Formazione area espressiva “CRESCERE CON LA MUSICA” Il canto corale per lo sviluppo integrale della persona Cavalese, 21 novembre 2011 Relatore: LORENZO PIERAZZI INTRODUZIONE Il primo compito dell’educatore non è tanto quello di dare ma di scoprire, facilitare, stimolare, evidenziare, conoscere e analizzare nel singolo e nel gruppo-classe le ricchezze e/o le mancanze dell’Homo Musicus che è in tutti noi. Un Homo Musicus che è “pelle” contenitrice degli homo audiens, movens, loquens, cantans, sonans, videns e sapiens, cioè di tutte quelle varie e diverse modalità di affrontare e vivere l’esperienza sonora-musicale umana. (Maurizio Spaccazocchi) 21-11-2011 www.icarco.it 3 Programma dell’incontro di oggi Programma 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Normativa nazionale Normativa provinciale Pedagogia musicale L’insegnante e il canto corale Curricolo di musica Laboratori strumentali Sperimentazioni in atto Bibliografia 21-11-2011 www.icarco.it NORMATIVA NAZIONALE IL CANTO CORALE Scuola dell’infanzia Nelle scuole dell’infanzia le maestre intrattengono i bambini, in vari momenti della giornata, con giochi cantati, canzoncine tratte dal repertorio cosiddetto infantile o da cartoni animati, spettacoli televisivi o quant’altro. 21-11-2011 www.icarco.it 8 Scuola dell’infanzia Abbastanza diffuso anche l’ascolto e l’esecuzione (stile karaoke) utilizzando i CD. Non c’è festa o ricorrenza (Natale, Carnevale, fine anno) che non sia accompagnata da canti di vario genere, talvolta sostenuti anche da qualche strumento suonato da esperti esterni o da qualche volenteroso genitore. 21-11-2011 www.icarco.it 9 Scuola dell’infanzia È abbastanza singolare che nella parte delle Indicazioni nazionali del 2007 relative alla scuola dell’infanzia la parola canto/cantare non compaia nemmeno una volta. L’unico riferimento indiretto al canto è nella frase: «Scoprire il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione e produzione musicale utilizzando voce, corpo, oggetti»! 21-11-2011 www.icarco.it 10 Scuola primaria Nelle scuole primarie il cantare si affina, anche se sembra diminuire l’apporto canoro delle/dei maestre/maestri. L’attività musicale sarebbe obbligatoria, ma il più delle volte le tante cose da fare relativamente ad altre discipline ritenute più importanti unite all’autodichiarazione di “ignorante in musica” fatta spesso dagli insegnanti stessi, fanno sì che la musica emerga solo in qualche occasione di festa o in qualche momento di svago. 21-11-2011 www.icarco.it 11 Scuola primaria In molte scuole l’attività musicale è inserita in progetti che prevedono anche l’attività vocale, unitamente alla pratica di strumenti (prevalentemente piccole percussioni o flauto dolce). 21-11-2011 www.icarco.it 12 Scuola primaria Anche per quanto riguarda la scuola primaria le Indicazioni nazionali del 2007 sono abbastanza avare in fatto di canto: il termine compare solo una volta nella seguente frase: «Il canto, la pratica degli strumenti musicali, la produzione creativa, l’ascolto e la riflessione critica favoriscono lo sviluppo della musicalità che è in ciascuno», mentre … 21-11-2011 www.icarco.it 13 Scuola primaria … in un’altra frase compare l’espressione “attività corale”: «L’apprendimento della musica consta di pratiche e di conoscenze, e nella scuola si articola su due livelli esperienziali: a) il livello della produzione, mediante l’azione diretta (esplorativa, compositiva, esecutiva) con e sui materiali sonori, b) il particolare attraverso l’attività corale e di musica d’insieme». 21-11-2011 www.icarco.it 14 Scuola primaria Tra i traguardi per lo sviluppo di competenze al termine della scuola primaria figura: «Esegue, da solo e in gruppo, semplici brani strumentali e vocali appartenenti a generi e culture differenti», mentre … 21-11-2011 www.icarco.it 15 Scuola primaria … tra gli obiettivi di apprendimento troviamo, al termine della classe terza: «Eseguire in gruppo semplici brani vocali e strumentali curando l’espressività e l’accuratezza esecutiva in relazione ai diversi parametri sonori», e al termine della classe quinta: «Eseguire collettivamente e individualmente brani vocali/strumentali anche polifonici, curando l’intonazione, l’espressività e l’interpretazione». 21-11-2011 www.icarco.it 16 Scuola secondaria di I grado La scuola secondaria di I grado è quella che dal punto di vista vocale presenta le maggiori problematiche, legate prevalentemente ai problemi fisiologici (e psicologici) della cosiddetta “muta della voce”. 