La Psicologia del Turismo
Lezione 1
Prof.ssa Antonietta Albanese
Università degli Studi di Milano
Cattedra di Psicologia Sociale
Segretaria scientifica A.R.I.P.T (Associazione Ricerche
Interdiscipinari Psicologia del Turismo)
1. La Psicologia del Turismo
nella storia
1.a. Definizione di Psicologia e cenni di
storia della Psicologia
La Psicologia è la scienza che studia la
personalità degli esseri viventi nella
relazione all’ambiente
Dal 1980, con la pubblicazione
dell’opera “Elementi di
Psicofisica”, si studia il rapporto
tra sensazione e stimolo
Le due correnti scientifiche
(1910)
Behaviorismo
(Watson, Stati Uniti)
Reflessologia
(Pavolv, Russia)
Studiano la relazione
Stimolo
Risposta
(S
R)
Evento che possiede la Variazione osservabile
capacità di determinare del comportamento,
una risposta
provocata da uno stimolo
1930, Stati Uniti, Lashley sottolinea che la
relazione S
R debba essere considerata
anche in funzione del sistema nervoso,
mediatore della relazione stimolo-risposta. Tale
modello (Psicofisiologia) pone l’accento sul
ruolo svolto da un elemento intermedio (O),
ovvero il sistema nervoso nella relazione tra
stimolo ambientale e risposta comportamentale
S
O
R
Tolman, successivamente, evidenziò che
l’essere umano con la sua capacità intellettiva e
la sua vita emotiva configura in modi diversi la
situazione stimolo proveniente dall’ambiente
(Behavior and Psychological man, 1951).
La personalità arricchisce lo stimolo di attributi
che non sono semplici caratteristiche fisiche.
S
P
R
L’indirizzo personalistico studia, dunque, la
personalità
individualità bio-psico-sociale
(W. Stern, Germania; G. Allport, Stati Uniti,
allievo di W. Stern ad Amburgo)
S. Freud (1856 - 1939) arricchì gli studi sulla
personalità con lo studio della vita emotiva:
timori, ansie, paure, vissuti inconsci che
condizionano il comportamento e le relazioni
della persona con il proprio ambiente di vita.
La Psicoanalisi è:
a) Metodo di indagine
b) Tecnica di trattamento dei disturbi mentali
c) Modello teorico di studio della personalità
(Per un’applicazione degli studi psicoanalitici al
comportamento turistico è utile l’approfondimento della
teoria della personalità di S. Freud)
1951, K. Lewin con la teoria del campo (field
theory) studia la personalità nella continua
relazione all’ambiente fisico e sociale.
Lewin apre la psicologia allo studio del gruppo;
fondò la scuola Groups dinamics che
interpreta i fenomeni manifestantisi nelle
relazioni personali tra componenti di un gruppo
sociale.
Nasce la Psicologia sociale che genera lo
spostamento degli studi psicologici alla
relazione persona-gruppo e solleciterà le
ricerche degli anni ’60 sulle dinamiche
relazionali
Persona
Gruppo
Organizzazione
L’ambiente sociale in generale non è realtà
esterna all’individuo, secondo Lewin, ma parte
essenziale dello “spazio di vita” dell’individuo
stesso, che si compone di regioni più personali
e private (motivazioni, aspettative, storia
personale) e di regioni motorie più strettamente
in
relazione
con
l’ambiente
fisico.
Il comportamento è, dunque, il risultato del
rapporto fra le regioni di cui lo spazio di vita è
composto. La rappresentazione mentale
dell’ambiente fisico e sociale è parte integrante
del modo di agire e pensare dell’individuo.
Gli studi di K. Lewin e di altri studiosi di matrice
gestaltista porteranno allo sviluppo del
cognitivismo e, successivamente, del sociocognitivismo.
L’attenzione agli aspetti fisico-ambientali degli
ambienti di vita quotidiana favorisce lo sviluppo
della Psicologia ambientale, sin dagli anni ’50.
La psicologia ambientale si è proposta come
una
Psicologia
sociale
dell’ambiente,
assumendo
l’esistenza
di
una
stretta
interdipendenza tra gli aspetti individuali e
sociali nella relazione persone-ambiente.
