NAPOLI, 2-3 MARZO 2013
Rete
Europea
delle Città e
Regioni per
l’Economia
Sociale
Seminario interregionale
FQTS 2013
Comunità ed economia
solidale per il Mezzogiorno
european network of cities and regions for the social economy
NAPOLI, 2-3 MARZO 2013
LO
SCOPO
DEI
FONDI
ESI
Art. 174 del trattato:
Per promuovere uno sviluppo armonioso
dell'insieme dell'Unione, questa sviluppa e
prosegue la propria azione intesa a realizzare il
rafforzamento della sua coesione economica,
sociale e territoriale.
In particolare l'Unione mira a ridurre il divario tra i
livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo
delle regioni meno favorite.
Tra le regioni interessate, un'attenzione
particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone
interessate da transizione industriale e alle
regioni che presentano gravi e permanenti
svantaggi naturali o demografici, quali le regioni
più settentrionali con bassissima densità
demografica e le regioni insulari, transfrontaliere
e di montagna
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LO
SCOPO
DEI
FONDI
ESI
Art. 175 del trattato:
Gli Stati membri conducono la loro politica
economica e la coordinano anche al fine di
raggiungere gli obiettivi dell'articolo 174.
L'elaborazione e l'attuazione delle politiche e
azioni dell'Unione, nonché l'attuazione del
mercato interno tengono conto degli obiettivi
dell'articolo 174 e concorrono alla loro
realizzazione. L'Unione appoggia questa
realizzazione anche con l'azione che essa svolge
attraverso fondi a finalità strutturale (Fondo
europeo agricolo di orientamento e di garanzia,
sezione "orientamento", Fondo sociale europeo,
Fondo europeo di sviluppo regionale), la Banca
europea per gli investimenti e gli altri strumenti
finanziari esistenti.
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LO
SCOPO
DEI
FONDI
ESI
Conclusioni del Consiglio Europeo del 17 Giugno
2010:
Vista l’adozione della strategia dell’Unione per
una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva,
l’Unione e gli Stati Membri implementano la
crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva
promuovendo allo stesso tempo lo sviluppo
armonioso dell’Unione e riducendo le disparità
regionali
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LO
SCOPO
DEI
FONDI
ESI
Conclusioni del Consiglio Europeo del 7-8
Febbraio 2013:
fissa l’obiettivo principale della politica di
coesione economica, sociale e territoriale per il
2014-2020 in “investimenti in favore della crescita
e dell’occupazione”
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IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
Art. 5 del regolamento generale:
Per l’accordo di partenariato e per
ognuno dei rispettivi programmi, lo
Stato Membro deve in accordo con i
propri quadri legali ed istituzionali
organizzare un partenariato con le
autorità locali e regionali
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IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
Segue Art. 5 del regolamento generale :
Il partenariato deve includere anche i seguenti
partners:
(a) Autorità urbane competenti ed altre autorità
(b) Parti economiche e sociali; e
(c) Corpi rappresentativi della società civile,
inclusi i partners ambientali, le
organizzazioni non governative ed enti
responsabili della promozione
dell’inclusione sociale, della parità di
genere e della lotta alla discriminazione
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IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
Segue Art. 5 del regolamento generale :
In accordo con l’approccio della
governance multilivello, i partners di cui
al paragrafo 1 dovranno essere
coinvolti dagli Stati Membri nella
preparazione degli accordi di
partenariato e dei progress report, nella
fase di preparazione ed
implementazione dei programmi,
inclusa la partecipazione nei comitati di
monitoraggio
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IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
Segue Art. 5 del regolamento generale :
La Commissione emanerà un atto
delegato […] relativo ad un Codice di
Condotta Europeo allo scopo di
sostenere e facilitare gli Stati Membri
nell’organizzazione del partenariato
[…]. Tale Codice disegnerà il quadro
[…] all’interno del quale gli Stati Membri
e le loro articolazioni perseguiranno
l’implementazione del partenariato
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IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
Segue Art. 5 del regolamento generale :
Nel rispetto dei principi di sussidiarietà e
proporzionalità, tale codice fisserà i
seguenti elementi:
a) I principi di trasparenza delle procedure
per l’identificazione dei partners rilevanti,
incluso, ove appropriato, le loro
organizzazioni ombrello, allo scopo di
facilitare da parte degli Stati Membri la
designazione dei partners maggiormente
rappresentativi […]
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IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
Segue Art. 5 del regolamento generale :
