IPPC
“Prevenzione e riduzione integrate
dell’inquinamento”
Vicenza, 31 maggio 2005
Decreto Legislativo n. 59/2005
di recepimento della Direttiva 96/61/CE
Incontro su IPPC
Maggio
Aprile 2005
IPPC
Il CdM dell’11 febbraio 2005 ha approvato il D.Lgs. di recepimento
della Direttiva 96/61/CE.
Il provvedimento è stato pubblicato sul S.O. n° 72/L alla Gazzetta
Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2005.
2
Incontro su IPPC
Maggio
Aprile 2005
IPPC
• SCOPO DELL’IPPC
Prevenzione e riduzione integrata dell’inquinamento proveniente dagli impianti
industriali contemplati nell’allegato I del Decreto che dovranno ottenere
l’autorizzazione integrata ambientale (AIA)
• LE INNOVAZIONI
Adozione delle migliori tecniche disponibili BAT (non solo tecnologie, ma anche
modalità di gestione) e coordinamento tra autorità competenti
• STRUMENTO PREVISTO
• TERMINI FINALI
• COMUNICAZIONE DEI
DATI
AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che “sostituisce ad ogni effetto ogni
altra autorizzazione, visto, nulla osta o parere in materia ambientale previsti dalle
disposizioni di legge e dalle relative norme di attuazione…” fatte salve le
disposizioni in materia di incidenti rilevanti e di scambio di quote di emissione di
gas ad effetto serra. In ogni caso l’autorizzazione sostituisce tutte le autorizzazioni
riportate in allegato II al decreto.
L’attuazione delle prescrizioni contenute nelle autorizzazioni da parte delle
imprese dovrà avvenire entro il 30 ottobre 2007.
Entro il 30 aprile di ogni anno invio all’Apat dei dati riferiti ad emissioni in aria e
acqua effettuate da parte degli impianti elencati nell’allegato I del decreto (INES).
I dati saranno trasmessi a Bruxelles per l’iscrizione nel registro europeo delle
emissioni inquinanti (EPER).
3
Incontro su IPPC
Maggio 2005
PRINCIPALI DEFINIZIONI
Art. 2
- impianto esistente: “impianto che, al 10 novembre 1999, aveva ottenuto tutte le autorizzazioni ambientali
necessarie all’esercizio, o il provvedimento positivo di compatibilità ambientale, o per il quale a tale data erano
state presentate richieste complete per tutte le autorizzazioni ambientali necessarie per il suo esercizio, a
condizione che esso sia entrato in funzione entro il 10 novembre 2000”;
- impianto nuovo: impianto che non ricade nella definizione di impianto esistente”;
- autorità competente: il Ministero dell’Ambiente per tutti gli impianti esistenti e nuovi di competenza statale
indicati nell’allegato V al decreto e, per tutti gli altri impianti, l’autorità individuata dalla Regione o dalla
Provincia autonoma;
- autorizzazione integrata ambientale: il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto o parte di esso a
determinate condizioni operative che devono garantire che l’impianto sia conforme ai requisiti del presente
decreto;
- modifica sostanziale: “una modifica dell’impianto che, secondo un parere dell’autorità competente, potrebbe
avere effetti negativi e significativi per gli esseri umani o per l’ambiente. In particolare per ciascuna attività per
la quale l’allegato I indica valori di soglia (come nel caso di tutte le attività di gestione dei rifiuti ricadenti
nell’ambito di applicazione del decreto) è sostanziale una modifica che dia luogo ad un incremento del valore di
una delle grandezze oggetto della soglia pari o superiore al valore della soglia stessa.
4
I PARTE
Normativa comunitaria e nazionale
di riferimento
5
Incontro su IPPC
Maggio 2005
SCENARIO NORMATIVO COMUNITARIO E NAZIONALE
SU IPPC
AMBITO NAZIONALE
AMBITO
COMUNITARIO
D.Lgs. n° 372/99:
Recepisce la Direttiva 96/61/CE limitatamente agli
impianti esistenti
L. 306/2003
Direttiva 96/61/CE
(All. I, punto 5 “Gestione dei rifiuti)
Art. 1-14 e 17 segg.
Artt. 15 - 16
AIA
EPER
European Pollutant Emission Register
INES
Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti
-
AMBITO
REGIONALE
Calendari
Regionali
/Provinciali
“Legge Comunitaria 2003”
Art. 22: - estensione delle disposizioni del D.Lgs.
