Seminario
LA GESTIONE DEL DEBITO
NEGLI ENTI LOCALI
llAGrosseto – 20/07/2005
QUESTA DISPENSA E’ STATA PREDISPOSTA PER USO INTERNO DEI PARTECIPANTI ALLA RIUNIONE
E NON POTRA’ ESSERE UTILIZZATA PER PUBBLICAZIONI, ARTICOLI O ALTRI CORSI SENZA
L’ESPRESSA AUTORIZZAZIONE DEI RESPONSABILI DEL Ce.S.F.E.L. EMILIA ROMAGNA
Le
profonde innovazioni in atto nel mercato degli Enti locali
richiedono un’evoluzione e uno sviluppo della funzione Finanza
negli Enti locali.
Accanto alle funzioni di tipo tradizionale (tesoreria, mutui, anticipazioni di
cassa, ecc…) si è infatti aggiunta la gestione di nuovi strumenti finanziari
così raggruppabili:
1) NUOVE
FORME
DI
PROVVISTA
FINANZIARIA
(prestiti
obbligazionari, cartolarizzazioni, project financing e coinvolgimento di
capitali privati)
2) GESTIONE ATTIVA DEL DEBITO (attività di
ristrutturazione e
gestione dell’ indebitamento anche attraverso l’ utilizzo di prodotti
finanziari derivati,rinegoziazioni e conversioni ,ecc)
3) GESTIONE DELLA LIQUIDITA’ (operazioni di impiego della liquidità
tese ad aumentare le capacità remunerative delle disponibilità di cassa)
Pertanto gli Enti locali si dovranno attrezzare per istituire appositi Uffici o
Servizi assimilabili alle “Direzioni Finanziarie” delle aziende private
in cui personale specializzato sia in grado di impostare politiche di
“asset and liability management”:
1) ricercare le soluzioni più convenienti per la propria provvista
finanziaria;
2) monitorare costantemente l’indebitamento in essere in una
logica di gestione attiva dello stesso che punti, anche attraverso
l’utilizzo di strumenti finanziari derivati, ad abbassare costantemente
gli oneri finanziari e di coprirsi al contempo dal rischio della volatilità
dei tassi d’interesse;
3) ottimizzare la redditività della gestione delle liquidità nel
rispetto dei vincoli di legge e del ritorno del capitale al momento del
pagamento degli stati avanzamento lavori.

Dove la dimensione dei comuni non permette la costituzione di uffici
specializzati in tali problematiche si dovrà puntare alla costituzione
di Uffici Associati tra più Enti o delle Convenzioni con delega
di funzioni a un Ente capofila ai sensi dell’art. 30 del D. Lgs.vo
267/2000. Emblematico in tal senso è l’esempio del Comune di Reggio
nell’Emilia che ha sviluppato vere e proprie reti di collaborazione
tra enti promuovendo alcuni progetti quali la Convenzione per la
negoziazione Unitaria od il Centro Servizi Finanza Enti Locali
Emilia Romagna.

Altra strada potrebbe essere il ricorso a consulenti esterni o ad advisor
specializzati, ma anche in tal caso è necessaria una formazione
della struttura “interna” che deve essere in grado di scegliere e di
“parlare” con loro al fine di cogliere le soluzioni più adatte all’Ente.

Importante risulta poi essere l’istituzione di un confronto ed un
passaggio delle esperienze tra i vari Enti locali in modo da saper
confrontare le offerte dei vari intermediari finanziari e per porre le
condizioni affinchè si avviino metodologie di “benchmarking”
(ricerca continua della prassi eccellente).

In proposito è stato attivato il sito web del Centro Servizi Finanza
Enti locali Emilia Romagna (www.cesfel.it) che permetterà di
diffondere le conoscenze e le esperienze in tema di finanza degli
enti locali.
Il modello di collaborazione a Rete



Le strategie di sistema sperimentate in Emilia Romagna
costituiscono ,per dimensioni e risultati , i principali esempi di
collaborazione tra enti locali in campo finanziario in Italia.
La creazione del network Me.fin prima, la Convenzione per la
negoziazione unitaria delle forme d’indebitamento dopo e infine la
costituzione del Ce.S.F.E.L hanno costituito fasi successive di un
processo di costruzione di una struttura di assistenza agli enti
locali della regione per facilitare le loro possibilità di accesso al
mercato dei capitali e aiutarli a gestire in modo efficace ed
efficiente le politiche di gestione delle attività e passività degli
enti.
Tale processo, peraltro in continua evoluzione ed
aggiornamento, può costituire un modello “a tendere” per altre
realtà territoriali e quindi dopo aver analizzato le caratteristiche di
tale esperienza si evidenzierà un breve vandemecum sulla
sostenibilità/replicabilità organizzativa del modello sviluppato
dagli enti locali Emiliano Romagnoli.
