Il ruolo di Arpa Piemonte
nell’ambito della L.R.
19/2009 “Testo unico sulla
tutela delle aree naturali e
della biodiversità”
Torino, 19 marzo 2015
Articolo 46 L.R. 19/2009
In base all’art. 46, Arpa Piemonte:
1. Mette a disposizione dell’Autorità competente ad
esprimere il giudizio d’incidenza il supporto tecnicoscientifico occorrente per la valutazione;
2. Effettua il monitoraggio delle condizioni ambientali
complessive, anche con riferimento alla realizzazione
delle opere e degli interventi approvati, e comunica l'esito
del monitoraggio alla struttura regionale competente
all'attuazione della presente legge, alle autorità competenti
all'espressione del giudizio di incidenza ed ai soggetti
gestori delle aree della rete Natura 2000.
Torino, 19 marzo 2015
Articolo 46 comma 1 – supporto durante la
fase di V.I.
I contenuti dello studio di incidenza sono dettagliati negli allegati
C (progetti) e D (piani e programmi) della L.R. 19/2009, che
ricalcano fedelmente gli allegati A e B del Regolamento 16/R del
2001
Torino, 19 marzo 2015
Contenuti dello studio di incidenza per progetti
(Allegato C)
1. Inquadramento dell'opera o dell'intervento negli strumenti di
programmazione e di pianificazione vigenti;
2. normativa ambientale di riferimento vigente;
3. descrizione delle caratteristiche del progetto con riferimento alle
tipologie delle azioni e/o delle opere, alle dimensioni e/o all'ambito
di riferimento, alla complementarietà con altri progetti (impatti
cumulati!), all'uso delle risorse naturali, alla produzione di rifiuti,
all'inquinamento e ai disturbi ambientali e al rischio di incidenti per
quanto riguarda le sostanze e le tecnologie utilizzate;
Torino, 19 marzo 2015
Contenuti dello studio di incidenza per progetti
(Allegato C)
4. descrizione delle interferenze del progetto sul sistema
ambientale considerando le componenti abiotiche, quelle biotiche e
le connessioni ecologiche;
5. dati e informazioni di carattere ambientale, territoriale e tecnico,
in base ai quali sono stati individuati e valutati i possibili effetti che il
progetto può avere sull'ambiente e le misure che si intendono
adottare per ottimizzarne l'inserimento nell'ambiente e nel territorio
circostante, con riferimento alle soluzioni alternative tecnologiche e
localizzative considerate ed alla scelta compiuta.
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Contenuti dello studio di incidenza per
piani e programmi (Allegato D)
1. Descrizione del contenuto del piano o del programma e dei suoi
principali obiettivi nei confronti delle possibili modifiche dell'ambiente, con
particolare riferimento alle tipologie delle azioni e/o delle opere, all'ambito
di riferimento, alle complementarietà con altri piani, all'uso delle risorse
naturali, alla produzione di rifiuti, all'inquinamento e ai disturbi ambientali
e al rischio di incidenti per quanto riguarda le sostanze e le tecnologie
utilizzate;
2. descrizione delle caratteristiche ambientali di tutte le aree che possono
essere significativamente interessate dal piano o dal programma;
3. analisi delle problematiche ambientali rilevanti ai fini del piano o del
programma, con specifica attenzione alle aree sensibili;
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Contenuti dello studio di incidenza per
piani e programmi (Allegato D)
4. definizione degli obiettivi di tutela ambientale stabiliti nell'ambito
della normativa vigente e degli atti di indirizzo nazionali e regionali,
perseguiti nel piano o nel programma e delle modalità adottate per il
loro conseguimento;
5. descrizione degli impatti e delle interferenze sul sistema
ambientale e valutazione critica complessiva delle ricadute, positive e
negative, sull'ambiente derivanti dall'attuazione del piano o del
programma;
6. descrizione delle alternative considerate in fase di elaborazione del
piano o del programma;
7. misure previste per impedire, ridurre e, ove possibile, compensare
gli impatti ambientali derivanti dall'attuazione del piano o del
programma.
