Ambiente e Sviluppo
Marina Baldi - Rosalia Azzaro
CNR
IBIMET: Istituto di Biometeorologia
CERIS: Istituto di Ricerca su Impresa e Sviluppo
LEDER - Alterum non ledere?
Responsabilità e futuro della scienza
Roma, CNR 13 Marzo 2006
Ore 9.00 – 17.00
Che cosa è l’ambiente?
È un sistema complesso in cui i rapporti sono concatenati ed intrecciati in
modo dinamico. Per comprenderne il funzionamento occorre considerare
le connessioni, i rapporti, gli insiemi. Ogni insieme costituisce un
sottosistema di un insieme più vasto. L'ambiente non è costituito da
fenomeni naturali soltanto fisici o chimici o biologici.
Quando è implicato l'uomo è necessario analizzare e
valutare anche gli aspetti psicologici, filosofici, sociali e
politici ...
Tutti gli organismi viventi influenzano il proprio ambiente
attraverso l’uso delle risorse in esso disponibili.
Quando iniziò l’agricoltura l’uomo iniziò a capire che poteva “controllare”
l’ambiente, prima percepito come ostile. La tecnologia era limitata a pochi
essenziali strumenti e all’uso del fuoco.
Ma l’atteggiamento dell’uomo nei confronti dell’ambiente e’ cambiato molte
volte nel corso della storia.
Nei secoli XVIII e XIX, la Rivoluzione Francese e la Rivoluzione Industriale
hanno cambiato totalmente l’atteggiamento dell’uomo nei confronti
dell’ambiente: e’ cresciuta notevolmente la produzione di prodotti di consumo e,
grazie ad un sistema più democratico, i beni hanno iniziato ad essere
suddivisi fra un numero maggiore di persone.
In questi ultimi due periodi l’ambiente e’ stato visto sempre più
come una sorgente di risorse che favoriva una economia del
consumismo.
L’atteggiamento verso il Pianeta Terra nel corso del XX secolo
1. Terra sotto Osservazione (negli anni ‘20)
Negli anni ’20 il Pianeta viene esaminato con in mente il progresso economico e sociale.
Le risorse sono considerate illimitate e esaminate per l’uso potenziale che l’uomo può farne.
2. Terra Sviluppata
Dall’osservazione della Terra vengono sviluppati schemi complessi di gestione per la
protezione e per l’accrescimento delle risorse ambientali disponibili.
3. Terra a Rischio
L’entusiasmo viene frenato dalla previsione di una crisi ambientale. Individui e società si
rendono conto che un progresso incontrollato ha effetti negativi sul sistema naturale e
sociale. Alcuni studiosi azzardano l’ipotesi di effetti a lungo termine.
4. Terra come Casa Spirituale
Studiosi e i politici riconoscono la dimensione globale dei problemi associati allo sviluppo.
All’essere umano forse si richiede di considerare il Pianeta come una casa di dimensioni
finite. Questa nuova visione riconosce la necessità di lavorare in armonia con i sistemi
naturali e di adottare una visione sostenibile dello sviluppo (G.F. White, 1994) .
LEDER - Alterum non ledere?
Responsabilità e futuro della scienza
Ambiente e Sviluppo
Parlare di SVILUPPO in relazione all’ambiente, significa
fare un’analisi del problema di tipo ETICO e SOCIALE
L’impronta dell’essere umano sulla realtà circostante
può trasformarsi da forza devastante
a potenza di sostegno per
•l’ambiente fisico
•l’ambiente umano
Tutti sono chiamati a contribuire per realizzare una società
più equa e rispettosa sia dell’ambiente
che dell’uomo che lo abita
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Responsabilità e futuro della scienza
Ambiente e Sviluppo
14. l'Africa va indietro: cosa ne impedisce lo sviluppo?
siccità e cattiva gestione delle acque
incapacità ed abusi governativi
mancanza di investimenti
inferiorità strutturale
stagnazione economica
mancata tutela di risorse e interessi
carenza di aiuti
guerre intestine
incomprensioni culturali
debito estero
protezionismo agricolo di altri paesi
povertà di ricchezze naturali
catastrofi naturali
0
20
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200
LEDER - Alterum non ledere?
Responsabilità e futuro della scienza
Ambiente e Sviluppo
“In questa occasione al CNR si è voluta
riproporre, specialmente agli scienziati di
domani, una concezione positiva di etica della
ricerca scientifica: non solo NON fare, ma
ricercare e condividere tutto ciò che la scienza
può fare per il bene comune globale.
Se è vero che “la causa dell'uomo sarà servita
se la scienza si allea alla coscienza”, nel
nostro futuro (genoma e nuovi farmaci,
genetica e procreazione, ambiente e
sviluppo), la comunità scientifica ha la
responsabilità di rappresentare “la potenza
delle intelligenze e delle coscienze!”
 Giovanni Paolo II all’UNESCO, 1980
Dare carta bianca alla scienza?…
•“Ricerca su nuove energie rinnovabili
•soluzioni per la fame nel mondo e sicurezza
alimentare;
•progetti contro l’inquinamento ambientale;
•cibo e acqua per tutti, Nord e Sud del mondo;
•tre grandi malattie da sconfiggere (cancro, Aids e
malaria)…
…«Tutti obiettivi realizzabili, basta crederci e
dare carta bianca alla scienza»”*.
*Umberto Veronesi, Corriere della Sera, 22 settembre 2005.
…o capire bene come stanno esattamente le cose,
facendoselo dire dagli scienziati?
•La conoscenza del dato scientifico è la base di scelte giuste.
•La libera attività scientifica è un work in progress: è sempre
una conoscenza per gradus e perciò aperta ai cambiamenti,
non dogmatica.
• Per questo la vera scienza non ambisce a fornire
una visione esaustiva della realtà, come volevano fare i dotti
francesi al tempo dell’Encyclopédie.
