Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI 1 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀMULTICULTURALI Oggi si sta diffondendo il fenomeno del revival etnico, quale presa di coscienza sempre più forte della propria appartenenza culturale Riscoperta dell’IDENTITÀ ETNICA PERDUTA 2 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI L’Incontro tra diverse comunità culturali, pone l’esigenza di definire uno SPAZIO INTERCULTURALE, spazio articolato, frammentato e in continua evoluzione, in cui si creano i vincoli e le opportunità per il riconoscimento, per il contatto e per l’incontro (scontro) tra persone e gruppi di differenti comunità culturali 3 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Ci si orienta alla creazione e sviluppo di un’identità multiculturale caratterizzata da un’attività di una mente umana multiculturale e dalla creolizzazione dell’identità 4 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI LE CULTURE FRA MACRO E MICRO 5 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Livelli di distribuzione della cultura La cultura ha una distribuzione pervasiva a tutti i livelli dell’esistenza umana. Essa si distribuisce su tre livelli: • individuo (idiosincratico) • gruppo (comunità stabile) • umanità (universale) 6 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI IDIOCULTURA Ogni soggetto ha la sua cultura, in base alla sua enciclopedia delle conoscenze e delle credenze, alla storia delle sue esperienze, emotive e sociali e alla rete dei suoi rapporti interpersonali L’idiocultura costituisce l’ “involucro culturale” che circonda e segue ovunque la persona 7 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI MICROCULTURA I membri di una comunità culturale vengono a condividere nel tempo conoscenze, valori, pratiche ed esperienze simili, quindi assumono una prospettiva condivisa 8 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI MACROCULTURA È ciò che l’umanità ha in comune, gli aspetti universali. In quest’ambito rientrano, ad esempio, un insieme di competenze, di procedure e tecniche come l’uso del fuoco, cuocere il cibo, strumenti d’igiene personale e cura, far di conto, elaborare mappe territoriali 9 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Tra ecumene globale e comunità locali CULTURA Oscillazione tra: locale globale Ad esempio: la globalizzazione Culture multiple: generate dei mercati; omogenizzazione dall’impatto dei processi di globalizzazione sulla realtà culturale locale 10 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il contesto internazionale, d’interdipendenza e di scambi di artefatti (beni e servizi) e d’informazioni (Hannerz, 1992) sta generando una sorta di ECUMENE GLOBALE. Il concetto di ecumene globale rimanda all’atteggiamento del cosmopolitanismo, atteggiamento psicologico di apertura mentale ed estetica nei confronti di esperienze culturali divergenti 11 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il flusso culturale che si muove dal CENTRO (mondo maggioritario) alla PERIFERIA (mondo minoritario) conduce a: • omogeneizzazione culturale • etnocidio delle culture • occidentalizzazione dell’umanità • deculturazione 12 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il flusso culturale si muove anche dalla PERIFERIA al CENTRO: il mercato globale infatti tende a stimolare una relazione stretta tra offerta globale e domanda locale Si è fondato il neologismo di GLOCALE e di GLOCALIZZAZIONE, che esprime la tendenza di sintesi tra globale e locale 13 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI DIVERSITÀ CULTURALI Paradosso della cultura: la cultura serve in modo primario a organizzare e a gestire le differenze a qualsiasi livello, ma è anche fattore di differenziazione e di discriminazione Il concetto di confine culturale Un concetto psicologico chiave è quello di confine culturale, concetto che rimanda al termine “frontiera” 14 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI CONFINE Limite, contiene e distingue Il confine ha la duplice funzione psicologica di racchiudere (di de-finire) una certa cultura e di distinguerla dalle altre. Chi è oltre il confine è l’estraneo, verso cui si sviluppano atteggiamenti di: xenofilia: xenofobia: lo straniero è oggetto di attrazione lo straniero è rifiutato 15 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il Confine culturale è un luogo in bilico fra difensiva e offensiva, che conducono a una condizione mentale di diffidenza e circospezione prevenzione cognitiva e affettiva per lo straniero Ciò rimanda all’atteggiamento psicologico dell’indifferenza. In ottica negativa: è l’apartheid, inteso come attenzione di difesa a non mescolarsi e a non contaminarsi con l’altro, come se fosse impuro e fonte di