I.T.I.S. “L.Nobili”
Liceo
Scientifico-Tecnologico
Sperimentale
Classe Quinta L
Anno Scolastico
1998-1999
AREA
DI
PROGETTO
In collaborazione con l’Azienda Regionale Prevenzione e Ambiente
Progetto interdisciplinare di
osservazioni, prelievi, misure ed analisi
rivolte alla valutazione della qualità
ambientale di un corso d’acqua.
Discipline interessate:
Fisica
Misura della Portata, comportamento idraulico del
corso d’acqua.
Scienze della Terra
Geomorfologia del territorio e dinamica dei bacini
idraulici torrentizi.
Scienze Naturali
Caratteristiche ambientali, zoologiche e botaniche
del corso d’acqua.
Microbiologia
Prelievo dei campioni e individuazione della
carica batterica.
Chimica
Prelievo dei campioni e misura dei parametri
qualitativi fondamentali.
Articolazione del Progetto
• Presso laboratori I.T.I.S.
Fine Aprile
• Prima uscita in
campagna
–
–
–
–
Ricognizione dell’area
Ricognizione del percorso
Misura della portata
Prelevamento dei campioni
per gli esami microbiologici
• Seconda uscita in
campagna
– Compilazione delle schede
di valutazione ambientale
– Osservazione e prelievo di
macro - invertebrati.
– Prelevamento dei campioni
per gli esami chimici
• Presso laboratori
A.R.P.A. (in due gruppi
operativi)
– Determinazione:
– Ammoniaca
– Nitrati
– Fosfati
– Ossigeno
disciolto.
– Chimica
• BOD
• BOD5
• COD
– Biologia
• Coli Totali
• Coli Fecali
• Osservazioni sugli
invertebrati prelevati
• rilevo botanico
– Scienze della Terra
• Valutazione delle
schede di rilevamento
ambientale
– Fisica
• Elaborazione calcolo
della portata
• Discussione sulla
precisione del metodo
utilizzato.
– Informatica
• Elaborazione testi e
grafica.
Premessa
Nel 1979 il Gruppo di Lavoro
"Inquinamento acque e suolo" del
(P.M.P) Presidio Multizonale di
Prevenzione, (ora ARPA) ha
affrontato un'indagine conoscitiva
sullo stato dell'inquinamento del
bacino del Crostolo basata su prelievi
ed analisi sul corso principale del
bacino e sul rilievo cartografico degli
insediamenti potenzialmente idro inquinanti insistenti sul territorio
interessato, con particolare
riferimento alle attività industriali,
agli allevamenti zootecnici, ai
caseifici, ai mattatoi ed alla
popolazione residente.
L'attenzione di questo nostro lavoro è rivolta
all’approfondimento metodologico della
verifica periodica che occorre effettuare per
mantenere aggiornato, a distanza di anni, il
monitoraggio del carico inquinante
potenziale che insiste sul sottobacino
dell'Acqua Chiara.
La valutazione del carico inquinante, come
risulta da precedenti studi, era stata fatta
attraverso metodi indiretti.
Essi sono:
-Stima della popolazione residente,
-Stima della popolazione equiv. industriale,
-Stima della popolazione equiv. animale,
-Stima della popolazione totale.
Il calcolo della popolazione equivalente si
basa sul presupposto che esista una analogia
tra gli scarichi industriali e zoo - agricoli e
quelli domestici per quanto riguarda il loro
effetto sui processi di auto - depurazione dei
corsi d'acqua che li ricevono.
Per mezzo di opportuni coefficienti, diversi
per ogni tipo di attività, si può calcolare
l'apporto inquinante di ciascun scarico,
trasformandolo in un certo numero di
abitanti.
I coefficienti impiegati derivano da un attento
confronto tra quelli proposti dal Consiglio
Nazionale delle Ricerche e quelli usati in Francia e
da studi effettuati dal Laboratorio di Igiene e
Profilassi di Reggio Emilia.
