La valutazione degli alunni
tra rinnovamento e conservazione
Schema della presentazione
Perche la valutazione costituisce
un problema
Il nuovo quadro normativo e i
cambiamenti che introduce
In che modo una scuola deve
organizzarsi
L’origine del problema


Disponiamo di un efficace sistema di
valutazione d’istituto, che sia capace di
orientare i comportamenti individuali e
collegiali?
Siamo disposti a condividere l’idea che
l’atto valutativo non può rispondere alla
logica della individuale libertà
d’insegnamento?
La valutazione rappresenta un problema





per il forte coinvolgimento emotivo della
persona-docente
per le ricadute che l’atto valutativo può
avere sugli alunni
per la complessità e la diversità delle
teorie di riferimento (quando ci sono)
per la difficoltà di trovare condivisione
negli utenti e nelle famiglie
per le continue variazioni della normativa
di riferimento
I principali rischi per i docenti


subire l’atto del valutare come fastidioso
adempimento, anziché viverlo come
opportunità e occasione per intervenire
in termini formativi
sbandare tra gli estremi del docente
salvifico, pronto a perdonare e a
giustificare qualunque errore, e del
docente persecutorio, teso a trasformare
la valutazione in una continua resa dei
conti
I principali rischi per i docenti



non riuscire ad entrare in reale
interazione con gli alunni meno adattivi
non riuscire ad avere un effettivo
controllo delle dinamiche e dei risultati
prodotti dalla propria azione formativa
non riuscire ad innestare sulla
rilevazione dell’errore un efficace
intervento di recupero e di rimozione
delle cause dell’errore
I principali rischi per gli alunni

fare propria una visione “predatoria”
dell’apprendimento
(afferro tutto ciò che mi proponi e te lo
restituisco come ho capito che tu vuoi
in modo da essere amato e premiato)
I principali rischi per gli alunni

restare bloccato dalla paura di esporsi
e di sbagliare e dal basso livello di
autostima
(non riuscirò mai ad essere come tu
mi vuoi, e quindi rinuncio a priori a
qualsiasi sforzo per provarci)
I principali rischi per gli alunni

restare bloccato dalla incapacità o dalla
difficoltà di competere con i compagni
migliori
(non riuscirò mai ad essere come i miei
compagni, io non ho le loro capacità)
I principali rischi per gli alunni

auto-convincersi che la valutazione
(proprio perché non chiarita e non
condivisa) sia continua occasione di
arbitrio e di preferenze
(qualunque cosa io faccia non va mai
bene, invece …)
I segnali di un diffuso malessere




Le polemiche che hanno investito tutte le
riforme più recenti
Le anomalie registrate in occasione delle
Rilevazioni nazionali dell’INVALSI e della
prova nazionale al termine del primo ciclo
Le reazioni di fastidio rilevate in occasione
della pubblicazione dell’indagine PISAOCSE 2006
Le anomalie relative all’attribuzione della
lode agli ultimi esami conclusivi del
secondo ciclo
I segnali di un diffuso malessere

Le polemiche che hanno investito tutte le
riforme più recenti







il portfolio delle competenze buttato via ancor prima di
sperimentarlo
le inadempienze nella valutazione delle attività
opzionali e delle educazioni nel primo ciclo
la certificazione delle competenze, introdotta nel 2004
e mai realmente compresa e condivisa
la polemica sul saldo dei recuperi nel secondo ciclo
il rifiuto del ritorno ai voti
le resistenze nel valutare il comportamento
la polemica sull’ammissione agli esami finali con voto
di consiglio
I segnali di un diffuso malessere


L’indagine internazionale OCSE-PISA, i dati
assoluti e quelli relativi
Il problema della varianza
La discussione in sede INVALSI

La scomposizione dei dati OCSE-PISA fanno
emergere enormi varianze:




tra regioni del nord e regioni del sud
all’interno della stessa regione tra aree
diverse
all’interno della stessa regione tra istituti
appartenenti allo stesso contesto socioculturale
tra classi differenti di uno stesso istituto
La discussione in sede INVALSI


Si pone dunque la necessità di valutare le
differenze di natura geografica, ma anche
quelle relative alla qualità del servizio dei
singoli istituti
L’INVALSI sta riflettendo su due possibili
ipotesi:


Ipotesi della school choice (far emergere gli
istituti migliori e favorire la mobilità studentesca,
in modo che le scuole imparino ad attivarsi)
Ipotesi della strategia di supporto attraverso le
Rilevazioni nazionali e interventi di miglioramento
mirati sugli elementi di criticità degli istituti
La valutazione all’interno delle riforme

