Storia
Urbana
materiali
Anno accademico 2010-2011
Parole chiave:
 Mercante
 Lavoro
imprenditore
a domicilio (putting out system)
Protoindustria
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Franklin Mendels (1972)
Mendels intende formulare un’interpretazione
articolata della transizione da un’economia ed
una società di impronta prevalentemente agraria
ad una contrassegnata dalle attività industriali
come prevalenti
Alla tesi classica della rottura rappresentata
dalla rivoluzione industriale, Mendels risponde
raffigurando un processo di lunga durata che,
attraverso una serie di tappe assicura una sorta
di continuità tra le industrie rurali e
l’industrializzazione ottocentesca.
Attraverso lo studio della situazione produttiva
delle Fiandre nel Settecento, Mendels mette a
punto la propria teoria.
Nella dimensione della regione Mendels coglie i
tratti della protoindustrializzazione.
Caratteristiche del processo di
protoindustrializzazione:
1) La protoindustrializzazione ha rotto l’assetto
matrimoniale che differiva l’età al matrimonio
in ragione dei mezzi di sussistenza. Ora
infatti, oltre che sulla produzione agricola si
poteva contare anche su una serie di attività
artigianali
2) l’espansione del lavoro a domicilio nelle
campagne di una regione crea, spesso, delle
difficoltà nel rilevamento del prodotto e nel
controllo della sua qualità. Ciò condurrà i
mercanti-imprenditori – nel corso
dell’Ottocento – a provvedere a concentrare
nelle città una parte della manodopera in
opifici dotati di macchine
3) Il capitale necessario per l’impianto di detti
opifici era stato accumulato localmente grazie
dagli stessi mercanti imprenditori.
4) La protoindustrializzazione favorisce, da
parte dei mercanti, l’acquisizione di
un’esperienza notevole per quanto riguarda
capacità di negoziazione e tecniche produttive
e commerciali.
5) La protoindustrializzazione prepara una
manodopera qualificata, che in un secondo
momento potrà facilmente essere impiegata
all’interno di un sistema di fabbrica.
6) Lo sviluppo in senso capitalistico
dell’agricoltura della regione prepara il settore
primario a sostenere, in un secondo momento,
la crescita delle dimensioni urbane.
Questa modalità produttiva agli inizi del XIX
secolo era ormai ampiamente diffusa in Europa.
All’interno delle regioni cosiddette
‘protoindustriali’, generalmente in prossimità di
corsi d’acqua o in zone montane, venivano
prodotti tessuti, oggetti in metallo, manufatti di
vario genere.
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in Irlanda: lino;
nelle montagne vicino a Zurigo: filo;
regione di Solingen: coltelli e altri oggetti
metallici.
 In
linea di massima le zone protoindustriali si
trovavano all’esterno delle aree agricole
migliori, dove la produzione alimentare per il
mercato dava lavoro sicuro.
 In
particolare, poi, le regioni della
protoindustria tessile erano tendenzialmente
prossime ma non sovrapposte a quelle in cui si
lavoravano metalli ed in alcuni casi entrambe si
trovavano in aree provviste di giacimenti di
carbone
Cosa stimola la concentrazione della proto
industria rurale?
a) particolari sistemi di trasmissione
ereditaria ed alcune strutture agrarie sono
più favorevoli allo sviluppo protoindustriale
(p. es. la divisione in quote tra più figli;
rendite fondiarie fisse; cessione in affitto
della terra);
b) il successo di una determinata regione
funziona come elemento ‘cumulativo’: si
forma una forte concentrazione di capitale
urbano che viene poi utilizzato in settori
protoindustriali
c) presenza di risorse naturali sul territorio;
d) importanza della scelta della tipologia del
prodotto (tessuti di lana e cotone piuttosto
che quelli di lino; lavorazione dei metalli
piuttosto che metallurgia primaria basata
sulla combustione del carbone) .
 Il
ruolo dei cittadini quali produttori di merci
industriali su larga scala tra il 1500 e il 1800
è stato però trascurato dagli studiosi dello
sviluppo proto industriale.
 In
realtà, però, l’attività manifatturiera ha
svolto un ruolo rilevante prticamente in tutte
le città
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La città protoindustriale