Le reti di nuova
generazione come
motore di sviluppo
del Mercato e del
Paese
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Vimercati
1
NGN

Il processo di evoluzione e trasformazione delle reti di
telecomunicazioni è caratterizzato da una crescente convergenza tra
reti fisse e mobili, che richiede un continuo confronto tra operatori e
industria.

In questo contesto assumono rilevanza sempre maggiore gli aspetti
relativi alla interoperabilità delle reti, con lo scopo di fornire
all’utenza bande sempre più larghe.

La rete di accesso attuale, grazie alla fibra ottica, ma anche ai sistemi
di accesso ADSL (ADSL2+), è in grado di fornire servizi IPTV di ottima
qualità. Tuttavia la crescita del traffico potrebbe portare ad una
congestione di alcuni segmenti di rete con conseguenti deterioramenti
delle trasmissioni. Saranno quindi sempre più necessari interventi in
grado di aumentare la capacità trasmissiva e di garantire la qualità del
servizio. Per quanto riguarda la rete di accesso sono state studiate
tecniche in grado di garantire all’utenza finale una larga banda
compatibile con servizi TV interattivi, anche ad alta definizione.
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2
Competitività del Paese
Per un Paese più competitivo è necessaria una correlazione positiva tra:



INNOVAZIONE PRODUTTIVA
INNOVAZIONE DIGITALE
MIGLIORAMENTO DELLA PERFORMANCE DELLE IMPRESE
Le aree tecnologiche prioritarie per la competitività del Paese sono:






EFFICIENZA ENERGETICA
MOBILITÀ SOSTENIBILE
SCIENZA DELLA VITA
NUOVE TECNOLOGIE PER IL MADE IN ITALY
TECNOLOGIE INNOVATIVE PER IL PATRIMONIO CULTURALE
TECNOLOGIE DIGITALI ALLA BASE DEL PROCESSO MODERNIZZAZIONE DELLA
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
In Italia ci sono ancora circa 4,2 milioni di cittadini in digital divide (7,5% della
popolazione totale), distribuiti in 2566 Comuni (32% del totale).
Il digital divide è maggiore nel centro-nord (2.611.218 abitanti) che nel
mezzogiorno (1.595.915 abitanti).
Per incrementare la competitività - occorre accelerare non solo il processo di
penetrazione infrastrutturale, ma anche l’uso sociale delle Rete.
L’evoluzione della Rete è direttamente proporzionale all’evoluzione del territorio in
cui si espande: internet raggiunge oltre un miliardo di utenti nel mondo e circa 24
milioni di persone in Italia. Ogni giorni nascono circa 120.000 blog, per un totale di
100 milioni di blog in tutto il mondo.
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3
EIS 2007
L’analisi condotta dallo European Innovation Scoreboard 2007 suddivide gli Stati in
quattro gruppi a seconda della loro performance d’innovazione:
1. “Innovation leaders”: Danimarca, Finlandia, Germania, Israele, Giappone,
Svezia, Svizzera, Regno Unito e USA.
2. “Innovation followers” Austria, Belgio, Canada, Francia, Islanda, Irlanda,
Lussemburgo e Paesi Bassi.
3. “Moderate innovator” Italia, Spagna, Norvegia, Slovenia, Repubblica Ceca,
Estonia, Australia e Cipro.
4. “Catching-up countries”: Bulgaria, Croazia, Grecia, Ungheria, Lettonia,
Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania e Slovacchia
La Svezia è il paese più innovatore, mentre la Turchia è il più arretrato. Il gap
tra i paesi moderatamente innovatori e quelli leader nell’innovazione si
sostanzia soprattutto nel campo della proprietà intellettuale.
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4
Rapporto ECTA 18.02.08
Ma anche la bassa
penetrazione della banda
larga registrato in Italia non
aiuta la crescita e
l’innovazione. La
disomogeneità di tale
crescita crea ora situazioni di
particolare difficoltà.
I dati rilevati dall’ECTA
(European Competitive
Telecommunications
Association) rivelano che la
penetrazione delle
connessioni veloci viaggia a
passo lento (+3% negli ultimi
6 mesi).
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WIMAX
Nel 2011 il banda larga sarà di fatto un servizio universale, senza
più aree scoperte. Finora è coperta solo l’87% della popolazione,
una cifra che non raggiunge affatto la media europea. Auspichiamo che il WIMAX
aiuti a garantire presto una copertura totale del territorio e in particolare delle
aree rurali. L’asta per l’assegnazione delle frequenze WIMAX ha segnato il record
d’incassi europeo (più di 136 milioni di euro) e ha dato vita a due nuovi operatori
nazionali: ARIADSL e Va AFT
(LINKEM).
Va sottolineato che l’unico
incumbent rimasto in gara
è Telecom, che si è
aggiudicato una parte
rilevante di mercato ma
non sull’intera nazione.
Fastweb, Mediaset, e wind,
hanno infatti abbandonato
la gara durante le 9
giornate di rilanci per
l’aggiudicazione.
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6
Il Comitato banda larga:
Liguria
Il Comitato per la diffusione della banda larga (costituito dai Miniesteri delle
Comunicazioni, degli Affari regionali e Autonomie Locali e da quello per le
Riforme e Innovazioni nella P.A.) ha emanato le Linee guida per i Piani
regionali per la banda larga, al fine di offrire alle Regioni un supporto
metodologico uniforme e condiviso per il superamento del digital divide.
La disponibilità di piani regionali confrontabili consentirà al Comitato di
definire, in accordo con le Regioni, le priorità di investimento per l’utilizzo
delle risorse messe a disposizione dal Governo.
Il comitato per la diffusione
della banda larga ha preso
accordi con i presidenti della
regione Lazio e della Liguria
per azzerare il digital divide
almeno a livello locale entro
il 2010. Il progetto in liguria
costerà 16 milioni di euro, di
cui 10 milioni saranno
finanziati dal Ministero delle
Comunicazioni tramite di
Infratel e 6 milioni dalla
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Regione Liguria.
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7
Piano telematico Emilia-Romagna
(2007-2008-2009)

