Alleanze nell’ombra
I costi dell’area grigia:
i risultati di una ricerca empirica
Summer School: La tassa mafiosa. I costi economici e sociali
della criminalità organizzata: analisi e strategie di intervento
Milano - 12 settembre 2012
Rocco Sciarrone
Università di Torino
Mafie e sviluppo economico
Nesso di causalità:
condizioni economiche  persistenza della mafia
elevata presenza mafiosa  sviluppo economico
 Vulnerabilità della struttura economica al crimine organizzato:
- una presenza elevata di settori tradizionali (e
comunque a basso livello tecnologico);
- attività fortemente legate al territorio;
- una dimensione di impresa particolarmente
ridotta;
- una presenza del settore pubblico elevata
Le conseguenze sullo sviluppo economico
Il controllo del territorio da parte di organizzazioni criminali di
tipo mafioso modifica la struttura delle opportunità del
contesto locale, creando vincoli agli operatori economici e
creando un serio ostacolo ai processi di sviluppo endogeno.
Laddove sono più fortemente radicate, le organizzazioni
mafiose - attraverso l’esercizio della violenza, l’uso di capitali
accumulati illegalmente, la distorsione delle norme che
regolano il mercato - scoraggiano gli investimenti produttivi e
creano effetti negativi o perversi sull’attività imprenditoriale.
effetti negativi:
 impedisce una piena e libera fruizione dei diritti di
proprietà;
 scoraggia la formazione di nuova imprenditorialità;
 rende poco attraenti gli investimenti esterni;
 regola e seleziona a proprio vantaggio l’ingresso di imprese
e lavoratori in determinati mercati;
 provoca una diminuzione di produttività e di competitività,
ovvero un’allocazione non razionale delle risorse;
 alimenta la crescita dell’economia illegale e sommersa;
 può indurre a un atteggiamento di autolimitazione
dell’acquisitività di mercato;
 può provocare una fuga di persone e di capitali;
 impedisce l’estensione della fiducia da ambiti interpersonali
ad ambiti impersonali, impedisce cioè l’affermazione della
fiducia sistemica o istituzionale;
 aumenta i costi di transazione delle attività economiche, in
particolare quelli per la garanzia di applicazione e il rispetto
dei contratti;
 distrugge capitale sociale “benefico” utilizzabile a fini
collettivi e di sviluppo.
È cruciale focalizzare l’attenzione sulle aree grigie
 Gruppi mafiosi rivelano scarse capacità organizzative e
imprenditoriali per intervenire in proprio nelle attività legali

Principali competenze di cui dispongono i mafiosi:
•
uso specializzato della violenza
•
capacità di manipolare e utilizzare relazioni sociali,
ovvero di accumulare e impiegare capitale sociale.
Mix di legami forti e legami “deboli” (da intendere come legami
“laschi”)
 Sistema relazionale della mafia può costituire una forma di
capitale
sociale
fruibile
anche
da
soggetti
esterni
all’organizzazione
• la forza dei mafiosi è data essenzialmente dalle
loro relazioni esterne, vale a dire dal capitale
sociale che deriva dalla capacità di allacciare
relazioni e costruire reti sociali
• dal punto di vista organizzativo, gli stessi
gruppi mafiosi – pur in una varietà di formule e
strutture - sono sufficientemente chiusi per
resistere alle pressioni di avversari e agenzie di
contrasto, ma sufficientemente aperti per
riprodursi
• la riproduzione della mafia dipende in gran
parte dalla capacità di procurarsi all'esterno la
cooperazione di altri attori sociali e, in
particolare, di instaurare rapporti di scambio
nei circuiti politici e istituzionali
Al pari di altre relazioni di potere, quelle mafiose hanno al
tempo stesso carattere coercitivo e consensuale.
