P. Pierri (1), V. Del Gaudio (1), G. Calcagnile (1,2) Ridefinizione della zonazione sismogenetica della Puglia settentrionale e implicazioni per le stime di pericolosità (1) Dipartimento di Geologia e Geofisica - Università degli Studi di Bari (2) Osservatorio Sismologico - Università degli Studi di Bari SCOPO Valutare le implicazioni di un quadro sismotettonico regionale alternativo sulle stime di pericolosità sismica ottenendo mappe di hazard in PGA0.10,50 basate su una zonazione sismogenetica modificata localmente nel Nord della Puglia (denominata ZNA), rispetto a quelle ottenute con la zonazione nazionale di riferimento (ZS9). Valutare se tali implicazioni sono significative in confronto all’effetto di altri fattori di incertezza epistemica esistenti nel calcolo dei tassi di sismicità che, pertanto, sono stati calcolati tramite un approccio ad albero logico con 8 rami. MOTIVAZIONI In un recente studio l’integrazione di dati storici, strumentali e di informazioni geologico-strutturali ha fornito dei vincoli per l’individuazione delle strutture sismogenetiche responsabili dei principali terremoti avvenuti nel nord della Puglia. I risultati indicano che in tale area esistono significative differenze di comportamento sismico tra Gargano, Tavoliere e Molise sud-orientale, in discordanza con l’assunzione di una sola zona sismogenetica (come in ZS9). Del Gaudio V., Pierri P., Frepoli A., Calcagnile G., Venisti N., Cimini G.B.; 2007: A critical revision of the seismicity of Northern Apulia (Adriatic Plate – Southern Italy) and implications for the identification of seismogenic structures. Tectonophysics, 436, 9-35. 1=Zona basso Fortore - Lesina - Tremiti; 2=Promontorio del Gargano; 3=Avanfossa del Tavoliere; 4=Sub-Appennino Dauno - Molise sud-orientale PROBLEMA Base statistica debole per il calcolo dei tassi di sismicità partendo solo dai dati del catalogo storico. SOLUZIONE Per avere una maggiore robustezza di stima dei tassi di sismicità, questi sono stati ricavati integrando dati di sismicità storica (CPTI04) e strumentali. Sono stati utilizzati 2 cataloghi strumentali previa loro declusterizzazione; sono state testate 2 differenti tecniche di declustering. CATALOGO 1: 1985 - 1996 CSTI 1997 - 2004 Bollettino sismico on-line INGV CATALOGO 2: 1985 - 2002 CSI 2003 - 2004 Bollettino sismico on-line INGV DECLUST 1: Procedura di declust. REASENBERG (1985) DECLUST 2: Procedura di declust. DECLPOI GUT-RICH 1: Metodo “Least Square” GUT-RICH 2: Metodo “Maximum Likelihood” PROCEDURA DECLUSTERING 1: REASENBERG Cumulative fraction Frazione cumulativa delle frequenze dei tempi di intervento 1.0 1.0 0.9 0.9 1271 residui CSI –eventi 1789 eventi 0.8 0.8 Original (T=4.1) 0.7 0.7 Fraction Fraction 0.6 0.6 Poisson (T=4.1) Original (T=4.1) 0.5 0.5 λT P = 1 − eλT 0.4 0.4 Declustered (REAS - T=5.7) Poisson (T=4.1) 0.3 0.3 Poisson (T=5.7) 0.2 0.2 0.1 0.1 0.0 0.0 0 