Comitato Nazionale delle Cooperative di Ingegneria, Progettazione e Consulting Bologna, 23 Luglio 2008 RELAZIONE MARIA CRISTINA CIPPITELLI Ufficio Studi Ancpl 1 Andamento generale del settore Alla luce delle difficoltà registrate dal mercato, causate dalla diminuzione di capacità di investimento della Pubblica Amministrazione, dai primi segnali di rallentamento del settore costruzioni, dal crescente aumento del costo delle materie prime, il settore della Progettazione manifesta preoccupazione relativa agli andamenti futuri. Andamenti che sono condizionati anche dalla situazione di incertezza normativa che caratterizza il Codice dei contratti pubblici, al quale lentamente si stanno apportando correzioni. Basta osservare i dati 2007 forniti dall’ Osservatorio OICE – Informatel (vedi tab.) per aver conferma di quanto affermato: le gare indette in Italia per servizi di ingegneria e architettura hanno rilevato rispetto al 2006 una diminuzione del 31,9% nel numero dei bandi e del 10.8% nel loro importo. Maggiormente in calo, risultano le gare che hanno avuto ad oggetto servizi per opere di edilizia (-44,5%), servizi per opere stradali ed autostradali (-57,5%) . Per quanto riguarda lo scostamento tra importo a base d’asta e valore di aggiudicazione, assistiamo dal 2000 ad una continua crescita del valore del ribasso medio, raggiungendo quota 28,7% nel 2007. Dando uno sguardo ai valori relativi al 2008, appare un miglioramento rispetto al primo semestre 2007. 2 3 Il numero di gare pubblicate risultano in calo del 21% ma in crescita del 13,3% relativamente al valore. Sono le Amministrazioni dello Stato a far crescere maggiormente la domanda di gare (+1,9% in numero e +365,6% in valore), seguite da Università ed enti di ricerca (+15,4 % in numero e +73,9% in valore). Purtroppo continuano a crescere i ribassi con i quali vengono aggiudicate le gare, raggiungendo quota 29,3% con punte massime del 60-70%. 4 Il campione Gli andamenti evidenziati hanno fatto si che il 2007 registrasse una flessione significativa anche negli utili delle Cooperative di Progettazione, Ingegneria e Consulting . I risultati raggiunti nel 2007 e le stime per il 2008 sono state costruite prendendo in esame un campione di 13 cooperative che corrisponde all'incirca al 50% del fatturato dell'intero settore. Valore produzione: Partendo dal volume d’affari 2007 si registra un risultato più negativo di quello preventivato a dicembre durante l'assemblea annuale di settore e cioè -5,1%. 51.717.000 2008 51.999.000 45.501.644 valori a Giugno 2008 2007 47.182.415 valori a Dicembre 2007 47.949.498 2006 47.860.694 42 44 46 48 50 52 54 5 Di tale campione solamente tre cooperative hanno avuto performance migliori rispetto al 2006 e sono: Centro cooperativo di progettazione, Cooprogetti, Veneto progetti. A distanza di sei mesi il campione ha modificato a ribasso sia i risultati 2007 che quelli stimati per il 2008. Un più robusto recupero del Valore della Produzione (+13%) è la stima per il 2008 che deriva principalmente dal buon trend delle Acquisizioni Lavori avvenute nel 2007 che sono state superiori del 15% rispetto al 2006, mentre nel 2008 incrementano del 13,4% grazie principalmente alla DREAM, Studio T.I. e Cooprogetti. Acquisizione lavori e portafoglio: Anche per tale voce si devono sottolineare gli scostamenti da quello che si era affermato a dicembre, ridimensionandosi le acquisizioni totali 2007 da 45,3 a 39,8 milioni di euro. E’ credibile che tale scarto sia dovuto all’incertezza relativa agli andamenti di mercato che hanno comportato un peggioramento nel numero ed importo dei bandi di progettazione, non atteso dalla imprese. Il Portafoglio Lavori a fine 2007 è risultato essere in crescita dell' 8,5% a differenza di quanto era successo nel 2006 in cui gli incarichi svolti erano stati superiori alle acquisizioni di quell’anno e quindi si era verificata una parziale “erosione” del portafoglio lavori. 6 portafoglio ordini acquisizioni incarichi svolti 55,4 51,1 52,4 45,2 39,8 31/12/2007 31/12/2006 45,5 ANNO 2007 31/12/2008 51,7 ANNO 2008 All’interno del Portafoglio Lavori c’è da segnalare una ripresa della committenza pubblica che passa dal 60,6% del 2007 al 61,9% della stima 2008. Il calo dei bandi e le minor finanze del pubblico potrebbero aprire nuovamente alcuni ragionamenti sulla necessità di guardare maggiormente ai privati. 7 pubblico privato Incarichi per settori di attività: Anche per la voce “incarichi svolti per settori di attività” 2007, sono emersi dati leggermente differenti da quelli divulgati a dicembre. Alcune aree come Infrastrutture o Impianti che prevedevano buoni livelli di attività, hanno visto correggere in difetto i valori raggiunti. 