Rapporto sulla sussidiarietà 2013/2014 Sussidiarietà e… qualità nei servizi sociali Giorgio Vittadini Novara, 12 maggio 2014 Agenda Lo scenario di riferimento La struttura del Rapporto Parte prima: Analisi dei “costi di produzione” di alcuni servizi di welfare L’obiettivo della ricerca La metodologia di analisi I principali risultati (sintesi) Discussione Parte seconda: Indagine qualitative Presentazione degli studi di caso Professionalità relazionale e mercato solidale. Analisi e riflessioni sull’indagine qualitativa Considerazioni conclusive 2 Lo scenario di riferimento La crisi del Welfare State Un problema di costi Le crescenti aspettative dei cittadini “A new approach to public governance is needed if governments are to meet citizens’ expectations with the limited means at hand” (OECD, Government at a Glance 2013, p. 9) Dal Welfare State alla Welfare Society? In ogni caso, è necessario avere a disposizione un set di informazioni di vario tipo (costi, prestazioni, ecc.) per analizzare la gestione e la fornitura dei servizi sociali 3 Lo scenario di riferimento I gap nella letteratura e nella pratica Quali sono i “costi di produzione” dei servizi di welfare? Analisi esistenti hanno prospettiva macro (es. “costo per cittadino/utente” a livello territoriale, ecc.) la necessità di avere dati a livello di singola organizzazione Come analizzare la performance delle organizzazioni operanti nel settore welfare? Diffusa realizzazione di CustomerSatisfaction, ma utilizzo assai limitato Confronto pubblico/privato su pratiche, costi e risultati Scambio di informazioni ed esperienze non frequente i possibili benefici per le policy e per la gestione (efficienza ed efficacia) 4 La struttura del Rapporto Parte prima Analisi dei “costi di produzione” di alcuni servizi di welfare: una comparazione tra organizzazioni pubbliche e private Parte seconda Indagine qualitativa 5 PARTE PRIMA Analisi dei “costi di produzione” di alcuni servizi di welfare: una comparazione tra organizzazioni pubbliche e private 6 Obiettivo della ricerca Sviluppare un protocollo di raccolta dei dati di costo dei servizi delle organizzazioni operanti nel settore del welfare Un contributo metodologico: come adattare tecniche di costing alle realtà (pubbliche e private) operanti nel settore welfare Comparare dati di costo per alcuni casi di organizzazioni pubbliche e private non profit in esso operanti Non rappresentatività statistica, ma obiettivo di esemplificazione 7 Selezione dei casi Sotto-settori e organizzazioni coinvolte Sottosettore welfare Organizzazione pubblica Organizzazione privata Housing universitario ERSU - Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario, Catania Fondazione CEUR – Camplus d’Aragona (Catania) Asili nido Asili comunali “Libertà” (Monza) e Arcobaleno (Cinisello Balsamo) Collegio della Guastalla e Pappa, Coccole e Balocchi (Monza), Orsonido (Cinisello Balsamo) Housing sociale ATC – Agenzia Territoriale per la Casa, Torino Fondazione Compagnia di S. Paolo (np), Torino Assistenza agli Azienda di Servizi alla Persona “Golgi anziani Redaelli”, Milano Fondazione Moscati, Milano Riabilitazione Pio Albergo Trivulzio, Milano Residenze Anni Azzurri, Milano 8 La metodologia di ricerca L’idea del benchmarking Non un giudizio definitivo su preferenza pubblico vs privato, ma strumenti di analisi per un confronto positivo con implicazioni manageriali Un approccio Activity-BasedCosting (ABC) L’importanza di analizzare non solo il “costo di produzione”, ma anche le sue determinanti: quali “attività” spiegano il consumo delle risorse? Il concetto di costo utilizzato è il concetto di “costo pieno”, ossia include: Costi non monetari (ammortamenti e lavoro volontario) Costi indiretti “corporate” – costi indiretti derivanti da partecipazione al costo di produzione da parte di altri uffici/divisioni 9 La metodologia di ricerca (2) Il protocollo seguito per l’analisi dei costi: Definizione delle attività comuni: anche insieme alle organizzazioni coinvolte (interviste