0 10 10 20 20 30 30 40 40 50 50 60 60 70 70 80 80 90 90 Inter-event Inter-event time time (days) (days) I risultati mostrano che si ha ancora un eccesso di tempi di inter-evento brevi e un deficit di quelli più lunghi rispetto a quanto atteso per una distribuzione poissoniana avente lo stesso tempo medio di inter-evento. PROCEDURA DECLUSTERING 2: DECLPOI E’ basata su un confronto tra la distribuzione cumulativa delle frequenze dei tempi di inter-evento nel catalogo e la distribuzione poissoniana attesa avente lo stesso tempo medio di inter-evento; sulla progressiva rimozione degli eventi che determinano, nella distribuzione temporale, tempi di inter-evento con frequenza maggiormente discordante da quella di una distribuzione poissoniana. Cumulative fraction Frazione cumulativa delle frequenze dei tempi di intervento 1.0 614 CSIeventi – 1789 residui eventi 0.9 0.8 Original (T=4.1) 0.7 Poisson (T=4.1) Fraction Fraction 0.6 0.5 P= P = 11 − − 0.4 Original (T=4.1) Declustered (DECLP - T=11.9) eeλT λT (T=4.1) PoissonPoisson (T=11.9) 0.3 Declustered (REAS - T=5.7) 0.2 Poisson (T=5.7) 0.1 0.0 0 10 20 30 40 50 Inter-event time (days) 60 70 80 90 RISULTATI DECLUSTERING CSTI ORIG CSI DECLPOI REASENBERG CAT. N. ev Rem. Res. Cluster N. /clust Rem. Res. Cluster N. /clust CSTI 1789 1179 610 171 7.9 442 1347 34 14.0 CSI 1789 1175 614 167 8.0 518 1271 26 20.9 ELABORAZIONI GUTENBERG-RICHTER ZONA 1 - CATALOGUE CSTI - DECLP ZONA 1 - CATALOGUE CSTI - REAS 2.5 2.5 y = -0.6417x + 3.5443 R2 = 0.9488 2 1.5 1.5 1 1 LOG(N) LOG(N) y = -0.7156x + 3.9399 R2 = 0.9615 2 0.5 0.5 0 0 -0.5 -0.5 -1 1 2 3 4 5 6 7 -1 1 2 3 4 5 6 -1.5 7 MAGNITUDE MAGNITUDE ZONA 1 - CATALOGUE CSI - DECLP ZONA 1 - CATALOGUE CSI - REAS 2.5 2.5 y = -0.6262x + 3.399 R2 = 0.9154 y = -0.7028x + 3.826 2 R = 0.953 2 1.5 1.5 1 1 LOG(N) LOG(N) 2 0.5 0.5 0 0 -0.5 -0.5 -1 -1 1 2 3 4 5 6 1 7 2 3 4 -1.5 -1.5 MAGNITUDE MAGNITUDE 5 6 7 RISULTATI GUTENBERG-RICHTER I coefficienti a e b della G-R sono stati calcolati con LS e ML sull’insieme dei dati storici e dei dati strumentali declusterizzati con 2 tecniche. ZONE M SOURCE CSTI 1 CSI CSTI 4 CSI LS MLM DECL. PROCED. a conf. int. a b conf. int. b R2 a conf. int. a b conf. int. b DECLP 4.07 3.75 - 4.39 0.64 0.56 - 0.72 0.95 3.89 3.81 - 4.00 0.57 0.53 - 0.62 REAS 4.42 4.12 - 4.72 0.72 0.64 - 0.79 0.96 4.16 4.12 - 4.28 0.60 0.58 - 0.66 DECLP 3.94 3.55 - 4.33 0.63 0.53 - 0.72 0.92 3.91 3.83 - 4.01 0.60 0.56 - 0.66 REAS 4.31 4.00 - 4.63 0.70 0.63 - 0.78 0.95 4.30 4.23 - 4.39 0.69 0.65 - 0.74 DECLP 4.09 3.48 - 4.70 0.73 0.58 - 0.89 0.88 4.48 4.33 - 4.64 0.88 0.81 - 0.96 REAS 4.67 4.14 - 5.21 0.85 0.72 - 0.99 0.92 5.23 5.12 - 5.36 1.07 1.01 - 1.13 DECLP 3.67 3.17 - 4.16 0.63 0.50 - 0.77 0.88 4.34 4.18 - 4.51 0.91 0.82 - 1.00 REAS 4.22 3.64 - 4.81 0.74 0.58 - 0.91 0.88 5.14 5.01 - 5.28 1.12 1.05 - 1.19 aDECLP < aREAS e bDECLP < bREAS effetto del maggior numero di eventi di