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In sostanza…
Un adeguato quadro conoscitivo
Valutazione della possibile incidenza su ambienti e specie
oggetto di tutela
Individuazione di misure di mitigazione
Monitoraggi
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Quadro conoscitivo
Flora/vegetazione
cartografia (a scala adeguata) degli habitat presenti nell’area
interessata dal progetto che riporti anche l’ingombro delle opere
previste;
caratterizzazione floristica (per habitat forestali anche strutturale)
degli ambienti interferiti, comprensiva di indicazioni circa la
presenza/assenza di entità di interesse conservazionistico (All.
II/IV D.H., Liste rosse, L.R. 32/82, Berna) o alloctone
Fauna
indicazioni circa lo status delle specie di interesse
conservazionistico (All. II/IV D.H., All. I D.U., Liste rosse, L.
157/92, Berna) nell’area, con valutazione dell’importanza e del
tipo di utilizzo in funzione del ciclo biologico
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Manuali di riferimento
http://vnr.unipg.it/habitat/index.jsp
Torino, 19 marzo 2015
Valutazione della possibile incidenza su
ambienti e specie oggetto di tutela
Flora/vegetazione
sottrazione/degradazione di habitat tutelati;
frammentazione;
interferenze con stazioni di entità di interesse conservazionistico
Fauna
distruzione/alterazione di siti importanti per fasi del ciclo biologico;
riduzione (temporanea o permanente) dell’idoneità ambientale;
frammentazione areale e interruzione corridoi ecologici
Le valutazioni devono riguardare sia la fase di cantiere che il post
operam ed essere condotte secondo il principio di precauzione
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Misure di mitigazione
L’adozione di adeguate misure di mitigazione può attenuare
sensibilmente l’incidenza di un’opera
ricerca, in fase progettuale, delle soluzioni meno “invasive”
(scelta dei tracciati, dimensionamento delle opere, modalità di
funzionamento, ecc.);
cronoprogramma lavori (riduzione impatti su fauna);
organizzazione cantieri (sia fissi che mobili);
ripristino delle aree interferite
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Organizzazione del cantiere
misure finalizzate alla prevenzione di fenomeni di inquinamento;
minimizzare l’occupazione di aree (taglio vegetazione);
controllo specie alloctone (limitare i movimenti terra e l’utilizzo di
inerti provenienti da fuori sito);
procedere per lotti ripristinando subito le aree dove i lavori sono
conclusi;
adottare accorgimenti per ridurre il disturbo alla fauna (p.e. per
quanto attiene l’utilizzo dell’elicottero, eventuali cavi sospesi,
illuminazione notturna del cantiere, ecc.);
organizzare il cantiere anche in funzione delle necessità legate
ai successivi interventi di recupero (zollature, scotico);
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Monitoraggi
Monitoraggi faunistici AO/PO;
Monitoraggi vegetazione AO/PO;
Monitoraggi relativi all’efficacia degli interventi di ripristino (o
miglioramento) ambientale
Monitoraggi “di sorveglianza” durante la fase di cantiere e il PO
(invasive)
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Tipologie di opere o attività sottoposte a
V.I.
Impianti idroelettrici
Sistemazioni idrauliche
Rifacimento/potenziamento impianti di risalita
Nuova viabilità
Attività turistico/ricreative (eliski, downhill, trial, ecc.)
Interventi selvicolturali (?)
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 1 – V.I. nuovo impianto
idroelettrico ad acqua fluente in
ambiente montano
Possibili impatti generati dalla fase di cantiere
incidenza su ambienti inclusi nell’allegato I della D.H. legate alla
realizzazione delle opere (scavi per posa condotta, costruzione
opera di presa e centrale, piste di cantiere, elettrodotto), in grado di
determinarne una riduzione areale o una degradazione;
perdita di stazioni di entità di interesse conservazionistico;
insediamento specie alloctone nelle aree disturbate o nelle loro
vicinanze;
incidenza su specie animali incluse negli all. II/IV della D.H. o all. I
della D.U. (p.e. perdita/alterazione di siti/periodo riproduttivo per
ittiofauna ed erpetofauna, inquinamento acque)
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 1 – V.I. nuovo impianto
idroelettrico ad acqua fluente in
ambiente montano
Possibili impatti generati in fase di esercizio
incidenza su ambienti igrofili/acquatici inclusi nell’allegato I della
D.H. legate agli effetti indotti dalla sottrazione di portata
(scomparsa/riduzione, degradazione);
incidenza su specie animali incluse negli all. II/IV della D.H. (p.e.