• Inoltre, non esiste una interpretazione della realtà, scevra
dall’influenza del soggetto che se ne sta occupando.
ETICA DELLA RICERCA
L’etica può essere oggettiva, basata sulla realtà
e non solo su scelte soggettive?
•Non si può fare appello all’oggettività (“scientificità”), se si nega
l’esistenza di una realtà oggettiva (vera), a cui attinge anche l’etica.
• Sulla scia di una “etica senza verità”, ad alcuni può sembrare più
promettente una “scienza senza verità”: il rischio per la scienza è di
ridursi ad essere un “servo utile”.
• Se invece si pretendono risposte “vere” solo dal “Verbo scientifico”, di
mettere “la parola della scienza” come “Logos”, la stessa scienza perde
la sua identità e credibilità.
• Serve una riflessione più completa, meta-fisica:
sull’uomo e sulla sua struttura costitutiva (antropocentrismo)
insieme ad un’attenzione specifica alla realtà fisica vivente
(biocentrismo).
ETICA NELLA RICERCA
Serve una riflessione più meta-fisica sull’uomo concreto
•Infatti l’uomo è l’unico essere vivente al mondo capace
di essere morale: proprio su questa capacità di agire
moralmente, si basa:
•il suo diritto costitutivo alla libertà
•la sua superiorità sugli altri esseri viventi, di cui è
chiamato a prendersi cura.
•Il giudizio di liceità o bontà di un’azione, per la scienza
morale, verte sia sull’oggetto prossimo dell’azione (il
mezzo), che sul suo fine remoto (intenzione).
•Perché sia presente la dimensione etica - perché l’agire
sia umano - la considerazione previa del dato scientifico
(oggettivo, razionale) è condizione necessaria anche se
non sufficiente.
Ambiente e Sviluppo
L’uomo sta mettendo a rischio lo stato futuro dell’ambiente terrestre?
“La Terra Pianeta a rischio” (Times 1989)
Non si tratta di un messaggio nuovo.
Gia’ nel Pleistocene abbiamo segni di come l’uomo può intervenire nel
meccanismo di degrado della Terra. Già allora per via della caccia si sono
estinte diverse specie di mammiferi.
Oggi il problema è ovviamente molto più vasto e complesso.
Esaminiamo alcuni indicatori dello stato attuale del nostro pianeta:
Popolazione
Atmosfera
Agricoltura
Pesca
Produzione di cibo
Acqua
Biodiversità
Uso del territorio
- Alcuni dati di rilievo scientifico -
Popolazione
Il numero degli esseri umani sulla terra ha raggiunto:
Il primo miliardo nel 1804
Il secondo miliardo nel 1927 (dopo 123 anni)
Il terzo miliardo nel 1960 (dopo 33 anni);
Il quarto miliardo nel 1974 (dopo 14 anni)
Il quinto miliardo nel 1987 (dopo 13 anni)
Il sesto miliardo nel 1999 (dopo 12 anni)
E potrebbe raggiungere:
Studi demografici ci
dicono che i metodi per
controllare la crescita
della popolazione sono:
•Sviluppo Economico
•“Pianificazione familiare”
Il settimo miliardo nel 2012 (dopo 13 anni)
Il ottavo miliardo nel 2026 (dopo 14 anni)
Il nono miliardo nel 2043 (dopo 17 anni)
(Nazioni Unite 2001)
•Cambiamenti
socioeconomici
Popolazione
Densità della Popolazione
alla fine degli anni 90
Popolazione
DATI CON RILIEVO ETICO
•La popolazione del Pianeta ammonta a 6,080,000,000 (stima del 2000).
•Le condizioni di vita sono molto diverse nei Paesi Industrializzati e in quelli
Sottosviluppati
•Solo 1.3 miliardi di persone vivono in Paesi sviluppati
•4.6 miliardi vivono in aree sottosviluppate
•Circa 1.3 miliardi di persone sono povere con un salario inferiore a 1$ al giorno
•La popolazione delle aree urbane cresce 4 volte di più che nelle aree rurali
•A partire dal 2025, 5 miliardi di persone vivranno nelle città
•Le citta’ che avranno un aumento del 50% della popolazione fra il 1995 e il 2015
sono Bombay, India; Lagos, Nigeria; Deli, India; Karachi, Pakistan; Manila, Filippine;
Giacarta, Indonesia.
•30.6 milioni di persone sono affette dall’ AIDS. Il 90 % di esse vive in Paesi
sottosviluppati. La malattia si e’ propagata soprattutto nell’Africa sub-Sahariana.
•La frequenza della malattia si presume aumenti con l’aumentare della povertà, con I
cambiamenti climatici, con lo sviluppo di ad antibiotici ed insetticidi.
•La vita media nei Paesi più ricchi e’ di circa 75 anni, mentre in quelli poveri di 50.
LO SCENARIO FUTURO
DAL PUNTO DI VISTA ECOLOGICO
• Proiezioni future indicano che si arriverebbe a 9.3 miliardi di persone nel 2050.
• Dal 2050 inizierà la stabilizzazione della popolazione
“In questo scenario di crescita demografica, che mantiene gli andamenti
attuali per le emissioni di CO2 , nonché per la crescita dei consumi e della
bioproduttività, si prevede che nel 2050 potrebbero venire utilizzate
risorse corrispondenti alla capacità di 2,3 pianeti
Ne consegue che, alla stessa data (2050), continuando e incrementando
il sovra-sfruttamento della terra, cioè la spesa di capitale naturale più
veloce della sua rigenerazione, accumuleremmo un
“debito ecologico” pari a 40 pianeti all’anno
Che ne sarà della capacità ecologica del pianeta?”
(dal Living Planet report 2004, del WWF)
LO SCENARIO FUTURO
DAL PUNTO DI VISTA UMANO
Il PARADOSSO di OGGI
Mai tanto progresso scientifico ed economico,
mai conosciuta tanta fame e sofferenza
“I mezzi di comunicazione di massa hanno oggi reso il nostro pianeta
più piccolo, avvicinando velocemente uomini e culture profondamente
diversi.