372/99 anche ai nuovi impianti
- indicazioni esemplificative delle autorizzazioni
che si intendono assorbite nell’AIA
(Autorizzazione Integrata ambientale)
per la presentazione
delle richieste di AIA
Decreto Legislativo n. 59/2005:
Recepisce integralmente la direttiva comunitaria
96/61/CE
Modulistica
standardizzata per
le richieste di AIA
da parte dei
gestori
NORMATIVA IN ITINERE
Definizione, da parte del Ministero dell’Ambiente, di
Decreti sulle Linee Guida (art. 4, co. 1 del Decreto 59/05)
per l’individuazione e l’utilizzazione delle BAT (Linee
guida orizzontali e verticali)
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Incontro su IPPC
Maggio 2005
CAMPO DI APPLICAZIONE
(Allegato I)
Industrie
energetiche

Produzione e processamento di metalli

Industrie dei minerali

Industria chimica

Trattamento rifiuti
 Altre
attività
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Incontro su IPPC
Maggio 2005
PROGETTI DI INTERESSE DEL SETTORE
(Allegato I, punto 5)
Fatte salve le attività di recupero in procedura semplificata, rientrano nel
campo di applicazione del decreto:
• Impianti per l’eliminazione o il recupero di rifiuti pericolosi (R1, R5, R6, R8, R9) con
capacità di oltre 10 tonnellate al giorno;
• Impianti di incenerimento dei rifiuti urbani con capacità superiore a 3 tonnellate
all’ora;
• Impianti per l’eliminazione di rifiuti non pericolosi quali definiti nell’allegato II A della
Direttiva 75/442/CEE ai punti D8 e D9 con capacità superiore a 50 tonnellate al giorno;
• Discariche che ricevono più di 10 tonnellate al giorno o con una capacità totale di oltre
25.000 tonnellate, ad esclusione delle discariche per i rifiuti inerti.
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Incontro su IPPC
Maggio 2005
CAMPO DI APPLICAZIONE DELL’IPPC
IN MATERIA DI GESTIONE DEI RIFIUTI
(punto 5 dell’All. I)
RIFIUTI PERICOLOSI
SMALTIMENTO
RECUPERO
Operazioni
D1, D2, D3, D4, D5, D6, D7, D8, D9, D10, D11,
D12, D13, D14, D15
Operazioni
R1, R5, R6, R8, R9
SE SUPERIORI A 10 t/g
SE SUPERIORI A 10 t/g
sono soggette
dell’IPPC
al
campo
di
applicazione sono soggette
dell’IPPC
al
campo
di
applicazione
RIFIUTI NON PERICOLOSI
SMALTIMENTO
RECUPERO
Operazioni
D8, D9
MAI
SE SUPERIORI A 50 t/g
sono soggette
dell’IPPC
al
campo
di
.
applicazione
9
Incontro su IPPC
Maggio 2005
Categorie di impianti soggetti ad AIA statale
(Allegato V)
Non sono presenti impianti
di gestione di rifiuti
10
II PARTE
IPPC:
Aspetti applicativi
11
Incontro su IPPC
Maggio 2005
Direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrata
dell’inquinamento
OBIETTIVO DELLA DIRETTIVA:
Conseguire un elevato livello di protezione dell’ambiente attraverso il coordinamento delle
procedure di autorizzazione evitando che approcci distinti nel controllo delle emissioni in acque,
aria, suolo favoriscano il trasferimento dell’inquinamento tra i vari settori ambientali.
CAMPO DI APPLICAZIONE:
Indurre gli Stati membri ad adottare le misure necessarie ad evitare oppure, qualora non sia
possibile, a ridurre le emissioni delle attività elencate nell’all. I (della direttiva) in aria, acqua e
nel terreno, comprese le misure relative ai rifiuti, per conseguire un elevato livello di protezione
dell’ambiente nel suo complesso.
12
Incontro su IPPC
Maggio 2005
Decreto Legislativo
59/2005
CAMPO DI APPLICAZIONE:
Disciplina le condizioni per il rilascio, il rinnovo ed il
riesame dell’autorizzazione integrata ambientale degli
impianti di cui all’All. I del decreto, nonché le modalità
di esercizio degli impianti medesimi.
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Incontro su IPPC
Maggio 2005
PRINCIPI GENERALI
DELL’AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE INTEGRATA
(art. 3)
L’autorità competente per il rilascio dell’autorizzazione ambientale tiene conto dei seguenti principi:
- devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell’inquinamento applicando le BAT (Best Avoilable Technics
= migliori tecniche disponibili). Il comma 1 dell’art. 4 del Decreto Legislativo 59/2005 prevede che con decreto siano
emanate le LINEE GUIDA per l’individuazione e l’utilizzazione delle migliori tecniche disponibili ed il loro successivo
aggiornamento. Con ulteriore decreto il comma successivo prevede che venga istituita, per fornire il necessario
supporto tecnico alla definizione delle linee guida, una commissione composta da esperti della materia (con decreto 19
novembre 2002 è stata istituita la citata commissione interministeriale). A livello europeo è già in corso l’attività di
gruppi di lavoro per l’individuazione delle BAT dei vari settori (per il settore dei rifiuti si sta lavorando a livello
europeo per la definizione delle BAT per l’incenerimento e per il trattamento rifiuti; a livello nazionale la commissione
interministeriale guidata dall’APAT ha terminato i lavori per la definizione delle BAT per le varie categorie di attività
ricadenti nella disciplina e, in particolare per i rifiuti tramite Gruppi ristretti suddivisi in funzione delle differenti
tipologie di trattamento. La documentazione predisposta è all’esame del Ministero dell’Ambiente).
- non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
- deve essere evitata la produzione di rifiuti: quelli prodotti vanno recuperati o eliminati riducendo il più possibile
l’impatto ambientale;
- l’energia deve essere utilizzata in modo efficace;
- al momento della cessazione definitiva dell’attività il sito deve essere ripristinato ai sensi della normativa in materia di
14
bonifiche e ripristino ambientale.