contaminazione In ottica positiva: può generare una predisposizione positiva e favorevole verso gli estranei, alla radice del desiderio di “essere lasciati in pace” (es. differenza nella lingua malese tra kami (noi esclusivo) e kita (noi inclusivo) 16 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il concetto psicologico di confine culturale implica il vincolo di fedeltà: si deve aderire alle credenze, ai valori e alla prassi della cultura praticata entro i confini. È un patto di alleanza fra sé e la comunità di riferimento è quindi un confine interiore 17 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il confine può diventare barriera: instabile: ribadisce l’unicità e l’esclusività della propria cultura. Si assume una posizione d’intangibilità culturale per isolarsi, creando impenetrabilità e incomprensione. Es. Giappone può essere confuso, labile e lacunoso. Appare evidente nelle regioni geografiche dove c’è un alto livello d’interazioni tra popolazioni con cuture diverse. Es. Melilla (Marocco) comunità spagnola e marocchina - 18 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il confine culturale come frontiera: luogo di passaggio, di incontro o scontro. È la soglia attraverso cui si entra in contatto con l’altro. Uno spazio di incontro (scontro) tra due identità, generata dalla contiguità fra due identità culturali diverse, la propria e quella dell’altro. Si crea una situazione di scambio dove sono più probabili e facili i processi d’importazione e di esportazione di modelli culturali di vita e di pratiche quotidiane in una condizione d’influenza reciproca La frontiera culturale è dinamica e mobile, in continuo movimento e di natura contingente 19 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Le ragioni delle diversità culturali Natura relazionale delle differenze: le diversità culturali non sono generate dall’isolamento dei vari gruppi umani, bensì dalla loro interazione e dai loro scambi (Barth, 1969) 1) Le diversità culturali sono evidenza della creatività umana, quale capacità di trovare soluzioni innovative per la propria esistenza. La creatività culturale è la competenza di fronte a qualcosa di nuovo e imprevisto, partendo da componenti già presenti e disponibili nell’ambiente È un processo Bottom-Up (dal basso), alla cui base troviamo la curiosità, la voglia di esplorare, l’esigenza di non accontentarsi 20 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI 2) Principio di equità: ogni popolo e ogni gruppo umano ha diritto alla propria cultura, che definisce l’“identità culturale” dell’individuo e il “patrimonio culturale” del gruppo 21 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Non ci troviamo di fronte a una teoria del mosaico culturale, secondo cui le innumerevoli culture umane coesistono una accanto all’altra, come tasselli di un mosaico (Hannerz, 1992). Le culture non sono entità definite da confini precisi, eterogenei e separati tra loro Di contro, le culture procedono in modo casuale, generate dall’immenso e continuo flusso d’interazioni e di scambi 22 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il principio di equità culturale implica la possibilità di scegliere la propria cultura e di aderirvi, ma garantisce anche la libertà di convertirsi e di seguire una cultura diversa da quella di origine 23 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI 3) Le diversità culturali sono giustificate e spiegate dall’esigenza di conseguire forme elevate ed efficaci di adattamento all’ambiente Ogni popolazione locale tende a elaborare forme culturali che ottimizzino le opportunità e i vincoli dell’ambiente (nicchie culturali). Ogni cultura costituisce un repertorio unico di riposte al proprio habitat e indica la sintesi degli apprendimenti e delle esperienze fatte a questo riguardo, nel rispetto dei vincoli ecologici 24 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI 4) Le diversità culturali servono a mitigare forme di dipendenza economica e politica. Esse svolgono una funzione di resistenza culturale (Hannerz, 1996) per bilanciare i fenomeni di asimmetria del potere oggi esistenti nel mondo, soprattutto in direzione dal centro alla periferia 5) Le diversità culturali vanno incontro all’esigenze della curiosità a livello cognitivo ed estetico: le altre culture sono oggetto di fascino per se stesse, degni di esplorazione e di studio Le diversità culturali sono legittime in quanto sono a fondamento della propria identità personale, sociale e culturale. Esse non sono né assolute né atemporali 25 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI IDENTITÀ MULTICULTURALE 26 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI La mente multiculturale Per sua natura la mente umana è multiculturale, in