iniziali) Analisi costi per natura (costi MD, LD e OVH) e loro ripartizione per attività (analisi item per item + interviste) Definizione indicatori di costo (per utente e per attività) e loro calcolo Attività Costo del personale Attività 1: Amministrazione Attività 2: Didattica/cura Attività 3: Fund-raising / promozione Attività n 10 Costo Costi indiretti materiali ecc. Totale La metodologia di ricerca (3) L’analisi delle performance Indicatori di qualità oggettiva (es. tempi di risposta, rapidità intervento, ecc.) oppure qualità percepita? Punti di forza e criticità della qualità percepita (customersatisfaction, CS) (+) rilevazione diretta delle opinioni degli utenti (non “mediata” da modello di riferimento) (+) l’attenzione alla dimensione delle “aspettative” degli utenti (-) soggettività (comparabilità), instabilità, mis-percezione Uso di fonti secondarie CS sviluppate dalle organizzazioni (eventualmente ri-composte), non definizione di uno strumento ad hoc. Soddisfazione Utenti La metodologia di ricerca (4) Organizzazione A - Organizzazione B L’integrazione di informazioni sui costi e qualità percepita alta Laddove Attività 1 (350€/utente) Attività 1 (450€/utente) media Attività 2 (400€/utente) bassa Attività 2 (350€/utente) Costo per attività (€) 1.2.4. Alcune note prima dei risultati possibile, anche per (macro) attività I principali risultati 13 I risultati in sintesi: il non profit costa meno I costi unitari delle organizzazioni non profit risultano in media inferiori del 23% (tra il 17% e il 41%) ai costi unitari delle organizzazioni del settore pubblico… 10.00 10.00 7.69 8.00 6.00 Pubblico Non profit 4.00 2.00 0.00 Costo unitario 14 …senza rinunciare alla qualità La soddisfazione degli utenti risulta in media superiore per le organizzazioni non profit; in una scala da 1 a 10, 8,25 v. 7,66. 10.00 9.00 8.25 8.00 7.66 7.00 6.00 Pubblico 5.00 Non profit 4.00 3.00 2.00 1.00 0.00 Soddisfazione utenti [1-10] 15 Asili nido - COSTI I costi unitari delle organizzazioni non profit risultano in media inferiori del 41% (7.700€/bambino annui contro 13.100)ai costi unitari delle organizzazioni del settore pubblico. 14000 13097 12000 10000 7717 8000 Pubblico Non profit 6000 4000 2000 0 Costo unitario [Euro/anno] 16 Asili nido – QUALITA’ La qualità percepita è leggermente a vantaggio del non profit: 8 v. 8,6 10.00 9.00 8.67 8.05 8.00 7.00 6.00 Pubblico 5.00 Non profit 4.00 3.00 2.00 1.00 0.00 Soddisfazione utenti [1-10] 17 Housing universitario – COSTI I costi unitari dell’organizzazione non profit risultano in media inferiori del 17% ai costi unitari dell’organizzazione del settore pubblico (9.100 €/posto letto – anno, contro 10.900). 12000 10943 10000 9093 8000 Pubblico 6000 Non profit 4000 2000 0 Costo unitario [Euro/anno] 18 Housing universitario – QUALITA’ La qualità percepita è leggermente a vantaggio del non profit: 6 v. 6,7 10.00 9.00 8.00 6.78 7.00 6.08 6.00 Pubblico 5.00 Non profit 4.00 3.00 2.00 1.00 0.00 Soddisfazione utenti [1-10] 19 Residenze sanitario-assistenziali – COSTI I costi unitari dell’organizzazione non profit risultano inferiori del 21% (100 €/posto letto – giorno contro i 125) ai costi unitari dell’organizzazione del settore pubblico 140 125 120 99 100 80 Pubblico Non profit 60 40 20 0 Costo unitario [Euro/giorno] 20 Residenze sanitario-assistenziali – QUALITA’ La qualità percepita è leggermente a vantaggio del non profit: 8 v. 8,5 10.00 9.00 8.50 8.00 8.00 7.00 6.00 Pubblico 5.00 Non profit 4.00 3.00 2.00 1.00 0.00 Soddisfazione utenti [1-10] 21 Centri per la riabilitazione – COSTI I costi unitari dell’organizzazione non profit risultano inferiori del 22% ai costi unitari dell’organizzazione del settore pubblico (130€/posto letto-giorno contro 165) 180 168 160 140 131 120 100 Pubblico 80 Non profit 60 40 20 0 Costo unitario [Euro/giorno] 22 Centri per la riabilitazione – QUALITA’ La qualità percepita è leggermente a vantaggio del non profit: 8,5 v. 9 10.00 9.07 9.00 8.51 8.00 7.00 6.00 Pubblico 5.00 Non profit 4.00 3.00 