Processi di legittimazione e costruzione del consenso:
 condivisione o comunanza di codici culturali e valoriali
rispetto alla società locale di riferimento
 struttura di incentivi che favorisce la cooperazione degli
individui che interagiscono nel contesto in cui la mafia è
radicata: vantaggi del «bandito stanziale» sul «bandito
nomade» (Olson)
 forza di attrazione relazionale e capitale sociale
MAFIE ED ECONOMIE LOCALI
Presenza mafiosa nelle economie locali
riconducibile a tre ambiti principali:
 attività svolte nei mercati illegali
 controllo del territorio
 attività legali o formalmente legali
I tre ambiti sono tra loro strettamente intrecciati.
controllo del territorio
 meccanismo della estorsione-protezione:
 principio di regolazione dell’economia locale, mediante
cui si rende operativo il controllo del territorio;
 strumento di accumulazione primaria e fonte di risorse
per il funzionamento ordinario dell’organizzazione;
 criterio di costruzione e riconoscimento della
reputazione mafiosa;
 fondamento del sistema relazionale della mafia, vale a
dire base attraverso cui è accumulato, mantenuto e
riprodotto il suo capitale sociale.
Il meccanismo dell’estorsione-protezione è anche una delle
vie attraverso cui il potere mafioso si istituzionalizza.
Provoca infatti effetti normativi, cognitivi e emotivi:
condiziona i modi di fare, di pensare e di sentire. Diventa
così una routine, una pratica socialmente accettata, una
convenzione data per scontata.
In questo modo anche il pizzo è istituzionalizzato e di
conseguenza influenza:
1) le preferenze,
2) le opportunità,
3) le credenze e le aspettative.
Da un punto di vista utilitaristico, i costi economici
dell’estorsione sono spesso tollerabili.
Se si afferma la convinzione che non è possibile svolgere
un’attività economica senza protezione mafiosa, ad un
certo punto questa convinzione diventa una profezia che
si autoavvera (anche nella ipotesi che la convinzione sia
falsa, dà origine a comportamenti che la rendono vera).
«una definizione definita dagli attori come reale, diventa
reale nelle sue conseguenze»
Relazioni tra mafia e imprenditorialità
Relazioni tra mafia e imprenditorialità
Per alcuni operatori economici la mafia
rappresenta un vincolo, mentre per altri può
essere un'opportunità.
I mafiosi inducono gli imprenditori a essere
cooperativi
cooperazione può assumere diversi gradi e
tonalità: da quella passiva - subita e imposta
dall'alto - a quella attiva - concordata tra le
parti e reciprocamente vantaggiosa.
Relazioni tra mafia e imprenditorialità
imprenditori subordinati  relazione con i
mafiosi è fondata sulla coercizione, sul timore di
incorrere in sanzioni.
imprenditori collusi  stabiliscono rapporti
interattivi di cooperazione con i mafiosi, che
ammettono un certo grado di collaborazione e
scambio. Disponibilità a trovare con la mafia un
accordo, dal quale derivano obblighi reciproci di
lealtà.
Imprenditori subordinati
oppressi: imprenditori con cui la mafia intrattiene
un rapporto di puro dominio: essi pagano la
protezione mafiosa senza ricevere in cambio nulla di
concreto se non una garanzia, peraltro del tutto
provvisoria, di poter semplicemente continuare a
svolgere la propria attività.
dipendenti: oltre a pagare la protezione ai mafiosi,
devono ottenere la loro autorizzazione per poter
svolgere la propria attività. Operano in settori in cui
è necessario ottenere il "permesso" della mafia.
Imprenditori subordinati
Imprenditori subordinati sono spinti a preferire una
situazione di immobilismo, fino al punto di rifiutare
le opportunità offerte dal mercato, auto-limitando la
propria attività, in quanto la presenza mafiosa rende
altamente rischiose nuove decisioni di investimento.
Una delle preoccupazioni principali è che la loro
attività non sia troppo vistosa, non dia troppo
"nell'occhio".
Imprenditori in fuga
Imprenditori scoraggiati a priori
Imprenditori collusi
Sono disponibili a trovare con i mafiosi un accordo attivo, dal
quale derivano obblighi reciproci di collaborazione, scambio e
lealtà.
Tra mafiosi e imprenditori si instaurano interazioni
reciprocamente vantaggiose, fondate sul conseguimento di
interessi comuni, oppure sul raggiungimento di un
compromesso fra partner che hanno utilità e convenienze
differenti, ma complementari.
Questi imprenditori cercano di volgere in benefici quei
condizionamenti che per altri costituiscono un serio ostacolo
all'esplicazione della propria attività economica.
Imprenditori strumentali
Imprenditori clienti
Imprenditori strumentali
Imprenditori sufficientemente forti per instaurare con i
mafiosi rapporti di scambio.