Per abitante equivalente (A.E.) deve intendersi
l'inquinamento prodotto da una persona in un
giorno che è quantizzabile in 54 g. di BOD per
giorno (Southgate).
Localizzazione e stima degli abitanti equivalenti
Il sottcbacino del Rio Acqua Chiara comprende i
sub - bacini del Rio Lavezza e del Rio Arianna che,
unendosi, danno origine al Rio Acqua Chiara,
affluente del Torrente Rodano che sfocia infine nel
Torrente Crostolo (affluente di destra del Po).
Il bacino insiste sui territori dei comuni di Albinea
e Reggio Emilia.
Rio Arianna
Gravitano su questo Rio complessivamente
2.550 A.E., di cui 1.224 A.E. da due industrie
alimentari, 463 A.E. da popolazione residente
(Botteghe ) e 450 A.E. da allevamenti suinicoli.
Rio Acqua Chiara
I1 centro abitato di Botteghe è munito di
collettore fognario che attualmente scarica nel
Rio Arianna senza nessun trattamento; è previsto
l'allacciamento al sistema fognario di Reggio
Emilia.
La popolazione residente ammonta a circa 150
abitanti.
Le due industrie alimentari sono dotate di
impianto di depurazione.
Attività industriali
Allevamenti (suini, polli )
Mattatoi
Caseifici (trasform. latte)
Popolazione residente
(1.200 Centro Albinea )
I mattatoi sono di consistenza limitata.
Le industrie metalmeccaniche non dovrebbero
influire significativamente se non con fughe
accidentali di oli lubrificanti ed oli emulsionati
(l'Azienda Servizi Città è in grado di indirizzare
gli utenti ad un eventuale trattamento chimico o
al recupero.
Rio Lavezza
Gravitano su questo rio 6.747 A.E. di cui 5.000
da allevamenti suini e polli; 600 A.E. da una
ceramica munita di impianto di depurazione; 552
A.E. da una industria alimentare con impianto di
depurazione.
I due caseifici esistenti hanno adottato la
depurazione anaerobica con tre vasche interrate
in serie, tipo Imhoff.
L'abitato della frazione Bellarosa (450 abitanti )
è munito di impianto di depurazione biologico a
fanghi attivi.
L'abitato di Albinea centro gravitava con circa
600 abitanti sul Rio Lavezza ora convogliati nel
collettcre che adduce alla fognatura di Reggio
Emilia.
Altri 600 abitanti del centro di Albinea che
gravitavano sul Rio Arianna sono convogliati
alla rete fognaria di Reggio Emilia.
L'attività industriale è limitata ad una lavorazione
di vi no e ad una industria metalmeccanica; gli
allevamenti suinicoli ammontano a 6.360 A.E.
Carico inquinante potenziale totale alla confluenza
col Torrente Rodano:
Totale A.E.
2.981 A.E.
11.810 A.E.
80 A.E.
110 A.E.
2.263 A.E.
17.244
Per quanto attiene agli scarichi degli allevamento
zootecnici occorre sottolineare che per dimensioni
aziendali nessun allevamento è dotato di impianto
di depurazione biologico tradizionale in quanto le
aziende hanno optato per lo spandimento
agronomico delle deiezioni prodotte dagli animali.
I1 rapporto di spandimento si basa sulla
disponibilità di un ettaro di suolo agricolo ogni 40
q. di peso vivo di bestiame allevato.
In teoria, quindi, nessun tipo di rifiuto da
allevamento dovrebbe finire nei corsi d'acqua.
In pratica però, per una serie di difficoltà (cicli
agro colturali, clima, capacità di stoccaggio,
assenza di una normativa specifica fino al
febbraio 1983),
è uso corrente riversare nei fossi quelle quote
di liquame che non trovano come destinazione
finale il suolo.
Stazioni di prelievo
Come si evidenzia dalla planimetria allegata,
sono state individuate
una stazione sul Rio Arianna a valle del
“laghetto di Monterampino” (A), una sul Rio
Lavezza (C), immediatamente a monte della
confluenza con il rio Arianna, e, infine, una terza
stazione lungo il Rio Acqua Chiara (B),
immediatamente a valle dei citati confluenti.