8 P roduz ione per s ettori di attività 2007 19,4 11,5 Urbanis tic a 11,0 Infras trutture Impianti A mbiente/E nergia alternativa 7,7 38,6 E diliz ia 11,8 C ons ulenz a Stima 2008 Urbanistica 21 10,4 11,9 Infrastrutture Impianti Ambiente/Energia alternativa 8,6 Edilizia Consulenza 34,7 13,2 Per il 2008 il settore dell’Edilizia rimane quello di attività prevalente per il campione occupando una fetta del totale pari al 34,7%. Tuttavia si può notare il calo rispetto al 2007 alla luce delle previsioni poco rosee che riguardano il settore delle costruzioni, specie per il nuovo residenziale. Anche il settore Infrastrutture è influenzato dalla congiuntura economica nazionale, portando la sua produzione da un 16% del 2006 all’ 11,9% per il 2008. 9 Vale la pena riflettere sul ruolo che sta assumendo il settore Ambiente/Energia alternativa, crescendo costantemente negli anni. Grazie agli incentivi statali potrebbe essere il mercato più propulsivo sino al 2010 e rispetto al quale le aziende operanti nel settore dell’energia e dell’impiantistica possono trovare uno sbocco positivo. Taglio medio commesse Riguardo al taglio medio delle commesse continua a crescere l'incidenza della fascia più bassa (fino 40mila€) mentre risulta alquanto stazionaria quella delle fasce maggiori. La polverizzazione del portafoglio lavori non aiuta certamente il processo di qualificazione del settore e la redditività delle imprese. D’altronde tra gli appalti integrati e la Pubblica Amministrazione che gestisce in house le opere di progettazione, riducendo l’offerta di gare sul mercato e la qualità delle opere realizzate, le imprese del settore devono “accontentarsi” e concorrere per i lavori rimanenti. Il mondo della cooperazione, tuttavia, può vantare al proprio interno delle eccellenze quali ad esempio Politecnica che contribuisce con le proprie commesse al 51% della voce “oltre 200mila €”. 10 Occupazione Spunto per una riflessione potrebbe offrirlo la voce “organico”, che nonostante le previsioni di stabilità fatte a dicembre, un fatturato in diminuzione del settore e le incertezze del mercato, vede crescere il dato finale complessivo 2007 del 9%. Tale incremento è attribuibile principalmente alla Coprat e Cooprogetti che hanno rafforzato il numero dei collaboratori fissi. Anche per il 2008 si stima un incremento occupazionale del 3,2% relativo principalmente alla base sociale. 11 Infine, un fattore rilevante è emerso dal campione esaminato, soprattutto in vista della futura evoluzione del mercato, l'ampia disponibilità che le Cooperative hanno manifestato riguardo alla possibilità di intraprendere partnership e collaborazioni con gli attori del mercato più affini al loro “core business” (altre Cooperative del Settore, studi professionali e cooperative di costruzioni e abitazione). 12 Considerazioni finali “Gli elementi di segno negativo che hanno caratterizzato il bilancio 2007 devono essere valutati alla luce delle difficoltà che attraversa il mercato di riferimento: domanda di servizi di progettazione meno qualificata del passato, ribassi, contenziosi, incertezze, riduzione ulteriore della capacità di spesa del pubblico”. Questa affermazione riportata nel bilancio civilistico della cooperativa Politecnica sintetizza l’umore generale che si respira nel settore Progettazione e Consulting. I ribassi sono un dato allarmante per la qualità dei progetti ed è segno di un grave disagio nel settore. L’ingegneria, come le imprese di costruzioni, hanno bisogno di risorse certe e costanti che diano continuità ai programmi di spesa definiti negli ultimi anni e necessitano di maggior certezza relativamente al quadro normativo. Vi è un gap tra la struttura artigianale dell’architettura italiana e quella più organizzata del mercato straniero. Il CRESME afferma che tra i primi 50 studi europei non appare nessuno italiano. Ma per tale motivo, una sfida su cui puntare potrebbe essere il remake dei modelli organizzativi e lavorare verso una sinergia delle competenze nelle grandi commesse, ovviando all’inadeguatezza del settore rispetto alla gestione di progetti sempre più complessi. 13 Bisogna accrescere gli sforzi per sostenere attività finalizzate all'acquisizione di commesse all'estero. Le prospettive sono interessanti, ma il mercato estero va affrontato in maniera articolata investendo sulla massa critica ed impiegando tempo e denaro. Vista la propensione ad intraprendere relazioni di partnership da parte delle cooperative campionate, occorre insistere sulle collaborazione con altri soggetti interessati anche non cooperativi, se si vuole essere competitivi su un mercato in continua evoluzione e sempre più articolato. 14 Elenco delle cooperative campione • CCdP– RE • Città Futura – LU • CO.P.R.A.T. – MN • Cooprogetti – PG • CO.R.IN.TE.A - TO • D.R.E.A.M. Italia – AR • E.P.B. - PZ • Politecnica – MO • PROTECO- VE • Studio T.I. – RN • Tecnicoop – BO • U.TE.CO – FE • Veneto Progetti – TV 15