… noi scrittori
di classe, in
classe
Testi storici
classe IV A
Dopo aver acquisito notizie sulla civiltà
dei Sumeri e aver conosciuto il loro
modo di vivere, siamo pronti per
metterci alla prova e trasformarci in
piccoli scrittori storici impegnati nel
raccontare fatti di vita … “sumera”.
Cominciamo da un testo che prende in
considerazione il personaggio più
importante, il re che chiameremo
KATUL.
KATUL, IL RE DI UR
classe IV A
I Sumeri erano politeisti, cioè credevano in tanti dèi.
Io sono il re di UR, mi chiamo Katul.
Non fate caso alla frase che ho scritto sopra, perché io
vorrei scrivere delle pagine di storia per i bambini, ma lo
farò un’altra volta. Ora voglio parlarvi di … aspettate, cosa è
questo rumore?
- Re Kaul, re Katul!
- Cosa c’è scriba?
- Stanno arrivando dalla città di Uruk.
- Allarme, allarme, sta arrivando il popolo di Uruk!!
- Voi andate scriba, io arrivo tra poco, mi devo preparare.
Adesso non posso più scrivere, devo comandare il mio
popolo, dopo vi parlerò di come è andata la battaglia.
-Sono pronto scriba! Tu pensa al tuo lavoro
- Ok, re Katul
- Voglio vincere per il dio Enki, la dea Inanna e il dio Enlil ma,
soprattutto per il dio Anu!
Ci hanno rubato una parte delle nostre riserve alimentari
ma, abbiamo resistito e vinto. Io re Katul ho fatto
prigioniero il re di Uruk e ho preso i suoi soldati. Ora sono
miei schiavi.
Vittoria!!!
Giulia Panella
classe IV A
Re Katul era molto duro con il suo popolo.
Era una giornata normale, come tutte le altre, suo
figlio era uscito per andare a scuola; lì imparava a
scrivere cuneiforme, una scrittura molto difficile
perché bisognava disegnare bene e ci volevano
tante tavolette per fare un testo.
Ogni giorno il re faceva contare il cibo nella
ziggurat, così sapeva sempre quante scorte
c’erano.
Un giorno si stava avvicinando una tribù nomade,
una vedetta li ha avvistati e urlò:
-Allarme, allarme!! Stanno arrivando i nemici!!
Il re preparò i suoi uomini per la difesa.
Dopo la guerra hanno distrutto solo una manciata
di case, ucciso tre dei contadini e due degli
artigiani che erano vicino alle mura interne per la
difesa della città. Ma per il re questo non era
molto importante.
Pierpaolo Marco
classe IV A
Un giorno il re Katul incontrò un suo vecchio amico
Gilgamesh, anche lui era un re, ma Katul era un re-sacerdote
mentre Gilgamesh era soltanto un re.
Passò tutta la giornata con lui perché era il suo miglior
amico. Lui lo portò a visitare tutta la città.
Il giorno dopo Gilgamesh se ne andò per tornare nella sua
città che era rimasta senza re.
Katul però voleva che restasse e chiese a Gilgamesh di
ritornare presto.
Dopo qualche giorno Katul, che si sentiva solo, ebbe un’idea.
Lui aveva un figlio grande di nome Catush, lasciò per un
giorno suo figlio a governare mentre se ne andava a trovare
Gilgamesh.
Gilgamesh però non fu contento di vederlo, lui stava
ospitando la regina di un’altra città sumera. spiegò a Katul
che lo loro amicizia era vera e lo sarebbe stata per sempre
anche se erano distanti e non si potevano vedere.
Katul capì e tornò nella sua città e fu felice di vedere che il
suo popolo stava bene.
Enrica Alvino
classe IV A
Sono Katul,
Sto seduto sul mio trono, sto tranquillo quando a
un certo puntola porta della stanza si apre ed
entra una sentinella che viene verso di me e grida:
-Il popolo di Mossul sta arrivando! Aiiuto!!!