21-11-2011 www.icarco.it 17 Scuola secondaria di I grado La questione del cantare si fa qui però più complessa, legata in particolare a “modelli” sociali: cantare significa, per i ragazzi, ripetere da soli o in gruppo il repertorio dei cantanti e dei gruppi più in vista nelle hit parade del momento, avendo una particolare attenzione soprattutto al “messaggio” contenuto nei testi delle canzoni. 21-11-2011 www.icarco.it 18 Scuola secondaria di I grado In ogni caso il canto è inserito nelle attività curricolari di MUSICA con un docente che di norma ha un diploma di conservatorio (o una laurea di discipline musicali) e una specifica abilitazione per la didattica musicale. Anche nelle scuole secondarie di I grado non mancano significative esperienze di coralità. 21-11-2011 www.icarco.it 19 Scuola secondaria di I grado Nelle Indicazioni nazionali del 2007, tra i traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di I grado troviamo: «L’alunno partecipa in modo attivo alla realizzazione di esperienze musicali attraverso l’esecuzione e l’interpretazione di brani strumentali e vocali appartenenti a generi e culture differenti», mentre … 21-11-2011 www.icarco.it 20 Scuola secondaria di I grado … tra gli obiettivi di apprendimento si legge: «Eseguire in modo espressivo, collettivamente e individualmente, brani vocali/strumentali di diversi generi e stili, anche avvalendosi di strumentazioni elettroniche» e «Improvvisare, rielaborare, comporre brani musicali vocali e/o strumentali, utilizzando sia strutture aperte, sia semplici schemi ritmico-melodici». Anche qui, però, il termine coro non compare mai. 21-11-2011 www.icarco.it 21 Scuola Media a Indirizzo Musicale S.M.I.M. Un cenno va fatto anche per i corsi a indirizzo musicale (le cosiddette SMIM – Scuole Medie ad Indirizzo Musicale) messi in ordinamento nel 1999 (Legge 3 maggio 1999, n. 124 e DM 6 agosto 1999). 21-11-2011 www.icarco.it 22 Scuola Media a Indirizzo Musicale S.M.I.M. Nei Programmi di insegnamento si fa riferimento anche all’attività corale: «Adeguata attenzione viene riservata a quegli aspetti del far musica, come la pratica corale e strumentale di insieme, che pongono il preadolescente in relazione consapevole e fattiva con altri soggetti. […] 21-11-2011 www.icarco.it 23 Scuola Media a Indirizzo Musicale S.M.I.M. […] Particolare attenzione va data alla pratica vocale adeguatamente curata a livello del controllo della fonazione, sia come mezzo più immediato per la partecipazione all’evento musicale e per la sua produzione, sia come occasione per accedere alla conoscenza della notazione e della relativa teoria al fine di acquisire dominio nel campo della lettura intonata». 21-11-2011 www.icarco.it 24 NORMATIVA PROVINCIALE LA MUSICA Qualsiasi approfondimento della normativa provinciale deve prendere le mosse dalla conoscenza approfondita della Legge Provinciale 7 agosto 2006, n. 5 21-11-2011 www.icarco.it 27 LINEE GUIDA PER L’ELABORAZIONE DEI PIANI DI STUDIO D’ISTITUTO Linee guida per l’elaborazione dei piani di studio d’istituto Pagina 112 MUSICA – Competenze al termine della scuola primaria Pagina 113 MUSICA – Competenze al termine della scuola secondaria di primo grado Pagina 114 Laboratorio di coro per la scuola primaria Pagina 114-115 Laboratorio corale e strumentale per la scuola secondaria di primo grado 21-11-2011 www.icarco.it 29 REGOLAMENTO STRALCIO PER LA DEFINIZIONE DEI PIANI DI STUDIO PROVINCIALI RELATIVI AL PERCORSO DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 1 Il Regolamento definisce i piani di studio provinciali del primo ciclo di istruzione • in attuazione dell’art. 55 della legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5 (Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino) • nel rispetto dell’art. 7 del D.P.R. 15 luglio 1988, n. 405 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino – Alto Adige in materia di ordinamento scolastico in provincia di Trento) 21-11-2011 www.icarco.it 31 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 2 Gli obiettivi del processo formativo sono la progettazione e l’attuazione di percorsi didattici mirati • al pieno sviluppo culturale e sociale della persona • a contrastare e prevenire la dispersione scolastica • a favorire il successo formativo per tutti gli studenti 21-11-2011 www.icarco.it 32 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A • L’educazione e la fruizione della MUSICA è promossa dalle istituzioni scolastiche, valorizzando le iniziative e le scelte dei giovani e delle comunità • La MUSICA concorre alla costruzione di competenze disciplinari, comprendenti conoscenze, abilità e atteggiamenti • La MUSICA favorisce la maturazione di competenze chiave di cittadinanza • La MUSICA concorre a contrastare la dispersione scolastica e a favorire il successo formativo di tutti gli studenti 