Se questo « stare insieme » a volte suscita incomprensioni e tensioni,
tuttavia, il fatto di venire, ora, in modo molto più immediato a
conoscenza delle necessità degli uomini costituisce soprattutto un
appello a condividerne la situazione e le difficoltà.
Ogni giorno siamo resi coscienti di quanto si soffra nel mondo,
nonostante i grandi progressi in campo scientifico e tecnico, a causa
di una multiforme miseria, sia materiale che spirituale”*.
* Benedetto XVI, Deus Charitas est, 30
Agricoltura, Pesca e Produzione di Cibo
• A causa della crescita della popolazione, la terra disponibile pro capite
diminuisce del 21% entro il 2010.
• Dal 1985 al 1992 la popolazione e’ cresciuta del 12.8 %, mentre i cereali
pro capite sono diminuiti dell’ 8.5 %.
• Circa 800 milioni di persone sono cronicamente sottonutriti.
• Ogni anno 40 milioni muoiono per malnutrizione e fame.
• La sovrapproduzione sta portando degrado delle acque e della terra in
molte Nazioni.
• Una adeguata produzione di cibo per il 2050 significa triplicare la
produzione attuale.
• Nel 1995, circa il 20 % della produzione mondiale di pesce e frutti di mare
veniva dall’acquacoltura.
• Il collasso della pesca di merluzzo in Nord Atlantico ha lasciato senza
lavoro circa 300.000 lavoratori in Canada..
Le pratiche agricole oggi esistenti sono di due tipi:
Agricoltura Industriale – Produce grandi quantita’ di singole specie. E’ meccanizzata
ed usa combustibili fossili e fertilizzanti
Agricoltura di sussistenza – Produce solo per coprire i bisogni della immediata
sopravvivenza. Essa prevede tre tipi di pratiche:
• Rotazione delle colture – Consiste nel pulire e bruciare una zona di foresta in modo
da ottenere del terreno fertile (il fertilizzante e’ nella biomassa stessa). Questa terra puo’
essere coltivata fino al completo esaurimento delle scorte di nutrienti, esaurimento che
avviene nell’arco di circa due anni. Occorrono poi da 10 a 30 anni per riforestare e
perche’ il terreno si arricchisca di nuovo di nutrienti.Viene praticata nelle foreste tropicali.
• Coltivazione intensiva – si tratta di coltivazioni su terreno fertile che usano poche
attrezzature meccaniche, fertilizzanti inorganici e pesticidi. Sono comuni in Giappone,
India, Cina, America centrale, Asia sudorientale, parti dell’Africa.
• Nomadismo – agricoltura assciata ad allevamento di bestiame in zone tropicali o
temperate. Viene praticato in Africa, Medio Oriente, Cina settentrionale, Afghanistan,
Mongolia.
In media, il 63% della popolazione lavora nel settore agricolo nei paesi
sottosviluppati e solo il 10% in quelli sviluppati.
Il mondo oggi produce cibo sufficiente per sfamare l’intera popolazione. Tuttavia
in molte parti del mondo intere popolazioni soffrono di malnutrizione e
sottonutrizione. Negli anni 80 un periodo di severa siccita’ ha visto ben 22 Paesi
Africani soffrire di mancanza di cibo e circa 150 milioni hanno provato la fame.
Per risolvere questi problemi le nazioni occidentali hanno inviato aiuti alimentari
a questi Paesi.
La mancanza di cibo e la fame sono il risultato
di molti e complessi fattori spesso correlati fra
loro. La fame in Africa negli anni ’80 e’ stato il
risultato di un evento siccitoso anomalo. Altri
fattori hanno comunque contribuito a questa
situazione: la crescita della popolazione,
inefficienza nelle pratiche agricole, sistemi di
trasporto insufficienti, crescita della popolazione
degli animali da allevamento, scarsi metodi di
stoccaggio delle riserve, avvenimenti politici.
Ancora alcune parole sulla produzione di cibo
La produzione di cibo puo’ essere incrementata o espandendo gli areali
di coltivazione o producendo maggiori quantita’.
Nel recente passato molte nazioni hanno iniziato a considerare come
sorgente di cibo gli Oceani. Utilizzando diverse tecniche ora siamo in
grado di catturare 40 specie diverse di organismi marini per sfamare sia
l’uomo sia gli animali.
L’Acqua
• Il consumo globale di acqua e’ cresciuto del 600 % nel periodo 1900 – 1995.
• La domanda seguita a crescere con la popolazione e con l’espansione
industriale.
• Le riserve sono limitate
• L’agricoltura è l’attività che maggiormente richiede acqua.
• Nei Paesi industrializzati si spreca molta acqua
• Nei Paesi sottosviluppati, invece, molte persone vivono in aree a rischio siccità
• Oltre 1.5 miliardi di persone non hanno acqua potabile
• Gli acquiferi sono sempre più inquinati da pesticidi, fertilizzanti, agenti chimici.
• L’uso della irrigazione in agricoltura crea seri problemi ambientali
il Lago Aral ha perso il 60% del suo volume negli ultimi 30 anni.
Biodiversita’ ed Uso del suolo
Il sottosviluppo danneggia l’ambiente
• Le attivita’ umane influenzano il 40% della produttivta’ della Terra
• L’uomo usa il 3.2% della produttivita’ netta primaria
• Le foreste oggi sono il 24% in meno rispetto al 1700
• La maggioranze delle foreste si e’ perduta a causa della conversione delle foreste
in terreno agricolo.
• Nel 1992 sono stati distrutti 150000 km2 di foresta tropicale
• Questa perdita si riflette in una perdita di legno, habitat, specie, stabilita’ dei bacini
acquiferi, stabilita’ del clima.
• Il 14% delle 242000 specie vegetali esaminate dal World Conservation Union nel
1997 sono oggi a rischio di estinzione.
