la partecipazione Giulio Andrea Tozzi 10.6.2005 Pisa Fino ai primi anni ‘80 Chiara divisione tra il mondo degli esperti del rischio e quello delle persone comuni. Obbligare chi genera dei rischi a informare chi viene esposto ad essi. Fino ai primi anni ‘90 Prevalenza dell’attenzione verso la comunicazione intesa come tecnica persuasiva. Avvicinare i cittadini all’Amministrazione Pubblica, rendendola più trasparente, diritto all’accesso entro certi limiti alle informazioni. Fase attuale Comunicazione come processo di Riconoscere il diritto a scambio tra diversi soggetti che partecipare a una decisione che hanno titolo per partecipare alle può avere effetti sulla salute. decisioni. Marco Biocca, “La comunicazione sul rischio per la salute”, Centro Scientifico Editore, 2002. 2 la prevenzione possibile • primo livello – messa in opera di sistematiche procedure di valutazione e intervento per abbattere i rischi dell’ambiente fisico. Sebbene su questo si siano fatti molti passi avanti, in taluni Paesi, soprattutto del Sud Europa, non si è ancora raggiunta una soddisfacente attuazione di questo punto. • secondo livello – valutare e prevenire i rischi creati da come il management organizza la produzione e le mansioni risultanti. Viene preso raramente in considerazione, benché sia prescritto dalla direttiva quadro. • terzo livello – rischi legati all’organizzazione, lo sforzo mentale e sociale determinato dalle decisioni del management. La prevenzione primaria è in questi casi, praticamente ovunque, poco considerata o carente. Per cui si ha un’estesa esposizione ad alti e imprevedibili carichi di lavoro, violenze e minacce, conflitti interiori. Kaj Frick, NIWL, 2004 3 la prevenzione efficace: “scala d’impatto” I. II. III. Cambiamenti nella formazione degli attori Cambiamenti nel comportamento degli attori Cambiamenti nell’organizzazione delle attività preventive nell’azienda IV. Miglioramento dei processi produttivi V. Riduzione dei rischi VI. Riduzione dei disagi e dei danni VII. Miglioramento della salute e della sicurezza da M.Velázquez Fernández, “Los indicadores de la inspección de trabajo y seguridad social” (2004) 4 perché la partecipazione dei lavoratori (I)? 1. Il diritto a condizioni di lavoro sane, implica il diritto di sapere come esso influisce sulla salute e di come si possono migliorare le condizioni di lavoro; 2. È metodologicamente impossibile conoscere in modo adeguato le condizioni di lavoro senza coinvolgere i lavoratori; 3. Maggiore è la partecipazione dei lavoratori, maggiore è l’efficacia dei programmi di prevenzione; 5 perché la partecipazione dei lavoratori (II)? 4. Accrescere l’attenzione sulla salute facilita la presa di coscienza dei lavoratori su minacce ambientali più generali; 5. Ricerche dimostrano che la salute è una delle questioni percepite come più importanti dai lavoratori; 6. Sul posto di lavoro, la principale, ma non necessariamente l’unica, modalità di partecipazione è quella tramite le Organizzazioni Sindacali. Agire per la salute può accrescere la presenza sindacale. 6 diritti legali minimi dei RLS (I) 1) selezione dei RLS tra i lavoratori; 2) protezione dei RLS da persecuzioni o discriminazioni derivanti dal loro ruolo di rappresentanti; 3) monte ore adeguato e retribuito per poter esercitare la funzione di RLS; 4) monte ore adeguato e retribuito per essere formati ad esercitare la funzione di RLS; 7 diritti legali minimi dei RLS (II) 4) diritto a ispezionare il posto di lavoro; 5) diritto a ricevere adeguate informazioni dal datore di lavoro, su rischi per la salute e per la sicurezza attuali e futuri sul posto di lavoro; 6) Diritto a ricorrere all’autorità di controllo; 7) Diritto a interloquire con esperti di propria fiducia; 8 diritti legali minimi dei RLS (III) 8) diritto a ricercare le segnalazioni e le rimostranze dei lavoratori in materia di salute e sicurezza; 9) diritto a esigere dal datore di lavoro di adottare misure di prevenzione; 10) diritto a essere consultati dal datore di lavoro nel merito della scelta degli specialisti in prevenzione; 11) diritto a rifiutare il lavoro pericoloso, senza temere persecuzioni; 9 la partecipazione nell’UE (I) Germania OHS reps sono designat dal ddl dopo consultazine del Comitato d’Impresa Non vi è alcun Comitato Il Comitato d’Impresa agisce istituzionalmente anche in materia di Salutesicurezza Belgio Non vi sono OHS reps. Sono i delegati se non esiste il OHS Committee OHS Comitato. Bipartito, istanza di consultazione. I Reps sono eletti ogni 4 anni. > 50 > 20 > 10 Danimarca OHS reps eletti dai lavoratori in un “OHS working group” con employers’ reps >10 OHS Comitato >20 Spagna OHS reps eletti come i delegati >5 OHS Comitato Bipartito, istanza di consultazione. delegati OO.SS.possono partecipare > 50 > 5 10 la partecipazione nell’UE (II) Francia Non vi sono OHS reps. Se non esiste Comitato, i delegati agiscono per salute-sicurezza Italia OHS reps eletti dai lavoratori sulla base di accordi collettivi OHS workersÕ reps sono designati dalla loro OO.SS, se riconosciuta dal ddl. Regno Unito OHS Comitato. >50 Istanza di consultazione bipartita. I delegati OO.SS. possono partecipare senza voto in aziende >300. Almeno una volta allÕ anno esperti del ddl e RLS devono riunirsi OHS Committee se richiesto da 2 o pi¯ WorkersÕ reps Dal 1970 ampi diritti da Pere Boix, Laurent Vogel, “Participaciòn de los trabajadores” (2000) 11 capacità da sviluppare nei Servizi (I) 1. Come stimolare ed ascoltare l’informazione che proviene dai lavoratori; 2. Come utilizzare e valorizzare al massimo questa informazione comparandola con il proprio bagaglio di conoscenze tecniche; 3. Come rivedere criticamente e sistematicamente: informazione, atteggiamenti, giudizi, motivazioni; 4. Come lavorare in gruppo e con i lavoratori senza imporre il proprio punto di vista. 12 capacità da sviluppare nei Servizi (II) 5. Come e quando consultare preventivamente i RLS sulle condizioni dell’ambiente da visitare; 6. Come rinforzare l’azione autonoma dei RLS verso lavoratori, datore di lavoro, rspp, medico competente; 7. Come e quando intervenire al più presto (qualsiasi ora e giorno) su richiesta urgente dei RLS; 8. Come proteggere l’anonimato dei lavoratori; 9. Come e quando garantire la riservatezza di informazioni fornite da ddl, rspp, mc. 13 capacità da sviluppare nei Servizi (III) 9. Come e quando effettuare i sopralluoghi in presenza anche dei RLS; 10. Come rilasciare ai RLS informazioni scritte sugli atti compiuti; 11. Come e quando informare i RLS sulle indagini di PG in corso (infortuni e mal. professionali); 12. Come garantire che il datore di lavoro informi tutti i lavoratori; 13. Come garantire che ddl, rspp, mc rispettino i diritti di partecipazione dei RLS e dei lavoratori. 14 capacità da sviluppare nei Servizi (IV) 14. Come fornire ai RLS informazioni e documentazione strutturate pertinenti alla situazione; 15. Come promuovere iniziative di informazione e formazione strutturate per i RLS; 16. Come selezionare le richieste di iniziative strutturate provenienti da RLS, Sindacati Confederali, Sindacati “autonomi”, Datori di lavoro; 17. Come collocare tali iniziative strutturate nella programmazione dell’attività dei Servizi (in orario, fuori orario, a pagamento, gratis, con operatori dedicati, ecc.). 15 capacità da sviluppare nei Servizi (V) 18. Come operare, se non esistono RLS o delegati; 19. Come operare, se RLS e RSU sono in contrasto tra loro; 20. Come operare, se esistono RLS di sigle diverse in conflitto e in competizione tra loro; 21. Come operare, se l’RLS frappone ostacoli ingiustificati alle iniziative di tutela; 22. Come operare, se chi chiede informazioni è la struttura sindacale “esterna”. 16 capacità da sviluppare nel SSN 1. Come ricercare e produrre conoscenze utili per la prevenzione; 2. Come costruire basi di dati, indicatori e reti di scambio per programmare gli interventi, analizzare i risultati, fornire informazioni sull’attività svolta; 3. Come informare e consultare le parti sociali sui programmi e sui bilanci di attività; 4. Come elaborare linee guida e buone pratiche, se possibile, socialmente condivise; 5. Come promuovere la produzione e la disseminazione dell’informazione, se possibile, con le parti sociali. 17 letture utili • David Walters, Alan Dalton, David Gee, “Worker representation on health and safety in Europe” (TUTB, 1993); • Pere Boix, Laurent Vogel, “Participaciòn de los trabajadores” (ISTAS, TUTB, 2000), <http://www.ccoo.es/istas/ip/ipar03.htm> • Pere Boix, Laurent Vogel, “Risk Assessment at the Workplace” (TUTB, 1999, ISBN:2-930003-25-1); • OIT, Documento de trabajo N° 187 "Participación de los Trabajadores en materia de Salud y Seguridad en el Trabajo en Argentina” (2004), <http://www.oit.org/public/spanish/region/ampro/buenosaires/info/dt187.pdf>; • Marco Biocca, “La comunicazione sul rischio per la salute. Nel Teatro di Sagredo” (Centro Scientifico Editore, 2002); • M.Velàzquez Fernàndez, “Los indicadores de la inspecciòn de trabajo y seguridad social” (2004); • Kaj Frick in G.A.Tozzi, “Appunti per una strategia” (SNOP 2004) www.snop.it ; • R.Tomatis, “Il fuoriuscito” (Sironi ed., 2005). 18