Alcuni Esempi di Reti di collaborazione tra enti:
Convenzione ai sensi dell’art. 30, D.Lgs. N. 267/2000, tra il
Comune di Reggio nell’Emilia e altri Enti Locali , per la
“Negoziazione unitaria delle condizioni di emissione dei prestiti
obbligazionari e delle altre forme di gestione associata del ricorso
all’ indebitamento”
Scopo della Convenzione è la gestione unitaria delle procedure di ricorso al
credito mediante procedure negoziali al fine di ottenere condizioni migliori sul
mercato dei capitali nonché consentirne l'accesso anche ai comuni mediopiccoli che difficilmente potrebbero porre in essere procedure complesse e di
importo non interessante per gli istituti di credito.
La Convenzione, stipulata nel 2000, è stata rinnovata in Marzo 2005 e avrà
durata fino al 31/12/2009 e hanno già aderito
60 Comuni(o Unioni di
Comuni ) delle Province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna
, Ferrara e Ravenna.
LA CONVENZIONE IN CIFRE




Comuni e Unioni di Comuni aderenti:
Popolazione:
Comune di Reggio Emilia
Altri Comuni
60
Totale abitanti
152.235
579.004
731.239
Emissioni Obbligazionarie effettuate
dal 2000 al 31/12/2005:
187
Importo BOC emessi dal 2000 al 31/12/2005: € 241.065.000
Argenta (FE)
Bagnolo in
Piano (RE)
Baiso (RE)
Bibbiano
(RE)
Campegine
(RE)
Campogallia
no (MO)
Camposanto
(MO)
Carpineti (RE)
Castelnovo
Ne’ Monti
(RE)
Castelvetro
di Modena
(MO)
Cavezzo
(MO)
Cavriago
(RE)
Casalecchio
di Reno (BO)
Cervia (RA)
Comacchio
(FE)
Concordia
sulla Secchia
(MO)
Crevalcore
(BO)
Finale
Emilia (MO)
Fiorano
Modenese
(MO)
Formigine
(MO)
Gualtieri (RE)
Langhirano
(PR)
Lugo (RA)
Luzzara
(RE)
Maranello
(MO)
Marano sul
Panaro
(MO)
Medolla
(MO)
Mirandola (MO)
Montecchio
nell’Emilia
(RE)
Montechiarug
olo (PR)
Montecreto
(MO)
Novellara
(RE)
Novi di
Modena
(MO)
Pavullo nel
Frignano
(MO)
Pianoro (BO)
Quattro
Castella (RE)
Reggio
Nell’Emilia
Reggiolo
(RE)
Rolo
(RE)
San Giorgio
Piacentino (PC)
San Giovanni
in Persiceto
(BO)
San Polo
D’Enza
(RE)
San
Possidonio
(MO)
San
Prospero
(MO)
Sant’Ilario
D’Enza
(RE)
Sassuolo
(MO)
Scandiano (RE)
Sestola
(MO)
Sorbolo
(PR)
Spilamberto
(MO)
Tizzano Val
Parma (PR)
Traversetol
o (PR)
Vezzano sul
Crostolo
(RE)
Vignola (MO)
Villa Minozzo
(RE)
Unione dei
Comuni
Modenesi
Area Nord
Unione dei
Comuni
“Terre dei
Castelli”
Albinea (RE)
Rubiera
(RE)
San Felice
sul Panaro
(MO)
EMISSIONI EFFETTUATE DAI COMUNI
ADERENTI ALLA CONVENZIONE,
SUDDIVISE PER ANNO DI EMISSIONE
ANNO
N°
EMISSIONI
IMPORTO
COMPLESSIVO
2000
7
21.324.000
3.046.286
2001
28
23.666.000
845.214
2002
38
42.178.000
1.109.947
2003
34
42.320.000
1.244.706
2004
36
44.193.000
1.227.580
2005
44
67.384.000
1.531.450
TOTALE
GENERALE
MEDIA PER
EMISSIONE
241.065.000
187
1.289.110
EMISSIONI EFFETTUATE DAI COMUNI ITALIANI SUDDIVISE PER ANNO DI
EMISSIONE, CON INDICAZIONE DELLE EMISSIONI EFFETTUATE DAGLI
ENTI DELLA CONVENZIONE
N. EMISSIONI ENTI
CONVENZIONE
REGGIO EMILIA
Incidenza % emissioni
enti Conv. RE su Tot.