• La maggior parte delle praterie sono sovra-sfruttate per pascolo
• Il pascolo ha degradato circa 680 milioni di ettari di terra a partire dal 1950
Uso ed Abuso del Suolo
La crescita della popolazione ha messo a dura prova il suolo della Terra?
Piu’ di 6 miliardi di persone usano poco più del 10 % delle terre emerse per
allevamento ed agricoltura.
Se usato per tale scopo, il suolo soffre per degrado di vario genere e diminuisce la
sua capacità di produrre?
L’Erosione e’ la causa primaria del degrado del suolo a livello globale.
L’agricoltura aumenta il rischio erosione in quanto altera la vegetazione naturale
tramite la conversione dell’uso del suolo, l’aratura e il pascolo eccessivo.
Vi sono poi alterazioni chimiche a seguito di pratiche agricole.
La degradazione chimica del suolo può avvenire anche quando esso viene irrigato. L’acqua
normalmente contiene dei Sali disciolti. Questi sali si depositano sul suolo a seguito di
evaporazione e il loro accumulo produce il fenomeno della salinizzazione. Tale processo, tossico
per molte specie, impedisce la crescita delle piante stesse e delle colture. La salinizzazione e’ un
problema largamente diffuso in Australia, Cina, India, US e nelle praterie del Canada.
Molti luoghi sulla Terra hanno condizioni climatiche simili, nonostante si trovino in
aree geograficamente diverse.
Come risultato della selezione naturale, in queste aree seppur lontane fra loro si
sono sviluppati ecosistemi simili.
Gli ecosistemi principali vengono chiamati biomi.
La distribuzione geografica e la produttivita’ di questi biomi e’ controllata
soprattutto da fattori climatici, in primis Temperatura e Precipitazioni
Distribuzione degli otto principali
biomi sul Pianeta Terra (Da: H.J. de Blij
and P.O. Miller. 1996. Physical Geography
of the Global Environment. John Wiley,
New York. Pp. 290.)
Desertificazione
La Desertificazione consiste nel ridurre il potenziale di produttività di un terreno a
seguito di attività umane.
E’ un problema molto serio e diffuso in Africa sub-Sahariana, Medio Oriente, Asia
occidentale, Messico settentrionale, sud-est del Sud America, US occidentali,
praterie del Canada, Australia orientale.
Gli scienziati stimano che ogni anno si creano circa 60,000 km2 di terra
arida/desertica
La desertificazione si ha quando la vegetazione naturale si riduce e il suolo rimane
esposto ad erosione. L’erosione provoca una serie di problemi:
•
Aumento del runoff superficiale e della portata dei corsi d’acqua
•
Riduzione della infiltrazione di acqua e della ricarica delle acque sotterranee
•
Sviluppo di dune di sabbia
•
Cambiamento del microclima con aumento dell’aridita’
•
Prosciugamento di pozzi e sorgenti
•
Riduzione della capacita’ di germinare della vegetazione autoctona
Il processo di Desertificazione puo’ essere invertito……
Gli effetti che portano alla desertificazione possono essere invertiti in molti casi.
Occorre innanzitutto bloccare tutte le attivita’ che portano all’inaridimento. In molte
parti della Terra il pascolo e la deforestazione sono fra le cause primarie della
degradazione del suolo. Occorre ridurre queste pratiche.
Altri due rimedi sono la ri-vegetazione e la costruzione di barriere frangi vento.
In Mongolia il deserto avanza
Stabilizzazione di una duna con diversi tipi di arbusti (Cina)
Uso dell’Energia
Il mondo ha un bisogno sempre maggiore di energia. L’energia e’ usata per trasporti,
industria, riscaldamento, cucina, agricoltura e divertimento.
Dal 1950 la crescita economica si e’ basata sull’uso di combustibili fossili (olio, carbone,
gas naturale).
I maggiori consumatori di questo tipo di energia sono I Paesi piu’ sviluppati.
Risorse NON Rinnovabili:
Olio, Gas Naturale, Carbone, Fissione nucleare
Risorse Rinnovabili:
Energia Solare, Idroeletrica, Eolico, Energia dalle Biomasse, Energia Geotermica
Molte delle sorgenti di energia influenzano la salute umana e l’ambiente.
Uso Sostenibile dell’Energia
La tendenza futura per un uso sostenibile della energia occorre che sia:
1. Uso ridotto di carburanti fossili per I problemi suddetti e per l’aumento dei
costi.
2. Uso di nuove tecnologie che rendano la produzione di energia da carburati
fossili più efficiente.
3. Sviluppo di sistemi più efficienti in quanto ad uso di energia.
4. Aumento dell’uso di energie rinnovabili (Solare, Idroelettrica, Eolica,
Geotermica, da Biomasse)
5. Sviluppo di nuove tecnologie per la produzione di energia nucleare
L’Acqua
"L’acqua è probabilmente l’unica risorsa naturale che interessa tutti gli
aspetti della civiltà umana – dallo sviluppo agricolo e industriale, ai valori
culturali e religiosi radicati nella società. Non si esagera nell’affermare che,
se l’acqua è in crisi, anche lo sviluppo è in crisi“
Koichiro Matsuura, Direttore Generale dell’UNESCO.
(Traduzione non ufficiale)
Acqua disponibile
L’uomo vive in un Pianeta dominato dall’acqua.
Oltre il 70 % della superficie della Terra e’ coperto dall’acqua.
Gli scienziati stimano che l’idrosfera contiene circa 1.36 miliardi di km3 di acqua,
per lo piu’ in forma liquida, che occupa tutte le aree topograficamente basse della
Terra.
L’acqua dolce e’ la risorsa primaria di tutta la vita sul Pianeta.
L’acqua e’ importante sia nei processi ambientali biotici che abiotici. L’uomo usa
l’acqua per sopravvivere, ma anche per l’industria, l’agricoltura, I trasporti, la
produzione di energia elettrica.
