Università degli studi dell’Insubria
Facoltà di Medicina e Chirurgia
CORSO INTEGRATO DI PSICOBIOLOGIA E
PSICOBIOLOGIA FISIOLOGICA
Corso di laurea in Scienze Motorie
Prof. Maria Rosa Madera
Programma:
-Introduzione al corso
-Evoluzione del rapporto cervello-mente: le neuroscienze.
-Definizione di psicobiologia e psicobiologia fisiologica
--Nascita e sviluppo dello schema corporeo
-Modificazioni dello schema corporeo in età geriatrica: come intervenire
--Agnosie, aprassie, afasie,amnesie.
-Percezione, linguaggio, memoria e apprendimento, pensiero ed emozioni.
-Stress del paziente, stress dell’ operatore
PREMESSA

La motricità si basa sulle funzioni del sistema nervoso e
degli organi di senso e si realizza attraverso l’attività della
muscolatura (il movimento del corpo è infatti possibile
grazie all’azione coordinata dei muscoli che si inseriscono
nelle ossa e che contraendosi e decontraendosi
ordinatamente, provocano lo spostamento del corpo e
delle sue parti), ma la motricità, consentendo l’azione,
sostiene e determina anche la vita di relazione in un
ambiente dove sono presenti persone e oggetti
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MOTRICITA come linguaggio

La motroicità assume cioè un significato per
l’emittente e per il ricevente; il corpo fisico e la
rappresentazione che ogni individuo ha di esso,
si esprimono dunque attraverso il movimento
che, nella sua essenza, è una modalità globale
del rapporto Io-mondo
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Le tre aree di studio




Se noi esaminiamo le parole psicobiologia e
psicobiologia fisiologica possiamo subito intuire la
complessità del nostro studio; questi termini
infatti riconducono alle tre grandi aree di indagine
biologica,
psicologica
fisiologica.
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La biologia
La biologia è la scienza che ha come oggetto di
studio:
 la vita e l’organismo vivente che è regolato dalle
leggi del mondo fisico e dai programmi genetici.
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La psicologia

La psicologia moderna oltre a studiare
sistematicamente il comportamento, risale a ciò
che lo determina ma sempre in rapporto diretto o
indiretto con l’ambiente in cui l’uomo vive e
agisce.
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Oggetto della psicobiologia

Oggetto della psicobiologia è dunque studiare
l’interdipendenza tra i processi somatici e quelli
comportamentali sottolineando la forte
interazione tra individuo e ambiente e il
comportamento in relazione alle sue basi
biologiche, alle strutture, ai processi corporei (in
particolare appartenenti al sistema nervoso).
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Psicobiologia fisiologica

Nel titolo del nostro corso troviamo anche il
termine psicobiologia fisiologica, è allora
necessario allargare il nostro orizzonte alla
fisiologia, ma, per quanto l’esistenza di un
legame tra attività psicologiche e fisiologiche sia
evidente, le conoscenze scientifiche sono in
questo settore ancora incomplete.
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Le neuroscienze

Il rapporto esistente tra funzioni cerebrali e
comportamento ha dato origine ad una nuova
area interdisciplinare: le neuroscienze, termine
“collettivo” che descrive tutte le aree di studio del
sistema nervoso nel quale è compreso il cervello,
questo strumento straordinario che fa la
differenza fra la specie umana e le altre.
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Un esempio di psicobiologia
fisiologica. Lo stress
Anni ’70: J. Mason ha potuto dimostrare che la
reazione ipofisi - cortico - surrene non viene
attivata direttamente dagli eventi stressanti
(stressors), ma dalle reazioni emozionali che
ne conseguono
STIMOLO
REAZIONE
EMOZIONALE
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PRODUZIONE
ORMONALE
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Il modello cognitivo
R. Lazarus
Modello cognitivo dello stress
Lo stimolo prima di indurre l’attivazione emozionale e
successiva reazione di stress, viene elaborato dal SNC e,
attraverso i processi di elaborazione cognitiva, acquisisce
una sua specifica coloritura emozionale
La risposta dipende da:
 Fattore oggettivo: stimolo
 Fattore soggettivo: significato
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La valutazione cognitiva
Esperienze
precedenti
STIMOLI
VALUTAZIONE
COGNITIVA
Struttura
genetica
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Aspetti
fisiologici
ATTIVAZIONE
EMOZIONALE
STRESS
Aspetti
comportamentali
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DEFINIZIONE DI STRESS


