Introduzione alla norma SA 800
Camera di Commercio di Ancona
17 ottobre 2006
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IL POSIZIONAMENTO DELLA NORMA SA8000 NEL PANORAMA
INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
Panoramica di alcuni strumenti rilevanti
Altre iniziative
• Linee Guida OCSE
• Libro verde UE e successiva Comunicazione del luglio 2002
• Global Compact
• Global Reporting Initiative
• Ministero Welfare
• ISO/UNI
• ETI
• AA1000
•….
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IL POSIZIONAMENTO DELLA NORMA SA8000 NEL PANORAMA
INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
Punti di forza e punti di debolezza
Punti di forza
• visibilità internazionale
• delimitazione opportuna del campo d’azione
• buona complementarietà con altri standard
• background metodologico consolidato
• coniuga approcci con performance
• in pratica è l’unico strumento che consente una certificazione di terza parte
credibile nel campo della responsabilità sociale d’impresa
• presenta diverse opportunità per le imprese, i lavoratori, i sindacati, i consumatori,
le associazioni di rappresentanza, le istituzioni
• ha l’obiettivo di migliorare le condizioni dei lavoratori nel mondo
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IL POSIZIONAMENTO DELLA NORMA SA8000 NEL PANORAMA
INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
Punti di forza e punti di debolezza
Punti di debolezza
• il suo nome non corrisponde ai contenuti effettivi
• la sua struttura e la sua dinamica di funzionamento non sono del tutto condivise da
alcune parti interessate (ONG in particolare)
• lo scenario mondiale presenta numerosi competitors che, sebbene fino ad oggi non
abbiano prodotto strumenti di pari livello, rendono comunque molto affollato il
panorama delle iniziative che vengono proposte al sistema economico. Ciò
determina maggiore confusione e lentezza nella diffusione di SA8000
• la credibilità che sino ad oggi SA8000 si è conquistata è discreta, ma non ottimale
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INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
Punti di forza e punti di debolezza
Punti di incertezza
• il sistema necessita di alcuni perfezionamenti tecnici, non ancora messi a regime
da SAI (anche se non incompatibili con SA8000) per incrementarne sia la credibilità
che l’efficacia
• relazioni che si instaureranno tra SAI, ISO ed Unione Europea e prospettive da
definire di integrazione dei diversi approcci
• il mondo della certificazione volontaria di terza parte nel suo complesso deve
superare non poche difficoltà e problemi di credibilità: SA8000, per il tema trattato,
probabilmente dovrà superare l’esame più severo
• la classe dei valutatori dovrà evolvere la propria mentalità
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Opportunità
Per le imprese
• tutela del brand
• miglioramento delle relazioni interne
• maggiore appetibilità per le risorse umane più qualificate
• maggior valore riconosciuto a prodotti “etici”
• miglioramento immagine presso gli stakeholders
• garanzia di sostenibilità del business
• occasione per vigilare sul comportamento sociale della supply chain
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INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
Opportunità
Per i lavoratori
• maggiori garanzie di riconoscimento dei diritti dei lavoratori
• miglioramento continuo delle condizioni di lavoro
• maggiori prospettive di sostenibilità del posto di lavoro
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Opportunità
Per i consumatori
• possibilità di scegliere al momento dell’acquisto
• percezione di responsabilità verso uno sviluppo sostenibile
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Opportunità
Per i sistemi di rappresentanza (associazioni, sindacati, istituzioni, ONG)
• occasione di innovazione del proprio ruolo di rappresentanza
• partecipazione responsabile al miglioramento ed alla sostenibilità dei sistemi
economici
• valorizzazione dell’impegno dei soggetti appartenenti alla categoria rappresentata
• progetti di sistema
Corso per sistemisti
- Forlì 7 - 8 novembre 2002
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IL POSIZIONAMENTO DELLA NORMA SA8000 NEL PANORAMA
INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
I principi fondamentali
• Coinvolgimento del management
• Tutti i settori dell’azienda sono coinvolti
• Privilegia la prevenzione piuttosto che la correzione
• Finalizzata al miglioramento continuo
• Unisce requisiti di performance a requisiti di sistema
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INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
Normative internazionali di riferimento
Convenzioni ILO - International Labour Organization:
Convenzione ILO 29 & 105 (Lavoro forzato e coatto)
Convenzione ILO 87 ( Libertà di Associazione),
Convenzione ILO 98 (Diritto alla contrattazione collettiva),
Convenzione ILO 110 &111 (Pari opportunità salariali e discriminazione),
Convenzione ILO 135 (Rappresentanti dei lavori),
Convenzione ILO 138 e raccomandazione 146 (Lavoro minorile),
Convenzione ILO 155 & 164 (Salute e sicurezza),
Convenzione ILO 159 (Inserimento dei disabili),
Convenzione ILO 177 (Lavoro a domicilio),
Convenzione ILO 182 (Peggiori forme di lavoro minorile)
Dichiarazione Universale dei diritti umani
Convenzione ONU sui Diritti dei Bambini
Convenzione ONU sulla discriminazione verso le donne
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IL POSIZIONAMENTO DELLA NORMA SA8000 NEL PANORAMA
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La logica di base
Nell’impostare o nel valutare un SRS rispetto alla norma SA8000 ci si trova sovente
dinanzi a situazioni particolari e complesse rispetto alle quali l’azione più opportuna
difficilmente può essere stabilita a priori.
Spesso quindi la soluzione ad un problema DIPENDE da uno o più fattori e non
può essere standardizzata.
Da ciò nasce la difficoltà, per tutti coloro che si occupano di certificazione (sia
consulenti che valutatori), a standardizzare tale processo!
I metodi tradizionalmente utilizzati per la ‘valutazione di conformità’ rischiano
infatti in alcuni casi di portare a conclusioni profondamente errate.
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INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
La logica di base
Come gestire dunque il DIPENDE ?
Occorre impiegare strumenti quali:
• L’INDAGINE LOGICA
• METODOLOGIE DI VALUTAZIONE DELL’ADEGUATEZZA
per tracciare ogni volta la traiettoria ideale tra il punto di partenza (il caso aziendale
che abbiamo dinanzi) ed il punto di arrivo (i principi fondamentali ed i contenuti
delle normative internazionali di riferimento dai quali SA8000 è stata ispirata).
Tale traiettoria costituirà il percorso di miglioramento che un’organizzazione
seriamente interessata ad applicare lo standard SA8000 dovrà pianificare e
realizzare.
Resta ancora da definire a quale step di tale percorso la certificazione potrà essere
conseguita: a questo scopo il NLE impiega il metodo CEASAS
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INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
La logica di base
Il metodo CEASAS
(Continuos Evaluation of Adequacy of Social Accountability Systems)
La metodologia consente di contestualizzare il sistema e le prestazioni
dell’organizzazione alla sua storia interna ed all’ambiente esterno combinando la
valutazione delle performances con la ricerca di evidenze circa l’effettivo
funzionamento di un sistema di gestione orientato al miglioramento continuo.
Tale metodo viene applicato in ogni organizzazione da tutti i team di valutazione
operanti per il NLE
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INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
La logica di base
La situazione di partenza (risultati storici)
L’applicazione del sistema di gestione
I nuovi risultati (miglioramento)
L’applicazione del sistema di gestione
…...
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IL POSIZIONAMENTO DELLA NORMA SA8000 NEL PANORAMA
INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
Il sistema di certificazione
Il CEP
•
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Il Council on Economic Priorities è un Centro di Ricerca indipendente, noprofit, fondato nel 1969
Svolge attività di ricerca, informazione e pubblicazione per sensibilizzare i
consumatori, gli investitori, i dirigenti e i lavoratori sull’importanza delle loro
scelte economiche oltre che politiche
ATTIVITÀ PARTICOLARI:
Corporate Coscience Awards: un premio alle imprese che si sono distinte
nella realizzazione di iniziative in aree di interesse sociale,
Shopping for a better world: la pubblicazione di un testo di valutazione della
performance sociale delle maggiori imprese americane,
Forum on Global Standard: tavoli di confronto tra imprese, distributori e
fornitori sulla necessità di adottare codici etici e l’opportunità di monitorare
l’intera filiera.
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INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
Il sistema di certificazione
Il CEPAA/SAI
Nel maggio 1997 dal CEP è scaturita, come organismo autonomo, un’agenzia
di accreditamento indipendente, il CEPAA, che ha sviluppato lo STANDARD
SA8000.
Dal luglio 2000, visto la diffusione e l’impatto a livello mondiale dello
standard, il CEPAA cambia il proprio nome in SAI (Social Accountability
International)
ATTIVITÀ PRINCIPALI:
• Esamina l’idoneità degli organismi di certificazione ad essere
accreditati
• Monitora le procedure impiegate dagli organismi di certificazione
• Aggiorna e rende disponibile pubblicamente la lista degli organismi di
certificazione accreditati
• Interviene nelle controversie sorte nella interpretazione dello
Standard o nei confronti di auditor.
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INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
Il ciclo economico della responsabilità sociale d’impresa
Fig. A
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INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
Il ciclo economico della responsabilità sociale d’impresa
Fig. B
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IL POSIZIONAMENTO DELLA NORMA SA8000 NEL PANORAMA
INTERNAZIONALE DELLA RESPONSABILITÁ SOCIALE
L’evoluzione
Dei numerosi approcci citati SA8000 appare oggi come uno dei più strutturati e
credibili.
Lo standard è inoltre in una chiara fase di espansione.
Ciò nonostante continuano a proliferare nuovi approcci alla tematica, anche di
soggetti ed Istituzioni autorevoli, che determinano una evoluzione futura ancora
incerta.
Purtroppo questa situazione, come già sottolineato, non va a vantaggio di una reale
governance mondiale della Corporate Social Responsibility.
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
Le definizioni
DEFINIZIONI DELLO STANDARD