Al crescere della popolazione e delle attività industriali cresce la domanda di
acqua.
Le sorgenti di acqua necessarie per queste attività e per la vita vanno man mano
inquinandosi.
Le precipitazioni sono la sorgente primaria di acqua dolce per ricaricare
fiumi, laghi, falde sotterranee, ghiacciai.
Quanti litri di acqua sono necessari per produrre 1 kg di riso o di pollo o di
manzo?
Il riso richiede circa 1900 litri. E’ una delle coltivazioni a piu’ alta richiesta di acqua.
Similmente, 1kg di pollo richiede 3500 litri, 1 kg di manzo 100 000 litri.
Gli animali di per se’ non consumano molta acqua, ma il cibo di cui si alimentano
richiede acqua per esser prodotto.
Quanti litri di acqua sono necessari per produrre 1l di birra, 1kg di legno,
1kg di carta?
Per un litro di birra sono necesssari 25 litri di acqua, per il legno 150 litri, per la
carta 300 litri..
Il ciclo idrologico e’ un modello concettuale che descrive lo stoccaggio ed
il trasferimento di acqua fra biosfera, atmosfera, litosfera, idrosfera.
L’acqua sul Pianeta Terra viene immagazzinata nelle seguenti riserve:
atmosfera, oceani, laghi, fiumi, suolo, ghiacciai, nevai, falde sotterranee.
Cambiamenti Climatici
Negli ultimi 10000 anni la Terra si trova in un periodo interglaciale, con
temperatura relativamente elevata.
Oggi la temperatura media GLOBALE E’ DI 15ºC
Durante questo periodo la temperatura alla superficie terrestre e’ variata,
secondo cicli di 500 anni, di + o - 1ºC
Queste fluttuazioni, relativamente modeste e lente, non hanno cambiato
notevolmente l’ambiente terrestre.
IL SISTEMA CLIMATICO GLOBALE
SCAMBI ENERGETICI - INTERAZIONI
Cambiamenti Climatici
Il clima della Terra può cambiare a causa di diversi fattori NATURALI:
•
Variazioni nella energia ricevuta dal Sole a causa della attivita’ solare (macchie
solari).
•
Emissioni di sostanze gassose e di particolato in atmosfera a seguito di eruzioni
vulcaniche, che riducono la quantita’ di radiazione solare ricevuta dal Pianeta.
•
Variazioni dei parametri astronomici (inclinazione dell’asse terrestre, forma
dell’orbita,della distanza della Terra dal Sole).
•
Drifiting delle masse continentali.
……….. ma anche a causa della attivita’ dell’ UOMO:
•
Variazioni a grande scala dell’uso del terreno a seguito ad esempio di opere
massicce di urbanizzazione e/o deforestazione.
•
Variazioni nella costituzione chimica della atmosfera.
-0.3
2 r = 0.71 Summer Zooplankton
-0.2
Lake Windermere
(inverted)
1
-0.1
Zooplankton
Log
0
0.0
-1
0.1
Gulf Stream
-2
1965 1970 1975 1980 1985 1990
abundance
arbitrary units
Cambiamenti climatici e disponibilita’ di zooplancton
0.2
Lo zooplancton costituisce nutrimento per la fauna ittica.
Lo zooplancton, come il fitoplancton, sono degli eccellenti indicatori dello stato
di salute del mare in quanto altamente sensibile alle variazioni della qualita’
dell’acqua in cui vive.
Distruzione dello strato di Ozono
Nella fascia di atmosfera fra 10 e 50 km di altezza si trova la massima
concentrazione di Ozono (O3). Le misure della concentrazione di O3 hanno
mostrato un assottigliamento dello strato in direzione del Polo Sud e questo
fenomeno e’ stato chiamato “buco dell’ozono”
Lo strato di O3 agisce da scudo naturale fermando i raggi ultravioletti (UV)
prodotti dal sole che in tal modo non possono raggiungere la Terra.
Questo e’ molto importante, perché la UV e’ una radiazione cancerogena per
l’uomo e gli esseri viventi, infatti provoca:
• Aumento della percentuale di cancro della pelle.
• Aumento del rischio di cataratta e scottature
• Alterazione del sistema immunitario negli organismi viventi
• Provoca effetti nocivi sulle colture e gli animali
• Riduzione della produzione di fitoplancton negli oceani
• Cambiamenti climatici
Inquinamento atmosferico
Si verifica laddove la concentrazione di determinate sostanze diviene
tanto elevata, che l’ambiente diventa tossico.
Sorgenti Naturali: pollini, eruzioni vulcaniche, incendi, sabbia
Sorgenti di origine antropica: emissioni industriali, agricoltura, trasporti,
produzione di energia, riscaldamento
•Per ridurre l’inquinamento atmosferico sono state adottate
diverse strategie
•Ciascuna Nazione dovrebbe adottare una serie di
raccomandazioni
Controllo dell’inquinamento atmosferico
Strategie da adottare:
•
Ridistribuzione degli inquinanti in zone lontane dai centri abitati.
•
Uso di camini molto alti in modo che I fumi emessi si disperdano nella parte alta
della atmosfera
•
Confinamento di impianti industriali in zone remote.
•
Tuttavia e’ difficile confinare gli inquinanti atmosferici in determinate aree: prima o
poi la concentrazione totale varia con effetti anche danosi.
Raccomandazioni:
•
•
•
•
•
•
•
Prevenire, piuttosto che controllare l’inquinamento
Aumentare l’efficienza dell’uso e produzione di energia
Uso di carburanti “puliti”
Sviluppo di forme di energia rinnovabili (solare, eolica, idroelettrica)
Incoraggiare l’uso di mezzi di trasporto pubblici e di forme di trasporto meno
inquinanti (treno invece che aereo)
Rallentare la crescita della popolazione
Includere, nel costo del’energia, un costo per il danno provocato all’ambiente
Concentrazione di CO2 in atmosfera
Effetto Serra
L’aumento previsto della temperatura terrestre
L’impatto sugli ecosistemi
Le temperature nelle zone antartiche sono cresciute 5 volte più velocemente che nel
resto del globo, seguite anche dalle zone artiche. Gli esperti affermano che grandi
tempeste e inondazioni saranno sempre più frequenti nei prossimi decenni.
