La Guida per la formulazione dei profili dei corsi
di studio elaborata dalle Reti Tuning e
ENIC-NARIC
Prof. Ann Katherine Isaacs
Università di Pisa
Comitato di Gestione Tuning; Coordinatore Reti Europee di
Storia; Bologna Expert, Consigliere ECTS/ DS; Project Group
CoRe (Competences for Recognition)
Profili dei Corsi di Studio
Pisa, 13 maggio 2011
Rovesciare il paradigma? Output invece di
input? Una didattica che parte chi apprende?
- Un processo lento, faticoso che ha richiesto
molto tempo e coinvolto molte persone
- I cambiamenti necessari sono numerosi, di
organizzazione e di sensibilità
- quando si parla di ‘processo’ si intende una
complessa opera di esplorazione, di tentativi, di
rettifiche.
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Pisa, 13 maggio 2011
La Guida, elaborato nel progetto CoRe2 da Tuning, gli
esperti ENIC-NARIC e le reti di Storia, infermieristica e
fisica costituisce un esempio di elaborazione si
prospettive e strumenti condivisi mediante la
collaborazione internazionale a molteplici livelli.
E’ un prodotto che risponde ad una pluralità di
esigenze: un modo per descrivere i corsi di studio
attraverso le competenze e gli esiti di apprendimento.
Risponde ad una certa idea di eccellenza: un modo
standardizzato di descrivere anche le peculiarità di
ciascun corso di studio.
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Pisa, 13 maggio 2011
Fin dall’idea iniziale, semplice, di un’architettura comune (cicli, crediti ) fra
4 paesi (dichiarazione della Sorbona), poi 29, ora 49, la finalità è stata di
trovare soluzioni concrete che potessero agevolare gli studenti nella loro
formazione personale e professionale.
Gradualmente si sono coinvolti molti attori; le ricette giuste possono essere
trovate solo attraverso ampie collaborazioni internazionali, strutturate con
cura.
Accanto al livello formale degli accordi dei ministri e il lavoro del gruppi dei
seguiti del processo di Bologna, ci sono altri attori: nella rete Tuning, e
nelle reti Erasmus molti migliaia di accademici, consultando decine di
migliaia di laureati, studenti e datori di lavoro, hanno esplorato a livello di
area disciplinare come tradurre in indicazioni utili – linee guida e punti di
riferimento – i principi generali della normativa.
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Pisa, 13 maggio 2011
In questo quadro la Guida Tuning/CoRe2 è uno strumento nuovo e significativo.
Per questo motivo abbiamo voluto discuterne in un seminario di lavoro.
La Guida ha diverse funzioni, in quanto fornisce un modello, una procedura
standard, per formulare il ‘profilo di un corso di studio’ in termini di ciò che chi si
laureerà saprà, saprà fare; quali capacità avrà e quale livello di responsabilità sarà
in grado di prendere.
Un profilo di questo genere – basato sulle competenze – serve:
- per facilitare il riconoscimento formale delle competenze acquisite, a livello
nazionale e internazionale;
- per descrivere l’essenza, il sapore, di un corso di laurea (ai datori di lavoro, agli
studenti stessi, al pubblico);
- come strumento di pianificazione e di costruzione della qualità del processo
formativo;
- come catalizzatore per accrescere la sensibilità dei docenti verso una didattica
basata sulla formazione di competenze; e facilitare la discussione e collaborazione
necessarie per attuarla.
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Pisa, 13 maggio 2011
Utilizzando la Guida è possibile elaborare, secondo un modello chiaro, il
ritratto succinto ma incisivo di un Corso di Studio in modo che possa
essere facilmente letto e interpretato da altri persone, in tutti i paesi
dell’Area Europea dell’Istruzione Superiore (EHEA), ora 47 paesi, e anche
in altri continenti.
E’ previsto che il profilo elaborato secondo il modello condiviso venga
inserito nel Supplemento al Diploma, al punto 4.2, e quindi sarà utilizzato a
livello internazionale, non solo europeo.
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Pisa, 13 maggio 2011
La Guida consiste in 3 capitoli e 3 appendici.
