La sovranità popolare
Istituzioni di diritto pubblico 2011-2012
Giuseppe G. De Cesare
1. La sovranità appartiene al popolo
2. Il popolo che vota
3. Il popolo che elegge
4. I sistemi elettorali
5. Le elezioni parlamentari
6. Le elezioni regionali
7. Le elezioni comunali e provinciali
8. Le elezioni europee
9. La legislazione elettorale di contorno
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10. Come si sono trasformate le leggi elettorali
11. Il popolo che delibera: i referendum
12. Il referendum abrogativo nella prassi
13. Il popolo che partecipa: i partiti
14. Altri istituti di partecipazione politica
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L’ART. 1, COMMA 2, DELLA COSTITUZIONE
«La sovranità appartiene al popolo, che la esercita
nelle forme e nei limiti della Costituzione»
• popolo e cittadinanza:
l’insieme dei cittadini costituisce il popolo
• popolo e popolazione:
l’insieme di tutti coloro che si trovano entro i confini di un
qualsiasi ente territoriale (cittadini, stranieri, apolidi)
• popolo e nazione:
un insieme di persone fisiche unificate e accomunate da un
vincolo sociale e, a volte, politico (per tradizioni, storia, lingua,
religione, origini etniche)
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I DIRITTI POLITICI
• Diritto di votare (art. 48 Cost.)
• Diritto di essere votato (art. 51 Cost.)
• Diritto di associazione in partiti (art. 49 Cost.)
• Diritto di petizione (art. 50 Cost.)
• Diritto di iniziativa legislativa (art. 71 Cost.)
• Diritto di iniziativa referendaria (artt. 75, 138 Cost.)
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IL DIRITTO DI VOTO
Corpo elettorale: tutti i cittadini che hanno la maggiore età.
Art. 48 Cost.
• Voto personale
• Voto uguale
• Voto libero
• Voto segreto
• Voto come dovere civico
• Voto degli italiani all’estero
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IL VOTO COME DIRITTO E COME FUNZIONE
Art. 4 d.p.r. 361/1957 (testo unico Camera)
• Fino al 1993: «L’esercizio del voto è un obbligo al quale
nessun cittadino può sottrarsi senza venir meno ad un suo
preciso dovere verso il Paese»
• Dopo la legge 277/1993: «Il voto è un diritto di tutti i
cittadini, il cui libero esercizio deve essere garantito e
promosso dalla Repubblica»
• Dopo la legge 270/2005: «Il voto è un dovere civico e un
diritto di tutti i cittadini, il cui libero esercizio deve essere
garantito e promosso dalla Repubblica»
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ELETTORATO ATTIVO E PASSIVO
Camera
Senato
Regioni
Comuni
Province
Parlamento europeo
Elettorato
attivo
Elettorato
passivo
18 anni
25 anni
18 anni
18 anni
18 anni
18 anni
25 anni
40 anni
18 anni
18 anni
18 anni
25 anni
I cittadini dell’Unione europea hanno diritto di voto e diritto di
eleggibilità alle elezioni comunali in Italia e alle elezioni dei
rappresentanti italiani del Parlamento europeo.