quanto è in grado di appropriarsi di modelli culturali anche divergenti e di farli coesistere, ricorrendo a meccanismi di separazione (nel tempo e circostanze) o d’integrazione. Essa è altresì in grado di commutare dai modelli previsti da una cultura ai modelli previsti da un’altra. Per fare ciò si utilizzano gli indizi che il contesto offre, i quali aiutano nella scelta del percorso culturale da seguire, adattandosi alle aspettative sociali e relazionali in corso, nonché mostrando la propria competenza culturale Accanto a modelli culturali impliciti e inconsapevoli, esistono anche modelli espliciti e consapevoli, che possono essere governati dal soggetto a seconda della situazione 27 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI La cultura è una rete flessibile di conoscenze, di categorie e di modelli dominio-specifici, connessi a determinati contesti La mente umana è un habitat di significati che sono attinti da varie fonti e matrici culturali, anche antitetici tra loro. I costrutti conflittuali, seppure co-presenti nella mente del soggetto, non possono tuttavia guidarne la condotta nello stesso tempo Si applicano in modo pertinente, i modelli culturali consonanti con un certo contesto culturale (ciò, ad esempio, si verifica nelle regioni di confine dove sono frequenti i fenomeni di biculturalismo o in paesi dove coesistono due culture Canada; Hong Kong) 28 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI La transazione da una forma culturale a un’altra è governata dall’accessibilità mentale degli schemi e dei modelli per interpretare una certa situazione: quanto più una categoria mentale è accessibile, tanto più essa serve a spiegare e a rendere intelligibile un evento la frequenza di attivazione di un certo modello o schema mentale, la facilità di reperimento in memoria e i fattori di facilitazione (priming semantico) rendono determinate categorie più accessibili 29 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI L’accessibilità può essere: momentanea: connessa con elementi contingenti di associazione permanente Il concetto di accessibilità rappresenta una conferma della doppia natura della cultura: interna (modelli culturali nella mente dei soggetti) ed esterna (insieme di pratiche, rituali, espressioni sociali e pubbliche) 30 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI La creolizzazione dell’identità culturale Le società contemporanee sono sempre più pluraliste. Questa condizione di eterogeneità culturale rimanda al concetto di etnia (dal greco ethnos = popolo) Gruppo etnico: gruppo umano circoscritto, dotato di una irriducibile identità linguistica, storica, religiosa e valoriale, visibile mediante una serie codificata di simboli e di rituali È una classificazione di tipo cognitivo e assolutamente non basata su aspetti genetici. Non ci sono definizioni oggettive per l’appartenenza a un gruppo, tuttavia ciò non impedisce che i soggetti si percepiscano come “suoi membri” 31 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Identità Esterna o sostanziale: Interna o performativa: richiede la presenza di criteri oggettivi di appartenenza a un gruppo etnico o culturale, imposti dall’esterno dipende dalla percezione e dalle credenze dei soggetti che si sentono parte di un gruppo Identità culturale: non è imposta dall’esterno, ma nasce dall’interno, sulla base di una convinzione soggettiva di aderire e di condividere i sistemi di credenze, di valori e di pratiche di una certa comunità 32 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Duplice fondamento dell’identità culturale: IDIOMATICO: insieme di significati e di valori che in modo autonomo un gruppo umano ha elaborato e in cui crede POSIZIONALE: l’identità del proprio gruppo ha una natura relazionale per contrasto e opposizione all’identità di altri gruppi 33 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI L’identità culturale è di natura: contestuale: è definita ed espressa in modo contingente, in base al contesto contaminata: è il risultato del processo di “contaminazione” con aspetti e qualità provenienti da altre culture L’identità culturale è MULTICULTURALE 34 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI SPAZIO INTERCULTURALE E ACCULTURAZIONE Lo spazio interculturale è il luogo psicologico in cui le persone, portatrici delle loro forme culturali, si conoscono, incontrano, scontrano, mescolano od oppongono i loro atteggiamenti e credenze, si urtano o s’integrano. È il luogo dove si elaborano le premesse per i futuri assetti e le prossime composizioni culturali 35 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI La costituzione di uno spazio interculturale, implica il superamento di qualsiasi forma di culturalismo, quale reificazione delle espressioni