Il luogo, porzione spazialmente definita e
rilevante dell’ambiente socio-fisico di vita delle
persone, è un sistema interdipendente in cui
spazi fisici e processi psicosociali (percezioni,
atteggiamenti, cognizioni) si intersecano (Bonnes
e
Carrus,
2004)
La specificità di luogo (place specific) solleciterà
ricerche interessanti negli anni 2000 sulle
esperienze del luogo o dei luoghi nell’attività
turistica.
2. La Psicologia del turismo
2.a. Definizione e cenni storici
La Psicologia del turismo studia i
comportamenti turistici individuali e
di
gruppo.
I primi studi di Psicologia del turismo in Italia
risalgono
agli
anni
’80.
Le prime ricerche, svolte dall’Istituto di Psicologia
dell’Università degli Studi di Milano, riguardano i
temi
della
percezione
memoria
motivazione
altruismo
Queste ricerche si svolgono in stretta
collaborazione con l’Istituto di Geografia
dell’Università degli Studi di Milano (prof.
Giacomo
Corna
Pellegrini).
I temi di ricerca indicati seguono gli interessi e
gli sviluppi progettuali del T.C.I (Touring Club
Italiano)
La ricerca in Psicologia del turismo si configura
come ricerca interdisciplinare: psicologia,
geografia, economia, sociologia, antropologia
studiano il comportamento turistico nei diversi
aspetti scientifici di loro competenza.
Nel 1984 si costituisce il Comitato Scientifico
Nazionale
Interdisciplinare
“Psicologia
del
turismo” in una giornata di studio sul tema a San
Pellegrino Terme (Bergamo) al termine del XX
Congresso Nazionale degli Psicologi Italiani
(S.I.P.S., Società Italiana di Psicologia, Bergamo,
settembre 1984)
Questo momento congressuale ha costituito la
Psicologia del turismo italiana; la proposta di
una giornata di studio post-congressuale favorì
una riflessione scientifica sulla possibilità di
applicare le competenze psicologiche non più
soltanto all’handicap ed alla patologia, ma al
tempo libero, al viaggio, all’attività turistica
che andava estendendosi grazie allo sviluppo
economico degli anni ’80.
Il tema di studio interessò i geografi
dell’Università di Milano, gli economisti, i medici
dello sport, la medicina termale (ricordo il dott.
Angelo Quarenghi della Clinica Quarenghi di
San Pellegrino, promotore con noi della
giornata di studio presso le Terme di San
Pellegrino)
La giornata di studio si è avvalsa delle
riflessioni di operatori turistici, direttori di
agenzia di viaggio, tour operator, in un
confronto stimolante e propositivo.
Al termine della giornata di studio nasce,
dunque, il Comitato scientifico nazionale
interdisciplinare “Psicologia del turismo”,
con la presidenza del prof. Marcello CesaBianchi, allora direttore dell’Istituto di Psicologia
della Facoltà di Medicina dell’Università degli
Studi di Milano; segretaria scientifica nazionale
del Comitato la prof.ssa Antonietta Albanese,
allora docente di Psicologia presso l’Università
di Bergamo e segretaria nazionale del citato XX
Congresso nazionale degli psicologi italiani.
Anni ’80-’90: il Comitato scientifico “Psicologia
del turismo” nei convegni e congressi nazionali
con cadenza biennale studia i temi della
motivazione e della conoscenza dell’ambiente
fisico e sociale, la stretta relazione tra turismo,
salute e cultura.
Anni ’90-2000: il tema centrale dello studio della
Psicologia del turismo è la sinergia tra ricerca e
impresa per un turismo inteso come cultura
dell’incontro.
La collaborazione tra le Università italiane,
Federturismo, Enti pubblici e Associazioni avvia,
dunque, riflessioni e progettualità sulla
formazione universitaria in Scienze del Turismo
(oggetto di studio di una seguente lezione di
Psicologia del turismo).
Il Congresso del 1997 presso l’Università di
Milano segnalò la necessità di una non più
dilazionabile formazione manageriale nel turismo,
non solo economica, ma multidisciplinare.
La collaborazione con il Centro Universitario
Europeo per i Beni Culturali di Ravello (Salerno)
consolidò l’attenzione degli studiosi ai beni
culturali e ambientali, alla Psicologia ambientale
ed alla Psicologia del turismo.