Incontro su IPPC
Maggio 2005
MIGLIORI TECNICHE DISPONIBILI
(MTD/BAT)
Le tecniche (impiantistiche e gestionali) più efficaci per ottenere un elevato livello di
protezione dell’ambiente nel suo complesso tra quelle economicamente e tecnicamente
sostenibili nel pertinente comparto industriale
IN SOSTANZA
- Le BAT (o MTD) sono il riferimento in base al quale si deve giudicare la prestazione
ambientale di un impianto esistente oppure valutare la proposta di un nuovo progetto.
- Il gestore, comunque, NON ha l’obbligo di utilizzare una determinata tecnica o tecnologia,
ma potrà raggiungere la performance ambientale imposta (livello di emissione) anche
utilizzando tecniche diverse.
15
Incontro su IPPC
Maggio 2005
PRINCIPALI FASI PROCEDURALI PREVISTE DALLA DIRETTIVA IPPC PER
L’ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI ESISTENTI E RELATIVA TEMPISTICA (ART. 5)
 La domanda di autorizzazione dell’interessato deve contenere tra l’altro: descrizione dell’impianto (tipo di portata e
attività), stato del sito e ubicazione dell’impianto, fonti di emissione, (tecnologia utilizzata per prevenire e/o ridurre le
emissioni dell’impianto), misure previste per il recupero dei rifiuti prodotti dall’impianto.
 L’Autorità competente stabilisce il calendario delle scadenze per la presentazione delle domande di AIA.
 L’Autorità competente individua gli uffici per la consultazione del pubblico.
 L’Autorità competente comunica al gestore dell’impianto la data di avvio del procedimento.
 Entro 15 giorni da tale data il gestore ottempera con le modalità previste dal comma 7, alle misure di pubblicità previste;
entro 30 giorni da tale data i soggetti interessati possono presentare osservazioni in forma scritta (c.7).
 Per l’istruttoria e la consulenza tecnica connesse al rilascio delle AIA di competenza statale è istituita presso il Ministero
Ambiente una Commissione composta da 27 esperti.
 Per il rilascio dell’autorizzazione integrata l’autorità competente convoca apposita conferenza dei servizi alla quale invita
le amministrazioni competenti in materia di autorizzazioni ambientali (c.10).
 Entro 150 giorni dalla presentazione della domanda l’autorità competente rilascia l’autorizzazione che garantisce la
conformità dell’impianto alle prescrizioni contenute nel decreto e sostituisce ogni altra autorizzazione, visto, parere, nulla
osta in materia ambientale e, in ogni caso, sostituisce le autorizzazioni di cui all’All. II del decreto. In caso di impianti
soggetti a VIA, il termine è sospeso fino alla conclusione di tale procedura (c.12).
 Le prescrizioni contenute nell’autorizzazione devono essere comunque attuate entro il 30 ottobre 2007 (c. 18).
16
Incontro su IPPC
Maggio 2005
RINNOVO E RIESAME
(ART. 9)
 L’Autorità competente rinnova ogni 5 anni (ogni 8 anni qualora l’impianto è registrato ai
sensi del Regolamento EMAS e ogni 6 anni se l’impianto è certificato ISO 14001) le
condizioni dell’autorizzazione integrata, confermandole o aggiornandole.
 Entro 6 mesi dalla scadenza il gestore dell’impianto deve presentare domanda di rinnovo
corredata da una relazione contenente un aggiornamento delle informazioni.
 L’autorità competente si esprime nei successivi 150 giorni. Fino alla pronuncia
dell’autorità competente il gestore continua l’attività sulla base della precedente
autorizzazione ambientale integrata.
 Al comma 4 vengono individuati i casi in cui il riesame deve essere effettuato in ogni caso
quando, ad esempio:
 vi è un elevato inquinamento ed è quindi necessario rivedere i valori limite fissati
nell’autorizzazione integrata;
 vi è una modifica delle BAT che consentono una notevole riduzione
dell’inquinamento;
17
 le nuove disposizioni legislative comunitarie o nazionali lo esigono.
Incontro su IPPC
Maggio 2005
DISCARICHE
(art. 4, co. 4 – art. 5, co. 18)
•
Si considerano soddisfatti i requisiti tecnici del decreto IPPC, se sono
soddisfatti i requisiti tecnici di cui al decreto 36/03 (art. 4, co. 4)
•
Nel caso in cui norme attuative di disposizione, comunitarie di settore
dispongono dati successivi per l’attuazione delle prescrizioni,
l’autorizzazione deve essere comunque rilasciata entro il 30 ottobre 2007.
18
Incontro su IPPC
Maggio 2005
RISPETTO DELLE CONDIZIONI DELL’AIA
Controlli e Osservatorio
(ART. 11 e 13)
• L’APAT per gli impianti di competenza statale e le ARPA per quelli di competenza regionale accertano,
sulla base di quanto previsto e programmato nell’autorizzazione, con oneri a carico del gestore:
1) il rispetto delle condizioni dell’AIA;
2) la regolarità dei controlli a carico del gestore;
3) che il gestore abbia ottemperato agli obblighi di comunicazione.
• L’autorità competente, nell’ambito delle disponibilità finanziarie del proprio bilancio può, comunque,
disporre ispezioni straordinarie ed il gestore deve fornire per tutti i controlli l’assistenza necessaria.
• Gli esiti dei controlli da parte di APAT e ARPA vengono comunicati all’Autorità competente che li metterà
a disposizione del pubblico.