21-11-2011 www.icarco.it 33 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 3 La disciplina d’insegnamento MUSICA (obbligatoria) è raggruppata nell’area di apprendimento MUSICA, ARTE E IMMAGINE, CORPO-MOVIMENTO-SPORT 21-11-2011 www.icarco.it 34 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 3 L’area di apprendimento MUSICA, ARTE E IMMAGINE, CORPO-MOVIMENTO-SPORT • concorre alla formazione armonica e integrale della persona nelle sue dimensioni “fisiche, mentali, spirituali, morali e sociali” secondo le indicazioni della Convenzione sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea generale dell’ONU il 2011-1989 21-11-2011 www.icarco.it 35 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 3 L’area di apprendimento MUSICA, ARTE E IMMAGINE, CORPO-MOVIMENTO-SPORT • promuove lo sviluppo delle competenze chiave per l’apprendimento permanente riportate nella Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea del 18-12-2006 21-11-2011 www.icarco.it 36 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 3 L’area di apprendimento MUSICA, ARTE E IMMAGINE, CORPO-MOVIMENTO-SPORT aiuta lo studente a elaborare • le linee fondamentali di un progetto di vita • le linee fondamentali di un progetto di studio • le linee fondamentali di un progetto di lavoro futuro 21-11-2011 www.icarco.it 37 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A La MUSICA concorre alla definizione del profilo globale dello studente al termine del primo ciclo di istruzione che comprende processi atti a sviluppare • • • • l’identità e l’orientamento la relazione con gli altri e la cittadinanza attiva la progettualità e la dimensione del fare gli strumenti culturali 21-11-2011 www.icarco.it 38 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Artt. 4-5 • • • • • La quantificazione oraria annuale si compone di 858 ore d’insegnamento di discipline obbligatorie e aree di apprendimento nella scuola primaria 990 ore d’insegnamento di discipline obbligatorie e aree di apprendimento nella scuola secondaria di I grado 20% di flessibilità oraria massimo 132 ore di attività opzionali facoltative nella scuola primaria massimo 99 ore annuali di attività opzionali facoltative nella scuola secondaria di I grado 21-11-2011 www.icarco.it 39 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A La quantificazione oraria annuale di MUSICA – nella scuola primaria, viene stabilito autonomamente dalla singola istituzione scolastica fatto salvo il monte ore obbligatorio riservato a italiano, matematica, religione, lingue comunitarie – nella scuola secondaria di I grado, fa parte delle 165 ore che costituiscono l’orario complessivo dell’area di apprendimento MUSICA, ARTE E IMMAGINE, CORPOMOVIMENTO-SPORT 21-11-2011 www.icarco.it 40 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 5 La disciplina MUSICA è definita nel progetto d’istituto al fine di • (eventualmente) potenziare l’area di apprendimento • soddisfare specifici bisogni del contesto educativo e territoriale tenendo conto delle • esigenze organizzative • risorse disponibili • domanda formativa delle famiglie 21-11-2011 www.icarco.it 41 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 6 L’attuazione progressiva dei piani di studio provinciali interessa 21-11-2011 09-10 10-11 11-12 12-13 I prim PSP PSP PSP PSP II prim - PSP PSP PSP III prim - - PSP PSP IV prim - - - PSP V prim - - PSP PSP I secon - PSP PSP PSP II secon - - PSP PSP III secon - - - PSP www.icarco.it 42 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 7 Le misure di accompagnamento all’attuazione progressiva dei piani di studio provinciali consistono • nella realizzazione di apposite linee guida con la messa a disposizione delle istituzioni scolastiche di proposte organizzative, metodologiche e didattiche • nell’attivazione di alcuni progetti pilota affidati alle singole scuole o a reti di scuole • nel coinvolgimento dei docenti in un piano straordinario di formazione in servizio • nella pubblicazione di una guida dedicata alle famiglie 21-11-2011 www.icarco.it 43 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 8 Successivi regolamenti disciplineranno • gli standard formativi • le competenze di base specifiche dei percorsi e delle attività di educazione permanente 21-11-2011 www.icarco.it 44 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A La MUSICA concorre a … 21-11-2011 www.icarco.it 45 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione • soddisfare l’esigenza comunicativa dell’uomo • promuovere specifiche modalità di pensiero • promuovere competenze specifiche e trasversali (attraverso la centralità della sensorialità e della corporeità) • sviluppare