Anni ’95-2000: l’insostituibile collaborazione
dell’ing. Francesco Cetti Sorbelloni consentì
sinergie tra ricerca-progettazione-valorizzazione
delle risorse umane e ambientali nel turismo,
nella
stretta
collaborazione
con:
Pro
Loco
Enti
locali
Agenzie
T.C.I
F.A.I
WWF ecc…
La ricerca garantisce l’attivazione di innovativi
percorsi universitari in diverse Università del
Nord, Centro, Sud Italia e non solo in Economia
del Turismo
Dal 2000 il Comitato scientifico “Psicologia del
turismo” si trasforma in A.R.I.P.T. (Associazione
Ricerche
Interdisciplinari
Psicologia
del
Turismo/Association Interdisciplinary Research of
Psycology
of
Turism).
Il Congresso di Bari, settembre 2001, dal
suggestivo titolo “Il Mediterraneo, luogo di
viaggi ed incontro tra culture e identità,
memoria, scoperta reciproca”, svoltosi in
collaborazione con il Dipartimento di Psicologia
dell’Ateneo barese (27-29 settembre 2001) ha
evidenziato la dimensione psicologica e sociale
del fenomeno turistico quale fondamento
dell’incontro
tra
culture.
La presenza dei rappresentanti delle istituzioni
e del mondo produttivo in quella sede ha
dimostrato la crescente, indispensabile sinergia
tra il mondo delle ricerche e quello produttivo e
della progettualità.
I successivi Congressi nazionali:
• “Ambiente e turismo” (San Miniato, Firenze, 2003)
• “Viaggiare bene per vivere meglio” (Milano, 2005)
• “Ambiente e turismo: la memoria e lo sguardo”
(Napoli, 2007)
• nonché il Convegno intermedio svoltosi a Isili
(Cagliari, 2002)
hanno presentato ricerche e studi sui temi del turismo
sostenibile ed ecocompatibile, sottolineando la
centralità del turista, attore principale del fenomeno
turistico e l’etica del turismo quale tema di non più
dilazionabile riflessione
Si consultino gli Atti dei dodici Congressi nazionali
svoltisi,
riportati
qui
di
seguito:
1984 San Pellegrino Terme “Psicologia e turismo”
1987 Sangemini “Turismo, salute, cultura”
1988 Sassari “Psicologia del Turismo”
1990 Sangemini “Ambiente, salute, cultura”
1994 Trento “Risorse naturali e risorse umane nel turismo”
1995 Ravello “Scienza e impresa per un turismo come cultura
dell’incontro”
1997 Milano “Turismo di gruppo e formazione degli operatori”
1999 Gorizia “Viaggiare per conoscersi”
2001 Bari “ Il Mediterraneo, luogo di viaggi ed incontro fra
culture: memoria, identità, scoperta reciproca”
2003 S. Miniato “Ambiente e turismo”
2005 Milano “Viaggiare bene per vivere meglio”
2007 Napoli “Ambiente e turismo: lo sguardo e la memoria” (in
via di pubblicazione per Padova University Press)
Pubblicazioni
promosse
dal
Comitato:
Traini A. (1986) (a cura di), Psicologia e turismo, Bolis, Bergamo.
Virdi R. e A. Traini (1990) (a cura di), Psicologia del turismo: turismo,
salute, cultura, Armando, Roma.
Ferrari C. (1991) (a cura di), Psicologia e turismo: riflessioni in Sardegna,
Iniziative Culturali, Sassari.
Cinanni V., Virdi R. e Fumai G. (1995), Ambiente, salute, cultura, Kappa,
Roma.
Albanese A. e Grandi G. (1997) (a cura di), Turismo: risorse umane e
ambientali, Cuem, Milano
Albanese A. (a cura di), Scienza e impresa per un turismo come cultura
dell’incontro, Annali Italiani del turismo internazionale, Comunicazioni ’90,
Milano, n. 4 anno 1996-1997.
Albanese A. e Corna Pellegrini G. (1999) (a cura di), Turismo di gruppo e
formazione degli operatori, Cuem, Milano.
Gabassi P. G. e Togni M. (2000) (a cura di), Viaggiare per conoscersi,
Cuem, Milano.