b) I principi chiave e le migliori prassi con
riguardo al coinvolgimento delle diverse
categorie di partners [..]nella preparazione
degli accordi di partenariato e dei
programmi, le informazioni da produrre circa
il loro effettivo coinvolgimento, compresi gli
stati di avanzamento
c) Le migliori prassi rispetto alla
formulazione delle regole per la
partecipazione e per le procedure interne ai
comitati di monitoraggio […]
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IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
Segue Art. 5 del regolamento generale :
d) Gli obiettivi chiave e le migliori prassi laddove
le autorità di gestione coinvolgano i partners
nella preparazione degli inviti a presentare
proposte, ed in particolare le migliori prassi al
fine di evitare i conflitti di interesse, […] così
come riguardo al coinvolgimento dei partners
nella preparazione dei progress reports […]
e) Le aree indicative,i temi e le migliori prassi
per permettere agli Stati Membri di usare i
Fondi CSF, inclusa l’assistenza tecnica, per
rafforzare la capacità istituzionale dei diversi
partners […]
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IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
Segue Art. 5 del regolamento
generale :
f) Il ruolo della Commissione per la
disseminazione di migliori prassi
g) I principi chiave e le migliori prassi
che facilitino la valutazione da parte
degli Stati del partenariato e del suo
valore aggiunto
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IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
Segue Art. 5 del regolamento
generale :
[….] in nessuno caso una violazione
degli obblighi imposti agli Stati
Membri dal presente articolo o
dall’atto delegato [..] può costituire
un’irregolarità che conduca ad una
correzione finanziaria […]
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IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
Art. 28 regolamento generale :
Lo sviluppo locale di tipo partecipativo,
denominato sviluppo locale LEADER
nell'ambito del FEASR, è:
(a) concentrato su territori subregionali specifici;
(b) di tipo partecipativo, ossia guidato da gruppi
di azione locale composti da
rappresentanti degli interessi socio-economici
locali pubblici e privati, in
cui né il settore pubblico, né un singolo gruppo
di interesse rappresenta, a
livello decisionale, più del 49% dei diritti di voto;
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Segue Art. 28 regolamento generale:
IL TERZO
SETTORE
NEI FONDI
ESI
(c) attuato attraverso strategie territoriali
di sviluppo locale integrate e
multisettoriali;
(d) definito tenendo conto dei bisogni e
delle potenzialità locali, e comprende
elementi innovativi nel contesto locale e
attività di creazione di reti e, se
del caso, di cooperazione.
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LA
DISTRIBUZ
IONE DEI
FONDI
Obiettivi tematici (art. 9 general regulation):
1. ricerca, sviluppo tecnologico ed
innovazione
2. Tecnologie dell’informazione
3. Competitività delle PMI
4. Passaggio all’economia “low carbon”
5. Adattamento ai cambiamenti climatici,
prevenzione e gestione del rischio
6. Protezione ambiente e utilizzo efficiente
delle risorse
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LA
DISTRIBUZ
IONE DEI
FONDI
Segue: obiettivi tematici (art. 9 general
regulation):
7. Trasporti sostenibili e reti infrastrutturali
8. Promozione dell’occupazione e mobilità
9. Promozione dell’inclusione sociale e della
lotta alla povertà
10. Investimento in educazione, formazione
e lifelong learning
11. Miglioramento della capacità
istituzionale e efficientamento della PA
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LA
DISTRIBUZ
IONE DEI
FONDI
Gli obiettivi tematici vanno letti alla
luce della concentrazione delle
priorità (art 16), del quadro strategico
comune (art 1) e delle priorità-paese
proposte dalle raccomandazioni della
Commissione….la scelta è in ultima
istanza agli Stati Membri
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LA
DISTRIBUZ
IONE DEI
FONDI
Proposta della Commissione (ribadita
nel SIP):
- allocare il 25% dei fondi della politica
di coesione a sviluppo del capitale
umano e investimento sociale
- allocare 20% delle risorse del Fondo
Sociale Europeo per ogni Stato
Membro all’obiettivo “promozione
dell’inclusione sociale e lotta alla
povertà”
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LA
DISTRIBUZ
IONE DEI
FONDI
Distribuzione per territorio (art. 84) –
(provvisorio)
-48.25% alle regioni meno sviluppate
(< 75%)
-10.76% alle regioni in transizione
(75%<x<90%)
-16.35% alle regioni sviluppate
-[…]
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ESEMPI
DALL’ESP
ERIENZA
-I fondi interagiscono con le
normative Europee relative ad appalti
pubblici ed aiuti di Stato
-I fondi non sono esentasse
-I fondi risentono della definizione
Europea di impresa (anche quando
si tratta di terzo settore)
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LUIGI MARTIGNETTI_FSE (PPT 550,5Kb)