Azienda
Fornitore/Subappaltatore
Subfornitore
Bambino
Giovane lavoratore
Lavoro infantile






Azione di rimedio
Azione di rimedio per i bambini
Azione Correttiva
Lavoro obbligato
Lavoratore a domicilio
Parte interessata
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
Le definizioni
Azienda
Il complesso di qualsiasi organizzazione e organismo economico
responsabile della implementazione dei requisiti della presente
normativa, incluso tutto il personale (amministratori, dirigenti,
management, supervisori e l’organico non-dirigenziale, sia esso
assunto direttamente, a contratto o altrimenti rappresentante
l’azienda)
Fornitore/
subappaltatore
Subfornitore
Un ente economico che rifornisce l’azienda di beni e/o servizi
necessari per, e utilizzati in/per, la produzione dei beni e/o
servizi dell’azienda.
Un ente economico della catena di fornitura che, direttamente o
indirettamente, procura al fornitore beni e/o servizi.
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
Le definizioni
Bambino
Qualsiasi persona con meno di 15 anni di età, a meno che leggi locali
sull’età minima prevedano un’età più alta per il lavoro o per la
scuola dell’obbligo, nel qual caso si applica l’età più alta. Se,
comunque, la legge locale sull’età minima stabilisce 14 anni di età
in accordo con le eccezioni previste dalla Convenzione ILO 138 per
i Paesi in via di sviluppo, si applica l’età più bassa.
Giovane lavoratore Qualsiasi lavoratore che superi l’età di bambino, come sopra
definito, e sia inferiore ai 18 anni.
Lavoro
infantile
Qualsiasi lavoro effettuato da un bambino con un’età inferiore
all’età specificata nella definizione di bambino riportata dalla
norma, ad eccezione di ciò che è previsto dalla
Raccomandazione ILO 146
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
Le definizioni
Azione di
rimedio
Azione di rimedio
per i bambini
Azione
correttiva
Azione intrapresa per sanare, nei confronti di lavoratori o di ex
dipendenti, una non-conformità rispetto ai requisiti della norma
SA 8000
Ogni forma di sostegno e azione necessari a garantire la sicurezza,
la salute, l’educazione e lo sviluppo dei bambini che sono stati
sottoposti a lavoro infantile, come sopra definito.
Implementazione di una modifica al sistema o di una soluzione
assicurare il rimedio ad una non-conformità e prevenirne il
ripetersi.
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
Le definizioni
Lavoro
obbligato
Ogni lavoro o servizio ottenuto da una persona sotto la minaccia
di una qualsiasi penale e per il quale detta persona non si è
offerta volontariamente o per il quale detto lavoro o servizio
sia richiesto come forma di pagamento di un debito
Lavoratore a
domicilio
Una persona che svolge, per conto di un’Organizzazione sotto
contratto diretto o indiretto, al di fuori dello stabilimento
dell’Organizzazione, dietro remunerazione, un lavoro il cui
risultato sia un bene o un servizio come specificato dal datore di
lavoro, indipendentemente da chi fornisce l’equipaggiamento, i
materiali o altri elementi utilizzati.
Parte
interessata
Individuo o gruppo interessato a, o che influisce su, la
performance sociale dell’azienda.
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
LAVORO INFANTILE

L’azienda non deve utilizzare o dare sostegno all’utilizzo del lavoro infantile;