Dopo il successo ottenuto con il Piano telematico Regionale 2002-2005, è
stato avviato una nuovo piano per il triennio (2007-2008-2009) volto
ad agevolare lo sviluppo della società dell’informazione, realizzando la
più grande community network della Pubblica Amministrazione.

Il piano ambisce a definire il cosiddetto "Livello minimo di
comunicazione" ovvero l’individuazione di quei servizi che è opportuno
diventino patrimonio di tutti. Di fatto, il Piano telematico Regionale
vuole essere il contributo dell’anima informatica regionale al
raggiungimento dei target dell’Agenda di Lisbona.

Rispetto al piano precedente aumenta l’attenzione al tema del digital
divide nelle zone ancora non provviste di connettività a larga banda
(circa il 20% del territorio). La copertura regionale prevede l’integrazione
di varie tecnologie xDSL, fibra ottica e wireless.
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8
Digital divide attuale in Sardegna
Oggi
80
70
60
Il piano di superamento del Digital Divide in Sardegna prevede un
contributo che copra il cosiddetto market failure per gli operatori di TLC
che investono nel territorio portando la banda larga. L’investimento
è sottoposto ad un periodo di monitoraggio
dopo il quale, se il market failure è inferiore a quello
previsto, viene recuperata parte del contributo
stesso.
50
Coperte
40
DD Medio Periodo
30
DD Infrastrutturale
100
90
80
70
60
50
40
30
20
10
0
20
10
0
comuni
centrali
popolazioni
Copertura finale prevista
linee
Fondi disponibili:
3.096.000 euro delibera CIPE 83/03
3.096.000 euro Regione Autonoma Sardegna
Contributo: 6.100.000 euro
Centrali in cui èstata attivata l’ADSL: 143
Comuni
Centrali
Linee in cui èstata attivata l’ADSL: 73.000
popolazioni
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Nuovi comuni serviti: 105
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ADSL
Wireless
linee
9
Il Comitato banda larga
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10
Il Comitato banda larga
La disponibilità della tecnologia ADSL2+ - la seconda generazione broadband - è ancora
limitata a poco più della metà della popolazione italiana (56% a metà 2007), ma è in
rapida diffusione. L’ADSL2+ garantisce un significativo aumento delle prestazioni dei
collegamenti (fino 20 Mbps in download, contro i 4-6 Mbps dell’ADSL.
Fonte:
Osservatorio
Banda Larga
– Between
(giugno 2007)
DINAMICA DELLA COPERTURA PER TECNOLOGIA
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11
RFID e IL PROGETTO
GIAPPONESE
Con
la diffusione del Wi-Max, anche la tecnologia a radiofrequenza,
l’internet degli oggetti, acquisterà una maggiore immediatezza, poiché ogni
cosa potrà essere sempre in Rete. I tag RFId (radio frequency identification)
garantiscono non solo l’ottimizzazione dei processi insiti nella filiera
produttiva, ma rappresentano anche una sicurezza per i consumatori, grazie
alla tracciabilità dei prodotti.
Il
Governo giapponese sta sviluppando un progetto poderoso per il
dispiegamento di infrastrutture di TLC che - anche mediante l’impiego di RFID
- siano capaci di dialogare fra loro, permettendo di connettere persone e
oggetti tra di loro, ovunque, abbattendo il Digital Divide.
Il progetto - che prende il nome di ubiquitous-Japa - promette di creare un
business da 1500 miliardi di dollari (3/4 del PIL italiano e 1/3 di quello
giapponese), un gran numero di posti di lavoro qualificati e la nascita di
nuove professioni.
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Giappone: piano 2010-2012
La maggiore criticità del progetto giapponese sembra essere la
disconnessione tra investimenti e ricavi, perché il soggetto che investe
non è quello che guadagna.
L’investimento nazionale è ingente, infatti, l’operatore dominante di
telecomunicazioni - la NTT – deve investire 50 miliardi di dollari, i ricavi
attesi complessivi sono però 30 volte gli investimenti della NTT.
Il Giappone ha già stilato un Piano di intervento per il 2010-1012, che
prevede:
 Completamento dello sviluppo della rete di trasmissione ad alta e
a ultra-velocità per il 100 per cento della popolazione.
 Fornire servizi di e-government per almeno l’80 per cento della
popolazione.
 Promuovere l’uso delle tecnologie e garantire all’80 per cento
della popolazione un uso “facile”.
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BANDA LARGA IN INDIA