Serino C. (2003) (a cura di), Il Mediterraneo, luogo di viaggi ed incontro
tra culture: identità, memoria, scoperta reciproca, Laterza, Milano.
Albanese A., Maeran R. (2007), Viaggiare bene per vivere meglio,
Padova
University
Press,
Padova.
Albanese A., Fabbiani M. (2007), Ambiente e turismo, Cleup, Padova.
Albanese A., Cristini C. (2007), Psicologia del turismo: prospettive
future. Un percorso di ricerca-formazione nazionale interdisciplinare.
Scritti in onore di Marcello Cesa-Bianchi, Milano, Franco Angeli.
2.b. Il comportamento turistico
Il comportamento turistico va studiato nelle
quattro fasi fondamentali:
• Fase percettiva
• Fase motivazionale
• Fase esecutiva
• Azione
Fase percettiva
Fase dell'elaborazione degli stimoli
Cognitiva
Emozionale
La fase percettiva studia
ambientale con ricerche
la percezione
interdisciplinari.
Si applicano al comportamento turistico gli studi
psicologici concernenti gli schemi ambientali, le
informazioni congruenti e compatibili con lo
schema (R. Job, 1991)
Schemi ambientali
Informazioni
Congruenti e compatibili
con lo schema
(R. Job, 1991)
Si studia, altresì, la relazione tra schemi
ambientali e informazioni incongruenti con lo
schema
Schemi Ambientali
Informazioni
Incongruenti con lo schema
(R. Job 1991)
Si applicano al comportamento turistico gli studi
di Witkin (1954) sugli stili cognitivi e la stretta
relazione esistente tra stili cognitivi e
personalità
Stili cognitivi (Witkin, 1954)
Dipendenza dal campo
Indipendenza dal campo
Percezione visiva
Percezione del Sé
Fase motivazionale
Questi temi fondano gli studi sulla fase
motivazionale del comportamento turistico
La motivazione è “motivo” dell’azione, del
comportamento
Motivazione
“Motivo” dell’azione, del
comportamento
Motivazione
Spinta all’azione,
Che crea nel soggetto uno stato di bisogno
generalizzato
Motivazione
Intrinseca
Estrinseca
Pulsioni
(studi psicoanalitici)
Input sensoriali
Il comportamento turistico soddisfa, nella
scala dei bisogni di Maslow, bisogni di
realizzazione e successo, bisogni di
autostima e senso di appartenenza.
Scala dei bisogni
Maslow
Autorealizzazione
Successo
Autostima
e prestigio
Amore e senso di appartenenza
Sicurezza
Gli
studi
psicoanalitici
evidenziano
la
connotazione della vacanza quale “ritorno alla
libertà dell’uomo primitivo”, in un ritorno alla vita
del vero contatto con la natura, della primaria
relazione
O
Organismo
vivente
A
Ambiente
Si evidenziano nella vacanza vissuti di
attrazione (soddisfacimento dei bisogni di
autorealizzazione, autostima, bisogni fisiologici)
e vissuti di repulsione quali il senso di colpa
per l’abbandono del lavoro (Harlinger, 1960) o il
timore del “quadro di riferimento” quotidiano,
delle
reti
relazionali
quotidiane,
con
conseguente timore di perdita delle sicurezze e
reazioni psicosomatiche.
Vissuti di attrazione
Soddisfacimento dei bisogni
Autostima,
Autorealizzazione,
Amore,
Bisogni fisiologici.
Vissuti di repulsione
(Pearce, 1981)
Timori
di non
soddisfacimento
Senso
di colpa
per il lavoratore
autonomo
(Harlfinger, 1960)
Reazioni psicosomatiche
astenia, irritabilità, insonnia,
problemi digestivi, ansia
(Rubenstein, 1980)
Nell’ottica
psicosociale
si
studia
il
comportamento turistico dapprima quale
“comportamento d’élite” (dal Grand Tour al
viaggio quale esibizione di autonomia dal
bisogno) e successivamente quale turismo di
gruppo e di massa.
Dal 1984 il Comitato scientifico “Psicologia del
turismo” ha svolto ricerche sulla motivazione del
gruppo dei giovani al viaggio quale status
symbol e quale modalità di “appartenenza” al
gruppo
dei
pari.