2.00 1.00 0.00 Soddisfazione utenti [1-10] 23 Un esempio illustrativo In questa sezione, si riportano i risultati di dettaglio riferiti ad uno specifico sotto-settore (Residenze per anziani) I dettagli per gli altri sotto-settori: nel Rapporto Nella successiva sezione: considerazioni di sintesi più generali sui risultati complessivi 24 Le realtà analizzate Organizzazione pubblica: Golgi Redaelli 3 istituti geriatrici (310 posti letto) + altri servizi di riabilitazione, hospice, servizi specialistici vari, ecc. Gestione (apicale): Direttore Generale + Direttori Medici Organizzazione per moduli operativi Organizzazione privata: Fondazione Moscati Accreditamento RL per una RSA di 78 posti letto Gestione (apicale): Direttore Sanitario + Direttore Struttura + Direttore Amministrativo Costi (per natura) Partenza da dati oggettivi di Conto Economico Base di riferimento per riclassificazioni successive (per attività) Voci di costo Fondazione Moscati ASP Redaelli € % € % 2,138,268 77% 8,080,500 61% Materiali di consumo 348,710 13% 1,486,731 11% Servizi 166,000 6% 1,568,756 12% Costi indiretti (OVH) 130,600 4% 2,088,834 16% Lavoro (salari e stipendi) Le differenze nella struttura di costo (OVH + servizi) Definizione delle attività Interviste preliminari Gruppo di lavoro Politecnico + referenti organizzazioni per definire set comune di macro- e micro-attività Macro-attività Micro-attività incluse (1) Mensa (2) Pulizia (A) Attività albergative (3) Lavanderia (4) Manutenzione ordinaria (B) Attività assistenziali (5) Attività assistenziali (C) Attività sanitarie (6) Attività sanitarie (7) Attività amministrative (8) Attività di animazione (D) Altre attività (9) Servizio sociale 27 I costi per attività Attività Attività albergative (1) Mensa (2) Pulizia (3) Lavanderia (4) Manutenzione ordinaria Fondazione Moscati €/posto letto % su totale 18.1 18.2% ASP Redaelli €/posto letto % su totale 19.9 16.0% 8 5.7 1.6 2.8 8.0% 5.7% 1.7% 2.8% 7.5 1.4 3 8 6.0% 1.1% 2.4% 6.4% Attività assistenziali 43.7 44.1% 47.8 38.2% (5) Attività assistenziali 43.7 44.1% 47.8 38.2% Attività sanitare 21.2 21.4% 27 21.6% (6) Attività sanitarie 21.2 21.4% 27 21.6% 11.5 11.6% 18.9 15.1% (7) Attività amministrative (8) Attività di animazione (9) Servizio sociale 8.7 2.2 0.6 8.7% 2.2% 0.6% 15.8 2.1 1 12.6% 1.7% 0.8% Totale costi operativi 94.5 Costi di struttura 4.6 4.7% 11.3 9.1% Totale costi 99.1 - 124.9 - Altre attività 28 113.6 I costi per attività 60 Differenziali di costo: (i) “altre attività” e (ii) “struttura” 47.8 50 Costo/attività [Euro] 43.7 40 30 20 27.0 18.1 21.2 19.9 18.9 11.5 10 11.3 4.6 Attività albergative Attività Attività sanitarie Atre attività assistenziali Attività (primo livello) svolte dalla struttura Moscati 29 Redaelli Costi di struttura I costi per attività 10% 9.1% 4.7% 15.1% 11.6% 16.0% 20% 21.4% 30% 21.6% 40% 18.2% Costo/attività [%] 50% Nonostante la “quota” di costi allocati a queste attività sia uguale o inferiore per ASP Redaelli, il costo in termini assoluti (€) è maggiore (Cfr Slide precedente) 38.2% 44.1% Quale struttura di costo? (Incidenza %) 0% Attività albergative Attività Attività sanitarie Atre attività assistenziali Attività (primo livello) svolte dalla struttura Moscati 30 Redaelli Costi di struttura Soddisfazione degli utenti Per macro-attività: scala [1;4] Fondazione Moscati ASP Golgi Redaelli Mensa 3,4 3,1 Pulizia 3,6 3,1 Lavanderia 3,5 3,0 Attività assistenziale 3,2 3,2 Attività sanitarie 3,6 3,2 Animazione 3,3 3,6 Complessiva 3,4 3,2 31 La relazione tra soddisfazione e costi Customersatisfactione costi (per attività) sono coerenti? Fondazione Moscati Attività ASP Redaelli €/posto letto Customer €/posto letto Customer (1) Mensa 8 3.4 7.5 3.1 (2) Pulizia 5.7 3.6 1.4 3.1 (3) Lavanderia 1.6 3.5 3 3 (5) Attività assistenziali 43.7 3.2 47.8 3.2 (6) Attività sanitarie 21.2 3.6 27 3.2 (8) Attività di animazione 2.2 3.3 2.1 3.4 Totale 3.43 32 3.2 La relazione tra soddisfazione e costi (segue) Fondazione Moscati 3.7 Area di incoerenza Customer