Zone come il Bangladesh sono a rischio inondazioni. Se il livello del mare
crescerà di 1 metro, il Bangladesh perderà il 17.5% della sua superficie.
L’innalzamento della temperatura, oltre a sciogliere i ghiacci favorisce il
diffondersi di incendi, come quelli verificatisi nel Sud dell’Europa, dove per
esempio, sono bruciate 150 foreste solo in Grecia.
Fenomeni come quelli di EL NINO, che in Indonesia ha causato la più grande
siccità degli ultimi 50 anni, possono diventare sempre più frequenti a causa dei
cambiamenti climatici
Le Nazioni Unite, nel 1987, tramite il rapporto Our Common Future hanno
introdotto il concetto sviluppo sostenibile ripreso successivamente al
Summit delle Nazioni Unite tenutosi a Rio de Janeiro nel 1992.
La Commissione ha definito sviluppo sostenibile:
‘Lo sviluppo che risponde ai bisogni del presente senza
compromettere la capacità delle generazioni future di
rispondere ai loro propri bisogni’
Lo sviluppo sostenibile costituisce un obiettivo trasversale e
allo stesso tempo uno dei settori di intervento della politica
ambientale dell’Unione europea, secondo il principio per cui
l’integrazione della dimensione ambientale nelle politiche
dell’UE permette appunto che la crescita odierna non metta in
pericolo le possibilità di crescita delle generazioni future.
Lo sviluppo sostenibile offre al mondo un
piano per salvare la Terra.
Le Nazioni Unite, nel 1987, tramite il rapporto Our Common Future hanno
introdotto
concettoche
sviluppo
sostenibile
ripresoesuccessivamente
al
Molti
studiosiil credono
occorre
adottare pratiche
politiche sostenibili
per poter
mantenere
o migliorare
stato attuale
delJaneiro
Pianeta.
Summit
delle Nazioni
Unite lo
tenutosi
a Rio de
nel 1992.
Altri sostengono che e’ troppo tardi e che tutti soffriremo le conseguenze
della nostra ignoranza.
La Commissione ha definito sviluppo sostenibile:
Per oltre 40 anni, gli scienziati e i media hanno documentato i problemi
che “Lo
affliggono
il Pianeta.
In questo periodo
la frequenza
e l’entita’
di questi
sviluppo
che risponde
ai bisogni
del presente
senza
problemi sono cresciute in parallelo con la crescita della popolazione.
compromettere la capacità delle generazioni future di
loro
propri
bisogni”
Nelle ultime decinerispondere
di anni sonoai
stati
fatti
molti sforzi
per proteggere
l’ambiente dalla distruzione. Questi sforzi, fatti con per questa attitudine nel
sostenere che le risorse della Terra e l’Ambiente vanno preservate per le
•Molti studiosi credono che occorre adottare pratiche e politiche sostenibili
generazioni future, hanno avuto esito positivo.
per poter mantenere o migliorare lo stato attuale del Pianeta.
Lo sviluppo sostenibile offre al mondo un piano
•Altri sostengono che e’ troppo tardi e che tutti soffriremo le conseguenze
per salvare la Terra.
della nostra ignoranza.
Nella primavera del 2000 il settimanale Time ha pubblicato un numero
speciale intitolato Earth Day 2000.
In esso vengono descritti I maggiori problemi ambientali che dobbiamo
affrontare nel corso di questo secolo.
Diversi studi e le strategie adottate mostrano come problemi ambientali
possono essere corretti e sono la prova che ancora abbiamo la forze e gli
strumenti per fermare l’ulteriore degrado del nostro Pianeta.
In Asia, severe flooding causes loss of life,
destroys property and crops and triggers a
cholera epidemic. Rising sea-level inundates
resorts on a small Pacific island, leaving its
economy in tatters. Another hectare of African
dryland—drought-ridden and overgrazed—
blows away on the wind. In the blink of an eye, a
cyclone destroys hundreds of flimsy houses in
an East Asian city and another forces thousands
of people in the Caribbean to evacuate.
Tornadoes, heatwaves and floods ravage parts of
Europe, South and North America.
These examples point to a single global reality:
the profound impact that weather, climate and
water have on the livelihoods and health of
people, national economies, and the
environment.
Any country can find itself in a costly
battle with the forces of nature, but the weakest
suffer most: a single storm, if severe enough,
can leave them struggling for years.
Preparedness is essential—and, in this
context, sustainable development is the best
way of fostering it.
Documento della Organizzazione Meteorologica Mondiale OMM, 2004
Mappa della fame nel mondo
http://www.fao.org/index_en.htm
Politica Ambientale Europea
La politica ambientale dell’Unione Europea concerne la
salvaguardia, la tutela e il miglioramento della qualità dell'ambiente,
nonché la protezione della salute umana, l'utilizzazione accorta e
razionale delle risorse naturali, la promozione, di misure destinate a
risolvere i problemi dell'ambiente a livello regionale e mondiale.
In sede di elaborazione, la politica ambientale è soggetta a diverse
procedure decisionali a seconda dei settori in cui si applicano le
disposizioni da adottare.
La politica ambientale è fondata sui principi di
•precauzione
•azione preventiva
•correzione alla fonte
•“chi inquina paga”
http://europa.eu.int/comm/environment/index_en.htm
Solidarietà = Proteggere gli esseri umani più deboli?
Obiettivi Strategici e Documento di Lavoro 2005-2009
La Commissione ha adottato gli obiettivi strategici 2005-2009 il 26
Gennaio 2005.