Gruppi di lavoro
Sono stati formati cinque gruppi di lavoro,
formati ciascuno da 4 studenti che hanno
collaborato con il personale ARPA alle
operazioni di campagna e alle attività di
laboratorio
Attività
prelievo dei campioni per 1'analisi chimica e
batteriologica e relative misure fisiche in loco;
analisi dei campioni, in parte effettuate presso i
laboratori dell’ITIS ed in parte presso i laboratori
dell’ARPA.
Esame in loco di macro - invertebrati di acque
correnti;
discussione dei dati rilevati.
Osservazioni geologiche e botaniche relative ai
tratti percorsi.
Esame generale della qualità ambientale con il
metodo RCEs – IAR
Parametri rilevati
Portata idraulica dei corsi d’acqua nelle tre stazioni
esaminate
 Temperatura aria in °C (termometro a fionda sens.
1/10°C)
 Temperatura acqua in °C (termometro a bicchiere
sens. 1/10°C )
 Ossigeno disciolto (secondo Winkler, fissato in
loco e titolato in laboratorio )
condizioni atmosferiche
caratteri fisici: colore, odore, trasparenza.
Misura della portata
Q = Av
Viene stimata in tre punti,
nell’alveo dei due “confluenti”
La Vezza e Arianna e, a valle
della confluenza, nel del Rio
Acqua Chiara.
Si sono misurate le sezioni di
scorrimento dei corsi d’acqua
e si è poi ricavata la velocità
della corrente, cronometrando
il percorso di un galleggiante
su distanze note, tra due
sezioni rilevate.
Valutazione della Portata, Sezione n.1 RIO ARIANNA
Immediatamente a valle del laghetto irriguo di Monterampino il Rio Arianna, confluente da sinistra nel
Rio Acqua Chiara, invia in esso le sue acque passando attraveso un manufatto scolmatore con una vasca di raccolta che termina in uno stramazzo.
Poiché la sezione idraulica del manufatto nel punto di stramazzo era accessibile e misurabile si era pensato di valutare la portata del Rio Arianna in quel punto.
Ci si è però accorti all’atto pratico che la velocità dell’acqua chiamata allo stramazzo nella vasca di
raccolta non era così facilmente misurabile con l’uso di un galleggiante come poteva apparire in un
primo momento: infatti l’acqua, proveniente dal canale scolmatore, fortemente inclinato, entrava nella
vasca di raccolta da un piccolo stramazzo generando nella vasca un flusso sotterraneo irregolare e turbolento, non percepibile in superficie dove l’acqua sembrava muoversi in modo molto lento.
Il flusso di subalveo è poi costretto ad emergere per superare la “chiamata” della bocca a stramazzo
manifestando la propria velocità soltanto in un breve tratto finale che precede di alcuni decimetri il
salto dell’acqua dalla bocca stessa.
Si è proceduto al rilievo della altezza dell’acqua alla sezione di chiamata della bocca a stramazzo ottenedo la seguente serie di valori:
h. Altezza acqua in cm.
Distanza progressiva (l =40 cm)dal
lato sinistro dello stramazzo in cm.
0.5
0
1
40
1
80
1.5
120
2
150
2.5
200
3
240
3
280
L’area della sezione idraulica individuata risulta dalla formula:
S =  (1..7) (hi + h i+1)  l /2 = (0.5+1
+ 1+1 + 1+1.5 + 1.5+2 + 2+2.5 + 2.5+3 + 3+3)  40/2
Come altezza media dell’acqua alla sezione di chiamata potremo quindi assumere il seguente valore:
h med. = S/L 510/280 = 1,8 cm
La teoria delle “luci a stramazzo” senza contrazione laterale consente di valutare, pur con certa approssimazione, il valore della
corrispondente portata, conoscendo la lunghezza della soglia L e
l’innalzamento del livello del fluido h in movimento sopra di essa.
