Lezione 9-10 martedì 12 Marzo 2011 corso vettori biologici II Biotec industriali ore 14:00 -16:00 aula 6A Clonaggi classici e PCR rinfrescando le idee ed i ricordi Amplificazione del DNA tramite clonaggio Un vettore è una molecola di DNA che può replicare autonomamente in una cellula batterica o di lievito, dalla quale può essere successivamente isolato e purificato. Frammenti di DNA, digeriti (tagliati) mediante enzimi di restrizione, possono essere inseriti nei vettori: tale processo è detto clonaggio. L’enzima DNA ligasi provvede poi alla formazione del legame fosfodiesterico alle estremità inserto-vettore e quindi alla chiusura della molecola circolare. Esempio Eco-RI Steacky ends for cloning with Eco-RI site Inserimento di DNA esogeno La trasformazione é un processo che avviene nei batteri e comporta l'inserimento di DNA esogeno in vari modi La trasfezione é l'inserimento di DNA esogeno in cellule eucariotiche. si potrebbe sostenere che il primo è più naturale, benchè esistano esempi di trasferimento orizzontale di materiale genetico anche negli eucarioti sia nei vegetali (rhizobium) ma anche in mammiferi-rettili (vipera-vacca) Bov-B long interspersed repeat in vipera Bov-B long interspersed repeated DNA (LINE) sequences are present in Vipera ammodytes phospholipase A, genes and in genomes of Viperidae snakes. European J. Biochemistry 246, 772-779 (1997) DuSan KORDIS and Franc GUBENSEKユ.ユ ユ Department of Biochemistry and Molecular Biology, Joief Stefan Institute, Ljubljana, Slovenia Faculty of Chemistry and Chemical Technology, University of Ljubljana, Ljubljana, Slovenia Eredità orizzontale Sequences and structural organization of phospholipase A2 genes from Vipera aspis aspis, V. aspis zinnikeri and Vipera berus berus venom. Identification of the origin of a new viper population based on ammodytin I1 heterogeneity. Eur J Biochem. 2003 Jul;270(13):2697-706 Guillemin I, Bouchier C, Garrigues T, Wisner A, Choumet V. Unité des Venins, Institut Pasteur, Paris, France. Dai serpenti “squamati” ai bovini Horizontal transfer of non-LTR retrotransposons in vertebrates. Kordis D, Gubensek F. Genetica. 1999;107(1-3):121-8. Since their discovery in family Bovidae (bovids), Bov-B LINEs, believed to be order-specific SINEs, have been found in all ruminants and recently also in Viperidae snakes. The distribution and the evolutionary relationships of Bov-B LINEs provide an indication of their origin and evolutionary dynamics in different species. The evolutionary origin of Bov-B LINE elements has been shown unequivocally to be in Squamata (squamates). The horizontal transfer of Bov-B LINE elements in vertebrates has been confirmed by their discontinuous phylogenetic distribution in Squamata (Serpentes and two lizard infra-orders) as well as in Ruminantia, by the high level of nucleotide identity, and by their phylogenetic relationships. The direction of horizontal transfer from Squamata to the ancestor of Ruminantia is evident from the genetic distances and discontinuous phylogenetic distribution of Bov-B LINE elements. The ancestral snake lineage (Boidae) has been recognized as a possible donor of Bov-B LINE elements to Ruminantia. The timing of horizontal transfer has been estimated from the distribution of Bov-B LINE elements in Ruminantia and the fossil data of Ruminantia to be 40-50 mya. The phylogenetic relationships of Bov-B LINE elements from the various Squamata species agrees with that of the species phylogeny, suggesting that Bov-B LINE elements have been stably maintained by vertical transmission since the origin of Squamata in the Mesozoic era. esempio di applicazione biotecnolgica Oltre al trasferimento di geni tra le specie è anche possibile "eliminare" caratteristiche non volute come la produzione di determinate proteine (tecnologia