Tra gli obiettivi di Prosperità, Solidarietà e Sicurezza, l’Ambiente è
stato incluso tra le Priorità di Solidarietà con l’obiettivo di
sostenere e rinforzare e proteggere l’ambiente.
Il documento di Lavoro e il programma Legislativo include una serie di
iniziative concrete per trasformare gli obiettivi strategici in azione.
Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile - JOHANNESBURG 2002
Il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg 2002 ha
riunito capi di Stato e di Governo, delegati nazionali e i leader di
organizzazioni non governative (NGOs), del mondo degli affari ed altri
principali gruppi al fine di focalizzare l’attenzione del mondo sulle azioni
necessarie per raggiungere lo sviluppo sostenibile.
Lo sviluppo sostenibile richiede un miglioramento della qualità della vita
per tutti i popoli del mondo senza dover aumentare l’uso delle nostre
risorse naturali oltre la capacità di sopportazione del pianeta.
“Se vogliamo raggiungere uno sviluppo sostenibile, dovremo
dimostrare una maggiore responsabilità nei confronti degli
ecosistemi dai quali dipende ogni forma di vita, considerandoci
parte di una sola comunità umana, e nei confronti delle generazioni
che seguiranno la nostra”.
…e quelle di ora?!
Il cammino previsto
dopo Johannesburg
Acqua e impianti fognari
dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non
dispongono di accesso ad acqua potabile sicura
dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone che non
dispone di un accesso agli impianti fognari essenziali
Energia
1. incrementare l’accesso ai moderni servizi di energia, ad accrescere
l’efficienza energetica e l’impiego delle energie rinnovabili, e ad
eliminare gradualmente, dove opportuno, i sussidi energetici.
2. garantire entro 20 anni l’accesso all’energia ad almeno il 35 per
cento degli africani.
Agricoltura
1. finanziare e a sostenere l’attuazione della Convenzione per
Combattere la Desertificazione.
2. entro il 2005 (?) dovranno essere sviluppate delle strategie per
la sicurezza alimentare per l’Africa.
Sanità
diminuire di due terzi, entro il 2015, i tassi di mortalità per i neonati e i bambini
al di sotto dei cinque anni, e di ridurre di tre quarti i tassi di mortalità materna
diminuire del 25 per cento, entro il 2005, la diffusione dell’HIV fra i giovani che
vivono nelle nazioni maggiormente colpite e di raggiungere il medesimo
obiettivo a livello globale entro il 2010, come pure a combattere la malaria, la
tubercolosi e altre malattie
assicurare che entro il 2020, i prodotti chimici non vengano utilizzati
migliorare la cooperazione per diminuire l’inquinamento atmosferico
Finanza, commercio e globalizzazione
In occasione del Vertice, i Governi hanno concordato che aprire l’accesso
ai mercati è essenziale per lo sviluppo e si sono impegnati a:
• Appoggiare l’eliminazione graduale di tutte le forme di sussidi alle
esportazioni, come pure i sussidi per i carburanti fossili e per i prodotti
agricoli.
• Offrire particolare attenzione e sostegno all’Africa e alla NEPAD, per
meglio concentrare gli sforzi volti ad affrontare le esigenze di sviluppo del
continente.
• Istituire una cornice decennale di programmi sulla produzione e il
consumo sostenibile.
• Favorire la creazione di un fondo di solidarietà mondiale per
l’eliminazione della povertà.
• Promuovere attivamente la responsabilità aziendale.
• Sviluppare e consolidare una gamma di attività per migliorare il grado di
preparazione e la capacità di risposta nei confronti dei disastri naturali.
Per quanto siano necessarie azioni differenti per ciascuna regione del
mondo, la creazione di uno stile di vita davvero sostenibile richiede un
intervento integrato in tre aree chiave: 1.crescita ed equità
economica; 2. tutela delle risorse naturali e dell’ambiente; 3. sviluppo
sociale.
"Troppo
a lungo, gli ambientalisti come gli industriali hanno visto un falso
equilibrio tra protezione ambientale e crescita economica.
Dobbiamo introdurre un nuovo modo di pensare, uno che
consideri benessere economico ed ambientale come obiettivi
collegati tra loro e che si supportano reciprocamente"
Nitin Desai
Segretario Generale del Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile
Kofi Annan,
Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ottobre 2001
“Viviamo in un pianeta inserito in una delicata e intricata rete di relazioni
ecologiche, sociali, economiche e culturali che regolano le nostre
esistenze.
Se vogliamo raggiungere uno sviluppo sostenibile, dovremo dimostrare
una maggiore responsabilità nei confronti degli ecosistemi dai quali
dipende ogni forma di vita, considerandoci parte di una sola comunità
umana, e nei confronti delle generazioni che seguiranno la nostra.
Il Vertice di Johannesburg 2002 rappresenta un’opportunità per rinnovare
l’impegno di costruire un futuro più sostenibile…“ …MA PER CHI?
…E IL PRESENTE , che per molti esseri umani é
INSOSTENIBILE?…
Corriere della Sera
23
marzo
2006
Acqua: Dichiarazione finale
del IV Forum delude
direttore Wwf
CITTA' DEL MESSICO –
“Non c'e' nulla di nuovo, la situazione non migliorerà”.
E' il commento sconsolato di Jaime Pittock, direttore del programma
globale dell'acqua del Wwf, al termine del IV Forum Mondiale dell'Acqua di
Citta' del Messico.
"L'accesso alle risorse idriche - spiega Pittock nella Dichiarazione
conclusiva - non viene riconosciuto come diritto umano, ne'
fondamentale".
Eppure Bolivia (che chiedeva fosse riconosciuto come diritto dell'uomo) e
Unione Europea (che voleva fosse riconosciuto come fondamentale) alla
fine lo hanno sottoscritto, cosi' come Venezuela e Cuba.
