Windows Forms Databinding Raffaele Rialdi MVP C# [email protected] http://mvp.support.microsoft.com Cos'è il binding? • Letteralmente significa legame e permette di stabilire automaticamente lo scambio di valori tra controllo e una sorgente dati. – Il databinding evita codice noioso e ripetitivo nel quale assegnamo i dati al controllo e successivamente li riassegnamo alla sorgente dati. • Il binding con DataSource 'poveri' implica l'uso di reflection e quindi impoverisce le performance. Se invece il DataSource implementa le interfacce giuste il discorso è molto diverso. Big picture ... • In ADO.NET le sorgenti dati disconnesse non hanno più il concetto di record corrente. • Il binding di dotnet è gestito da un intermediario tra controllo e sorgente dati • La presenza di un unico intermediario per bindare più controlli garantisce il sync tra questi Sync BindingManagerBase Data Sincronizzazione tra controlli • E se non volessimo i due controlli sincronizzati? • E se volessimo scorrere i dati indipendentemente sui due controlli? • Risposta: bisogna avere due intermediari BindingManagerBase Sync Data BindingManagerBase BindingContext • BindingContext è semplicemente una lista di BindingManagerBase mantenuta tramite Hashtable • Poiché il nome del datasource è parte della chiave della Hashtable, non più di un BindingManagerBase con lo stesso datasource può esistere in un BindingContext • Perció per non avere sync tra due controlli, i due BindingManagerBase devono appartenere a due BindingContext BindingContext diversi (Hashtable) BindingManagerBase Sync Data BindingManagerBase BindingContext (Hashtable) Esempio SimpleBinding Text, Font, BindingContext Binding Manager • • • • Il binding manager è l'intermediario Per ogni datasource esiste un solo binding manager Per ogni binding manager ci sono uno o più controlli Questo serve per avere più controlli sincronizzati durante la navigazione dei dati. • La classe base del binding manager è BindingManagerBase (astratta) e ha due classi derivate: – PropertyManager gestisce il binding con singoli elementi – CurrencyManager gestisce il binding con liste di elementi Simple binding • Associa un qualsiasi tipo ad un controllo in modo da semplificare la presentazione di un valore e poterlo aggiornare Proprietà controllo DataSource DataMember int i=5; myLabel.DataBindings.Add("Text", i, null); se è null viene usato ToString() • Il binding con un singolo elemento implica l'uso di PropertyManager – La proprietà Position sarà sempre 0 • Il binding con una lista di elementi implica l'uso di CurrencyManager che ha il concetto di 'record corrente'. – Si usa Position per navigare le righe mostrate – Non si usa Position per leggere la posizione perchè la lista potrebbe contenere elementi che non vengono mostrati (es. filtro sulla dataview) – Si usa Current per leggere l'elemento nella lista sottostante (datasource) Tip • FAQ! Ricavare l'elemento del datasource data la riga selezionata nella datagrid. • In caso di DataSet/DataTable ritorna una DataRowView DataRowView drv = GetCurrentBindedObject(DataGrid1) as DataRowView; private object GetCurrentBindedObject(DataGrid dg) { if(dg == null || dg.DataSource == null) return null; BindingManagerBase bmb = dg.BindingContext[dg.DataSource]; if(bmb == null || bmb.Count == 0) return null; return bmb.Current; } Sincronia dei dati • Le variazioni del controllo vengono messe nel datasource quando: – Il datasource è un oggetto che espone proprietà – Il datamember è specificato esplicitamente nel binding • Le variazioni del datasource vengono messe nel controllo quando: – Sono vere le condizioni di prima – Esiste un evento [NomeProprietà]Changed (ValChanged) che segnala le modifiche al datasource oppure – La classe supporta IBindingList (lo vedremo più avanti) Simple e Complex Binding CurrencyManager oppure PropertyManager BindingContext BindingManagerBase BindingManagerBase Bindings BindingsCollection oppure ControlBindingsCollection BindingContext DataSource Simple Binding Binding Binding Binding Data DataMember Control PropertyName Complex Binding BindingManagerBase Data Simple Binding Binding DataSource DataMember Control PropertyName Esempio SingleElement Simple