Usiamo impropriamente il termine ‘stress’ per
riferirci a situazioni ed eventi che causano disagio
o disturbo
Ex. ‘il lavoro è uno stress’ – ‘alzarmi presto alla
mattina per me è uno stress’
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Monet “Neige”
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DEFINIZIONE DI STRESS
DEFINIZIONE DI STRESS
Reazione o insieme di reazioni psicologiche e
fisiologiche a determinate situazioni o eventi (gli
eventi stressanti)
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DEFINIZIONE DI STRESS
Quindi le reazioni di stress sono precisamente le
risposte che l’organismo dà ad eventi che lo
sollecitano
si tratta di una serie di reazioni
fisiologiche, emotive e del comportamento che si
pongono in essere ogni qualvolta l’organismo si
trova davanti a una situazione nuova, e deve
affrontarla o adattarvisi
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CARATTERISTICHE DEGLI EVENTI
STRESSANTI
Gli eventi percepiti come stressanti sono:
1.
Eventi traumatici (situazioni di estremo pericolo
al di fuori della gamma usuale dell’esperienza
umana; includono: incidenti stradali, stupro,
tentato omicidio, terremoti, etc. etc.)
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CARATTERISTICHE DEGLI EVENTI
STRESSANTI
3.




Lo stress può anche essere provocato da
processi interni (conflitti non risolti che possono
essere consci o inconsci)
Nella nostra società i conflitti più pervasivi si hanno nelle seguenti
dicotomie:
Indipendenza / dipendenza
Intimità / isolamento
Cooperazione / competizione
Espressione degli impulsi / standard morali
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LE REAZIONI PSICOLOGICHE ALLO
STRESS






Ansia
Rabbia
Aggressività
Apatia
Depressione
Deterioramento cognitivo
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LE REAZIONI FISIOLOGICHE ALLO
STRESS
1.
2.




3.
Il corpo reagisce agli agenti stressanti con la risposta
‘combatti o fuggi’
Il sistema nervoso simpatico produce:
Aumento battito cardiaco
Aumento pressione sanguigna
Dilatazione pupillare
Eccessiva liberazione di zuccheri dal fegato
Il sistema cortico – surrenale causa il rilascio di ACTH che
stimola il rilascio di cortisolo nel sangue
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CARATTERISTICHE DEGLI EVENTI
STRESSANTI
2. Eventi più comuni percepiti come incontrollabili,
imprevedibili e che ci spingono fino ai limiti delle
nostre capacità (le persone differiscono nel
grado in cui valutano cognitivamente il
medesimo evento come controllabile,
prevedibile, sfida alle loro capacità e al concetto
di sé)
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STRESS E SALUTE
Lo stress può influenzare la salute in modo
diretto creando un’eccessiva
sovrastimolazione cronica del sistema
simpatico o del sistema cortico – surrenale,
oppure danneggiando il sistema
immunitario
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STRESS E SALUTE
Conseguenze cliniche:
Possiamo ritrovare problematiche patogene a carico del:
Sistema cardiovascolare
Sistema gastrointestinale
Apparato respiratorio
Apparato cutaneo
E’ possibile che anche alcune malattie auto-immuni e
tumorali possano trovare una concausa nello stress.
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STRESS E SALUTE
Conseguenze sull’apparato psichico:
Lo stress può facilitare l’insorgere di:
Disturbi depressivi
Disturbi d’ansia
Reazioni psicotiche di tipo schizofreniforme
Disturbi della sfera sessuale
Disturbi del ritmo sonno-veglia
Emicranie e cefalee
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SINTOMI RIVELATORI DI STRESS
LEGATO AL LAVORO





