SiRVeSS
Sistema di Riferimento
Veneto per la Sicurezza
nelle Scuole
Rischio
chimico a
scuola
(casi)
A2
FORMAZIONE DEI
LAVORATORI EX D.Lgs.
81/08 (art. 37) E ACCORDO
STATO-REGIONI 21/12/2011
alcuni esempi:
oltre il pulito…
Una addetta alle pulizie di una scuola stava effettuando
le operazioni di sanificazione dei servizi igienici
utilizzando un prodotto anticalcare a base di acido
fosforico. Non soddisfatta del risultato ha versato sul
sanitario da pulire un altro prodotto a base di ipoclorito
di sodio e ha sciacquato con acqua calda.
Immediatamente si sono sviluppati vapori tossici che,
inalati dalla dipendente, le hanno provocato una
polmonite chimica da inalazione di vapori di cloro con
ricovero per 15 giorni.
oltre il pulito…
quesiti
• Quali sono i fattori oggettivi, procedurali e
comportamentali che hanno determinato
l’infortunio?
• Stabilita la causa principale (senza la quale
l’evento non si sarebbe verificato), quali altre
carenze di tipo antinfortunistico si possono
dedurre dal racconto?
oltre il pulito…
analisi del caso
La causa principale è costituita dalla reazione
chimica innescata dalla miscelazione di due
prodotti reattivi.
Ci si deve chiedere, quindi, come e perché sia
stata innescata la reazione chimica.
oltre il pulito…
analisi del caso
Il motivo non era tecnico (i prodotti usati sono regolarmente in
commercio, i contenitori erano quelli originali, contrassegnati dalle
etichette previste, la dipendente aveva a disposizione e usava idonei
d.p.i.)
La causa è riconducibile al fatto che è stata effettuata un’operazione
sbagliata.
Questo comportamento potrebbe essere dovuto:
 ad una prassi abitudinaria utilizzata per effettuare i lavori di
pulizia (in questo caso la responsabilità è del datore di lavoro
che non ha fornito istruzioni o che non ha vigilato sul corretto
uso)
 al comportamento arbitrario e occasionale della lavoratrice,
contrario alle istruzioni ricevute (in questo caso la responsabilità
è della dipendente)
oltre il pulito…
conclusioni
• l’infortunata lavorava come addetta alle pulizie della scuola
da molto tempo;
• aveva ricevuto informazioni generiche sull’uso delle sostanze
chimiche (le era stato detto di non miscelare i prodotti, ma
non il significato di miscelazione nè i conseguenti rischi);
• in effetti ella riteneva di non aver fatto nessun
mescolamento, non conoscendo le reazioni chimiche
innescate
Il dirigente scolastico è stato contravvenzionato
per non aver fornito al personale dipendente una
sufficiente informazione e formazione sull’uso dei
prodotti chimici
alcuni esempi:
sempre più pulito…
Una addetta alle pulizie, dipendente di una scuola da
molto tempo, si accingeva a lavare i pavimenti con un
prodotto a base di ipoclorito di sodio. Per diluire il
prodotto ha impiegato il secchio dove
precedentemente aveva versato un prodotto
anticalcare, senza prima risciacquarlo. L’aggiunta di
acqua calda ha sviluppato vapori di cloro che, inalati,
hanno causato alla lavoratrice la crisi respiratoria,
rendendo necessario il ricovero per 5 giorni.
sempre più pulito…
quesiti
• Quali sono i fattori oggettivi, procedurali e
comportamentali che hanno determinato
l’infortunio?
• Stabilita la causa principale (senza la quale
l’evento non si sarebbe verificato), quali altre
carenze di tipo antinfortunistico si possono
dedurre dal racconto?
sempre più pulito…
analisi del caso
La causa principale è costituita dalla reazione
chimica innescata dalla miscelazione di due
prodotti reattivi.
Ci si deve chiedere, quindi, come e perché sia
stata innescata la reazione chimica.
sempre più pulito…
analisi del caso
Il motivo non era tecnico (i prodotti usati sono regolarmente in
commercio, i contenitori erano quelli originali contrassegnati dalle
etichette previste, la dipendente aveva a disposizione e usava
idonei d.p.i.)
La causa è riconducibile al fatto che è stata effettuata
un’operazione sbagliata.