L’azienda deve stabilire, documentare, mantenere attive e comunicare
effettivamente al personale e alle altre parti interessate politiche e procedure
per il rimedio dei bambini per i quali si riscontra una situazione lavorativa che
rientra nella suddetta definizione di lavoro infantile, e deve fornire un
adeguato sostegno per garantire a tali bambini la frequenza e la permanenza a
scuola fino all’età prevista dalla suddetta definizione di bambino;
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
LAVORO INFANTILE

L’azienda deve stabilire, documentare, mantenere attive e comunicare effettivamente al
personale e alle altre parti interessate politiche e procedure per la promozione
dell’educazione dei bambini rientranti nella Racc. ILO 146 e dei giovani lavoratori
soggetti a normative locali di istruzione obbligatoria o che frequentano la scuola,
inclusi i mezzi per assicurare che nessuno dei suddetti bambini o giovani lavoratori sia
impiegato nel lavoro durante le ore scolastiche e che le ore di viaggio giornaliere
(da/per luogo di lavoro a scuola), sommate alle ore di scuola e alle ore di lavoro, non
eccedano le 10 ore complessive al giorno;

L’azienda non deve esporre bambini e giovani lavoratori a situazioni pericolose,
rischiose o nocive per la salute, sia all’interno che all’esterno del luogo di lavoro.
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
LAVORO INFANTILE
L.17-10-1967
n.977
Tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti
D.Lgs. 04-08-1999 n.34 (integr.D.Lgs.n.262/2000)
Attuazione della direttiva 94/33/CEE relativa alla protezione dei giovani sul lavoro
L.10-04-1981 n.157
Età minima per l’assunzione all’impiego
L. 19-07-1994 n. 451
Contratti di formazione lavoro
L. 24-06-1997 n. 196
Apprendistato e tirocini formativi (D.M. n.142/1998)
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
LAVORO OBBLIGATO
l’azienda non deve ricorrere a, né sostenere, l’utilizzo del lavoro obbligato e non
deve essere richiesto al personale di lasciare “depositi” o documenti di identità
al momento dell’inizio del rapporto di lavoro con l’azienda.
L.29-01-1934
n.274 (ILO n.29)
Lavoro forzato o obbligato
L.24-06-1967
n.158 (ILO n.105)
Abolizione del lavoro forzato
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SALUTE E SICUREZZA

L’azienda, tenendo presente lo stato delle conoscenze prevalenti riguardo
all’industria e a tutti i relativi rischi, deve garantire un luogo di lavoro sicuro e
salubre e deve adottare le misure adeguate per prevenire incidenti e danni alla
salute che possano verificarsi durante lo svolgimento del lavoro o in
conseguenza di esso, minimizzando, per quanto sia ragionevolmente praticabile,
le cause di pericolo ascrivibili all’ambiente di lavoro;

L’azienda deve nominare un rappresentante della direzione che sia responsabile
della salute e della sicurezza di tutto il personale e dell’implementazione dei
fattori di sicurezza e salute previsti nella presente norma;
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
SALUTE E SICUREZZA

L’azienda deve assicurare che il personale riceva una regolare e documentata
formazione in materia di sicurezza e salute, e che tale formazione sia ripetuta
per il personale nuovo e riassegnato;

L’azienda deve stabilire sistemi per individuare, evitare o fronteggiare potenziali
rischi alla salute e alla sicurezza di tutto il personale;

L’azienda deve garantire, per l’utilizzo di tutto il personale, bagni puliti, accesso
ad acqua potabile e, se appropriate, strutture igieniche per la conservazione degli
alimenti;

L’azienda deve garantire che i dormitori, se eventualmente forniti al personale,
siano puliti, sicuri e rispondano ai bisogni essenziali del personale.
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SALUTE E SICUREZZA
D.Lgs.
15-08-1991 n. 277
Tutela contro i rischi derivanti dal piombo, dall’amianto e dal rumore
D.Lgs.19-09-1994
n.626 (e successive modifiche: D.Lgs.242/1996)
Miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori
D.Lgs.14-08-1996
n.493
Segnaletica di sicurezza e/o salute per i luoghi di lavoro
D.Lgs.
14-08-1996 n.494 (mod.e integr.D.Lgs.19/11/1999)
Igiene e sicurezza del lavoro nei cantieri temporanei o mobili
D.Lgs.04-08-1999
n. 359
Uso delle attrezzature di lavoro
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
LIBERTA’ DI ASSOCIAZIONE E DIRITTO ALLA
CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
L’azienda
deve rispettare il diritto di tutto il personale di formare ed aderire ai sindacati
di loro scelta e il diritto alla contrattazione collettiva;
L’azienda
deve, nelle situazioni in cui il diritto alla libertà di associazione e alla
contrattazione collettiva sia limitato dalla legge, facilitare mezzi analoghi di libera e
indipendente associazione e di contrattazione per tutto il personale;
L’azienda
deve garantire che i rappresentanti del personale non siano soggetti a
discriminazione e che tali rappresentanti possano comunicare coi propri iscritti nel luogo
di lavoro.
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
LIBERTA’ DI ASSOCIAZIONE E DIRITTO ALLA
CONTRATTAZIONE COLLETTIVA
L.23-03-1958
n.367 (ILO n.87 - ILO n.98)
Libertà sindacale e protezione del diritto sindacale.
Diritto di organizzazione e di negoziazione collettiva
Statuto
dei Lavoratori (L.300/1970)
L.10-04-1981
n.157 (ILO n.135)
Protezione dei rappresentanti dei lavoratori in aziende e loro agevolazioni
L.
23-07-1991 n.223 art. 18
Contributi sindacali
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
DISCRIMINAZIONE
L’azienda
non deve attuare o dare sostegno alla discriminazione nell’assunzione,
nella remunerazione, nell’accesso alla formazione, promozione, licenziamento o
pensionamento, in base a razza, ceto, origine nazionale, religione, invalidità, sesso,
orientamento sessuale, appartenenza sindacale, affiliazione politica, età;
L’azienda
non deve interferire con l’esercizio del diritto del personale di seguire
principi o pratiche, o di soddisfare bisogni connessi a razza, ceto, origine nazionale,
religione, invalidità, sesso, orientamento sessuale, appartenenza sindacale o
affiliazione politica;
L’azienda
non deve permettere comportamenti, inclusi gesti, linguaggio o contatto
fisico, che siano sessualmente coercitivi, minacciosi, offensivi o volti allo
sfruttamento.
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
DISCRIMINAZIONE
L.22-05-1956
n.741 (ILO n.100)
Eguaglianza di retribuzione tra uomo e donna per un lavoro di eguale valore
L.06-02-1963 n.405 (ILO n.111)
Discriminazioni in materia di impiego e di professione
L.09-12-1977 n.903
L.10-04-1991 n.125
Parità di trattamento tra uomo e donna - Azioni positive per la parità
Raccomandazione CEE 27-11-1991
Tutela della dignità sul lavoro
D. Lgs. 25-07-1998 n. 286
Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina della immigrazione e norme sulla
condizione dello straniero
L.05-02-1999
n. 25
Lavoro notturno femminile
 D.Lgs. 26-03-2001 n. 151
Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della
maternità e della paternità
Copyright  2003 E’ vietata la riproduzione, totale o parziale,
L. 12-03-1999 n. 68
del documento senza l’autorizzazione di CISE
Assunzioni obbligatorie (lavoratori disabili)
I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
DISCRIMINAZIONE
D.
Lgs. 09-07-2003 n. 215
Attuazione delle direttive 200/43/CE per la parità di trattamento tra le persone
indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica
D. Lgs. 09-07-2003 n. 216
Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione
e di condizioni di lavoro
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
PROCEDURE DISCIPLINARI
L’azienda non deve utilizzare o sostenere l’uso di punizioni corporali,
coercizioni mentali o fisiche ed abusi verbali.
Statuto
dei lavoratori
Potere disciplinare e licenziamenti disciplinari
L.15-07-1966
n.604 L.11-05-1990 n.108
Licenziamenti individuali
L.23-07-1991
n.223
Licenziamenti collettivi
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
ORARIO DI LAVORO
L’organizzazione
deve rispettare le leggi e gli standard industriali applicabili
sull’orario di lavoro. La settimana lavorativa deve essere stabilita dalla legge, ma non
deve di norma eccedere le 48 ore. Il personale deve ricevere almeno un giorno libero
nell’arco di un periodo di sette giorni. Tutto il lavoro straordinario deve essere
rimborsato con una percentuale aggiuntiva e non deve in nessuna circostanza superare
le 12 ore per dipendente alla settimana.
In
casi diversi da quanto previsto nella sezione 7.3 ( di cui al comma successivo) il
lavoro straordinario deve essere volontario.
Se
l’azienda è parte di una contrattazione collettiva liberamente negoziata con
un’organizzazione dei lavoratori (secondo la definizione dell’ILO) che rappresentano
una parte significativa della sua forza lavoro, essa può richiedere lavoro straordinario
nel rispetto di detto accordo per far fronte a una domanda di breve periodo del
mercato. Ogni accordo di questo tipo deve rispettare i requisiti della sezione 7.1(di cui
al primo comma)
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
ORARIO DI LAVORO
R.D.L. 15-03-1923, n. 692
Orario di lavoro nelle aziende industriali e commerciali
 L.24-06-1997 n.196
Disciplina del lavoro interinale, orario di lavoro, riforma di alcuni rapporti speciali di
lavoro, borse di lavoro, lavori di pubblica utilità
 L.27-11-1998 n. 409
Lavoro straordinario in aziende industriali
 L.22-11-1988 n. 516 e L.08-03-1989 n. 101
Riposo sabbatico
Alcuni contratti collettivi hanno previsto un istituto innovativo la “Banca delle ore”
 D. Lgsl. 8-04-2003 n. 66 - Nuova disciplina sull’orario di lavoro
attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE concernenti aspetti
dell’organizzazione dell’orario di lavoro