l’attenzione e la memoria • comprendere l’attuale contesto tecnologico • far interagire i vari codici artistici • far comprendere e realizzare prodotti artistici ed espressivi (sotto forma multimediale, drammatizzazioni, ipertesti) 21-11-2011 www.icarco.it 46 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A La MUSICA deve … 21-11-2011 www.icarco.it 47 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione • permettere l’espressione di idee, esperienze ed emozioni attraverso il linguaggio del suono, del corpo • favorire l’interazione con le altre discipline • mettere in grado di saper comprendere i codici artistici • mettere in condizione di poter apprezzare il patrimonio artistico e culturale (a partire dal territorio di appartenenza, dall’identità locale, con l’ausilio di strumenti telematici e multimediali) continua → 21-11-2011 www.icarco.it 48 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione → • Dare gli strumenti necessari per una partecipazione consapevole alle esperienze musicali vissute dallo studente nell’ambito personale, scolastico e sociale (a partire dalle realtà musicali presenti sul territorio) • Aiutare lo studente nel costruire un atteggiamento costruttivo manifestando interesse, creatività, un’idea positiva di sé (anche e soprattutto attraverso una valutazione che metta in risalto e premi le competenze acquisite rispetto a censurare quando non raggiunto) 21-11-2011 www.icarco.it 49 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A Competenze di MUSICA al termine del primo ciclo di istruzione 1. • eseguire in modo espressivo, collettivamente e individualmente, brani vocali e/o strumentali di diversi generi e stili, avvalendosi anche di strumentazioni elettroniche 21-11-2011 www.icarco.it 50 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A Competenze di MUSICA al termine del primo ciclo di istruzione 2. • riconoscere e analizzare elementi formali e strutturali costitutivi del linguaggio musicale facendo uso della notazione tradizionale e di altri sistemi di scrittura e di un lessico appropriato 21-11-2011 www.icarco.it 51 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A Competenze di MUSICA al termine del primo ciclo di istruzione 3. • conoscere e analizzare opere musicali, eventi, materiali, anche in relazione al contesto storico-culturale e alla loro funzione sociale 21-11-2011 www.icarco.it 52 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A Competenze di MUSICA al termine del primo ciclo di istruzione 4. • improvvisare, rielaborare, comporre brani vocali e/o strumentali, utilizzando sia strutture aperte, sia semplici schemi ritmico-melodici, integrando altre forme artistiche quali danza, teatro, arti plastiche, multimedialità 21-11-2011 www.icarco.it 53 Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A – Obiettivi • passare dai piani di studio provinciali ai piani di studio d’istituto di MUSICA (stesura suddivisa in quattro bienni) • passare dalle unità di lavoro alle competenze musicali tenendo conto • dell’unitarietà pedagogica del percorso curricolare • della centralità dello studente all’interno della “comunità educativa” • della progressività e diversificazione del percorso educativo • di consentire una forte saldatura tra primaria e secondaria di I grado 21-11-2011 www.icarco.it 54 PEDAGOGIA DELLA MUSICA • • • • • • • • • • Émile Jacques Dalcroze: ritmica, solfeggio, improvvisazione Metodo Kodály: il canto e il repertorio di tradizione popolare Metodo Suzuki Justine Ward: il metodo del DO mobile Laura Bassi: la “ritmica integrale” Boris Porena: la composizione come esercizio logico Orff-Schulwerk: musica elementare Gino Stefani: la competenza musicale di base Edgar Willems: l’orecchio musicale John Paynter: progetti sonori per le classi 21-11-2011 www.icarco.it 56 IL “PIACERE DELLA MUSICA” SECONDO MAURIZIO SPACCAZOCCHI LA SCOPERTA DEL SUONO Come il bambino vive il piacere e il gusto della scoperta del mondo, allo stesso modo vive e si avventura nel vasto mondo delle scoperte sonore. Tutti i suoi sensi si ritrovano piacevolmente coinvolti in questa storia di azioni e reazioni: la bocca, la mano, il corpo e gli oggetti circostanti sembrano fare la parte degli attori principali del teatro della vita sonora. E gli uomini di tutto il mondo, nel loro più evoluto e consistente sviluppo, non possono fare a meno di seguire le tracce di questa piacevole condotta bambina, sonora e musicale. 