PROGRESSIONE
VERTICALE PER
CATEGORIA C
fabiano corsini
1
A
B
C
D
E
Struttura fondamentale dell'ordinamento istituzionale
degli enti locali, con particolare riguardo alle
competenze degli organi politici e dei soggetti preposti
alla gestione (dirigenza)
Nozioni fondamentali sugli atti amministrativi del
Comune
Ordinamento finanziario e contabile del Comune, con
particolare riferimento agli strumenti di
programmazione finanziaria e gestionale (bilancio e
PEG)
Regole sul procedimento amministrativo, con
particolare riguardo a : fasi del procedimento, accesso,
privacy, semplificazione delle documentazioni e delle
certificazioni amministrative
Conoscenze sull'utilizzo di un Personal Computer, con
particolare riguardo ai programmi di videoscrittura
Word e Internet.
TOTALE
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12
4
12
8
4
40
2
A
Struttura fondamentale dell'ordinamento istituzionale degli enti locali, con
particolare riguardo alle competenze degli organi politici e dei soggetti preposti
alla gestione (dirigenza)
12 ore
A1
4 ore
A2
4 ore
A3
4 ore
Il nuovo posizionamento dell'ente locale nell'ordinamento:
principi generali del decentramento, autonomia, sussidiarietà,
cooperazione ecc.; rapporti tra Ente Locale e sistema pubblico
locale. Organi di direzione politica ed organi di gestione e
nuovo principi organizzativi.
Le competenze istituzionali del Comune; Lo Statuto ed i
regolamenti ; le nuove competenze
competenze dei Consigli, del Sindaco, della Giunta; potere
regolamentare;
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3
IL RIPOSIZIONAMENTO
della
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
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4
1
2
Amsterdam e la protezione del consumatore
la perdita della supremazia ed il principio della
concorrenza
4
il nuovo fondamento del principio di economicità
il nuovo macromodello del governo locale: il comune
come holding
5
il sistema allargato della pubblica amministrazione
3
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ppt 1
luca1
5
Si ricolloca il settore
pubblico


ridefinizione del concetto di servizio pubblico,
o meglio di pubblicità del servizio
prevale, per esempio, la tutela del
consumatore
le amministrazioni hanno l’obbligo di
assicurare ai consumatori un elevato
livello di tutela e protezione
(Amsterdam)
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6
semplificare


L’attività burocratica deve essere
ricondotta al principio di
sussidiarietà, e dunque snellita,
ridotta al minimo
per non incidere nel costo finale dei
prodotti e dei servizi
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7
sussidiarietà
Testo Unico Enti Locali , art. 3
c5. I comuni e le province sono titolari di funzioni proprie e di quelle conferite loro
con legge dello Stato e della regione, secondo il principio di sussidiarietà.
I comuni e le province svolgono le loro funzioni
anche attraverso le attività che possono essere
adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa
dei cittadini e delle loro formazioni sociali.
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Modello della separazione /
divisione
in sfere di potere “autonomo”
- POLITICA
gli Organi di
direzione politica
- GESTIONALE
i Dirigenti
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ASIMMETRIA
nel modello della separazione
LA MANCATA ESPRESSIONE DELLA FUNZIONE
POLITICA NON COMPORTA PARTICOLARI
PROBLEMI ALLE BUROCRAZIE,CHE POSSONO
ELABORARE DA SOLE GLI INDIRIZZI POLITICI,
LA MANCATA O INEFFICIENTE ESPRESSIONE
DELLA FUNZIONE AMMINISTRATIVA VANIFICA
OGNI
CONCRETA
OPERATIVITÀ
DELLA
POLITICA
(Bruno Dente, In un diverso Stato – Il Mulino ed.)