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LE ELEZIONI
• Elezioni parlamentari («politiche»): Camera (630) e Senato
(315)
• Elezioni regionali: presidenti delle regioni e consigli regionali
• Elezioni comunali e provinciali («amministrative»): sindaci e
consigli comunali, presidenti delle province e consigli provinciali,
consigli circoscrizionali
• Elezioni europee: Parlamento europeo (72)
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LA DISCIPLINA DELLE ELEZIONI: SISTEMA
ELETTORALE E LEGISLAZIONE ELETTORALE DI
CONTORNO
• come sono conteggiati i voti espressi (scrutinio)
• come sono trasformati i voti in seggi (formula elettorale)
• come sono risolte le contestazioni eventuali avverso il
procedimento
• come sono sostituiti coloro che, proclamati eletti, cessino per
qualsiasi causa dalla carica
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LE FORMULE ELETTORALI
«Una formula elettorale consiste in un meccanismo per
trasformare in seggi i voti che il corpo elettorale
esprime»
• Formule maggioritarie: chi prende più voti conquista il seggio in
palio (obiettivo: governabilità)
- sistema plurality in collegi uninominali
- sistema majority in collegi uninominali e doppio turno
• Formule proporzionali: i seggi sono ripartiti in rapporto
tendenzialmente percentuale ai voti (obiettivo: rappresentatività)
- con soglia di sbarramento
- applicata ad ambiti territoriali con pochi seggi
• Formule miste: conciliano meccanismi maggioritari e meccanismi
proporzionali (obiettivi: capacità rappresentativa e
governabilità)
- proporzionale con attribuzione di un premio di
maggioranzaIstituzioni di diritto pubblico 2011-2012
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COME SI VOTAVA PER LA CAMERA E IL SENATO
(1993-2005)
Formula prevalentemente maggioritaria uninominale
«tre quarti dei seggi venivano attribuiti in altrettanti collegi
uninominali con formula maggioritaria pura; il resto dei seggi
era invece attribuito con formula proporzionale»
75%
25%
quota maggioritaria
uninominale (plurality
a turno unico)
quota
proporzionale
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COME SI VOTAVA PER LA CAMERA
(1993-2005)
• base territoriale: 27 circoscrizioni
• candidati nei collegi uninominali (maggioritario) e liste di
candidati (proporzionale)
• doppio voto su due schede (uno per il candidato uninominale e
uno per la lista proporzionale)
• obbligo di collegamento dei candidati uninominali a una o più liste
proporzionali
• attribuzione dei seggi proporzionali su base nazionale
• soglia di sbarramento del 4%
• scorporo dai voti di lista di un certo numero di voti uninominali
• formula del quoziente naturale e più alti resti
• liste bloccate (da uno a quattro nomi)
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COME SI VOTAVA PER IL SENATO
(1993-2005)
• base territoriale: 20 regioni
• candidati nei collegi uninominali (maggioritario e
proporzionale)
• voto unico (per il maggioritario e per il proporzionale)
• gruppi di candidati collegati fra loro e candidati individuali non
collegati
• attribuzione dei seggi proporzionali su base regionale
• soglia di fatto
• recupero dei voti non utilizzati nei collegi uninominali
• formula del divisore d’Hondt senza resti
• candidati non eletti nei collegi
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COME SI VOTA PER LA CAMERA
(d.p.r. 361/1957, come modificato da ultimo dalla l. 270/2005)
Formula proporzionale con premio di maggioranza
«su una base rigorosamente proporzionale, si innesca –
all’occorrenza – un premio: ripartiti i seggi proporzionalmente,
si verifica che chi vince ne abbia ottenuti un numero minimo;
se così non è, si attribuisce a chi vince comunque un certo
numero garantito di seggi, alterando così la proporzionale
attribuzione di essi»
340 seggi
277 seggi
alla coalizione vincente alla coalizione perdente
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COME SI VOTA PER LA CAMERA
• base territoriale: 26 circoscrizioni regionali o subregionali (617
deputati); un collegio uninominale (Valle d’Aosta)
• liste di candidati in numero pari al massimo al numero totale
degli eligendi per ciascuna circoscrizione (minimo pari a un terzo);
si può essere candidati anche in tutte le circoscrizioni
• scheda unica sulla quale compaiono esclusivamente i simboli
delle forze politiche che presentano i candidati (non i nomi dei
candidati)
• possibilità per ciascuna lista di collegarsi in coalizione con
un’altra o altre liste; più liste collegate devono indicare un
programma e un capo della coalizione
segue...
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COME SI VOTA PER IL SENATO
(d.lgs. 533/1993, come modificato da dalla l. 270/2005)
Formula proporzionale con premio di maggioranza
«su una base rigorosamente proporzionale, si innesca –
all’occorrenza – una pluralità di premi (in ciascuna regione):
ripartiti i seggi proporzionalmente, si verifica che chi vince ne
abbia ottenuti un numero minimo; se così non è, si attribuisce
a chi vince comunque un certo numero garantito di seggi,
alterando così la proporzionale attribuzione di essi»
55% seggi 45% seggi
alla coalizione vincente
alla coalizione perdente
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COME SI VOTA PER IL SENATO
• base territoriale: 20 regioni (309 senatori)
• liste di candidati in numero pari al massimo al numero totale
degli eligendi per ciascuna regione (minimo pari a un terzo); si può
essere candidati anche in tutte le regioni
• scheda unica sulla quale compaiono esclusivamente i simboli
delle forze politiche che presentano i candidati (non i nomi dei
candidati)
• possibilità per ciascuna lista di collegarsi in coalizione con
un’altra o altre liste; più liste collegate devono indicare un
programma e un capo della coalizione
segue...
