Prof. Renato Fontana
LA SOCIOLOGIA DEL LAVORO:
LE RICERCHE E GLI OPERAI
Facoltà di scienze politiche, sociologia, comunicazione
A.A. 2011/2012
… il nostro percorso
III parte: Lavoro,motivazione,vita
• Herzberg: la motivazione al lavoro
• Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
• Blauner: lavoro operaio e alienazione
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 2
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
Contesto:
BOOM
ECONOMICO
PIENA
OCCUPAZIONE
MASSIMA
UTILIZZAZIONE
DEGLI IMPIANTI
COME
AUMENTARE LA
PRODUTTIVITA’?
STUDI SULLA
MOTIVAZIONE AL
LAVORO
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 3
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
Committente e luogo d’indagine:
Finanziamento da parte di una fondazione educativa e
di varie industrie con lo scopo di condurre un’indagine
sugli atteggiamenti al lavoro. L’indagine fu svolta in
una azienda di nuova apertura nella zona di
Pittsburgh.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 4
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
Ipotesi e scopi di ricerca:
Lo scopo della ricerca era individuare i fattori oggettivi che
incidevano sul livello di soddisfazione dei lavoratori. Si
ritennero poco significative le variabili soggettive e l’attenzione
fu concentrata sulle caratteristiche del lavoro in rapporto agli
atteggiamenti.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 5
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
Metodologia e fasi della ricerca
Si possono individuare 4 fasi della ricerca:
1) Analisi documentale
2) Ricerca Empirica
3) Successive ricerche empiriche
4) concettualizzazione della teoria
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 6
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
1) Analisi documentale
La maggior parte degli studi
erano focalizzati sulle
variabili soggettive
Sociologia del Lavoro
Non c’è un collegamento chiaro e
univoco tra le variabili soggettive e
la motivazione
21/12/2015
Pagina 7
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
2) Ricerca Empirica
• Tecniche di rilevazione: Venne utilizzato il metodo già definito
da Flanegan “dell’incidente critico”. Consiste nella raccolta di
interviste semistrutturate basate sulla seguente richiesta:
“pensi ad un momento in cui si è sentito eccezionalmente
bene o male nel suo lavoro, sia in quello attuale che in
qualunque altro nel passato. Può trattarsi di una situazione di
breve o lunga durata. Mi dica cosa accadde”.
• Campione: fasce professionali medio-alte
rispondevano alla tecnica di rilevazione.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
che
meglio
Pagina 8
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
3) Successive ricerche empiriche
La ricerca empirica effettuata direttamente da H. non
sufficientemente rappresentativa per ottenere risultati
generalizzabili. Nel decennio successivo successive indagini
sono state condotte ampliando o diversificando le ipotesi,
modificando più o meno parzialmente il metodo. Ciò procurò ad
H. un notevole numero di critiche ma portarono,
contemporaneamente indicazioni con riferimento ad un più
ampio ventaglio di professionalità, di livello occupazioni, di tipi
di organizzazioni, nonché di gruppi etnici e culture.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 9
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
4) concettualizzazione della teoria
LA TEORIA DEI DUE FATTORI
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 10
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
4) concettualizzazione della teoria
Elenco finale dei fattori in ordine di frequenza
MOTIVANTI
IGIENICI
Riuscita
Supervisione tecnica
Riconoscimento
Azienda e politiche aziendali
Lavoro in sé
Condizioni di lavoro
Responsabilità
Relaz.interpersonali
Carriera, promozione
Status
Possibilità di crescita
Sicurezza
Retribuzione
Vita personale
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 11
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
4) concettualizzazione della teoria
• La novità rispetto alle precedenti teorie motivazionali, in
particolare quella di Maslow, è che ci si basa sulla
constatazione che per la soddisfazione dei bisogni più elevati
non è necessario aver soddisfatto prima quelli più bassi.
• I bisogni igienici non sono mai soddisfatti, ma vengono
continuamente
sostituiti
da
bisogni
psicologicamente
equivalenti che richiedono incrementi quantitativi o qualitativi
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 12
F. Herzberg:La motivazione al lavoro
(1956-1974)
Gli sviluppi della ricerca di H.
Il lavoro di H. ha avuto notevoli riscontri nella pratica
aziendale sotto l’etichetta di job anrichment inteso come
inserimento di fattori motivanti nel lavoro individuale.
Comunicazioni dirette
Controllo delle risorse
Fiducia nelle
proprie capacità
Orientamento al cliente
Sociologia del Lavoro
Imparare nuove cose
Il feedbak
Auto-programmazione
21/12/2015
Pagina 13
Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
(1962-1967)
Il Contesto:
Una serie di studi degli anni ‘50 avevano cercato uno
spiegazione alla progressiva perdita di terreno del partito
laburista. Essa era stata messa in relazione con un aumento
medio del salario reale dei lavoratori dell’industria che avrebbe
comportato un imborghesimento dell’operaio inglese che si
stava indirizzando verso valori e stili di vita tipici della classe
media. Gli studi di G. si inserisco in contrapposizione a queste
teorie che tendevano a ritenere che ci fosse una modificazione
della stratificazione sociale direttamente conseguente ad una
modifica del potere di acquisto.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 14
Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
(1962-1967)
Il Committente :
L’Università Di Cambridge
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 15
Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
(1962-1967)
Ipotesi e scopo della ricerca:
Premesse:
• La collocazione di classe non è determinata solamente dal
potere di acquisto ma è necessario rapportarla alla funzione
ed allo status di un gruppo all’interno della divisione del
lavoro.