Cambiamenti dell’umore e del comportamento
Irritabilità,indecisione e problemi di rendimento lavorativo
Sensazione di non essere in grado di affrontare la situazione
Ricorso aumentato ad alcool,fumo, o addirittura a droghe
Problemi di salute ( emicranie,insonnia,disturbi gastrici )
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Strategie per combattere lo stress
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IL COPING
La disponibilità e la ricchezza di strategie adattive
psicologiche e comportamentali flessibili e
dinamiche sono fattori fondamentali per la corretta
gestione dello stress.
Il Coping ( “ to cope “ significa far fronte ) è il
processo tramite il quale una persona cerca di far
fronte alle richieste stressanti.
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IL COPING
A seconda che vengano messe in atto strategie di
Coping adattive o disfunzionali le situazioni
stressanti vengono vissute in maniera differente ed
hanno conseguenze diverse.
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IL COPING
DEFINIZIONE 1
“Strategie impiegate per affrontare situazioni
minacciose” (Lazarus, 1966).
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IL COPING

Distinguiamo:
Coping centrato sul problema( problem oriented
coping): la persona si focalizza sullo specifico problema o
situazione insorta cercando di trovare un modo per cambiarla. Le
strategie comprendono:
1.
La definizione del problema
2.
Il generare soluzioni alternative
3.
Il soppesare le alternative in termini di costi/benefici
4.
Lo sceglierne una
Ex. Organizzazione e pianificazione dello studio in modo da tenere il passo
con le lezioni durante l’anno accademico, così da ridurre la pressione
al momento di preparare gli esami
+
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IL COPING

Coping centrato sulle emozioni (emotion oriented coping):
l’individuo si sforza di ridurre le reazioni emozionali negative allo
stress.
Le strategie comprendono:
1.
Strategie comportamentali:
Impegnarsi in esercizi fisici per liberare la testa dal problema
Fare uso di alcol o altre droghe
Sfogare la rabbia
Cercare sostegno emotivo da amici




2.


Strategie cognitive:
Escludere temporaneamente i pensieri riguardanti il problema
Ridurre la minaccia cambiando il significato della situazione
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Conclusione prima lezione

Linee forza mare(Giacomo Balla)
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Seconda lezione

Una risorsa per apprendere: la memoria
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DEFINIZIONE
MEMORIA
La memoria è la capacità di riprodurre un’esperienza passata, di riconoscerla
e di localizzarla nel tempo e nello spazio.
La memoria ci dà il senso della continuità da cui dipende la nostra idea del sé,
la coscienza sarebbe spezzettata in frammenti numerosi quanto i secondi cha
abbiamo vissuto se non ci fosse tale capacità agglomerante.
La memoria però è influenzata anche dall’affettività, vediamo il box sulla
memoria, sulla coscienza e sul pensiero, temi questi strettamente correlati alla
memoria e ai suoi disturbi.
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Memoria a preve termine,
memoria a lungo termine


La memoria si suddivide in memoria a breve e a
lungo termine, ma può essere anche ripartita
come dichiarativa e procedurale.
Memoria a breve termine: l’informazione viene
trattenuta per 15-20 secondi. Vengono
immagazzinati solo sei o sette elementi: i nuovi
elementi vengono depositati mentre quelli
precedenti vengono persi (rimossi).
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MEMORIA a breve termine


E’ paragonabile ad uno spazio di lavoro utile per
risolvere certi problemi (calcoli mentali, analogie
geometriche, comprensione della comunicazione
parlata e scritta…).
La memoria a breve termine è localizzata nella
corteccia frontale (a livello cellulare comporta
modificazioni di proteine pre-esistenti) e funziona
inoltre come stazione di transito per quella a
lungo termine.
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Memoria a lungo termine



Memoria a lungo termine: la sua durata copre la
maggior parte della vita ed ha una capacità molto
ampia.
Il passaggio dalla memoria a breve a quella a
lungo termine è favorito dal significato, dalle
connessioni e dall’elaborazione dell’oggetto da
memorizzare.
Viene localizzata nell’ippocampo e nel lobo
temporale, a livello cellulare comporta la sintesi di
nuove proteine.
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La memoria è una funzione fondamentale della
mente umana
Senza la memoria le funzioni psichiche superiori
(la percezione, il riconoscimento, il linguaggio, la
pianificazione, la soluzione di problemi, il
prendere decisioni)
non potrebbero operare con successo
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L’ippocampo