• Con cadenza annuale le Autorità competenti comunicano all’Osservatorio istituito presso il Ministero
dell’Ambiente (il cui funzionamento e la cui organizzazione saranno stabiliti da un successivo DM) dati
relativi a autorizzazioni rilasciate, aggiornamenti ed inviano un rapporto sulle situazioni di mancato
rispetto delle prescrizioni contenute nell’AIA.
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Incontro su IPPC
Maggio 2005
SANZIONI
(ART. 16)
In caso di inosservanza degli obblighi previsti in materia di
autorizzazione ambientale integrata sono previste sanzioni
detentive o pecuniarie.
20
Incontro su IPPC
Maggio 2005
CARTOGRAFIA NAZIONALE
www.atlanteitaliano.it
- per consentire agli operatori, alle istituzioni ed agli organi di controllo di avere
tutte le informazioni di carattere territoriale ed ambientale su una certa area di
interesse;
- password dal Ministero a livello locale: potrà essere richiesta di chi farà
domanda di AIA;
- software del Ministero
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Incontro su IPPC
Maggio 2005
IPPC
DIRETTIVA 96/61/CE
Artt. 1-14 e 17 e seguenti
ARTT. 15 e 16
AIA
EPER (European Pollutant Emission Register)
AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE
INES (Inventario Nazionale delle Emissioni
e loro Sorgenti)
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Incontro su IPPC
Maggio 2005
INES: normativa
INES
Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti
www.sinanet.anpa.it
Direttiva 96/61/EC
D.Lgs. 372, 1 agosto 1999 di attuazione della 96/61/CE.
Art. 10 disciplina inventario INES
D.M. del 23 novembre 2001, G.U. 13.02.2002 che definisce dati e formato della
comunicazione
D.M. 26 aprile 2002 di rettifica di quello del 23/11/2002
Decreto legislativo n. 59/2005 di attuazione della Direttiva 96/61/CE art. 12
23
Incontro su IPPC
Maggio 2005
INES
Art. 12 del Decreto Legislativo
n. 59/2005:
I gestori degli impianti di cui all’All. I
trasmettono all’Autorità competente ed al
Ministero dell’Ambiente ENTRO IL 30 APRILE
di ogni anno dati su emissione di aria, acqua e
suolo relativi all’anno precedente.
rinvio
Art. 10 del D.Lgs. 372/99
rinvio
D.M. per stabilire dati e
formato sulla comunicazione
24
Incontro su IPPC
Maggio 2005
Decreto 23 novembre 2001 (Art. 4, co. 1)
Tutti i gestori di complessi IPPC comunicano all’autorità competente di cui all’art. 2, comma 1,
numero 8), del decreto legislativo 372/99 e all’ANPA secondo le modalità indicate all’art. 3,
entro il 1° giugno del 2002, i dati identificativi del complesso e, nel caso in cui siano superati i
valori soglia di cui alle tabelle 1.6.2 e 1.6.3 allegate al decreto, anche i dati sulle emissioni,
relativi all’anno 2001.
EMENDATO DA
Decreto 26 aprile 2002 (Art. 4, co. 1)
Tutti i gestori dei complessi IPPC, che superano i valori di soglia di cui alle tabelle 1.6.2 e 1.6.3
dell’allegato I del presente decreto, entro il 1° giugno 2002 devono comunicare all’autorità
competente di cui all’art. 2, comma 1, numero 8), del decreto legislativo n. 372/99 e all’ANPA
solo i dati identificativi dei complessi industriali, mentre entro il 30 aprile 2003 devono
comunicare i dati sulle emissioni relativi all’anno 2002.
PERTANTO
Solo i complessi che superano i valori soglia devono comunicare i dati sulle Emissioni in Aria e
Acqua tramite il MUD entro il 30 aprile di ogni anno.
25
Incontro su IPPC
Maggio 2005
LA NORMATIVA IPPC E
IL MONITORAGGIO DELLE EMISSIONI
DM 23 novembre 2001
Il Decreto, conformemente a quanto disposto
dalla Commissione Europea, prevede che,
entro il 30 aprile di ogni anno, tutti i gestori
dei complessi IPPC, le cui emissioni in aria
ed in acqua superano i valori soglia indicati
rispettivamente nelle tabelle 1.6.2 e 1.6.3
dell’allegato I, comunichino alle Autorità
Competente e all’APAT i dati sulle emissioni
relativi all’anno precedente.
Nelle tabelle da 1.6.4.1 a 1.6.5.6 dell’allegato I
sono riportate sottoliste specifiche, che
indicano per ciascuna categoria di attività, i
principali inquinanti, rispettivamente in aria e
in acqua.
Le sottoliste sono liste di controllo che
devono essere utilizzate solo come guida per
la selezione degli inquinanti da dichiarare.
Le informazioni dichiarate andranno a costituire l’Inventario nazionale INES
(Inventario Nazionale delle Emissioni e loro Sorgenti) e il Registro EPER
(European Pollutant Emission Register).
26
Incontro su IPPC
Maggio 2005
MUD 2005
• Per la trasmissione dei dati i soggetti interessati
devono collegarsi al sito
www.sinanet.apat.it
oppure
www.minambiente.it
www.minindustria.it
www.unioncamere.it
27
Incontro su IPPC
Maggio 2005
SANZIONI
In caso di inosservanza degli obblighi previsti in materia
di comunicazione dei dati sulle emissioni in aria ed acqua
NON sono previste sanzioni.