riduzione dell’idoneità ambientale del tratto sotteso per ittiofauna,
interruzione continuità longitudinale corso d’acqua)
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 1 – V.I. nuovo impianto
idroelettrico ad acqua fluente in
ambiente montano
Contenuti dello studio di incidenza (1)
cartografia degli habitat a scala adeguata (non inferiore a 1:5000)
con indicazione dell’impronta delle opere (anche provvisionali) e
degli ambienti di interesse conservazionistico con estensione
inferiore alla minima unità cartografabile (no PTF!);
caratterizzazione degli ambienti interferiti, con quantificazione
delle superfici modificate (temporanee/definitive) e del numero di
piante abbattute (in caso di habitat forestali) e verifica della
presenza di stazioni di entità di interesse conservazionistico (in
caso di esito positivo, descrizione di tutte le misure adottate per
la loro salvaguardia);
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 1 – V.I. nuovo impianto
idroelettrico ad acqua fluente in
ambiente montano
Contenuti dello studio di incidenza (2)
caratterizzazione della comunità ittica presente nel tratto sotteso
l’impianto. In caso di entità all. II/IV D.H., valutazione della
modificazione dell’idoneità ambientale del tratto oggetto di
derivazione ricorrendo a scenari previsionali uni o multivariati e
degli effetti sulle popolazioni (alterazione struttura, riduzione
biomassa, ecc.) art. 22 MdC;
valutazione delle possibili incidenze durante la fase di cantiere
sulle altre specie animali di interesse conservazionistico
eventualmente presenti nell’area interessata dal progetto;
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 1 – V.I. nuovo impianto
idroelettrico ad acqua fluente in
ambiente montano
Possibili mitigazioni (1)
scelta dei tracciati meno impattanti per le infrastrutture lineari
(condotte, piste, elettrodotto);
prevedere l’interramento dell’elettrodotto di collegamento alla RTN;
riduzione allo stretto indispensabile delle opere in alveo (difese
spondali, rivestimenti, ecc.), privilegiando, dove possibile,
l’ingegneria naturalistica;
modalità di funzionamento dell’impianto in modo da attenuare la
modifica del regime idrologico naturale e l’eventuale riduzione di
idoneità ambientale per l’ittiofauna;
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 1 – V.I. nuovo impianto
idroelettrico ad acqua fluente in
ambiente montano
Possibili mitigazioni (2)
scala di rimonta per ittiofauna (obbligatoria ex art. 23 MdC);
interventi per incrementare l’eterogeneità ambientale dell’alveo;
cronoprogramma finalizzato a ridurre l’incidenza della fase di
cantiere (in particolare per quanto attiene i lavori in alveo in
presenza di ittiofauna);
gestione di eventuali entità della flora alloctona durante il cantiere e
in PO;
dettagliato progetto di recupero ambientale di tutte le aree interferite
corredato da piano di manutenzione almeno quinquennale
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 1 – V.I. nuovo impianto
idroelettrico ad acqua fluente in
Monitoraggi PO ambiente montano
funzionalità della scala di rimonta (obbligatorio ex art. 23 delle
MdC);
stato di conservazione delle cenosi igrofile di interesse
conservazionistico eventualmente presenti lungo il tratto sotteso
(durata almeno decennale);
status delle popolazioni ittiche di interesse conservazionistico
eventualmente presenti lungo il tratto sotteso;
status di eventuali altri taxa di interesse conservazionistico per i
quali sia stata evidenziata una possibile incidenza a causa della
realizzazione dell’opera;
efficacia degli interventi di ripristino delle aree interferite e delle
eventuali azioni di contrasto a specie vegetali alloctone invasive
(durata almeno pari al periodo di manutenzione)
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 2 – V.I.