binding sul singolo elemento Simple Binding: format e parse • La classe binding (disponibile solo nel simple binding) offre due eventi importanti: – format. Intercetta il dato proveniente dal DataSource prima che venga impostato nel controllo. – parse. Intercetta il dato che dal controllo sta per essere trasferito al DataSource • È un ottimo metodo per migliorare la qualità della visualizzazione dei dati • Non è utile alla validazione che deve essere effettuata dal controllo Esempio FormatParse eventi format e parse Complex binding usando gli oggetti ado.net • • • IListSource permette di 'scoprire' qual'è la collection (IList) che contiene i veri elementi con cui effettuare il binding. La collection è la DataView DataSource Gli elementi sono le DataRowView DataMember IList IListSource.GetList() { return this.DefaultView; } DataSet DataView DataTable DataRow DataRowView DataRow DataRowView DataRow DataRowView Tips • Cosa specificare in DataSource e DataMember? – DataSource = myDataSet – DataMember = myTable.myColumn Non specificare mai nel DataSource myDataSet.myTable perché: – il nome del DataSource funge da Key in BindingContext – il designer usa la convenzione in alto • Quando si usa il CurrencyManager, può essere necessario usare il suo metodo Refresh affinché il controllo venga aggiornato. La Listbox ha bisogno di questo refresh mentre altri controlli no. • Affinché il DataSource sia sicuramente aggiornato è necessario chiamare EndCurrentEdit Perché rinunciare al dataset • Non sempre abbiamo bisogno di tutto ciò che il dataset offre • Il dataset è un contenitore generico e come tale è costretto a gestire in modo meno efficente i dati al suo interno • Anche quando viene tipizzato l'uso a design time è farraginoso perchè ci sono troppe proprietà/metodi • Ma soprattutto perchè non rappresenta esattamente i nostri dati ma siamo costretti ad adeguare i dati al dataset Custom entities 1. Creare una collection dei nostri dati 2. Possibilmente tipizzarla Customer Collection 3. Implementare almeno: • • IEnumerable per il mondo web IList per il mondo WinForms Customer Customer Customer Customer 4. Molte altre interfacce per renderla ricca di funzionalità al runtime e al design time (... le vedremo ...) Collection • Strada più veloce: derivare da ArrayList e implementare gli overload tipizzati per rendere più piacevole l'uso della collection • Strada più elegante: implementare IList, ICollection e IEnumerable usando per composition un ArrayList privato • Derivando CollectionBase non otteniamo una collection ben tipizzata e ci 'brucia' la possibilità di derivare la collection da un'altra classe base visto che in dotnet non c'è multiple inheritance Collection • Implementare IList (e quindi anche ICollection e IEnumerable) • IList: metodi base come Add, Remove, Clear e Contains • IList è l'unica interfaccia indispensabile per essere un datasource valido nelle Winform • ICollection: proprietà Count, SyncRoot • IEnumerable: GetEnumerator indispensabile per poter usare foreach • IEnumerable è l'unica interfaccia indispensabile per essere un datasource valido nelle Webform Duplicabilità (opzionale) • ICloneable. Unico metodo è Clone • MSDN dice che è facoltà del programmatore scegliere se si vuole implementare Clone come: – Deep Copy: copia della collection e di tutti gli elementi referenziati [Implementazione complessa] – Shallow Copy: copia della sola collection che condividerà gli elementi con la collection di partenza [Implementazione semplice] Usabile dal designer • IComponent oppure MarshalByValueComponent • IComponent unito agli attributi permette l'uso nel designer. Si aggiunge la collection alla toolbox e si trascina sulla superficie del form – [DesignerCategory("")] oppure [DesignerCategory("component")] – [ToolboxItem(true)] – [DesignTimeVisible(true)] • MarshalByValueComponent ci risparmia la fatica di implementare IComponent ma ci "brucia" la possibilità di derivare da un'altra classe IListSource: gerarchia a design time • Dato un DataSource vedo in DataMember l'elenco delle collection figlie • Una possibilità è quella di usare un oggetto contenitore e segnare il getter delle collection con l'attributo: DesignerSerializationVisibility • Se invece si vuole la gerarchia analoga a quella del DataSet devo costruire un oggetto analogo al DataViewManager: – il count riporta sempre 1 (così a design time c'è una sola riga) – ITypedList riporta le informazioni sulle inner-collection – costruire un PropertyDescriptor personalizzato Implementazione omessa nell'esempio per brevità Serializzabile, usabile da remoting • [Serializable] oppure ISerializable • La serializzazione permette di attraversare i remoting boundary Abilitazione alle notifiche, alle ricerche, editabile e ordinabile • IBindingList fornisce tutte quelle caratteristiche che troviamo nella DataView. È l'interfaccia più noiosa da implementare • Proprietà Allowxxx, Supportxxx, Sortxxx • Metodo AddNew che permette di inserire • Metodo ApplySort che permette di ordinare • Evento ListChanged per segnalare al controllo che i dati nella lista sono cambiati – Questo implica che l'oggetto child (collezionato) deve segnalare alla lista se e quando è cambiato Abilitazione alle notifiche, alle ricerche, editabile e ordinabile • E se non si implmenta IBindingList? – Per aggiornare i dati è necessario dare uno 'scrollone' al binding: private void RefreshGrid() { BindingManagerBase bmb = dataGrid1.BindingContext[dataGrid1.DataSource]; Tip! bmb.SuspendBinding(); bmb.ResumeBinding(); } – Per notificare le modifiche è necessario creare un evento che abbia il nome della proprietà + "Changed" Esattamente quanto già visto in una slide iniziale e nell'esempio "SingleElement" Informazioni sullo schema • ITypedList permette ai controlli di scoprire lo schema a runtime. • Permette di conoscere il tipo che si 'nasconde' dietro una proprietà. – Metodo GetItemProperties. Se la proprietà è un tipo complesso (collection) bisogna fornirgli l'elenco delle proprietà del tipo che si nasconde dietro la collection. – Metodo GetListName. Se la proprietà è una collection, noi dovremo fornirgli il nome (stringa) del tipo collezionato Informazioni sullo schema • Con ITypedList possiamo fare a meno delle TableStyles: – cambiare nomi alle colonne (per esempio "NomeAzienda" in "Nome Azienda") – ordinare le colonne in modo arbitrario – nascondere le colonne non desiderate public PropertyDescriptorCollection GetItemProperties(PropertyDescriptor[] listAccessors) { // prende il nome dell'oggetto collezionato con una funzione custom Type t = GetPropertyType(listAccessors); // vedi esempio per l'implementazione PropertyDescriptorCollection pdc = TypeDescriptor.GetProperties(t); // dentro pdc ci sono tutte le informazioni sul tipo, compresi gli attributi pdc = pdc.Sort(Customer.PropertyNames); // ordina le colonne int Len = Customer.PropertyNames.Length; PropertyDescriptor[] props = new PropertyDescriptor[Len]; for(int i=0; i<Len; i++) { if(Array.IndexOf(Customer.PropertyNames, pdc[i].Name) == -1) continue; // elimina le colonne non presenti nell'array props[i] = new BizPropertyDescriptor(pdc[i], null); // PropertyDescriptor custom } PropertyDescriptorCollection newpdc = new PropertyDescriptorCollection(props); return newpdc; } Gerarchica • Nessuna interfaccia. Questo viene gratis quando si implementa bene la ITypedList e il nostro object model è costruito secondo i canoni classici NWindSale Orders Order Si potrebbe scrivere una implementazione che nel binding mostri i dati sulla stessa riga mentre gli oggetti restano separati Ma non ha forse più senso un business object che li inglobi entrambi? Order OrderDetails OrderDetail OrderDetail OrderDetail Nota: l'articolo: http://support.microsoft.com/kb/325682/EN-US/ mostra come creare una JoinView per mostrare dati di due DataTable Products Products Products Product Product Product Validazione ed errori • Per gestire la validazione dei dati è necessario implementare IDataErrorInfo nella classe collezionata • Metodo IDataErrorInfo.Item (indexer) – ci passa il nome della colonna (stringa) – restituiamo stringa vuota oppure l'errore da mostrare come tooltip • Proprietà get di IDataErrorInfo.Error – restituiamo stringa vuota oppure l'errore da mostrare nell'header di riga della grid – Analogo a impostare la proprietà RowError della DataRow Modifiche transazionali • • • • L'oggetto collezionato