Corso di biomatematica Lezione 1: La misura e gli errori Davide Grandi Sommario •La Misura: •Tipi di misura- diretto ed indiretto •Strumenti: •Cifre significative •Tipi di errore: •Massimo •Statistico e Sistematico •Stima ed errori relativi •Media e media pesata La Misura-1 attività di un qualsiasi ricercatore: dai dati sperimentali determinare il valore di una grandezza Davide Grandi - Dottorato in Biologia La Misura-2 Stabilire quale teoria descrive meglio un fenomeno Davide Grandi - Dottorato in Biologia La Misura-3 Passare dalle osservazioni alle ipotesi •Leggo dei numeri sugli strumenti e mi chiedo quali valori sono più compatibili con la definizione della grandezza oggetto della misura (continuo) •Quale teoria è più compatibile con i fenomeni osservati (discreto) Non arriverò mai ad un valore CERTO 1. Per determinare il valore di una grandezza andrò incontro ad errori di misura 2. Per una teoria posso avere una legge probabilistica (genetica: le osservazioni non sono conseguenza logica della teoria) o deterministica (fattori esterni alla teoria..) Davide Grandi - Dottorato in Biologia La Misura -4 La definizione di misura può essere quindi: 1. assegnare un valore ad una grandezza (attraverso una unità di misura di riferimento ed uno strumento di misura) 2. Raccogliere e classificare delle osservazioni su determinati fenomeni (classi di fenomeni) L’errore (o incertezza) è la differenza tra il risultato di una misura e il valore vero cercato Gli errori si possono ridurre ma non eliminare da una misura! Davide Grandi - Dottorato in Biologia Definizioni 1. Misurazione: insieme di operazioni che portano alla determinazione del valore del misurando, cioè della grandezza da misurare, inizia specificando il metodo e la procedura di misurazione 2. Misura: valore del misurando ottenuto in seguito ad una misurazione (l’unità di misura deve sempre essere espressa) 3. Valore vero: è il valore consistente con una particolare grandezza data, è quello che si otterrebbe con una misurazione perfetta, pertanto non determinabile (e ne possono esistere più d’uno consistente con una definizione non dettagliata…) Davide Grandi - Dottorato in Biologia Definizioni-2 1. Definizione di misurando: deve essere definito con sufficiente completezza, rispetto all’accuratezza richiesta, affinchè il valore associato con la sua misurazione sia unico. 2. Risultato di una misurazione: valore attribuito al misurando in seguito ad una misurazione. E’ solo un’approssimazione o una stima del valore del misurando, ed è completo accompagnato dall’incertezza della stima. E’ importante citare se sono state effettuate correzioni. Davide Grandi - Dottorato in Biologia Esempio • Misurare la profondità di un pozzo: Supponiamo di misurare la profondità di un pozzo gettandogli dentro un sasso. La grandezza che andrò a misurare è dunque il tempo impiegato dal sasso per arrivare all’acqua. Abbiamo bisogno anche di un modello che rappresenti (in forma matematica) la realtà, ovvero di una “formula” che metta in relazione il tempo e la profondità: h=gt2/2 (prima appross. trascuro la resistenza dell’aria) con g=9,8 m/s2 accelerazione di gravità, h profondità e t tempo Davide Grandi - Dottorato in Biologia Esempio Con un cronometro fatto partire appena lascio cadere il sasso misuro il tempo che intercorre tra questo istante e il tonfo finale del sasso. Se ripeto più volte la stessa misura non troverò lo stesso valore, infatti possono accadere ad esempio i seguenti fatti: 1. Asincronia tra l’inizio della misurazione el’istante in cui rilascio il sasso 2. Non perfetto sincronismo tra il tonfo e lo stop del cronometro 3. Velocità iniziale del sasso non nulla Davide Grandi - Dottorato in Biologia Tipi di misurazione • Metodo di misurazione diretto: si definisce metodo di misura diretto se la misura è ottenuta mediante l’uso di uno strumento atto alla misurazione della grandezza X del misurando In questo caso avrò una grandezza omogenea a quella che voglio misurare che sarà scelta come campione, convenzionalmente assunta dunque come unità di misura. Dovrò avere chiaro il concetto di confronto (ad esempio cosa vuol dire che una grandezza è il doppio o il triplo di un’altra…) Davide Grandi - Dottorato in Biologia Tipi di misurazione • Metodo di misurazione indiretto:si definisce metodo di misura indiretto se il risultato della misura è espresso in termini di valori di altre grandezze, essendo ovviamente nota la relazione