Scelte economiche e neuroscienze:
razionalità, emozioni, relazioni
Maura Franchi, Augusto Schianchi
Facoltà di Economia
24 febbraio, 2010
Scelte economiche e neuroscienze, Parma,
24 febbraio, 2010
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Obiettivo
• Proporre un filo di lettura:
• esplicitare le ragioni che ci hanno indotto ad
esplorare il contributo delle neuroscienze al
tema delle decisioni economiche
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Razionalità, emozioni, relazioni
• Termini che hanno una lunga storia e che hanno
segnato campi disciplinari diversi:
– Razionalità: categoria chiave per l’economia,
– Emozioni: tema centrale in psicologia,
– Relazioni: termine cruciale per la sociologia
• Ai concetti chiave si associano metodologie di studio
diverse:
• economia orientata alla costruzione di modelli,
• psicologia allo studio sperimentale,
• sociologia interessata alla ricerca “sul campo”.
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Economia
• La Teoria economica mette al centro la razionalità
• L’individuo è orientato a soddisfare i propri bisogni
massimizzando l’utilità sulla base delle proprie preferenze.
– Non interessa l’origine delle preferenze.
– Le scelte sono guidate da razionalità strumentale: si massimizza
l’utilità-obiettivo, scegliendo la quantità di strumenti a disposizione
dati i vincoli “di bilancio”
• L’esperienza ci dice che i comportamenti economici non sono
sempre razionali
– p.e. la decisione in condizioni d’incertezza – utilità attesa – non è
mai stata verificata sperimentalmente.
• Il consumo, in primo luogo, non è spiegabile soltanto in
termini di pensiero calcolante.
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Critiche all’approccio economico
• Critiche psicologiche: interferenza della dimensione emotiva e
anomalie decisionali.
• Critiche sociologiche: sottovalutazione della dimensione sociale
nella scelta
• L’economia comportamentale si propone di ampliare la
capacità esplicativa dell’economia dandogli una base psicologica.
– Kahneman D., Tversky A. (1979), Prospect Theory: an analysis of decision
under risk, Econometrica, 47/2, pp. 263-291
– Thaler R. (1980), Toward a Positive Theory of Consumer Choice, Journal of
Economic Behaviour and Organization, 1, pp. 39-60
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La psicologia
• Ricerche sulle c.d. trappole della mente: incoerenza delle scelte,
errori nella valutazione delle probabilità, illusioni cognitive,
influenza del contesto, ecc.
– Già Simon (1956) aveva introdotto il concetto di razionalità limitata (i
limiti della razionalità sono imputati ai limiti della conoscenza e ai difetti
di informazione).
• A metà degli anni 70 prende corpo (già prima Katona, 1951) un
filone di psicologia economica che converge nella economia
comportamentale.
– Cfr. Thaler, 1980 (consumo), Tversky, Kanheman, 1981 (frame scelta),
Kahneman, 1984 (razionalità)
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Sociologia
• Termini chiave: identità, ruoli, norme.
– La realtà è una costruzione sociale (Goffman,1968, Berger, 1996).
– La realtà funziona sulla base di una intenzionalità collettiva e di regole
costitutive (es. valore banconota) ontologia sociale (Searle, 1983, 2001)
• L’identità è l’esito della continua costruzione di significati
(narrazione) in un processo di rispecchiamento dell’individuo nei
comportamenti degli altri.
– La “razionalità” dei comportamenti si spiega con la congruenza alle norme
sociali
• Le rappresentazioni e le norme sociali orientano le aspettative
(preferenze) in quanto costituiscono una cornice che attribuisce
“valore” alle diverse alternative.
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In parallelo le neuroscienze
• Negli anni ‘80 iniziano a svilupparsi le neuroscienze
cognitive: lo studio delle basi cerebrali dei meccanismi del
comportamento
• Il salto è stato possibile dalla disponibilità di nuove tecniche
di indagine non invasive come la fRMI che consentono di
osservare il cervello mentre è attivo e svolge i diversi tipi di
compiti
– Prima esperimenti solo su animali e solo su casi clinici (persone
malate)
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Le tecniche
Le mappe cerebrali
La macchina per la fRMI
Rilevano l’afflusso di sangue
convogliato nell’attivazione
delle aree che presidiano le
funzioni
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Alcuni punti cardine
• Il funzionamento della mente è correlato al funzionamento
cerebrale (siamo una rete di neuroni collegati da sinapsi)
– Vi sono aree cerebrali che presidiano specifiche funzioni (es.
linguaggio, calcolo ecc.)
• Le scelte sono influenzate dal nostro patrimonio
biologico/genetico
– La nostra biografia è l’esito di tre fattori:
• i geni
• l’ambiente
• il caso
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Neuroeconomia
• Le neuroscienze esercitano oggi un grande fascino
per diverse ragioni:
– immagine di oggettività
– spiegazioni monocausali
– risposta ad un eccesso di enfasi sulla dimensione culturale
delle scelte
• La neuroeconomia nasce in questo contesto ,
– sottoponendo a fRMI esperimenti classici economia
comportamentale (ma non è solo questo)
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Domande
• I risultati delle ricerche nel campo neuro ci
consentono di aggiungere qualcosa alla
comprensione delle scelte economiche?
