Prof. Renato Fontana
LA SOCIOLOGIA DEL LAVORO:
LE RICERCHE E GLI OPERAI
Facoltà di scienze politiche, sociologia, comunicazione
A.A. 2011/2012
… il nostro percorso
IV parte: L’Italia dagli anni 70 ad oggi
• Isvet: una fotografia della classe operaia
• Gallino: L’Italia della flessibilità
V parte: Per riassumere nella sociologia del lavoro
Sociologia del Lavoro
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Contesto:
Negli anni 60 la storia del mondo del lavoro aveva subito una
forte accelerazione dei processi innovativi accompagnata da
una maturazione della coscienza sindacale e della volontà
antagonistica da parte dei lavoratori. Sotto la spinta ultima delle
grandi ondate di lotta che accompagnarono la fine degli anni
‘60 si faceva sentire la necessità di aggiornare le conoscenze
sulle condizioni dei lavoratori, nonché la necessità di ridare alla
sociologia un ruolo conoscitivo e di indirizzo a cui aveva
rinunciato da tempo.
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Committente e Scopo:
L’Istituto per lo sviluppo economico e tecnico (Isvet)
commissiona una rilevazione demoscopica sui lavoratori
dipendenti delle industrie manifatturiere italiane. Lo scopo è
riesaminare criticamente gli aspetti fondamentali della
condizione politica, economica, sociale e professionale dei
lavoratori dipendenti.
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
équipe di ricerca:
D.De Masi, G.Favola, F.O.Buratto, G. De Santis, R. Di
Leo, L.Frey, R.Raimondi, A.M. Ventrella
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Fasi della Ricerca:
1) Studio di testi teorici, esame critico di ricerche analoghe,
discussione in gruppo degli schemi concettuali e delle
ipotesi emergenti. Elaborazione di un documento di sintesi
sui temi emergenti.
2) Raccolta di contributi teorici e suggerimenti metodologici di
operatori economici, sindacali, politici e culturali attraverso
la discussione guidata del documento elaborato nella fase
precedente. Messa appunto delle ipotesi di ricerca.
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Fasi della Ricerca:
3) Raccolta dei dati presso i lavoratori con questionari
strutturati.
4) Codifica dei questionari, tabulazione, elaborazione
elettronica dei dati e progressiva interpretazione dei dati
quantitativi, fino alla stesura e alla pubblicazione del rapporto
finale.
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Ipotesi della ricerca:
L’organizzazione evolve da forme pre-capitalistiche a forme
neo-capitalistiche per quanto riguarda l’automazione e le
procedure, non la gestione del personale. Le mansioni svolte
dal lavoratore sono sempre più modeste ma sempre più
indispensabili. Per questo e per la maggiore presa di coscienza
aumenta la conflittualità e la forza dei lavoratori.
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Metodologia e Campione:
• Nella II fase: intervista ad un campione di 400 testimoni
privilegiati sulla base di un documento e di una scaletta di
domande aperte.
• Nella III fase: questionario strutturato di 148 domande
somministrato a 7.049 lavoratori di aziende pubbliche e
privata in 12 settori manifatturieri
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Risultati:
• Simmetria tra condizione dei lavoratori in fabbrica e
condizione sociale: lo status ed il ruolo del lavoratore erano
predeterminati dalla condizione socio-familiare già prima
dell’ingresso in fabbrica.