Legge n. 53 del 28.03.03
Art. 3.
(Valutazione degli apprendimenti e della qualità del sistema educativo di istruzione e di formazione)
1. Con i decreti di cui all'articolo 1 sono dettate le norme generali sulla valutazione del sistema
educativo di istruzione e di formazione e degli apprendimenti degli studenti, con l'osservanza dei
seguenti principi e criteri direttivi:
a) la valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli studenti del
sistema educativo di istruzione e di formazione, e la certificazione delle competenze da essi acquisite,
sono affidate ai docenti delle istituzioni di istruzione e formazione frequentate; agli stessi docenti è
affidata la valutazione dei periodi didattici ai fini del passaggio al periodo successivo; il
miglioramento dei processi di apprendimento e della relativa valutazione, nonché la continuità didattica,
sono assicurati anche attraverso una congrua permanenza dei docenti nella sede di
titolarità;
b) ai fini del progressivo miglioramento e dell'armonizzazione della qualità del sistema di istruzione e di
formazione, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione effettua verifiche periodiche
e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità complessiva dell'offerta formativa
delle istituzioni scolastiche e formative; in funzione dei predetti compiti vengono rideterminate le
funzioni e la struttura del predetto Istituto;
c) l'esame di Stato conclusivo dei cicli di istruzione considera e valuta le competenze acquisite dagli
studenti nel corso e al termine del ciclo e si svolge su prove organizzate dalle commissioni d'esame
e su prove predisposte e gestite dall'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione, sulla
base degli obiettivi specifici di apprendimento del corso ed in relazione alle discipline di insegnamento
dell'ultimo anno.
La valutazione all’interno delle riforme

Decreto legislativo n. 59 del 19.02.04,
Art. 8.
La valutazione nella scuola primaria
1. La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli alunni e la
certificazione delle competenze da essi acquisite, sono affidate ai docenti responsabili delle attività
educative e didattiche previste dai piani di studio personalizzati; agli stessi è affidata la valutazione dei
periodi didattici ai fini del passaggio al periodo successivo.
2. I medesimi docenti, con decisione assunta all'unanimità, possono non ammettere l'alunno alla classe
successiva, all'interno del periodo biennale, in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione.
3. Il miglioramento dei processi di apprendimento e della relativa valutazione, nonché la continuità
didattica, sono assicurati anche attraverso la permanenza dei docenti nella sede di titolarità almeno per
il tempo corrispondente al periodo didattico.
4. Gli alunni provenienti da scuola privata o familiare sono ammessi a sostenere esami di idoneità per la
frequenza delle classi seconda, terza, quarta e quinta. La sessione di esami e' unica. Per i candidati
assenti per gravi e comprovati motivi sono ammesse prove suppletive che devono concludersi prima
dell'inizio delle lezioni dell'anno scolastico successivo.
La valutazione all’interno delle riforme

Decreto legislativo n. 59 del 19.02.04,
Art. 11.
Valutazione, scrutini ed esami
1. Ai fini della validità dell'anno, per la valutazione degli allievi e' richiesta la frequenza di almeno tre quarti
dell'orario annuale personalizzato di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 10. Per casi eccezionali, le istituzioni scolastiche
possono autonomamente stabilire motivate deroghe al suddetto limite.
2. La valutazione, periodica e annuale, degli apprendimenti e del comportamento degli allievi e la certificazione delle
competenze da essi acquisite sono affidate ai docenti responsabili degli insegnamenti e delle attività educative e
didattiche previsti dai piani di studio personalizzati. Sulla base degli esiti della valutazione periodica, le istituzioni
scolastiche predispongono gli interventi educativi e didattici, ritenuti necessari al recupero e allo sviluppo degli
apprendimenti.
3. I docenti effettuano la valutazione biennale ai fini del passaggio al terzo anno, avendo cura di accertare il
raggiungimento di tutti gli obiettivi formativi del biennio, valutando altresì il comportamento degli alunni. Gli stessi,
in casi motivati, possono non ammettere l'allievo alla classe successiva all'interno del periodo biennale.
4. Il terzo anno della scuola secondaria di primo grado si conclude con un esame di Stato.
5. Alle classi seconda e terza si accede anche per esame di idoneità, al quale sono ammessi i candidati privatisti che
abbiano compiuto o compiano entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento, rispettivamente, l'undicesimo e il
dodicesimo anno di età e che siano in possesso del titolo di ammissione alla prima classe della scuola secondaria di
primo grado, nonché i candidati che abbiano conseguito il predetto titolo, rispettivamente, da almeno uno o due
anni.
6. All'esame di Stato di cui al comma 4 sono ammessi anche i candidati privatisti che abbiano compiuto, entro il 30
aprile dell'anno scolastico di riferimento, il tredicesimo anno di età e che siano in possesso del titolo di ammissione
alla prima classe della scuola secondaria di primo grado. Sono inoltre ammessi i candidati che abbiano conseguito il
predetto titolo da almeno un triennio e i candidati che nell'anno in corso compiano ventitre anni di età.
7. Il miglioramento dei processi di apprendimento e della relativa valutazione, nonché' la continuità didattica, sono
assicurati anche attraverso la permanenza dei docenti nella sede di titolarità, almeno per il tempo corrispondente al
periodo didattico.
La valutazione all’interno delle riforme
 Decreto legislativo n. 59 del 19.02.04,