21-11-2011 www.icarco.it 59 VOX GUSTOSA La vox gustosa Sembra che dal momento dello svezzamento in poi, cioè da quando la nostra bocca si è dovuta allontanare dal seno materno, ci sia rimasta la voglia, il piacere, il desiderio di ciucciare, di succhiare, di assaporare, di tenere e di gustare qualche cosa che possiamo gestire fra le labbra e all’interno della bocca. Ebbene fra gli “oggetti” del piacere orale umano, proponiamo anche il suono. Il suono come piacere della vibrazione, come stimolazione della pelle interna alla bocca, ricca di sensibilità, come vera e propria possibilità di degustazione sonora. 21-11-2011 www.icarco.it 61 La vox gustosa Avremo a che fare, quindi, con un uso improprio del suono, ciò non finalizzato tanto alla comune produzione musicale, quanto invece vissuto come materia vibrante che nello stesso tempo può essere interpretato: • come piacevole e vibrante massaggio interno; • come un personale assaggio che permette di sentire e gustare nello stesso momento tanto il suono-dentro quanto le specifiche parti della zona buccale (labiali, palatali, linguali, nasali); • come messaggio, cioè la possibilità di trasmettere i propri desideri, le proprie voglie i propri piaceri. 21-11-2011 www.icarco.it 62 La vox gustosa La vox gustosa si può individuare in varie situazioni: • Il bambino che mette in atto i suoi intrattenimenti personali di voce, o play vocali che, come versi interiori, tanto assomigliano a vere e proprie moine; • L’uomo che la esalta tutte le volte che mette in atto, all’interno del parlare quotidiano, quelle espressioni che definiamo interiezioni (mmm…, uhm…, aah…, ahm…); • Il cantare che la esalta manifestando un suono prevalentemente tenuto in bocca (portamento, distensione, dilatazione), rendendo così questa azione un chiaro e palese atto di trattenimento del suono, di piacevole introiezione. 21-11-2011 www.icarco.it 63 La vox gustosa Ed è proprio quest’ultimo caso che ci interessa poiché ci troviamo di fronte da una chiara metafora musicale della degustazione sonora: il consumare a poco a poco, il sentirsi sciogliere in bocca una nota come fosse una caramella o un saporito caffè o the. Come ci dimostrano, ad esempio, i Manhattan Transfer: le loro interpretazioni tendono a realizzare al massimo e con raffinatezza il senso della degustazione sonora, per far sì che ogni suono cantato possa meglio sostare e vibrare in bocca, fra le labbra e nelle cavità nasali, le zone maggiormente coinvolte dall’azione sensoriale gustativa. 21-11-2011 www.icarco.it 64 La vox gustosa Nelle relazioni umane, la vox gustosa è la voce del piacere, del gusto, la voce dei sensi. Prendere coscienza (il “sapere”) della vox gustosa ci invita a sostenere che la prima sensazione del gusto-piacere non è mentale ma fisica: è cosa primariamente legata alle sensazioni di pelle che interessano la bocca non tanto per soddisfare il primario bisogno di fame, ma piuttosto il nostro antico bisogno-piacere di “mettere in bocca” il mondo esterno, di gustare i suoni per degustare la vita. 21-11-2011 www.icarco.it 65 SCARABOCCHI Scarabocchi Se dovessimo pensare ad una esperienza davvero primaria, se non quasi originaria, all’interno della quale tutti i bambini del mondo hanno forse potuto esercitare con piacere e gioia la conoscenza nei confronti delle cose e soprattutto nei confronti delle loro stesse potenziali capacità-possibilità, questa si potrebbe di sicuro far corrispondere a quella pratica del fare che, in vari modi e contesti, possiamo definire con il termine scarabocchio. Quando parliamo dello scarabocchio intendiamo, oltre a quello grafico più noto, tutte quelle espressioni messe in atto in base a quella tattica tipica della condotta mentale e fisica del fare-scarabocchiando. 21-11-2011 www.icarco.it 67 Scarabocchi La nostra cultura musicale sembra mostrare un evidente disinteresse nei confronti di questa prima forma del fare sonoro e musicale, perché non sembra ancora in grado di vedere in questa attività esplorativa e ludica una funzione evolutiva ed emotiva molto importante, come al contrario fanno ormai da anni sia la cultura grafico-pittorica, con gli studi condotti sullo scarabocchio in merito alla evoluzione manuale e visiva del bambino, che quella linguistica, con gli studi svolti in merito allo sviluppo del linguaggio infantile. 21-11-2011 www.icarco.it 68 Scarabocchi Ed invece in questi primi comportamenti di esplorazione vocale e manipolatoria del suono, basati sul principio operativo tipico dello scarabocchio, il bambino trova la possibilità di maturare moltissimi aspetti utili alla strutturazione della sua identità generale e musicale: il rapporto fra causa-effetto, la gestione energetica della sua azione corporea, la scoperta delle proprie potenzialità fisiche, la maturazione attentiva e audio-percettiva, la consistenza ritmico-temporale quantitativa e qualitativa delle diverse articolazioni fisico-sonore, la possibilità di interpretare fantasticamente i tanti e vari suoni esercitati, il gusto del rischio giocoso. 