La didattica per competenze
nel secondo ciclo di istruzione
Tolmezzo, 13 febbraio 2014
I.S.I.S. “Linussio”
Cesira Militello - USR FVG
L’obbligo scolastico
Il D.M. 22/8/2007 n. 139 - Regolamento recante
norme in materia di adempimento dell'obbligo di
istruzione, ai sensi dell'articolo 1, comma 622,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
(GU n. 202 del 31-8-2007)
NB: ultima espressione di una storia normativa che va dall’art. 34 della
Costituzione alla Legge 28 marzo 2003 n. 53 art. 2 c. c, al D.Lgs. 15 aprile 2005
n. 76 art. 2, al D.Lgs. 17/10/2005 n. 226, alla Legge 27 dicembre 2006, n. 296
(legge finanziaria 2007, art. 1 c. 622, successivamente emendato dalla L.
133/2008), attraverso il Testo Unico (D.Lgs. 16 aprile 1994 n. 297)
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Art. 1.
Adempimento dell'obbligo di istruzione
1. L'istruzione obbligatoria è impartita per almeno dieci anni
e si realizza […] anche con riferimento ai percorsi
sperimentali di istruzione e formazione professionale […]
2. L'adempimento dell'obbligo di istruzione è finalizzato al
conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria
superiore o di una qualifica professionale di durata
almeno triennale entro il diciottesimo anno di età, con il
conseguimento dei quali si assolve il diritto/dovere di cui
al decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76.
3. L'obbligo di istruzione di cui al presente articolo decorre a
partire dall'anno scolastico 2007/2008 [ … ]
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Art. 2.
Acquisizione di saperi e competenze
1. Ai fini di cui all’articolo 1, comma 1, i saperi e le
competenze, articolati in conoscenze e abilità, con
l’indicazione degli assi culturali di riferimento, sono descritti
nell’allegato documento tecnico, che fa parte integrante del
presente regolamento e si applicano secondo le modalità ivi
previste.
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2. I saperi e le competenze di cui al comma 1 assicurano
l’equivalenza formativa di tutti i percorsi, nel rispetto
dell’identità dell’offerta formativa e degli obiettivi che
caratterizzano i curricoli dei diversi ordini, tipi e indirizzi di
studio. Per il loro recepimento nei curricoli dei primi due
anni degli istituti di istruzione secondaria superiore di
ordine
classico,
scientifico,
magistrale,
tecnico,
professionale e artistico previsti dai vigenti ordinamenti, le
istituzioni scolastiche possono avvalersi degli strumenti di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo
1999, n. 275, [...], nonché dell’utilizzazione della quota di
flessibilità oraria del 20% ai sensi del decreto del Ministro
della Pubblica istruzione 13 giugno 2006, n. 47.
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Art. 4: Certificazione dell’assolvimento
dell’obbligo di istruzione
1. La certificazione relativa all’adempimento
dell’obbligo di istruzione di cui al presente
regolamento è rilasciata a domanda. Per
coloro che hanno compiuto il diciottesimo
anno di età è rilasciata d’ufficio.
(nel 2007 il modello ancora non c’è)
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2. Nelle linee guida di cui all’articolo 5 sono
contenute indicazioni in merito ai criteri
generali per la certificazione dei saperi e delle
competenze di cui all’articolo 2, comma 1, ai
fini dei passaggi a percorsi di diverso ordine,
indirizzo
e
tipologia
nonché
per
il
riconoscimento dei crediti formativi, anche
come strumento per facilitare la permanenza,
nei percorsi di istruzione e formazione.
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3. Con decreto del Ministro della Pubblica
istruzione, sentita la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano, sono
adottati i modelli di certificazione dei saperi e
delle competenze di cui all’articolo 2, comma
1, acquisite dagli studenti nell’assolvimento
dell’obbligo di istruzione.
Siamo nell’agosto 2007
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Al termine dell’obbligo: il certificato
delle competenze di base
Perché questa connessione?




Conclusione di un percorso (cf. I ciclo)
Riconoscimento e attestazione dei livelli di
competenza raggiunti
Funzione orientativa (valore formativo per lo
studente)
Eventuale riorientamento (id.)