Accettano preventivamente di collaborare con i mafiosi,
basando la loro decisione su una valutazione strumentale e
utilitaristica del contesto ambientale in cui operano: perché
- in altre parole - si rendono conto che la cooperazione
promuove i loro interessi economici.
Si tratta per lo più di imprese relativamente forti dal punto
di vista delle capacità finanziarie e della dotazione tecnica,
per cui anche la mafia può ritenere conveniente stringere
con esse un patto di alleanza.
Imprenditori strumentali
Raggiungono con il mafioso un "compromesso",
che ha carattere condizionale e contingente, in
quanto nessun accordo di questo tipo vale una
volta per tutte, ma deve essere continuamente
rinegoziato.
Il problema della presenza mafiosa viene vissuto
come un dato dell'ambiente in cui dovranno
svolgere la propria attività, per cui esso viene
risolto, dal punto di vista aziendale, valutandolo
alla stregua di un costo aggiuntivo preventivato
sin dall'inizio.
Imprenditori clienti
Stabiliscono con i mafiosi un rapporto di scambio vantaggioso.
Imprese che operano nei mercati legali, in attività abbastanza
redditizie e, sul piano economico, relativamente affermate.
Caratteristica importante è la stabilità del rapporto intrattenuto
con i mafiosi.
Gli imprenditori strumentali cercano con la mafia un accordo
limitato nel tempo e definito nei contenuti. Invece, gli
imprenditori clienti intrattengono con i mafiosi un rapporto
stabile e continuativo, che coinvolge interamente la loro attività
e spesso la loro stessa persona, secondo modalità ricorrenti, per
lo più indefinite nel tempo e nei contenuti.
Imprenditori “identificati”
Variante interna alla categoria dei clienti, individuabile in quegli
imprenditori che instaurano con i mafiosi relazioni personali di
fedeltà.
Al rapporto di scambio si associa un processo di identificazione.
Realizzano con la mafia un'armonia di intenti che li spinge a
combinare affari in comune nei mercati legali, in quelli illegali o
in entrambi.
Mettono al servizio della mafia le proprie aziende e spesso può
verificarsi il caso che si costituiscano delle imprese ad hoc
 imprese a compartecipazione mafiosa.
Imprenditori mafiosi
L’accumulazione della ricchezza viene perseguita
nell’ambito sia dei mercati illeciti sia di quelli illeciti,
spesso attraverso forme di sovrapposizione e
compenetrazione tra sfera legale e illegale
dell’economia.
L’attività imprenditoriale si sviluppa:
 attraverso imprese costituite e gestite direttamente
da esponenti del gruppo criminale (anche se spesso
proprietà e ragione sociale sono dissimulate);
 attraverso forme di compartecipazione con altri
soggetti economici.
Principali vantaggi competitivi
- scoraggiamento della concorrenza attraverso il
ricorso alla minaccia o all'uso della violenza;
 compressione salariale e fluidità della
manodopera impiegata;
 disponibilità di ingenti risorse finanziarie che
derivano dai traffici illeciti
 capitale sociale
Distinzione tra le diverse condotte imprenditoriali è importante
Rilevanza dell’area grigia, da cui la mafia trae la sua forza, ovvero
il suo capitale sociale.
La cooperazione con i mafiosi può essere molto
vantaggiosa. Lo stesso meccanismo della protezioneestorsione può condurre a una cooperazione attiva con la
mafia, a prescindere dal fatto che la connessione sia stata
attivata in origine per uno stato di necessità o per una scelta
di convenienza, fino al punto che alcuni dei protetti possono
entrare nella parte interna del reticolo mafioso.
La pratica collusiva tende a divenire un modello di
successo, imitato e socialmente accettato.
Gli imprenditori devono fare i conti non solo con la mafia, ma
anche con la funzione normativa esercitata dal loro stesso
gruppo di riferimento: il comportamento degli altri funziona
come fonte prescrittiva ma anche come modello da imitare.
In alcuni contesti, persino le capacità imprenditoriali sono
valutate in rapporto all’abilità dimostrata nel negoziare il
pagamento del pizzo.
Gli imprenditori più dotati di risorse e più forti, che riescono
meglio, che hanno successo (e persino i liberi professionisti)
sono quelli che si accordano con la mafia.
