UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PAVIA FACOLTA’ DI LETTERE E FILOSOFIA, SCIENZE POLITICHE, GIURISPRUDENZA, INGEGNERIA, ECONOMIA CORSO DI LAUREA INTERFACOLTA’ IN COMUNICAZIONE INTERCULTURALE E MULTIMEDIALE Relatore: Prof. Carlo Genta Correlatrice: Prof.ssa Deborah Toschi Tesi di Laurea di Gianluca Sacchi Anno accademico 2009/10 Oggi parlare di sport, significa riferirsi ad un importante fenomeno culturale, comunicativo, economico e mediatico di livello planetario. 3 aspetti fondamentali dello sport al giorno d’oggi: SOCIALE: processo di educazione non formale; sensibilizzazione su temi di attualità; aggregazione di masse; ECONOMICO: giro miliardario del settore sportivo; crescita dell’importanza dei cosiddetti “diritti televisivi”; MEDIATICO: nascita e consolidamento del binomio sport-tv. La questione dei cosiddetti “diritti televisivi” è di primaria importanza nel mondo dello sport moderno, soprattutto in ambito calcistico, ma non solo. Negli ultimi anni l’importanza di questo istituto è aumentata incredibilmente, in particolare per le cifre da capogiro che le televisioni hanno iniziato a mettere in gioco, fino a diventare, come si vedrà più avanti, una sorta di punto fermo dell’universo sportivo. Ripercorriamo le tappe principali di questo percorso: 1981: nasce l’istituto giuridico dei “diritti televisivi in vendita” (fino ad allora vigeva un modello italiano del “calcio da stadio”); 1993: con la stipulazione dei contratti tra Lega Calcio e Tele+ viene importato in Italia l’istituto giuridico anglosassone dei “diritti televisivi criptati”; 1993: per scissione dall’originario istituto dei “diritti in vendita” viene separata la figura dei “diritti televisivi in chiaro”. Di fondamentale importanza in questo discorso è la disciplina che regola la RIPARTIZIONE DEI DIRITTI TELEVISIVI nel nostro paese. Nell’arco della storia due sono state le principali modalità di ripartizione dei diritti che si sono alternate: VENDITA SINGOLA: prevede che siano le singole squadre a prendere accordi con le varie emittenti tv per ciò che riguarda la trasmissione delle proprie partite; è stata utilizzata negli ultimi undici anni di storia del pallone e soddisfa soprattutto i proprietari dei grandi club, i quali disporrebbero di condizioni economiche nettamente favorevoli rispetto agli altri protagonisti del campionato. VENDITA COLLETTIVA: già in vigore in Italia fino a qualche anno fa, dovrebbe tornare in auge a partire dalla stagione 2010/11 grazie alla legge Melandri-Gentiloni. Questa disciplina prevede che dei circa 900 milioni di euro derivanti dagli accordi con le televisioni per quanto riguarda i diritti televisivi, il 40% sia diviso equamente tra le formazioni di serie A e l’altro 60% sia spartito in modo proporzionale a diversi parametri (25% in base al numero di tifosi, 5% a seconda degli abitanti della città della squadra, 5% tenendo conto del piazzamento in classifica l’anno precedente, 15% per i risultati degli ultimi 5 anni e 10% in base alla storia del club dal ‘46 in poi). IN GENERALE: il diritto di cronaca consiste nel diritto a raccontare i fatti per come accadono, con ogni mezzo ritenuto idoneo. Tale diritto deriva direttamente dalla norma che tutela la libertà di espressione, sancita dall‘ art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana. APPLICATO ALL’AMBITO SPORTIVO (partite di calcio): regolamento per l'esercizio del diritto di cronaca televisiva degli incontri, approvato il 17 luglio 2009 dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con la delibera 405/09 del Consiglio. Disciplina i limiti del diritto di cronaca garantito agli operatori che non hanno acquistato i diritti in esclusiva. Pone limiti al diritto di cronaca sugli “highlights” sia alle emittenti in chiaro e alle pay-tv, sia ai portali internet e ai telefonini. Disciplina le modalità di distribuzione delle immagini (messe a