(c.fr G.Supino, “Idraulica Generale”, pp. 112-113)
Q = L  h  2g (3/2h-h) = L  h  3gh-2gh =
=
S   gh = 0,051  9,80,018 = 0,0214 m3/s = 21,4 l/s.
Questo valore concorda con quello ottenibile per differenza tra le
misure della portata del Rio Acqua Chiara e quello del confluente
di destra Rio Lavezza:
 Q = 24,3 – 4,3 = 20,0 l/s.
Oltre alle incertezze da attribuire agli inevitabili errori di misura e
alle corrispondenti approssimazioni, non è superfluo ricordare che
una parte del fluido trasportato può essere assorbita dal materasso
di ghiaie e sabbie in cui i corsi d’acqua hanno scavato il proprio
alveo; nel nostro caso si tratterebbe di un modesto assorbimento a
regime di circa 1,4 l/s.
2
= 510 cm
Misurazione della Portata nella sezione n.2 RIO ACQUA CHIARA
L’intervento è stato possibile grazie alla individuazione di un tratto sufficientemente regolare situato
circa 200 m a valle della confluenza tra Rio Lavezza (da destra) e Rio Arianna (da Sinistra).
La distanza tra le
due sezioni rilevate,
lungo la quale si è
misurato il tempo di
percorrenza di un
galleggiante è risultata mediamente di
298 cm. (2,98 m)
Le sezioni rilevate
risultano come descritte in figura:
Il transito dei galleggianti tra le due
sezioni è avvenuto
per cause accidentali
con tempi assai variabili.
I risultati più frequenti da 9,8 s. a
10,4 s. indicano come più verosimile un tempo medio di 10,1 s.
Il calcolo del valore della sezione media da utilizzare per la determinazione della portata si ricava applicando ai dati di rilevamento la formula:
S1 = (1..n) (hi + h i+1)  l/2 = (0+6,5 +
S2 = (1..n) (hi + h i+1)  l/2 = (0+6,5 +
717 cm2
2
8,5+7 )  20/2 +10/2(7+0) = 933 cm
6,5+8 + 8+7,3 + 7,3+6,3 + 6,3+4 + 4+4,5 )  20/2 +10/2(5+0) =
6,5+7,9 + 7,9+9 + 9+9,5 + 9,5+8,5 +
Smed. = (717+933)/2 = 825 cm2 pari a 0,0825 m2
La velocità media dell’acqua viene quindi calcolata in base al rapporto tra la distanza media percorsa
tra le due sezioni (s = 2,98 m) e il tempo medio cronometrato di (t = 10,1 s).
v = s/t = 2,98/10,1 = 0,295 m/s
La portata risulterà quindi dal prodotto dell’area della sezione con la velocità media calcolata.
Q = v  Smed = 0,295  0,0825 = 0,02434 m3/s
Misurazione della Portata nella sezione n.3
RIO LAVEZZA
Il flusso dell’acqua in questo corso d’acqua era particolarmente esiguo ma poco a monte della confluenza con il il Rio Arianna nel Rio Acqua Chiara è stato possibile individuare un tratto adatto alla misura nel quale come nel precedente caso del Rio Acqua Chiara, si sono misurate due sezioni idrauliche
a distanza nota, lungo la quale si è cronometrato il tempo di percorrenza di un galleggiante.
Il tempo medio di percorrenza del galleggiante, su una lunghezza media di s = 2,36 m è stato t = 28,7
secondi.
Quindi:
v = s/t = 2,36/28,7 = 0,082 m/s
Applicando poi le formule già illustrate nel caso precedente si è calcolata una superficie media della
sezione idraulica
S = 0,053 m2
La portata risulterà quindi dal prodotto dell’area della sezione con la velocità media calcolata.
Q = v  S = 0,053  0,082 = 0,00436 m3/s ( 0,0044 m3/s)
E poiché in un m3 ci sono 1.000 litri moltiplicando per 1.000 ottengo il valore in l/s
Q = 4,4 l/s ( 0,3 litri /s)
Laboratorio di Chimica
dell’I.T.I.S.