21-11-2011 www.icarco.it 69 Scarabocchi Lo scarabocchio contribuisce: • alla maturazione psicofisica del bambino; • al piacere dell’esplorazione, del perdersi in labirinti possibili; • al coinvolgimento sia di chi produce il suono sia di chi lo ascolta. La meraviglia e lo stupore dell’uomo dinanzi alla produzione sonora sono ancora aspetti molto importanti per la produzione di interesse e di piacere, specialmente nei primi approcci con i suoni e con le musiche. Quindi sosteniamo il recupero della pratica dello scarabocchio inteso come momento piacevole e disimpegnato, come gioco di gioia e libertà. 21-11-2011 www.icarco.it 70 Scarabocchi Per far questo ci si potrebbe far aiutare anche dalla visione di alcune tipologie grafiche di scarabocchio. È così che possiamo iniziare a dare forma a tanti Sonorous Scrubbles, ovvero a tanti Scarabocchi Sonori. E chissà quanti altri ne potremmo fare stimolati da scarabocchi grafici che potremmo creare noi stessi o “rubare” qua e là fra le tante opere d’arte astratta. Da qui il passo per giungere a improvvisare Sonorous Scrubbles direttamente con la voce o con gli strumenti è davvero breve. 21-11-2011 www.icarco.it 71 ROMPERE LA VOCE Rompere la voce Le voci umane, oltre a coinvolgere emotivamente, sono un grande esempio di sonorità diverse e ricche. E quando diciamo comunemente che ogni voce ha un suo tono, non parliamo solo delle sue capacità di intonazione o della sua possibilità di estensione o di manifestazione energetica, ma anche e soprattutto della sua grana, del suo colore, cioè di quella qualità che la rende più o meno consistente sul piano armonico. Una delle tattiche più elementari per cercare e provare la voce come varietà timbrica ci viene indicata dai bambini che, ad osservarli attentamente, sono i primi a praticare il piacere di rompere la voce, per tentare di toglierla dalla poco stimolante postura sonora del parlare quotidiano. 21-11-2011 www.icarco.it 73 Rompere la voce Fra i tanti esempi di questo rompere la voce messo in atto dai bambini possiamo indicare i seguenti: • la voce “mossa” (il bambino nei tanti atti di vocalizzazione realizzati durante il movimento scopre che uno scatto, un passo pesante, un piegamento improvviso, una veloce roteazione del capo o del busto possono mutare la qualità risonante della voce; • la voce “percossa” (il bambino nel farsi abbracciare dalla madre, dal padre, o giocando a lotta con altri bambini ha la possibilità di scoprire che una pressione, un battito, un colpo nel petto o nella schiena, ricevuto mentre emette un suono, produce una ricca e piacevole mutazione ritmico-armonica. 21-11-2011 www.icarco.it 74 Rompere la voce Rompere il suono è una vera e propria forma di gioco che ogni bambino può attivare sia da solo che richiedendo dei veloci battiti sul petto e sulla schiena. Si creano una serie di piaceri interni ed esterni, un io-dadentro e io-da-fuori, che il bambino percepisce come azioni eufoniche, cioè “buone sonorità”. “Buone sonorità” che da adulti è possibile ritrovare in altre pratiche d’eufonia vocale provenienti dalle varie parti del mondo: le grida “scosse” emesse dai veloci movimenti della lingua degli indiani d’America o delle donne berbere; i canti armonici tipici dello Jodler tirolese o del Khoomey mongolo. 21-11-2011 www.icarco.it 75 Rompere la voce Tutte queste pratiche del rompere la voce, pur assolvendo a diverse funzioni sociali, lasciano chiaramente intravedere una caratteristica comune: sono tutte “figlie” di effetti sorprendenti, stupefacenti, a volte così fuori dal normale da apparire sonorità aliene, non umane. Ed è anche questa dote umana in grado di dar forma a sonorità che possono apparire non umane, ad offrire all’uomo la possibilità di astrazione, di uscire dal proprio sé, di andare oltre, di diventare altro da sé, per amplificare la personalità. 21-11-2011 www.icarco.it 76 Rompere la voce Ritornando ai semplici giochi del bambino, proporremo una delle sue tattiche per rompere la voce cantata: sceglieremo un canto abbastanza disteso, né molto ritmico né molto veloce, che potremo cantare anche con un semplice lalalà, aggiungendo un ritmo regolare percosso con le nostre mani sulla parte superiore sinistra del petto. Questa percussione offrirà al canto un inedito e piacevole accompagnamento ritmico-armonico, che prenderà forma dai colpi che imporranno al torace (cassa di risonanza) una scomposizione delle nostre note cantate che andranno ad arricchirsi con altri suoni armonici. 