bassa magnitudo rimasti con REAS. Z1 e Z2 Z3 e Z4 bLS ≈ bMLM bLS < bMLM e e aLS ≈ aMLM aLS < aMLM RISULTATI TASSI DI SISMICITA’ Dai coefficienti a e b si sono ricavati i tassi di sismicità (numero di eventi attesi in differenti intervalli di magnitudo tra 4.7 e 6.9 in 100 anni). Z M.S. DECLUST. PROCED. MAGNITUDE CLASSES G-R 4.7 4.9 5.1 5.3 5.5 5.7 5.9 6.1 6.3 6.5 6.7 6.9 LS 3.38 2.51 1.87 1.39 1.04 0.77 0.57 0.43 0.32 0.24 0.18 0.13 MLM 4.36 3.35 2.58 1.99 1.53 1.18 0.91 0.70 0.54 0.41 0.32 0.25 LS 3.77 2.71 1.95 1.40 1.01 0.73 0.52 0.38 0.27 0.19 0.14 0.10 MLM 5.82 4.39 3.32 2.50 1.89 1.43 1.08 0.81 0.61 0.46 0.35 0.26 LS 2.86 2.14 1.61 1.20 0.90 0.68 0.51 0.38 0.28 0.21 0.16 0.12 MLM 3.36 2.55 1.93 1.46 1.11 0.84 0.64 0.48 0.37 0.28 0.21 0.16 LS 3.33 2.41 1.74 1.26 0.91 0.66 0.48 0.35 0.25 0.18 0.13 0.09 MLM 3.71 2.70 1.97 1.43 1.04 0.76 0.55 0.40 0.29 0.21 0.16 0.11 DECLP CSTI REAS 1 DECLP CSI REAS Z1-Z2: tassiLS < tassiML Z3-Z4: tassiLS > tassiML alle basse M: tassiDECLP < tassiREAS tassiREAS tassiCSTI > tassiCSI alle alte M: tassiDECLP > ELABORAZIONI SEISRISK III log PHA = a + b M - c log (R2 + h2)½ + e S ± a = -1.845 0.169 b = 0.363 0.029 c=1 h = 5.0 1.6 e = 0.195 0.049 = 0.19 Passo in latitudine e in longitudine 0.05° Mappe di PGA0.10,50 con le mediane pesate Approccio ad albero logico costituito da 8 rami → 8 combinazioni per il calcolo dei tassi di sismicità per entrambe le zonazioni (ZNA e ZS9). DECLP 60 % CSTI 40 % REAS 40 % DECLP 60 % CSI 60 % REAS 40 % LS 40 % WEIGHT 0.096 MLM 60 % WEIGHT 0.144 LS 40 % WEIGHT 0.064 MLM 60 % WEIGHT 0.096 LS 40 % WEIGHT 0.144 MLM 60 % WEIGHT 0.216 LS 40 % WEIGHT 0.096 MLM 60 % WEIGHT 0.144 ZONAZIONE ZNA MINIMI valori di PGA tra quelli ottenuti con le 8 combinazioni MASSIMI Differenza massima 0.10 g ZONAZIONE ZS9 MINIMI valori di PGA tra quelli ottenuti con le 8 combinazioni MASSIMI Differenza massima 0.08 g MEDIANA PESATA ZONAZIONE ZNA MEDIANA PESATA ZONAZIONE ZS9 DIFFERENZA TRA LE MEDIANE PESATE ZNA E ZS9 Range differenze: -0.11 g ---- 0.18 g CONCLUSIONI 1. La differenziazione nella zonazione sismogenetica della Puglia settentr. tra zone di avampaese, avanfossa e catena comporterebbe significativi incrementi nelle stime di hazard nell’area di Lesina e delle Isole Tremiti e una riduzione nel Tavoliere settentrionale, in misura tale da implicare variazioni nella classificazione sismica del territorio. 2. L’adozione di una zonazione localmente più articolata è resa praticabile dall’impiego integrato di dati storici e strumentali per vincolare i tassi di sismicità di zone sismogenetiche più piccole e con una disponibilità più limitata di dati storici. 3. L’impiego dei dati strumentali ad integrazione di quelli storici richiede l’impiego di tecniche di declustering specificamente progettate per il trattamento di dataset di eventi di bassa energia. 