Allegato
Allegato
Allegato
Allegato
A per la scuola dell’infanzia
B per la scuola primaria
C per la scuola secondaria primo grado
D Pecup
 Obiettivi specifici di apprendimento
 Obiettivi formativi e Piano di studio
personalizzato
 Piano di studio personalizzato e Unità di
apprendimento
 Portfolio individuale delle competenze
La valutazione all’interno delle riforme

Quadro europeo dei Titoli e delle Qualifiche (EQF)
[Proposta di Raccomandazione del Parlamento europeo e del
Consiglio del 7 settembre 2006)
 Conoscenze: indicano il risultato dell’assimilazione di
informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono
l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche, relative ad un
settore di studio o di lavoro; le conoscenze sono descritte
come teoriche e/o pratiche
 Abilità: indicano le capacità di applicare conoscenze e di
usare know-how per portare a termine compiti e risolvere
problemi; le abilità sono descritte come cognitive (uso del
pensiero logico, intuitivo e creativo) e pratiche (che implicano
l’abilità manuale e l’uso di metodi, materiali, strumenti)
 Competenze: indicano la comprovata capacità di usare
conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o
metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello
sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono
descritte in termini di responsabilità e autonomia
La valutazione all’interno delle riforme
 Raccomandazione del Parlamento europeo e del
Consiglio del 18 dicembre 2006)
 Introduce le competenze chiave per l’apprendimento
permanente
 Invita gli Stati membri a sviluppare strategie affinché
 L’istruzione iniziale consenta ai giovani di acquisire
competenze chiave, come base per ogni ulteriore
apprendimento
 Si tenga conto delle situazioni di svantaggio educativo e
del loro bisogno di sostegno
 Gli adulti siano in grado di aggiornare le loro competenze
chiave in tutto il corso della vita
La valutazione all’interno delle riforme

Legge n. 1 dell’11.01.07 - Disposizioni in materia
di esami di Stato per la scuola secondaria superiore
All'esame di Stato sono ammessi gli alunni delle scuole statali e paritarie che
abbiano frequentato l'ultimo anno di corso, siano stati valutati positivamente in
sede di scrutinio finale e abbiano comunque saldato i debiti formativi contratti
nei precedenti anni scolastici, secondo modalità definite con decreto del Ministro
della pubblica istruzione;
All'esame di Stato sono ammessi, altresì, con abbreviazione di un anno per
merito, gli alunni delle scuole statali e paritarie e gli alunni delle scuole
pareggiate o legalmente riconosciute di cui al comma 1, lettera b), che hanno
riportato, nello scrutinio finale della penultima classe, non meno di otto decimi
in ciascuna disciplina, che hanno seguito un regolare corso di studi di istruzione
secondaria superiore e che hanno riportato una votazione non inferiore a sette
decimi in ciascuna disciplina negli scrutini finali dei due anni antecedenti il
penultimo, senza essere incorsi in ripetenze nei due anni predetti
La valutazione all’interno delle riforme
 D.M. n. 139 del 22.08.07 – Regolamento
recante norme in materia di adempimento dell’obbligo
d’istruzione
 Documento Tecnico
 Gli assi culturali
 L’asse
 L’asse
 L’asse
 L’asse
dei linguaggi
matematico
scientifico-tecnologico
storico-sociale
 Competenze – abilità/capacità – conoscenze
riferite ai quattro assi
 Competenze chiave di cittadinanza da acquisire al
termine del’istruzione obbligatoria
La valutazione all’interno delle riforme

D.M. n. 80 del 03.10.07
Art. 1
Le attività di sostegno e di recupero, come previsto dal D.M. n. 42 del 22 maggio 2007,
costituiscono parte ordinaria e permanente del piano dell’offerta formativa.
Le istituzioni scolastiche sono tenute comunque a organizzare, subito dopo gli scrutini
intermedi, interventi didattico-educativi di recupero per gli studenti che in quella sede
abbiano presentato insufficienze in una o più discipline, al fine di un tempestivo recupero
delle carenze rilevate.
Art. 2
Gli studenti di cui all’articolo 1 sono tenuti alla frequenza degli interventi suddetti. Al
termine di tali attività saranno effettuate, da parte dei docenti delle discipline della classe
di appartenenza, verifiche intermedie di cui si dà comunicazione alle famiglie.
Qualora i genitori o coloro che ne esercitano la relativa potestà non ritengano di
avvalersi dell’iniziativa di recupero organizzata dalle scuole, debbono comunicarlo alla
scuola stessa, fermo restando l’obbligo per lo studente di sottoporsi alle verifiche di cui al
primo comma.
La valutazione all’interno delle riforme