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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
RETRIBUZIONE
L’azienda
deve garantire che il salario pagato per una settimana lavorativa standard
corrisponda sempre agli standard legali o agli standard minimi industriali e che sia
sempre sufficiente a soddisfare i bisogni primari del personale, oltre a fornire un
qualche guadagno discrezionale;
L’azienda
deve garantire che le trattenute sul salario non siano dovute a scopi
disciplinari e che la composizione dei salari e delle indennità retributive sia indicata
chiaramente e regolarmente a beneficio dei lavoratori; l’azienda deve inoltre
garantire che salari e indennità retributive siano erogati in piena conformità alle leggi
vigenti e che la remunerazione sia elargita in contanti o tramite assegno, secondo la
modalità più conveniente per i lavoratori;
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
RETRIBUZIONE
L’azienda
deve garantire che non siano stipulati accordi contrattuali di “sola
manodopera” e programmi di falso apprendistato volti ad evitare l’adempimento degli
obblighi aziendali nei confronti del personale, in base alla legislazione vigente in
materia di lavoro e di sicurezza sociale
Statuto
dei lavoratori
L.29-05-1982 n.297
Trattamento di fine rapporto
D.L. 30-10-1984 n.726 e L.19-07-1993
n.236
Contratti di solidarietà
D.Lgs.26-05-1997 n. 152 (attuazione della Direttiva 91/533/CEE)
Obbligo di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o
rapporto di lavoro
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Corso per sistemisti
- Forlì 7 - 8 novembre 2002
I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
SISTEMA DI RESPONSABILITA’ SOCIALE





–
–
–
–
L’alta direzione deve definire la politica di responsabilità sociale
La politica deve essere documentata, attuata, mantenuta, resa comprensibile
ed accessibile a tutto il personale, e resa disponibile al pubblico
L’alta direzione deve riesaminare periodicamente la politica ed il sistema di
responsabilità sociale, apportando gli opportuni miglioramenti
Deve essere nominato un rappresentante della direzione ed eletto un
rappresentante del personale non direttivo, per il rispetto delle regole del
sistema di responsabilità sociale
L’azienda deve garantire che il sistema sia attuato a tutti i livelli; i metodi
adottati devono includere:
definizione di ruoli e responsabilità
formazione per il personale di nuova assunzione
formazione periodica e programmi di aggiornamento per il personale
esistente
monitoraggio continuo delle attività e dei risultati
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Corso per sistemisti
- Forlì 7 - 8 novembre 2002
I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
SISTEMA DI RESPONSABILITA’ SOCIALE
Controllo dei fornitori/subappaltatori e subfornitori
Procedura di selezione e valutazione dei fornitori/subappaltatori (e se opportuno dei
subfornitori) sulla base della loro capacità di soddisfare i requisiti SA 8000.
E’ richiesto un loro impegno formale a:
a)
conformarsi ai requisiti della norma
b)
rendersi disponibili ad essere soggetti a forme di monitoraggio (audit)
c)
rendersi disponibili ad attuare azioni di miglioramento
d)
Informare l’azienda circa qualsiasi relazione economica rilevante con altri
fornitori/subappaltatori o subfornitori
L’Azienda deve mantenere appropriate registrazioni che forniscano evidenza di tali
impegni
L’Azienda deve mantenere ragionevoli evidenze in merito alla conformità di
fornitori e subappaltatori ai requisiti della presente norma
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
SISTEMA DI RESPONSABILITA’ SOCIALE
Nel caso di fornitori/subappaltatori o subfornitori inquadrabili come lavoratori a
domicilio, è inoltre necessario assicurare che essi godano di livelli di
protezione simili a quelli dei lavoratori impiegati direttamente in Azienda.
In particolare è necessario:
a.
che nei contratti sia stabilita la conformità ai requisiti minimi (in accordo con
i requisiti SA 8000)
b.
che i requisiti contrattuali siano conosciuti e compresi dai lavoratori e dalle
altre parti coinvolte nei contratti di fornitura/subappalto


che siano disponibili presso l’Azienda registrazioni relative all’identità dei
lavoratori a domicilio, alle quantità di beni/servizi forniti e/o alle ore lavorate
da ciascun lavoratore
che siano previste frequenti attività di monitoraggio da parte dell’Azienda per
verificare la corretta applicazione dei termini contrattuali
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I REQUISITI DELLO STANDARD SA8000:2001
SISTEMA DI RESPONSABILITA’ SOCIALE