4. I risultati ottenuti evidenziano l’importanza critica della zonazione nelle stime di hazard, sicché occorre prevedere approfondimenti per chiarire gli aspetti controversi della delimitazione delle zone sismogenetiche, che possono riflettersi in scelte diversificate di zonazione. Zona 1 = 16 ev. Zona 2 = 26 ev. Zona 3 = 12 ev. Zona 4 = 5 ev. ANALISI DI COMPLETEZZA – METODO 1 The analysis of the deviation from linearity expected for log N(M) according to the equation (2): such deviation at low magnitudes is considered to reflect dataset incompleteness. ANALISI DI COMPLETEZZA – CSI – 1985-2004 ANALISI DI COMPLETEZZA – METODO 2 The examination of the slope change in the cumulative number of events as function of time, for different magnitude thresholds. ANALISI DI COMPLETEZZA CSI - M > 1.89 - anni 1985-1986 M≥1.5 45 40 M≥1.7 y = 0.0576x + 0.6433 R2 = 0.9903 35 NUN. EVENTI 30 M≥1.8 CATALOGO 3 19851986 19911992 19971998 0.0597 0.0773 0.0882 21.7905 28.2145 32.193 0.9877 0.9799 0.9736 0.0597 0.0716 0.0756 21.7905 26.134 27.594 0.9877 0.9862 0.9783 0.0576 0.0664 0.07 21.024 24.236 25.55 25 0.9903 0.9872 0.9748 20 0.0576 0.0542 0.0576 21.024 19.783 21.024 0.9903 0.9905 0.9749 0.0543 0.0439 0.0505 19.8195 16.0235 18.4325 0.9877 0.9889 0.9631 0.0514 0.0341 0.045 18.761 12.4465 16.425 0.9866 0.9866 0.9623 M≥1.9 15 b 10 5 b*365 M≥2.0 0 0 100 200 300 400 500 600 700 800 TIME (days) R2 M≥2.1 CATALOGO CSTI: 1789 eventi CATALOGO CSI: 1789 eventi Soglia complet. M ≥ 2.0 (1084 eventi) Soglia complet. M ≥ 1.9 (1182 eventi) Log E = 2.9 + 1.9 ML - 0.024 ML2 Etot = 8.4*1012 joules Seismic energy released for unit area - 1182 events - CATALOGUE CSI M ≥ 1.9 10 Cumulative Energy (Joule/km2 x 10 9 ) 1 0.1 0.01 0.001 Zone 1 0.0001 Zone 2 Zone 3 0.00001 Zone 4 Total 0.000001 1985 1987 1989 1991 1993 1995 1997 1999 2001 2003 2005 Years Zone 1 = 0.15∙107 J∙km-2∙yr-1 Zone 2 = 4.48∙107 J∙km-2∙yr-1 Zone 3 = 0.08∙107 J∙km-2∙yr-1 Zone 4 = 10.2∙107 J∙km-2∙yr-1 PROCEDURA DECLUST. 2: DECLPOI (1) Confronto tra la distribuzione cumulativa delle frequenze dei tempi di interevento Δti nel catalogo e la distribuzione poissoniana attesa avente lo stesso tempo medio di inter-evento; individuazione del valore Δti’ che mostra il massimo eccesso di frequenza rispetto ad una distribuzione poissoniana. Cumulative fraction 1.0 0.9 0.8 0.7 Original (T=4) Fraction 0.6 P = 1 − eλT 0.5 Poisson (T=4) 0.4 0.3 0.2 0.1 0.0 0 10 20 30 40 50 Inter-event time (days) 60 70 80 90 PROCEDURA DECLUST. 2: DECLPOI (2) Per tutte le coppie di eventi per cui Δti ≤ Δti’, viene calcolata una distanza dST che associa una separazione temporale τ e una distanza spaziale d attraverso l’espressione dST = d 2 C 2 2 dove C è un coefficiente di trasformazione della separazione temporale in distanza spaziale ed è uguale a 1 km/giorno. (3) La coppia di eventi per i quali la distanza dST è minima viene identificata come appartenente ad uno stesso comune cluster e fra questi