un elaborato scritto che ha come oggetto la definizione di un sistema di controllo di gestione per una realtà scelta a piacere dal candidato. In particolare il documento dovrà comprendere i seguenti capitoli: 1. I prodotti/servizi offerti dall’impresa sociale 2. Il sistema competitivo di riferimento e la Missione dell’impresa 3. Le strategie e gli obiettivi dell’organizzazione 4. Le principali misure e gli indicatori: misure di natura economica (quantitative), misure di natura tecnico-gestionale (qualitative) 5. I destinatari delle informazioni prodotte dal sistema di Controllo di Gestione 6. La periodicità di generazione delle informazioni Il controllo di gestione 34 LETTURE CONSIGLIATE: 1. Robert N. Anthony, David W. Young (1992) – “Controllo di gestione per il settore non profit” – Ed. McGraw-Hill 2. Ciro D’Aries (2003) – “Il controllo di gestione negli Enti Locali” – Ed. Il Sole24Ore 3. D. Basso, F. Freato, F. Vidotto (2000) – “Qualità e Controllo di Gestione nelle II.PP.A.B.” – Ed. Vega 4. R. S. Kaplan, D. P. Norton (2000) – “Balanced Scorecard. Tradurre la strategia in azione” – Ed. ISEDI 5. A.A. Atkinson, R Kaplan (2000) – “Advanced Management Accounting” Ed. ISEDI 6. Giusepponi K., (a cura di), L’evoluzione del controllo di gestione nelle realtà pubbliche e non profit, Sistemi editoriali SE, 2003 7. Anthony R.N., Young D. W, Non profit. Il controllo di gestione., McGraw-Hill, 2002 8. Lorino P., Il controllo di gestione strategico. La gestione per attività, ed. Franco Angeli, 1992 9. Lo Martire G., Le organizzazioni non profit. Il controllo di gestione e l’analisi di bilancio., ed. Franco Angeli, 1999 10. Propersi A., Le aziende non profit. I caratteri, la gestione, il controllo., ETAS, 1999 11. Allison M., Kaye J., Pianificare il non profit, McGraw-Hill, 1998 12. Trovati G., (a cura di), Il successo in azienda. Strategia, carriera, risultati., Il Sole24ore, 15.03.2004 13. M. Molteni, Le misure di performance nelle aziende non profit di servizi alla persona, Padova, ed. CEDAM, 1997; 14. Santesso E., Ferrarese P., Controllo di gestione: limiti e prospettive di sviluppo, Torino, ISEDI, 1990; 15. Vidotto F., “Qualità e controllo di gestione nei servizi alla persona: una sfida da affrontare” in Nuova Proposta, Roma, UNEBA, 1995; 16. Arduini S., le aziende non profit. Il controllo dell’efficacia e dell’efficienza, Giappichelli, 1996. Il controllo di gestione 35 Come contattarci: Alberto Poli: [email protected] Susanna Colombo: [email protected] Il controllo di gestione 36