Prestigio/
potere/
ricchezza
Collocazione
nella
piramide
operaia/
impiegatizia
Sociologia del Lavoro
Titolo
di
studio
Condizioni
sociali
nell’infanzia
e nella
gioventù
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Nella repubblica
fondata sul
lavoro il lavoro
restava fondato
sulla casta
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Risultati:
Si crea un circolo vizioso
Tanto più si
era privilegiati
nella società
Tanto più si
era
scolarizzati
Tanto più si
era privi di
coscienza
sindacale
Sociologia del Lavoro
Tanto più in alto
si era collocati
nella gerarchia
aziendale
Tanto più si
acquisivano i
privilegi per
assicurare il
godimento anche
agli eredi
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Risultati:
• I lavoratori privilegiati erano privilegiati in tutto e lavoratori
svantaggiati erano svantaggiati in tutto:
– Chi aveva una retribuzione più alta godeva di un ambiente più sano,di
una mansione più creativa, di una conoscenza più estesa circa le
politiche dell’azienda e il senso del proprio lavoro;
– Anche all’interno delle varie categorie una linea trasversale
discriminava gli uomini dalle donne, riservando ai primi tutti i ruoli
ricchi di contenuto, meglio retribuiti e capaci di agevolare la carriera, e
lasciando alle seconde la maggior parte delle mansioni monotone,
ripetitive e strettamente esecutive.
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Risultati:
• Si rilevarono situazioni molto diverse in
tipologie di aziende, sub-sistemi:
diversi settori,
– i lavoratori delle imprese private erano meno alienati, più combattivi,
più politicizzati di quelle pubbliche, anche se lo stile di gestione dello
“stato imprenditore” era sostanzialmente identico a quello privato;
– le aziende metallurgiche e petrolchimiche risultarono più “neocapitaliste” di quelle tessili, alimentari e dell’abbigliamento, sia per lo
stile di gestione che per il comportamento delle maestranze;
– differenze di sub-sistema si rilevavano in una innovazione che aveva
riguardato più la tecnologia che l’aspetto direzionale: si compravano
nuovi macchinari piuttosto che adottare un nuovo modello di gestione;
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1971-1974)
Risultati:
•
sono presenti tutti gli elementi dell’alienazione dentro e fuori
dalla fabbrica
In fabbrica: distacco dal proprio
lavoro e dal suo prodotto ma
crescente consapevolezza
sindacalizzazione
In città: incastrato nel sistema
capitalistico senza la presenza la
presenza di compagni di reparto
I lavoratori sono molto più
forti nella fabbrica che nella
società
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1980-1983)
Contesto e Scopo:
Dopo 10 anni, caratterizzati da profondi mutamenti
sociali ed economici l’Isvet commissione alla stessa
equipe una nuova rilevazione demoscopica attuata
con metodologie simili alla prima e pensata per un
confronto con la precedente
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Isvet: una fotografia della classe operaia
(1980-1983)
I risultati:
L’Italia tra industriale e post-industriale
Diminuisce la sicurezza del
posto di lavoro e aumenta la
predisposizione alla flessibilità
Aumentano le iscrizioni al
sindacato ma diminuiscono i
partecipanti attivi e aumentano i
“critici”
Sociologia del Lavoro
Si utilizzano nuove forme
organizzative (job
rotation/enrichment) ma
permangono gli stessi sistemi di
controllo e lo stesso stile di
leadership
Le nuove tecnologie tolgono il
lavoro al 4% dei lavoratori e la
stabilità del posto diventa più
motivante della retribuzione o
della carriera
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Gallino:L’Italia della flessibilità
Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità
LA FLESSIBILITA’: L’ITALIA DI OGGI
FLESSIBILITA’
DELL’OCCUPAZIONE
LAVORO EMERSO
LAVORO
SOMMERSO
Sociologia del Lavoro
FLESSIBILITA’ DELLA
PRESTAZIONE
10-11 MILIONI
DI
LAVORATORI
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Gallino:L’Italia della flessibilità
Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità
Perché si persegue la flessibilità?
Ridurre il constesto diretto e
indiretto del lavoro
adeguandolo il più possibile
all’andamento della
produzione e/o delle vendite
Il lavoro flessibilità assorbe
in parte il rischio derivante
dalla connessione a monte
e a valle con altre aziende
Si inibiscono le forme
associative dei lavoratori
La flessibilità è figlia
della globalizzazione
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Gallino:L’Italia della flessibilità
Il lavoro non è una merce. Contro la flessibilità
Vengono applicati al lavoro i principi diffusi per la
gestione dei materiali e delle merci
Produzione solo su
domanda
Just in time
Regolazione del flusso della forza lavoro in modo che le sue
prestazioni vengano erogate, e dunque retribuite, solo quando
sono effettivamente utilizzate
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Gallino:L’Italia della flessibilità
La flessibilità aumenta l’occupazione?