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NEGOZIAZIONE
Protocollo operativo per l’assunzione di decisioni tra
soggetti dotati di autonomia ..…..…..ordinamentale
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I DIRIGENTI gestiscono il rapporto di lavoro
CON I POTERI DEL PRIVATO DATORE DI LAVORO
è “privatizzata” la gestione del rapporto di lavoro, ma vi sono
una serie di persistenze “pubblicistiche”
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GLI UFFICI APICALI, OVVERO LA
MACROSTRUTTURA
sono
individuati da norme regolamentari
I CRITERI PER LA COPERTURA
DEGLI INCARICHI APICALI SONO IN
SFERA
PUBBLICISTICA
(legge
421/92)
……….ai pubblici impieghi si accede
con procedure concorsuali ………..
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Potere di organizzazione 1
Il “potere di organizzazione”
attribuito ai dirigenti
È una leva operativa
Di eccezionale importanza:
Per dare attuazione al PEG
Come negozio integrativo con
l’Amministrazione
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LA RIFORMA DEL TITOLO V DELLA
COSTITUZIONE
Il testo di modifica del Titolo V della parte seconda
della Costituzione, approvato dal Parlamento in via
definitiva l'8 marzo 2001 risulta di particolare rilievo
e presenta contenuti fortemente innovativi, sulla
forma dello Stato, o meglio sull'assetto del governo
territoriale, sui rapporti tra Stato e regioni, tra
regioni ed enti locali e sulla stessa configurazione
delle autonomie regionali e locali.
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LA RIFORMA DEL TITOLO V DELLA
COSTITUZIONE
adeguare l'ambito delle competenze regionali, tanto
legislative quanto amministrative, alla nuova
impostazione che l'ordinamento si è dato a seguito
della legge n. 59 del 1997:
invertita la relazione tra legislazione ed
amministrazione: l'amministrazione spetta per
regola alle regioni (e ai poteri locali) anche nelle
materie di competenza legislativa statale, salva
espressa attribuzione legislativa allo Stato.
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LA RIFORMA DEL TITOLO V DELLA
COSTITUZIONE
Adeguamento dei principi costituzionali in materia di
finanza regionale :
ciascuna regione per regola vive di mezzi propri,
salve compensazioni dello Stato verso le situazioni
più svantaggiate
i mezzi propri per regola sono rappresentati dalle
risorse ricavate, attraverso l'imposizione tributaria,
dal territorio di ciascuna regione.
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LA RIFORMA DEL TITOLO V DELLA
COSTITUZIONE
Le direttrici fondamentali del disegno riformatore
pari dignità costituzionale di tutti gli enti politici territoriali, che sono
contitolari, nei limiti reciproci stabiliti dalla Costituzione, dei poteri e delle
attribuzioni che sono manifestazioni proprie della volontà popolare.
distinzione, di tipo tedesco, tra legislazione esclusiva e
legislazione concorrente, riservando alla potestà legislativa
esclusiva dello Stato un nucleo di materie elencate nel secondo
comma, e attribuendo uno spazio significativo alla potestà
legislativa delle regioni.
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LA RIFORMA DEL TITOLO V DELLA
COSTITUZIONE
In queste materie, si trovano certamente temi molto significativi, come i rapporti
La legislazione
concorrente
è impostata
formula,
internazionali
e con l'Unione europea,
il commercio
con l'estero, sulla
la tutela
e la sicurezza del
lavoro e l'istruzione.
l'istruzione,
la natura
costituzionale
secondoPer
cuiquanto
nelleriguarda
materie
riferite èaaffermata
tale tipo
di
dell'autonomia
delle istituzioni
.
legislazione
alloscolastiche
Stato spetta
la determinazione dei
principi fondamentali, restando, invece, tutto il resto
della legislazione affidato alle regioni.
nelle materie diverse da quelle riservate alla potestà
legislativa esclusiva dello Stato o a quella concorrente
alle regioni spetta una potestà legislativa di tipo
primario, ossia non limitata dai principi fondamentali
della legislazione statale, ma soltanto dal rispetto della
Costituzione, dell'ordinamento comunitario e degli
obblighi internazionali.