l’evento di magnitudo minore viene escluso dal catalogo finale; quindi viene ricalcolato il valore di Δti. (4) Viene calcolato il coefficiente di variazione CV (= / ΔtMED) per tutti i valori Δti del catalogo modificato; se CV > 1 (valore atteso per una distribuzione poissoniana) gli step da 1 a 4 vengono ripetuti. CSTI ORIG 1789 eventi CSTI REASEN 1347 eventi CSTI ORIG 1789 eventi CSTI DECLPOI 610 eventi CSTI ORIG 1714 eventi 241+401+182+890 CSTI REASEN 1272 eventi (1347) 236+366+175+495 CSTI ORIG 1714 eventi 241+401+182+890 CSTI DECLPOI 555 eventi (610) 139+190+95+131 ZONE M SOURCE CSTI 1 CSI CSTI 2 CSI CSTI 3 CSI CSTI 4 CSI DECL. PROCED. LS MLM a conf. int. a b conf. int. b R2 a conf. int. a b conf. int. b DECLP 4.07 3.75 - 4.39 0.64 0.56 - 0.72 0.95 3.89 3.81 - 4.00 0.57 0.53 - 0.62 REAS 4.42 4.12 - 4.72 0.72 0.64 - 0.79 0.96 4.16 4.12 - 4.28 0.60 0.58 - 0.66 DECLP 3.94 3.55 - 4.33 0.63 0.53 - 0.72 0.92 3.91 3.83 - 4.01 0.60 0.56 - 0.66 REAS 4.31 4.00 - 4.63 0.70 0.63 - 0.78 0.95 4.30 4.23 - 4.39 0.69 0.65 - 0.74 DECLP 4.10 3.66 - 4.55 0.65 0.55 - 0.75 0.90 4.02 3.95 - 4.13 0.60 0.56 - 0.65 REAS 4.48 4.06 - 4.91 0.73 0.63 - 0.82 0.92 4.45 4.38 - 4.54 0.69 0.66 - 0.74 DECLP 4.18 3.73 - 4.63 0.67 0.57 - 0.78 0.90 4.19 4.11 - 4.29 0.68 0.63 - 0.73 REAS 4.55 4.10 - 5.01 0.75 0.65 - 0.86 0.92 4.60 4.53 - 4.69 0.77 0.73 - 0.81 DECLP 3.77 3.49 - 4.06 0.65 0.58 - 0.72 0.96 4.23 4.06 - 4.42 0.84 0.76 - 0.94 REAS 4.19 3.95 - 4.42 0.73 0.67 - 0.78 0.98 4.49 4.36 - 4.64 0.86 0.80 - 0.94 DECLP 3.73 3.32 - 4.14 0.64 0.54 - 0.74 0.93 4.42 4.25 - 4.61 0.95 0.86 - 1.05 REAS 4.01 3.56 - 4.46 0.69 0.58 - 0.80 0.93 4.65 4.51 - 4.80 0.98 0.90 - 1.06 DECLP 4.09 3.48 - 4.70 0.73 0.58 - 0.89 0.88 4.48 4.33 - 4.64 0.88 0.81 - 0.96 REAS 4.67 4.14 - 5.21 0.85 0.72 - 0.99 0.92 5.23 5.12 - 5.36 1.07 1.01 - 1.13 DECLP 3.67 3.17 - 4.16 0.63 0.50 - 0.77 0.88 4.34 4.18 - 4.51 0.91 0.82 - 1.00 REAS 4.22 3.64 - 4.81 0.74 0.58 - 0.91 0.88 5.14 5.01 - 5.28 1.12 1.05 - 1.19 aDECLP < aREAS e bDECLP < bREAS effetto del maggior numero di eventi di bassa magnitudo rimasti con REAS. Z M.S. DECLUST. PROCED. MAGNITUDE CLASSES G-R 4.7 4.9 5.1 5.3 5.5 5.7 5.9 6.1 6.3 6.5 6.7 6.9 LS 3.38 2.51 1.87 1.39 1.04 0.77 0.57 0.43 0.32 0.24 0.18 0.13 MLM 4.36 3.35 2.58 1.99 1.53 1.18 0.91 0.70 0.54 0.41 0.32 0.25 LS 3.77 2.71 1.95 1.40 1.01 0.73 0.52 0.38 0.27 0.19 0.14 0.10 MLM 5.82 4.39 3.32 2.50 1.89 1.43 1.08 0.81 0.61 0.46 0.35 0.26 LS 2.86 2.14 1.61 1.20 0.90 0.68 0.51 0.38 0.28 0.21 0.16 0.12 MLM 3.36 2.55 1.93 1.46 1.11 0.84 0.64 0.48 0.37 0.28 0.21 0.16 LS 3.33 2.41 1.74 1.26 0.91 0.66 0.48 0.35 0.25 0.18 0.13 0.09 MLM 3.71 2.70 1.97 1.43 1.04 0.76 0.55 0.40 0.29 0.21 0.16 0.11 DECLP CSTI REAS 1 DECLP CSI REAS LS 3.48 2.59 1.92 1.43 1.06 0.79 0.58 0.43 0.32 0.24 0.18 0.13 MLM 4.59 3.49 2.65 2.01 1.53 1.16 0.88 0.67 0.51 0.39 0.29 0.22 LS 3.95 2.83 2.02 1.45 1.04 0.74 0.53 0.38 0.27 