I.I.S.S. Paolo Boselli - Savona
Abbiamo esaminato alcuni
dei muri più importanti della
storia….
IL VALLO DI ADRIANO
L’imperatore Adriano, durante il
suo impero iniziato nel 117 d.C.,
nel
periodo
di
massima
estensione
territoriale
fece
costruire una fortificazione in
pietra che segnava il confine tra la
provincia romana della Britannia e
la Caledonia (attuale Scozia).
Venne edificato per bloccare le
incursioni delle tribù dei Pitti, una
confederazione di tribù della
Scozia centro-settentrionale che
si oppose strenuamente ai
romani.
Questa muraglia divise l’isola in
due parti; infatti, si estendeva per
120 km da Wallesend fino alla
costa del Solway Firth.
Il muro comprendeva un profondo fossato,
armato con file di pali appuntiti, una strada, e il
Vallum (due grossi argini con un fossato in
mezzo). La fortificazione era sorvegliata da
circa 9000 legionari e ausiliari dell’esercito.
Con il declino dell’Impero Romano attorno al
400 d.C. il muro venne abbandonato e cadde in
disuso; parte delle pietre furono riutilizzate per
la costruzione di altri edifici.
È una delle più imponenti opere del mondo
romano, fa parte del patrimonio dell’ Unesco e
recentemente è stato dichiarato “a rischio” a
causa dei troppi turisti che con il loro passaggio
rischiano di rovinare un’opera di duemila anni.
MURAGLIA CINESE
Nel corso della lunga storia
della Cina sono state costruite
numerose fortificazioni sui
confini per difendersi dagli
attacchi
delle
popolazioni
nomadi
provenienti
dalle
praterie della Mongolia Interna.
Attualmente se si parla di Grande
Muraglia si intende quella
costruita sotto la dinastia dei
Ming (1368-1644), realizzata
all’esterno con grandi mattoni e
lastre di pietra, mentre all’interno
si trovano terra dell’altopiano del
loess e pietre frantumate.
Ha un'altezza media di circa 10 metri, una larghezza di 6,5 alla base e 5,5 alla
sommità. All’interno della mura, fornite di merli a protezione dei soldati, ci sono
scale di accesso di pietra, per la salita e la discesa. A distanze regolari si trovano
fortini e torri di segnalazione
IL MURO DI GORIZIA
Era una recinzione in calcestruzzo di 50
centimetri sormontato da una ringhiera ad
altezza d'uomo, costruita nel 1947 lungo il
confine italo-jugoslavo che, dopo la seconda
guerra mondiale, divideva in due la città di
Gorizia.
Il Muro aveva quindi lo scopo di separare la
parte di Gorizia rimasta italiana dai quartieri
annessi alla Jugoslavia, che formeranno la
città di Nova Gorica, e segnava il percorso
della cortina di ferro che tagliava in due
l’Europa.
Nel 2004, con l’ingresso della Slovenia
nell’Unione Europea, venne distrutta la
porzione che divideva in due il piazzale della
Transalpina, la stazione ferroviaria sulla
linea Trieste-Vienna, uno dei simboli della
divisione est-ovest
IL MURO DI CIPRO
Il muro tagliava in due Nicosia, capitale di Cipro, seguendo il tracciato della
“linea verde”, un'area smilitarizzata e presidiata dai “caschi blu” dell’ONU creata
quando, nel 1974, l' invasione militare della Turchia, a seguito di un tentativo di
colpo di stato di orientamento filo-greco, divideva Cipro in due parti occupate
rispettivamente da greci ciprioti e dai turchi ciprioti.
Dal 2003 sono state aperte le frontiere e la gente può passare liberamente: è stata
chiamata la "rivoluzione di velluto“.
Il 3 aprile 2008 uno dei tratti più famosi del muro di Nicosia viene abbattuto dai greco
ciprioti.
I MURI DI BELFAST
Eretti nei primi
anni ’70
nell’Irlanda del
Nord allo scopo
di dividere i
quartieri
protestanti da
quelli cattolici
in seguito ai
“Troubles”, cioè
i forti scontri tra
le due comunità.
Nonostante l’attenuarsi degli scontri e l’apertura dei varchi nei muri, oggigiorno essi vengono
ancora considerati indispensabili per la popolazione e vengono chiamati “peace lines”.
IL MURO IN PALESTINA
E’ un sistema di barriere costruito da Israele in
Cisgiordania con lo scopo dichiarato di
garantire una
maggiore difesa contro le
intrusioni dei terroristi palestinesi che si
facevano esplodere nelle vie di Gerusalemme e
Tel Aviv.
I lavori sono iniziati nel giugno del 2002 e il
tracciato è stato modificato decine di volte. Il
muro è alto 8 metri, lungo circa 750 km,
accompagnato da torri di controllo e in certi
punti da fossati e da reti di filo spinato.