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DOCUMENTO TECNICO
allegato al D.M. n. 139/2007
I saperi e le competenze per l’assolvimento
dell’obbligo di istruzione sono riferiti ai 4 assi culturali:
1.ASSE DEI LINGUAGGI
2.ASSE MATEMATICO
3.ASSE SCIENTIFICO-TECNOLOGICO
4.ASSE STORICO-SOCIALE
L’integrazione tra gli assi culturali rappresenta uno
strumento per l’innovazione metodologica e didattica.
L’obbligo di istruzione si caratterizza, dunque, per la
congruenza dei saperi e delle competenze acquisite,
che assicurano l’equivalenza formativa di tutti i
percorsi.
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Competenze trasversali e
competenze di asse





La Raccomandazione del PE e del CE
18/12/2006
Il D.M. 22/8/2007 n. 139 art. 4 , l’allegato
n. 1 e l’allegato n. 2
Le linee guida del 27 dicembre 2007
Il D.M. 27 gennaio 2010 n. 9
Il modello di certificato
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LE COMPETENZE CHIAVE PER L’APPRENDIMENTO
PERMANENTE
Raccomandazione del Parlamento europeo e del
Consiglio 18 dicembre 2006
8 competenze trasversali
considerate ugualmente importanti, poiché
ciascuna può contribuire a una vita positiva nella
società della conoscenza.
“Molte delle competenze si sovrappongono e
sono correlate tra loro: aspetti essenziali a un
ambito favoriscono la competenza in un altro”.
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Le competenze trasversali: Italia/Europa a
confronto
LE COMPETENZE CHIAVE DI
CITTADINANZA DA ACQUISIRE AL
TERMINE DELL’ISTRUZIONE
OBBLIGATORIA
LE COMPETENZE CHIAVE PER
L’APPRENDIMENTO PERMANENTE
(Raccomandazione del Parlamento europeo e del
Consiglio 18 dicembre 2006)
allegate al D.M. n. 139/2007
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
imparare ad imparare
progettare
comunicare
collaborare e partecipare
agire in modo autonomo e
responsabile
risolvere problemi
individuare collegamenti e
relazioni
acquisire e interpretare
l’informazione
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
comunicazione nella madrelingua
comunicazione nelle lingue
straniere
competenza matematica e
competenze di base in scienza e
tecnologia
competenza digitale
imparare a imparare
competenze sociali e civiche
spirito di iniziativa e
imprenditorialità
consapevolezza ed espressione
culturale
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IL QUADRO EUROPEO DELLE QUALIFICHE
PER L’APPRENDIMENTO PERMANENTE
(Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 23
aprile 2008)
• Quadro
articolato in 8 livelli descritti in
termini di risultati dell’apprendimento,
delineati secondo
–conoscenze
–abilità
–competenze
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CONOSCENZA
Risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso
l’apprendimento. Le conoscenze sono un insieme di
fatti, principi, teorie e pratiche relative ad un settore di
lavoro o di studio. Nel contesto del Quadro europeo
delle qualifiche le conoscenze sono descritte come
teoriche e/o pratiche.
Fonte
Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio
del 23 aprile 2008 sulla costituzione del Quadro europeo
delle qualifiche per l’apprendimento permanente (2008/C
111/01)
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ABILITA’
Indicano le capacita di applicare conoscenze e di utilizzare
know-how per portare a termine compiti e risolvere
problemi. Nel contesto del Quadro europeo delle qualifiche
le abilità sono descritte come cognitive (comprendenti l’uso
del pensiero logico, intuitivo e creativo) o pratiche
(comprendenti l’abilita manuale e l’uso di metodi, materiali,
strumenti).
Fonte
Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del
23 aprile 2008 sulla costituzione del Quadro europeo delle
qualifiche per l’apprendimento permanente (2008/C 111/01)
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COMPETENZA
Comprovata capacità di utilizzare conoscenze, abilità e
capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni
di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e
personale. Nel contesto del Quadro Europeo delle
Qualifiche le competenze sono descritte in termini di
responsabilità e autonomia.
Fonte
Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio
del 23 aprile 2008 sulla costituzione del Quadro europeo
delle qualifiche per l’apprendimento permanente (2008/C
111/01)
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RICONOSCIMENTO, VERIFICA E MESSA
IN TRASPARENZA
Riconoscimento = individuare un dispositivo per
identificare e attestare le competenze acquisite.
Verifica = accertare il possesso di competenze
mediante procedure specifiche.
Messa in trasparenza = rendere leggibili i
prodotti dei processi di attestazione delle
competenze.
