LA PREVENZIONE Prevenzione primaria della patologia cronico degenerativa Risultati ipotizzabili in termini di entità in relazione al Rischio Attribuibile Intervenire sui fattori di rischio Risultati ipotizzabili in termini di tempo in relazione al tempo di latenza PREVENZIONE "SECONDARIA” OBIETTIVO: guarire il paziente o migliorarne la prognosi attraverso la diagnosi e il trattamento precoci. AZIONI: riconoscimento rapido ed efficace della malattia; disponibilità di metodi efficaci di intervento; messa in atto di screening SCREENING SCREENING E’… … una procedura che consente la presuntiva identificazione di una malattia non sintomatica o di una condizione di rischio mediante l’applicazione di un test, di un esame o di un’altra procedura di rapido impiego… Lo screening distingue le persone che probabilmente hanno una malattia da quelle che probabilmente non l’hanno. Uno screening non deve essere inteso come procedura diagnostica. Le persone che risultassero positive o “sospette” devono rivolgersi al loro medico curante per la diagnosi e il trattamento… U.S.Commission on Chronic Illness, 1951-1957 SCREENING E’… Un test che viene impiegato per separare da un gran numero di persone apparentemente sane, quelle che hanno una elevata probabilità di presentare la malattia considerata STORIA NATURALE DELLA MALATTIA INSORGENZA BIOLOGICA SINTOMO SOGGETTO SANO MALATTIA ASINTOMATICA PREVENZIONE PRIMARIA PREVENZIONE SECONDARIA (trattamento (rimozione fattori di rischio) precoce) SCREENING DECORSO CLINICO PREVENZIONE TERZIARIA (riduzione complicanze) ESITO AMBITI DI APPLICAZIONE Identificazione precoce di una patologia in fase iniziale suscettibile con intervento precoce di miglioramento della prognosi Ricerca di condizioni permanenti predisponenti per lo sviluppo di una malattia e Individuazione di fattori di rischio associati con un aumento di frequenza di sviluppo di una patologia Inoltre… valutazione della diffusione di un fenomeno nella popolazione e tutela di popolazioni o comunità confinate PROGRAMMA DI SCREENING SCREENING OPPORTUNISTICO “ CASE FINDING ” OBIETTIVI: • DIAGNOSI PRECOCE • TRATTAMENTO ANTICIPATO • MIGLIORAMENTO PROGNOSI • AUMENTO SOPRAVVIVENZA Specificità etica dello screening (Mc Keown, 1968) “cambia la relazione tra medico e paziente: non è il paziente che ricerca l’assistenza del medico, ma è il medico che ricerca chi ha bisogno della sua assistenza” N. S. CPO Piemonte 2000 Il medico che si “lancia” in uno screening ha una responsabilità accresciuta verso i suoi “pazienti”: deve (Cochrane e Holland, 1971) disporre di PROVE CONCLUSIVE che lo screening può alterare il corso naturale della malattia in una proporzione significativa delle persone sottoposte N. S. CPO Piemonte 2000 Illustration of relationship between screening and the natural history of disease (1) NO SCREENING Preclinical phase Clinical phase Death Morrison “Screening in chronic disease” Oxford University Press, 1985 -------------_________ • N. S. CPO Piemonte 2000 Illustration of relationship between screening and the natural history of disease (2) SCREENING WITHOUT REDUCTION OF MORTALITY RATE Preclinical phase Clinical phase Death Morrison “Screening in chronic disease” Oxford University Press, 1985 -------------_________ • N. S. CPO Piemonte 2000 Illustration of relationship between screening and the natural history of disease (3) SCREENING WITH REDUCTION OF MORTALITY RATE Preclinical phase Clinical phase Death Morrison “Screening in chronic disease” Oxford University Press, 1985 -------------_________ • N. S. CPO Piemonte 2000 Anticipazione diagnostica (lead time) Età del paziente N. S. CPO Piemonte 2000 PER QUALI CONDIZIONI PIANIFICARE UNO SCREENING? DISPONIBILITA’ DI UN TRATTAMENTO EFFICACE • Trattamento di per sé efficace • Trattamento più trattamento tardivo efficace di • Trattamento con buona accettabilità un CARATTERISTICHE DELLA CONDIZIONE PATOLOGICA Prevalenza Incidenza Durata della fase preclinica Mortalità Riduzione funzionale Disagio fisico Disagio psicologico CARATTERISTICHE DEI TEST DISPONIBILI Requisiti operativi Basso costo Facilità di esecuzione Non dannosità Poca invasività Accettabilità Ridotto “labeling effect” Requisiti statistici Elevata validità Elevata predittività Elevata riproducibilità Test ideale negativi al test sani malati positivi al test Test reale... negativi al test sani malati positivi al test Sensibilità capacità del test di individuare in una