28
Incontro su IPPC
Maggio 2005
INES - EPER
GESTORE:
APAT:
ENTRO IL 30 APRILE DI OGNI ANNO:
Trasmette all’Autorità competente tramite l’APAT i dati sulle emissioni in aria, acqua,
suolo, relativi all’anno precedente (MUD)
Acquisisce ed elabora i dati e li trasmette all’Autorità competente ed al Ministero
dell’Ambiente
MINISTERO
AMBIENTE:
COMMISSIONE
EUROPEA:
• Annualmente pubblica INES (art. 5, co. 1, DM 23/11/01 e succ. modif. e
integraz.
• Trasmette alla Comunità Europea una relazione sull’attuazione della Direttiva
96/61/CE
Pubblica ogni 3 anni un inventario delle principali emissioni e loro fonti in base
ai dati comunicati dagli Stati membri (art. 15, co 3, della Direttiva 96/61/CE)
29
Incontro su IPPC
Maggio 2005
Decreto 23 novembre 2001
(S.O. n° 23 della G.U. n° 37 del 13/2/02)
INDICE
1.1 LA DICHIARAZIONE E LE LINEE GUIDA …………………………………….……….… 15
1.2 CRITERI ED INDICAZIONI PER LA DICHIARAZIONE
1.2.1 Il complesso IPPC ……………………………………………………………………...………………….. 17
1.2.2 La attività IPPC ………………………………………………………………………...………………….. 17
1.2.3 Gli inquinanti e i valori soglia ………………………………………………………...…………………… 18
1.2.4 Chi deve dichiarare? …………………………………………………………………...…………….…….. 19
1.2.5 Attività IPPC e non IPPC ……………………………………………………………..…………….……... 19
1.2.6 La principale attività IPPC ……………………………………………………………..……………….…. 19
1.2.7 Le sottoliste …………………………………………………………………………..…………………..... 19
1.2.8 Emissioni in aria …………………………………………………………………………………..………. 20
1.2.9 Emissioni in acqua…………………………………………………………………….…………..….…….. 20
Depurazione off-site presso un depuratore che è un’unità tecnica a sé (depuratore consortile) ……..……………21
1.2.10 Misurare, calcolare e stimare …………………………………………………………………………….. 22
1.2.11 Che cosa faccio: misuro, calcolo e stimo? ……………………………………………………...….…….. 23
1.2.12 Che cosa indico M, C o S? …………………………………………………………………….…….….... 24
1.2.13 Come devo esprimere il dato di emissione? ……………………………………………………….…….. 24
1.2.14 Misura delle emissioni in aria …………………………………………………………………….…….... 24
1.2.15 Misura delle emissioni in acqua ………………………………………………………………….………. 25
1.2.16 Calcolo e stima delle emissioni in aria ……………………………………………………...….……….... 25
1.2.17 Calcolo e stima delle emissioni in acqua ……………………………………………………...…...…….. 27
1.2.18 Ufficio Europeo IPPC e documenti BREF ……………………………………………………....………. 27
30
Tab. 1.6.4.5. – Sottoliste degli inquinanti nelle emissioni in ARIA
Attività IPPC 5: Gestione rifiuti
INQUINANTI
5.1
Metano (CH4)
Monossido di Carbonio (CO)
Biossido di Carbonio (CO2)
x
x
Incontro su IPPC
Maggio 2005
ATTIVITA' IPPC 5
5.2
5.3
5.4
x
x
x
x
x
Idrofluoricarburi (HFC)
x
Protossido di azoto (N2O)
x
Ammoniaca (NH3)
Composti organici volatili non
metanici (COVNM)
Ossidi di azoto (Nox)
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
17
x
19
Polifluorocarburi (PFC)
Esafluoruro di zolfo (SF6)
Ossidi di fluoro (Sox)
Arsenico (As) e composti
Cadmio (Cd) e composti
Cromo (Cr) e composti
Rame
Mercurio (Hg) e composti
Nichel (Ni) e composti
Piombo (Pb) e composti
Zinco (Zn) e composti
Dicloroetano-1,2 (DCE)
Diclorometano (DCM)
Esaclorobenzene (HCB)
Esaclorocicloesano (HCH)
Policlorodibenzodiossine e
Policlorobenzofurani (PCDD
+ PCDF)
Pentaclorofenolo (PCP)
Tetracloroetilene (PER)
Tetraclorometano (TCM)
Triclorobenzeni (TCB)
Tricloroetano-1-1,1 (TCE)
Tricloroetilene (TRI)
Triclorometano
Benzene
Idrocarburi policiclici
aromatici (IPA)
Cloro e composti inorganici
Fluoro e composti organici
Acido cianidrico
PM 10
N. di INQUINANTI
31
2
2
Incontro su IPPC
Tab. 1.6.5.5. – Sottolista degli inquinanti nelle emissioni in ACQUA
Attività IPPC 5: Gestione rifiuti
INQUINANTI
Azoto totale
Fosforo totale
Arsenico (As) e composti
Cadmio (Cd) e composti
Cromo (Cr) e composti
Rame (Cu) e composti
Mercurio (Hg) e composti
Nichel (Ni) e composti
Piombo (Pb) e composti
Zinco (Zn) e composti
5.1
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
ATTIVITA' IPPC 5
5.2
5.3
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
Maggio 2005
5.4
x
x
x
x
x
x
x
x
x
Dicloroetano-1,2 (DCE)