“L.Nobili” (RE)
 BOD
 BOD5
 COD
Laboratori dell’A.R.P.A.
Azienda Regionale Prevenzione e Ambiente
• Determinazione:
»Ammoniaca,
»Nitrati
»Fosfati.
»Ossigeno
disciolto
METODOLOGIA PER LA DETERMINAZIONE DEI FOSFATI
NEI CAMPIONI RACCOLTI.
Il fosforo si presenta nelle acque naturali e di scarico legato in un vario numero di composti,
come ad esempio : ortofosfati, pirofosfati, polifosfati e in una serie di composti organici.
Per realizzare l’analisi che andrà a determinare la presenza totale dei suddetti elementi nel
campione dovremo trasformarli in ortofosfati tramite reazioni di ossido riduzione utilizzando
l’acido ascorbico come riducente e il blu di molibdeno come agente indicatore della presenza
di fosforo.
Il procedimento che andremo a esemplificare sarà in grado di rilevare il fosforo contenuto in
tutti i tipi di acque naturali in un intervallo di concentrazione che va da 0,03 a 0,3 mg/l.
Nel caso in cui il campione, dopo aver subito il processo che seguirà, non presenti il viraggio
di colore si potrà concludere che la concentrazione è inferiore al limite indicato; al contrario
il superamento della concentrazione massima comporterà un viraggio verso un blu
“impenetrabile” non analizzabile con le apparecchiature descritte in seguito.
Metodologia
Come prima cosa bisognerà effettuare una filtrazione dei campioni su membrana da 0,45 m
esente da fosfati, inoltre non dovremo eseguire alcuna diluizione dal momento che non ci
aspettiamo di trovare concentrazioni di fosforo particolarmente elevate.
Utilizzando delle pipette tarate trasferiamo 100 ml di ogni campione in matracci e quivi
abbiamo aggiunto 10 ml di reagente misto agitando il tutto.
Per ottenere 500 ml di reagente misto bisogna mescolare:
-100 ml di soluzione di molibdato d’ammonio;
-250 ml di acido solforico;
-100 ml di acido ascorbico;
-50 ml di tartrato di antimonio e potassio.
Dopo l’aggiunta in circa 10 minuti avverrà all’interno delle soluzioni la reazione che
porterà alla colorazione dei campioni: nell’ambiente acido creato dall’H2S04 agli ioni
ortofosfato reagiranno col molibdato d’ammonio ed il tartrato di ossido di antimonio e
potassio formando un eteropoliacido che viene ridotto dall’acido ascorbico a blu di
molibdeno che darà alla soluzione una colorazione azzurra più o meno intensa a seconda
della concentrazione più o meno elevata del fosforo.
Abbiamo anche preparato altre due ulteriori soluzioni denominate “bianco” e “standard”
rispettivamente costituite da acqua distillata e da una soluzione a concentrazione nota di
fosforo.
Lo scopo della preparazione di questi due elementi valutativi è quello di fornire un
riferimento al momento della determinazione dell’assorbanza tramite spettrofotometria e
per controllare il corretto funzionamento dello strumento.
A questo punto avremmo dovuto procedere secondo il metodo precedentemente descritto
ma, i nostri campioni, hanno presentato una colorazione troppo debole rispetto alla
precisione dei nostri apparecchi, portandoci a concludere che il contenuto fosforico delle
nostre acque era inferiore a 0,03 mg/l;
non abbiamo quindi proceduto tramite analisi spettrofotometrica
Valutazione della Qualità
Ambientale
Suddivisi in gruppi di lavoro si percorre
materialmente il greto dei tre corsi d’acqua
nei tratti situati in prossimità della
confluenza, osservando le caratteristiche
della vegetazione riparia, la situazione
generale dell’ambiente nei pressi delle
sponde, le emergenze ambientali e i segnali
di eventuale degrado presenti nell’alveo o
nelle immediate adiacenze di questo.