D.M. n. 80 del 03.10.07
Art. 5
Nei confronti degli studenti per i quali, al termine delle lezioni, è stato constatato il mancato
conseguimento della sufficienza in una o più discipline, che non comporti tuttavia un
immediato giudizio di non promozione, il Consiglio di classe procede al rinvio della
formulazione del giudizio finale.
La scuola comunica subito alle famiglie, per iscritto, le decisioni assunte dal consiglio di
classe, indicando le specifiche carenze rilevate per ciascuno alunno dai docenti delle singole
discipline e i voti proposti in sede di scrutinio nella disciplina o nelle discipline nelle quali
l’alunno non ha raggiunto la sufficienza. Contestualmente vengono comunicati gli interventi
didattici finalizzati al recupero dei debiti formativi che la scuola è tenuta a portare a termine
entro la fine dell’anno scolastico, le modalità e tempi delle relative verifiche.
Art. 6
A conclusione dei suddetti interventi didattici, di norma entro il 31 agosto dell’anno scolastico
di riferimento, salvo particolari esigenze organizzative delle istituzioni scolastiche, e
comunque non oltre la data di inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo, il Consiglio
di classe, in sede di integrazione dello scrutinio finale, procede alla verifica dei risultati
conseguiti e alla formulazione del giudizio definitivo che, in caso di esito positivo, comporta
l’ammissione dell’alunno alla frequenza della classe successiva.
La valutazione all’interno delle riforme

D.L. n.137 del 01.09.08
Art. 2.
Valutazione del comportamento degli studenti
1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno
1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare
degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio
intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il
periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle
attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della
propria sede.
2. A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento e'
espressa in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di
classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei
decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo.
Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio dell'anno scolastico di cui al
comma 2, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca sono
specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al
voto insufficiente, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.
La valutazione all’interno delle riforme

D.L. n.137 del 01.09.08
Art. 3.
Valutazione del rendimento scolastico degli studenti
1. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli
apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e' espressa in decimi ed
illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno.
2. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale
degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e' espressa in decimi.
3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che
hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.
4. L'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e' abrogato e all'articolo 177 del
decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) i commi 2, 5, 6 e 7, sono abrogati;
b) al comma 3, dopo le parole: «Per la valutazione» sono inserite le seguenti: «, espressa in decimi,»;
c) al comma 4, le parole: «giudizi analitici e la valutazione sul» sono sostituite dalle seguenti: «voti
conseguiti e il»;
d) l'applicazione dei commi 1 e 8 dello stesso articolo 177 resta sospesa fino alla data di entrata in vigore
del regolamento di cui al comma 5;
e) e' altresì abrogata ogni altra disposizione incompatibile con la valutazione del rendimento scolastico
mediante l'attribuzione di voto numerico espresso in decimi.
5. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme
vigenti per la valutazione degli studenti e sono stabilite eventuali ulteriori modalità applicative del presente
articolo.
La valutazione all’interno delle riforme
 Piano programmatico del 04.09.08

Tra gli elementi da tenere in debita presenza
nell’adozione dei provvedimenti viene ricordato

“ un sistema di monitoraggio e di valutazione che
misuri conoscenze, competenze e abilità degli
studenti nel tempo, offrendo elementi per una
didattica più personalizzata e assicurando
maggiore omogeneità degli esiti tra le diverse aree
del Paese ”
La valutazione all’interno delle riforme

DPR n. 122 del 22.06.09 –

Alcuni punti fermi:
Regolamento
concernente il coordinamento delle norme vigenti per la
valutazione degli alunni


La valutazione è espressione dell’autonomia
professionale propria della funzione docente, nella
sua dimensione sia individuale che collegiale,
nonché dell’autonomia didattica della singole scuole
La valutazione ha per oggetto il processo di
apprendimento, il comportamento e il rendimento
scolastico complessivo degli alunni
La valutazione all’interno delle riforme

DPR n. 122 del 22.06.09 –

Alcuni punti fermi:
Regolamento
concernente il coordinamento delle norme vigenti per la
valutazione degli alunni


La valutazione concorre, con la sua finalità anche
formativa e attraverso l’individuazione delle
potenzialità e delle carenze di ciascun alunno, ai
processi di autovalutazione degli alunni medesimi,
al miglioramento dei livelli di conoscenza e al
successo formativo…
Le verifiche intermedie e le valutazioni periodiche e
finali sul rendimento scolastico devono essere
coerenti con gli obiettivi di apprendimento previsti
dal piano dell’offerta formativa
La valutazione all’interno delle riforme

DPR n. 122 del 22.06.09 –

Alcuni punti fermi:
Regolamento
concernente il coordinamento delle norme vigenti per la
valutazione degli alunni

