Ministero
dell'Istruzione,
dell'Università
e della Ricerca
Campagna di Informazione sul
Processo di Bologna
Seminario - Il Processo di Bologna: fatti e misfatti
L’attuazione della riforma dei cicli in Italia ed il Processo di
Bologna: riflessioni critiche e proposte di miglioramento nella
progettazione dell’offerta formativa
Andrea Stella
Università degli Studi di Padova
Consiglio Universitario Nazionale
Università degli studi di Trento
Aula Kessler, Facoltà di Sociologia, via Verdi
7 - 8 aprile 2010
Il sistema della formazione superiore in Italia
L’Avvio della riforma
 La Costituzione della Repubblica Italiana (Art.33) stabilisce il diritto
degli Atenei a darsi ordinamenti autonomi
 Il DM 3 novembre 1999, n. 509 (Regolamento in materia di autonomia
didattica degli atenei) e il successivo DM 270/04, a distanza di oltre 50
anni, danno attuazione a tale principio costituzionale in materia di
didattica
 La riforma è avviata e si sviluppa parallelamente al processo di
Bologna, nel contesto dell’Area della Formazione Superiore Europea,
di cui condivide principi e obiettivi
Trento 7 aprile 2010
2
Principi condivisi
Principi su cui si regge la riforma
 La formazione superiore è componente essenziale della strategia
che si propone di sviluppare in Europa la società fondata sulla
conoscenza più dinamica al mondo (strategia di Lisbona)
 La formazione superiore è un bene pubblico e una pubblica
responsabilità
 Principio di autonomia e responsabilità degli atenei
 Principio della valutazione, quale garanzia di qualità, sviluppata
attraverso una Rete Europea per l’Assicurazione della Qualità
(ENQA)
 Responsabilità e partecipazione degli studenti, anche nel definire le
proprie esigenze formative
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3
Principali obiettivi del processo di Bologna
 Armonizzare i sistemi di formazione superiore nell’Area Europea della
Formazione Superiore (European Higher Education Area)
 Creare un Sistema di Formazione superiore articolato su tre cicli
principali (includendo anche il dottorato di ricerca)
 Sviluppare la mobilità anche mediante l’adozione di un Sistema
Europeo per il Trasferimento dei Crediti (ECTS)
 Rendere il modello di Formazione Superiore Europeo visibile e
attraente anche all’esterno dell’unione europea
 Aumentare la percentuale di cittadini dotati di una formazione superiore
 Aumentare il numero di laureati
 Ridurre i tempi per il conseguimento della laurea
Dunque si tratta di una riforma ben più ampia di quella qualificata
con il riduttivo termine giornalistico di riforma del 3+2
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4
Gli obiettivi del processo di Bologna sono stati raggiunti ?
Gli obiettivi del processo di Bologna sono stati raggiunti
soltanto in parte per vari motivi attribuibili a:
responsabilità addebitabili agli Atenei
 solo parziale (e spesso formale) rispetto delle norme e degli indirizzi
indicati nel processo....)
responsabilità addebitabili ai Ministri dell’Università
 mancato rispetto di molti impegni sottoscritti in sede europea
Insufficienza delle risorse finanziarie rispetto ai principali paesi europei
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Gli studenti immatricolati in Italia
Immatricolati = Iscritti per la prima volta all’università
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6
I laureati in Italia e in Europa prima e dopo la riforma
Tasso di laureati tra la popolazione ( 25 – 34-enni )
confronto tra il 1999 e il 2006
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La riduzione dei tempi per conseguire la laurea in Italia
Vecchio
ordinamento
Nuovo
ordinamento
Fonte: CNVSU - 9° rapporto
sullo stato dell’università 2008
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8
Il quadro normativo in Italia
L’attuale quadro normativo fondato sull’autonomia disegna un’architettura
della formazione superiore fondata sull’attribuzione di competenze e
responsabilità distinte tra Stato e Università e stabilisce anche i diritti e i
limiti di intervento dello studente nella definizione del proprio percorso
formativo
“Personaggi” di tale architettura sono:
 Le classi (delle Lauree e delle Lauree Magistrali)
 Gli ordinamenti didattici
 I corsi di studio
 Gli eventuali curricula dei corsi di studio
 I piani di studio individuali
 Le attività formative autonomamente scelte dallo studente
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Classi e ordinamenti
 Le Classi sono contenitori di Corsi di Studio aventi gli stessi obiettivi
formativi qualificanti e le stesse attività formative indispensabili
 L’ordinamento di un corso di studio è contenuto in una Classe
 I corsi appartenenti ad una classe hanno il medesimi valore legale
Classe
Ordinamento di
corso di studio A
appartenente alla
Classe
Ordinamento di
corso di studio B
appartenente alla
Classe
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Articolazione di un corso di studio in curricula
 Un corso di studio può essere articolato in curricula
 I curricula devono essere sono contenuti nell’ordinamento
Classe
Curriculum 1
Ordinamento di
corso di studio
appartenente alla
Classe
Curriculum 2
Curriculum 3
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Piani di studio individuali
 Lo studente può presentare piani di studio individuali
 I piani di studio individuali, analogamente ai curricula, devono essere
contenuti nell’ordinamento e devono essere approvati dalla struttura
didattica
Classe
Ordinamento di
corso di studio
appartenente alla
Classe
Piano di studio
individuale 1
Piano di studio
individuale 2
Piano di studio
individuale 3
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Le attività formative a scelta dello studente
Le attività formative a scelta dello studente sono libere e possono:
 non appartenere ad alcun curriculum del corso
 non appartenere all’ordinamento
 non appartenere neppure alla classe
Attività formative a scelta dello studente
Ordinamento di
corso di studio
appartenente alla
classe
Classe
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Ruoli, competenze e diritti degli studenti
In sintesi:

Le classi sono contenitori di Corsi di Studio aventi gli stessi obiettivi formativi qualificanti
e le stesse attività formative indispensabili: sono definite per Decreto Ministeriale

Gli ordinamenti sono autonomamente predisposti dagli Atenei nel rispetto delle classi e
sottoposti al Ministero (CUN) per approvazione

I corsi di studio sono predisposti annualmente dagli Atenei in maniera autonoma, nel
rispetto degli ordinamenti approvati; possono essere articolati in curricula

Gli studenti hanno facoltà di presentare propri piani di studio individuali

Le attività formative autonomamente scelte dallo studente sono proposte
indipendentemente da eventuali curricula o piani di studio individuali

Gli Atenei conferiscono i titoli al termine di percorsi formativi anche diversi da quelli
proposti in offerta formativa, purché nel rispetto dell’ordinamento
I piani di studio individuali e le attività formative a scelta dello studente
risultano fondamentali per rimuovere gli ostacoli alla mobilità degli studenti
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Esame degli ordinamenti da parte del CUN
Osservazioni e dubbi sugli ordinamenti

Gli Atenei predispongono ordinamenti di qualità sempre migliore per coerenza interna
e completezza. Vi corrisponde anche una migliore offerta formativa?

Gli obiettivi formativi, formulati in termini di risultati di apprendimento attesi (Descrittori
di Dublino), risultano sempre meglio articolati e più esaustivi. Rappresentano davvero
la descrizione di un metodo didattico focalizzato sull’apprendimento dello studente?

Nelle relazioni dei Nuclei di Valutazione di Ateneo si osservano grandi differenze
nell’approccio. Quale è il loro grado di autonomia dagli organi di governo?

Le relazioni sulle consultazione con le organizzazioni rappresentative nel mondo
della produzione, dei servizi e delle professioni si presentano molto variegate.
Quanto hanno inciso nelle determinazioni assunte o quanto sono formali?

Sono sempre presenti i pareri favorevoli del comitato regionale di coordinamento.
Quanto sono davvero entrati nel merito delle esigenze regionali?
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Requisiti di ammissione ai corsi di laurea
Il DM 270/04 sancisce i seguenti principi e obblighi fondamentali:





è richiesto il possesso o l’acquisizione di un’adeguata preparazione
iniziale per l’accesso ad ogni corso di studio
vanno definite e verificate dagli atenei le conoscenze richieste per
l’accesso
vanno assegnati specifici obblighi formativi aggiuntivi, in caso di verifica
non positiva
vanno organizzate dagli atenei attività formative propedeutiche alla
verifica della preparazione iniziale, nonché quelle relative agli obblighi
formativi aggiuntivi
va introdotto un servizio di ateneo per il coordinamento delle attività di
orientamento, da svolgere in collaborazione con gli istituti d’istruzione
secondaria superiore, nonché in ogni corso di studio, un servizio di
tutorato per gli studente
In sede di esame dell’ordinamento si osserva spesso una applicazione
della norma incompleta, talora elusiva
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Requisiti di ammissione ai corsi di laurea magistrale
L'università è chiamata a stabilire, per ogni corso di laurea magistrale,
specifici criteri di accesso che prevedono comunque
 il possesso di requisiti curriculari
 l'adeguatezza della personale preparazione verificata dagli atenei
Spesso i requisiti curriculari posti dagli atenei sono formulati in modo
tale da costituire un serio ostacolo alla mobilità
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Carriere degli studenti mobilità e certificazione
Ulteriori non conformità emergono dalla contestuale lettura dei
Regolamenti didattici di ateneo e degli ordinamenti:
 Interpretazioni restrittive alle attività formative a scelta dello studente
 Ostacoli ai piani di studio individuali
 Interpretazioni restrittive al riconoscimento di esami
 “Riconoscimento” di esami sostenuti in luogo della loro “sostituzione”
 Scarsa attenzione all’obbligo della conoscenza di una lingua dell’unione
europea oltre all’italiano
 Scarsa regolamentazione per Studenti con impegno part-time
 Grave ritardo nel predisporre i dati sulle carriere degli studenti per
l’Anagrafe Nazionale degli Studenti Universitari (D.M. 30 Maggio 2001)
 Rilascio del Supplemento al diploma per lo più assente
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Evoluzione del numero di corsi offerti dagli atenei
Tra i misfatti attribuiti all’Università c’e quello della di aver fatto
proliferare in maniera abnorme i corsi di studio
Prima della riforma
Dopo la riforma
Anno accademico
1999/2000
2007/2008
2008/209
2009/2010
2010/2011
Corsi aperti alle
immatricolazioni
pure
2444
3103
2873
2651
meno di 2500
1° ciclo (3 anni)
+ a ciclo unico
(5-6 anni)
(stimati)
solo a ciclo unico
+ Diplomi
Universitari)
2° livello (2 anni)
(Specialistica/Magi
strale)
------
Corsi Totali
2444
2416
2353
2205
meno di 2100
(stimati)
5519
5226
4856
4500
(stimati)
Trento 7 aprile 2010
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Contenimento della spesa pubblica in formazione superiore
FFO = fondo di finanziamento ordinario

gli stipendi del personale devono essere pagati solo sul FFO e non
possono eccederne il 90%

il FFO è iscritto nella legge di bilancio annuale e pluriennale della
stato (legge finanziaria)
Voci
Somma iscritta nel
(legge finanziaria)
bilancio
dello
Stato
Variazioni derivanti da provvedimenti finanziari
Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO)
Variazioni sull’esercizio precedente
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2009
2010
2011
2012
2013
6950
6888
6888
6888
6888
–7
–539
–639
–649
–665
6957
6349
6239
6161
6123
–608
–110
–78
–38
20
Centralismo e autonomia
Si assiste a:
 Un interventismo sempre più invasivo e centralistico
 Una progressiva erosione dell’autonomia
 Interventi volti ad imporre requisiti minimi/necessari sempre più restrittivi
 Illusione di poter migliorare il sistema con provvedimenti che
stabiliscono vincoli a priori per “razionalizzare” (limitare) l’offerta
formativa con criteri esclusivamente quantitativi
 In particolare particolarmente invasiva è apparsa la nota 5 settembre
2009, n.160
Trento 7 aprile 2010
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Mozione CUN del 10 febbraio 2010
Criticità emerse nell’esame degli ordinamenti didattici
Il Consiglio Universitario Nazionale




ritiene che tali anomalie costituiscano la diretta conseguenza di provvedimenti
ripetutamente annunciati a partire dalla nota 160, ai quali alcuni Atenei hanno ritenuto
di doversi adeguare, pur nell’incertezza del quadro di riferimento complessivo e
nell’assenza di specifiche norme di legge
richiama ancora una volta l’attenzione sul fatto che il tentativo di indirizzare il
comportamento degli Atenei soltanto stabilendo vincoli numerici ha spesso prodotto un
rispetto puramente formale delle regole e ha causato effetti distorsivi, di segno opposto
a quanto quei provvedimenti si proponevano
rileva che la maggiore indeterminatezza degli ordinamenti così formulati comporti una
oggettiva difficoltà nella loro valutazione da parte di questo Consiglio e generi una
riduzione della trasparenza, nei confronti degli studenti, in sede di OF.F pubblica
ribadisce comunque che nell’esame degli Ordinamenti non potrà che attenersi alla
normativa vigente
Trento 7 aprile 2010
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Effetti negativi di un approccio fondato su limiti prescrittivi
Nell’esame degli ordinamenti il CUN ha spesso riscontrato immotivate
modifiche:
 replicazione e/o trasferimento tra le attività affini o integrative di SSD,
previsti dal D.M. 16 marzo 2007 tra le attività di base o caratterizzanti
 ampliamento di SSD e CFU attribuiti alle attività affini o integrative
 incremento anomalo dei CFU a scelta degli studenti
I provvedimenti puramente quantitativi:
 introducono dannose rigidità
 inducono gli atenei a predisporre curricula nascosti
 riducono la trasparenza dei percorsi formativi
 rendono l’offerta formativa poco trasparente agli studenti
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I limiti di una valutazione frammentata dell’offerta formativa
I documenti per la formulazione dell’offerta formativa sono:
1. Ordinamenti
2. OFF.F  Offerta formativa (banca dati con funzione amministrativa)
3. OFF.F pubblica  Offerta formativa pubblica (requisiti di trasparenza)
4. Manifesto degli studi  (documento contrattuale tra Università e
studente)
Organismi competenti per la verifica dell’offerta formativa