La rete mafiosa è dunque altamente pervasiva, ha un’elevata
capacità di avvolgere e coinvolgere.
Costruzione del consenso:
l’offerta della protezione mafiosa è altamente selettiva
(dipende da numerose variabili, come il tipo di
impresa, le caratteristiche del cliente, ecc.), che le
stesse modalità di pagamento possono essere molto
diversificate, che è prevista la possibilità di
«aggiustamenti» (è offerta persino la possibilità di
fatturare la somma di denaro estorta) e che il prezzo
può essere comunque negoziato.
L’estorsione può essere inoltre il primo passo
attraverso cui la mafia segna il suo ingresso in
un’azienda, arrivando poi ad appropriarsene.
In non pochi casi, tuttavia, dal pizzo si può anche essere
esentati. Illuminante al riguardo quanto raccontato dal
collaboratore di giustizia Nino Giuffrè:
«… non ho mai chiesto una lira ad imprenditori e commercianti del mio
paese per una questione di rispetto […], abbiamo ritenuto utile, […], di
tenerci le persone vicine e appositamente di rispettarle e di non far
pagare nessun pizzo […]. Perché? Ho detto per una questione di rispetto,
anche per una questione che quando una persona paga non deve altro,
cioè magari non è soggetta a favori. Viceversa, non pagando ci si poteva
chiedere tranquillamente qualche cortesia, qualche favore, e per quanto
riguarda discorsi politici e per quanto riguarda discorsi anche di natura
giuridica […] affrontavamo il discorso tranquillamente e serenamente
perché non avevamo mai danneggiato noi i nostri compaesani, in linea di
massima tenendo sempre le persone vicine, curandoli anche un pochino
nei loro interessi, senza nessuna richiesta, senza nessun ostacolo nelle
loro iniziative imprenditoriali e commerciali.»
In alcuni contesti territoriali una presenza mafiosa pervasiva e
di lunga durata ha provocato una sorta di equilibrio, un
adattamento.
Si è stabilito un vero e proprio modello di convivenza tra
mafiosi e operatori economici.
Una situazione in cui non è più facile distinguere tra imprese
mafiose e non, dove tutte le imprese sono coinvolte e
interdipendenti in una rete di relazioni, da cui è molto difficile
uscire.
Reti mafiose configurano i rapporti di mercato
Un sistema relazionale complesso, a geometria variabile, con
differenti nodi e interconnessioni, legami forti e legami deboli,
che regola accesso e funzionamento del mercato.
Non farne parte implica rischiare di essere espulsi dal
mercato.
Imprenditori che subiscono le imposizioni della mafia, ma al
tempo stesso cercano di ricavarne (a volte anche in modo
non intenzionale) una “convenienza indiretta”: ad esempio,
ritenendo che pagare il pizzo sia la condizione che permette
alle loro imprese di operare sul mercato.
Chi sono questi imprenditori?
Nella tipologia presentata sono quelli che si possono
collocare a cavallo tra i “dipendenti” e gli “strumentali”
 Quelli che accettano i condizionamenti mafiosi,
considerandoli alla stregua di un costo di impresa aggiuntivo,
necessario per operare su un mercato regolato dalla mafia,
ma anche da altre forme pervasive di illegalità (corruzione
politica e della pubblica amministrazione) o dai meccanismi
tipici dell’economia sommersa o grigia.