L'ippocampo è la struttura indispensabile alla
fissazione della traccia di memoria, non è la sede
dell'immagazzinamento, ma partecipa alla
codificazione delle informazioni
L'ippocampo fa parte del "sistema limbico", zona che
regola i comportamenti relativi ai "bisogni primari" per
la sopravvivenza dell'individuo e della specie (il
mangiare, il bere, il procurarsi cibo e le relazioni
sessuali)
Questa zona del cervello gestisce le emozioni, i
sentimenti e perciò anche la percezione della realtà
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Sede dei ricordi: l’ encefalo
memorizza per associazioni


Non esistono delle zone dove vengono memorizzati
singoli dati: ogni informazione è ripartita attraverso un
intero complesso di cellule della memoria
Se si richiama alla memoria un dato è sufficiente
presentare una piccola parte del modello (una
associazione) e l'intero modello viene ricostruito
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L'encefalo non memorizza i dati
come fossero una fotografia, ma
attraverso associazioni
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FUNZIONI DELLA MEMORIA
1)
2)
3)
Fissazione
Ritenzione
Rievocazione
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1) FISSAZIONE
= capacità di aggiungere nuovo
materiale al magazzino della
memoria
Sono necessarie l’attenzione e la
percezione
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Fissazione

Aggiungere materiale..memoria e percezione
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2) RITENZIONE
= capacità di immagazzinare
conoscenze che successivamente
possono esser riportate alla
coscienza
I ricordi subiscono modificazioni
quantitative e qualitative
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Ritenzione

Immagazzinare conoscenze
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3) RIEVOCAZIONE
= capacità di richiamare alla memoria
materiale immagazzinato
- Spontanea:
possibile attraverso nessi
e associazioni; dipende dallo stato
emotivo
- Volontaria: richiamo alla mente di ciò che
coscientemente si vuole rievocare
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Rievocazione

Richiamare alla memoria
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Memoria a breve termine




L’informazione viene trattenuta per 15-20 secondi
Possono essere immagazzinati solo sei o sette
elementi: quando nuovi elementi vengono depositati,
quelli precedenti vengono persi
Serve come “spazio di lavoro” mentale per risolvere
certi problemi (calcoli mentali, analogie geometriche,
comprensione della comunicazione parlata e scritta…)
E’ la stazione di transito per la memoria a lungo
termine
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Memoria a lungo termine



La sua durata copre la maggior parte della vita
Ha capacità molto ampia
Il passaggio dalla memoria a breve a quella a
lungo termine è favorito dal significato, dalle
connessioni e dall’elaborazione dell’oggetto da
memorizzare
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Fattori che favoriscono il passaggio dalla memoria a
breve termine a quella a lungo termine:



L’ATTENZIONE
(necessità, interesse, motivazione, concentrazione)
L’ELABORAZIONE
(associare le nuove informazioni a conoscenze già
acquisite)
LE MNEMOTECNICHE
(organizzazione delle informazioni)
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Come proteggere la nostra memoria?






Condurre uno stile di vita salutare: attività fisica,
abitudini alimentari, igiene del sonno
Attività mentali stimolanti
Partecipazione sociale
Ambiente ricco di stimoli
Controllo dello stress
Prevenzione cardio-vascolare
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LA MALATTIA DI ALZHEIMER
La malattia di Alzheimer è
stata descritta per la prima
volta
nel 1906 dal
neuropatologo
Alois Alzheimer
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DEFINIZIONE
La demenza di Alzheimer è una malattia
neurodegenerativa,
progressiva ed irreversibile,
che colpisce il Sistema Nervoso Centrale