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LA RIFORMA DEL TITOLO V DELLA
COSTITUZIONE
Nel nuovo assetto è assegnato, infine, un ruolo
centrale ai comuni nell'esercizio delle funzioni
amministrative.
Il nuovo articolo 118
"le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni,
salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano
conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e
Stato sulla base dei principi di sussidiarietà,
differenziazione ed adeguatezza".
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LA RIFORMA DEL TITOLO V DELLA
COSTITUZIONE
regioni ed enti locali si reggono con la finanza propria, vale a dire
finanziando le proprie spese di funzionamento, di intervento e di
amministrazione, con i mezzi prelevati dalla propria collettività,
salva naturalmente l'esigenza di perequazione delle situazioni
meno avvantaggiate.
“territorialità dell'imposta", vale a dire il principio espresso al secondo
comma in una formula che contiene anche il principio di
compartecipazione degli enti territoriali al gettito dei tributi erariali,
riferibili al loro territorio. Il che significa, appunto, che il gettito
prelevato da un territorio, in base a determinate regole stabilite da legge
nazionale, dovrà rimanere, almeno in parte, nel territorio di produzione.
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LA RIFORMA DEL TITOLO V DELLA
COSTITUZIONE
pari dignità costituzionale di tutti
gli enti politici territoriali, che sono
contitolari, nei limiti reciproci
stabiliti dalla Costituzione, dei
poteri e delle attribuzioni che sono
manifestazioni proprie della
volontà popolare.
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Principi del decentramento
a) il principio di sussidiarietà, con l'attribuzione della generalità dei
compiti e delle funzioni amministrative ai comuni, alle province e alle
comunità montane, secondo le rispettive dimensioni territoriali,
associative e organizzative, con l'esclusione delle sole funzioni
incompatibili con le dimensioni medesime, attribuendo le responsabilità
pubbliche anche al fine di favorire l'assolvimento di funzioni e di compiti
di rilevanza sociale da parte delle famiglie, associazioni e comunità, alla
autorità territorialmente e funzionalmente più vicina ai cittadini
interessati;
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Principi del decentramento
b) il principio di completezza, con la attribuzione
alla regione dei compiti e delle funzioni
amministrative non assegnati ai sensi della lettera a),
e delle funzioni di programmazione;
c) il principio di efficienza e di
economicità, anche con la soppressione
delle funzioni e dei compiti divenuti
superflui;
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Principi del decentramento
d) il principio di cooperazione tra Stato, regioni ed enti
locali anche al fine di garantire un'adeguata partecipazione alle
iniziative adottate nell'ambito dell'Unione europea;
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Principi del decentramento
e) i princìpi di responsabilità ed unicità
dell'amministrazione, con la conseguente attribuzione ad un
unico soggetto delle funzioni e dei compiti connessi,
strumentali e complementari, e quello di identificabilità in
capo ad un unico soggetto anche associativo della
responsabilità di ciascun servizio o attività amministrativa;
f) il principio di omogeneità, tenendo conto in
particolare delle funzioni già esercitate con
l'attribuzione di funzioni e compiti omogenei allo
stesso livello di governo;
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Principi del decentramento
g) il principio di adeguatezza, in relazione all'idoneità organizzativa
dell'amministrazione ricevente a garantire, anche in forma associata
con altri enti, l'esercizio delle funzioni;
h) il principio di differenziazione nell'allocazione delle funzioni
in considerazione delle diverse caratteristiche, anche associative,
demografiche, territoriali e strutturali degli enti riceventi;
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Principi del decentramento
i) il principio della copertura finanziaria e patrimoniale dei
costi per l'esercizio delle funzioni amministrative conferite;
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Principi del decentramento
l) il principio di autonomia organizzativa e regolamentare e
di responsabilità degli enti locali nell'esercizio delle funzioni
e dei compiti amministrativi ad essi conferiti.
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Principi del decentramento