Il collegio docenti definisce modalità e criteri per
assicurare omogeneità, equità e trasparenza della
valutazione, nel rispetto del principio della libertà
d’insegnamento. Detti criteri e modalità fanno
parte integrante del piano dell’offerta formativa
La valutazione all’interno delle riforme
 DPR n. 122 del 22.06.09 – punti critici:
 La valutazione del comportamento
 nella primaria è un giudizio formulato sulla base di
una griglia adottata dal collegio docenti
 nella secondaria è espressa con un voto, che va
illustrato con una specifica nota
 l’insufficienza nel comportamento non è più
sottoposta ai vincoli del DM n. 5 del 16.01.09, in
quanto abrogato
La valutazione all’interno delle riforme
 DPR n. 122 del 22.06.09 – punti critici:
 La valutazione insufficiente in alcune discipline
 produce la non ammissione alla classe successiva
o agli esami
 viene portata alla sufficienza a seguito di voto
collegiale (anche a maggioranza nella secondaria).
In questo caso va inserita nel Documento di
valutazione una specifica nota e a trasmetterla
alla famiglia [sul Documento stesso, se previsto, o
su foglio a parte che viene accluso al Documento]
 è vietato ricorrere a colori diversi, a sottolineature
o all’apposizione di asterischi
La valutazione all’interno delle riforme
 DPR n. 122 del 22.06.09 – punti critici:
 La valutazione di Cittadinanza e Costituzione
 l’insegnamento va organizzato secondo il
Documento d’indirizzo (Nota 2079 04.03.09)
 ha carattere sperimentale
 rientra nell’area storico-geografica e storicosociale
 l’insegnamento ha comunque carattere
trasversale alle diverse aree disciplinari e va
progettato in tal senso
 la valutazione deve avere carattere collegiale e
deve essere riportata in apposito spazio del
Documento di valutazione
La valutazione all’interno delle riforme
 DPR n. 122 del 22.06.09 – punti critici:
 La certificazione delle competenze
 manca ancora un modello da applicare erga
omnes [è previsto un apposito decreto]
 le scuole sono in difficoltà nel definire le aree di
competenza e nel descrivere le singole
competenze
 le scuole appaiono disorientate e troppo spesso
trasferiscono la valutazione riferita alla disciplina
all’interno della competenza corrispondente
 le famiglie continuano a dare priorità alla
valutazione disciplinare
La valutazione all’interno delle riforme

La Proposta di legge 953,
(Aprea e altri)
Art. 8
(Organi di valutazione collegiale degli alunni)
I docenti, nell’esercizio della propria funzione,
valutano in sede collegiale i livelli di
apprendimento degli alunni, periodicamente e alla
fine dell’anno scolastico, e ne certificano le
competenze in uscita, in coerenza con i profili
formativi relativi ai singoli percorsi di studio,
secondo modalità indicate dal regolamento di
istituto di cui all’articolo 5, comma 1, lettera f).
La valutazione all’interno delle riforme
 Direttiva n. 76 del 06.08.09
(all’INVALSI)
 Stesura di un Rapporto annuale sugli apprendimenti
 Provvedere alla rilevazione degli apprendimenti
 Classi 2^ e 5^ scuola primaria
 Classi 1^ e 3^ scuola secondaria di promo grado
 Comparare le prove d’esame della scuola
secondaria superiore con quelle internazionali
 Prove di italiano e matematica
 Approntare strumenti per la valutazione
dell’inglese e dell’italiano come lingua 2 per alunni
stranieri
 Partecipare alle indagini internazionali
La valutazione all’interno delle riforme

Direttiva n. 76 del 06.08.09





(all’INVALSI)
Verificare le ricadute della valutazione su carriera e
retribuzione
Formulare proposte per l’introduzione di prove
nazionali per gli esami di Stato
Predisporre la prova nazionale per l’esame della
scuola secondaria di primo grado
Supportare azioni di valutazione relative ai progetti
realizzati con fondi strutturali europei
La valutazione dei dirigenti è rinviata
Il nuovo scenario

Siamo già in una fase post-burocratica:




Devolution e choise
Standard e accountability
Trasparenza sul valore delle certificazioni (e loro
comparabilità a livello europeo)
Necessità di un intervento esterno sulle scuole:



Come elemento di conoscenza e di regolazione
del sistema
Come strumento di informazione alle scuole circa
il valore del servizio erogato
Come occasione di verifica dei livelli di
competenza degli alunni rispetto agli standard
definiti
Che cosa succede nelle scuole?




I docenti fanno riferimento a diverse teorie
sulla valutazione, spesso ispirate a principi
e finalità in netto contrasto tra di loro
In genere usiamo diverse teorie in forme
ibride e non sempre consapevoli
Vige una norma generale (opposta a
quanto prescrive la legge) secondo la quale
nessuno deve ficcare il naso nelle prassi
valutative degli altri colleghi
I problemi scoppiano in sede di scrutinio
I diversi modelli di insegnamento/valutazione
Obiettivi
Esplicitazione
dei criteri
Metodo di
insegnamento
Misura della
sufficienza
Tipo di
apprendimento
Modello
assoluto
Non è
necessario
esplicitarli.
Spesso sono
contenuti
Ci si richiama
direttamente ai
programmi
Non sempre è
programmato.
Ci si affida alla
soggettività e al
“mestiere”
E’ definita in
modo empirico e
soggettivo
E’ inteso come
capacità di
ricezione e di riproposizione
Modello
relativo o
personaliz
zato
Sono ben
articolati
Sono indicati
anche gli
obiettivi
minimi
Sono riferiti
alle capacità e
ai possibili
condizionamenti
E’ molto individualizzato e
molto strutturato
E’ sempre
relativizzata alla
situazione e ai
dati di contesto
Appare spesso
ripetitivo a
causa dei
continui rinforzi
Modello
riferito a
criterio o
standard
Sono ben
articolati
Sono indicati
anche gli
obiettivi
minimi
Sono riferiti ai
contenuti, ai
linguaggi e ai
metodi delle
discipline
E’ attento ai
percorsi, ai
diversi
procedimenti,
alla problematizzazione
E’ definita a
priori come
condizione per
proseguire il
percorso di
apprendimento
Punta sulla
scoperta e sulla
partecipazione
cognitiva ed
emotiva
Tentiamo di fare un po’ di ordine:
un presupposto