può decidere di gestire la transazionalità delle modifiche implementando IEditableObject Bisogna implementare i 'famosi' metodi BeginEdit, EndEdit, CancelEdit tenendo da parte i valori temporanei delle proprietà fino al commit o rollback della transazione Per evitare equivoci, stiamo parlando di modifiche sull'interfaccia grafica, non del database Per esempio: Utente sceglie la riga EndEdit BeginEdit CancelEdit Cambio di riga Inizio modifiche Pressione tasto ESC 625 righe di collection Dov'è il trucco? • Parola d'ordine: "case tools" cioè generatori di codice – Se usano CodeDom è meglio perchè possono generare codice VB.net, C#, .... – Se usano StringBuilder è facile realizzarli • Generare cosa? – Il business object base a partire dalla tabella del db Attenzione! I business object spesso non mappano 1:1 con le tabelle quindi un lavoro manuale è sempre dovuto – La collection super-accessoriata. Questo è un task semplice: basta partire dall'esempio di questa sessione ed eseguire un banale replace con una regular expression Alla fine ci siamo rifatti il DataSet ... • [Serializable] public class DataSet : MarshalByValueComponent, IListSource, ISupportInitialize, ISerializable • [Serializable] public class DataTable : MarshalByValueComponent, IListSource, ISupportInitialize, ISerializable • public class DataView : // Analogo della collection di custom object MarshalByValueComponent, IBindingList, IList, ICollection, IEnumerable, ITypedList, ISupportInitialize • public class DataRowView : // Analogo del custom object ICustomTypeDescriptor, IEditableObject, IDataErrorInfo • public class DataViewManager : // Conserva una lista di impostazioni delle DefaultView MarshalByValueComponent, IBindingList, IList, ICollection, IEnumerable, ITypedList • [Serializable] public class DataRow Ne vale la pena? • Se si sviluppa RAD (vita dell'app molto corta), è meglio il DataSet • Se il progetto è molto semplice può convenire usare il DataSet • Negli altri casi io preferisco custom entities: – I business objects e le sue regole non si possono sempre deformare per farli assomigliare ad un database. – I business object non sono tabellari e non hanno necessariamente una semplice relazione 1:1 o 1:molti – Il db deve rimanere sempre solo un contenitore per la persistenza La parola ai benchmark ... ... per quello che valgono • • • • CustomClass vs DataSet Solo operazioni in memoria (no binding) CustomClass "full-optional" DataSet tipizzato o meno non cambia • Risultato velocità: • Risultato memoria (bytes in all heaps): – DataSet 231'891'952 byte – Custom 208'285'852 byte (misure eseguite con perfmon) public class CustomClass { private int _c0, _c1; private decimal _c2, _c3; private double _c4, _c5; private string _c6, _c7, _c8, _c9; // ... } public TimeSpan DoTest(ITestBiz obj) { DateTime d1 = DateTime.Now; for(int i=0; i<1000000; i++) { obj.AddOne(); obj.DeleteOne(); } for(int j=0; j<100; j++) { for(int i=0; i<10000; i++) obj.AddOne(); obj.Clear(); } DateTime d2 = DateTime.Now; return d2 - d1; 11,33% 10,18% } Cosa ci manca ancora? • Mantenimento dello stato pre-modifica (aggiornamento e cancellazione) • Flag per marcare i nuovi oggetti nella collection • Un analogo della DataView • Un sistema di persistenza su DataBase ... ORM Cosa ci porta VS2005? • Gestione del DBNull nell'infrastruttura del binding! (niente più problemi con controlli come il datetimepicker) • Proprietà NullMapping per la sostituzione del DBNull • Gestione visuale delle "List" in controlli come la combo • "Smart Captions". Se la colonna si chiama "NomeAzienda" il binding la cambierà automaticamente in "Nome Azienda: " con una regex • Eventi "string-typed" dalle colonne del dataset tipizzato (oggi sono generiche) • Uso delle partial classes per i DataSet tipizzati • L'oggetto TableAdapter per i dataset (che supporta nativamente i DBNull) • BindingSource e BindingNavigator (nella beta1 si chiamavano DataConnector e DataNavigator) ... comodo ma non può far altro che usare reflection e quindi è meno efficente della soluzione presentata Domande? E poi non dite che è la solita sessione ... ... dove si racconta la solita storia ... ... che si fa tutto senza scrivere una riga di codice