Università degli studi dell’Insubria Facoltà di Medicina e Chirurgia CORSO INTEGRATO DI PSICOBIOLOGIA E PSICOBIOLOGIA FISIOLOGICA Corso di laurea in Scienze Motorie Prof. Maria Rosa Madera Programma: -Introduzione al corso -Evoluzione del rapporto cervello-mente: le neuroscienze. -Definizione di psicobiologia e psicobiologia fisiologica --Nascita e sviluppo dello schema corporeo -Modificazioni dello schema corporeo in età geriatrica: come intervenire --Agnosie, aprassie, afasie,amnesie. -Percezione, linguaggio, memoria e apprendimento, pensiero ed emozioni. -Stress del paziente, stress dell’ operatore PREMESSA La motricità si basa sulle funzioni del sistema nervoso e degli organi di senso e si realizza attraverso l’attività della muscolatura (il movimento del corpo è infatti possibile grazie all’azione coordinata dei muscoli che si inseriscono nelle ossa e che contraendosi e decontraendosi ordinatamente, provocano lo spostamento del corpo e delle sue parti), ma la motricità, consentendo l’azione, sostiene e determina anche la vita di relazione in un ambiente dove sono presenti persone e oggetti UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera MOTRICITA come linguaggio La motroicità assume cioè un significato per l’emittente e per il ricevente; il corpo fisico e la rappresentazione che ogni individuo ha di esso, si esprimono dunque attraverso il movimento che, nella sua essenza, è una modalità globale del rapporto Io-mondo UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Le tre aree di studio Se noi esaminiamo le parole psicobiologia e psicobiologia fisiologica possiamo subito intuire la complessità del nostro studio; questi termini infatti riconducono alle tre grandi aree di indagine biologica, psicologica fisiologica. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera La biologia La biologia è la scienza che ha come oggetto di studio: la vita e l’organismo vivente che è regolato dalle leggi del mondo fisico e dai programmi genetici. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera La psicologia La psicologia moderna oltre a studiare sistematicamente il comportamento, risale a ciò che lo determina ma sempre in rapporto diretto o indiretto con l’ambiente in cui l’uomo vive e agisce. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Oggetto della psicobiologia Oggetto della psicobiologia è dunque studiare l’interdipendenza tra i processi somatici e quelli comportamentali sottolineando la forte interazione tra individuo e ambiente e il comportamento in relazione alle sue basi biologiche, alle strutture, ai processi corporei (in particolare appartenenti al sistema nervoso). UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Psicobiologia fisiologica Nel titolo del nostro corso troviamo anche il termine psicobiologia fisiologica, è allora necessario allargare il nostro orizzonte alla fisiologia, ma, per quanto l’esistenza di un legame tra attività psicologiche e fisiologiche sia evidente, le conoscenze scientifiche sono in questo settore ancora incomplete. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Le neuroscienze Il rapporto esistente tra funzioni cerebrali e comportamento ha dato origine ad una nuova area interdisciplinare: le neuroscienze, termine “collettivo” che descrive tutte le aree di studio del sistema nervoso nel quale è compreso il cervello, questo strumento straordinario che fa la differenza fra la specie umana e le altre. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Un esempio di psicobiologia fisiologica. Lo stress Anni ’70: J. Mason ha potuto dimostrare che la reazione ipofisi - cortico - surrene non viene attivata direttamente dagli eventi stressanti (stressors), ma dalle reazioni emozionali che ne conseguono STIMOLO REAZIONE EMOZIONALE UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA PRODUZIONE ORMONALE Prof. Maria Rosa Madera Il modello cognitivo R. Lazarus Modello cognitivo dello stress Lo stimolo prima di indurre l’attivazione emozionale e successiva reazione di stress, viene elaborato dal SNC e, attraverso i processi di elaborazione cognitiva, acquisisce una sua specifica coloritura emozionale La risposta dipende da: Fattore oggettivo: stimolo Fattore soggettivo: significato UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera La valutazione cognitiva Esperienze precedenti STIMOLI VALUTAZIONE COGNITIVA Struttura genetica UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Aspetti fisiologici ATTIVAZIONE EMOZIONALE STRESS Aspetti comportamentali Prof. Maria Rosa Madera DEFINIZIONE DI STRESS Usiamo impropriamente il termine ‘stress’ per riferirci a situazioni ed eventi che causano disagio o disturbo Ex. ‘il lavoro è uno stress’ – ‘alzarmi presto alla mattina per me è uno stress’ UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Monet “Neige” UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera DEFINIZIONE DI STRESS DEFINIZIONE DI STRESS Reazione o insieme di reazioni psicologiche e fisiologiche a determinate situazioni o eventi (gli eventi stressanti) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera DEFINIZIONE DI STRESS Quindi le reazioni di stress sono precisamente le risposte che l’organismo dà ad eventi che lo sollecitano si tratta di una serie di reazioni fisiologiche, emotive e del comportamento che si pongono in essere ogni qualvolta l’organismo si trova davanti a una situazione nuova, e deve affrontarla o adattarvisi UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera CARATTERISTICHE DEGLI EVENTI STRESSANTI Gli eventi percepiti come stressanti sono: 1. Eventi traumatici (situazioni di estremo pericolo al di fuori della gamma usuale dell’esperienza umana; includono: incidenti stradali, stupro, tentato omicidio, terremoti, etc. etc.) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera CARATTERISTICHE DEGLI EVENTI STRESSANTI 3. Lo stress può anche essere provocato da processi interni (conflitti non risolti che possono essere consci o inconsci) Nella nostra società i conflitti più pervasivi si hanno nelle seguenti dicotomie: Indipendenza / dipendenza Intimità / isolamento Cooperazione / competizione Espressione degli impulsi / standard morali UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera LE REAZIONI PSICOLOGICHE ALLO STRESS Ansia Rabbia Aggressività Apatia Depressione Deterioramento cognitivo UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera LE REAZIONI FISIOLOGICHE ALLO STRESS 1. 2. 3. Il corpo reagisce agli agenti stressanti con la risposta ‘combatti o fuggi’ Il sistema nervoso simpatico produce: Aumento battito cardiaco Aumento pressione sanguigna Dilatazione pupillare Eccessiva liberazione di zuccheri dal fegato Il sistema cortico – surrenale causa il rilascio di ACTH che stimola il rilascio di cortisolo nel sangue UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera CARATTERISTICHE DEGLI EVENTI STRESSANTI 2. Eventi più comuni percepiti come incontrollabili, imprevedibili e che ci spingono fino ai limiti delle nostre capacità (le persone differiscono nel grado in cui valutano cognitivamente il medesimo evento come controllabile, prevedibile, sfida alle loro capacità e al concetto di sé) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera STRESS E SALUTE Lo stress può influenzare la salute in modo diretto creando un’eccessiva sovrastimolazione cronica del sistema simpatico o del sistema cortico – surrenale, oppure danneggiando il sistema immunitario UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera STRESS E SALUTE Conseguenze cliniche: Possiamo ritrovare problematiche patogene a carico del: Sistema cardiovascolare Sistema gastrointestinale Apparato respiratorio Apparato cutaneo E’ possibile che anche alcune malattie auto-immuni e tumorali possano trovare una concausa nello stress. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera STRESS E SALUTE Conseguenze sull’apparato psichico: Lo stress può facilitare l’insorgere di: Disturbi depressivi Disturbi d’ansia Reazioni psicotiche di tipo schizofreniforme Disturbi della sfera sessuale Disturbi del ritmo sonno-veglia Emicranie e cefalee UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera SINTOMI RIVELATORI DI STRESS LEGATO AL LAVORO Cambiamenti dell’umore e del comportamento Irritabilità,indecisione e problemi di rendimento lavorativo Sensazione di non essere in grado di affrontare la situazione Ricorso aumentato ad alcool,fumo, o addirittura a droghe Problemi di salute ( emicranie,insonnia,disturbi gastrici ) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Strategie per combattere lo stress UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera IL COPING La disponibilità e la ricchezza di strategie adattive psicologiche e comportamentali flessibili e dinamiche sono fattori fondamentali per la corretta gestione dello stress. Il Coping ( “ to cope “ significa far fronte ) è il processo tramite il quale una persona cerca di far fronte alle richieste stressanti. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera IL COPING A seconda che vengano messe in atto strategie di Coping adattive o disfunzionali le situazioni stressanti vengono vissute in maniera differente ed hanno conseguenze diverse. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera IL COPING DEFINIZIONE 1 “Strategie impiegate per affrontare situazioni minacciose” (Lazarus, 1966). UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera IL COPING Distinguiamo: Coping centrato sul problema( problem oriented coping): la persona si focalizza sullo specifico problema o situazione insorta cercando di trovare un modo per cambiarla. Le strategie comprendono: 1. La definizione del problema 2. Il generare soluzioni alternative 3. Il soppesare le alternative in termini di costi/benefici 4. Lo sceglierne una Ex. Organizzazione e pianificazione dello studio in modo da tenere il passo con le lezioni durante l’anno accademico, così da ridurre la pressione al momento di preparare gli esami + UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera IL COPING Coping centrato sulle emozioni (emotion oriented coping): l’individuo si sforza di ridurre le reazioni emozionali negative allo stress. Le strategie comprendono: 1. Strategie comportamentali: Impegnarsi in esercizi fisici per liberare la testa dal problema Fare uso di alcol o altre droghe Sfogare la rabbia Cercare sostegno emotivo da amici 2. Strategie cognitive: Escludere temporaneamente i pensieri riguardanti il problema Ridurre la minaccia cambiando il significato della situazione UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Conclusione prima lezione Linee forza mare(Giacomo Balla) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Seconda lezione Una risorsa per apprendere: la memoria UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera DEFINIZIONE MEMORIA La memoria è la capacità di riprodurre un’esperienza passata, di riconoscerla e di localizzarla nel tempo e nello spazio. La memoria ci dà il senso della continuità da cui dipende la nostra idea del sé, la coscienza sarebbe spezzettata in frammenti numerosi quanto i secondi cha abbiamo vissuto se non ci fosse tale capacità agglomerante. La memoria però è influenzata anche dall’affettività, vediamo il box sulla memoria, sulla coscienza e sul pensiero, temi questi strettamente correlati alla memoria e ai suoi disturbi. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Memoria a preve termine, memoria a lungo termine La memoria si suddivide in memoria a breve e a lungo termine, ma può essere anche ripartita come dichiarativa e procedurale. Memoria a breve termine: l’informazione viene trattenuta per 15-20 secondi. Vengono immagazzinati solo sei o sette elementi: i nuovi elementi vengono depositati mentre quelli precedenti vengono persi (rimossi). UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera MEMORIA a breve termine E’ paragonabile ad uno spazio di lavoro utile per risolvere certi problemi (calcoli mentali, analogie geometriche, comprensione della comunicazione parlata e scritta…). La memoria a breve termine è localizzata nella corteccia frontale (a livello cellulare comporta modificazioni di proteine pre-esistenti) e funziona inoltre come stazione di transito per quella a lungo termine. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Memoria a lungo termine Memoria a lungo termine: la sua durata copre la maggior parte della vita ed ha una capacità molto ampia. Il passaggio dalla memoria a breve a quella a lungo termine è favorito dal significato, dalle connessioni e dall’elaborazione dell’oggetto da memorizzare. Viene localizzata nell’ippocampo e nel lobo temporale, a livello cellulare comporta la sintesi di nuove proteine. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera La memoria è una funzione fondamentale della mente umana Senza la memoria le funzioni psichiche superiori (la percezione, il riconoscimento, il linguaggio, la pianificazione, la soluzione di problemi, il prendere decisioni) non potrebbero operare con successo UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera L’ippocampo L'ippocampo è la struttura indispensabile alla fissazione della traccia di memoria, non è la sede dell'immagazzinamento, ma partecipa alla codificazione delle informazioni L'ippocampo fa parte del "sistema limbico", zona che regola i comportamenti relativi ai "bisogni primari" per la sopravvivenza dell'individuo e della specie (il mangiare, il bere, il procurarsi cibo e le relazioni sessuali) Questa zona del cervello gestisce le emozioni, i sentimenti e perciò anche la percezione della realtà UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Sede dei ricordi: l’ encefalo memorizza per associazioni Non esistono delle zone dove vengono memorizzati singoli dati: ogni informazione è ripartita attraverso un intero complesso di cellule della memoria Se si richiama alla memoria un dato è sufficiente presentare una piccola parte del modello (una associazione) e l'intero modello viene ricostruito UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera L'encefalo non memorizza i dati come fossero una fotografia, ma attraverso associazioni UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera FUNZIONI DELLA MEMORIA 1) 2) 3) Fissazione Ritenzione Rievocazione UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera 1) FISSAZIONE = capacità di aggiungere nuovo materiale al magazzino della memoria Sono necessarie l’attenzione e la percezione UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Fissazione Aggiungere materiale..memoria e percezione UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera 2) RITENZIONE = capacità di immagazzinare conoscenze che successivamente possono esser riportate alla coscienza I ricordi subiscono modificazioni quantitative e qualitative UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Ritenzione Immagazzinare conoscenze UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera 3) RIEVOCAZIONE = capacità di richiamare alla memoria materiale immagazzinato - Spontanea: possibile attraverso nessi e associazioni; dipende dallo stato emotivo - Volontaria: richiamo alla mente di ciò che coscientemente si vuole rievocare UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Rievocazione Richiamare alla memoria UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Memoria a breve termine L’informazione viene trattenuta per 15-20 secondi Possono essere immagazzinati solo sei o sette elementi: quando nuovi elementi vengono depositati, quelli precedenti vengono persi Serve come “spazio di lavoro” mentale per risolvere certi problemi (calcoli mentali, analogie geometriche, comprensione della comunicazione parlata e scritta…) E’ la stazione di transito per la memoria a lungo termine UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Memoria a lungo termine La sua durata copre la maggior parte della vita Ha capacità molto ampia Il passaggio dalla memoria a breve a quella a lungo termine è favorito dal significato, dalle connessioni e dall’elaborazione dell’oggetto da memorizzare UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Fattori che favoriscono il passaggio dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine: L’ATTENZIONE (necessità, interesse, motivazione, concentrazione) L’ELABORAZIONE (associare le nuove informazioni a conoscenze già acquisite) LE MNEMOTECNICHE (organizzazione delle informazioni) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Come proteggere la nostra memoria? Condurre uno stile di vita salutare: attività fisica, abitudini alimentari, igiene del sonno Attività mentali stimolanti Partecipazione sociale Ambiente ricco di stimoli Controllo dello stress Prevenzione cardio-vascolare UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera LA MALATTIA DI ALZHEIMER La malattia di Alzheimer è stata descritta per la prima volta nel 1906 dal neuropatologo Alois Alzheimer UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera DEFINIZIONE La demenza di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa, progressiva ed irreversibile, che colpisce il Sistema Nervoso Centrale E’ la più comune causa di demenza: 50-70% Si caratterizza per una estesa atrofia cerebrale e per la presenza di lesioni tipiche (placche senili, grovigli neurofibrillari) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera EPIDEMIOLOGIA Colpisce l’1% della popolazione occidentale (8% > 65 anni, 30% > 85 anni) - 24.000.000 nel mondo 600.000 - 1.000.000 in Italia 1000 a Varese città Terza causa di morte > 65 anni, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera IPOTESI PATOGENTICA Alterazioni nel metabolismo di una