disposizione direttamente dalla Lega Calcio). Vieta il collegamento con altri giornalisti presenti allo stadio, a meno che non lavorino per società dello stesso gruppo o consorzio di quella proprietaria dei diritti di esclusiva. NASCITA E DIFFUSIONE DELLA RADIO 6 ottobre 1924: nasce l’Uri, che diventa Eiar il 15 gennaio 1928 la radio comincia a diffondere la cronaca sportiva I PRIMI ESPERIMENTI DI TV 28 febbraio 1929: primi esperimenti di trasmissione a distanza dell’immagine 8 ottobre 1933: prima dimostrazione pubblica di televisione (a Milano, in occasione della V Mostra Nazionale della Radio) IL PRIMO GRANDE INCONTRO TRA SPORT E TV Olimpiadi di Berlino, 1936: 162.000 berlinesi ammirano sui teleschermi 138 ore di trasmissione LA TV DI MUSSOLINI 22 luglio 1939: a Roma vengono inaugurati i primi programmi televisivi sperimentali con due ore di trasmissioni quotidiane; l’intero palinsesto è deciso dal regime fascista LE PRIME RIPRESE SPORTIVE 5 febbraio 1950: Juventus-Milan 7-1; 1952: alcuni filmati sportivi vengono trasmessi all’interno dei primi telegiornali SPORT E TV: BINOMIO VINCENTE 1953: arrivano le prime dirette del ciclismo; nascono i primi programmi sportivi, uno su tutti “la Domenica sportiva” IL PRIMO GRANDE EVENTO TELEVISIVO I Mondiali di Svizzera del 1954 sono il primo grande evento sportivo coperto dall’Eurovisione e sono la consacrazione della televisione LA PRIMA GRANDE PRODUZIONE ITALIANA 1956, Olimpiadi di Cortina: la Rai produce 50 ore e 17 minuti di trasmissione in Eurovisione Gli anni sessanta sono interamente percorsi da importanti progressi tecnologici nel campo dell’industria della comunicazione; di questi il più importante è sicuramente il lancio, avvenuto lunedì 23 luglio 1962, del primo satellite intercontinentale Telstar I, grazie al quale avviene il primo esperimento di Mondovisione. Vediamo quali sono stati gli episodi più significativi di questo decennio: OLIMPIADI DI ROMA 1960: le prime vere Olimpiadi televisive della storia, infatti, oltre all’Europa, sono collegati Stati Uniti e Giappone. La Rai totalizza 106 ore di trasmissione, di cui 96 in Eurovisione. E’ la vera consacrazione dello sport in Tv. A fine anno gli abbonati alla Tv sono 2 milioni IL “PROCESSO ALLA TAPPA”: con questo programma Sergio Zavoli rivoluziona lo sport in Tv, inventando la formula dello “sport parlato” LA MOVIOLA: il 22 ottobre 1967, a seguito di un episodio discusso riguardante il derby Inter-Milan, nasce quasi per caso questo elemento, che diverrà uno dei principali protagonisti dei programmi televisivi sportivi odierni MESSICO ’70: Pelè incolla 28 milioni di spettaori davanti ai teleschermi 27 novembra 1970: nasce “90° minuto”, che cambierà la domenica degli italiani Le Tv straniere trasmettono in Italia: Svizzera Italiana e Capodistria squarciano il monopolio Rai OLIMPIADI MONTREAL 1976: i Giochi sono a colori Comincia una nuova era in cui il mezzo elettronico impara a sfruttare gli eventi sportivi in modo spregiudicato, innovativo e ampiamente redditizio. Le prove di agonismo iniziano a essere pensate dalla televisione come esercizi di virtuosismo tecnico: si ha l’impressione che il nuovo medium voglia attrarre l’attenzione del pubblico più su di sé che sulle gesta degli atleti. E’ in atto il ribaltamento del rapporto tra mondo sportivo e televisione. Lo sport, che aspira a essere linguaggio universale, subisce una trasformazione e una “riregolamentazione”. Ciò implica un adeguamento del referente sportivo alla rielaborazione in segni audiovisivi: è la cosiddetta “vampirizzazione”. CANALE 5: nasce la concorrenza televisiva, il monopolio Rai è definitivamente compromesso Si crea una guerra spietata Rai-Fininvest per l’acquisto dei diritti televisivi sportivi. 