• Per analizzare la classe operaia bisogna considerare, oltre al
livello del reddito e agli stili di consumo, anche la natura dei
rapporti fra gli individui e i gruppi, nonché le prospettive e le
aspirazioni del salario manuale.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 16
Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
(1962-1967)
Ipotesi e scopo della ricerca:
Premesse:
• Gli “operai opulenti” danno un valore puramente strumentale
al proprio potere di acquisto: non c’è imborghesimento
perché non esistono aspirazioni di prestigio.
• La concezione strumentale è dovuto al fatto che l’operaio
non è integrato nell’ambito lavorativo e non ha interessi di
carriera. E’ interessato a massimizzare il salario per poter
soddisfare altrove i propri bisogni.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 17
Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
(1962-1967)
Ipotesi e scopo della ricerca:
Ipotesi:
• Gli “operai opulenti” hanno un oriemntato stumentale verso il
lavoro
• Tale orientamento strumentale è correlato alla mobilità
geografica
• Esso governa mutamenti nelle aspirazioni e nei valori di
riferimento del lavoratore manuale
• Esso comporta mutazioni nella “concezione partitica” del
salario, modificando i fini per cui si ha fede nel partito
politico.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 18
Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
(1962-1967)
Metodologia:
• Scelta del campione: scelta di un “campione critico” in cui
fossero presenti al massimo grado le condizioni favorevoli
all’imborghesimento della classe operaia.
Luton-nel Bedfordshire sud-occidentale: località
caratterizzata da una generale crescita economica, polo
di attrazione di lavoratori immigrati, presumibilmente
alle ricerca di un più elevato tenore di vita.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 19
Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
(1962-1967)
Metodologia:
• Scelta del campione: 260 operai di 3 aziende di 3 settori
diversi.
– fabbricazione di berline, giardinette ed autofurgoni
– Produzione di cuscinetti a sfera e rulli
– Produzione di composti ammoniaci, sodici e barici
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 20
Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
(1962-1967)
Metodologia:
• Tecnica di rilevazione: La fase empirica si realizzo in 2 step
1) Raccolta di informazioni inerenti il lavoro, l’organizzazione e
tutto quanto fosse utile per la verifica delle ipotesi;
2) Somministrazione di due questionari: il primo al lavoratore
in azienda, il secondo, a lui e alla moglie nella propria
abitazione
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 21
Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
(1962-1967)
Conclusioni:
• L’aumento del reddito e le migliori condizioni di lavoro non
alterano di per sé la collocazione di classe.
• I cambiamenti nei rapporti sociali appaiono autonomi
dalle trasformazioni economiche, tecnologiche ed
ecologiche, e il risultano guidati dalla progettualità
dell’individuo.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 22
Goldthope: Operai opulenti e stili di vita
(1962-1967)
Conclusioni:
• L’atteggiamento verso l’azienda è strumentale: vista la
diversità di obiettivi rispetto all’azienda, gli operai opulenti
stabiliscono un rapporto in cui è esaltata la valenza di
cambio tra lavoro e denaro.
• Lo strumentalismo implica la privatizzazione della sfera
sociale dell’operaio opulento: la gratificazione è
caratteristica del tempo libero, sostanzialmente trascorso in
famiglia.
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 23
Blauner: Lavoro operaio e alienazione
(1964)
Scopo:
Influenza della tecnologia sui contenuti del lavoro in rapporto a
Comparazione in
diversi settori
dell’industria
Americana
Sociologia del Lavoro
Concetto di
ALIENAZIONE come
elemento variabile in
base al contesto
21/12/2015
Pagina 24
Blauner: Lavoro operaio e alienazione
Ipotesi di ricerca e presupposti:
• La tecnologia è alla base di diversi gradi di alienazione
• L’alienazione dipende da 4 fattori:
Autoestraneazione
Mancanza di
Potere
Assenza di significato
Sociologia del Lavoro
Mancanza di integrazione e di
appartenenza a una comunità
industriale
21/12/2015
Pagina 25
Blauner: Lavoro operaio e alienazione
Campione:
• 118 lavoratori settore tipografico
• 419 lavoratori settore tessile
• 180 lavoratori settore automobilistico
• 78 lavoratori settore chimico
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 26
Blauner: Lavoro operaio e alienazione
Risultati:
Settore tipografico:
– Lavoro di carattere artigianale
– Massima libertà nei modi e nei tempi
– Forte coesione comunitaria
– Sicurezza dell’impiego
Basso livello di
alienazione grazie al
basso livello tecnologico
Settore tessile:
– Basso livello di qualificazione
– Basso livello salariale
– Forte controllo gerarchico
– Nessuna sicurezza dell’impiego
– Poca tutela sindacale
Sociologia del Lavoro
Alienazione di livello
maggiore ma attenuata
dalle relazione sociali
integrate tipiche degli stati
tradizionali del sud
21/12/2015
Pagina 27
Blauner: Lavoro operaio e alienazione
Risultati:
Settore automobilistico:
– Alto livello di standardizzazione
– Lavoro dequalificato e parcellizzato
– Isolamento sociale
– Forte controllo gerarchico
– Mancaza di possibilità di carriera
Livello di alienazione più
forte nonostante i salari più
elevati
Settore chimico:
Basso livello di
alienazione grazie
all’alto livello
tecnologico
– Settore con elevato contenuto tecnologico
– Attività di squadra altamente specializzata
per il controllo dei macchinari
– Attività mentale e di responsabilità
– Forte potere contrattuale
Sociologia del Lavoro
21/12/2015
Pagina 28
Scarica

materiali/13.22.52_Sociologia del lavoro III