• Esce modificata l’idea che abbiamo della razionalità
dei comportamenti e dei processi di decisione?
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Alcune evidenze da esperimenti
con fRMI
• Le decisioni sono influenzate
•
•
•
•
da opzioni disponibili,
dal contesto nel quale sono presentate,
dai fattori emotivi,
dalle interazioni con altri individui
• Acquisizioni
• La valutazione ingloba dimensioni emozionali
• Le decisioni utilizzano scorciatoie e avvengono per
riconoscimento (inglobano esperienze)
• La coscienza delle decisioni segue le decisioni stesse
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La scoperta dei neuroni specchio
• La scoperta dei neuroni specchio introduce una
novità densa di implicazioni:
il comportamento imitativo è connaturato nella fisiologia
del cervello: vedere e agire sono la stessa cosa
I neuroni specchio ci servono a comprendere gli altri e
sono alla base dell’empatia
• La dimensione relazionale appare intrinsecamente
radicata nei circuiti cerebrali.
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Punti di convergenza
• E’ possibile cogliere alcune convergenze tra
neuroscienze e i punti di vista di:
• Economia (utilità) etica utilitaristica -> Bentham
• Sociologia (socialità),
• Psicologia (emozioni)
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1. Utilità / gratificazione
• La categoria logico concettuale dell’utilità trova una
corrispondenza nei circuiti della gratificazione
• La tensione verso la gratificazione/ricompensa è la
molla del comportamento ed è alla base delle scelte.
• Gratificazione  obiettivi  azioni  risultati
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2. Relazione / imitazione
• La dimensione sociale è inscritta nel nostro cervello
• Siamo individui orientati alla relazione e
all’imitazione (i comportamenti etici producono una
gratificazione)
• L’imitazione è il mezzo attraverso cui comprendiamo
le azioni degli altri
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Aspettative e norme sociali
• Le categorie con cui classifichiamo la realtà influenzano la
nostra percezione.
• Noi “interpretiamo” la realtà
• Le nostre preferenze sono fondate su rappresentazioni e
categorie interpretative che sono frutto della cultura:
– dei significati che si costruiscono attraverso le narrazioni e le
esperienze condivise
• Molti esempi di ricerca (le ricerche sul gusto, sulla marca,
sul prezzo) indicano che la percezione è fortemente
influenzata dalle idee e dalle attese.
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3. Cognizione /emozione
Il caso Elliot da una prospettiva economica
• Il caso Elliot (Damasio, 1995) indica che se separiamo
“fisicamente” la razionalità dalle emozioni, la razionalità non
viene esercitata
– Elliot elenca i pro e i contro di ogni alternativa e non riesce a scegliere (in
sostanza non è in grado di ordinare le preferenze).
• Poiché le decisioni razionali sono derivate dalle preferenze e
siccome le preferenze sono fatte di emozioni, allora nella
razionalità entrano inevitabilmente le emozioni.
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Decisioni = cognizione + emozione
• Le emozioni introducono elementi di valutazione che
consentono di prendere decisioni razionali
• Non c’è razionalità senza emozioni
• La componente cognitiva di ogni decisione
(informazioni, calcolo, obiettivi) si intreccia con il
significato che ha il contenuto della decisione stessa.
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Quale razionalità allora?
• Un’idea di razionalità che ingloba le categorie con cui
interpretiamo il mondo e le attese che queste sollecitano.
– Razionalità: strumentale, procedurale, espressiva
– Non tutto è calcolo: ad es. nelle scelte interviene la memoria,
anche quando è senza ricordo
• Dicotomia razionale/irrazionale è in larga parte scorretta.
– Tuttavia abbiamo il problema di non allargare la categoria di
razionalità al punto da renderla inutilizzabile (antropologia: ogni
credenza è razionale in un dato contesto).
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Alcuni riferimenti
• Glimcher P. W., Camerer C. F., Feher. E., Poldrack R. A. (2009),
Neuroeconimics. Decision making and the brain, AP, Elsevier Inc, San
Diego
• Camerer C.F., George Loewenstein, Drazen Prelec (2004),
Neuroeconomics: Why Economics Needs Brains, Scandinavian Journal
of Economics, vol 106, 3, 555-579
• Lee D. (2006), Neural basis of quasi-rational decision making, Current
opinion in Neurobiology, 16, 191-198
• Kenning P., Plassmann H. (2005), NeuroEconomics: An Overview from
an economic perspective, Brain Research Bulletin (67, 343-354
• Cohen J. (2005), The vulcanization of the human brain: A neural
perspective on interactions between cognition and emotion, in journal
of economic perspectives, 19, pp. 3-24
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Infine …
“Questo era il problema: era tutto razionale!”
Woody Allen, “Purché funzioni”
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