E’ la più comune causa di demenza: 50-70%
Si caratterizza per una estesa atrofia cerebrale e per
la presenza di lesioni tipiche (placche senili, grovigli
neurofibrillari)
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EPIDEMIOLOGIA
Colpisce l’1% della popolazione occidentale
(8% > 65 anni, 30% > 85 anni)
-
24.000.000 nel mondo
600.000 - 1.000.000 in Italia
1000 a Varese città
Terza causa di morte > 65 anni, dopo le malattie
cardiovascolari e i tumori
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IPOTESI PATOGENTICA
Alterazioni nel metabolismo di una proteina (precursore
della beta-amiloide)
Formazione in eccesso e accumulo della beta-amiloide
(sostanza proteica che induce danno ai neuroni)
Perdita di neuroni che contengono acetilcolina
(neurotrasmettitore implicato nella memoria)
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I 10 sintomi premonitori
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
Perdita della memoria recente, con pregiudizio lavorativo
Difficoltà nell’adempiere attività quotidiane
Difficoltà di linguaggio
Disturbi dell’orientamento temporale e spaziale
Diminuite capacità di discernimento
Difficoltà nel pensiero astratto
Smarrire oggetti
Instabilità dell’umore o del comportamento
Alterazioni della personalità
Perdita di interesse e iniziativa
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MANIFESTAZIONI CLINICHE
Progressivo, graduale, inarrestabile declino delle funzioni
cognitive e modificazioni della personalità







Disturbi della memoria (amnesia)
Disturbi nelle funzioni motorie (aprassia)
Disturbi del linguaggio (afasia)
Disturbi nel riconoscimento (agnosia)
Cambiamenti di personalità
Disturbi psichiatrici (deliri, allucinazioni, depressione, ansia)
Disturbi comportamentali (alterazioni del ritmo sonno-veglia,
vagabondaggio, disinibizione)
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DECORSO
Prima fase (3-4 anni)







Perdita progressiva della memoria a breve termine e della
memoria episodica
Progressiva incapacità di imparare nuovi concetti o nuove
tecniche
Difficoltà ad esprimersi e a comprendere
Modificazioni del carattere e della personalità (apatia,
sovraeccitamento)
Difficoltà nei rapporti con il mondo esterno (nel lavoro o con gli
estranei)
Incapacità di riconoscere i volti
Incertezze nei calcoli matematici e nei ragionamenti
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Seconda fase (2-10 anni)




Le azioni della vita quotidiana diventano per il malato dei
problemi certe volte insolubili
Progressiva perdita di memoria (amnesia): autobiografica
(dove vivo? in che città? che lavoro faccio?.....); significato
delle parole, attività manuali più comuni
Disturbi del linguaggio (afasia): perdita della capacità di
comprendere le parole e le frasi, di leggere e di scrivere
Perdita delle capacità visuo-spaziali: il malato si perde sui
percorsi conosciuti, non ne impara di nuovi, non si orienta
nemmeno tra le mura di casa
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Terza fase






Completa dipendenza dagli altri
Funzioni intellettive sono gravemente compromesse
Difficoltà nel camminare, rigidità negli arti,
incontinenza
Le espressioni verbali sono ridotte a ripetizione di
parole dette da altri, o ripetizione continua di suoni o
gemiti, o addirittura mutismo
Immobilità
Morte
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Fine seconda lezione
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Terza lezione

Agnosia…. Linguaggio… Afasia…Neuroni..
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Agnosia
Difficoltà a riconoscere oggetti,
animali
o
persone,
non
determinata
da
deficit
sensoriali o da indebolimento
delle capacità mentali, ma da
lesioni cerebrali a varie
localizzazioni
Agnosia
TATTILE:
Provocata
da
lesioni
dell’emisfero
cerebrale
controlaterale, da lesione cerebrale parietale.
Impedisce di riconoscere un oggetto attraverso il tatto in
assenza di informazioni provenienti dagli altri sensi.
Iloagnosia = inc. riconoscere materiale, Amorfognosia =
inc. riconoscere forma, Asimbolia tattile = difficoltà a
denominare l’oggetto.
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Agnosia
VISIVA:
Provocata da lesioni delle aree cerebrali posteriori.
Consiste nell’incapacità di riconoscere simboli grafici,
colori, immagini e figure simboliche.
VISUOSPAZIALE:
Impedisce di analizzare correttamente delle informazioni
spaziali.
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Agnosia
UDITIVA (raramente riscontrate):
Dovute a lesioni temporali
Consiste in un riconoscimento alterato dei suoni,
dei rumori e del linguaggio parlato malgrado
l’integrità completa degli organi periferici e delle
vie sensoriali dell’udito.
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Agnosia
SOMATOAGNOSIA O
ASOMATOAGNOSIA:
Riguarda lo schema corporeo, cioè la percezione della
propria immagine e della sua posizione nello spazio.
Consiste nell’incapacità di riconoscere le varie parti del
corpo, oppure un’intera metà di esso (emisomatoagnosia)
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CORTECCIA CEREBRALE
Emisfero sinistro
Emisfero destro
Corpo calloso
(collegamento fra i due emisferi)
Sono le parti più recenti dal punto di vista
evolutivo e più di qualunque altra area
definiscono la nostra qualità di esseri
umani
Per accrescere la sua estensione la Corteccia Cerebrale è dotata di
numerose circonvoluzioni
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CORTECCIA CEREBRALE – Aree di specializzazione
Lobo occipitale = informazione visiva
Lobo temporale = informazione uditiva (compreso il linguaggio)
Lobo parietale = riceve input da recettori della pelle e all’interno del corpo
(Corteccia somatosensoriale)
Lobo frontale = controllo movimenti volontari compresa l’articolazione del linguaggio
(Corteccia motoria)
Restante della corteccia = corteccia associativa
Aree associative TEMPORALI E
PARIETALI
(comprensione
e
produzione del linguaggio)
Aree associative FRONTALI (ruolo
decisivo nella progettazione)
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Le aree del linguaggio:



Negli adulti destrimani le aree del linguaggio sono situate
nell’emisfero sinistro. Le regioni situate anteriormente o
posteriormente alla scissura di Rolando si caratterizzano per una
diversa specializzazione funzionale. Il modello classico identifica
quali strutture responsabili delle funzioni del linguaggio le seguenti
regioni:
L’area anteriore o di Broca (area 44 di Brodmann), localizzata a
livello del piede della terza circonvoluzione frontale, addetta alla
produzione del linguaggio;
L’area posteriore o di Wernicke, (area 22 di Brodmann), situata nel
terzo posteriore della prima circonvoluzione temporale, deputata alla
comprensione del linguaggio.
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Le aree del linguaggio:




Il fascicolo arcuato, via di connessione che unisce l’area di Broca e
di Wernicke decorrendo nella profondità del giro sopramarginale e
dell’insula;
Le due corteccie uditive primarie e le vie di connessione
interernisferiche;
Il terzo inferiore della corteccia motoria e somatosensoriale, nella
regione rolandica, che presiede alla funzione dei muscoli utilizzati
per l’espressione verbale;
L’area anteriore, attiva per la produzione del linguaggio, include a
sinistra oltre all’area 44 e 45, anche aree più anteriori, quale l’area
frontale dorsolaterale (aree 9,10, 46), che esplicherebbe la sua
funzione nella produzione e nel monitoraggio di un discorso di lunga
durata. Le aree anteriori del lobo temporale (aree 20, 21 e 38 di
Brodmann), hanno invece la funzione di reperire parole. L’area
posteriore è attiva per la comprensione del linguaggio ed include,
oltre all’area 22, le aree 37, 39 e 40.
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I NEURONI
Neurone = cellula specializzata a ricevere, processare e ritrasmettere informazioni
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afasia

Disturbo della comunicazione verbale che
consegue a una lesione cerebrale acquisita
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Afasia


Lesione delle regioni persilviane (area del
linguaggio)
Afasia non è risultato di sofferenza cerebrale
diffusa e non va confusa con i disturbi linguistici
propri della demenza
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Afasia


Le lesioni non alterano l’intelligenza o la capacità
di provare sentimenti
L’afasia non compromette il globale processo di
comunicazione ma solo la sua componente
linguistica
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Prof. Maria Rosa Madera
Afasia
Diverse forme dei disturbi afasici:
 Parole difficili da trovare (non vengono o vengono
al momento sbagliato);
 Parole emesse “storpiate”
 Parole non inseribili in frasi grammaticali corrette
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Diversa compromissione:
 Capacità di parlare
 Capacità di scrivere
 Comprensione di parole udite
 Comprensione di parole lette
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
A. di Wernicke o afasia sensoriale
(lobo temporale)




Espressione fluente e rapida, intonazione normale,
ma spesso incomprensibile.
Difficoltà nel ripetere frasi e aggiunta di parole o frasi
senza senso
Grave riduzione della capacità di comprensione del
linguaggio
Comprensione normale dei suoni non appartenenti al
linguaggio (es. trillo del telefono)
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
A. di Broca (lobo frontale)