subordinati
oppressi
scoraggiati a priori
in fuga
tutela e sostegno
------------------------------------------------------------------------dipendenti
------------------------------------------------------------------------incentivi positivi e negativi
------------------------------------------------------------------------strumentali
-----------------------------------------------------------------------Area
clienti
grigia
contrasto e repressione
collusi
identificati – imprese a compartecipazione mafiosa
mafiosi
Una ricerca empirica sull’area grigia
 indagare le diverse forme di relazione e compenetrazione
tra mafie e economie locali
 indagini e evidenze empiriche rivelano una presenza
crescente dei gruppi mafiosi in attività economiche
formalmente legali: il tema è stato finora poco studiato e
analizzato in chiave comparata e con ricerche sul campo
 forza delle mafie: capacità di allacciare relazioni, instaurare
scambi, creare vincoli di fiducia, incentivare obblighi e favori
reciproci
 studiare le relazioni che prendono forma nell’area grigia:
insieme di soggetti – imprenditori, politici, professionisti,
tecnici e funzionari – con cui i mafiosi devono entrare
necessariamente in rapporto per svolgere attività
nell’economia legale
Disegno della ricerca
mafie tradizionali 
Cosa nostra, ‘ndrangheta e camorra
territori di insediamento storico del fenomeno 
Sicilia occidentale, Sicilia orientale,
Calabria, Campania
Ricerca quantitativa e qualitativa
Ricerca quantitativa
 profilo delle province italiane attraverso specifici
«marcatori» della presenza e dell’intensità del crimine
organizzato
 stima dei costi economici, diretti e indiretti, dei reati
imputabili alla criminalità organizzata nei diversi territori
 sviluppo economico e coesione sociale attraverso un mix
di indicatori socio-economici
 analisi diacronica dei dati sui delitti di tipo mafioso nel
periodo 1989-2008
Ricerca qualitativa
metodo dello studio di caso: interviste a testimoni privilegiati;
analisi di un vasto repertorio di documenti giudiziari e di altra
fonte istituzionale
Selezione casi:
1. rapporti tra mafiosi e imprenditori in diversi settori di attività
nell’area di Palermo;
2. edilizia, appalti ed energie rinnovabili in provincia di Trapani;
3. grande distribuzione commerciale nella zona di Catania;
4. settore dei trasporti nella Sicilia orientale;
5. sanità in provincia di Reggio Calabria;
6. lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio C.;
7. gestione e smaltimento dei rifiuti in provincia di Caserta;
8. mercato del falso nell’area di Napoli.
Presenza e intensità della criminalità organizzata nel Mezzogiorno
Costi diretti e indiretti della criminalità organizzata
Stima di alcuni costi, diretti e indiretti, legati alla presenza
della criminalità organizzata sul territorio
calcolati in termini di:
• spese di anticipazione: spese di assicurazione, di sicurezza, di
controllo e monitoraggio
• spese di conseguenza: insieme dei costi e dei mancati
guadagni derivanti dal verificarsi del delitto (anche costi
intangibili e spese di assistenza alle vittime)
• spese di reazione: spese per le attività inquirenti, per le
attività giudicanti e per l’esecuzione delle pene
Costi diretti e indiretti della criminalità organizzata
Costi del crimine organizzato (power + enterprise syndicate)
in % del PIL
per abitante (euro)
Campania:
2,9%
496,3
Calabria:
2,7%
458,9
Sicilia:
2,6%
445,3
Puglia:
2,7%
458,7
Molise:
1,7%
330,0
Basilicata:
1,9%
350,6
Sardegna:
1,4%
288,0
ITALIA:
1,3%
344,6
Centro Nord:
1,0%
304,3
Mezzogiorno:
2,6%
418,4
Costi del crimine organizzato: power syndicate
% Mezzogiorno su Italia
Associazione mafiosa
89,6%
Omicidi per mafia
89,0%
Estorsioni
61,8%
Beni confiscati
84,2%
Scioglimenti consigli comunali
99,8%
Province high power syndicate
Attenzione alla variabilità interna alle aree
considerate.
Province high power syndicate costituiscono un cluster
omogeneo, soprattutto in rapporto al resto del
Mezzogiorno.
I coefficienti di variazione percentuale di ciascun
indicatore indicano una minore variabilità delle aree
mafiose.
Presenza mafiosa pare costituire uno dei cleavage che
attraversano le aree del Mezzogiorno
Declino della violenza esplicita e penetrazione
nell’economia legale
Negli ultimi anni, accanto alla diminuzione della
violenza esplicita emerge:
 un relativo ridimensionamento dei traffici
illeciti, sia pure con forte variabilità
territoriale
 una crescente penetrazione nelle attività
formalmente legali
Presenza delle organizzazioni criminali in attività
economiche formalmente legali e tendenze di crescita
La presenza mafiosa nelle attività formalmente legali
Quali fattori influenzano la presenza dei gruppi mafiosi
nelle attività economiche formalmente legali?