I detrattori lo chiamano “Muro dell’apartheid” e
“Muro della vergogna” e sottolineano i
problemi provocati dalla difficoltà di
spostamento, i sostenitori lo chiamano barriera
difensiva (“security fence”) e mettono in
evidenza la diminuzione del numero di attentati.
BARRIERA TRA USA E
MESSICO
E’ un muro sul confine tra USA e Messico, prevalentemente nelle aree urbane.
La sua costruzione ha avuto inizio nel 1994 nell’ottica del progetto “Operaction
Guardian” per bloccare l’immigrazione clandestina.
E’ una barriera prevalentemente in lamiera
metallica sagomata dai due ai quattro metri
dotata di illuminazione ad alta intensità, rete
di sensori elettronici, strumentazione per
visione notturna, connessione radiofonica
con la polizia statunitense, vigilanza
permanente equipaggiata di veicoli ed
elicotteri armati.
Nel periodo che va dal 1998 al 2004
secondo dato ufficiali sono morti in totale
1.954 persone nel tentativo di passare la
frontiera attraversando il deserto.
IL MURO DI BERLINO
Nel 1945, alla fine della seconda
Guerra Mondiale, la Conferenza di
Potsdam confermò per la Germania
quanto già previsto nel corso della
Conferenza di Yalta: la divisione in
settori di occupazione.
Nel maggio 1949 nei tre settori
occidentali, sorse la Repubblica
Federale di Germania e ad ottobre,
nella zona sovietica, la cosiddetta
“Repubblica Democratica Tedesca”
(DDR).
Economicamente
la
Germania
occidentale ebbe negli anni 50 un
fortissimo boom: erano gli anni del
cosiddetto
"Wirtschaftswunder"
(miracolo economico). Essa, aiutata
inizialmente dal piano Marshall,
riuscì in breve tempo a diventare
nuovamente un paese rispettato per
la sua importanza economica.
Anche Berlino era stata divisa in quattro
settori. La parte orientale di Berlino fu
svantaggiata economicamente a causa delle
imposizioni di denaro dell'Unione Sovietica
per riparazioni di guerra, lo smontaggio ed il
trasferimento in URSS di interi complessi
industriali e per non aver potuto usufruire
degli aiuti americani. Inoltre la rigida
struttura dello Stato e dell'economia non
favorì lo sviluppo come nella parte
occidentale della città. Le differenze tra
queste due parti apparvero sempre più
evidenti.
Fino al 1961 il confine tra Berlino est ed ovest non era insuperabile, per questo ogni
anno centinaia di migliaia di persone fuggivano annualmente ad occidente. Per la
maggior parte erano giovani con meno di 30 anni e spesso persone con buona
formazione professionale, laureati, operai specializzati e artigiani, che all'ovest si
aspettavano la libertà ed un futuro migliore.
Nel 1961 il regime comunista
della Germania est, per
fermare la fuga dalla dittatura,
mobilitò
improvvisamente
unità armate interrompendo
tutti i collegamenti tra Berlino
Est e Berlino Ovest e
iniziando a costruire davanti
agli occhi esterrefatti degli
abitanti delle due parti, un
muro insuperabile attraverso
tutta la città. Questo divise
anche molte famiglie e
interruppe spesso le strada
verso scuole, università e
lavoro.
Nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 si iniziò dapprima a stendere filo spinato ma già il 15
agosto si impiegarono prefabbricati in cemento destinati a formare la prima generazione di
un vero e proprio muro che divise così fisicamente la città. Quando Berlino Ovest fu
completamente circondata, i tre settori occidentali costituirono in pratica un'isola racchiusa
entro il territorio orientale. I soldati di Berlino est ricevettero l’ordine di sparare a vista su
chiunque cercasse di attraversare il confine.
Il muro fu
perfezionato nel corso
degli anni, sorvegliato
da torrette di
avvistamento,
segnalatori sonori,
fari, fossati per i
blindati, bunker, cani
alla catena, congegni
terrificanti come mine
anti-uomo e filo
spinato percorso da
corrente ad alta
tensione.
Non furono impiantati quei congegni mortali utilizzati al confine tra le due Germania e
rappresentati da impianti che sparavano automaticamente su chiunque si avvicinasse nella
cosiddetta ‘striscia della morte’. Sopra al muro fu posto un tubo in modo da rendere
difficile l’aggrapparvisi per superare l’ostacolo.
Torri di
guardia
illuminazione
Rete
elettrificata
Muro con tubo sulla
sommità
Striscia di sabbia
(striscia della morte)
Sirene di
allarme
fari
Cani alla
catena
Inizialmente, c'era solo un punto di attraversamento per gli stranieri e i turisti, il
Checkpoint Charlie, nella Friedrichstrasse. Per i berlinesi occidentali erano inizialmente
disponibili 4 punti di attraversamento e 2 per i tedeschi occidentali. Restava aperta inoltre,
unica stazione di frontiera, la Bahnhof Friedrichstrasse.