antisenso). ES: Questa tecnica é stata utilizzata per eliminare il gene che faceva ammorbidire il pomodoro creando un prodotto con migliori qualità di conservazione, (ma più difficili da masticare e digerire). Applicazioni biotecnologiche dell’ingegneria genetica • isolamento e analisi di geni • produzione di proteine di interesse in cellule (studi di interazione e di pathways, produzione o alterazioni di siti attivi, produzione per vaccini ecc.) • costruzione di cellule o virus con nuove proprietà • modificazione del corredo genetico di organismi superiori TRASFEZIONE II Metodo ideale: alta efficienza di trasferimento del materiale genetico bassa tossicità per le cellule riproducibilità in esperimenti Perché si trasfetta Applicazioni •Studio di struttura e funzione di geni •Studio dei meccanismi di regolazione dell'espressione genica •Produzione di proteine su larga scala •Produzione di modelli animali per ricerca •Terapia genica Barriere da superare DNA e membrana cellulare sono carichi negativamente: il DNA, per forze di repulsione elettrostatiche, quindi, non interagirà spontaneamente con la membrana. Molti metodi di trasfezione servono per mascherare i gruppi anionici del DNA. Metodi -Chimici : Lipidi cationici -Fisici: polarizzazione membrane con “pulse” inpulsi di corrente continua schema di trasfezione Metodi Chimici: -Precipitazione con fosfato di Ca++ -DEAE-Destrano DEAE destrano -Polimero cationico che si lega strettamente ai gruppi fosfato del DNA carichi negativamente. • Queste grosse particelle contenenti il DNA aderiscono alla superficie delle cellule e vengono introdotte al loro interno mediante un processo di endocitosi. • Metodo tecnicamente semplice, ma poco efficiente per molti tipi cellulari, Fosfato di Calcio Metodo semplice e poco costoso. La procedura prevede il mescolamento di: • una soluzione contenente ioni fosfato • una soluzione di cloruro di calcio (CaCl2) • il DNA da trasfettare Si produce un precipitato di calcio fosfato, che andrà a legare la molecola di DNA. Il precipitato viene prelevato e aggiunto al terreno di coltura (di solito una coltura monostrato). Con un processo ancora non ben noto le cellule legano il precipitato e permettono l'ingresso del DNA. Elettroporazione e iniezione Metodi Fisici: 1. Elettroporazione 2. Microiniezione difficile trovare lo zigote se non si ottiene in vitro da oocita e spermatozoi, altrimenti si usa la blastocisti Elettroporazione Le cellule, poste in una soluzione contenente il DNA, sono sottoposte ad un breve impulso elettrico che produce pori transitori nella membrana attraverso cui il DNA esogeno può entrare. Svantaggio: alta % di cellule che non sopravvivono al trattamento. microiniezione per animali transgenici Inserimento del materiale direttamente nel nucleo o nel citoplasma nella cellula tramite un sottile ago montato su uno specifico microiniettore. Nonostante l’elevata efficienza, tale metodo non viene utilizzato spesso a causa dei costi non indifferenti dell’apparato, delle difficoltà tecniche e della lentezza. Più frequentemente usato in clinica, in tecniche come la fecondazione artificiale; in laboratorio dove si lavora con un alto numero di cellule ES si preferisce elettroporazione. metodo chimico Lipidi cationici: Metodo che sfrutta i liposomi, piccole vescicole lipidiche che inglobano il DNA ed entrano nella cellula mediante endocitosi. Lipidi cationici La testa cationica del composto lipidico si associa strettamente con la carica negativa dei gruppi fosfato degli acidi nucleici. I complessi lipidi/DNA o RNA si associano per poi fondersi con le membrane cellulari, e vengono così internalizzati nella cellula. 