Gli studi sul gruppo di K. Lewin e R. Brown
sono stati applicati, come vedremo nelle
successive lezioni, al comportamento turistico
di gruppo.
Dagli anni ’90 la focalizzazione dei temi
concernenti il turismo sostenibile consente
ricerche e riflessioni sul turismo come cultura
dell’incontro che può divenire “scontro” tra turista
e residente se il turista è percepito come
“invasore” ed ha un impatto negativo con la
cultura
locale.
Interessanti ricerche degli anni 2005-2007
sottolineano, altresì, l’importanza della “cultura”
dell’ospitante per l’accoglienza del turista nel
rispetto delle reciproche identità.
Fase esecutiva
La fase esecutiva è la vera e
propria azione per la realizzazione
dei progetti.
Gli studi interdisciplinari psicologici ed
economici
analizzano
l’interazione
tra
domanda di vacanza e offerta ed esaminano,
altresì, il più recente comportamento di scelta
delle vacanze “low cost”, con evidente
dominanza di elementi economici rispetto a
quelli psicologici.
Studi interdisciplinari
Psicologia-Economia
Evento turistico
Domanda
di attività di vacanza
Offerta
di luoghi deputati
al turismo
Interazione
Gli studi interdisciplinari tra Psicologia e
Medicina esaminano la relazione Psicologia
del turismo e salute con particolare riguardo al
turismo
termale.
Le diverse mete turistiche proposte, “offerte”
per il benessere, non sempre soddisfano i reali
bisogni
psicofisici
della
persona.
Il benessere psicofisico della persona si
accompagna, infatti, alla qualità dei servizi
(dal mezzo di trasporto all’hotel, alla
programmazione senza stress del viaggio) ed
alla qualità dell’ambiente ospitante in un turismo
ecocompatibile.
La più recente ricerca di Psicologia del turismo,
pertanto, si occupa di organizzazione-turismo
sostenibile-qualità (F. Marini, 2007; A.
Albanese, 2006-2008) come esamineremo
nelle
successive
lezioni.
La collaborazione scientifica è sempre più
multidisciplinare tra Psicologia, Geografia,
Economia, Medicina, Sociologia, Antropologia,
Diritto e la ricerca è sempre più intercorrelata e
comparata.
L’azione
L’azione è la messa in atto di
comportamenti turistici, risultato di
motivazioni, scelte, decisioni
Si studiano comportamenti dissonanti rispetto
all’atteggiamento e si applica la dissonanza
cognitiva (Festinger) ai temi del comportamento
turistico.
La dissonanza cognitiva è la discordanza tra
atteggiamento, opinione e comportamento che
crea disequilibrio e tensione.
Per ristabilire l’equilibrio l’individuo
può:
• Modificare la situazione (soluzione
molto difficile)
• Modificare l’atteggiamento, l’opinione
(ricercando informazioni congruenti al
comportamento e modificando
l’elaborazione cognitiva)
• Modificare il comportamento
Nell’applicazione al comportamento turistico è
molto difficile quest’ultima modificazione: una
volta decisa la meta turistica, prenotato e
“pagato” il viaggio è altrettanto difficile
modificare il comportamento, in un’analisi costibenefici
Studi psicologici e sociologici evidenziano
comportamenti dissonanti in gruppi di giovani,
in un confronto europeo stimolante; vengono
analizzati questi comportamenti soprattutto nel
turismo
scolastico.
Si privilegia, inoltre, negli anni 2000, lo studio
del comportamento turistico degli anziani e
dei pensionati, che vedono nel viaggio la
soddisfazione di un bisogno spesso non
considerato negli anni di lavoro per mancanza
di tempo o per motivi economici (A. Albanese,
F. Facchini, G. Vitrotti, Dal lavoro al
pensionamento, Milano, Franco Angeli, 2006).
Quesiti:
La Psicologia Studia:
 I comportamenti degli individui
 I comportamenti umani
 La personalità degli esseri viventi nella
relazione all’ambiente
La Psicologia del turismo studia:
 La conoscenza dell’ambiente da parte del
turista
 I comportamenti turistici individuali
 I comportamenti turistici individuali e di
gruppo
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La Psicologia del Turismo Lezione 1