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D. M. 27 gennaio 2010 n. 9
trasmesso con nota del Capo Dipartimento Dr. Cosentino il 12 aprile 2010
Art. 1:
 Modello di certificazione delle competenze di
base al termine dell’obbligo di istruzione (allegato)
 Certificato rilasciato a domanda, per i
maggiorenni rilasciata d’ufficio
 I CdC alla fine del ciclo dell’obbligo compilano il
certificato attribuendo i livelli in coerenza con la
valutazione finale degli apprendimenti espressa in
decimi
ATTENZIONE!!! QUESTA ESPRESSIONE PUO’ ESSERE
FUORVIANTE!
.
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IL MODELLO DI
CERTIFICATO
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Gli snodi della didattica per
competenze nel II ciclo di istruzione
Progettazione
per
competenze ai
vari livelli
Unità di
apprendimento
di asse
Certificazione attendibile
delle competenze al
termine del primo biennio
Prove di valutazione delle
competenze acquisite (c.d. “prove
esperte”: lavoro di gruppo +
lavoro individuale)
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Unità di
apprendimento
interasse
Lo schema proposto in FVG:
D. Nicoli, Linee Guida per la progettazione, la
didattica, la valutazione e la certificazione
Processo di valutazione e certificazione delle competenze
Valutazione formativa
UdA 1
Valutazione formativa
UdA 2
Valutazione formativa
UdA…
Valutazio
ne finale
Portfolio
personale
Peso: 60%
Peso: 40%
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Certificazione
UNA CERTIFICAZIONE ATTENDIBILE
1. PROGETTARE PER COMPETENZE A LIVELLO
DI:
1.
2.
3.
4.
SINGOLA DISCIPLINA
ASSE
CONSIGLIO DI CLASSE
DIPARTIMENTO
2. UNITA’ DI APPRENDIMENTO
3. PROVE DI VALUTAZIONE DEL
RAGGIUNGIMENTO DELLE COMPETENZE
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Lo schema proposto in FVG:
D. Nicoli, Linee Guida per la progettazione, la
didattica, la valutazione la certificazione
Processo di valutazione e certificazione delle competenze
Valutazione formativa
UdA 1
Valutazione formativa
UdA 2
Valutazione formativa
UdA…
Valutazio
ne finale
Portfolio
personale
Peso: 60%
Peso: 40%
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Certificazione
1. PROGETTARE PER COMPETENZE
Nicoli, cit., p.23: “Per rendere possibile un apprendimento per
competenze, occorre puntare ad un Piano formativo
concordato ed essenziale da parte del Consiglio di classe,
composto tutto di UdA di asse/area, disciplinari e
interdisciplinari), che esaurisce l'insieme dei traguardi
formativi e quindi le competenze e gli indicatori/ le evidenze
delle relative rubriche. Questo passaggio richiede peraltro un
passo preliminare per assi culturali ed aree professionali che
punta ad individuare i saperi essenziali nuclei portanti del
sapere ed i compiti su cui questi possono essere mobilitati in
una logica di apprendimento autentico.
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2. L’UNITA’ DI APPRENDIMENTO e la
valutazione formativa
Nicoli, cit., p.23: Tutte le esperienze di apprendimento
(disciplinari, inter o sovradisciplinari) sono gestite come UdA,
ovvero azioni che soddisfano pienamente le competenze mirate, e
che quindi portano a valutazioni attendibili sulla base della
corrispondenza dei compiti proposti rispetto agli
indicatori/evidenze delle rubriche di riferimento.
Le competenze mirate, proprie di ciascuna di queste, sono
pienamente sollecitate se i compiti/problemi previsti soddisfano
gli indicatori/ le evidenze della rubrica. In questo caso, la
valutazione della specifica UdA coincide anche con la valutazione
delle competenze mirate.