fra queste ed il misurando. Questo è il sistema più frequente, ed è possibile utilizzare molti fenomeni (ad esempio fisici) per detrminare una grandeza in maniera indiretta. Generalmente le grandezze (almeno quelle fisiche) sono legate tra loro da relazioni matematiche (ad esempio v=s/t), per cui avrò diverse unità di misura, e queste fisseranno l’unità di misura della grandezza derivata. Davide Grandi - Dottorato in Biologia Strumenti di misura • Schematizzazione di uno strumento di misura: 1. Elemento rivelatore sensibile alla grandezza da misurare ed interagisce con essa 2. Trasduttore che trasforma l’informazione in maniera utilizzabile dallo sperimentatore 3. Dispositivo che fornisce visivamente o graficamente il risultato (indice mobile su scala graduata) Chiamiamo G la grandezza da misurare,M(G) la sua misura, mentre il valore della grandezza (“vero”) sarà V(G) e avremo V(G)=M(G) solo per una misura priva di errori, R(G) la risposta dello strumento [TARATURA: relazione R(G)-V(G)] Davide Grandi - Dottorato in Biologia Strumenti di misura • 1. 2. 3. 4. 5. 6. Caratteristiche degli strumenti: Intervallo di funzionamento Prontezza Sensibilità Errore di sensibilità Precisione Accuratezza Il valore vero di una grandezza non può essere conosciuto con una precisione minore della sensibilità dello strumento Davide Grandi - Dottorato in Biologia Strumenti di misura • Intervallo di funzionamento dato dal valore massimo (portata) e minimo (soglia) della grandezza che lo strumento può misurare, al di fuori di questo intervallo, oltre a danneggiarsi eventualmente, lo strumento non ha una risposta legata a V(G) • Prontezza È legata al tempo necessario perchè lo strumento risponda ad una data variazione della sollecitazione. Minore è questo tempo (detto tempo caratteristico) maggiore è la prontezza (importante se G ha tempi di variazione piccoli) Davide Grandi - Dottorato in Biologia Strumenti di misura • sensibilità È definita come il rapporto tra la variazione R(G) e la corrispondente variazione V(G) dR(G ) S dV (G ) dato che non è detto che R(G) dipenda linearmente da V(G) anche la sensibilità può quindi essere funzione di V(G). Limite all’accuratezza: R(G) DR(G) corrisponde a M(G) DV(G) dove DV(G) è detto errore di sensibilità e vale 2DR (G ) 2DV (G ) S Davide Grandi - Dottorato in Biologia Strumenti di misura • precisione È un indicazione di quanto la R(G) non dipende da V(G), la risposta di uno strumento cioè può non essere sempre la stessa per lo stesso tipo di sollecitazione. I risultati M(G) di varie operazioni di misura non sono identici per lo stesso valore di V(G). Ottengo quindi una distribuzione di valori di M(G), la cui larghezza dipende dalle caratteristiche dello strumento. La precisione difficilmente è modificabile, al contarrio della sensibilità di uno strumento Davide Grandi - Dottorato in Biologia Strumenti di misura • accuratezza Si definisce accuratezza di uno strumento la sua capacità di fornire una risposta prossima al valore vero del misurando. Il reciproco di questa quantità e’ detta inaccuratezza e cerca di quantificare la presenza di errori. Una volta evidenziata l’inaccuratezza se ne deve ridurre l’entità o tramite un aggiustamento (altero le caratteristiche dello strumento) oppure tramite una calibrazione, ovvero non altero lo strumento ma stimo la differenza tra i valori indicati e i corrispondenti valori veri. Davide Grandi - Dottorato in Biologia Cifre significative Il numero di cifre significative del risultato di una misura è strettamente correlato alla bontà della misura e non può essere scelto arbitrariamente Per ottenere le cifre significative si toglie l’eventuale virgola al numero e si contano tutte le cifre a partire dalla prima a sinsitra non nulla, ad esempio: 1,23 104 3 cifre 0,1230 105 4 cifre Davide Grandi - Dottorato in Biologia Cifre significative Solitamente si conviene scrivere l’errore con non più di due cifre significative, quindi: la misura dovrà avere un numero di cifre tali che quella più a destra occupi lo stesso posto, rispetto alla virgola, di quella più a destra dell’errore T=(13,27 0,01) s I valori di una grandezza NON devono essere riportati con un numero eccessivo di cifre significative Se le cifre sono più di quelle necessarie: arrotondo R=10,05762 W e s= 27mW avrò R=(10,058 0,027) W Davide Grandi - Dottorato in Biologia L’errore • Errore L’errore è il riultato di una misurazione meno il valore vero del misurando. Non essendo noto quest’ultimo al posto dell’errore si utilizza la stima dell’incertezza Gli errori possono avere numerose cause, dagli strumenti alle costanti utilizzate, a osservazioni ripetute in maniera non identica • Misure non ripetibili Se riesco ad eseguire una sola operazione di misura (impossibilità di ripeterla o evento unico) non ha senso parlare di fluttuazioni statistiche , per cui l’indeterminazione è dovuta solo alle caratteristiche dell’apparato. Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errore massimo Supponiamo di misurare il periodo di un pendolo semplice e di ottenere: T1 = 3 s T2 = 3 s T3 = 3 s …. T10 = 3 s Ora definiamo la frequenza f di una certa misura il rapporto f=n/N Con n numero di volte che ottengo una misura e N numero totale di misure Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errore massimo Avremo dunque f(3) = 1 Ma non possiamo affermare che il periodo T=3 s infatti detto e l’errore della misura dato da e = T-Tv posso solo dire che ogni valore di compreso tra –0.5 s e +0.5 s è ugualmente Probabile, data la sensibilità dell’orologio, ogni valore tra 2.5 e 3.5 s dà lo stesso risultato. Quindi avendo T=3 s e DT = 0.5 s la mia misura sarà T=3.0 0.5 s Questo viene chiamato errore massimo e costituisce un riconoscimento della limitata sensibilità dell’apparato usato (non evidenzia le fluttuazioni casuali, ok per misura singola) Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errore massimo In generale data una grandezza x che chiameremo variabile casuale che assume valori nell’intervallo a x b e tutti hanno la medesima probabilità di realizzarsi, la frequenza sarà sempre uno. Il valor medio della variabile è ab x 2 All’ampiezza dell’intervallo, (b-a) si associa il doppio dell’errore di sensibilità, ovvero 2Dx b a Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errori casuali Gli errori casuali sono dovuti ad un numero elevato di fattori per i quali non è possibile un analisi puntuale. Agiscono in entrambe le direzioni fornendo valori sia in eccesso che in difetto rispetto al valore vero Alcune volte l’errore casuale può essere introdotto dallo sperimentatore stesso che fa parte dell’apparato Per studiare gli errori casuali è necessario effettuare un numero sufficientemente alto di misure. Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errori casuali L’errore casuale è uguale all’errore meno l’errore sistematico il suo valore non può essere conosciuto esattamente perchè non è noto il valore vero. Gli errori casuali provengono da impredicibili variazioni temporali e spaziali delle grandezze influenti. Sebbene non sia possibile compensare completamente gli errori casuali il loro effetto può essere ridotto aumentando il numero di osservazioni e calcolando la media aritmetica di un numero sufficientemente alto di misure: L’errore casuale è il risultato di UNA misurazione meno la media che si otterrebbe con infinite osservazioni. Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errori casuali e la media Dato uno strumento con errore di sensibilità piccolo, in modo da poter evidenziare gli errori casuali, vogliamo misurare una grandezza G Effettuiamo N misure ottenendo i valori x1, x2, …xN, nelle stesse condizioni sperimentali. Vogliamo però assegnare un valore alla grandezza G e ci chiediamo quindi quale sia il valore più attendibile x per G. Non posso prendere un valore xi e scartare gli altri N-1, per cui x dovrà dipendere da tutti i valori misurati. In maniera grafica posso rappresentare tutte le misure su un piano XY dove la coordinata X è l’indice della misura e la coordinata Y è appunto la misura stessa (i, xi ) Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errori casuali e la media Tracciamo una retta parallela all’asse delle ascisse (y=k) e misuriamo la distanza di ogni misura xi dalla retta in valore assoluto. Prendiamo questa retta in maniera tale da avere “all’incirca” lo stesso numero di valori sopra e sotto la retta e ipotizziamo che il valore di questa retta sia il valore cercato, cioè k=x Posso definire zi = xi -x Abbiamo che i punti con xi > x avranno distanza positiva dalla retta e quelli con xi < x distanza negativa L’ipotesi che y=k sia il valore cercato richiede che la somma delle distanze di tutti i punti sia nulla Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errori casuali e la media Ovvero che i punti appartenenti ai due “semipiani” abbiano lo stesso peso. Segue che: N ( x