Vecchie e nuove potenze tra collaborazione e competizione Percorso di formazione all’impegno sociale e politico Lezione del Prof. Massimo de Leonardis Ordinario di Storia delle relazioni internazionali Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano 9 febbraio 2013 I. 1 Definizioni L’essenza della politica internazionale è la lotta per il potere, la “politica di potenza”. In quanto tale la politica internazionale è svincolata da rigidi schemi ideologici. In alcune fasi storiche tuttavia i fattori ideologici, la volontà di affermare il proprio sistema di valori, la propria concezione di un ordine internazionale “giusto”, acquistano rilevanza, pur restando la “politica di potenza” sempre preminente. 2 I. 2. Definizioni I sistemi internazionali si caratterizzano per due parametri: polarità, il numero degli attori fondamentali, e identità. Dal primo punto di vista possono essere ad esempio multipolari o bipolari. Dal secondo, come osserva Raymond Aron, possono essere omogenei o non omogenei, se gli attori principali condividono o meno regole, valori e concezione del mondo. Il concetto di anarchia “matura”. 3 I. 3. Definizioni 1. 2. Multilateralismo: tradizionalmente distinto da bilaterale in campo commerciale e della difesa. Il multilateralismo è diventato una parola d’ordine per criticare l’unilateralismo di Bush. In questo senso con multilateralismo si intende una gestione del sistema internazionale condivisa da più attori. Regionalismo: ha anch’esso un’originaria matrice commerciale. Ma qui lo si intende in senso geopolitico e geostrategico: il sistema internazionale ha dei sottosistemi più o meno integrati in quello globale. Superpotenze, Grandi Potenze, Potenze regionali. 4 Una superpotenza + 4 Grandi Potenze Secondo Barry Buzan il sistema attuale può essere descritto, in termini di polarità, come 1+4, con quattro grandi potenze (UE, Cina, Giappone e Russia) che si affiancano all’unica superpotenza superstite (USA). Lo status di superpotenza deriva dalla possibilità, economica e militare, di esercitare la propria influenza in ogni angolo del mondo, dalla volontà politica di farlo e dalla legittimazione da parte degli altri attori internazionali. La grande potenza si distingue dalla superpotenza per il fatto di non avere lo stesso spettro di possibilità (la Russia, per esempio, è temibile militarmente ma non economicamente, mentre per la UE vale l’inverso) e per essere attiva a livello sovraregionale, ma non globale. 5 II. Storia 1. 2. Ciò che più si avvicina ad una gestione multilaterale delle relazioni internazionali è il “concerto europeo” delle Grandi Potenze tra il congresso di Vienna e la prima guerra mondiale (1815-1915). Fasi storiche post guerra fredda: Nuovo ordine mondiale (1990-91): la guerra all’Iraq. Momento unipolare. Gli USA global cop. Unipolarismo imperfetto. Nuovo disordine mondiale? Terrorismo: 9/11 versus 11/9. Scontro di civiltà. Crisi economica. Geopolitica del caos. Post-American world. 6 III. 1. Caratteristiche generali dell’attuale politica internazionale c. Globalizzazione e frammentazione. Le forze profonde: The rise of the rest. Demografia. Deterritorializzazione delle relazioni internazionali. d. I problemi energetici. 1. 2. a. b. 7 III. 1 bis. Percentuali di maschi tra i 15 ed i 29 anni sulla popolazione mondiale 1914 2005 2020 Europa - USA – Canada 34,8 13,8 11,4 Resto del mondo 65,2 87,2 88,6 Musulmani 9,5 28 30 8 III. 2. Uno o più sistemi internazionali Stati post-moderni/Occidente democratico. Stati moderni bismarckiani. L’Asia. Stati pre-moderni. I conflitti del Medio Oriente. 9 III. 2. Stati postmoderni: l’Occidente democratico L’Occidente democratico vede il successo della democrazia liberale e dell’economia di mercato ed ha abolito le guerre al suo interno. 10 III.2. Stati moderni bismarckiani. L’Asia L’Asia ricorda l’Europa del XIX secolo: le grandi potenze, Russia, India, Cina, Giappone, si vedono come rivali strategici; la pace si fonda sull’equilibrio, ma la guerra non è esclusa dall’orizzonte delle opzioni possibili. 11 III.2. Stati pre-moderni 1. Le «zone di caos» degli Stati pre-moderni, o failed states, come l’Afghanistan e la Somalia, che richiedono la presenza «coloniale» di costruttori di nazioni e di pace per impedire loro di esportare droga e terrorismo. 