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LA GRIGLIA DI VALUTAZIONE DELL’UdA:
PROCESSO E PRODOTTO
• IL PROCESSO
• IL PRODOTTO
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Un esempio di UdA:
Il caso Pop Art
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3.a. LA VALUTAZIONE FINALE : la struttura
(c.d. “prove esperte”)
Devono prevedere un asse prevalente ma
almeno un altro asse
Devono prevedere lo svolgimento:
in parte: in gruppo
in parte: individuale
Vanno determinati i “pesi” da attribuire alla valutazione
delle due parti, la durata della prova
vanno determinati i meccanismi di costituzione dei
gruppi (possibilmente formati da studenti di classi
diverse, con prova unica a livello di istituto distinta per
indirizzo)
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2.b. LA VALUTAZIONE FINALE: i tempi
• La valutazione finale avviene tramite prove pluricompetenze (sempre sulla base delle rubriche di
riferimento) collocate in corrispondenza delle scadenze
formali dei corsi (quando vengono rilasciati titoli di
studio) e che consente di rilevare in forma simultanea,
sulla base di un compito rilevante, la padronanza di più
competenze e saperi da parte dei candidati
• Per accertare il possesso di competenze è necessario
somministrare agli studenti delle classi seconde almeno
due prove interasse, almeno due volte all’anno
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LA MODALITA’ DELLA VALUTAZIONE
Nicoli, cit., p.32: L’innovazione qui proposta consiste
nell’ampliamento del numero di valutazioni da inserire nei
registri e quindi nella pagella e nell’ allargamento della
prospettiva che ne consegue. Accanto alle verifiche - che
riguardano la rilevazione degli apprendimenti in relazione a
conoscenze ed abilità e che vengono svolte tramite strumenti
consolidati come l’interrogazione, il test, il compito scritto –
occorre inserire verifiche provenienti da prove e compiti
riferiti a situazioni reali, aperte e problematiche, che
consentono di esprimere un giudizio fondato circa il grado di
padronanza della persona relativamente alla competenza. Si
potrà poi procedere alla valutazione ponderata dell’insieme di
attività valutative, con l’attribuzione del voto finale. In tal
modo, viene superato il concetto accumulativo della
valutazione come somma di prove di verifica e viene posto
l’accento sulla capacità degli allievi di fronteggiare
compiti/problemi mobilitando le risorse di cui sono dotati o
che sono in grado di reperire.
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UN ESEMPIO DI “PROVA ESPERTA”
IL TASSO ALCOLICO
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IL CERTIFICATO
• La necessità di una certificazione attendibile
• Attenzione ad alcuni software in circolazione
• Dal certificato delle competenze acquisite al
termine dell’obbligo di istruzione alla
certificazione delle competenze al termine del
secondo ciclo di istruzione
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I LIVELLI DEL CERTIFICATO
Basilare
Adeguato
L’allievo è in grado di
affrontare compiti
semplici, in contesti
noti, che porta a
termine in modo
autonomo e
consapevole ponendo
in atto procedure
standard ed efficaci
L’allievo è in grado di
affrontare compiti
complessi, in contesti
via via meno noti, per
la cui soluzione
efficace pone in atto
procedure
appropriate, che
esegue in modo
autonomo e
consapevole
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Eccellente
L’allievo è in grado di
affrontare compiti
complessi, anche in
contesti poco noti, per
la cui soluzione
efficace pone in atto
procedure innovative
ed originali, che
esegue in modo
autonomo e con piena
consapevolezza dei
processi attivati e dei
principi sottostanti
IL PROGETTO DELL’USR FVG – aa. ss. 2010/12
• A. S. 2010/11: La didattica per competenze. Processi e modelli per
sviluppare la professionalità docente e promuovere il successo
formativo. FOCUS SULLA PROVA “ESPERTA”
• A. S. 2010/11: La didattica per competenze. Seconda fase:
Costruire, proporre e valutare l’Unità di apprendimento. FOCUS:
L’UdA
• A.S. 2011/12: La didattica per competenze. Terza fase.
Programmare per competenze nel Consiglio di classe. FOCUS: LA
PROGETTAZIONE DEL CdC (ipotesi e schemi di programmazione;
ipotesi di programmazione di Dipartimento )
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
LA PUBBLICIZZAZIONE
I materiali elaborati dai docenti che hanno
partecipato alla formazione sono pubblicati sul
sito
http://competenzesecondociclousrfvg.jimdo.co
m
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
IL PROGETTO DELL’USR FVG per gli
aa. ss. 2012/13- 2013/14
• L’OBIETTIVO:
creare un repertorio regionale di modelli di
riferimento per la progettazione di Dipartimento e
di rubriche di competenze relative ai PECUP
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
PERCHE’ PROGETTARE PER DIPARTIMENTI
I Dipartimenti: articolazioni funzionali del CD per il sostegno alla
progettazione formativa e alla didattica
Progettazione di ciascun Dipartimento
CdC
CdC
CdC
CdC
CdC
etc.
docente docente docente docente docente
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
QUINDI ...