Sulla base delle osservazioni effettuate si
procede poi alla compilazione di schede
descrittive rispondendo a quesiti chiusi a
scelta multipla ove ciascuna risposta
comporterà attribuzione di punteggi
oggettivi che, sommati, daranno luogo a
due indici dai quali si dedurranno il
punteggio e il giudizio sulla qualità
ambientale dei tratti esaminati.
Ghiaia
Purtroppo però emergono tra i rovi
Argilla indizi di discariche
evidenti
abusive.
Ghiaia
Argilla
SINTESI DEI RISULTATI
•RCE semplificato (Riparian, Channel, Environment) - Naturalità alveo,
vegetazione riparia, ampiezza zona riparia, integrità, stabilità della vegetazione, territorio
circostante.
•IAR (Impatto Ambientale Ripario)- Distanza colture, sviluppo colture, tipologie
agrarie, attività antropiche di impatto ripariale, insediamenti, viabilità, attività antropiche
nel territorio, tipologia degli insediamenti.
•Classi di qualità
Da
140
a
98
OTTIMA
Da
97
a
51
BUONA
Da
50
a
04
DISCRETA
Da
03
a
-3
SUFFICIENTE
Da
-4
a -50
SCARSA
Da
-51
a -97
SCADENTE
Da
-98
a -144
PESSIMA
Rio Arianna, dal manufatto del Laghetto di Monterampino alla confluenza
con il Rio Lavezza nel Rio Acqua Chiara.
 (RCE) Punti 75
 (IAR) Punti 72
RCE - IAR = 3
Rio Lavezza tratto a monte della
SUFFICIENTE
confluenza con Rio Arianna nel Rio
Acqua Chiara.
(RCE) Punti 90
 (IAR) Punti 68
RCE - IAR = 22
DISCRETO
Rio Acqua Chiara dal Ponte della Bellarosa
Arianna e Rio Lavezza:
(RCE) Punti 80
 (IAR) Punti 76
RCE - IAR = 4
alla confluenza con Rio
APPENA DISCRETO
Analisi
Microbiologiche
Ricerca dei Coliformi totali
Ricerca dei Coliformi fecali
Ricerca degli Strptococchi fecali
Osservazioni
Biologiche
Ricerca di macroinvertebrati
Osservazioni sulla biocenosi
Laboratorio di Biologia e Microbiologia I.T.I.S.
”L.Nobili”
Laboratorio di
Biologia e
Microbiologia ITIS
Coliformi:
 Prova presuntiva in brodo al Lauril solfato e
incubazione per 48 ore in termostato a 37°C.
 Prova di conferma per coliformi totali: i
tubi con sviluppo di gas vengono irsemenzati in
brodo lattosato con bile e verde brillante e
incubati in termostato a 37°C per per 24-48 ore.
Si considerano positivi i tubi con sviluppo di gas.
 Prova di conferma per coliformi fecali: i
tubi con sviluppo di gas vengono insemenzati in
brodo lattosato con bile e verde brillante e
incubati in bagncmaria a 44°C per 24 ore. Si
considerano pcsitivi i tubi con sviluppo di gas.
Streptococchi fecali:
 Prova presuntiva: semina in brodo glucosato
all'azide sodica. Vengono considerati positivi i
tubi torbidi dopo incubazione per 48 ore in
termostato a 37°C.
 Prova di conferma: i tubi positivi vengono
insemenzati in brodo all 'azide sodica e al
violetto di etile incubando per 48 ore in
termostato a 37°C. Vengono considerati positivi i
tubi che presentano sul fondo un deposito color
porpora.
mappaggio biologico
Le condizioni di portata al momento dell’esame
dei macro-invertebrati non hanno consentito la
raccolta di un campionamento significativo:
Ci si è pertanto limitati alla osservazione di
alcune specie, rinvenute in acque ferme,
approfondendone le caratteristiche biologiche
con ulteriori osservazioni al microscopio in
laboratorio.
Osservazioni in laboratorio
Girini in varie fasi di sviluppo. Sanguisuga;
Ditisco; larve di varietà diversa di Chiromonidi;
Copepodi; Gammaridi; Gasteropodi (Limnea);
protozoi (Vorticella).