Il CUN ha competenze limitate all’esame di ordinamenti e regolamenti
I Nuclei di Valutazione hanno competenze sugli Ordinamenti e sull’Offerta Formativa
Il Ministero (CNVSU) esercita la funzione di vigilanza sulla sussistenza dei requisiti
necessari per l’attivazione dei corsi e dei requisiti di trasparenza
Manca un efficace strumento in grado di valutare i singoli corsi di
studio in maniera unitaria Trento 7 aprile 2010
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Il grande assente – Il sistema per l’assicurazione della qualità
Una Agenzia Nazionale per la Valutazione è indispensabile per dare
coerente e credibile risposta ai problemi sopra richiamati
 L’Italia è ormai l’unico Paese europeo ad esserne ancora privo
 L’Impegno per la sua costituzione era stato assunto dal Ministro
Moratti nel 2003 a Berlino
 La legge istitutiva dell’Agenzia Nazionale per la Valutazione
dell’Università e della Ricerca (ANVUR) risale al novembre 2006
 Ne è stato recentemente adottato il Regolamento
 Occorre procedere con urgenza agli interventi organizzativi e al suo
finanziamento per renderla finalmente operativa
Trento 7 aprile 2010
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Alcune preoccupanti storture del sistema
Le università telematiche
 Un esempio di come un’esigenza reale e un’opportunità per lo sviluppo
della formazione permanente (Life Long Learning) possa tradursi in un
sistema troppo spesso fuori controllo (*)
(*)
Documento CNVSU DOC 4/10 Analisi della situazione delle Università Telematiche – Gennaio
2010)
I laureati “precoci”
 Un esempio di come normative volte al riconoscimento di effettive
competenze acquisite possano tradursi in cattive pratiche e
riconoscimenti arbitrari
Trento 7 aprile 2010
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Master universitari
Nome dei Master Universitari di primo e di secondo livello
 Nei paesi appartenenti allo Spazio Europeo della Formazione Superiore
il nome Master è riservato ai corsi di studio di secondo ciclo
 Per evitare ogni ambiguità è necessario che l’uso della denominazione
Master sia riservata esclusivamente ad essi quale traduzione di Laurea
Magistrale
Un provvedimento normativo in tal senso era stato previsto dal
Ministro Moratti nelle prime bozze del DM 270/04, ma fu accantonato
nella stesura finale
Trento 7 aprile 2010
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Alcune proposte conclusive
Per un vero salto di qualità nell’offerta formativa appare necessario:
 abbandonare la logica delle norme prescrittive e dei requisiti minimi o
necessari sostituendole con linee di indirizzo e obiettivi di qualità
 rendere operativa l’ANVUR ed avviare una valutazione ex-post
generalizzata a tutti i corsi di studio, secondo la pratica consolidata in
Europa che prevede:
 un processo interno di autovalutazione
 una valutazione da parte di un organismo terzo e indipendente
 avviare, a valle della valutazione, un processo di accreditamento
 applicare agli atenei il principio di autonomia e responsabilità,
stabilendo criteri premiali legati alla valutazione delle scelte operate e
alle “best practices”
Trento 7 aprile 2010
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Alcune proposte conclusive
Nel brevissimo termine è necessario:
 dare piena attuazione ai “Requisiti di trasparenza” nella OFF-F pubblica
 far coincidere la OFF-F pubblica con il manifesto degli studi
 rendere operativa l’Anagrafe degli Studenti Universitari
Trento 7 aprile 2010
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