–
–

Devono essere gestite le problematiche mosse dai lavoratori e dalle altre parti
interessate, riguardo alla conformità/non conformità della politica aziendale e del
sistema rispetto ai requisiti della norma
Non devono essere presi provvedimenti disciplinari o discriminatori rispetto a
quei lavoratori che forniscono informazioni relative alla conformità alla norma
Devono essere attuati rimedi ed azioni correttive adeguati alla natura e alla
gravità di ogni non conformità emersa
L’azienda deve stabilire procedure per comunicare alle parti interessate dati e
informazioni sulle proprie prestazioni in materia di SA 8000
Se richiesto contrattualmente l’azienda deve:
fornire informazioni e consentire l’accesso delle parti interessate alla
verifica dell’applicazione del sistema
garantire da parte di fornitori e subfornitori le medesime informazioni e
possibilità di accesso alle parti interessate
L’azienda deve mantenere registrazioni per dimostrare la conformità ai
requisiti della norma
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
L’autovalutazione
La logica di base già descritta:
La situazione di partenza (risultati storici)
L’applicazione del sistema di gestione
I nuovi risultati (miglioramento)
L’applicazione del sistema di gestione
…...
necessita, per essere innescata, di una rilevazione della situazione di partenza
ovvero di una AUTOVALUTAZIONE.
Questa importante fase può essere condotta sotto la guida di una consulenza esperta.
Uno strumento utile è costituito dalla “Guida all’autovalutazione” consigliabile sia
alle imprese che avviano un iter di certificazione che a quelle che intendono
perseguire in via preliminare il riconoscimento dello stato di “Applicant”. Per
queste ultime tale strumento rappresenta un elemento imprescindibile del percorso.
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
L’autovalutazione
Per condurre correttamente un’autovalutazione:
• individuare e motivare l’eventuale non applicabilità di taluni requisiti
• individuare le risposte fornite dall’organizzazione a ciascun requisito applicabile
• individuare le risposte carenti (aree di non conformità)
• concentrare l’autovalutazione sia sugli approcci di tipo sistemico che sui risultati
prodotti
• pianificare le opportune azioni di miglioramento su ciascuna delle aree di non
conformità individuate
• procedere ad un impegno formale, da parte del top management, ad attuare i piani
di miglioramento definiti prevedendo l’allocazione delle risorse necessarie
• condividere l’intero processo di autovalutazione tra rappresentanti del
management e rappresentanti dei lavoratori (processo partecipato)
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
L’autovalutazione
REQUISITO
2
LAVORO OBBLIGATO
2.1
L’azienda si astiene dal
partecipare o dare sostegno
all’utilizzo del lavoro
obbligato?
A
B
Conformità
N.
S/ N/ N.A.
GUIDA ALL’ AUTOVALUTAZIONE
per i Sistemi di Responsabilità Sociale SA8000
C
EVIDENZE OGGETTIVE
Punti di forza
Aree di miglioramento
D
E
EVIDENZE OGGETTIVE
Qui di seguito si riportano alcuni esempi, non esaustivi né obbligatori, di evidenze oggettive a supporto dell’autovalutazione rispetto al
precedente punto della norma.
………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………………………
F
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
L’autovalutazione
SINTESI DELL’AUTOVALUTAZIONE
Stato del
requisito
N. (numero
del requisito
della norma)
(Non Conforme /
Non Applicabile)
Azione di miglioramento pianificata / Motivazione non applicabilità
………
 NC  NA
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………
…………………………………………
G
H
I
LEGENDA:
A numero progressivo della domanda
F esempi di evidenze oggettive non esaustivi né obbligatori
B requisito
G numero del requisito
C indicazione di S/N/NA
H requisito è NC o NA
D - E indicazione di evidenze oggettive relative a punti di forza e
punti di debolezza
I descrizione delle azioni di miglioramento pianificate a
fronte dei punti di debolezza individuati, oppure alla
motivazione della NA
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
L’autovalutazione
Non conformità nella conduzione dell’autovalutazione e suoi effetti sul
riconoscimento o meno dello stato di applicant.
Tipologie di carenze
1.
2.
3.
4.
5.
6.
incompletezza nella compilazione della colonna
relativa allo stato di conformità del SRS rispetto a
ciascun requisito
mancata motivazione per i requisiti classificati come
non applicabili (NA)
mancata descrizione dell'azione di miglioramento
relativa a ciascun requisito classificato come non
conforme
mancata o insufficiente indicazione di evidenze
oggettive relative ai punti di forza
non adeguatezza (in relazione allo spirito della
norma e alle convenzioni ILO) del contenuto delle
azioni di miglioramento rispetto alle Non
Conformità rilevate
non adeguatezza nella motivazione fornita circa la
NA di un requisito
Effetti
Stato di applicant riconosciuto solo dopo l'integrazione
dell'autovalutazione da parte dell'azienda
Stato di applicant riconosciuto solo dopo l'integrazione
dell'autovalutazione da parte dell'azienda
Stato di applicant riconosciuto solo dopo l'integrazione
dell'autovalutazione da parte dell'azienda
Stato di Applicant riconosciuto
Stato di applicant riconosciuto solo dopo l'integrazione
dell'autovalutazione da parte dell'azienda
Stato di applicant riconosciuto solo dopo l'integrazione
dell'autovalutazione da parte dell'azienda
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
Non conformità maggiori e minori
Si distinguono due tipologie di Non Conformità che possono scaturire da un iter di
verifica:
MAGGIORI  ovvero di tipo sistemico
MINORI  ovvero di tipo sporadico
Le NC maggiori ostano al rilascio della certificazione (anche una sola!)
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
La progettazione del sistema
Input della progettazione
Le evidenze oggettive prodotte durante l’autovalutazione costituiscono il principale
input (assieme ai requisiti della norma SA8000 ed ai requisiti di tipo cogente) per il
processo di progettazione del SRS di un’organizzazione.
Altri input importanti sono costituiti da:
• le aspettative dei diversi stakeholders
• il contesto economico, sociale e culturale di riferimento
• le prerogative del settore di attività e della catena di fornitura
• le dimensioni dell’organizzazione
• lo stato dell’arte
• la dislocazione delle attività produttive
• le risorse disponibili
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
La progettazione del sistema
Output della progettazione
I principali output della progettazione del SRS di un’organizzazione sono:
• i risultati complessivi emersi dal processo di autovalutazione
• i piani di miglioramento sviluppati a fronte delle NC emerse dall’autovalutazione
• la validazione degli elementi sistemici già riscontrati come presenti al momento
della conduzione dell’autovalutazione
• l’individuazione del sistema di indicatori descrittivi dei risultati prodotti dal SRS
• l’individuazione del sistema di gestione e di riesame dei suddetti indicatori e dei
target fissati come obiettivi
• i meccanismi ed i procedimenti bilaterali da attivare all’interno
dell’organizzazione (sistema delle relazioni interne)
• la predisposizione di ambienti e strutture di lavoro adeguate
• cultura e consapevolezza all’interno dell’organizzazione in materia di RS
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
La progettazione del sistema
Output della progettazione