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COME SI VOTA PER IL SENATO
• determinazione della cifra elettorale di ciascuna lista o
coalizione di liste regione per regione (in 17 regioni)
• soglie di sbarramento su base regionale: 20% per le coalizioni;
3% per le liste coalizzate; 8% per le liste non coalizzate
• ripartizione proporzionale dei seggi fra le liste e coalizioni che
hanno superato le soglie: formula dei quoziente naturale e dei più
alti resti
• ipotesi a): se una lista o una coalizione di liste ha avuto un
numero di seggi pari al 55% di quelli da eleggere in tutta la regione,
il riparto è puramente proporzionale
segue...
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COME SI VOTA PER IL SENATO
• ipotesi b): se nessuna lista o nessuna coalizione di liste ha avuto
un numero di seggi pari al 55% di quelli da eleggere in tutta la
regione, si assegnano alla lista o coalizione di liste che vince il 55%
dei seggi; gli altri seggi vengono ripartiti fra le liste o coalizioni
perdenti
• proclamazione degli eletti di ciascuna lista nell’ordine di
presentazione (liste bloccate)
• in altre 3 regioni: sei seggi in collegi uninominali maggioritari e
un seggio con la proporzionale (Trentino-Alto Adige); due seggi
con la proporzionale (Molise); un collegio uninominale (Valle
d’Aosta)
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I «SEGGI ESTERI» DELLA CAMERA E DEL SENATO
(legge 459/2001, d.p.r. 104/2003)
• circoscrizione estero: 12 deputati e 6 senatori
• ripartizioni della circoscrizione estero: 1) Europa; 2) America
meridionale; 3) America settentrionale e centrale; 4) Africa, Asia,
Oceania, Antartide
• ciascuna ripartizione elegge un deputato e un senatore;
distribuzione degli altri seggi tra le ripartizioni in proporzione al
numero dei cittadini italiani residenti
• liste di candidati (i candidati devono essere residenti nella
relativa ripartizione)
• assegnazione proporzionale dei seggi (ripartizione per
ripartizione): formula del quoziente naturale e più alti resti
• proclamazione degli eletti in liste bloccate
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COME SI VOTA PER LE COMUNALI
Comuni oltre i 15.000 abitanti
• elezione diretta del sindaco
• doppio turno con ballottaggio
• obbligo di collegamento dei candidati sindaci a una o più
liste per il consiglio
• voto disgiunto
• soglia di sbarramento del 3% (liste o gruppi di liste)
• 60% dei seggi del consiglio attribuiti alla lista o alle liste
collegate al sindaco eletto
• 40% dei seggi del consiglio attribuiti alle altre liste
• formula d’Hondt
• voto unico di preferenza (liste)
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COME SI VOTA PER LE COMUNALI
Comuni fino a 15.000 abitanti
• elezione diretta del sindaco
• turno unico
• obbligo di collegamento dei candidati sindaco a una lista
per il consiglio
• voto unico
• 2/3 dei seggi del consiglio attribuiti alla lista collegata al
sindaco eletto
• 1/3 dei seggi del consiglio attribuiti alle altre liste
• formula d’Hondt
• voto unico di preferenza (liste)
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COME SI VOTA PER LE PROVINCIALI
• elezione diretta del presidente della provincia
• doppio turno con ballottaggio
• collegi uninominali per l’elezione del consiglio
• obbligo di collegamento dei candidati presidenti a uno o più gruppi
di candidati per il consiglio
• voto unico
• soglia di sbarramento del 3% (gruppi o coalizioni di gruppi)
• 60% dei seggi del consiglio attribuiti al gruppo o ai gruppi collegati al
presidente eletto
• 40% dei seggi del consiglio attribuiti agli altri gruppi
• formula d’Hondt
• candidati nei collegi secondo l’ordine delle cifre individuali
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COME SI VOTA PER IL PARLAMENTO EUROPEO
• base territoriale: 5 circoscrizioni (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro,
Sud, Isole)
• liste di candidati
• assegnazione dei seggi su base nazionale
• nessuna soglia di sbarramento
• formula del quoziente naturale e più alti resti
• voto plurimo di preferenza (tre preferenze)
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IL REFERENDUM COSTITUZIONALE
Art. 138 Cost., Titolo I legge 352/1970
«Approvate il testo della legge di revisione dell’articolo... (o degli
articoli...) della Costituzione, concernente... (o concernenti...),
approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
numero... del...?»; oppure: «Approvate il testo della legge
costituzionale... concernente... approvato dal Parlamento e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero... del...?»