Fattori di contesto:
 Radicamento territoriale
 Azione di contrasto
 Concorrenza e rischiosità dei traffici illeciti
 Grado di dinamismo dell’economia locale
Aspetto decisivo:
 Rapporti fra mafiosi e soggetti dell’area grigia
Settori di attività
 Differenziazione attività con continua
ridefinizione dei confini tra attività illegali e
attività formalmente legali
 Prevalenza di attività tradizionali (presenza di
lunga data dei gruppi mafiosi) e ingresso in
alcune attività “nuove” (di più recente interesse)
 Raggio di estensione locale e sovralocale
Principali settori di attività
Sovralocale
•riciclaggio
•traffico di stupefacenti
•produzione e distribuzione
falso
•servizi e forniture
•edilizia - appalti
•commercio
•sanità
•agroalimentare
•beni immobili
•corruzione
•estorsioni
•rifiuti speciali
•investimenti finanziari
•scommesse e sale gioco
•turismo
•energie rinnovabili
•rifiuti
•grande distribuzione
•truffe e frodi finanziarie
Locale
«Nuovi»
Tradizionali
•trasporti
•infrastrutture
•import/export
Beni sequestrati e/o confiscati alle organizzazioni mafiose palermitane – 2005-2010
Aziende di calcestruzzo in amministrazione giudiziaria (Provincia di Trapani)
Configurazione delle reti di relazioni nelle aree grigie
Modello di governance mafiosa
Politici
Imprenditori
MAFIOSI
Professionisti
Funzionari
Configurazione delle reti di relazioni nelle aree grigie
A
C
X
B
Configurazione delle reti di relazioni nelle aree grigie
Configurazione delle reti di relazioni nelle aree grigie
Catene di intermediazione
Le funzioni di intermediazione nelle aree grigie
Relazioni nelle aree grigie configurano reti policentriche, nelle
quali contano molto di più i legami orizzontali di quelli
verticali, e che si caratterizzano per la presenza di figure di
mediazione, in grado di favorire accordi e negoziazioni.
Mafiosi hanno tradizionalmente elevate capacità di
intermediazione.
Le funzioni di intermediazioni assumono diverse forme:
 legami ponte  mettono in collegamento
 legami di garanzia  fanno rispettare i patti
 legami filtro  regolano e selezionano l’accesso a risorse e
opportunità, funzionando da “barriera” o imponendo un
“pedaggio” di ingresso
Un modello di analisi delle relazioni nelle aree grigie
Logica
Tipi di relazione nelle aree grigie
Complicità
Strumentale
Compartecipazione
Appartenenza
Collusione
Compenetrazione
Scambio economico
(specifico e limitato nel
tempo e nei contenuti)
Affari in comune
(scambio continuativo,
società di fatto)
Rapporti organici
(legami di
identificazione)
Tipi di relazioni nelle aree grigie
Complicità 
 imprese “forti” dal punto di vista tecnico e finanziario
 imprenditori esterni al contesto locale
 grandi imprese nel campo delle infrastrutture e dei lavori
pubblici
 Lavori di ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio C.
 Energie rinnovabili
Autostrada Salerno – Reggio Calabria
Tratto Gioia Tauro - Palmi
Una tipologia degli scenari di realizzazione delle grandi opere
Contesto istituzionale e
capacità di risposta delle
autorità
Atteggiamento
della grande
impresa nei
confronti dei
gruppi
criminali
Chiusura
(denuncia alle
autorità)
Apertura
(collusione con
la mafia)
Legalità forte
Legalità debole
Realizzazione
regolare
Immobilismo
distruttivo
Repressione
(di imprese e
mafiosi)
Collusione
Tipi di relazioni nelle aree grigie
Collusione 
 Rapporti continuativi reciprocamente vantaggiosi
 Edilizia, appalti, gestione rifiuti, grande
distribuzione
commerciale, sanità
 Cordate, cartelli, comitati di affari
Reticolo del comitato di affari coinvolto nel settore dell’edilizia pubblica e privata a
Trapani: operazione «Mafia e appalti»
Reticolo del comitato di affari nel settore dell’eolico a Mazara del Vallo:
operazione «Eolo»
Tipi di relazioni nelle aree grigie
Compenetrazione 
 relazioni personali di fedeltà e di identificazione
 logica di appartenenza
“Carriere”:
subordinati  complici  alleati e soci  affiliati
Dalla complicità alla collusione, alla compenetrazione
Entrare dentro l’area grigia
 una struttura interna molto articolata, composta da un’ampia
varietà di attori, diversi per competenze, risorse, interessi e
ruoli sociali: politici, imprenditori, professionisti, dirigenti e
funzionari della pubblica amministrazione
 Presenza di diverse gradazioni di grigio
 Mafiosi non occupano sempre e necessariamente una
posizione centrale e dominante
 Giochi a somma positiva
 Relazioni funzionali al sostegno delle organizzazioni mafiose,
ma anche e soprattutto rapporti di scambio estremamente
vantaggiosi per gli attori «esterni».