In linea generale non sono da considerare output significativi:
• un manuale del SRS (non obbligatorio)
• procedure documentate delle prassi aziendali (non necessariamente scritte)
• sistemi di raccolta di evidenze oggettive impostati esclusivamente su base
documentale
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
La pianificazione
Solo in pochissimi casi è possibile raggiungere in tempi rapidi una piena conformità
ai requisiti.
La presenza di adeguati piani di miglioramento sulle carenze riscontrate rappresenta
la chiave di volta per “trasformare” le NC maggiori in NC di tipo minore.
I piani devono essere impostati secondo una metodologia PDCA e devono essere
sufficientemente ambizioni rispetto alla situazione aziendale ed al contesto esterno.
Devono comunque essere alla portata della dimensione del business
dell’organizzazione.
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
Il dialogo
Sin dalle prime fasi dello sviluppo di un percorso verso la certificazione SA8000 di
un SRS, devono essere previsti momenti di dialogo tra rappresentanti della proprietà
e rappresentanti dei lavoratori; ciò consente di creare un equilibrio dinamico tra
aspettative ed impegni delle diverse parti, una maggiore consapevolezza e
partecipazione, una maggiore garanzia ed efficacia complessiva del SRS.
Anche nella domanda di certificazione il NLE ha inserito un check su questo
aspetto: firma del rappresentante dei lavoratori sulla domanda di certificazione
all’organismo ed approvazione esplicita dei piani di miglioramento predisposti
dall’organizzazione in materia di RS.
Dunque tutto l’iter di certificazione deve essere caratterizzato da una metodologia di
sviluppo di tipo partecipativo.
In questo senso il ruolo del consulente assume le caratteristiche del facilitatore del
dialogo.
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
La revisione del SRS
La struttura della norma SA8000 impone che nel Riesame del SRS vengano
considerati tutti i 9 macro requisiti della norma.
In caso contrario l’organizzazione incorrerebbe in una NC di tipo maggiore.
Per questa ragione, a scopo preventivo, il NLE ha introdotto, come ulteriore
requisito da soddisfare, la redazione di un BILANCIO SA8000.
Tale bilancio dovrà essere redatto ogni anno dall’organizzazione esponendo, nelle
modalità ritenute più opportune (il NLE ha pubblicato sul sito Internet un prototipo),
sia l’approccio adottato che i risultati ottenuti in relazione a ciascuno degli 8 macro
requisiti di tipo prestazionale della norma SA8000.
Il contenuto dei bilanci SA8000 verrà verificato dai team di auditor e, a
certificazione ottenuta, questi costituiranno un importante strumento di
comunicazione alle parti interessate circa i programmi SA8000 delle organizzazioni.
Pertanto essi verranno sistematicamente pubblicati sul sito Internet del NLE.
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
L’avviamento del SRS
A differenza di altre forme di certificazione per le quali lo sviluppo del sistema
documentale assume maggiore rilievo, per la certificazione SA8000 non esiste un
istante X dal quale le prescrizioni del sistema possono iniziare ad essere applicate.
Tale istante infatti coincide in realtà con l’inizio del percorso verso SA8000 e
dunque con l’autovalutazione iniziale. Essa costituisce infatti già il primo momento
applicativo di un percorso di miglioramento continuo.
E’ inoltre più che accettabile redigere il documento di autovalutazione in modo tale
da costituire la traccia, con gli opportuni rinvii ad ulteriori documenti od evidenze di
altro genere, del SRS sviluppato dall’organizzazione. Esso in sostanza può
pienamente sostituire la funzione di un manuale della RS.
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
Iter di certificazione
Definizione del Sistema di RS
(da parte dell’azienda)
Istruttoria preliminare e raccolta
informazioni/dati critici
I parte visita di certificazione
II parte visita di certificazione
Emissione del certificato
Audit periodici di sorveglianza
e miglioramento continuo
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
Dossier informativo
E’ realizzato, in accordo con il Punto 150.1 delle Linee Guida del SAI,
attraverso l’acquisizione di informazioni su:
 condizione sociale, economica e politica dell'area o del Paese in cui è situato il sito da certificare (indicatori
della qualità della vita, indice di scolarità media, reddito medio pro-capite, costo del paniere, salario minimo di
sussistenza, ecc.);
 aspetti caratteristici della cultura e delle usanze del paese/area;
 eventuali principali criticità dell'area geografica di riferimento;
 contratto collettivo nazionale di lavoro del settore di attività dell'Organizzazione;
 legislazione nazionale di riferimento
 aree critiche e problematiche caratteristiche del settore di attività, con particolare riferimento alla sicurezza e
salute sui luoghi di lavoro;
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
Dossier informativo
L’acquisizione di tali informazioni avviene principalmente, ma non solo,
tramite l’utilizzo dei seguenti strumenti:
 quotidiani, riviste, opere librarie, pubblicazioni realizzate dalle Parti Interessate
 database interno che raccoglie articoli di quotidiani e riviste
 CD ROM delle leggi nazionali italiane aggiornate
 database Registro Imprese, tenuto dalle Camere di Commercio italiane
 internet, banche dati
 sistema delle Camere di Commercio Italiane all’Estero
 collaborazione con Parti Interessate locali e nazionali che operano nel campo dei diritti umani e dei lavoratori. Gli
enti in questione sono indicati in apposito elenco e comprendono: Organizzazioni Non Governative, Associazioni
Sindacali, Associazioni di categoria.
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
1 a parte visita di certificazione
SCOPO: conoscere il sistema di responsabilità sociale dell’azienda relativamente a:
 documentazione: Manuale, procedure, istruzioni, documenti organizzativi e di
registrazione, etc.
 leggi, regolamenti e obblighi vigenti
 informazioni sull’azienda: dimensione del sito, organizzazione del personale, spazi di
lavoro, servizi igienici, modalità per condurre le interviste coi lavoratori, etc.
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
1 a parte visita di certificazione
CONDUZIONE: lo svolgimento della verifica avviene presso il sito aziendale
 riunione introduttiva tra l’audit team e i responsabili aziendali
 conduzione della verifica
 riunione finale e descrizione dei risultati rilevati
OUTPUT:
 rilevazione delle problematiche significative
 pianificazione 2° parte della visita ispettiva
 rapporto di valutazione
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
2 a parte visita di certificazione
SCOPO
 valutare l’applicazione del Sistema di responsabilità sociale in azienda
 valutare che il SRS sia in grado di assicurare il miglioramento continuo
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E’ vietata la riproduzione, totale o parziale, del documento o di parte di esso senza l’autorizzazione di CISE
IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
2 a parte visita di certificazione
CONDUZIONE: lo svolgimento della verifica avviene nel sito aziendale, anche in base
alle risultanze delle 1° parte della verifica e delle informazioni acquisite
 riunione introduttiva tra l’audit team e i responsabili aziendali
 conduzione della verifica, tramite interviste coi lavoratori e raccolta delle evidenze