Diclorometano (DCM)
Cloroalcani (c10 - 13)
Esaclorobenzene (HCB)
Esaclorobutadiene (HCBD)
Esaclorocicloesano (HCH)
Composti organici alogenati
(AOX)
Benzene, toluene,
etilbenzene, xileni (BTEX)
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
x
14
12
Difeniletere bromato
Composti organostannici
Fenoli
Idrocarburi policiclici
aromatici (IPA)
Carbonio organico totale
Cloruri
Cianuri
Fluoruri
N. di INQUINANTI
15
x
15
x
32
2.4.2 Scheda 6
Emissioni totali in acqua del complesso dichiarante
Incontro su IPPC
Maggio 2005
INQUINANTI
Valore Unità di
soglia m isura
Tipologia
Procedura di
di
determ inazione em issione
Em issione
TOTALE
Scarico
Diretto
Scarico
Indiretto
M/C/S
P o P+D
1 - Nutrienti (2)
1. Azoto
2. Fosforo
50
5000
t/a
Kg/a
5
5
50
Kg/a
Kg/a
Kg/a
50
1
20
20
100
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
10
10
1
1
1
1
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
2 - Metalli e com posti (8)
3. Arsenico (As) e composti
4. Cadmio (Cd) e composti
5. Cromo (Cr) e composti
6. Rame (Cu) e composti
7. Mercurio (Hg) e composti
8. Nichel (Ni) e composti
9. Piombo (Pb) e composti
10. Zinco (Zn) e composti
3 - Sostanze organiche clorurate (8)
11. Dicloroeteno-1,2 (DCE)
12. Diclorometano (DCM)
13. Cloroalcani (C10-13)
14. Esaclorobenzene (HCB)
15. Esaclorobutadiene (HCBD)
16. Esaclorocicloesano (HCH)
17. Pentaclorobenzene
18. Composto organici alogenati
4 - Altri com posti organici (7)
19. Benzene, toluene, etilbenzene,
xileni (BTEX)
20. Difeniletere bromato
21. Composti organostannici
22. Idrocarburi policiclici aromatici (IPA)
23. Fenoli
24. Nonilfenolo
25. Carbonio organico totale
1000
200
1
50
5
20
50
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
T/a
2000
50
2000
T/a
Kg/a
Kg/a
5 - Altri com posti (3)
26. Cloruri
27. Cianuri
28. Fluoruri
33
Emissioni totali in aria del complesso dichiarante
INQUINANTI
Valore
s oglia
Unità di
m is ura
100
500
100.000
100
10
10
t/a
t/a
t/a
Kg/a
t/a
t/a
100
100
100
50
150
t/a
t/a
Kg/a
Kg/a
t/a
20
10
100
100
10
50
200
200
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
1000
1000
10
10
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
1
10
2000
100
10
100
2000
500
g/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
Kg/a
1000
50
Kg/a
Kg/a
10
5000
200
50
50
t/a
Kg/a
Kg/a
t/a
t/a
Incontro su IPPC
Maggio 2005
Proce dura di
Tipologia di
de te rm inazione e m is s ione
Em is s ione
M /C/S
P o P+D
1 - Conve nzionali e gas s e rra (11)
1. Metano (CH4)
2. Monossido di Carbonio (CO)
3. Biossido di Carbonio (CO2)
4. Idrof luoricarburi (HFC)
5. Protossido di azoto (N2O)
6. Ammoniaca (NH3)
7. Composti organici volatili non metanici
(COVNM)
8. Ossidi di azoto (Nox)
9. Polif luorocarburi (PFC)
10. Esaf luoruro di solf o (SF6)
11. Ossidi di solf o (SOx)
2 - M e talli e com pos ti (9)
12. Arsenico (As) e composti
13. Cadmio (Cd) e composti
14. Cromo (Cr) e composti
15. Rame (Cu) e composti
16. Mercurio (Hg) e composti
17. Nichel (Ni) e composti
18. Piombo (Pb) e composti
19. Zinco (Zn) e composti
20. Selenio (Se) e composti
3 - Sos tanze organiche clorurate (13)
21. Dicloroetano-1,2 (DCE)
22. Diclorometano (DCM)
23. Esaclorobenzene (HCB)
24. Esaclorocicloesano (HCH)
25. Policlorodibenzodiossine e
Policlorobenzof urani (PCDD + PCDF)
26. Pentaclorof enolo (PCP)
27. Tetracloroetilene (PER)
28. Tetraclorometano (TCM)
29. Triclorobenzeni (TCB)
30.Tricloroetano-1-1,1 (TCE)
31. Tricloroetilene (TRI)
32. Triclorometano
33. Policlorobif enili (PCB)
4 - Altri com pos ti organici (2)
34. Benzene (C6H6)
35. Idrocarburi policiclici aromatici (IPA)
5 - Altri com pos ti (5)
36. Cloro e composti inorganici
37. Fluoro e composti organici
38. Acido cianidrico
39. PM
40. PM 10
34
Incontro su IPPC
Maggio 2005
L. 308/04 “Delega al Governo per il riordino, il
coordinamento e l’integrazione della legislazione in
materia ambientale e misure di diretta applicazione”
• Il Governo è delegato ad emanare entro 18 mesi (entro luglio 2006) decreti
legislativi di riordino, anche mediante testi unici. Nelle seguenti materie:
o ………..