Satisfaction 3.6 3.5 3.4 3.3 Aree di coerenza 3.2 3.1 3.0 - 10 20 30 Costo/attività [Euro] 40 50 (1) Mensa (2) Pulizia (3) Lavanderia (5) Attività assistenziali (6) Attività sanitarie (8) Attività di animazione 33 60 Discussione Analogie e differenze nei target (1) Le organizzazioni private operanti nei settori di welfare tendono a soddisfare le stesse esigenze e le stesse domande sociali espresse da tipologie simili di popolazione interessata Non necessariamente “competizione”… (es. differenze nei target, in relazione alla diversa possibilità di esprimere una domanda sociale attraverso la compartecipazione al costo) Una possibile categorizzazione Organizzazioni pubbliche situazioni di bisogno, anche economico, più marcato (talvolta, indigenza; comunque, offerta “condizionata al reddito”) Organizzazioni private risposta a un bisogno come “fruizione di un servizio” (non necessariamente difficoltà economica); talvolta, anche per sopperire all’impossibilità di offerta da parte del settore pubblico 35 Analogie e differenze nei target (2) Una classificazione di “sovrapposizione” tra servizi Accesso gratuito anche Compartecipazione al per organiz private costo Servizi "simili" (analoghi) Servizi diversi (target e/o servizio diverso) Assistenza anziani*,**, Asili nido*; Assistenza e housinguniversitario; riabilitazione* Assistenza anziani*,** Housing sociale * Accesso gratuito al servizio solamente per utenti individuati dalla AP nell’ambito di una convenzione; ** Per i servizi di assistenza agli anziani, la componente di assistenza sanitaria è gratuita, mentre quella di servizio residenziale prevede una compartecipazione al costo. Analisi dei differenziali di costo (1) Costi unitari minori per le organizzazioni private Maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse) (in particolare, RU) + differenziali nei costi dei contratti? Regolamentazione dei costi (es. regolamentazione costo del lavoro o approvvigionamenti, ecc.). Analisi della struttura dei costi per attività/natura Organizzazioni private: maggiore quota di costi sulle attività̀ core del settore, e una parte meno rilevante su costi di gestione ed amministrativi (in parte, anche per differenziali salariali di cui sopra) Analisi dei differenziali di costo (2) Costi unitari Sotto-settore Asili nido Housing sociale Housing universitario Residenze per anziani Assistenza e riabilitazione Costi organizzazioni Costi organizzazioni private > pubbliche private < pubbliche x (-40.8%)* n.d. x (-16.9%) x (-20.1%) x (-22.1%) n.d. Analisi dei differenziali di costo (3) Costi per (macro) attività – struttura di costo Housing universitario Attività core Costi di gestione ed amministrativi Strutture e utenze Asili nido Attività core Costi di gestione ed amministrativi Strutture e utenze Residenze per anziani Attività core Costi di gestione ed amministrativi Strutture e utenze Housing sociale Attività core Costi di gestione ed amministrativi Strutture e utenze Riabilitazione Attività core Costi di gestione ed amministrativi Strutture e utenze Organizzazioni pubbliche Organizzazioni private 42% 33% 25% 47% 19% 34% 59% 15% 26% 55% 15% 30% 63% 28% 9% 68% 27% 5% 82% 18% - 80% 20% - 62% 16% 22% 66% 15% 19% Risultati dalla customersatisfaction (1) In generale, punteggi di CS molto elevati Selezione dei casi considerati Tendenza a esprimere un giudizio positivo su servizi così “sensibili” Non vi è evidenza di trade-off costi/qualità Le organizzazioni che producono a costi unitari mediamente più contenuti, ottengono anche indici di soddisfazione medi più elevati Mancata coincidenza tra intensità̀ del costo per attività̀ e grado di soddisfazione per l’attività̀ corrispondente Capacità di distinguere i driver di costo da parte dell’utente? Risultati dalla customersatisfaction (2) Organizzazioni pubbliche Organizzazioni private Attività core Attività amministrative gestionali Attività core Attività amministrative gestionali Asili nido Costo per attività (medio) elevato contenuto elevato contenuto Gradimento