popolazione i soggetti malati VP TM+ = VP VP + FN Sensibilità negativi al test malati 25/29= 86,2% positivi al test FN VP Specificità capacità del test di individuare come negativi i soggetti sani VN TM- = VN VN + FP Specificità negativi al test 55/57= 96,5% sani positivi al test FP VN Valore predittivo positivo la probabilità che un soggetto positivo al test sia effettivamente malato VP TP = VP VP + FP sani Valore predittivo positivo 25/27 = 92,6% malati positivi al test VP VP TP = VP VP + FP FP Valore predittivo negativo la probabilità che un soggetto negativo al test sia effettivamente sano VN TN = VN VN + FN sani Valore predittivo negativo negativi al test malati 55/59 = 93,2% VN VN TN FN = VN VN + FN Un test ideale… • Alta sensibilità = identifica una proporzione elevata di soggetti realmente malati • Alta specificità = dà pochi risultati positivi fra i soggetti NON malati VALUTAZIONE DI UN PROGRAMMA DI SCREENING • EFFICACIA - raggiungimento di obiettivi - impatto a breve termine • EFFICIENZA - analisi economica di costi ed effetti dell’intervento • QUALITA’ - qualità tecnica - qualità percepita EFFICACIA (teorica o efficacy) Capacità di un’azione di conseguire gli obiettivi prefissati (in termini di salute) EFFICACIA PRATICA (effectiveness) Misura dell’impatto pratico, a breve termine, di un intervento EFFICIENZA (efficiency) Capacità di utilizzare in maniera ottimale le risorse per raggiungere un determinato risultato ETICAMENTE, è da tenere presente il concetto bene illustrato da Geoffrey Rose IL PARADOSSO DELLA PREVENZIONE (primaria o secondaria): Il beneficio dell’intervento è per la COLLETTIVITÀ e non necessariamente per l’individuo. Un soggetto prevenuto può ammalarsi e morire lo stesso, laddove un soggetto non prevenuto può non ammalarsi. La rilevanza etica di questa constatazione è importante, perché mette a fuoco IL CONTRASTO CHE PUÒ AVVENIRE TRA DIRITTI INDIVIDUALI E INTERESSI DELLA SOCIETÀ. N. S. CPO Piemonte 2000 MANDATO Per quali patologie proporreste un programma di screening? Rivolto a quale popolazione? SCREENING IN GRAVIDANZA Esami ematologici (toxoplasmosi, HBSAg, rosolia) TRI-TEST (15-17° settimana) / TEST INTEGRATO (11-13° e 15-17° settimana) Ecografia SCREENING IN ETA’ PEDIATRICA NEONATALI OBBLIGATORI • ipotiroidismo congenito (1/3000-4000) • fenilchetonuria (1/10000-15000) • fibrosi cistica (1/1600-1/2500) NEONATALI RACCOMANDATI PER MALATTIE RARE • galattosemia (1/40000-1/60000) • urine a sciroppo d’acero (1/100000-1/300000) SU POPOLAZIONI A RISCHIO (coppie) • deficit 6-G-PD (2-15% Sardegna) • ß talassemia ALTRI, IN EPOCA SUCCESSIVA A QUELLA NEONATALE • difetti uditivi, visivi • TBC • lussazione dell’anca, scoliosi,… SCREENING NON ONCOLOGICI IN ETA’ ADULTA Ipercolesterolemia no Ipertrigliceridemia no Ipertensione sì Diabete no Osteoporosi ~ SCREENING ONCOLOGICI Ca cervice uterina sì Ca mammario sì Ca colon-retto ~ Ca polmone no Ca ovarico ? Ca prostatico no? Ca endometriale no? Screening efficaci in oncologia carcinoma mammario • carcinoma della cervice uterina • carcinoma colorettale • Ca mammario 31250 nuovi casi/anno, 11343 decessi/anno; rischio di ammalare tra 0 e 74 anni pari a 7.1%; incidenza a Torino pari a 98/100000 nel 1988-92 e pari a 115.1/100000 nel 1993-97 (aumento relativo +16.5%). Mortalità in riduzione da 38.5 a 37.5/100000 Sopravvivenza a 5 anni in aumento: da 77 a 80% Screening per ca mammario La mammografia ha evidenziato una maggiore sensibilità rispetto alla palpazione (la sola Mx evidenzia il 45.4% delle lesioni contro il 9.1% evidenziato dal solo esame clinico) e all’ecografia (che evidenzia fra le lesioni mammarie non palpabili positive all’esame mammografico il 47.8% delle lesioni benigne e il 37.3% dei carcinomi). Lo screening è raccomandato mediante sola mammografia, in donne da 50 a 69 anni di età, ogni 2-3 anni presso centri che rispondano a requisiti di qualità della strumentazione, dell’addestramento degli operatori e che effettuino almeno 10000 esami l’anno. Screening per ca mammario EFFICACIA: •Si riduce di oltre il 30% la mortalità per Ca mammario oltre i 50 anni di età •Si riduce del 15% (in modo non statisticamente significativo per bassa numerosità) la mortalità in età 40-49 anni I dati disponibili di efficacia sono stati ottenuti da 6 studi randomizzati e da 3 studi caso-controllo. E’ allo studio l’efficacia sotto i 50 anni mediante un RCT su 100000 soggetti per braccio che durerà 12 anni