21-11-2011 www.icarco.it 77 VOX CITANTE La vox citante Le filastrocche infantili, prima di destare un qualsiasi interesse per un loro possibile senso o significato, esaltano un’esigenza primaria che tutti bambini del mondo hanno: il bisogno-piacere di articolare, di ritmare, di scandire la propria presenza vitale al cospetto del mondo. Se nella vox gustosa abbiamo a che fare con un suono con-tenuto e trattenuto, con la vox citante recuperiamo il piacere dell’azione, dell’articolazione, della parcellizzazione dei suoni che la nostra voce, come uno strumento a percussione, cerca di esaltare, di esternare, di ritmare, di rendere palesemente muscolari, piacevolmente motori, danzanti. 21-11-2011 www.icarco.it 79 La vox citante Questa è anche la ragione per la quale è possibile sostenere che il rap fonda le sue prime radici nel gioco vocale articolato infantile. Ma forse tutte le espressioni vocali che in musica fanno ampio uso di accentuazioni molto scandite a livello ritmicomotorio-muscolare sono, in un modo o nell’altro, tutte “figlie” del bisogno infantile di articolare, di dar vita all’azione ritmica. E forse non è un caso che la Walt Disney in Cenerentola proponga un atto di stupore e magia, con un canto (“Bibbidibobbidi-boo”) che si diverte ad articolare piacevolmente dei non-sense assieme a parole normali. 21-11-2011 www.icarco.it 80 La vox citante Con la vox gustosa l’uomo trova il piacere di vivere i suoni in termini di sensualità, di distensione, dilatazione, degustazione, volgendosi verso quelle sonorità più ricche di femminilità, di quel calore caratteristico dell’antica relazione devota tipicamente materna. Con la vox citante l’uomo attiva il piacere articolatorio, il gusto della scansione, dell’attivazione ritmica tipica del corporeo muscolare maschile e ben assimilabile alla figura paterna. Ecco che attraverso la musica si completa la strutturazione del sé umano: “La melodia è la madre, il ritmo è il padre” (antico detto Sanscrito). 21-11-2011 www.icarco.it 81 L’INSEGNANTE E IL CANTO CORALE L’insegnante L’insegnante-direttore deve aver avuto un’esperienza musicale e possibilmente vocale, perché la sensibilità all’ascolto non è un concetto. 21-11-2011 www.icarco.it 83 L’insegnante L’esperienza, e solo l’esperienza fatta in prima persona può stimolare e sviluppare l’attenzione verso il canto corale. 21-11-2011 www.icarco.it 84 L’insegnante La sensibilità all’ascolto e alla contemporanea produzione di suoni sta alla base della valenza formativa del bambino e del ragazzo. Ancor prima del “com’è bello cantare questa canzone”, l’attività corale dovrebbe far sorgere il concetto “com’è bello cantare INSIEME questa canzone”. Un’attività vocale impostata su ascolto e canto matura risultati anche in ambito non musicale. 21-11-2011 www.icarco.it 85 L’insegnante Chi conduce un coro dovrebbe sapere che ogni gruppo corale sviluppa una propria identità, e che il fatto che i suoi membri si riconoscano in questa identità è una parte non marginale del tutto. Questa identità si potrebbe realizzare benissimo in ambiente scolastico a condizione che sia perseguita con strumenti adeguati da chi conduce, e che il coro possa essere vissuto come espressione della comunità scolastica. Forse questo aspetto – il senso di comunità scolastica – non è molto diffuso. Cantare è mettersi in gioco e il coro potrebbe essere una delle squadre della scuola (oltre a quella di basket, pallavolo, ecc). 21-11-2011 www.icarco.it 86 L’insegnante Il coro della scuola non deve essere legato alla volontà di una singola persona ma deve esistere per volontà della scuola nel suo insieme. Un coro scolastico deve progettare un’attività a mediolungo termine, senza una scadenza precisa: è una cultura corale che va costruita nella scuola. 21-11-2011 www.icarco.it 87 L’insegnante Perché la coralità attiva divenga un nucleo culturale di una scuola servono a volte anni. Per questo è necessario progettare in avanti, cercare alleanze culturali, stimolare la sensibilità dei muri delle scuole, trovare pian piano un luogo idoneo alle prove e all’ascolto, non pensare solo allo spettacolo di fine anno, ma sentire questa esperienza come una necessità formativa che la scuola deve fornire agli allievi. 21-11-2011 www.icarco.it 88 L’insegnante Fondamentale diventa la formazione dell’insegnantedirettore di coro. È auspicabile una formazione specifica rivolta ai docenti di MUSICA della scuola primaria. Sarebbe necessaria un’educazione al canto anche per gli insegnanti che non propongono attività musicali a scuola ma che hanno certamente bisogno di conoscere meglio la loro voce e quella dei bambini. 