L’insieme della biocenosi è stato osservato in
vivo seguendone lo sviluppo per alcune
settimane nei campioni di acque, fanghi e reperti
vegetali conservati in piccole vasche in
laboratorio.
Di notevole interesse, la capacità di motilità con
modificazione corporea della sanguisuga.
Si sono documentate con macrofotografie alcune
osservazioni come la morfologia degli arti di un
Ditisco (coleottero acquatico), le caratteristiche
delle larve e dell’adulto di un chiromonide.
E’ poi stato possibile notare, con osservazioni
dirette, le interazione tra sviluppo algale e
batterico con le attività di Protozoi, Crostacei e
altri macro-invertebrati.
Si è assistito allo sfarfallamento degli adulti
dalle larve di Chironomidi.
E’ stata osservata la progressiva crescita delle
zampe posteriori nei girini.
Presenza di
macro
invertebrati
Dotate di un pigmento respiratorio
simile all’emoglobina, le larve del
Chironmomide riescono a vivere in
sedimenti poveri di ossigeno
costituendo l’elemento faunistico
dominante sui fondali fangosi di
stagni e corsi d’acqua con deboli
correnti.
Alcune specie sono in grado di
sopravvivere anche in presenza di
notevoli scarichi inquinanti; si
circondano di un astuccio tubolare
di seta e detriti. La forma adulta è
molto simile alla zanzara ma non è
ematofaga.
Larva di
Chironomide
Adulto di
Chironomide
• ARTROPODI - INSETTI - DITTERI
Presenza di
macro
invertebrati
• ARTROPODI
– INSETTI
• COLEOTTERI
– Ditiscidi
• ANELLIDI
Presenza di
macro
invertebrati
– CLITELLATI
• HIRUDINEI (Sanguisughe)
Quando si nutrono aumentano notevolmente il loro
volume e possono sopportare lunghi periodi di
digiuno.
Conducono vita predatoria su piccoli microrganismi o
succhiano dall’esterno il sangue di organismi di
dimensioni maggiori.
Possono anche insediarsi tra le branchie dei pesci o
all’interno delle cavità nasali di uccelli acquatici.
Si trovano immerse nel fango o aderenti alla superficie
della vegetazione sommersa.
Presenza di
macro
invertebrati
• MOLLUSCHI
– GASTEROPODI
• Polmonati Physa spp.
(fontinalis - acuta)
Molto comune in acque stagnanti e lente, si ciba di alghe e piante
acquatiche . Può vivere anche in acque poco ossigenate in quanto
respira ossigeno atmosferico tramite un polmone, situato nella
cavità del mantello, attraverso un apposito condotto che può
essere aperto o chiuso: il polmone si riempie di aria soltanto
quando l’animale è in superficie.
• ARTROPODI
– Crostacei
• Isopodi
– Asellus aquaticus
Presenza di
macro
invertebrati
Molto comuni in acque stagnanti o con
deboli correnti.
Non nuotano ma si muovono sul fondo
ricercando una alimentazione costituita
da detriti organici.
Presenza di
macro
invertebrati
• NEMATODI
Normalmente microscopici,
possono talora raggiungere i
2-3mm,sono vermi sottili,
cilindrici, non segmentati,
dall’estremità posteriore
appuntita.
Sono obiquitari e comprendono
un gran numero di specie a
vita libera in tutti gli
ambienti umidi o acquatici,
e un numero ancora
maggiore di specie parassite
di piante, animali e uomo.
Sono quindi sempre presenti in
un numero elevatissimo di
esemplari nei sedimenti di
fondo ricchi di detriti
organici.
Osservazioni
Botaniche
• Vegetazione spontanea arboreo-arbustiva
osservata lungo gli alvei in prossimità dei
punti di monitoraggio.
– Sambuco, Sanguinella, Rovo, Robinia, Olmo,
Acero, Quercia, Noce, Pioppo, Gelso.
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Acque Chiare1