Capitoli:
1. un’Introduzione, che colloca il Profilo del Corso di Laurea nel quadro
degli strumenti elaborate per migliorare la didattica, finalizzandola alla
formazione delle competenze;
2. Il Modello (Template) per il Profilo e le istruzioni per completarlo;
3. Il Glossario, per chiarire il significato che viene attributo ai termini usati
nella Guida;
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Appendici:
1. come procedere per pianificare un nuovo Corso di Laurea basandosi
sulla formazione delle competenze;
2. l’elenco di 31 competenze ‘generiche’ (non specifiche ad una particolare
area disciplinare;
3. esempi di Profili, per il primo, secondo, e terzo ciclo (Laurea, Laurea
magistrale e dottorato) per tre aree disciplinari (Storia, Fisica,
Infermieristica).
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I campi :
Informazioni generali
A. ‘obiettivi’ del corso di studio
B. ‘caratteristiche’
C. professioni, altri studi
D. approcci all’apprendimento
E. le competenze chiave formate durante il Corso di Studio
F. gli esiti di apprendimento principali
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Pisa, 13 maggio 2011
I campi più importanti sono la E e l’F.
E. le competenze chiave formate durante il Corso di Studio
(“Programme Competences”/ PCs)
F. gli esiti di apprendimento principali
(“Programme Learning Outcomes”/PLOs)
Le definizioni Tuning, usate nella Guida, sono molto importanti.
Competenze: termine usato in senso molto ampio, le competenze
appartengono allo studente.
Esiti o risultati di apprendimento: le descrizioni, formulate dai docenti,
dei risultati verificabili che indichino la formazione delle competenze.
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Parte 2.
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Pisa, 13 maggio 2011
La parte più importante, ai nostri fini, è quelle finale del Profilo (i campi E e
F). Abbiamo visto il punto di vista, l’esempio ‘dei fisici’;
Vediamo ora alcuni punti riguardanti l’esempio elaborato dagli storici (14
università hanno partecipato);
La fisica può utilizzare/usa un linguaggio internazionale; per la storia la
situazione è diversa.
La storia è stata scelta come area disciplinare ‘esemplare’ per le scienze
umane e sociali, ma si tratta di un esempio estremo.
Per quello è particolarmente interessante il suo modo di trasformare la
descrizione dei corsi di studio in un discorso/profilo basato sugli esiti e
sulle competenze.
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In ciascun paese, in ciascun’università, in ciascun corso di studio, i
‘contenuti’ sono diversi.
Le periodizzazioni, le metodologie, le bibliografie ... sono diverse.
Come definire ciò che un laureato realmente ‘sa’ ed è in grado di fare, in
modo che altri (in altri paesi o anche nel proprio) possono capire?
Attraverso le competenze del programma e gli esiti di apprendimento.
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Le Competenze (‘PCs’)
Esempi: Storia, secondo ciclo (pp. 70-71)
E. Programme Competences
5 “generiche”
- Critical and self critical skills
- Concern for quality and ethical commitment
- Interpersonal skills and teamwork
- written and oral communication in one’s own language and in another
language
- working autonomously, designing strategies and managing time.
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Le Competenze (‘PCs’)
Esempi: Storia, secondo ciclo (pp. 70-71)
E. Programme Competences
8 “subject specific”
-world history
-analysis of documents
-historical period/theme
-knowledge of ICT resources
-appropriate terminology and mode of expression
-tools of other human sciences
-cooperation in tasks relative to the discipline
-planning and delivering an individual research based contribution
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Pisa, 13 maggio 2011
Gli esiti (PLOs)
Esempi: Storia, secondo ciclo (pp. 71-72)
F. Programme learning outcomes
13: che definiscono, in modo che possano essere verificati, i risultati
corrispondenti alle competenze elencate sotto E.
Non è necessario che la corrispondenza sia punto per punto, ma che
complessivamente gli ‘esiti’ corrispondano alle competenze.
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Le professioni regolate: Infermieristica
Differenze per motivi formali: quando il regolamento della professione
richiede (come spesso in questo caso) liste anche lunghe di competenze
specifiche, nel Profilo del Corso di Studio viene fatto riferimento al
regolamento, e nel campo E si dà un quadro riassuntivo degli elenchi
ufficiali.
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Un altro strumento:
Competence-based Learning
un’opera di analisi delle competenze ‘generiche’, distinguendone i livelli:
per accrescere la consapevolezza dei docenti e anche di chi apprende.
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A. K. Isaacs