e delle configurazioni culturali e come processo di distinzione e di differenziazione precisa fra le varie culture Il culturalismo, forma estrema del fondamentalismo culturale, stabilisce confini netti e robusti tra culture e può essere premessa del razzismo Il diritto alla diversità diventa il diritto primario alla difesa della propria unicità, con la conseguente esclusione ed espulsione di tutto ciò che è estraneo e diverso 36 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il processo di acculturazione Le società multiculturali sono società in cui convivono diverse comunità culturali, ognuna coi propri valori, di pratiche, di credenze e di mezzi linguistici e comunicativi Queste società affrontano la difficoltà di integrare la comunità maggioritaria (“le persone che sono sempre state lì”), e le altre comunità minoritarie (“le persone che in modo volontario o per ragioni di forza maggiore provengono da altre comunità culturali”) 37 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il rapporto fra le varie culture, interessa il fenomeno dell’acculturazione, intesa come l’insieme dei cambiamenti che derivano dai contatti diretti fra persone e gruppi appartenenti a culture diverse Le variabili coinvolte nel processo di acculturazione possono essere: • la mobilità, frequenza degli spostamenti culturali • la volontarietà del passaggio a una diversa cultura • il legame con il paese d’origine • gli atteggiamenti dei gruppi immigrati nei confronti della comunità ospite 38 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI La condizione di acculturazione implica una serie di cambiamenti esistenziali che provocano condizioni di stress. Tale processo interessa: • esperienze emotive • processi cognitivi (come si percepisce e si pensa se stessi e gli altri) definizione dell’ identità culturale • il modo di comportarsi e agire in modo appropriato nel contesto culturale maggioritario 39 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Si definisce il livello di adattamento interculturale sulla base di indicatori affettivi, cognitivi e comportamentali (es. la natura e l’estensione delle interazioni con i membri della cultura ospite) Il grado di adattamento culturale si manifesta nell’efficacia interculturale, intesa come capacità di gestire lo stress culturale, di stabilire relazioni interpersonali con persone della cultura ospite 40 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Modelli di riferimento A) Tra individualismo e comunitarismo: se nei rapporti tra gruppi culturali, si privilegiano i diritti individuali, si esalta la prospettiva dell’individualismo. Per contro, il comunitarismo, basato su diritti collettivi, sostiene che la comunità è fonte dell’identità culturale ed è a sostegno dei singoli membri 41 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI B) Dal monoculturalismo al multiculturalismo: il monoculturalismo nasce dall’esigenza di affermare una sola società, considerando le differenze culturali come un pericolo per la conservazione dell’ordine sociale (rimanda all’omologazione culturale, es. WASP). Il pluralismo culturale prevede l’esistenza di diverse forme culturali all’interno della stessa società, con differenza tra la sfera pubblica (dove prevale l’affermarsi della cultura maggioritaria) e privato (in cui prevale la cultura minoritaria, es. USA) 42 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Non si deve perseguire la soluzione del melting pot, la cui ipotesi iniziale era quella di giungere a un unico popolo con una cultura comune, partendo dal crogiuolo di diverse culture. L’ipotesi del melting pot si è successivamente evoluta in quella di salad bowl (insalata culturale) nella quale i singoli gruppi minoritari si mescolano senza perdere distintività e specificità Il multiculturalismo si fonda sull’esigenza di riconoscimento delle differenze culturali, in base al principio della pari dignità delle singole culture 43 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Esistono diverse modalità per la realizzazione del multiculturalismo: • multiculturalismo essenzialista: si privilegiano i diritti collettivi dei gruppi culturali. Le culture vengono viste come incommensurabili. Accanto al diritto di diversità si introduce quello di superiorità/inferiorità, con il rischio di degenerare in forme di razzismo • multiculturalismo comunitarista: si privilegiano gli interessi dei gruppi culturali rispetto a quelli individuali, per cui la formazione della personalità di ogni soggetto dipende in larga misura dalla comunità culturale di appartenenza 44 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI • multiculturalismo temperato: i diritti collettivi dei gruppi culturali vanno considerati solo se conciliabili con quelli