0.19 0.14 0.10 MLM 4.94 3.59 2.61 1.89 1.38 1.00 0.73 0.53 0.38 0.28 0.20 0.15 LS 3.26 2.39 1.75 1.29 0.94 0.69 0.51 0.37 0.27 0.20 0.15 0.11 MLM 3.20 2.34 1.72 1.26 0.92 0.67 0.49 0.36 0.26 0.19 0.14 0.10 LS 3.67 2.60 1.84 1.30 0.92 0.65 0.46 0.33 0.23 0.16 0.12 0.08 MLM 3.50 2.46 1.73 1.21 0.85 0.60 0.42 0.29 0.21 0.15 0.10 0.07 LS 1.64 1.22 0.91 0.67 0.50 0.37 0.28 0.21 0.15 0.11 0.08 0.06 MLM 0.72 0.49 0.33 0.23 0.15 0.10 0.07 0.05 0.03 0.02 0.01 0.01 DECLP CSTI REAS 2 DECLP CSI REAS DECLP CSTI LS 1.97 1.41 1.01 0.72 0.52 0.37 0.26 0.19 0.14 0.10 0.07 0.05 MLM 1.10 0.74 0.50 0.33 0.22 0.15 0.10 0.07 0.05 0.03 0.02 0.01 LS 1.61 1.20 0.90 0.67 0.50 0.37 0.28 0.21 0.15 0.12 0.09 0.06 MLM 0.39 0.25 0.16 0.11 0.07 0.04 0.03 0.02 0.01 0.01 0.00 0.00 LS 1.81 1.32 0.96 0.69 0.51 0.37 0.27 0.19 0.14 0.10 0.07 0.05 MLM 0.51 0.33 0.21 0.13 0.08 0.05 0.03 0.02 0.01 0.01 0.01 0.00 LS 1.50 1.07 0.76 0.54 0.39 0.28 0.20 0.14 0.10 0.07 0.05 0.04 MLM 0.90 0.60 0.40 0.27 0.18 0.12 0.08 0.05 0.04 0.02 0.02 0.01 LS 1.82 1.23 0.83 0.56 0.38 0.25 0.17 0.12 0.08 0.05 0.04 0.02 MLM 0.81 0.49 0.30 0.18 0.11 0.07 0.04 0.03 0.02 0.01 0.01 0.00 LS 1.44 1.08 0.81 0.60 0.45 0.34 0.25 0.19 0.14 0.10 0.08 0.06 MLM 0.50 0.33 0.22 0.14 0.09 0.06 0.04 0.03 0.02 0.01 0.01 0.01 LS 1.83 1.30 0.92 0.66 0.47 0.33 0.23 0.17 0.12 0.08 0.06 0.04 MLM 0.39 0.23 0.14 0.08 0.05 0.03 0.02 0.01 0.01 0.00 0.00 0.00 REAS 3 DECLP CSI REAS DECLP CSTI REAS 4 DECLP CSI REAS MAPPA dell’84mo percentile con ZNA CONCLUSIONI 1. La procedura di declustering DECLPOI è più efficiente nel riconoscere l’interdipendenza tra eventi di bassa magnitudo; rimuove più del doppio di eventi rispetto alla tecnica di Reasenberg. 2. Inoltre il DECLPOI è meno sensibile alle incertezze sulla stima della magnitudo. 3. L’integrazione di dati strumentali opportunamente declusterizzati e di dati storici permette di aumentare la base statistica per il calcolo dei tassi di sismicità nelle zone sismogenetiche più piccole e con pochi dati storici. CONCLUSIONI 4. Il confronto tra i risultati ottenuti usando le zonazioni ZNA e ZS9 mostra che l’uso di zone sismogenetiche più estese può determinare significative differenze nelle stime di hazard, con incrementi nell’area di Lesina e delle Isole Tremiti e con riduzioni nel Tavoliere settentrionale, in misura tale da poter implicare variazioni nella classificazione sismica del territorio. 5. Ciò è una conseguenza della ridistribuzione spaziale dei tassi di sismicità e dell’attenuazione dell’effetto di “spalmatura” dell’hazard, tipicamente associato a suddivisioni in zone di più elevata estensione. 6. Questi dati evidenziano l’importanza critica della zonazione nelle stime di hazard, sicché occorre prevedere approfondimenti nello studio delle caratteristiche sismiche di quest’area per chiarirne gli aspetti controversi che possono riflettersi in scelte diversificate della zonazione.