La progettazione formativa si fonda
sull’analisi, sull’individuazione e sul
soddisfacimento di bisogni personali;
ne consegue che l’attività di
valutazione è interna al processo stesso
di progettazione o, meglio, è elemento
costituente la progettazione formativa
Tentiamo di fare un po’ di ordine:
una definizione

la valutazione è un’azione intenzionale,
progettata e strutturata, messa in atto
da chi ha interesse ad impostare un
processo formativo per il
perseguimento di determinati esiti di
apprendimento, a controllarne lo
svolgimento, a verificarne i risultati e
ad attribuire loro un valore
Dobbiamo allora porci il problema dei tempi
e delle funzioni
I tempi corrispondono ai passaggi del
processo di insegnamento-apprendimento
che richiedono informazioni in entrata
utili a impostare, a controllare, a
regolare, a guidare il processo stesso
verso gli esiti attesi e a verificarne e
valutarne i risultati

Quali sono i tempi della valutazione?



Se l’atto valutativo si applica alla
fase propedeutica di avvio di un
processo formativo
la valutazione è un’azione che serve
a rilevare informazioni utili a
fondare e a orientare il processo
stesso
parliamo in questo caso di
valutazione iniziale, diagnostica
Quali sono i tempi della valutazione?



Se l’atto valutativo si applica ad un
processo nel corso del suo svolgimento
la valutazione è un’azione di controllo
che serve a rilevare informazioni utili a
definire l’andamento del processo e ad
intervenire tempestivamente sullo
stesso con azioni correttive
parliamo in questo caso di valutazione di
processo, progressiva, in itinere
Quali sono i tempi della valutazione?



Se l’atto valutativo si applica alla
conclusione di un processo
la valutazione è un’azione di
rilevazione e di certificazione dei
risultati conseguiti, utile ad
apprezzare i risultati stessi e a riprogettare il processo
parliamo in questo caso di valutazione
di prodotto, conclusiva, finale
La funzione diagnostica
 Ha lo scopo di accertare i pre-requisiti
cognitivi ed affettivo-motivazionali degli
alunni nel momento di impostazione di un
percorso formativo
 Definisce lo stato iniziale di partenza e le
pre-condizioni che consentono ad ogni
alunno di essere coinvolto nel percorso
programmato con più alte probabilità di
successo
La funzione regolativa
 Ha lo scopo di raccogliere le informazioni
relative agli effetti prodotti dal percorso
formativo (monitoraggio).
 Permette all’équipe pedagogica di
intervenire tempestivamente sui processi
attivati allo scopo di migliorare l’efficacia
del percorso programmato.
 Il monitoraggio finale serve a riprogrammare il percorso
La funzione formativa
 Ha lo scopo di tutorare l’alunno nel suo
percorso di apprendimento, attraverso un
lavoro di chiarimento e di riflessione su quelli
che sono i suoi punti forti (azione di
gratificazione) e i suoi punti di debolezza
(azione di rinforzo)
La funzione sommativa
 Ha lo scopo di accertare, al termine di un
periodo prestabilito, il livello delle prestazioni
fornite da ogni alunno rispetto ai traguardi
formativi definiti nelle Indicazioni per il
curricolo
 Ha carattere formale e valenza certificativa
(Documento di valutazione, Diploma,
Certificazione delle competenze, Portfolio)
La funzione orientativa
 Ha lo scopo di accompagnare il percorso di
apprendimento, sottolineando e valorizzando
tutti gli aspetti che evidenziano specifiche
capacità, particolari interessi e attitudini
(personalizzazione del percorso di
apprendimento)
 Ancora praticata con qualche incertezza,
diventa elemento centrale dell’atto valutativo
con la Certificazione delle competenze
individuali dell’alunno
La valutazione degli
Osservazione
sistematica
Valutazione
diagnostica
capacità
personali
e bisogni
Osservazione sistematica
misurazione e valutazione
apprendimenti
in itinere e finale
mediazione
formativa
Valutazione di processo e
di prodotto
conoscenze
abilità
comportamenti
relazioni
attitudini
competenze
personali
Rilevazione e determinazione
dei livelli di competenza
formale e informale
Certificazione e
documentazione
Valutare gli apprendimenti

Per rendere attendibile e meno soggetta ad
errore la valutazione è necessario:




Definire criteri ed ambiti chiari, in relazione a
contesti e scopi ben determinati
Definire l’oggetto in esame
Fare una preventiva scelta dei motivi e degli scopi
per cui si valuta
Definire i parametri, le modalità e gli strumenti con
cui si vuole effettuare la valutazione
Avere chiari gli oggetti della valutazione

Si misurano e si valutano gli
apprendimenti:




Conoscenze
Abilità
Si valuta il comportamento
Si certificano le competenze:


Disciplinari
Competenze-chiave
Avere chiara la teoria di riferimento


Un conto è decidere che la scuola valuta lo studente
rispetto alle condizioni di partenza e al contesto,
cioè valuta il “valore aggiunto” della formazione
rispetto ad un insieme di criteri condivisi all’inizio del
percorso
Altro è riferire la valutazione ad un sistema
standardizzato degli apprendimenti considerato
come punto di riferimento esterno rispetto alla
valutazione formativa dei docenti, modalità molto
utile per la comparabilità trasversale dei risultati
conseguiti.
Di quali competenze parliamo?




competenze cognitive, disciplinari, professionali:
acquisizione dei concetti e degli strumenti di base di una
disciplina; acquisizione e organizzazione dei contenuti
professionali secondo corrette impalcature concettuali;
competenze metacognitive: consapevolezza e controllo
dei propri processi di apprendimento; pieno possesso di
abilità di studio; possesso delle strutture dichiarative e
procedurali della conoscenza.
competenze trasversali: padronanza nel prendere
decisioni, diagnosticare, relazionarsi, affrontare e risolvere
problemi; sviluppare soluzioni creative, curare il proprio
successo formativo.
competenze tecnico-professionali: sono costituite dai
saperi e dalle tecniche connessi all'esercizio delle attività
operative richiesti da funzioni e processi di lavoro
(conoscenze specifiche o procedurali di un determinato
settore lavorativo).
Di quali competenze parliamo?




Competenze chiave di cittadinanza :
 comunicazione nella madrelingua
 comunicazione nelle lingue straniere
 competenza matematica e competenze di base
scientifiche e tecnologiche
 competenza digitale
 imparare ad imparare
 competenze sociali e civiche
 senso di iniziativa ed imprenditorialità
 consapevolezza ed espressione culturali
le prime quattro sono legate ai saperi
le altre quattro al saper essere e al saper fare
Entrano nel nostro sistema con l’innalzamento dell’obbligo di
istruzione (D.M. 22 agosto 2007, n. 139)
Come si valuta una competenza?



Per valutare e certificare una competenza
occorre individuare situazioni e strumenti
che consentano di “fotografare” in un certo
momento e ad un certo livello un
comportamento competente
Si tratta di approssimazioni, ma è l’unico
modo per avvicinarsi alla descrizione di
competenze.
Sotto l’attenzione dei valutatori non va
posta la competenza in sé, come elemento
oggettivamente rilevabile, ma la persona
competente.
Come si valuta una competenza?


Principio di triangolazione (Pellerey)
È tipico delle metodologie qualitative: la rilevazione
di una realtà complessa richiede l’attivazione e il
confronto di più livelli di osservazione per consentire
una ricostruzione articolata e pluri-prospettica
dell’oggetto di analisi. Non è sufficiente un unico
punto di vista per comprendere lo sviluppo della
competenza, occorre osservarlo da molteplici
prospettive e tentare di comprenderne l’essenza
attraverso il confronto tra i diversi sguardi che
esercitiamo, la ricerca delle analogie e delle
differenze che li contraddistinguono.
Come si valuta una competenza?


La natura polimorfa del concetto di
competenza, la compresenza di componenti
osservabili e latenti presuppone una
molteplicità di punti di vista
Si tratterà di abbinare una prospettiva
soggettiva, una intersoggettiva e una
oggettiva per arrivare a cogliere la
complessità del fenomeno e inserirla in un
quadro di insieme coerente ed integrato
Come si valuta una competenza?

A queste tre dimensioni dell’osservazione dovranno
corrispondere diversi strumenti di valutazione,
evidentemente abbastanza lontani da quelli
tradizionali:



Sul piano soggettivo svolgeranno una funzione importante il
diario di bordo, le liste di controllo, i dossier e altri
processi di carattere metacognitivo
Sul piano dell’osservazione intersoggettiva opereranno
modalità di osservazione e valutazione delle prestazioni del
soggetto costituite da strumenti quali le rubriche
valutative, protocolli di osservazione strutturati e non
strutturati, questionari o interviste intesi a rilevare le
percezioni dei diversi soggetti coinvolti nel processo, note e
commenti valutativi
Infine la dimensione oggettiva della valutazione sarà
perseguita con l’analisi delle prestazioni dell’individuo
impegnato in compiti operativi: prove di verifica, più o
meno strutturate, compiti di realtà, realizzazione di
prodotti assunti come espressione di competenza.
Per valutare le competenze occorre
progettare per competenze

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



CURRICOLO COME SEQUENZA DI UNITÀ
DIDATTICHE
Insegnamento come trasmissione descrittiva
di tipo statico e oggettivo:
Produce CONOSCENZA
CURRICOLO COME RETE MODULARE DI
UNITA’ DI APPRENDIMENTO
Percorso di apprendimento dinamico e
soggettivo:
Produce COMPETENZA
Per valutare le competenze occorre
progettare per competenze
 MODELLO A RETE MODULARE DI UNITA’ DI
APPRENDIMENTO
 Taglio costruttivista ed ermeneutico
 Percorso di natura partecipata e flessibile, non
predeterminato
 Gli obiettivi si sviluppano sulla base di bisogni
emergenti nel contesto didattico
 Punti di forza
 Autonomia progettuale
 Strategie metacognitive
 Apprendimento nel contesto
 Costruzione negoziata del significato
 Cooperazione, distribuzione, alternanza dei
ruoli
Per valutare le competenze occorre
progettare per competenze