o ………...
o VIA, VAS e IPPC
• Tra i principi ed i criteri direttivi a cui si devono ispirare i decreti legislativi:
o Garanzia, salvaguardia e tutela dell’ambiente
o Coordinamento e integrazione del sistema sanzionatorio
o Adozione di strumenti economici per incentivare l’adozione di sistemi di
certificazione ambientale
35
Incontro su IPPC
Maggio 2005
LAVORI CONFINDUSTRIALI
SU DELEGA AMBIENTALE
- Creazione di GdL:
- GdL VIA/IPPC:
Uno per ciascuna materia della delega
Riunione con cadenza quindicinale
Sottogruppo di saggi: riunioni settimanali e articolazioni
delle proposte
Presentazione delle proposte al GdL allargato
Definizione di un documento confindustriale di proposte
in materia di IPPC e VIA da inviare alla Commissione
creata dal Ministero dell’Ambiente per la preparazione
dei Testi Unici
36
Incontro su IPPC
Maggio 2005
PROPOSTE EMERSE IN CONFINDUSTRIA
(Legge Delega)
• IPPC: Proposte di modifica/integrazione al decreto legislativo di recepimento della
Direttiva 96/61/CE:
• prevedere agevolazioni di carattere economico-finanziario per aziende certificate EMAS e
ISO 14001 (ad es.: riduzioni garanzie finanziarie);
• riduzione oneri spese istruttoria per aziende eco-certificate;
• semplificazione e programmazione controlli per aziende eco-certificate.
• VIA:
Proposte di definizione della normativa quadro di recepimento della normativa
comunitaria:
• premialità sotto vari profili per imprese eco-certificate;
• prevedere raccordo con procedura IPPC laddove impianto ricada nel campo di applicazione di
entrambe le discipline;
• definizione del concetto di modifica sostanziale;
• Risoluzione problema derivante dalla criticità del riferimento ad una classificazione superata
per l’individuazione degli impianti soggetti a VIA nazionale.
• IMPIANTI accorpamento, in un unico provvedimento autorizzativo, delle diverse
NON IPPC: autorizzazioni ambientali nel caso di impianti NON soggetti a IPPC ma
sottoposti a più di un’autorizzazione ambientale settoriale. (L. 308/04, art. 1,
37
co. 9)
Incontro su IPPC
Maggio 2005
SINTESI CONTRIBUTI
VIA SU IMPIANTI A VALENZA NAZIONALE
E RACCORDO CON PROCEDURA IPPC
Nel caso di impianti rientranti nel campo di applicazione di entrambe le procedure
Mantenere separate le 2 fasi:
Strategicità per il Paese
Costi elevati
Dettaglio della progettazione
Opportuno creare un raccordo tra le 2 procedure
Meccanismo di raccordo tra
Commissione Nazionale VIA
e quella IPPC prevedendo
partecipazione
Disponibilità
documentazione tecnica
Assenza di ripetizione per
le fasi di consultazione
del pubblico
38
Incontro su IPPC
Maggio 2005
SINTESI CONTRIBUTI
VIA SU IMPIANTI A VALENZA REGIONALE
E RACCORDO CON PROCEDURA IPPC
Nel caso di impianti rientranti nel campo di applicazione di entrambe le procedure
INTEGRAZIONE tra le 2 procedure ispirata a 3 principi:
• VOLONTARIETA’: possibilità e NON
obbligo per l’azienda di richiedere o
meno l’assorbimento (Modello Marche)
• Consentire un approccio graduale per
limitare impatto sull’organizzazione
della P.A.
• VALORIZZAZIONE ESPERIENZE
GIA’ MATURATE A LIVELLO
TERRITORIALE (Emilia Romagna,
Marche, Piemonte)
PREMIALITA’:
• incremento delle soglie dimensionali
degli allegati del DPR 12 aprile 1996
per i progetti di modifica degli
impianti di imprese in possesso di
certificazione;
• periodicità e modalità di controlli da
concordare con Autorità.
39
Incontro su IPPC
Maggio 2005
PROPOSTE INDUSTRIALI
IN MATERIA
• Eliminare discrezionalità dell’Autorità competente che, interessata di sua
modifica sostanziale ai sensi della disciplina IPPC, NON rimetta in discussione
le valutazioni già acquisite in sede di VIA;
• in caso di modifica sostanziale il procedimento NON dovrà riguardare tutto
l’impianto, ma solo la parte interessata dalla modifica sostanziale;
• L’Autorità competente nella definizione delle prescrizioni di monitoraggio
contante nell’AIA tenga conto di quanto già pianificato dalle imprese in
possesso di certificazione per evitare duplicazioni e aggravi di costi;
• Introduzione di riduzioni tariffarie per le spese di istruttoria e controllo per le
imprese ecocertificate nella seguente misura
- 40% EMAS
- 20% ISO 14001
40
Incontro su IPPC
Maggio 2005
TAVOLO di LAVORO
con Confindustrie Locali
• promuovere una modulistica standardizzata;
• promuovere un’armonizzazione delle tariffe per l’istruttoria per non creare
distorsioni di mercato;
• monitoraggio applicazione della disciplina e analisi problematiche per definire
possibili soluzioni condivise.