proteina (precursore della beta-amiloide) Formazione in eccesso e accumulo della beta-amiloide (sostanza proteica che induce danno ai neuroni) Perdita di neuroni che contengono acetilcolina (neurotrasmettitore implicato nella memoria) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera I 10 sintomi premonitori 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. Perdita della memoria recente, con pregiudizio lavorativo Difficoltà nell’adempiere attività quotidiane Difficoltà di linguaggio Disturbi dell’orientamento temporale e spaziale Diminuite capacità di discernimento Difficoltà nel pensiero astratto Smarrire oggetti Instabilità dell’umore o del comportamento Alterazioni della personalità Perdita di interesse e iniziativa UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera MANIFESTAZIONI CLINICHE Progressivo, graduale, inarrestabile declino delle funzioni cognitive e modificazioni della personalità Disturbi della memoria (amnesia) Disturbi nelle funzioni motorie (aprassia) Disturbi del linguaggio (afasia) Disturbi nel riconoscimento (agnosia) Cambiamenti di personalità Disturbi psichiatrici (deliri, allucinazioni, depressione, ansia) Disturbi comportamentali (alterazioni del ritmo sonno-veglia, vagabondaggio, disinibizione) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera DECORSO Prima fase (3-4 anni) Perdita progressiva della memoria a breve termine e della memoria episodica Progressiva incapacità di imparare nuovi concetti o nuove tecniche Difficoltà ad esprimersi e a comprendere Modificazioni del carattere e della personalità (apatia, sovraeccitamento) Difficoltà nei rapporti con il mondo esterno (nel lavoro o con gli estranei) Incapacità di riconoscere i volti Incertezze nei calcoli matematici e nei ragionamenti UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Seconda fase (2-10 anni) Le azioni della vita quotidiana diventano per il malato dei problemi certe volte insolubili Progressiva perdita di memoria (amnesia): autobiografica (dove vivo? in che città? che lavoro faccio?.....); significato delle parole, attività manuali più comuni Disturbi del linguaggio (afasia): perdita della capacità di comprendere le parole e le frasi, di leggere e di scrivere Perdita delle capacità visuo-spaziali: il malato si perde sui percorsi conosciuti, non ne impara di nuovi, non si orienta nemmeno tra le mura di casa UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Terza fase Completa dipendenza dagli altri Funzioni intellettive sono gravemente compromesse Difficoltà nel camminare, rigidità negli arti, incontinenza Le espressioni verbali sono ridotte a ripetizione di parole dette da altri, o ripetizione continua di suoni o gemiti, o addirittura mutismo Immobilità Morte UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Fine seconda lezione UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Terza lezione Agnosia…. Linguaggio… Afasia…Neuroni.. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Agnosia Difficoltà a riconoscere oggetti, animali o persone, non determinata da deficit sensoriali o da indebolimento delle capacità mentali, ma da lesioni cerebrali a varie localizzazioni Agnosia TATTILE: Provocata da lesioni dell’emisfero cerebrale controlaterale, da lesione cerebrale parietale. Impedisce di riconoscere un oggetto attraverso il tatto in assenza di informazioni provenienti dagli altri sensi. Iloagnosia = inc. riconoscere materiale, Amorfognosia = inc. riconoscere forma, Asimbolia tattile = difficoltà a denominare l’oggetto. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Agnosia VISIVA: Provocata da lesioni delle aree cerebrali posteriori. Consiste nell’incapacità di riconoscere simboli grafici, colori, immagini e figure simboliche. VISUOSPAZIALE: Impedisce di analizzare correttamente delle informazioni spaziali. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Agnosia UDITIVA (raramente riscontrate): Dovute a lesioni temporali Consiste in un riconoscimento alterato dei suoni, dei rumori e del linguaggio parlato malgrado l’integrità completa degli organi periferici e delle vie sensoriali dell’udito. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Agnosia SOMATOAGNOSIA O ASOMATOAGNOSIA: Riguarda lo schema corporeo, cioè la percezione della propria immagine e della sua posizione nello spazio. Consiste nell’incapacità di riconoscere le varie parti del corpo, oppure un’intera metà di esso (emisomatoagnosia) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera CORTECCIA CEREBRALE Emisfero sinistro Emisfero destro Corpo calloso (collegamento fra i due emisferi) Sono le parti più recenti dal punto di vista evolutivo e più di qualunque altra area definiscono la nostra qualità di esseri umani Per accrescere la sua estensione la Corteccia Cerebrale è dotata di numerose circonvoluzioni UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera CORTECCIA CEREBRALE – Aree di specializzazione Lobo occipitale = informazione visiva Lobo temporale = informazione uditiva (compreso il linguaggio) Lobo parietale = riceve input da recettori della pelle e all’interno del corpo (Corteccia somatosensoriale) Lobo frontale = controllo movimenti volontari compresa l’articolazione del linguaggio (Corteccia motoria) Restante della corteccia = corteccia associativa Aree associative TEMPORALI E PARIETALI (comprensione e produzione del linguaggio) Aree associative FRONTALI (ruolo decisivo nella progettazione) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Le aree del linguaggio: Negli adulti destrimani le aree del linguaggio sono situate nell’emisfero sinistro. Le regioni situate anteriormente o posteriormente alla scissura di Rolando si caratterizzano per una diversa specializzazione funzionale. Il modello classico identifica quali strutture responsabili delle funzioni del linguaggio le seguenti regioni: L’area anteriore o di Broca (area 44 di Brodmann), localizzata a livello del piede della terza circonvoluzione frontale, addetta alla produzione del linguaggio; L’area posteriore o di Wernicke, (area 22 di Brodmann), situata nel terzo posteriore della prima circonvoluzione temporale, deputata alla comprensione del linguaggio. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Le aree del linguaggio: Il fascicolo arcuato, via di connessione che unisce l’area di Broca e di Wernicke decorrendo nella profondità del giro sopramarginale e dell’insula; Le due corteccie uditive primarie e le vie di connessione interernisferiche; Il terzo inferiore della corteccia motoria e somatosensoriale, nella regione rolandica, che presiede alla funzione dei muscoli utilizzati per l’espressione verbale; L’area anteriore, attiva per la produzione del linguaggio, include a sinistra oltre all’area 44 e 45, anche aree più anteriori, quale l’area frontale dorsolaterale (aree 9,10, 46), che esplicherebbe la sua funzione nella produzione e nel monitoraggio di un discorso di lunga durata. Le aree anteriori del lobo temporale (aree 20, 21 e 38 di Brodmann), hanno invece la funzione di reperire parole. L’area posteriore è attiva per la comprensione del linguaggio ed include, oltre all’area 22, le aree 37, 39 e 40. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera I NEURONI Neurone = cellula specializzata a ricevere, processare e ritrasmettere informazioni UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera afasia Disturbo della comunicazione verbale che consegue a una lesione cerebrale acquisita UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Afasia Lesione delle regioni persilviane (area del linguaggio) Afasia non è risultato di sofferenza cerebrale diffusa e non va confusa con i disturbi linguistici propri della demenza UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Afasia Le lesioni non alterano l’intelligenza o la capacità di provare sentimenti L’afasia non compromette il globale processo di comunicazione ma solo la sua componente linguistica UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Afasia Diverse forme dei disturbi afasici: Parole difficili da trovare (non vengono o vengono al momento sbagliato); Parole emesse “storpiate” Parole non inseribili in frasi grammaticali corrette UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Afasia Diversa compromissione: Capacità di parlare Capacità di scrivere Comprensione di parole udite Comprensione di parole lette UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Afasia A. di Wernicke o afasia sensoriale (lobo temporale) Espressione fluente e rapida, intonazione normale, ma spesso incomprensibile. Difficoltà nel ripetere frasi e aggiunta di parole o frasi senza senso Grave riduzione della capacità di comprensione del linguaggio Comprensione normale dei suoni non appartenenti al linguaggio (es. trillo del telefono) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera Afasia A. di Broca (lobo frontale) Espressione lenta e difficoltosa Difficoltà a trovare la parola giusta da usare in un determinato contesto Notevole riduzione nella produzione del linguaggio pur mantenendo una relativamente normale comprensione UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera LE FUNZIONI COGNITIVE Con il termine “funzioni cognitive” ci si riferisce alle attività mentali coinvolte nell’acquisizione, immagazzinamento, recupero ed utilizzo delle conoscenze. Le funzioni cognitive c comportamentali (domini) sono coordinate da network neuronali che si intersecano tra loro e che comprendono componenti interconnesse corticali e subcorticali. Tale attività richiede l’integrazione di una grande varietà di processi mentali che comprende percezione, memoria, immaginazione, linguaggio, capacità di ragionamento, di risolvere problemi e di prendere decisioni UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera I neuroni: Dal 3° al 6° mese di gravidanza crescono al ritmo di 250 mila al minuto Qualche settimana prima della nascita la loro moltiplicazione si blocca e comincia quello che sarà il compito ininterrotto del cervello: creare connessioni tra una cellula e l’altra. Le cellule che falliscono vengono eliminate Al momento del parto le cellule saranno dimezzate rispetto al loro picco e il loro numero fissato per sempre (non sostituite in caso di morte) A partire dai 30-40 anni spariscono ad un ritmo di centomila al giorno, pur non diminuendo le facoltà mentali UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera I neuroni Neuroni e ghiandole gliali forniscono al sistema nervoso le capacità che esso possiede I neuroni si compongono di: CORPO CELLULARE Alcuni neuroni hanno una guaina mieilinica che accelera la conduzione UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera I neuroni I dendriti: Sono ramificazioni che si estendono dal corpo della cellula nervosa, specializzati nel rispondere ai segnali provenienti da altri neuroni o dall’ambiente esterno. La loro forma ramificata offre un’ampia superficie alla ricezione dei segnali UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera I neuroni Il soma (corpo cellulare): Assicura le funzioni vitali del neurone. Viaggiando lungo i dendriti, i segnali confluiscono al corpo cellulare del neurone che, comportandosi come centro di integrazione, li “interpreta” e “decide” se produrre una potenziale d’azione, il segnale elettrico di uscita (output) del neurone UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera I neuroni L’assone: Trasporta a destinazione i segnali elettrici generati dal corpo cellulare. In un neurone tipico, l’assone, che è una fibra lunga e sottile, si protende dal corpo cellulare facendo del neurone la cellula più lunga del corpo umano. Singoli assoni si estendono, per esempio, dal midollo spinale alle dita dei piedi UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera I neuroni I terminali sinaptici: I terminali sinaptici comunicano con altri neuroni, muscoli e ghiandole. I segnali vengono trasmessi ad altre cellule a livello dei terminali sinaptici, che appaiono come rigonfiamenti delle estremità ramificate degli assoni. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera I neuroni I neurotrasmettitori: Trasmissione nel sistema nervoso delle informazioni attraverso un doppio codice: elettrico e chimico (i segnali passano da un neurone all’altro tramite rilascio di sostanze chimiche – i neurotrasmettitori – e all’interno del singolo neurone attraverso la generazione e propagazione di impulsi elettrici) Attualmente sono stati identificati una trentina di neurotrasmettitori, i più conosciuti sono: -Acetilcolina -Serotonina -Latecolammine (dopamina, epinefina, norepinefina) -G.A.B.A. (neurotrasmettitore più inibente del cervello) UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera I neuroni Anche le funzioni cognitive superiori (apprendimento, memoria e ragionamento) hanno origine a livello della sinapsi e sono originate da fenomeni elettrici Tuttavia funzioni così complesse richiedono che ai segnali di tipo elettrico conseguano modificazioni biochimiche nell’attività cellulare Fenomeni a lungo termine, come il consolidamento della memoria, richiedono l’attivazione del nucleo della cellula e la sintesi di nuove proteine UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA Prof. Maria Rosa Madera