Io ordinai subito di mandare in difesa i migliori
soldati che avevamo e di far entrare in città tutti
i contadini e anche gli schiavi.
Uscii ed andai a vedere cosa succedeva.
Erano solo dei commercianti che volevano
negoziare con noi, erano venuti per scambiare con
noi alcuni materiali.
Ho chiamato i migliori commercianti della città, gli
abbiamo dato quello che volevano e, in cambio
abbiamo avuto ferro e legno
Riccardo Verbena
classe IV A
Ciao,
Io vivo nella città di Ur, tutti mi chiamano Katul e
sono un grande re.
Ogni giorno si avvicinavano alle nostre mura i
soldati di Uruk ed io dovevo dire sempre ai soldati
di prepararsi per difendere la città.
Ero stando, anzi stanchissimo e allora ho avuto
un’idea.
Ho chiamato lo scriba e ho dettato a lui le cose da
fare per la nostra sicurezza:
- Dite agli schiavi di scavare una buca vicino alla
porta d’entrata e di ricoprirla poi con delle foglie.
Qualche giorno dopo i soldati di Uruk finirono
nella buca e noi li catturammo tutti e divennero
nostri schiavi.
Ancora una volta abbiamo vinto, ma questa volta
usando l’intelligenza e non le armi.
Davide Paredes
classe IV A
Io sono il re della città di Ur.
Oggi sono andato dal sacerdote e gli ho detto:
-non piove da settimane, il mio popolo ha sete e anche io!.
Lui mi ha risposto:
-Proverò a pregare Enki, il dio dell’acqua!
Così fece e funzionò.
Poi, visto che era ancora presto accompagnai mio figlio a
scuola, così Hamel, il maestro non lo farà frustare.
Dopo che mio figlio entro a scuola io andai dagli schiavi che
stavano lavorando alla costruzione degli argini dei canali,
stavano lavorando molto bene e li salutai.
Passando vicino alla ziggurat vidi lo scriba che stava
contando tutti gli oggetti nei magazzini.
Ad un certo punto la sentinella ha suonato, era il segnale che
qualcuno ci stava per attaccare.
Per fortuna era una città piccola, con pochi guerrieri e li
abbiamo vinti senza problemi: erano stati sciocchi a sfidarci.
Sono andato a prendere mio figlio all’uscita da scuola e lui mi
ha detto che era andato tutto bene.
Luca Swarup
classe IV A
Ciao, sono Katul, il re di UR e vi racconterò come
vivevamo nell’antichità.
Per primo il termine Sumer significa “portatori di
cultura”, noi viviamo nel 4.000 a.C. in Mesopotamia
, una terra in mezzo ai fiumi.
Vicino ai fiumi c’è una terra molto fertile perché
quando il Tigri e l’Eufrate esondavano lasciavano
una sostanza fertile sul terreno che faceva
crescere bene le piante, questa sostanza si chiama
limo.
In ogni nostra città c’è la ziggurat, una specie di
enorme magazzino sacro perché in altro c’era il
tempio dedicato agli dèi.
Noi sumeri siamo politeisti, cioè crediamo in tanti
dèi.
Io sono circondato da tante persone, ho anche gli
schiavi che fanno per me e per tutto il popolo i
lavori più umili.
Flavio Lepera
classe IV A
Katul era il re di UR, era una persona importante.
Katul aveva un figlio che andava alla casa delle tavolette, suo figlio
si chiamava Katollo.
Un giorno arrivò Chitul, il funzionario più affidato del re che gli
disse: - Ciao Ktul, come stai?
-Bene amico- rispose Katul.
Il funzionario si ricordò di una cosa importante e disse:
-Katul devi dare ordine di costruire nuovi bacini, nuovi canali e
dighe. Ti ricordi l’anno scorso quando i fiumi sono esondati?