utenti (medio) elevato medio elevato medio/elevato Housing universitario Costo per attività (medio) elevato elevato elevato contenuto Gradimento utenti (medio) contenuto elevato elevato medio Residenze per anziani Costo per attività (medio) elevato medio elevato contenuto Gradimento utenti (medio) medio medio elevato elevato Riabilitazione Costo per attività (medio) elevato elevato contenuto contenuto Gradimento utenti (medio) medio medio elevato elevato La categorizzazione dei costi (elevato, medio e contenuto) si basa sui costi (€) per utente; quella per customersatisfaction sulla media delle valutazioni (standardizzate) ricevute dalle organizzazioni coinvolte / per attività Sviluppi futuri Con riferimento alla prosecuzione delle attività di ricerca: Conduzione dell’analisi su campione statisticamente rappresentativo (anche per area geografica, sotto-settore, ecc.) Sviluppo di strumenti di analisi della qualità oggettiva da affiancare a indicatori di qualità percepita Con riferimento alle implicazioni manageriali: Estendere attività di benchmarking all’interno dei singoli sotto-settori, tra organizzazioni pubbliche e private, e tra esse sviluppare anche analisi longitudinali Con riferimento alle conseguenze di policy: Introdurre elementi di analisi dei costi e delle prestazioni nelle fasi di affidamento della gestione e della fornitura di servizi di welfare 42 PARTE SECONDA Indagine qualitativa A cura di F. Tanzilli studi di caso in collaborazione con L. Bardazzi, E. Belloni, P. Bonari e P. Garrone 43 Le imprese sociali in Italia 12.577 imprese sociali (di cui 11.808 cooperative sociali) 22.468 enti non profit di natura produttiva 88.445 imprese for profit di “utilità sociale” Il 90% delle imprese sociali opera nei servizi (in particolare, sanità e assistenza sociale) Stock occupazionale 2010: 382.530 dipendenti (3,3% del dato nazionale, escludendo agricoltura e settore pubblico; 5,5% del dato nazionale nel settore servizi) Area socio-sanitaria: 58% dei lavoratori del settore privato in Italia Istruzione: 33% dei lavoratori del settore privato in Italia Dati (settembre 2010): Registro Imprese – REA integrato; Unioncamere - InfoCamere 44 Gli studi di caso Denominazione Cooperativa sociale Nuova Dimensione Area geo Fondazione ENAIP Lombardia Milano (MI) Cooperativa sociale Giotto Padova (PD) Cooperativa sociale Itaca Fondazione Maddalena Grassi Cooperativa sociale Nuova SAIR Associazione San Camillo Cooperativa sociale Virtual Coop Pordenone (PN) Milano (MI) Roma (RM) Napoli (NA) Bologna (BO) Cooperativa sociale l'Imprevisto Pesaro (PU) Centro Ascolto Stranieri Roma (RM) Carate Brianza (MB) Cooperativa sociale In-Presa ENDO-FAP Sicilia Perugia (PG) Palermo (PA) 45 Servizi Socio sanitari, assistenziali, educativi e riabilitativi Formazione professionale e inserimento lavorativo Manutenzione, pulizia, rifuti, custodia, ristorazione, call center, ecc. Socio sanitari, educativi Assistenza sanitaria domiciliare Assistenza socio sanitaria Accoglienza diurna minori Sviluppo web Servizi terapeutici-educativi per ragazzi tossicodipendenti Accoglienza e ascolto, per immigrati Formazione professionale e inserimento lavorativo Formazione professionale e inserimento lavorativo Protocollo di ricerca Intervista semi-strutturata e lettura dati/informazioni di natura secondaria Struttura standard dei casi: Scheda sintetica informativa Informazioni generali sull’opera Aspetti di governance e di gestione Analisi dei processi produttivi Analisi finanziaria Valutazione Rapporto con l’ambiente 46 Risultati: un quadro di insieme Quali risultati sono sinteticamente emersi dalla lettura trasversale degli studi di caso? Asset ontologico personalista Professionalità relazionale Fondi pubblici Mercato solidale Valutazione Rapporto con l’ente pubblico Rapporto con il territorio 47 “Asset ontologico” personalista Origine: esperienza educativa vision, non strategia Fiducia “a priori” nel valore della persona Concentrazione sulla domanda prima che sull’offerta, sulla persona