adeguamento/potenziamento impianti di
risalita esistenti
Possibili impatti generati dalla fase di cantiere
incidenza su ambienti inclusi nell’allegato I della D.H. legate alla
realizzazione delle opere (scavi per stazione monte/valle, fondazioni
sostegni di linea, piste di cantiere, modifiche al tracciato delle piste
da sci, bacini innevamento programmato), in grado di determinarne
una riduzione areale o una degradazione;
perdita di stazioni di entità di interesse conservazionistico;
incidenza su specie animali incluse negli all. II/IV della D.H. o all. I
della D.U. (p.e. perdita/alterazione di siti/periodo riproduttivo per
avifauna)
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 2 – V.I.
adeguamento/potenziamento impianti di
risalita esistenti
Possibili impatti generati in fase di esercizio
incidenza su specie animali incluse negli all. II/IV della D.H. e all. I
D.U., dovuta, p.e., a mortalità avifauna per collisione con i cavi,
riduzione dell’idoneità ambientale per disturbo derivante da
maggior/diversa frequentazione o per perdita/modificazioni habitat,
frammentazione
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 2 – V.I.
adeguamento/potenziamento impianti di
risalita esistenti
Contenuti dello studio di incidenza (1)
cartografia degli habitat a scala adeguata (non inferiore a 1:5000)
con indicazione dell’impronta delle opere e degli ambienti di
interesse conservazionistico con estensione inferiore alla minima
unità cartografabile (no PTF!);
caratterizzazione degli ambienti interferiti, con quantificazione delle
superfici modificate (temporanee/definitive) e del numero di piante
abbattute (in caso di habitat forestali) e verifica della presenza di
stazioni di entità di interesse conservazionistico (in caso di esito
positivo, descrizione di tutte le misure adottate per la loro
salvaguardia);
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 2 – V.I.
adeguamento/potenziamento impianti di
risalita esistenti
Contenuti dello studio di incidenza (2)
Approfondimenti degli aspetti faunistici. In particolare,
caratterizzazione della comunità ornitica presente nell’area
interessata dal progetto (per i galliformi dovrà essere seguito il
protocollo contenuto nelle linee guida di cui alla D.G.R. 33-864
del 21/04/2008).
In caso di presenza di specie di interesse conservazionistico
incluse negli all. II/IV D.H. o all. I D.U., valutazione dell’incidenza
derivante da impatti diretti (mortalità) e indiretti (modificazione
dell’idoneità ambientale) in base all’ecologia delle specie
considerate
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 2 – V.I.
adeguamento/potenziamento impianti di
risalita esistenti
Possibili mitigazioni (1)
scelta dei tracciati meno impattanti e interramento dell’elettrodotto;
aumentare visibilità cavi (obbligatoria ex art. 4 MdC);
cronoprogramma finalizzato a ridurre l’incidenza della fase di
cantiere (in particolare per quanto attiene il periodo riproduttivo delle
specie ornitiche all. I D.U.);
pianificare la fase di cantiere in modo da ottimizzare l’utilizzo dei
mezzi che generano maggior disturbo (p.e. elicottero);
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 2 – V.I.
adeguamento/potenziamento impianti di
risalita esistenti
Possibili mitigazioni (2)
prevedere accorgimenti mirati alla regolamentazione di alcune
attività (p.e. no fuori pista in particolari contesti);
per gli intereventi a quote più basse, gestione di eventuali entità
della flora alloctona durante il cantiere e in PO;
dettagliato progetto di recupero ambientale di tutte le aree interferite
corredato da piano di manutenzione almeno quinquennale
Torino, 19 marzo 2015
Caso studio 2 – V.I.
adeguamento/potenziamento impianti di
risalita esistenti
Monitoraggi PO
status di eventuali taxa di interesse conservazionistico per i quali sia
stata evidenziata una possibile incidenza a causa della
realizzazione dell’opera (p.e. galliformi, rapaci);
efficacia degli interventi di ripristino delle aree interferite e delle
eventuali azioni di contrasto a specie vegetali alloctone invasive
(durata almeno pari al periodo di manutenzione)
Torino, 19 marzo 2015
Interventi selvicolturali
modalità di rilascio di grandi alberi (popolamenti riconducibili agli
habitat di faggeta);
organizzazione del cantiere e modalità di esbosco
Torino, 19 marzo 2015
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