• I dati statistici relativi all’occupazione presentano una tale
quantità di ambiguità che non c’è alcuna evidenza empirica
del rapporto positivo tra flessibilità e occupazione.
• Oltre a non esserci aumento dell’occupazione c’è anche una
diminuzione della produttività:
– Il lavoratore è scarsamente motivato sapendo di dover cercare un
altro lavoro;
– Il lavoratore non dispone di tempo per fare formazione
– Il lavoratore lascia l’impresa prima di aver accumulato l’esperienza
necessaria per aumentare la sua produttività
– L’azienda perde l’opportunità di creare sinergia tra le conoscenze
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Gallino:L’Italia della flessibilità
“l’uomo flessibile”
La flessibilità che abbassa i costi e i rischi dell’impresa sono
pagati dai costi personali e sociali a carico dell’individuo:
• Impossibilità di fare progetti personali o professionali a
breve o a lungo termine;
• Interiorizzazione dell’idea che le contingenze possano
controllare e modificare la direzione della propria esistenza
• La fammentarietà dei lavori impedisce la costruzione di una
carriera o di una identità lavorativa da cui discende anche
quella personale e sociale.
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Gallino:L’Italia della flessibilità
“l’uomo flessibile”
• La flessibilità mina le basi del lavoro dignitoso
Sicurezza
dell’occupazione
Sicurezza di
rappresentanza
Sicurezza
previdenziale
Sicurezza del
reddito
Sicurezza sui luoghi di
lavoro
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Gallino:L’Italia della flessibilità
“la società flessibile”
Una società priva di INTEGRAZIONE SOCIALE
Polarizzazione
delle condizioni
lavorative e socioeconomiche
Tempi e modi di
lavoro che
inibiscono la
socialità
Sociologia del Lavoro
Il lavoro flessibile invade
ogni aspetto della vita
non permettendo alcuna
forma rituale
Ritmi lavorativi che erodono il
legame tra l’individuo e le società
intermedie
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Per riassumere
• I PRECURSORI
– F.Engels: la situazione della classe operaia in inghilterra (1844-45)
– F. Le Play: 36 storie di vita di lavoratori
– M.Weber : Verein fur soziolpolitik (1872)
• LA SCUOLA CLASSICA: ONE BEST AWAY
– Taylor e Ford: lavoro operaio
– Fayol: lavoro impiegatizio
• IL FATTORE UMANO
– Human Relations (Mayo): importanza dei rapporti intepersonali e di
gruppo
– Human Resources (McGregor, Likert, Herzberg, Argyris..):
valorizzazione della risorsa umane
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Per riassumere
• LA TECNOLOGIA
– Blauner : la tecnologia e l’alienazione
– Touraine: la tecnologia e il contenuto professionale
– Walker e Guest: la tecnologia e la motivazione
• APPROCCIO SISTEMICO:
azienda come “sotto-sitema sociale aperto”
– Impossibilità di modificare parte del sistema senza modificare il
sistema nel suo complesso
– Non concepisce un sistema come avulso dal contesto generale
– Contesto interno all’azienda ed esterno si influenzano
vicendevolmente
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Per riassumere
• IL FENOMENO BUROCRATICO
– Weber: idealtipo di burocrazia come forma superiore di esercizio
razionale del potere
– Gouldner: individuazione di tre tipi di burocrazia:
» Impositiva
» Rappresentativa
» Afferente
– Crozier: studi sul potere in relazione all’effettivo grado di
discrezionalità e al margine di incertezza
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