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IL REFERENDUM ABROGATIVO
Art. 75 Cost., Titolo II legge 352/1970
«Volete che sia abrogata la legge (o il decreto legge o il decreto
legislativo)... (data, numero, titolo)?»; oppure: «Volete voi che
sia abrogato l’articolo... (o siano abrogati gli articoli...) della
legge (o del decreto legge o del decreto legislativo)... (data,
numero, titolo)?»
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I REFERENDUM TERRITORIALI
Art. 132 Cost., Titolo III legge 352/1970
«Volete che la regione... sia fusa con la regione... per costituire
insieme un’unica regione?»; oppure: «Volete che il territorio
delle province... (o dei comuni...) sia separato dalla regione... (o
delle regioni...) per formare regione a sé stante?»; oppure:
«Volete che il territorio della provincia... (o delle province...) sia
separato dalla regione... per entrare a far parte integrante della
regione...?»; oppure: «Volete che il territorio del comune... (o
dei comuni...) sia separato dalla regione... per entrare a far
parte integrante della regione...?»
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IL REFERENDUM ABROGATIVO: IL PROCEDIMENTO
Iniziativa
3 mesi
Raccolta firme
500.000 elettori
o deliberazioni
5 consigli regionali
Giudizio di
legittimità
Ufficio centrale per
il referendum
(Corte di cassazione)
Votazione
(tra il 15 aprile e
il 15 giugno)
se la richiesta è ammessa
Giudizio di
ammissibilità
Corte costituzionale
sì all’abrogazione
decreto del presidente della Repubblica
no all’abrogazione
divieto di riproporlo per cinque anni
mancato raggiungimento del quorum
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referendum invalido
INAMMISSIBILITA’ DEL REFERENDUM ABROGATIVO
Art. 75 Cost.
• Leggi tributarie
• Leggi di bilancio
• Leggi di amnistia e di indulto
• Leggi di autorizzazione a ratificare trattati internazionali
Giurisprudenza costituzionale
• Leggi costituzionali
• Leggi a contenuto costituzionalmente vincolato
• Leggi strettamente collegate alle leggi di cui all’art. 75
• Leggi a contenuto «comunitariamente» vincolato
• Leggi costituzionalmente necessarie
• Quesiti privi di omogeneità, chiarezza e univocità
• Referendum «manipolativi» o «surrettiziamente propositivi»
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IL REFERENDUM ABROGATIVO NELLA PRASSI: LA
PARTECIPAZIONE AL VOTO
Anno
1974
Votanti %
87,7
Anno
Votanti %
1993
77,1
1978
81,2
1995
57,9
1981
79,4
1997
30,3
1985
77,9
1999
49,6
1987
65,1
2000
32,5
1990
43,4
2003
25,7
1991
62,4
2005
25,9
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IL REFERENDUM COSTITUZIONALE NELLA PRASSI:
PARTECIPAZIONE AL VOTO E RISULTATI
Anno
Votanti %
SI %
NO %
2001
34,0
64,2
35,8
2006
53,7
38,3
61,7
• 2001: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente
“Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione”...?»
• 2006: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente
“Modifiche alla parte II della Costituzione”...?»
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I PARTITI POLITICI NELLA COSTITUZIONE (ART. 49)
«Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti
per concorrere con metodo democratico a determinare la
politica nazionale»
• non sono i partiti a determinare la politica nazionale; sono i cittadini
che, tutti insieme, partecipano a questa funzione sovrana di
indirizzo (diritto di avvalersi dello strumento specifico
dell’organizzazione libera in partiti
• questo concorso a determinare la politica nazionale deve avvenire
con metodo democratico (il partito deve rispettare le regole
democratiche nei rapporti esterni)
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IL FINANZIAMENTO PUBBLICO DEI PARTITI
Rimborsi elettorali
(l. 157/1999, modificata dalla l. 156/2002)
TOT: euro 1,00 x numero iscritti nelle liste elettorali
(per ciascun anno di legislatura degli organi)
• Camera: tra le liste che hanno ottenuto almeno l’1% dei voti
nazionali
• Senato: tra i gruppi di candidati che hanno ottenuto almeno un
eletto nella regione o il 5% dei voti regionali
• Parlamento europeo: tra le liste che hanno ottenuto almeno un
eletto
• Consigli regionali: tra le liste provinciali che hanno ottenuto
almeno un eletto nella regione
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