Abbiamo dovuto nuotare per due giorni e dormire sui tetti delle
case o all’ultimo piano della ziggurat.
- Va bene, darò questo ordine agli schiavi! – rispose Katul.
Quando Katollo torno a casa, Katul notò che aveva la schiena tutta
rossa, sembrava che lo avessero tinto di rosso perché era
rossissimo come un pomodoro.
Katul chiese: - perché sei così rosso?
Katollo rispose: - il maestro è strano, è brutto con quella barba
lunga ed è anche un po’ stupido, dà frustate a vanvera.
Dopo qualche giorno tornò il funzionario e disse:
-Gli schiavi hanno finito!
- Ottimo lavoro- disse Katul, - ora vai alla ziggurat a contare le
provviste.
- Sì. Signore. – disse Chitul.
Ora potrò riposare, pensò tra sé il re.
classe IV A
Alessandro Moroni
Io sono il re Katul, re di UR.
Qui a UR siamo nel mese di novembre, cioè del dio Novucs, il
dio del nuovo.
Io credo che porti fortuna, infatti fino ad oggi non ci sono
state guerre.
E poi il raccolto è stato abbondante e ha fatto riempire la
ziggurat di provviste.
Spero che duri a lungo perché io di guerre non ne voglio
fare.
Ad un tratto si sente urlare una sentinella:
- Re, re, una guerra in vista!!- Attaccate – ordinò il re.
- Io rimango qua!
- Scriba, conta le provviste!
La guerra per fortuna durò poco e, alla fine lo scriba andò
dal re:
- Re, abbiamo vinto e, per fortuna, non hanno preso niente.
- Per fortuna questo incubo è finito! Ed è finita anche
questa giornata.
- Arrivederci, re!
- Ciao!
Pietro Fanciullo
classe IV A
Il re Katul comanda il villaggio e ordina agli
schiavi di fare tutte le cose che dice lui,
per esempio di andare a prendere l’acqua ai
fiumi.
Il re scendeva dalle scale del suo palazzo e
dava i compiti agli scribi, loro dovevano
scrivere sulle tavolette d’argilla tutte le
merci che c’erano nel magazzino.
Camilla Lepera
classe IV A
Katul era il re di Ur, suo figlio di chiamava Gilgamesh.
Gilgamesh era un bambino e andava a scuola.
Katul diceva al suo schiavo:
-Vai a chiamarmi uno scriba. Presto!!.
Lo scriba arrivava ed era pronto per ascoltare gli ordini del
re.
-Vai a contare le merci nella ziggurat e poi chiama il mio
esercito!
Lo scriba va nella ziggurat e scrive: - tre sacchi di grano,
tre scorte di carote, …
Finito di contare le merci lo scriba andò a chiamare
l’esercito del re.
L’esercito andò dal re.
- Controllate la città! Chiamatemi un funzionario e la
sentinella che suona la sirena. Presto!!
L’esercito esegue gli ordini.
Arrivò per primo il funzionario.
-Vai dagli schiavi e digli che devono costruire tanti canali.
Arrivò anche la sentinella che suonava la sirena.
-Vai e avvertimi se vedi arrivare i nemici!
…
Questo è il lavoro che il re fa ogni giorno.
Ciro Zevola
classe IV A
Ciao, sono Katul, il re di Ur e vi voglio raccontare un giorno
della mia vita.
… eravamo nel tempio a pregare gli dèi Anu, Inanna, Enki ed
Enil, quando abbiamo sentito un soldato che gridava:
-Allarme rosso, allarme rosso, il popolo di Uruk ci sta
attaccando. Preparate le difese, muovetevi!
I soldati scesero dalle mura e andarono a combattere contro
i nemici.
Io urlai:
-Artigiani, contadini, commercianti,pastori, rifugiatevi nelle
vostre case.
Sono andato dagli scribi e ho detto:
- Contate tutto ciò che c’è nella ziggurat.