 Area grigia ha una sua «autonomia», ovvero funziona secondo
regole proprie, a cui spesso gli stessi mafiosi devono
sottostare.
Dentro l’area grigia
Area grigia
 campo organizzativo che appare come una rete vasta ed eterogenea, dai
confini fluidi e indistinti, ma con fitte e stabili relazioni e comunicazioni
interne
 attori interagiscono sulla base di una cornice normativa e cognitiva comune,
fissando aspettative e obbligazioni reciproche
 schemi interpretativi e repertori di azione condivisi, regole date per
scontate, comune percezione di appartenere allo stesso campo,
convergenza di comportamenti e modalità di azione
 muoversi all’interno dell’area grigia significa comportarsi in un certo modo;
c’è riconoscimento reciproco, ma le interazioni sono insieme cooperative e
competitive, sono attraversate da conflitti e tensioni, quindi sottoposte a
continui processi di adattamento e aggiustamento
 attrae risorse, trasmette segnali, semplifica relazioni, ma soprattutto
produce transazioni, consolidando un modello di “fare economia” che
funziona secondo regole radicalmente diverse da quelle di mercato e da
quelle formali-legali.
I costi dell’area grigia
Alterazione concorrenza e funzionamento istituzioni
Distorsione e spreco risorse pubbliche
Negazione diritti dei lavoratori
Selezione perversa imprese e classi dirigenti
Incremento costi opere e servizi per la collettività
Cattiva realizzazione delle opere e cattiva erogazione delle
prestazioni (qualità scadente, bassa durata manufatti,
prolungamento lavori, scarsa sicurezza, ecc.)
Non solo diffusione ma anche istituzionalizzazione di corruzione
e pratiche illegali
Rafforzamento e principale canale di riproduzione delle mafie
Creazione di “mali pubblici”
La compenetrazione tra mafie ed economie locali
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Radicamento
territoriale
(power syndicate)
Rischiosità
dei traffici
illeciti
Grado di dinamismo
delle economie
locali
Difficoltà
competitive:
- Globalizzazione
- Crisi economica
- Carenza infrastrutture
e servizi
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Capitale sociale
(reti di relazioni)
delle mafie
Mafie nelle
attività
formalmente
legali
Disponibilità
di imprenditori
Disponibilità
di altri
soggetti
dell’area
grigia
Abbassamento
costo
morale
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Quali implicazioni per le strategie di contrasto?
Mafia e antimafia si configurano a vicenda
 Linea di frontiera della lotta alla mafia
livello delle complicità e delle collusioni
 questione del «concorso esterno» nel reato associativo
affrontata secondo l’uso del paradigma eziologico, vale a dire in
termini di «contributo causale» offerto dai soggetti esterni alla
conservazione o al rafforzamento dell’organizzazione criminale
 generalmente i soggetti che si muovono nell’area grigia sono considerati
«al servizio della mafia»
Ipotesi di riformulazione sulla base del paradigma del contratto di
protezione
Ricerca documenta  rilevanza di rapporti di scambio reciprocamente
vantaggiosi, e di situazioni in cui sono i mafiosi a essere al servizio di
soggetti esterni.
Quali implicazioni per le strategie di contrasto?
 Sul piano del contrasto esigenza di “attacchi mirati”
 Competenze specializzate in campo economico e
finanziario
 Azione antimafia da collegare in modo organico alle altre
politiche pubbliche
 Stimolare e sostenere la mobilitazione della società civile
 Impegno degli ordini professionali, dell’associazionismo
economico, del mondo bancario
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Rocco Sciarrone - Lezione summer school Milano 2012