prima che sull’handicap Targetinclusivi (drop out) Reperimento di “positività” su cui investire per assistenza e recupero Criticità: mantenimento mission gestione post fondazione formazione del personale 48 Professionalità relazionale Tenacia nell’osservazione sistematica dei bisogni Dimensione relazionale empatica parte integrante della professionalità, non solo attitudine Flessibilità & innovazione Partnership con stakeholderpotenziamento opportunità; responsabilizzazione; coinvolgimento della popolazione locale Prevenzione criticità: riconoscimento “Domiciliarizzazione” del servizio, laddove possibile Integrazione dei servizi 49 Fondi pubblici Rilievo primario, ma numerose criticità: leggi fiscali e sociali spesso inadeguate; incertezze e ritardi nei pagamenti; spendingreview; spoilsystem; difficoltà di accesso a commesse locali (finanziamenti “a pioggia”, criteri “politici” di spartizione dei fondi) Opportunità: fondi europei; sensibilizzazione PA (importanza dimensioni) 50 Mercato solidale Erogazioni liberali Rimborsi MA criticità: copertura costi tipologia clienti Inserimento sul mercato: fundraising(risorse umane ad hoc); start-up di nuovi servizi; collocazione sul mercato dei servizi erogati; inserimento in rete (dimensioni; integrazione servizi) Prospettiva: superamento della dicotomia mercato/solidarietà 51 Valutazione Certificazioni qualità, etica, sicurezza Valutazione “empirica” di personale e servizi Valutazione quantitativa necessaria (per controllo e sviluppo, per finanziamento) criticità: target di clientela e servizi Auspicabile coinvolgimento dell’ente pubblico (Università) Un aspetto decisivo per l’integrazione e l’utilizzo di strumenti di analisi dei costi e performance management 52 Rapporto con l’ente pubblico Diversificazione territoriale Non “un caso per tutti” Criticità: scarsa consapevolezza dell’utilità sociale del “privato sociale” burocrazia lenta e inefficace legislazione inadeguata mero outsourcing [sussidiarietà rovesciata] Contributo imprescindibile alla PA per fronteggiare i bisogni sociali emergenti Prospettiva: dal government alla governance 53 Rapporto con il territorio Forte radicamento sul territorio utilità pubblica Coinvolgimento degli stakeholder (familiari, ma non solo) fattore di responsabilizzazione, di coesione sociale, di sviluppo del territorio Partnership di rete con enti e associazioni di categoria integrazione servizi; importanza dimensioni per mercato e rapporto con PA Contributo all’occupazione 54 Considerazioni conclusive 55 Alcuni spunti (finali) di riflessione Per il nostro gruppo di lavoro, la ricerca è stata occasione per farsi alcune domande relative ai possibili sviluppi dei modelli gestionali o organizzativi della welfare society in Italia 1. Verso un crescente ricorso a cross-sectoralpartnerships(ad esempio PPPs)? In quale direzione? Con quali risorse? Una complementarietà tra organizzazioni pubbliche e private? 2. Quali sistemi incentivanti? Motivazione intrinseca vs remunerazione esplicita? 3. Come misurare la performance? Efficienza, efficacia, equità: costrutti multidimensionali, la necessità di un sistema di indicatori più ampio e articolato; misure e non solo percezioni 4. Conseguenze di policy: (i) gestione diretta, (ii) accreditamento o (iii) libero mercato”? 56 Integrazione analisi costi e qualitativa Il valore di realizzare una ricerca che non sia né solo “analisi dei costi/performance” né solo “studio di caso qualitativo”: Osservare e discutere aspetti intangibili, nel quadro di un’analisi di tipo quantitativo e aziendale investigare alcuni aspetti soft della specificità delle organizzazioni non profit Strumenti di base per avviare un più ampio lavoro di analisi/confronto tra realtà che possono mutuamente beneficiare di idee/innovazioni 57 Conclusioni generali Ripensare al concetto di servizio pubblico alla persona Mettere al centro la valutazione Approfondire l’esperienza del non profit Applicare il principio di sussidiarietà Non dimenticarsi della solidarietà 58