Espressione lenta e difficoltosa
Difficoltà a trovare la parola giusta da usare in un
determinato contesto
Notevole riduzione nella produzione del linguaggio
pur mantenendo una relativamente normale
comprensione
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LE FUNZIONI COGNITIVE


Con il termine “funzioni cognitive” ci si riferisce alle attività mentali
coinvolte nell’acquisizione, immagazzinamento, recupero ed utilizzo
delle conoscenze.
Le funzioni cognitive c comportamentali (domini) sono coordinate da
network neuronali che si intersecano tra loro e che comprendono
componenti interconnesse corticali e subcorticali.


Tale attività richiede l’integrazione di una grande varietà di processi
mentali che comprende percezione, memoria, immaginazione,
linguaggio, capacità di ragionamento, di risolvere problemi e di
prendere decisioni
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I neuroni:




Dal 3° al 6° mese di gravidanza crescono al ritmo di 250
mila al minuto
Qualche settimana prima della nascita la loro moltiplicazione
si blocca e comincia quello che sarà il compito ininterrotto
del cervello: creare connessioni tra una cellula e l’altra. Le
cellule che falliscono vengono eliminate
Al momento del parto le cellule saranno dimezzate rispetto
al loro picco e il loro numero fissato per sempre (non
sostituite in caso di morte)
A partire dai 30-40 anni spariscono ad un ritmo di centomila
al giorno, pur non diminuendo le facoltà mentali
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I neuroni
Neuroni e ghiandole gliali forniscono al sistema nervoso
le capacità che esso possiede
I neuroni si compongono di:
CORPO CELLULARE
Alcuni neuroni hanno una guaina mieilinica che accelera la conduzione
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I neuroni
I dendriti:


Sono ramificazioni che si estendono dal corpo della cellula
nervosa, specializzati nel rispondere ai segnali provenienti da altri
neuroni o dall’ambiente esterno.
La loro forma ramificata offre un’ampia superficie alla ricezione dei
segnali
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I neuroni
Il soma (corpo cellulare):

Assicura le funzioni vitali del neurone. Viaggiando lungo i dendriti, i
segnali confluiscono al corpo cellulare del neurone che,
comportandosi come centro di integrazione, li “interpreta” e “decide”
se produrre una potenziale d’azione, il segnale elettrico di uscita
(output) del neurone
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I neuroni
L’assone:



Trasporta a destinazione i segnali elettrici generati dal corpo
cellulare.
In un neurone tipico, l’assone, che è una fibra lunga e sottile, si
protende dal corpo cellulare facendo del neurone la cellula più
lunga del corpo umano.
Singoli assoni si estendono, per esempio, dal midollo spinale alle
dita dei piedi
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I neuroni
I terminali sinaptici:


I terminali sinaptici comunicano con altri neuroni, muscoli e
ghiandole.
I segnali vengono trasmessi ad altre cellule a livello dei terminali
sinaptici, che appaiono come rigonfiamenti delle estremità
ramificate degli assoni.
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I neuroni
I neurotrasmettitori:

Trasmissione nel sistema nervoso delle informazioni attraverso un
doppio codice: elettrico e chimico (i segnali passano da un neurone
all’altro tramite rilascio di sostanze chimiche – i neurotrasmettitori – e
all’interno del singolo neurone attraverso la generazione e
propagazione di impulsi elettrici)
Attualmente sono stati identificati una trentina di neurotrasmettitori, i più
conosciuti sono:
-Acetilcolina
-Serotonina
-Latecolammine (dopamina, epinefina, norepinefina)
-G.A.B.A. (neurotrasmettitore più inibente del cervello)
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I neuroni



Anche le funzioni cognitive superiori (apprendimento,
memoria e ragionamento) hanno origine a livello della
sinapsi e sono originate da fenomeni elettrici
Tuttavia funzioni così complesse richiedono che ai
segnali di tipo elettrico conseguano modificazioni
biochimiche nell’attività cellulare
Fenomeni a lungo termine, come il consolidamento
della memoria, richiedono l’attivazione del nucleo della
cellula e la sintesi di nuove proteine
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