Dopo ore di combattimento siamo riusciti a vincere la guerra
e i soldati di Uruk sono diventati nostri schiavi, alcuni però
sono riuscititi a scappare e hanno portato via la metà delle
nostre scorte alimentari.
La sera, prima di andare a dormire, sono tornato a pregare
gli dèi.
Questa mia giornata è stata molto faticosa.
Emanuela Eusepi
classe IV A
Io, Katul re di Ur, stavo dormendo e,a un tratto
ho sentito dei soldati che dicevano che stavano
arrivando gli abitanti di Uruk.
Mi sveglio ed esco subito dal mio palazzo per
andare a guidare i soldati.
Prima però vado a chiudere tutte le porte della
città, poi faccio andare gli scribi a contare la
merce nel magazzino.
Gli abitanti di Uruk riuscirono lo stesso ad entrare
ma vennero uccisi dai miei soldati, alcuni furono
catturati insieme al loro re.
La merce non l’avevano rubata.
Abbiamo festeggiato la nostra giornata fortunata
e ringraziato gli dèi.
Lorenzo Giudici
classe IV A
Katul, era il re di Ur che comandava tutto il popolo.
Un giorno gli abitanti di Ur scapparono dal popolo di Uruk
Il re subito disse agli abitanti:
- Combattiamo!!!
Dopo il combattimento il re si era accorto che si erano
rubati tutti i gioielli e per questo gridò:
-Nooooooooooooooooo!!!
Un altro giorno cominciò a piovere e, per quanto pioveva la
città si è staccata e galleggiava sull’acqua.
Il re si era rifugiato nella sommità della ziggurat e pregava
gli dèi.
Ma anche la ziggurat si divise in due parti, una affondò e
l’altra rimase su.
Finita l’alluvione gli abitanti si ritrovarono nel villaggio a
ricostruire quanto era andato distrutto.
Mattia Falconi
classe IV A
Sono Katul il re di UR e ogni giorno devo
controllare che la città sia in ordine.
Io devo andare fuori città per dirigere i lavori
degli schiavi, di quelle persone che fanno i lavori
più umili.
Certe volte ci sono delle battaglie e i miei soldati
muoiono, altre volte vincono e le persone di
un’altra città diventano miei schiavi.
Io comando su tutti e mi faccio aiutare dal
consiglio degli anziani, poi dò ordini a tutti, ad
esempio dico ai contadini che devono irrigare i
campi.
Io sono molto importante per la mia città, senza
di me non ci sarebbe la regolarità.
Simone Papapietro
classe IV A
Katul, il re di Ur ha trascorso così la sua
giornata.
Era un giorno tranquillo ma ad un certo
punto arrivarono il re e i guerrieri della
città di Lagash.
Katul aveva detto: -Difendete la nostra
città!-.
Poi ha ordinato agli scribi: - Contate quante
cose ci hanno rubato!-.
La guerra l’avevano vinta però gli avevano
rubato pecore e buoi.
Il re allora andò a pregare nella ziggurat.
Ecco come aveva passato la sua giornata.
Rosa Luna Pazziani
classe IV A
Ciao, io sono Katul, il re di UR.
Stavamo nel tempio per pregare gli dèi
Enki, Inanna, Enil e Anu, che ci dovevano
proteggere.
I nemici attaccarono le mura della città
per combattere il nostro popolo.
Io allora urlai: - I nemici! I nemici!
Attenzione stanno arrivando i nemici1
Tutti i soldati stavano in difesa per
combattere contro di loro.
In questa battaglia abbiamo vinto e allora
abbiamo festeggiato con tutti gli abitanti
del villaggio.
Eravamo tutti contenti, anche io che ero il
loro re e capo.
Asia Lambiase
classe IV A
Katul, il re di UR mandava ogni giorno suo
figlio a scuola.
Un giorno le sentinelle dissero: - Ci stanno
attaccando! Ci stanno attaccando!-.