Negli ultimi 3 anni è quadruplicata la diffusione di internet veloce: nel
2005 si registravano 800mila accessi e nel 2007 se ne contano 3,2 milioni
(dati eMarketer).
Il governo indiano ha dichiarato il 2007 «anno della banda larga» e
promesso di offrire entro il 2010 internet veloce a tutti gli abitanti
gratuitamente.
Fino al 1997 le infrastrutture erano gestite dal governo, ora lo Stato
controlla e affitta su richiesta i cavi alle principali compagnie
telefoniche.
Uno dei meriti della spinta economico-tecnologica del Paese è nell'aver
istituito un fondo, chiamato Usof (Universal Service Obligation Fund) a
cui i cittadini devono versare una quota pari al 5% dei loro guadagni.
Attualmente l'Usof vanta un incalcolabile capitale che permetterà di
realizzare ambiziosi progetti.
Tuttavia, secondo il rapporto India Overview di eMarketer, si prospetta
che l'India raggiungerà i 10.5 milioni di famiglie con la banda larga, (metà
dell'obiettivo) "soltanto" entro il 2011.
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BANDA LARGA IN AUSTRALIA

Il governo laburista del premier Kevin Rudd ha promesso, durante la sua
campagna elettorale dello scorso anno, un accesso a Internet cento volte
più veloce di quella attuale, ovvero a una velocità di 25 megabit per
secondo per il 98 per cento della popolazione urbana e rurale.

L'ambizioso piano prevede un investimento di circa 4,7 miliardi di dollari
australiani, provenienti da capitali statali e privati.

APPLICAZIONI - Sulla linea telefonica di casa gli australiani potrebbero
quindi presto sfruttare diverse applicazioni contemporaneamente, come
per esempio, la tv via Internet ad alta definizione, videochiamate,
telefonate in Voip, programmi, giochi e contenuti video. La velocissima
rete sarà supportata dalla nuova tecnologia «Vdsl» (Very High Speed DSL).
La nuova rete scelta dal governo Rudd sarà «fibre-to-the node», ovvero
utilizzare la fibra ottica per una parte della connessione e il tradizionale
doppino in rame per l’ultimo miglio. I primi lavori per interrare i cavi
potrebbero iniziare già entro il 2008 per concludersi tra meno di cinque
anni.
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15
BANDA LARGA IN FRANCIA

Nicolas Sarkozy ha promesso di portare entro il 2012 al 100%
la percentuale dei francesi che avranno potenzialmente
accesso alla banda larga. Il Presidente francese ha inoltre
espresso il desiderio di arrivare in due anni al 70% delle
abitazioni francesi dotate di un PC.

Secondo l'Eliseo, oggi il 55% dei francesi è dotato di un PC,
mentre la media europea si attesta al 70%, e il 40% dei
francesi ha la possibilità di connettersi alla banda larga
mobile.

La Francia e la Germania hanno richiesto congiuntamente
alla conferenza mondiale delle radiocomunicazioni, che una
parte delle frequenze libere dallo switch-over (fine della
televisione analogica) possano essere destinate alla banda
larga e alla "pianificazione numerica del territorio".
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CONNECT AFRICA
Per favorire e stimolare la crescita economica e lo sviluppo dell’Africa l’International and Telecommunication Union (ITU), l’Unione Africana, la
Banca Mondiale e l’Alleanza mondiale delle Nazioni Unite per l’ICT e lo
sviluppo, in partnership con la Banca Africana per lo Sviluppo e il Fondo
Globale per la solidarietà digitale – hanno ideato e organizzato il progetto
Connect Africa.
L’idea di creare una partnership tra multi-stakeholder nasce dall’esigenza di
raccogliere risorse umane, finanziare e tecniche con lo scopo di incentivare la
realizzazione di infrastrutture ICT in Africa, capaci di portare la connettività
in tutto il territorio a una velocità tale da permettere anche lo sviluppo delle
relative applicazioni a prezzi ragionevoli.
Il progetto è stato annunciato e lanciato durante il Summit of Leaders,
tenutosi a Kigali il 20 e 30 ottobre 2007, con il patrocinio della Presidenza del
Rwanda e del Ghana.
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VII Programma
Quadro 2007-2013
La UE ha stanziato 9 miliardi di euro
(la fetta più ampia delle risorse economiche)
PROGETTI ICT
l’Europa leader mondiale in materia di hi-tech.
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Le reti di nuova generazione come motore di sviluppo del Mercato e