3D trasfezione cationi Lipidi cationici: schema lipidi Metodica vantaggiosa : • il DNA viene rilasciato efficientemente in diversi tipi cellulari • i liposomi sono semplici da utilizzare in quanto non richiedono apparati o accorgimenti particolari Parametri di trasfezione Parametri da considerare: diversità tra metodo chimico ed elettrico CHIMICO: •DNA trasfettato (deve essere privo di contaminazioni da proteine, da RNA), funziona sulle cariche anioniche •Tempo di trasfezione (il tempo ottimale è un parametro dipendente da tipo di DNA e linea cellulare utilizzati (caratteristiche di membrana, e può variare da 30 minuti a 4 ore) •Effetti del siero (ottimizzata in assenza di siero ed antibiotici nel terreno di coltura) •Tipo di vettore (Ogni costrutto mostra caratteri distintivi propri che lo rendono adatto per specifici prodotti sperimentali.) Trasfezione transiente o stabile Transiente quando il vettore resta nella cellula come frammento extracromosico, cioè non si integra nel genoma cellulare; le proprietà indotte dalla trasfezione permangono per breve tempo, di solito scompaiono prima delle 72 ore (misurazioni su 3 max. 6 giorni) si deve anche lasciare il tempo al vettore che si esprima, si usa un enzima marcatore come luciferasi o lac-z per avere l’efficienza di trasfezione. A ogni mitosi raddoppiano le cellule e si dimezza la quantità di DNA trasfettato in rapporto alle cellule. Il DNA trasfettato non si duplica. Stabile quando il DNA esogeno si integra stabilmente nel genoma e sarà trasmesso anche alle cellule che ne derivano, il vettore si duplica con il genoma cellulare. transiente Il DNA verrà mantenuto nel citoplasma per un determinato periodo di tempo, in genere 2-3 giorni fino ad una settimana se è lenta la divisione cellulare. Il DNA non integrato, non è duplicato con il materiale cromosomico della cellula ospite e poi ripartito in meiosi, manca di origine di replicazione e di centromero. (trasfezione transiente). Solo in pochi casi, verrà integrato nel genoma cellulare ed il vettore verrà preparato per la ricombinazione random o sito specifica (trasfezione stabile). L’isolamento di queste cellule e della loro progenie richiede la selezione con un gene marcatore presente nel DNA esogeno, che consente alle cellule trasformate di crescere in un terreno selettivo, di solito un antibiotico. Inserzione stabile Cambiano i tipi di vettori oltre alla tecnica di trasfezione Pregi e difetti: - transiente si vede rapidamente, ma non si può vedere due volte con lo stesso materiale, va rifatta la trasfezione. Ci vogliono buoni controlli e un plasmide che si cotrasfetta come maratore dell’efficienza di trasfezione, di solito lac-z o luciferasi. A volte si può avere un unico costrutto anche con il marcatore. - stabile ha bisogno anche di più di una settimana per avere ben espressa la resistenza all’antibiotico e poi si devono fare altri controlli sull’integrazione ed integrità del costrutto integrato tecniche di trasfezione simili Comunque sia il tipo di vettore, la tecnica di trasfezione è analoga, tranne che per i fagi ed i virus che hanno la loro via per iniettare il DNA nelle cellule ospite tramite recettori o analoghi modi ad alta efficienza di fusione del capside (proteico o lipoproteico) senza grande danno per la cellula vetori virali analizzati a parte La struttura del vettore dal punto di vista genomico non è diverso dagli altri vettori per la struttura delle parti che devono specificare la sua funzione nella cellula ospite. la differenza sta nel capside con cui viene veicolato per ottenere alta efficienza di trasfezione “pseudo-infezione” molti vettori che vengono trasfettati con metodologie chimiche o fisiche hanno delle parti che possono derivare da virus o fagi e però non essere impacchettati o prodotti come particelle virali, viceversa alcuni vettori possono essere impacchettati in particelle virali senza contenere gran parte del genoma virale, mediante helper-virus