2. I conflitti del Medio Oriente ricordano l’epoca delle guerre di religione: i conflitti non hanno natura economica, come all’interno dell’Occidente, o strategica, come in Asia, bensì ideologica e religiosa. Gli attori si negano reciprocamente legittimità. 12 IV. 1. Come funziona (o non funziona) il sistema Rinazionalizzazione delle relazioni internazionali. Rete di organizzazioni ed istituzioni internazionali: in difficoltà quelle tradizionali, (ONU, UE, NATO, G8). Proposte di riforma e nuovi gruppi. Politica di potenza e ideologia (come nella seconda metà del ‘600 e nella prima metà dell’’800). 13 IV. 2. Gli attori statuali Attori statuali, tutti sovranisti: 1. 2. 3. 4. 5. Stati Uniti Cina Russia India Il G2 (o Chimerica) 14 IV.2. La superpotenza americana La superiore forza militare degli USA è senza precedenti nella storia. Agli Stati Uniti si attribuisce oggi il 41,5% del totale mondiale delle spese militari. Ma questa potenza militare in being, incontra gravi difficoltà a prevalere sul terreno dei concreti conflitti in cui è impegnata (Iraq e Afghanistan in primo luogo) e stenta a tradursi in soluzioni politiche e diplomatiche di fronte a gravi minacce (nuclearizzazione di Iran e Corea) ed a crisi endemiche (quella israelo-palestinese) 15 IV.2. La Cina La Cina si presenta come uno Stato forte, con potenza economica e militare, ciò che manca al mondo islamico. La Cina non è paragonabile all’U. R. S. S. perché non presenta un modello culturale di portata potenzialmente universale. 16 IV.3. Russia e India La Russia ha come punti di forza un grande attivo della bilancia commerciale grazie alle sue risorse energetiche e sta varando un piano di riarmo. Punti deboli: il crollo demografico, l’alcoolismo, servizi disastrosi. L’integrazione della Russia nelle politiche dell’Occidente è sostanzialmente fallita. L’India ha una solida democrazia, un tasso di crescita economica assai elevato, un civil service erede della tradizione britannica, un grande sviluppo tecnologico, è potenza atomica con forti Forze Armate, una diplomazia che gioca a tutto campo. 17 IV. 5. Il G2 (Chimerica) Il G2-Chimerica (Ferguson) varato da Bush nel 2006 dando vita ad un forum biennale, il dialogo economico strategico limitato all’economia. Rice: Congagement (containment + engagement). Obama lo ha esteso alla politica e alla sicurezza. 18 IV. 6. Le organizzazioni internazionali Organizzazioni ed istituzioni internazionali: crisi di quelle tradizionali, tendenza a formare transnazionali di Potenze che collaborano tra loro. L’Unione Europea. La NATO. L’ONU. Il G8. BRIC. India-Brazil-South Africa Dialogue (IBSA). Islam. gruppi 19 IV.6. L’Unione Europea L’Unione Europea è una potenza economica, ma un nano politico e soprattutto militare. Partner o rivale degli Stati Uniti? 20 IV.6. Europa e Stati Uniti 21 IV.6. Europa e Stati Uniti 22 IV. 6. La NATO Il segretario alla Difesa americano Gates ha dichiarato: «[se] un’alleanza delle maggiori democrazie del mondo non riesce ad esprimere la volontà di ottenere il risultato in una missione che siamo d’accordo sia moralmente giusta e vitale per la nostra sicurezza, allora i nostri cittadini possono cominciare a mettere in dubbio … l’utilità dello stesso progetto di sicurezza transatlantico vecchio di 60 anni». 23 IV. 6. La NATO 24 IV. 6 Organizzazioni internazionali ONU G8 BRIC IBSA 25 IV. 6 L’Islam Ragionando in termini di «civiltà», il confronto tra l’Occidente e l’Islam crea i problemi maggiori, avendo entrambi una portata tendenzialmente universale ed una carica «aggressiva»: il mondo occidentale con la forza dirompente della globalizzazione economica e il mondo musulmano con la sua fede militante e totalizzante. L’Islam rappresenta una sfida globale politicoculturale, ma non statuale, economica e, per il momento, militare in senso tradizionale. Il progetto di califfato di Bin Laden (Pakistan, Egitto, Arabia Saudita, Giordania). 26 «Primavera araba» o «inverno islamico»? 27 Conclusione: uno sguardo al futuro Eventually, the United States is likely to fall to merely first among many—the globe’s leading state, but no longer the hyper- or unipower, as America has been called. The sooner Washington begins preparing for this new role, the smoother will be the transition. 28