21-11-2011 www.icarco.it 89 L’insegnante È auspicabile l’attivazione di un servizio di informazione – documentazione che metta in contatto i direttori dei cori della Provincia, valorizzando le buone pratiche, soprattutto le esperienze innovative e/o didatticamente efficaci. Sarebbe interessante la nascita del coro della scuola in sinergia con le associazioni corali locali che svolgono già attività di carattere formativo. 21-11-2011 www.icarco.it 90 PIANI DI STUDIO D’ISTITUTO CURRICOLO DI MUSICA Curricolo di MUSICA I Biennio Cantare e/o suonare Rapporto suono/segno Ascoltare Comporre Traguardi Minimi Traguardi Minimi Traguardi Minimi Traguardi Minimi II Biennio Traguardi Traguardi in evoluzione in evoluzione Traguardi in evoluzione Traguardi in evoluzione III Biennio Traguardi in continuità Traguardi in continuità Traguardi in continuità Traguardi in continuità IV Biennio Traguardi Finali Traguardi Finali Traguardi Finali Traguardi Finali 21-11-2011 www.icarco.it 93 Curricolo di MUSICA Tenendo sempre presenti le indicazioni del Regolamento stralcio nel corso dei quattro bienni dovremo quindi: “… far (gradualmente) interagire i vari codici artistici” - La MUSICA e la pittura; La MUSICA e il teatro; La MUSICA e la poesia; La MUSICA e il cinema. 21-11-2011 www.icarco.it 94 Curricolo di MUSICA Tenendo sempre presenti le indicazioni del Regolamento stralcio, nel corso dei quattro bienni dovremo quindi “… favorire (una graduale) interazione con le altre discipline” - La MUSICA e l’italiano; La MUSICA e la matematica; La MUSICA e le lingue comunitarie; La MUSICA e le nuove tecnologie. 21-11-2011 www.icarco.it 95 Curricolo di MUSICA Tenendo sempre presenti le indicazioni del Regolamento stralcio, nel corso dei quattro bienni dovremo quindi “… mettere (gradualmente) in condizione di poter apprezzare il patrimonio artistico e culturale, a partire dal territorio di appartenenza, dall’identità locale) La BANDA; Il CORO DEGLI ALPINI; I CIRI PARROCCHIALI; Le SCUOLE MUSICALI; Gli STRUMENTI TRADIZIONALI; La MUSICA nelle FESTE POPOLARI TRENTINE. 21-11-2011 www.icarco.it 96 Curricolo di MUSICA Tenendo sempre presenti le indicazioni del Regolamento stralcio, nel corso dei quattro bienni dovremo quindi “… Aiutare (gradualmente) lo studente nel costruire un atteggiamento costruttivo manifestando interesse, creatività, un’idea positiva di sé, anche e soprattutto attraverso una valutazione che metta in risalto e premi le competenze acquisite rispetto a censurare quando non raggiunto” 21-11-2011 www.icarco.it 97 LABORATORI GIOCARE CON LA MUSICA OGGETTI SONORI CRESCERE CON IL CANTO CRESCERE CON IL FLAUTO DOLCE SPERIMENTAZIONI L’ESPERIENZA DELL’I.C. ARCO SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO Sperimentazione I.C. ARCO Classi coinvolte: Classi prime e seconde della scuola secondaria di I grado Alunni coinvolti: 26 alunni Strumenti coinvolti: Pianoforte (14 alunni), Flauto traverso (4), Chitarra (8) Docenti coinvolti: Docenti di Pianoforte (2), Flauto (1), Chitarra (1), Formazione (1) Lezioni settimanali: Un’ora di strumento, un’ora di formazione (il mercoledì pomeriggio) 21-11-2011 www.icarco.it 106 SCUOLA PRIMARIA Sperimentazione I.C. ARCO Classi coinvolte: Classi quarte e quinte della scuola primaria Alunni coinvolti: Circa 350 circa Docenti coinvolti: Docenti della Scuola Musicale Alto Garda (SMAG) Lezioni settimanali: Un’ora di flauto dolce ogni 15 giorni 21-11-2011 www.icarco.it 108 Sperimentazione I.C. ARCO Quadro orario: Periodo Flauto 1a e 3a settimana Lezione del docente SMAG 2a e Lezione della/del maestra/o della classe 21-11-2011 4a settimana www.icarco.it 109 BIBLIOGRAFIA Allorto R., D’Agostino Schnirlin V., La moderna didattica dell’educazione musicale in Europa, Ricordi, Milano, 1967 Bova A., Giocare con la musica, Erickson, Trento 2003 Ferrari F., Spaccazocchi M., Guida all’esame di educazione musicale, La Scuola, Brescia, 1985 Lombardo F., Donati L., Piatti M., Scuola e coralità, (atti del convegno “Un coro in ogni scuola”, 24 maggio 2010 – Firenze) Spaccazocchi M., Crescere con il canto, Progetti Sonori, Pesaro, 2003 Spaccazocchi M., Crescere con il flauto dolce, Progetti Sonori, Pesaro, 2006 Spaccazocchi M., a cura di Storie di suoni cattivi e buoni, Progetti Sonori, Pesaro, 2010 Spaccazocchi M., Suoni vissuti suoni narrati, Progetti Sonori, Pesaro, 2008 Spaccazocchi M., Strobino E., Piacere musica, Progetti Sonori, Pesaro, 2006 21-11-2011 www.icarco.it 111 Grazie! P.S. I miei recapiti… 21-11-2011 www.icarco.it 112 E-mail [email protected] [email protected] Cellulare 335.83.75.818 21-11-2011 www.icarco.it 113 Formazione area espressiva “CRESCERE CON LA MUSICA” Il canto corale per lo sviluppo integrale della persona Cavalese, 21 novembre 2011 Relatore: LORENZO PIERAZZI 21-11-2011 www.icarco.it