Emissioni Comuni
italiani
ANNO
N. EMISSIONI COMUNI
ITALIANI
1996
5
1997
34
1998
79
1999
78
2000
98
7
7,14%
2001
114
28
24,56%
2002
130
38
29,23%
2003
128
34
26,56%
2004
185
36
19,46%
2005 (*)
233
46 (64)
19,74% (27%)
(*) Dati stimati non definitivi. I valori indicati in parentesi nel 2005 comprendono anche le emissioni di 11 enti del
Ce.S.F.E.L. che hanno partecipato alla gara congiunta insieme ai Comuni Convenzionati al Comune di Reggio.
Al Fine di Aumentare il Potere contrattuale degli enti convenzionati si è
sperimentato a partire dal 2004 una procedura di gara annuale
congiunta tra gli oltre 50 Comuni Convenzionati al Comune di
Reggio e molti degli Enti aderenti al Centro Servizi, ottenendo
dei livelli di Tasso particolarmente competitivi.
Si Tratta di un’ulteriore sperimentazione di collaborazione tra enti,
sviluppatasi anche grazie all’attivazione a fine Dicembre 2003 del
Centro Servizi Finanza Enti Locali Emilia Romagna.
Nel 2006 è stata effettuata una nuova gara a cui hanno aderito i
seguenti enti : Comune di Reggio e Comuni convenzionati, Comune di
Parma, Modena, Carpi, Cesena, Faenza, Forlì, Piacenza, Ravenna,
Cesena e Province di Modena, Forlì-Cesena, Ravenna per un plafond
a base di gara di 240 milioni di euro (aumentabile a 288
milioni), migliorando ulteriormente i tassi ottenuti (spread di 0,048
p.p.a. sui 20 anni).
Alcuni dati delle emissioni degli enti convenzionati
tra Maggio 2005 e Dicembre 2005 (compreso enti
Cesfel)
Volume
complessivo
N°
% sul
volume
% sul
numero
Di cui a
tasso
fisso
Di cui a
tasso
variab.
per
per
Emissioni
a 10 anni
0
Emissioni
a 15 anni
3
3.381.000
2,1%
5%
1
693.000
2
2.688.000
Emissioni
a 20 anni
51
141.019.000
87.9%
85%
10
39.695.000
41
101.324.000
Emissioni
a 25 anni
1
410.000
0,3%
1,7%
0
0
1
410.000
Emissioni
a 30 anni
5
15.529.000
9,7%
8,3%
4
3.595.000
1
11.934.000
60
160.339.000
Totale
15
43.983.000
45
116.356.000
(25% del
n° emiss.)
(27.4% del
vol. emiss.)
(75% del
n° emiss.)
(72,6% del
vol. emiss.)
I risultati della Convenzione
 Maggiore potere contrattuale
 Diversificazione forme
negoziabili maggiori
 Economie di
negoziazione
scala
nei
di
finanziamento
costi
e
nelle
e
importi
procedure
di
 Creazione di una struttura Tecnica Specializzata, in grado
di confrontarsi con le profonde trasformazioni in atto nel
mercato finanziario
 Le condizioni di tasso competitive ottenute
 Maggiore accesso alle informazioni di mercato
Il Ce.S.F.E.L. Emilia Romagna
 Dicembre 2003: stipula di una Convenzione ex art. 30 del D. Lgs.
267/2000 per la costituzione del Centro Servizi Finanza
Innovativa Enti Locali Emilia Romagna (Ce.S.F.E.L. Emilia
Romagna).
OBIETTIVO:
 Fornire servizi di assistenza e supporto procedurale agli enti locali
convenzionati sulle tematiche che riguardano le operazioni di
Finanza Innovativa, quali:
–
Emissioni di prestiti obbligazionari comunali/provinciali;
–
Gestione dell’indebitamento e utilizzo di strumenti finanziari derivati
per la gestione del debito;
–
Operazioni di “cash management” e di gestione attiva della
liquidità;
Gli Enti aderenti al Ce.S.F.E.L. Emilia
Romagna
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
9)
10)
Comune di Piacenza
Provincia di Piacenza
Comune di Parma
Comune di Reggio Emilia
Provincia di Reggio Emilia
Comune di Modena
Provincia di Modena
Comune di Carpi
Provincia di Bologna
Comune di Ferrara
11) Provincia di Ferrara
12) Comune di Ravenna
13) Provincia di Ravenna
14) Comune di Faenza
15) Comune di Forlì
16) Provincia di Forlì-Cesena
17) Comune di Cesena
18) Comune di Rimini
19) Provincia di Rimini
20) Comune di Imola
Alla Convenzione aderiscono in forma di partnership operativa in
qualità di soggetti promotori e finanziatori ANCI-UPI Emilia
Romagna.