Cristina Narbona, responsabile spagnola per l'Ambiente, ha pero' trovato
un punto positivo nell'accordo: "Perlomeno non e' stata riconosciuta la
privatizzazione del diritto", come aveva chiesto il magnate messicano
Carlos Slim.
Viene infine chiesto ai governi "di includere l'acqua e il suo risanamento tra
le priorita' dei governi".
Al Forum hanno partecipato 140 paesi e oltre 10mila esperti. (Agr)
• La nostra opinione in proposito è che non bastano le Dichiarazioni
internazionali o le indagini sociologiche.
• Per attivare rapporti davvero costruttivi tra scienza, società ed
istituzioni, serve una comunicazione basata sulla fiducia reciproca.
•Attivare reciproche responsabilità questo è già un principio etico.
• Ma la fiducia si conquista, non si può pretendere (Melville in “Billy
Bud”) e il coraggio di agire “chi non ce l’ha, non se lo può dare”
(Manzoni)
Per questo c’è bisogno dell’etica:
etica nell’informazione
etica nella ricerca
etica nell’economia.
L’etica è per l’uomo (e non viceversa)
“In effetti l’uomo per essere felice deve soddisfare anche un
bisogno che gli appartiene in modo esclusivo, quello di agire
moralmente e di conoscere la verità.
• Agire moralmente, secondo principi generali e universali e non
sotto l’impulso degli istinti animali;
• conoscere la verità, ovvero conoscere le cose nella loro
universalità e totalità e non solo nella loro realtà apparente,
parziale e passeggera.
Rilevando questo bisogno supremo come un dato di fatto, non
abbiamo niente a che fare con la sua origine storica o la sua
genesi…ci è sufficiente sapere che esso esiste e che senza di esso
l’uomo non è più uomo”.
(Vladimir Solov'ëv)
Nel 1854, pochi anni prima del trattato di Fort Laramie, che avrebbe sancito la fine
dell'indipendenza indiana, il "grande capo bianco" di Washington (il Presidente degli
Stati Uniti, Franklin Pierce del New Hampshire) si offrì di acquistare una parte del
territorio indiano e promise di istituirvi una "riserva" per i pellirosse. La risposta del
capo indiano Seattle è stata definita come la più la più bella e la più profonda
dichiarazione mai fatta sull’ambiente.
Sacralità della vita e sacralità della terra
………Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la
nostra terra. Ma come potete acquistare o vendere il cielo, il calore della terra?
L’idea ci sembra strana. Se noi non possediamo la freschezza dell’aria, lo scintillio
dell’acqua sotto il sole, come potete chiederci di acquistarli? Ogni zolla di questa
terra è sacra per il mio popolo. Ogni ago lucente di pino, ogni riva sabbiosa, ogni
lembo di bruma dei boschi ombrosi, ogni radura ed ogni ronzio di insetti è sacro nel
ricordo e nell’esperienza del mio popolo. La linfa che scorre nel cavo degli alberi
reca con sé le memorie dell'uomo rosso.
………Noi sappiamo almeno questo: non è la terra che appartiene all’uomo ma è
l’uomo che appartiene alla terra. Questo noi lo sappiamo. Tutte le cose sono
collegate come i membri di una famiglia sono collegati da un medesimo
sangue. Tutte le cose sono collegate. Tutto ciò che accade alla terra accade anche
ai figli. Non è l’uomo che ha tessuto la trama della vita: egli ne è soltanto un filo.
Tutto ciò che egli fa alla trama lo fa a se stesso.
Importa poco dove spenderemo il resto dei nostri giorni. l figli hanno visto i padri
umiliati nella sconfitta. Ma perché dovrei piangere la scomparsa del mio popolo? Gli
uomini vanno e vengono come le onde del mare. Lo stesso uomo bianco, che
dialoga con il suo Dio come da amico ad amico, non può sottrarsi al destino
comune. Dopo tutto, forse, noi siamo fratelli. Vedremo.
…………………… C’è una cosa che noi sappiamo e che forse l’uomo
bianco scoprirà presto: il nostro Dio è il suo stesso Dio. Voi forse
pensate di possederlo adesso come volete possedere le nostre terre; ma
non lo potete. Egli è il Dio degli uomini, e la sua misericordia è uguale
per tutti: tanto per l’uomo bianco quanto per l'uomo rosso. Questa terra
anche per lui è preziosa ed il recar danno alla terra è come disprezzare il
suo Creatore. Così se noi vi venderemo la nostra terra, amatela come
l'abbiamo amata noi. Conservate in voi la memoria della terra come essa
era quando l'avete presa e con tutta la vostra forza, con tutta la vostra
capacità, e con tutto il vostro cuore conservatela per i vostri figli e
amatela come Dio ci ama tutti. Anche i bianchi spariranno; forse prima di
tutte le altre tribù. Contaminate i giacigli dei vostri focolari e una notte vi
ritroverete soffocati dai vostri stessi rifiuti. Ma mentre morirete voi
brillerete bruciati dalla forza dello stesso dio che vi ha condotto qui.
………………….
Responsabilità e futuro
Ambiente e Sviluppo
Il PARADOSSO di OGGI
Mai tanto progresso scientifico ed economico,
mai conosciuta tanta fame e sofferenza!
“I mezzi di comunicazione di massa hanno oggi reso il nostro pianeta
più piccolo, avvicinando velocemente uomini e culture profondamente
diversi.
Se questo « stare insieme » a volte suscita incomprensioni e tensioni,
tuttavia, il fatto di venire, ora, in modo molto più immediato a
conoscenza delle necessità degli uomini costituisce soprattutto un
appello a condividerne la situazione e le difficoltà.
Ogni giorno siamo resi coscienti di quanto si soffra nel mondo,
nonostante i grandi progressi in campo scientifico e tecnico, a causa
di una multiforme miseria, sia materiale che spirituale”*.
* Benedetto XVI, Deus Charitas est, 30
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Uomo e Ambiente, 2006 - Ceris-CNR