Il re mandò i soldati a difendere la città, i
soldati sconfissero i nemici che
diventarono schiavi.
Il re Katul faceva fare lavori umili agli
schiavi e faceva contare le merci agli
scribi.
Giulia Bucci
classe IV A
Katul era il re della città di UR, un giorno disse a uno
scriba di nome Marcus di contare tutte le merci che
erano conservate nella Ziggurat.
Il re voleva far contare le merci perché sapeva che il
giorno successivo ci sarebbe stata una guerra.
Il giorno dopo una sentinella diede l’allarme: - Ci stanno
attaccando! Ripeto, ci stanno attaccando!-.
Il re disse a Marcus: - Ecco perché ho voluto che
contassi le merci-.
Finita la guerra il re ha chiesto allo scriba di ricontare
le merce e videro che ne erano state rubate la metà.
Il re allora decise di andare a riprendersi le merci e ci
riuscì però poi disse:
-Io la guerra non la voglio più fare!Le due città non si fecero più guerra e vissero per
sempre felici e contenti tranne quando esondavano i
fiumi o venivano attaccati da altre città.
Angelica Resparambia
classe IV A
Io sono il re di UR e mi chiamo Katul, governo un
grande esercito.
Noi Sumeri crediamo in molti dèi.
Un giorno successe che l’Eufrate straripo’ e l’acqua
arrivò quasi in cima alla Ziggurat, il nostro tempio e
magazzino.
Allora abbiamo pregato il dio dell’acqua Enki.
Un giorno poi è venuto in guerra il popolo di Uruk, a me
è preso il panico e ho detto: - Chiudete le porte,
controllate le scorte che abbiamo. Forza, forza!!-.
Gli scribi, su una tavoletta hanno scritto le quantità di
cibo.
Finita la guerra ho dato ordine allo scriba di andare a
controllare cosa era rimasto nei magazzini.
I nemici non avevano preso niente e, per fortuna
avevamo anche vinto.
Claudia Ortenzi
classe IV A
Katul è il re di Ur e ogni giorno deve controllare tutto quanto. Per
prima cosa va fuori della città e dirige i lavori dei canali. Controlla
gli orti per vedere se c’è abbastanza grano, cereali, legumi, … da
mettere nei magazzini.
Quando rientra in città va dai soldati che avevano il compito di
difendere. Lui allenava i soldati perché voleva che loro
diventassero sempre più forti.
Poi andava dagli artigiani, voleva vedere se c’erano abbastanza
oggetti per il commercio. Una volta controllati gli oggetti andava
dai commercianti e gli diceva di andare a scambiare gli oggetti con
il legno e il ferro.
Quando i commercianti partivano, Katul andava nella casa delle
tavolette.
Voleva controllare se gli scribi stavano insegnando bene ai bambini
la scrittura e il calcolo. Vedeva se i bambini si comportavano bene.
Poi andava dai funzionari e controllava se facevano svolgere
correttamente a tutti i loro compiti.
Infine saliva sulla Ziggurat per andare a pregare gli dèi Anu,
Inanna, Enki, Enlil, …e per controllare le scorte alimentari.
Alla fine della giornata tornava nel suo palazzo per riposare dopo
una lunga e faticosa giornata di lavoro.
Quanto è dura la vita da re!.
David Piccioni
classe IV A
Io sono un re, mi chiamo Katul, sono il re di
Ur ed oggi vi racconto un giorno della mia
vita.
Ieri, una sentinella ha gridato: - Arrivano i
guerrieri, è il re della città di Uruk!-.
Io allora ho detto ad uno scriba di andare
a contare le cose che ci stanno nella
ziggurat.
Poi ho detto ai sacerdoti: - Voi andate a
pregare! Forza1-.
Grazie ai miei soldati ce l’abbiamo fatta,
abbiamo difeso la città e ci hanno rubato
solo la metà del nostro oro!!
Daniel Fagotti
classe IV A
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