oggettive
 riunione finale con i vertici aziendali per presentare le conclusioni, evidenziando
eventuali NC MINORI o MAGGIORI
OUTPUT:
 rilevazione NC minori e maggiori
 osservazioni
 rapporto di valutazione
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
Il Comitato di Certificazione
TECNICI
ANCIS
CERMET
CERTIQUALITY
CERTITEX
CISE
CISQCERT
CSQA
DASA RÄGISTER
ICILA
ICIM
IMQ
IIP
ISTITUTO QUASER
UCEI - PROVINCIA DI LECCE
ORGANISMI SUPER PARTES
AICQ
ANGQ
ARPAER - SEZ. PROV.LE FC
CCIAA FC
DIREZ. PROV.LE DEL LAVORO
PROVINCIA DI LECCE
UNIONCAMERE
UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
RAPPRESENTANZA INDUSTRIALE
AGRICOLTURA
COLDIRETTI
ARTIGIANATO
CONFARTIGIANATO FORLI'
COMMERCIO
CONFESERCENTI CESENATE
COOPERATIVE
CONFCOOPERATIVE
LEGA COOP FORLI'-CESENA
INDUSTRIE
ASS. INDUSTRIALI FORLI’-CESENA
API FORLI’-CESENA
RAPPRESENTANZA LAVORATORI
CISL
CGIL
UIL
CONSUMATORI, ONG E ALTRE PARTI INTERESSATE
AVSI
BANCA POPOLARE ETICA
COSPE
LEGA CONSUMATORI ACLI CESENA LEGA CONSUMATORI ACLI FORLI’ MOVIMONDO GSI
UNIONE NAZ. CONSUMATORI
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
Visite di sorveglianza
SCOPO: verificare il mantenimento del sistema di responsabilità sociale implementato,
relativamente a:
 rispetto della norma, delle leggi applicabili e delle prescrizioni contrattuali previste
 risoluzione delle eventuali NC e dei reclami
CONDUZIONE: lo svolgimento della verifica avviene nel sito aziendale, con le stesse
modalità della 1° visita di certificazione
 in generale ogni 6 mesi
 possibilità di una frequenza minore se nelle verifiche precedenti non sono state riscontrate
NC maggiori o minori
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IL PERCORSO DI CERTIFICAZIONE
Il monitoraggio dei piani di miglioramento
Data l’importanza attribuita ai piani di miglioramento, questi costituiscono l’unica
tipologia di documentazione richiesta in copia dal NLE durante l’iter di verifica.
Tale documentazione dovrà infatti costituire il riferimento per la verifica dello stato
di attuazione dei piani stessi durante le verifiche di sorveglianza semestrali.
E’ previsto che la mancata attuazione (anche parziale) di un piano di miglioramento
comporti la discussione in Comitato di Certificazione della proposta di sospensione
del certificato. Al CdC spetterà, sulla base del rapporto di verifica, la valutazione di
fondatezza delle motivazioni che hanno portato a non realizzare il piano.
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I PUNTI CRITICI PIÙ FREQUENTI
Le aspettative degli stakeholders
La RS d’impresa per sua natura coinvolge una pluralità di stakeholders;
non sempre le organizzazioni che hanno applicato SA8000 hanno compreso sino in
fondo l’importanza di individuare tutte le parti interessate e di esplorare le
aspettative di ciascuna di esse. Ciò ha portato in taluni casi alla manifestazione di
critiche, avanzate in special modo da ONG e organizzazioni sindacali, verso la
certificazione SA8000.
Un motivo ulteriore per:
• gestire lo sviluppo dei SRS attraverso un largo uso di metodologie partecipative
nonché percorsi di dialogo e confronto tra le diverse parti
• comunicare in modo sistematico i risultati prodotti dall’applicazione di SA8000
nelle organizzazioni certificate (BILANCIO SA8000)
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I PUNTI CRITICI PIÙ FREQUENTI
La gestione dei fornitori e dei sub-fornitori
Spesso organizzazioni che già hanno sperimentato l’applicazione di altri sistemi di
gestione tendono ad estendere le logiche impiegate per qualificare i fornitori di tali
sistemi anche ad SA8000.
Ciò porta ad alcune criticità:
• applicazione del sistema di qualifica solamente ad un sottoinsieme dei fornitori
ovvero quello avente un forte impatto sul business aziendale
• mancata estensione dell’applicazione dei requisiti della norma a tutta la supply
chain
• sviluppo di un approccio solo di tipo formale e documentale, non finalizzato alla
misurazione delle reali performances sociali di fornitori e subfornitori
• mancanza di un piano di miglioramento continuo nella gestione dei fornitori e
subfornitori
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I PUNTI CRITICI PIÙ FREQUENTI
L’adeguatezza
La grande varietà di situazioni che è possibile incontrare nello sviluppo e nella
valutazione dei SRS (in termini di dimensione aziendale, settore di appartenenza,
dislocazione delle attività produttive, condizioni sociali, culturali, economiche del
paese nel quale l’organizzazione opera, ecc.) rende piuttosto difficoltoso
comprendere quale debba essere, di volta in volta, il migliore equilibrio tra NC
provvisoriamente accettabili in attesa di miglioramento e NC pregiudizievoli al
rilascio della certificazione.
Per gestire in modo sistematico e coerente la grande varietà di situazioni il NLE ha
sviluppato un metodo denominato CEASAS (Continuos Evaluation of Adequacy of
Social Accountability Systems) sul quale tutti i valutatori impiegati vengono formati
e periodicamente calibrati.
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I PUNTI CRITICI PIÙ FREQUENTI
L’adeguatezza
Un team di valutazione, dopo aver verificato attraverso evidenze oggettive (non
necessariamente di carattere documentale) la corrispondenza dell’organizzazione ai
requisiti della norma, deve domandarsi se, indipendentemente dall’esito della
suddetta verifica, quanto l’organizzazione sta facendo ed ha programmato di fare
risulta credibile, rispondente alle finalità strategiche di SA8000, allineato alle
esigenze che il contesto nel quale l’organizzazione opera richiede.
Questa ulteriore valutazione dovrebbe comprovare quella precedente, effettuata
rispetto ai singoli item della norma.
Per assicurare il corretto e sistematico impiego di tale attività di valutazione occorre
applicare la metodologia CEASAS
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I PUNTI CRITICI PIÙ FREQUENTI
L’adeguatezza
I passi fondamentali
• Ricercare i risultati riconducibili all’approccio
• Valutare i risultati
• Capire se i risultati vengono sottoposti a riesame
• Ricercare evidenze di azioni di miglioramento realizzate o pianificate in seguito a
riesame dei risultati (o obiettivi aziendali)
• Effettuare i suddetti passaggi per i nove macro requisiti giungendo, per ciascuno di
essi, ad una valutazione espressa su di una scala di 10 valori nella quale sono
riportate le aree di non conformità maggiore e minore
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I PUNTI CRITICI PIÙ FREQUENTI
L’adeguatezza
I passi fondamentali
• Il risultato ottenuto deve avvalorare quanto emerso dalla verifica effettuata rispetto
ai singoli item della norma
• In caso contrario vengono individuati, eventualmente ricercando ulteriori evidenze
come verifica, gli item di valutazione nell’ambito dei quali ricondurre e motivare il
risultato della verifica di adeguatezza
• Il rapporto di audit viene scritto riferendosi sempre agli item dello standard senza
citare mai i risultati emersi dalla verifica di adeguatezza.
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I PUNTI CRITICI PIÙ FREQUENTI
L’adeguatezza
Livello di adeguatezza:
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
Area della non conformità maggiore
Area della non conformità minore
Area delle osservazioni per il miglioramento
L’ampiezza delle aree varia in funzione del requisito di riferimento.
COME VALUTARE L’ADEGUATEZZA