Presupposti della progettazione per
competenze:
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Analisi disciplinare
Scelta dei nodi essenziali per il raggiungimento degli
standard e la costruzione della rete modulare
Trasformazione delle sequenze del manuale in mappe
di conoscenze e loro arricchimento attraverso altri
materiali funzionali
Sviluppo flessibile del percorso di
insegnamento/apprendimento (funzione regolativa)
Individuazione dei compiti in situazione per verificare
l’acquisizione delle competenze
Per valutare le competenze occorre
progettare per competenze

Per impostare la progettazione occorre:
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




Definire le finalità del processo formativo
(Profilo in uscita)
Analizzare la valenza formativa della disciplina
Partire dalla struttura della disciplina (statuti e
mappe concettuali)
Intrecciare gli apporti delle diverse discipline
nella rete modulare
Definire gli esiti in termini di competenze
Definire gli standard per la certificazione (di
competenze, conoscenze,…)
Valutare per livelli




Le competenze si valutano per livelli
Ecco la descrizione di quelli di OCSE PISA per le competenze
linguistiche
Livello 5
Gli allievi che rispondono ai requisiti del livello 5 della scala
globale per la competenza in lettura sono in grado di risolvere
esercizi complessi, ovvero di utilizzare informazioni contenute in
testi inusuali e difficilmente reperibili, dimostrare di comprendere
a fondo tali testi e individuare quali informazioni siano di rilievo
per la soluzione dell'esercizio, valutare in modo critico un testo e
formulare ipotesi integrandovi le proprie conoscenze in materia,
comprendere concetti che non corrispondono alle proprie
aspettative.
Livello 4
I giovani che raggiungono il livello 4 sono in grado di risolvere
esercizi difficili, ad esempio individuando informazioni nascoste e
afferrando sfumature linguistiche, e di valutare un testo in modo
critico.
Valutare per livelli



Livello 3
Gli allievi di questo livello sono in grado di risolvere esercizi di
media difficoltà, ad esempio di individuare più informazioni,
creare nessi tra i vari passaggi di un testo e mettere in relazione
un testo alle proprie conoscenze generali.
Livello 2
Per raggiungere questo livello i giovani devono essere in grado di
risolvere esercizi di lettura di base, ad esempio di individuare
informazioni evidenti, trarre semplici conclusioni di vario tipo,
riconoscere il significato di un determinato passaggio di testo e
applicare determinate conoscenze per comprenderlo.
Livello 1
Gli allievi che hanno ottenuto punteggi di questo livello sono in
grado di risolvere solo gli esercizi più semplici proposti
dall'indagine PISA, ad esempio individuare singole informazioni,
riconoscere il tema principale di un testo o creare semplici
collegamenti con conoscenze generali.
L’utilità di un sistema di valutazione d’Istituto

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

Risponde ad un bisogno di trasparenza,
oggettività, imparzialità, coerenza, che
alunni e genitori esprimono
Aiuta i docenti a sviluppare e a
condividere una cultura della valutazione
Aiuta i docenti ad elaborare e ad applicare
criteri, tecniche, strumenti condivisi
Fornisce la misura della professionalità
dei docenti
Una modesta proposta per un percorso
virtuoso

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Procedere ad una approfondita lettura delle
Indicazioni per il curricolo ed estrarne tutti gli
elementi che possono concorrere alla
definizione di un sistema di valutazione
Elaborare il sistema come parte centrale del
POF per una esigenza di trasparenza e di
condivisione
Se necessario, rivedere la cultura progettuale
che ispira il POF
Definire standard di prestazione d’istituto
Elaborare un repertorio di strumenti tecnici
(disciplinari e trasversali), che rispondano alle
diverse funzioni della valutazione
Una modesta proposta per un percorso
virtuoso
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Programmare specifiche riunioni delle équipe di
classe per condividere le scelte operate e
definire gli impegni collegiali
Comunicare agli alunni e ai genitori il significato
del sistema adottato, sottolineando
l’importanza di mettere in coerenza i
comportamenti dei docenti
Applicare i principi della valutazione in termini
di auto-valutazione sui risultati conseguiti
attraverso l’applicazione del sistema prescelto
Analizzare i dati e procedere nell’ottica del
miglioramento continuo
Una modesta conclusione


Non si deve mai perdere di vista la necessità
di personalizzare i processi di apprendimento
(a ciascuno secondo le sue capacità, ma
anche secondo i suoi bisogni)
Buone pratiche valutative sono sintomo di
una buona qualità del servizio
(sappiamo valutare i nostri alunni perché
siamo capaci di valutare e di migliorare la
nostra organizzazione e noi stessi)
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La valutazione degli alunni tra innovazione e