Questo comportamento potrebbe essere dovuto:
ad una prassi abitudinaria utilizzata per effettuare i lavori di
pulizia (in questo caso la responsabilità è del datore di lavoro
che non ha fornito istruzioni o che non ha vigilato sul corretto
uso)
al comportamento arbitrario e occasionale della lavoratrice,
contrario alle istruzioni ricevute (in questo caso la
responsabilità è della dipendente)
sempre più pulito…
conclusioni
• l’infortunata lavorava come addetta alle pulizie della scuola da
molto tempo;
• aveva ricevuto istruzioni precise sull’uso delle sostanze
chimiche (procedure) e informazioni sui rischi della
miscelazione dei prodotti;
• contrariamente alle disposizioni aziendali, che stabilivano di
pulire le attrezzature dopo ogni impiego di sostanze chimiche,
la lavoratrice continuato ad usare la stessa attrezzatura (per
dimenticanza?, per fare più presto?, …)
Non è stata riscontrata alcuna carenza alle norma
di sicurezza sul lavoro da parte di datore di lavoro,
dirigenti o preposti
alcuni esempi:
la digestione dell’uovo…
Un’insegnante di scuola elementare decide di fare in classe
un esperimento per simulare l’effetto dei succhi gastrici nel
processo digestivo, come suggeriva una rivista del settore.
L’esperimento consisteva nel versare alcune gocce di acido
cloridrico sul guscio di un uovo sodo. Dopo aver aperto le
finestre e tenuto a distanza la scolaresca, la maestra
procedeva all’applicazione dell’acido, immediatamente ha
cominciato ad avvertire sintomi irritativi alle prime vie
aeree che perdurarono anche dopo la conclusione della
prova, per cui si rendeva necessario l’intervento medico e
una prognosi di 3 giorni
la digestione dell’uovo…
quesiti
• Quali sono i fattori oggettivi, procedurali e
comportamentali che hanno determinato
l’infortunio?
• Stabilita la causa principale (senza la quale
l’evento non si sarebbe verificato), quali altre
carenze di tipo antinfortunistico si possono
dedurre dal racconto?
la digestione dell’uovo…
analisi del caso
La causa principale è costituita dalla
emanazione dei vapori di cloro conseguenti al
suo impiego.
Ci si deve chiedere, quindi, il perché tale
sviluppo abbia potuto creare il danno.
la digestione dell’uovo…
analisi del caso
Il motivo era tecnico perché l’esperimento era stato
effettuato in aula e non in una struttura attrezzata
(laboratorio con cappe aspiranti)
Ci si deve chiedere, quindi, perché sia stato eseguito un
esperimento in aula:
 Trattasi di una prassi abitudinaria utilizzata per effettuare
gli esperimenti (in questo caso la responsabilità è del
dirigente scolastico che lo ha permesso)
 Si tratta di comportamento arbitrario e occasionale della
insegnante, contrario alle istruzioni ricevute (in questo
caso la responsabilità è della dipendente)
la digestione dell’uovo…
conclusioni
•
•
•
•
Nella scuola non c’erano aule di laboratorio e non erano previste tali
attività didattiche;
L’insegnante aveva tratto le informazioni sull’esperimento da una rivista
didattica in cui non si faceva riferimento agli aspetti di sicurezza (nessun
riferimento alla concentrazione dell’acido, nè istruzioni sui mezzi di
protezione personale, nè sulle attrezzature da impiegare);
L’insegnate ha agito di propria iniziativa (non ha informato il dirigente
scolastico) nell’ambito della propria autonomia didattica
L’insegnante non aveva ricevuto alcuna informazione in materia di
sicurezza sul lavoro (non conosceva le responsabilità di datori di lavoro e
lavoratori, non conosceva i principali rischi e le misure di sicurezza)
la digestione dell’uovo…
conclusioni
Non sono state riconosciute violazioni alla normativa di
sicurezza, tuttavia si sono evidenziate alcune carenze
•La rivista, che si propone di fornire esempi da riprodurre in aula,
ha trattato l’argomento solo da un punto di vista didattico,
mentre doveva riportare le istruzioni di sicurezza ed igiene;
•L’insegnante ha utilizzato l’aula in modo improprio introducendo
e usando sostanze pericolose non consentite;
•Il dirigente scolastico non aveva fatto alcun intervento di
informazione al personale docente sulle norme in materia di
sicurezza sul lavoro (mentre aveva organizzato corsi per il
personale ATA).
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Scuola Sicura 2002