41
ASPETTI PROBLEMATICI
E
POSSIBILI SOLUZIONI
42
Incontro su IPPC
Maggio 2005
DISCARICHE
(art. 4, co. 4 – art. 5, co. 18)
•
Si considerano soddisfatti i requisiti tecnici del decreto IPPC, se sono
soddisfatti i requisiti tecnici di cui al decreto 36/03 (art. 4, co. 4)
•
Nel caso in cui norme attuative di disposizione, comunitarie di settore
dispongano date successive per l’attuazione delle prescrizioni,
l’autorizzazione deve essere comunque rilasciata entro il 30 ottobre 2007.
43
Incontro su IPPC
Maggio 2005
DISCARICHE
Il comma 4 dell’art. 4 del provvedimento IPPC ha modificato la “connessione “tra le due
discipline (Discariche e IPPC):
- IMPIANTI ESISTENTI: solo quando il gestore avrà ottemperato a tutte le previsioni
tecniche
previste
dalla disciplina del D.Lgs. n. 36/03 soddisferà i requisiti
previsti dalla normativa IPPC.
Applicazione art. 17, comma 2 “Disposizioni transitorie”: “i procedimenti di rilascio di
autorizzazioni che ricomprendono l’autorizzazione integrata ambientale, in corso alla data
di entrata in vigore del presente decreto, sono portati a termine dalla medesima autorità
presso la quale sono stati avviati”.
-
IMPIANTI NUOVI:
•profilo tecnico: rispetto disposizioni previste dalla normativa discariche;
•profilo procedurale: rispetto disposizioni previste dalla normativa IPPC.
44
Incontro su IPPC
Maggio 2005
AUTORITA’ COMPETENTI
E UFFICI PREPOSTI
Uffici: diversi da quelli su cui oggi ricade la competenza
autorizzativa per la gestione dei rifiuti: criticità
Autorità competente: Regione o Provincia se delegata
45
Incontro su IPPC
Maggio 2005
REGIONI COMMISSARIATE
Regioni in stato di emergenza:
problema del coordinamento della normativa AIA, con i
poteri straordinari riconosciuti ai Commissari.
46
Incontro su IPPC
Maggio 2005
LINEE GUIDA
Linee guida orizzontali: non ancora pubblicate (attualmente sono alla
registrazione della Corte dei Conti);
Linee guida settoriali comparto dei rifiuti: devono essere ancora esaminate e
approvate dal Ministero. Se le linee guida non venissero pubblicate al momento
dell’entrata in vigore della disciplina si potrebbe verificare la seguente situazione:
• IMPIANTI NUOVI: le Autorità competenti potrebbero rilasciare le AIA con
l’ausilio dell’Allegato IV del decreto;
• IMPIANTI ESISTENTI: il gestore potrebbe presentare la domanda per la
richiesta di ottenimento AIA, ma l’Autorità
competente non potrebbero,
formalmente, rilasciare il provvedimento autorizzatorio.
47
Incontro su IPPC
Maggio 2005
MODULISTICA
Ministero dell’Ambiente: sta procedendo alla definizione di una modulistica
standardizzata per gli impianti di competenza nazionale e inviterà le autorità locali
a conformarsi ad essa.
Regioni: possono procedere autonomamente alla definizione della modulistica
48
Incontro su IPPC
Maggio 2005
PROCEDURE SEMPLIFICATE
Impianto produttivo soggetto ad AIA (Allegato I)
ricompreso tra le attività a cui si applicano le procedure semplificate:
può, nell’arco della durata dell’autorizzazione integrata ambientale – AIA (5
anni), modificare o integrare l’utilizzo del rifiuto (che beneficia del regime
agevolato ai sensi degli artt. 31-33 del D.Lgs. 22/97) senza dover richiedere
una nuova AIA.
49
Incontro su IPPC
Maggio 2005
CLASSIFICAZIONE DELLE OPERAZIONI
DI TRATTAMENTO E SMALTIMENTO
Difformità esistente a livello regionale e provinciale, nell’attribuzione del codice
relativo all’operazione di trattamento o smaltimento: stesse attività autorizzate dalle
autorità competenti locali in modo diverso.
Disomogenee applicazioni della normativa IPPC
Pesanti ricadute sulle condizioni di mercato
Possibile emanazione di atto di indirizzo e coordinamento o circolare ministeriale
50
IPPC
CONTESTUALIZZAZIONE
REGIONE EMILIA ROMAGNA
51
Incontro su IPPC
Maggio 2005
STRALCIO CALENDARIO SCADENZE
PER PRESENTAZIONE DOMANDE AIA
(Delibera Giunta Regione Emilia Romagna)
CATEGORIE IPPC
PERIODO DI PRESENTAZIONE
Gestione rifiuti
Entro il 31/3/2006
La presentazione delle DOMANDE di AIA può essere effettuata dopo 90 giorni
dall’approvazione della presente deliberazione.
52
Scarica

4-Lucidi FISE Assoambiente VI 31.05.05