Attività e servizi
 Analisi della
aderenti.
struttura e della composizione del debito degli enti
 Creazione
di una banca dati sul debito, sulle operazioni in
derivati e sulla liquidità.
 Monitoraggio
enti aderenti.
 Fornitura
delle operazioni in derivati poste in essere dagli
di schemi standard di atti, bandi e capitolati per
l’espletamento di gare relative ad operazioni in prodotti finanziari
derivati, impieghi della liquidità fuori Tesoreria Unica, emissioni
di prestiti obbligazionari, ecc.
Attività e servizi
 Incontri
e gruppi di lavoro fra i componenti del Centro Servizi
finalizzati, attraverso la condivisione e l’analisi delle
esperienze effettuate, a individuare soluzioni e comportamenti
comuni agli aspetti di maggiore complessità e problematicità.
 Seminari ed incontri di formazione di tipo operativo e specialistico
con esperti ed operatori di mercato.
 Supporto
procedurale ad eventuali operazioni di partnership e
collaborazione in campo finanziario tra gli enti aderenti (ad
esempio procedure di gara in forma congiunta per collocamenti
prestiti obbligazionari).
 Rapporti
con il Ministero dell’Economia, ABI, Cassa DD.PP.,
Ministero Interno per lo scambio di pareri e informazioni sulle
politiche ed operazioni finanziarie adottate o da assumere.
VADEMECUM SULLA REPLICABILITÀ DEL
MODELLO
L’esperienza del sistema di collaborazione sviluppato dagli enti locali
Emiano-Romagnoli può costituire un modello replicabile in altre
realtà regionali eventualmente anche con soggetti promotori
diversi (ad. es. Regioni anziché ANCI-UPI Regionali) o in forme
diverse (Agenzie, società a capitale pubblico anziché Convenzioni
tra enti).
Vediamo un breve vademecum per il successo del modello :
- COSA SERVE
- CRITICITA’
- VANTAGGI
COSA SERVE
 La gradualità delle iniziative da porre in essere.
 Un soggetto o dei soggetti che promuovano la collaborazione
tra enti.
 necessità di introdurre logiche di benchmarking e di ricerca
della prassi eccellente
 necessità di coinvolgimento dei funzionari dei vari enti
associati nello sviluppo del progetto con riunioni periodiche in cui
definire le linee e i servizi di attività a favore degli enti.
 Necessità di creare una struttura di supporto con specialisti
esperti non solo in finanza ma anche nelle peculiarità
normative e gestionali degli enti locali.
 Necessità di investimento in mezzi e strumentazione
adeguata (sofware specifico sui prodotti finanziari, collegamenti a
principali provider, ecc.).
CRITICITA’
 COINVOLGIMENTO DELLA STRUTTURA TECNICA: non deve
essere un’iniziativa solo politica o calata dall’alto ma deve essere
un’iniziativa in cui le strutture tecniche degli enti aderenti siano
coinvolte e credano al progetto. Gli enti coinvolti devono quindi
partecipare attivamente alle decisioni e alle scelte sulle attività da
sviluppare. Il Cesfel prevede ad es. una Conferenza formata dagli
Assessori al Bilancio degli enti ma anche un comitato (denominato
Ufficio) formato dai funzionari dei vari enti coinvolti.
 La creazione di una struttura tecnica con specialisti esperti
sia di finanza che di enti locali. Ci vuole il tempo necessario: il
suggerimento è quello di puntare a formare giovani neolaureati con
stage e successivo rapporto di collaborazione. Solo così si potranno
avere risorse da dedicare completamente al progetto con costi iniziali
non elevati.
 Eventuali logiche campanilistiche o di rivalità tra enti.
I VANTAGGI
 Economie di scala: difficilmente enti singoli si possono permettere
investimenti rilevanti in tecnologie e risorse umane da dedicare
completamente alle tematiche della finanza innovativa. Le gare in forma
congiunta o altre partnership evitano inoltre degli inutili costi di
duplicazione delle gare e delle procedure.
 Creazione di una struttura tecnica altamente specializzata in
grado di confrontarsi alla pari con gli intermediari finanziari.
 condizioni più favorevoli nelle operazioni poste in essere e
accesso agli strumenti finanziari innovativi anche da parte dei piccoli enti
 Possibilità di avere formazione, supporto e assistenza senza
ricorrere a consulenze esterne che spesso creano conflitti con
struttura interna e che hanno dei limiti anche normativi alla loro
assunzione. Nel caso del Cesfel gli enti versano una quota associativa
annua a copertura dei costi complessivi.
 Crescita delle professionalità non solo nella struttura associata ma
anche del personale dei vari enti grazie allo scambio delle esperienze e
conseguente maggiore motivazione del personale.
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