RICERCARE RISULTATI RICONDUCIBILI ALL’APPROCCIO ADOTTATO.
CONFRONTARE TALI RISULTATI CON OBIETTIVI AZIENDALI E/O ASPETTATIVE E/O RISULTATI DI
ALTRE ORGANIZZAZIONI PARAGONABILI E/O TREND (POSITIVO/NEGATIVO) ONDE ARRIVARE IN
MODO OGGETTIVO AD ESPRIMERE UNA VALUTAZIONE CIRCA LA SIGNIFICATIVITA’ DI TALI
RISULTATI.
 RICERCARE EVIDENZE DI REVISIONE DELL’APPROCCIO ADOTTATO A SEGUITO DI RISULTATI NON
POSITIVI O COMUNQUE MIGLIORABILI.
 RICERCARE EVIDENZE DI AZIONI DI MIGLIORAMENTO SEGUITE ALLA REVISIONE.
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I PUNTI CRITICI PIÙ FREQUENTI
L’adeguatezza
Criteri di
valutazione
0=
non esiste un approccio1
1=
esiste un approccio (rispondente o meno al requisito
generale2)
+ non esistono risultati riconducibili all’approccio
2=
5=
esiste un approccio rispondente al requisito
+ esistono risultati riconducibili all’approccio
+ i risultati sono negativi
+ esiste riesame
+ piano di miglioramento in fase di attuazione
esiste un approccio (rispondente o meno al requisito)
+ esistono risultati riconducibili all’approccio
+ i risultati sono negativi
+ non esiste riesame3
+ non esiste un piano di miglioramento4
6=
esiste un approccio rispondente al requisito
+ esistono risultati riconducibili all’approccio
+ i risultati sono discreti
+ esiste riesame
+ non esiste un piano di miglioramento
3=
esiste un approccio (rispondente o meno al requisito)
+ esistono risultati riconducibili all’approccio
+ i risultati sono discreti
+ non esiste riesame
+ non esiste un piano di miglioramento
7=
esiste un approccio rispondente al requisito
+ esistono risultati riconducibili all’approccio
+ i risultati sono discreti
+ esiste riesame
+ piano di miglioramento in fase di attuazione
4=
esiste un approccio non rispondente al requisito
+ esistono risultati riconducibili all’approccio
+ i risultati sono negativi
+ esiste riesame
+ piano di miglioramento in fase di attuazione
8=
esiste un approccio rispondente al requisito
+ esistono risultati riconducibili all’approccio
+ i risultati sono ottimi
9=
esiste un approccio rispondente al requisito
+ esistono risultati riconducibili all’approccio
+ i risultati sono eccellenti
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I PUNTI CRITICI PIÙ FREQUENTI
L’integrazione con altri sistemi di gestione
Da tempo ormai si parla di integrazione dei sistemi di gestione: ciò in effetti
rappresenta una opportunità per le organizzazioni di realizzare sinergie.
Le principali opportunità di integrazione riguardano evidentemente la gestione del
SRS (macro requisito n° 9 di SA8000) che, come appare evidente, prescrive in gran
parte gli stessi elementi sistemici di altre norme sui sistemi di gestione della qualità
o dell’ambiente. Pertanto un’organizzazione che abbia già implementato altri
sistemi di gestione può tranquillamente utilizzare le procedure di questi per far
funzionare il SRS.
Nota: poiché per SA8000 la documentazione non rappresenta affatto uno degli
aspetti più rilevanti del SRS, l’ultimo dei problemi dovrà essere quello di realizzare
una documentazione integrata.
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I PUNTI CRITICI PIÙ FREQUENTI
Le differenze rispetto ad altri sistemi di gestione e di certificazione
• Combinazione di requisiti di sistema e requisiti di performance
• Forte coinvolgimento delle parti interessate in tutte le fasi dello sviluppo e della
gestione del SRS
• Scarsa enfasi documentale
• Elevata enfasi sulle tecniche di intervista ai lavoratori
• Importanza dello studio del posizionamento aziendale rispetto al contesto esterno
(DOSSIER informativo)
• Importanza della comunicazione esterna (BILANCIO SA8000)
• Posizione baricentrica rispetto agli interessi dei diversi stakeholders (CdC)
• Tecniche di inoltro reclami all’organismo di certificazione
• Composizione dei team di verifica
• Coinvolgimento di tutta la filiera
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il posizionamento della norma sa8000 nel panorama internazionale