L’attraversamento della porta di
Brandeburgo fu chiuso.
Durante il periodo del muro vi furono circa 5000 tentativi di fuga coronati da successo.
Nello stesso periodo varie fonti indicano tra 192 e 239 il numero di cittadini della
Germania Est uccisi dalle guardie comuniste mentre tentavano di raggiungere l'occidente.
Molti altri furono feriti e migliaia arrestati e condannati a lunghi anni di detenzione.
Emblematica della crudeltà del regime
comunista fu la fine del muratore diciottenne
Peter Fechter, ferito dai Vopos durante un
tentativo di fuga e lasciato agonizzante al
suolo sino alla morte per dissanguamento.
Fino al perfezionamento del muro molti
tentativi di fuga furono messi in atto con
sistemi più semplici, attraversando a nuoto la
Sprea, passando con una bassa macchina
sportiva sotto le sbarre di confine, gettandosi
da finestre di case prospicienti la frontiera.
Con il tempo le tecniche di fuga si evolsero
fino a costruire lunghe gallerie, scivolare
lungo cavi elettrici, utilizzare alianti o
mongolfiere, nascondersi nel vano motore di
automobili.
Ma il numero delle fughe con successo diminuì fortemente fino quasi a cessare. Il 5
febbraio del 1989,il giovane Chris Gueffroy, ultima vittima degli spari, viene ucciso
pochi mesi prima del crollo del muro
Il 23 agosto 1989 l’Ungheria rimosse i campi minati al confine con l’Austria e permise
l’espatrio a più di 13.000 tedeschi dell’Est che vi si erano rifugiati.
Il 9 novembre,
durante una conferenza stampa televisiva, fu annunciato improvvisamente e forse
erroneamente da parte di un funzionario del partito comunista SED che tutti i berlinesi
dell’Est avrebbero potuto da subito recarsi legalmente ad ovest.
Decine di migliaia di berlinesi orientali, appreso dell’annuncio nella conferenza in
diretta televisiva, si precipitarono ai passaggi del muro, premendo per entrare a Berlino
Ovest. La polizia di frontiera fu allora costretta ad aprire i varchi ed un elevato numero
di berlinesi,senza controllo dell’identità corse in occidente.
Il 9 novembre è considerata la data storica
della caduta del Muro.
Nei giorni successivi molti staccarono
pezzi di muro per conservarli come
souvenir: queste persone furono chiamate
Mauerspechte (in tedesco letteralmente
"picchi del muro"). Il 18 marzo 1990
furono tenute le prime e uniche libere
elezioni della storia della Repubblica
Democratica Tedesca; esse produssero un
governo il cui principale mandato era
quello di negoziare la fine stessa dello
Stato che rappresentavano.
La Germania fu ufficialmente riunificata il 3 ottobre 1990, quando i cinque stati federali
(Brandeburgo, Meclemburgo-Pomerania anteriore, Sassonia, Sassonia-Anhalt e Turingia),
già appartenenti alla Repubblica Democratica Tedesca ma allora aboliti e trasformati in
Province, si ricostituirono e aderirono formalmente alla Repubblica Federale di Germania.
Il crollo del Muro di Berlino,
chiamato ad occidente “Muro
della
vergogna”,
ebbe
ovviamente un forte impatto
emotivo, sociale e culturale, non
solo sui cittadini di Berlino o
della Germania, ma anche in
tutto il mondo.
Per quasi tre decenni quel muro
che aveva separato, pareva per
sempre, famiglie, amicizie e
cittadini di uno stesso paese,
crollava
improvvisamente
assieme al regime che lo aveva
imposto.
Abbiamo notato che tutti i
muri che abbiamo
esaminato avevano la
funzione di impedire a
qualcuno di entrare
solo il
Muro di Berlino
aveva lo scopo di
impedire di uscire.
La presentazione
è stato realizzato da:
Bura Maria Lavinia
Calcagno Alessia
Chakhova Ania
Costa Elena
Damiano Valentina
Fontana Ludovica
Ghiso Roberta
Giordano Federica
Kuka Esa
Lovisolo Monica
Moro Nicolò
Rossi Nikla
Scriva Francesco
Serra Linda
Coordinamento: Prof. Gabriella Bianchi e Angelo Gavarone
Abbiamo consultato:
•Wikipedia
•Peace reporter-operazione gatekeeper
•Thomas Flemming, Il muro di Berlino. Una città divisa in due, be.bra verlag, Berlin 1999
•Berlino. Una breve storia, be.bra verlag, Berlin 2006
• Calendario Atlante De Agostini 2004, Istituto geografico De Agostini, Novara
•www.viaggio-in-germania.de
•www.frammenti.it
•www.forumlive.net
•www.asianews.it
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