individuali • multiculturalismo critico: sottolinea il principio della giustizia sociale, contro forme di discriminazione e ineguaglianza • multiculturalismo commerciale: pone in evidenza i vantaggi di una condizione di globalizzazione dei mercati 45 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI PERCORSI INTERCULTURALI Lo spazio interculturale si fonda sul principio di pari dignità, secondo cui tutti gli esseri umani sono degni di rispetto, e sul diritto della differenza Antitesi tra universale: tutti gli esseri umani sono uguali particolare: i gruppi umani declinano la loro identità specie-specifica secondo differenti modalità 46 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Premesse per l’acculturazione Nel processo di acculturazione si prende in considerazione il grado di distanza avvertita fra le culture: maggiore è la diversità avvertita, maggiore sarà il livello di scontro manifesto L’incontro tra due comunità culturali attiva pregiudizi culturali che si fondono sulla percezione della: • diversità: “gli altri sono diversi da noi” • competizione: “ gli altri ci portano via opportunità e risorse” • pericolo: “gli altri sono una minaccia per la sicurezza” 47 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI I motivi che spingono alla migrazione possono essere Push effect: Pull effect: difficoltà economiche, politiche, sociali desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita La motivazione della migrazione costituisce un fattore rilevante per i processi di acculturazione. I push effect, scatenano comportamenti reattivi e visione negativa sulla comunità maggioritaria; i pull effect sviluppano comportamenti proattivi e aspetttive favorevoli verso la cultura ospite 48 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Le vie dell’acculturazione Sia per la comunità maggioritaria, sia per quella minoritaria, si deve tenere presente il grado con cui intervengono due fattori, quali contributi essenziali del processo di acculturazione: 1) l’esigenza di mantenere la propria identità culturale 2) l’esigenza di stabilire un contatto con l’altra comunità culturale 49 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Per la comunità minoritaria esistono quattro ipotesi di acculturazione: 1) assimilazione: accogliere e fare proprio il mondo culturale della comunità ospite 2) separazione: l’impegno a conservare e a difendere la propria identità culturale di origine 3) integrazione: accettare e condividere un serie di forme culturali della comunità maggioritaria, pur preservando forme importanti della propria cultura d’origine 4) marginalizzazione: difficoltà a mantenere la propria identità d’origine dovuto allo stress di acculturazione e contemporaneamente al rifiuto per la società ospite 50 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Per la comunità maggioritaria le quattro ipotesi di acculturazione sono: 1) esclusione: posizione di chi ritiene che le persone immigrate debbano tornare al loro paese d’origine, sostenuta dalla convinzione della propria superiorità 2) multiculturalismo: le comunità minoritarie vanno salvaguardate sia per quanto concerne la sfera pubblica che privata (es. Canada) 3) omologazione: si propone di favorire l’assimilazione delle comunità minoritarie all’interno della comunità maggioritaria stessa, rifiutando di riconoscere una specificità culturale (es. Francia) 4) segregazione: le società minoritarie seppur riconosciute, vengono isolate e ghettizzate (es. Sudafrica) 51 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Il percorso di creolizzazione La creazione di lingue creole è espressione della creatività e la capacità di adattamento Il pidgin costituisce una lingua franca molto semplificata, generata dal contatto fra lingue diverse da parte di parlanti, ciascuno dei quali non conosce la lingua dell’altro (es pidgin hawaiano) Dal pidgin si sviluppa la lingua creola, quale lingua nativa di una comunità e che si arricchisce sul piano sintattico e grammaticale attraverso un processo di ibridazione di forme linguistiche tratte da entrambe le lingue 52 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI La creolizzazione culturale è intesa come capacità d’ibridazione e di contaminazione di aspetti e di forme di vita provenienti da culture diverse La creolizzazione si fonda sulla capacità di imitazione degli esseri umani. Essa sfocia in una teoria della mente degli altri che consente d’inferire le intenzioni altrui, di coglierne gli scopi, di verificarne i rapporti fra mezzi e fini, di farsi un’idea dei loro modelli mentali. La creolizzazione si basa sulla curiosità, sul desiderio di esplorazione, sulla capacità di sperimentazione e d’innovazione delle persone 53 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI La creolizzazione culturale è una mescolanza di forme che mantengono in parte la loro configurazione originaria, anche in seguito all’azione di fusione e di combinazione È un processo di reinvenzione che favorisce l’emergere di nuovi segmenti, propaggini e tendenze culturali La creolizzazione è manifestazione della creatività culturale, intesa come capacità di produrre e d’inventare nuove forme di cultura La creolizzazione è inevitabile: la dinamica cultura rappresenta un processo inarrestabile che congiunge nello stesso tempo produzione e riproduzione di script, di schemi di comportamento e di scambio interpersonale 54 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Spazio interculturale e strategie identitarie Nello spazio interculturale si ha l’esigenza di definire se stessi e di definire l’altro per sapere chi sono e chi è l’altro identità ideale: ciò che le persone vorrebbero essere Si distingue tra: identità reale: ciò che le persone sono di fatto L’identità ideale genera gli atteggiamenti verso l’acculturazione, l’identità reale definisce i comportamenti effettivi del soggetto 55 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Gli immigrati, possono avvertire una maggiore distanza tra la propria identità reale e la nuova identità ideale che è comunicata dalla cultura ospite (gli adolescenti sono i soggetti più esposti alla percezione della differenza) Abbiamo la percezione della discriminazione. La discriminazione è più avvertita: - dalle ragazze che dai ragazze - dalle persone culturalmente più distanti - più verso i membri della comunità minoritaria, piuttosto che verso se stessi 56 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Gli immigrati hanno a disposizione alcune strategie d’identità per gestire la condizione di conflitto: • sopportazione: strategia dell’isolamento che si prefigge di circoscrivere e proteggere anche fisicamente la propria identità • indessicalizzazione culturale: le persone immigrate (soprattutto i giovani) cercano di conservare la loro identità “tradizionalista” (minoritaria) negli ambienti domestici e di assumere un’identità “moderna” (maggioritaria) quando si trovano coi pari 57 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI • massimizzazione dei vantaggi: gli aspetti più interessanti e attraenti di ciascuna delle due culture (d’origine e ospite) sono selezionati e intrecciati insieme al fine di creare un nuovo percorso culturale • strategia oppositiva: si sviluppa la propria identità culturale in opposizione a quella della comunità maggioritaria. È un’inversione culturale, per cui la comunità minoritaria adotta una cornice di riferimento contraria a quella della comunità ospite 58 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Fattori di facilitazione nei percorsi interculturali I fattori di facilitazione nella gestione degli scambi e dei percorsi interculturali sono: • età: i più giovani risultano più flessibili e pronti ad accettare gli standard di forme culturali nuove • genere: gli uomini procedono più rapidamente delle donne nei processi di assimilazione dei nuovi paradigmi culturali. Le donne conservano un senso d’identità più robusto nei riguardi della loro cultura d’origine • generazione: si registra un incremento dei processi di acculturazione dei soggetti di seconda generazione, che hanno sviluppato una maggiore adesione agli standard della cultura ospite 59 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI • grado di esposizione e di contatto: gli immigrati che presentano una maggiore durata di permanenza nella nuova cultura, sono più propensi ad accettarne le forme e i modelli di riferimento • livello di istruzione: i soggetti con un maggior livello di istruzione mostrano un maggior processo di acculturazione • condizione socio-economica: anche la condizione socioeconomica più alta è indicatore di tale tendenza 60 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI Nei processi di acculturazione si registrano differenze tra i processi cognitivi e i comportamenti Le persone immigrate apprendono più volentieri nuovi comportamenti e competenze in linea con gli standard della comunità maggioritaria, ma risultano più resistenti a cambiare i loro valori e credenze 61 Anolli, Psicologia della cultura, Il Mulino, 2004 Capitolo 11. DIVERSITÀ CULTURALI E IDENTITÀ MULTICULTURALI CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE La sfida contemporanea concerne la comprensione e la gestione dello spazio interculturale Chi si avvicina allo studio psicologico delle culture, oltre ad avere la consapevolezza di vivere in una società complessa, magmatica e incerta, ha altresì la consapevolezza di partecipare attivamente alla costruzione della società in cui saremo destinati a vivere 62