... LAVORARE SULLA PROGETTAZIONE DEI DIPARTIMENTI
SIGNIFICA ELABORARE IL CURRICOLO DELL’ISTITUTO,
SIGNIFICA DEFINIRE COME E QUANDO LE COMPETENZE
E GLI APPRENDIMENTI previsti nei vari indirizzi SONO
PERSEGUITI DALLA SCUOLA. Significa quindi garantire
l’uniformità degli obiettivi e dei traguardi
indipendentemente dalla sezione cui ciascuno studente
sia iscritto. Significa anche essere trasparenti nei
confronti degli studenti e delle famiglie.
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
LA PROPOSTA DI LAVORO
LAVORARE SULLA <<DIDATTICA PER COMPETENZE E PER
TRAGUARDI FORMATIVI>> in 2 fasi UTILIZZANDO LE RETI
per elaborare modelli di progettazione di Dipartimento
distinti per tipologia di istituto
1. attività a livello regionale, da svolgere centralmente con
gruppi di lavoro distinti per tipologia di istituti
2. fase di lavoro da realizzare a livello di rete, ovvero di singolo
istituto nell’ambito di ciascuna rete ma da condividere con
istituti analoghi sul territorio regionale.
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
LE RETI
7 RETI: ISTITUTI CAPIFILA
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
BRIGNOLI-EINAUDI-MARCONI di GRADISCA
IDEM
MATTIUSSI di PORDENONE
CARDUCCI-DANTE di TRIESTE
ŽIGA ZOIS di TRIESTE
MARINELLI di UDINE
UCCELLIS di UDINE
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
LA FASE REGIONALE
IL GRUPPO di lavoro regionale E’ DISTINTO IN 5
SOTTOGRUPPI:
1. LICEI
2. ISTITUTI TECNICI – SETTORE ECONOMICO
3. ISTITUTI TECNICI – SETTORE TECNOLOGICO
4. ISTITUTI PROFESSIONALI – SETTORE SERVIZI
5. ISTITUTI PROFESSIONALI – SETTORE INDUSTRIA E
ARTIGIANATO
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
LA FASE DI RETE
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
 I docenti responsabili dei Dipartimenti, sia costituiti per
indirizzo che per asse/area e/o per disciplina, di ciascuna
delle scuole aderenti a ciascuna rete.
 Ciascun docente responsabile di ciascun Dipartimento fa
da tramite tra il gruppo della rete e tutti i colleghi della sua
scuola che fanno parte di quel Dipartimento.
 In particolare per gli indirizzi che non hanno parallelo
nell’ambito della rete, i capi dipartimento possono
confrontarsi con i colleghi di scuole dello stesso indirizzo di
altre province.
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
LA RETE DELLE RETI
Le reti sono concepite come strutture
permeabili, che garantiscono il trasferimento e
la condivisione di strumenti sia all’interno
della Regione che, in particolare, con gli istituti
capifila delle reti della Regione Veneto che
hanno già lavorato sulla didattica per
competenze.
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
I PRODOTTI ATTESI
un repertorio di modelli di progettazione per
competenze e per traguardi formativi per le
varie tipologie di Dipartimenti delle diverse
tipologie di istituto, distinti per anno di corso
un repertorio di rubriche di competenze riferite
ai PECUP dei vari istituti, distinte per anno di
corso
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
PRODOTTI/EVIDENZE DEL LAVORO
SVOLTO DALLE RETI
Ciascuna rete dovrà inviare all’USR i materiali prodotti. I
lavori dovranno essere originali e frutto dell’attività di
formazione – azione che si svolgerà da settembre a
dicembre 2013.
Le progettazioni di Dipartimento saranno analizzate dal
gruppo di lavoro regionale e pubblicate sul sito
http://competenzesecondociclousrfvg.jimdo.com ai fini
della condivisione e diffusione.
Intervento a cura di Cesira Militello - USR FVG
L’intreccio valutativo tra
competenze, discipline e
comportamento
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Dalla progettazione alla valutazione
per competenze
Nicoli, cit., p.23: “Per rendere possibile un apprendimento
per competenze, occorre puntare ad un Piano formativo
concordato ed essenziale da parte del Consiglio di classe,
composto tutto di UdA di asse/area, disciplinari e
interdisciplinari), che esaurisce l'insieme dei traguardi
formativi e quindi le competenze e gli indicatori/ le
evidenze delle relative rubriche. Questo passaggio
richiede peraltro un passo preliminare per assi
culturali ed aree professionali che punta ad individuare i
saperi essenziali nuclei portanti del sapere ed i compiti
su cui questi possono essere mobilitati in una logica di
apprendimento autentico.