1993-1997: il Giro d’Italia lascia la Rai Fra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta l’attenzione del medium televisivo per l’evento sportivo non si limita più alla trasmissione dei grandi eventi sportivi e dei tornei agonistici. La neotelevisione inserisce lo sport all’interno delle sue logiche comunicative e lo coinvolge nel suo “flusso”, nella caccia serrata all’audience e nel suo sistema di generi ormai in piena dissoluzione e ibridazione. Così, sempre più spesso, l’evento sportivo diventa cornice di un programma televisivo. Nella storia della neotv infatti, grande fortuna ha avuto il dibattito, il talk show costruito intorno al tema sportivo. Le pay-tv nascono negli anni novanta e da subito si accaparrano i diritti di trasmissione delle partite di serie A ricoprono di miliardi il mondo del pallone, cambiando il rapporto tv-sport, con quest’ultimo che si sottomette in tutto e per tutto alle esigenze televisive il processo di “riregolamentazione” arriva alle sue estreme conseguenze si rivolgono ad un pubblico nuovo, che si è appassionato allo sport guardandolo in televisione enfatizzazione della dimensione spettacolare degli eventi sportivi, notevoli risorse tecniche, uso degli strumenti elettronici, stile innovativo delle telecronache, introduzione della tecnologia digitale che premette la comunicazione bidirezionale GERMANIA 2006, IL RIGORE DI GROSSO E’ SU SKY: i Mondiali tedeschi sono i primi a non essere trasmessi in esclusiva dalla Rai NASCONO I “CHANNELS” TEMATICI: canali dedicati esclusivamente ad una singola squadra di calcio trasmettono tutte le partite, gli allenamenti e le news della squadra cui si riferiscono grazie alla possibilità di interazione da parte degli abbonati questi canali diventano l’anello di congiunzione tra le società ed i tifosi NASCE LA FIGURA DEL TELECRONISTA-TIFOSO: giornalista dichiaratamente di parte che effettua la telecronaca degli incontri “spingendo” la squadra ed esultando al momento del gol Il giornalista-tifoso riscuote grande successo fra il pubblico e si diffonde rapidamente all’interno delle trasmissioni sportive Gli studi sui media degli ultimi trent’anni si sono ampiamente occupati della rappresentazione tecnologico-televisiva dello sport. In questo senso ciò che ha attirato l’attenzione degli studiosi dei fenomeni mediatici non è tanto lo sport, quanto la sua riproduzione tecnologica e la sua duplicazione televisiva. Questa dimensione di messa in scena spettacolare dello sport ha dato origine a due diversi filoni originali di lettura del fenomeno: ANALISI MEDIOLOGICA: sport assorbito nella comunicazione neotelevisiva perdita della dimensione essenziale sportiva conseguente trasformazione dello sport in un elemento sempre più mediatico e spettacolarizzato aumento dell’attenzione per lo sport da parte di studiosi della comunicazione, dovuto a due motivazioni: quantità (aumento dello qualità (sport che assume il ruolo spazio e dell’importanza dello sport nel panorama mediatico-televisivo) di paradigma, di avanguardia di tutta la società dominata dalla neotelevisione) DRAMMATURGIA DELLO SPORT: studi sulla rappresentazione teatrale indagine sulla messa in scena dei fatti sportivi Desmond Morris, “La tribù del calcio”, Rizzoli, 1983 Due tendenze della storia recente del teatro: allontanamento del teatro contemporaneo dai modelli letterari a vantaggio di una centralità dell’azione scenica, che presenta molte affinità con lo spettacolo sportivo figura del “dramaturg”, inteso non solo come autore o scrittore del testo-copione, ma come allestitore della messa in scena, dell’ evento spettacolare Lo sport si pone all’attenzione della ricerca come luogo di “eleganza e nobiltà” come quella dei “piedi”, che solo il calcio riesce ad affermare in un recupero dell’arcaica armonia del corpo Bologna-Inter, 7 giugno 1964, spareggio scudetto stagione 1963/64, commento di Nicolò Carosio (Rai) Inter-Chelsea, 24 febbraio 2010, andata ottavi di finale Champions League 2009/2010, commento di Roberto Scarpini (Inter Channel) Gianluca Sacchi