x) 0 i i 1 N N N x N x 0 x x 0 i 1 i i 1 i 1 i In tal modo otteniamo: N N x xi i 1 1 N x xi N i 1 Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errori casuali e la media-app Dall’analisi matematica se voglio minimizare la distanza: D( x) ( xi x) 2 D' ( x) 2 ( xi x)(1) 0 ( xi) N x 0 In tal modo otteniamo ancora: 1 N N x xi N x xi N i 1 i 1 Davide Grandi - Dottorato in Biologia Scarti L’errore da attribuire ad una singola misura xi detto xv il valore vero, sarà: e x x i i v Quindi l’errore da attribuire a x sarà: x x e x N x 1 x ( 1 xv N i v e e v ) x x N i N 1 N i v i Davide Grandi - Dottorato in Biologia Scarti Poichè gli errori ei saranno sia positivi che negativi tanto più N è grande più vicino a zero sarà l’errore e ovvero la media aritmetica approssima tanto meglio il valore vero quante più misure faccio. Ora lo scarto dalla media della misura i-esima sarà z x x i i Che unitamente alla relazione zi i e e e x x i i v mi darà: Ovvero uno scarto qualsiasi differisce dall’errore corrispondente di una quantità costante: l’errore della media Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errori sistematici L’azione degli errori sistematici è tale da condurre a valori sistematicamente in eccesso o in difetto rispetto al valore effettico, hanno cioè sempre lo stesso segno Difficoltà nel distinguere errori sistematici: il valore vero non è conosciuto, per cui neanche un numero elevato di misure talvolta può identificarli Cause errori sistematici: • difetto di funzionamento dello strumento • errate condizioni di impiego • interazione tra strumento e sistema in misura • imperfetta definizione del fenomeno Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errori sistematici L’errore sistematico è pari all’errore meno l’errore casuale, ed anche il suo valore non può essere conosciuto perchè non si conosce il valore vero. Gli errori sistematici producono variazioni di verso ed entità costanti, al ripetersi delle misurazioni. Non possono essere eliminati ma possono essere ridotti: se viene identificato ad esempio un effetto sistematico che può essere quantificato, e se è significativo per l’accuratezza richiesta, è possibile applicare una correzione numerica che ne compensi l’effetto. L’errore sistematico è la media di un numero infinito di osservazioni meno il valore vero del misurando Davide Grandi - Dottorato in Biologia Riepilogo errori La deviazione standard della media aritmetica di una serie di misurazioni non è l’errore casuale della media ma una misura dell’incertezza della media dovuta ad effetti casuali. Se il valore di una misurazione è stato corretto per tutti gli errori sistematici, il valore atteso dell’errore sistematico corretto si assume sia nullo Dopo la correzione dell’errore sistematico , il risultato di una misurazione è solo una stima del valore del misurando In generale (somma in quadratura vedi più avanti..): k k k 2 casuale 2 sistematico Davide Grandi - Dottorato in Biologia Errore relativo Data una misura x=x x non sempre l’errore x fornisce informazioni esaustive, soprattutto sulla bontà della misura (x= 1 km, x = 1cm) Per questo spesso la bontà della misura è legata anche alla relazione che lega x a x, ovvero introduco l’errore frazionario o relativo: er= x /|x| O anche l’errore prcentuale e%= er•100 Entrambi indicano approsimativamente la qualità o bontà di una misura (adimensionali, confronto tra quantità omog.) Davide Grandi - Dottorato in Biologia Media pesata Dato il problema di stimare una grandezza x, effettuiamo N misure ottenendo i valori x1, x2, …xN, , però in contesti diversi e indipendenti, ciascuna quindi affetta da un diverso errore ei La stima “migliore” quindi non potrà essere semplicemente la media aritmetica (questa dà a ciascuna misura la medesima importanza, mentre adesso voglio dare alla misura più precisa un peso maggiore). Introducendo un termine del tipo: x e i 2 i Davide Grandi - Dottorato in Biologia Media pesata Soddisfa le nostre richieste poichè al diminuire dell’errore diminuisce il peso i 1 e 2 i Nel caso in cui tutte le misure possiedano la medesima incertezza ei =e e quindi il medesimo peso , la somma di tutti i termini con il peso deve ridursi a quella della media, ovvero da x e i 2 i e 1 e 2 i i Davide Grandi - Dottorato in Biologia Media pesata Abbiamo, dividendole x x x x N N i i i i i i La media pesata dunque si definisce come: x x i p i x i e i 2 i 1 e 2 i Davide Grandi - Dottorato in Biologia i