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Le unità di apprendimento e la
valutazione formativa
Nicoli, cit., p.23: Tutte le esperienze di apprendimento
(disciplinari, inter o sovradisciplinari) sono gestite come
UdA, ovvero azioni che soddisfano pienamente le
competenze mirate, e che quindi portano a valutazioni
attendibili sulla base della corrispondenza dei compiti
proposti rispetto agli indicatori/evidenze delle rubriche di
riferimento.
Le competenze mirate, proprie di ciascuna di queste, sono
pienamente sollecitate se i compiti/problemi previsti
soddisfano gli indicatori/ le evidenze della rubrica. In questo
caso, la valutazione della specifica UdA coincide anche con
la valutazione delle competenze
mirate.
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La valutazione finale delle competenze
acquisite: la struttura (c.d. “prove esperte”)
Devono prevedere un asse prevalente ma almeno un altro
asse
Devono prevedere lo svolgimento:
in parte: in gruppo
in parte: individuale
Vanno determinati i “pesi” da attribuire alla valutazione
delle due parti, la durata della prova
vanno determinati i meccanismi di costituzione dei gruppi
(possibilmente formati da studenti di classi diverse, con
prova unica a livello di istituto distinta per indirizzo)
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La valutazione finale delle competenze
acquisite: i tempi
• La valutazione finale avviene tramite prove pluricompetenze (sempre sulla base delle rubriche di
riferimento) collocate in corrispondenza delle
scadenze formali dei corsi (quando vengono
rilasciati titoli di studio) e che consente di rilevare in
forma simultanea, sulla base di un compito
rilevante, la padronanza di più competenze e saperi
da parte dei candidati
• Per accertare il possesso di competenze è
necessario somministrare agli studenti delle classi
seconde almeno due prove interasse, almeno due
volte all’anno
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La valutazione disciplinare
Naturalmente, il testo di riferimento è il D.P.R. 22
giugno 2009 n. 122 (v., in particolare per il II ciclo,
l’art. 4).
Flash su:
• Chi presiede lo scrutinio (DS o suo delegato)
• Chi vota (cf. voto unico dei docenti di sostegno)
• Come si esprimono i docenti esterni alla scuola o
gli esperti che svolgono attività per l’ampliamento
dell’offerta formativa e i docenti di attività
alternativa
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• La valutazione dell’IRC
• La valutazione dei periodi di alternanza
scuola-lavoro – cf. D.Lgs. 15/4/2005 n. 77 art..
4 c. 2
• La sospensione del giudizio, il recupero dei
debiti e l’integrazione dello scrutinio finale
• L’attribuzione del voto di condotta
• Lo statuto delle studentesse e degli studenti
• La valutazione ai fini dell’ammissione agli
esami di stato conclusivi del II ciclo
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L’intreccio della valutazione
Nicoli, cit., p.32: L’innovazione […] consiste
nell’ampliamento del numero di valutazioni da inserire
nei registri e quindi nella pagella e nell’ allargamento
della prospettiva che ne consegue. Accanto alle
verifiche - che riguardano la rilevazione degli
apprendimenti in relazione a conoscenze ed abilità e
che vengono svolte tramite strumenti consolidati
come l’interrogazione, il test, il compito scritto –
occorre inserire verifiche provenienti da prove e
compiti riferiti a situazioni reali, aperte e
problematiche, che consentono di esprimere un
giudizio fondato circa il grado di padronanza della
persona relativamente alla competenza.
Si potrà poi procedere alla valutazione
ponderata dell’insieme di attività
valutative, con l’attribuzione del voto
finale. In tal modo, viene superato il
concetto accumulativo della valutazione
come somma di prove di verifica e viene
posto l’accento sulla capacità degli allievi di
fronteggiare compiti/problemi mobilitando
le risorse di cui sono dotati o che sono in
grado di reperire.
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CI ASPETTIAMO ANCHE IL VOSTRO
CONTRIBUTO!
Buon lavoro!
Cesira Militello
[email protected]
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